La Sura 97 al-Qadr, “Il destino”, è una sura meccana di 5 versetti secondo la classificazione tradizionale islamica. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 97:1
«In verità Noi lo abbiamo fatto scendere nella Notte di al-Qadr.[1]»
Come abbiamo tradotto
Il v. 1 dice «Noi lo abbiamo fatto scendere» usando un pronome maschile singolare, senza nominare esplicitamente il Corano. Anche al-Qadr ha un campo semantico che comprende decreto, misura, valore e destino; manteniamo quindi il nome traslitterato invece di fissarlo in «Destino» o «Decreto».
Corano 97:2
«E che cosa ti farà sapere cos’è la Notte di al-Qadr?»
Corano 97:3
«La Notte di al-Qadr è migliore di mille mesi.»
Corano 97:4
«In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per ogni questione.[2]»
Come abbiamo tradotto
Il v. 4 nomina «gli angeli e lo Spirito» senza identificare lo Spirito con Gabriele. Min kulli amr può essere reso «per/con ogni questione, ordine, decreto»; scegliamo «per ogni questione» senza aggiungere il verbo «fissare».
Corano 97:5
«Essa è pace fino al sorgere dell’alba.[3]»
Come abbiamo tradotto
Salāmun hiya è una frase nominale: «essa è pace». Manteniamo la formulazione invece di espanderla in «pace e sicurezza» o in una descrizione liturgica della notte.
Note alla traduzione
- Corano 97:1. Il v. 1 dice «Noi lo abbiamo fatto scendere» usando un pronome maschile singolare, senza nominare esplicitamente il Corano. Anche al-Qadr ha un campo semantico che comprende decreto, misura, valore e destino; manteniamo quindi il nome traslitterato invece di fissarlo in «Destino» o «Decreto». ↩
- Corano 97:4. Il v. 4 nomina «gli angeli e lo Spirito» senza identificare lo Spirito con Gabriele. Min kulli amr può essere reso «per/con ogni questione, ordine, decreto»; scegliamo «per ogni questione» senza aggiungere il verbo «fissare». ↩
- Corano 97:5. Salāmun hiya è una frase nominale: «essa è pace». Manteniamo la formulazione invece di espanderla in «pace e sicurezza» o in una descrizione liturgica della notte. ↩









