La Sura 74 al-Muddaththir, “Il coperto dal mantello”, è una sura meccana di 56 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 74:1
«O tu che ti sei avvolto![1]»
Come abbiamo tradotto
Al-Muddaththir è un participio attivo di forma V dalla radice d-th-r: indica chi si copre o si avvolge. Rendiamo il vocativo «O tu che ti sei avvolto!», senza aggiungere il nome di Maometto, che nel versetto non compare.
Corano 74:2
«Alzati e ammonisci,»
Corano 74:3
«e magnifica il tuo Signore,»
Corano 74:4
«e purifica le tue vesti,[2]»
Come abbiamo tradotto
Wa-thiyābaka fa-ṭahhir dice letteralmente «e le tue vesti purifica». Manteniamo «vesti» nel testo; eventuali letture simboliche appartengono all’esegesi e non vengono inserite nella traduzione.
Corano 74:5
«e abbandona l’impurità,[3]»
Come abbiamo tradotto
Al-rujz può essere reso con impurità, contaminazione o abominio; al-Ṭabarī documenta qui interpretazioni come “idoli”, “peccato/disobbedienza” e letture collegate al castigo. Il versetto non nomina esplicitamente gli idoli, perciò traduciamo «impurità» e lasciamo la specificazione esegetica nella nota. Cfr. al-Ṭabarī, 74:5.
Corano 74:6
«e non fare favori cercando di ottenere di più,[4]»
Come abbiamo tradotto
Wa-lā tamnun tastakthiru contiene il verbo «fare/conferire un favore» seguito da una forma X della radice k-th-r, «cercare/ottenere di più». Rendiamo «non fare favori cercando di ottenere di più».
Corano 74:7
«e per il tuo Signore sii paziente.»
Corano 74:8
«Quando si soffierà nel Corno,»
Corano 74:9
«quello, in quel Giorno, sarà un giorno difficile,»
Corano 74:10
«per i miscredenti, per nulla facile.»
Corano 74:11
«Lascia a Me colui che ho creato in solitudine,[5]»
Come abbiamo tradotto
Waḥīdan è accusativo e qualifica circostanzialmente l’uomo creato. Rendiamo «colui che ho creato in solitudine»; il versetto non contiene il nome con cui la tradizione identifica il destinatario.
Corano 74:12
«e al quale ho concesso ricchezza abbondante,»
Corano 74:13
«e figli presenti al suo fianco,»
Corano 74:14
«e al quale ho reso ampiamente agevoli le cose.»
Corano 74:15
«Poi egli desidera che Io gli dia ancora di più.»
Corano 74:16
«No! In verità egli è stato ostinato contro i Nostri segni.»
Corano 74:17
«Gli imporrò un’ascesa faticosa.[6]»
Come abbiamo tradotto
Saʿūdan indica un’ascesa/salita gravosa. Rendiamo «un’ascesa faticosa» senza trasformare nel versetto l’immagine in uno specifico monte infernale, che appartiene a interpretazioni esegetiche.
Corano 74:18
«In verità egli rifletté e ponderò.»
Corano 74:19
«Che sia ucciso! Come ha tramato![7]»
Come abbiamo tradotto
I vv. 19–20 ripetono qutila, perfetto passivo di qatala, “uccidere”. La forma è usata con valore imprecativo: non descrive un’uccisione già avvenuta, ma formula una maledizione. Per conservare sia il valore imprecativo sia il verbo concreto traduciamo “Che sia ucciso!” e, nella ripetizione del v. 20, “Poi che sia ucciso!”. Kayfa qaddara significa letteralmente “come ha calcolato/escogitato”; nel contesto del piano appena elaborato, il Quranic Arabic Corpus rende qaddara con “plotted”. Perciò scegliamo “Come ha tramato!”. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 74:19 e al-Ṭabarī, 74:19.
Corano 74:20
«Poi che sia ucciso! Come ha tramato!»
Corano 74:21
«Poi guardò,»
Corano 74:22
«poi si accigliò e si rabbuiò,»
Corano 74:23
«poi volse le spalle e si mostrò arrogante,»
Corano 74:24
«e disse: «Questo non è che magia trasmessa;»
Corano 74:25
«questo non è che parola di un essere umano».»
Corano 74:26
«Lo farò bruciare in Saqar.»
Corano 74:27
«E che cosa ti farà sapere che cos’è Saqar?»
Corano 74:28
«Non lascia nulla rimanere e nulla risparmia.»
Corano 74:29
«Bruciante per la pelle umana.[8]»
Come abbiamo tradotto
Lawwāḥatun lil-bashar è analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 74:29 come «bruciante/scottante per la pelle umana». Qui bashar è reso nel valore corporeo richiesto dal contesto: «pelle umana».
Corano 74:30
«Su di essa ve ne sono diciannove.»
Corano 74:31
«Non abbiamo posto come custodi del Fuoco se non angeli, e non abbiamo fatto del loro numero se non una prova per coloro che non credono, affinché coloro ai quali è stata data la Scrittura acquistino certezza, coloro che credono aumentino nella fede, coloro ai quali è stata data la Scrittura e i credenti non dubitino, e affinché coloro nei cui cuori vi è una malattia e i miscredenti dicano: «Che cosa ha voluto Dio con questo esempio?». Così Dio svia chi vuole e guida chi vuole. Nessuno conosce le schiere del tuo Signore se non Lui. Ed essa non è che un monito per gli esseri umani.[9]»
Come abbiamo tradotto
Al v. 31 fitnatan è reso «prova». La frase dice letteralmente «coloro nei cui cuori vi è una malattia»; non sostituiamo «malattia» con «ipocrisia». Il pronome femminile finale hiya resta reso con «essa», senza aggiungere un referente non espresso.
Corano 74:32
«No! Per la luna,»
Corano 74:33
«e per la notte quando volge via,»
Corano 74:34
«e per l’aurora quando si illumina!»
Corano 74:35
«In verità essa è una delle più grandi,[10]»
Come abbiamo tradotto
Innahā la-iḥdā l-kubar significa «in verità essa è una delle più grandi». Il pronome è femminile; il testo non ripete qui il nome del referente. Il v. 36 aggiunge nadhīran lil-bashar, «come monito per gli esseri umani».
Corano 74:36
«come monito per gli esseri umani,»
Corano 74:37
«per chi di voi voglia avanzare o restare indietro.»
Corano 74:38
«Ogni anima è tenuta in pegno per ciò che ha guadagnato,»
Corano 74:39
«eccetto i compagni della destra,»
Corano 74:40
«nei Giardini, si interrogheranno»
Corano 74:41
«riguardo ai colpevoli:»
Corano 74:42
««Che cosa vi ha condotti in Saqar?»»
Corano 74:43
«Diranno: «Non eravamo tra coloro che pregavano,»
Corano 74:44
«e non nutrivamo il povero,»
Corano 74:45
«e ci immergevamo in vani discorsi insieme a quelli che vi si immergevano,»
Corano 74:46
«e smentivamo il Giorno del Giudizio,»
Corano 74:47
«finché non ci giunse la certezza».[11]»
Come abbiamo tradotto
Al-yaqīn significa «la certezza». Molte interpretazioni tradizionali vi riconoscono la morte, ma il sostantivo «morte» non compare nel versetto; manteniamo quindi «la certezza» nel testo.
Corano 74:48
«Non gioverà loro l’intercessione degli intercessori.»
Corano 74:49
«Che cosa hanno dunque, da voltare le spalle al Monito,»
Corano 74:50
«come asini spaventati»
Corano 74:51
«che fuggono da un leone?[12]»
Come abbiamo tradotto
Qaswarah è annotato dal Quranic Arabic Corpus, 74:51 come «leone». Rendiamo quindi l’immagine in modo diretto: «asini spaventati che fuggono da un leone».
Corano 74:52
«Anzi, ciascuno di loro vorrebbe che gli fossero consegnati fogli dispiegati.»
Corano 74:53
«No! Piuttosto, non temono l’Altra Vita.»
Corano 74:54
«No! In verità esso è un Monito.»
Corano 74:55
«Chi vuole se ne ricordi.»
Corano 74:56
«Ma non se ne ricorderanno, a meno che Dio non voglia. Egli è degno di essere temuto e degno di perdonare.[13]»
Come abbiamo tradotto
Huwa ahlu l-taqwā wa-ahlu l-maghfirah costruisce due espressioni parallele con ahl, «degno/meritevole di». Rendiamo «degno di essere temuto e degno di perdonare», senza trasformare taqwā in una parafrasi teologica più ampia.
Note alla traduzione
- Corano 74:1. Al-Muddaththir è un participio attivo di forma V dalla radice d-th-r: indica chi si copre o si avvolge. Rendiamo il vocativo «O tu che ti sei avvolto!», senza aggiungere il nome di Maometto, che nel versetto non compare. ↩
- Corano 74:4. Wa-thiyābaka fa-ṭahhir dice letteralmente «e le tue vesti purifica». Manteniamo «vesti» nel testo; eventuali letture simboliche appartengono all’esegesi e non vengono inserite nella traduzione. ↩
- Corano 74:5. Al-rujz può essere reso con impurità, contaminazione o abominio; al-Ṭabarī documenta qui interpretazioni come “idoli”, “peccato/disobbedienza” e letture collegate al castigo. Il versetto non nomina esplicitamente gli idoli, perciò traduciamo «impurità» e lasciamo la specificazione esegetica nella nota. Cfr. al-Ṭabarī, 74:5. ↩
- Corano 74:6. Wa-lā tamnun tastakthiru contiene il verbo «fare/conferire un favore» seguito da una forma X della radice k-th-r, «cercare/ottenere di più». Rendiamo «non fare favori cercando di ottenere di più». ↩
- Corano 74:11. Waḥīdan è accusativo e qualifica circostanzialmente l’uomo creato. Rendiamo «colui che ho creato in solitudine»; il versetto non contiene il nome con cui la tradizione identifica il destinatario. ↩
- Corano 74:17. Saʿūdan indica un’ascesa/salita gravosa. Rendiamo «un’ascesa faticosa» senza trasformare nel versetto l’immagine in uno specifico monte infernale, che appartiene a interpretazioni esegetiche. ↩
- Corano 74:19. I vv. 19–20 ripetono qutila, perfetto passivo di qatala, “uccidere”. La forma è usata con valore imprecativo: non descrive un’uccisione già avvenuta, ma formula una maledizione. Per conservare sia il valore imprecativo sia il verbo concreto traduciamo “Che sia ucciso!” e, nella ripetizione del v. 20, “Poi che sia ucciso!”. Kayfa qaddara significa letteralmente “come ha calcolato/escogitato”; nel contesto del piano appena elaborato, il Quranic Arabic Corpus rende qaddara con “plotted”. Perciò scegliamo “Come ha tramato!”. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 74:19 e al-Ṭabarī, 74:19. ↩
- Corano 74:29. Lawwāḥatun lil-bashar è analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 74:29 come «bruciante/scottante per la pelle umana». Qui bashar è reso nel valore corporeo richiesto dal contesto: «pelle umana». ↩
- Corano 74:31. Al v. 31 fitnatan è reso «prova». La frase dice letteralmente «coloro nei cui cuori vi è una malattia»; non sostituiamo «malattia» con «ipocrisia». Il pronome femminile finale hiya resta reso con «essa», senza aggiungere un referente non espresso. ↩
- Corano 74:35. Innahā la-iḥdā l-kubar significa «in verità essa è una delle più grandi». Il pronome è femminile; il testo non ripete qui il nome del referente. Il v. 36 aggiunge nadhīran lil-bashar, «come monito per gli esseri umani». ↩
- Corano 74:47. Al-yaqīn significa «la certezza». Molte interpretazioni tradizionali vi riconoscono la morte, ma il sostantivo «morte» non compare nel versetto; manteniamo quindi «la certezza» nel testo. ↩
- Corano 74:51. Qaswarah è annotato dal Quranic Arabic Corpus, 74:51 come «leone». Rendiamo quindi l’immagine in modo diretto: «asini spaventati che fuggono da un leone». ↩
- Corano 74:56. Huwa ahlu l-taqwā wa-ahlu l-maghfirah costruisce due espressioni parallele con ahl, «degno/meritevole di». Rendiamo «degno di essere temuto e degno di perdonare», senza trasformare taqwā in una parafrasi teologica più ampia. ↩









