La Sura 42 ash-Shūrā, “La consultazione”, è una sura meccana di 53 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 42:1
«Ḥā-Mīm.[1]»
Come abbiamo tradotto
Ḥā-Mīm sono lettere isolate; il testo non ne esplicita il significato.
Corano 42:2
«ʿAyn-Sīn-Qāf.[2]»
Come abbiamo tradotto
ʿAyn-Sīn-Qāf sono altre lettere isolate. Non inseriamo nel testo le numerose interpretazioni tradizionali.
Corano 42:3
«Così Dio, il Potente, il Saggio, rivela a te e a coloro che ti precedettero.»
Corano 42:4
«A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra, ed Egli è l’Altissimo, l’Immenso.»
Corano 42:5
«I cieli quasi si spaccano dall’alto sopra di loro, mentre gli angeli glorificano il loro Signore con la lode e chiedono perdono per coloro che sono sulla terra.[3] Ecco: in verità Dio è il Perdonatore, il Misericordioso.»
Come abbiamo tradotto
I cieli sono descritti come quasi sul punto di spaccarsi “dall’alto sopra di loro”; gli angeli chiedono perdono per coloro che sono sulla terra. Manteniamo entrambe le immagini.
Corano 42:6
«E coloro che hanno preso protettori all’infuori di Lui, Dio è custode su di loro; e tu non sei garante su di loro.»
Corano 42:7
«E così ti abbiamo rivelato un Corano arabo, affinché tu ammonisca la Madre delle Città e coloro che sono attorno ad essa, e ammonisca del Giorno della Riunione, sul quale non vi è dubbio: un gruppo sarà nel Giardino e un gruppo nella Fiamma.[4]»
Come abbiamo tradotto
Umm al-qurā, “Madre delle Città”, è mantenuto come titolo; l’identificazione geografica tradizionale con Mecca appartiene al contesto noto ma non viene sostituita nel testo.
Corano 42:8
«E se Dio avesse voluto, li avrebbe fatti un’unica comunità; ma fa entrare chi vuole nella Sua misericordia.[5] E gli ingiusti non avranno né protettore né soccorritore.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto afferma che Dio avrebbe potuto fare degli uomini un’unica comunità, ma fa entrare chi vuole nella Sua misericordia. Manteniamo la volontà divina esplicita.
Corano 42:9
«Oppure hanno preso protettori all’infuori di Lui? Ma Dio, Egli è il Protettore; Egli ridà vita ai morti ed Egli è potente su ogni cosa.»
Corano 42:10
«E qualunque sia la cosa su cui divergiate, il suo giudizio appartiene a Dio. «Questi è Dio, il mio Signore: in Lui confido e a Lui ritorno».»
Corano 42:11
«Creatore dei cieli e della terra. Ha fatto per voi, da voi stessi, delle coppie e anche dal bestiame delle coppie; con esse vi moltiplica. Nulla è come Lui.[6] Ed Egli è Colui che ascolta, Colui che vede.»
Come abbiamo tradotto
Laysa ka-mithlihi shayʾ è reso “Nulla è come Lui”. Evitiamo formulazioni più speculative sull’incomparabilità.
Corano 42:12
«A Lui appartengono le chiavi dei cieli e della terra. Amplia la provvidenza a chi vuole e la restringe. In verità Egli conosce ogni cosa.»
Corano 42:13
«Ha prescritto per voi, della religione, ciò che aveva raccomandato a Noè e ciò che abbiamo rivelato a te, e ciò che raccomandammo ad Abramo, Mosè e Gesù: «Stabilite la religione e non dividetevi in essa».[7] È gravoso per gli associatori ciò a cui li chiami. Dio sceglie per Sé chi vuole e guida a Sé chi ritorna a Lui.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto collega la religione prescritta a Noè, Abramo, Mosè, Gesù e alla rivelazione presente, con il comando di stabilirla e non dividersi.
Corano 42:14
«E non si divisero se non dopo che era giunta loro la conoscenza, per reciproca prevaricazione. E se non fosse per una parola già preceduta da parte del tuo Signore fino a un termine stabilito, si sarebbe già deciso fra loro. E in verità coloro che ereditarono il Libro dopo di loro sono riguardo ad esso in un dubbio inquietante.»
Corano 42:15
«Perciò chiama, e procedi rettamente come ti è stato ordinato; non seguire i loro desideri e di’: «Credo in ciò che Dio ha fatto scendere come Libro, e mi è stato ordinato di essere giusto fra voi. Dio è il nostro Signore e il vostro Signore. A noi le nostre opere e a voi le vostre opere. Non vi è contesa fra noi e voi. Dio ci riunirà, e a Lui è il ritorno».[8]»
Come abbiamo tradotto
La formula “a noi le nostre opere e a voi le vostre” è mantenuta insieme al comando di essere giusto e all’assenza di contesa fra i gruppi.
Corano 42:16
«E coloro che disputano riguardo a Dio dopo che Gli è stato risposto: il loro argomento è vano presso il loro Signore; su di loro vi è collera e per loro vi è un castigo severo.»
Corano 42:17
«Dio è Colui che ha fatto scendere il Libro con la verità e la Bilancia.[9] E che cosa potrebbe farti sapere? Forse l’Ora è vicina.»
Come abbiamo tradotto
La “Bilancia” (al-mīzān) è mantenuta come immagine testuale senza restringerla a una sola interpretazione giuridica o escatologica.
Corano 42:18
«La vogliono affrettare coloro che non credono in essa; mentre coloro che credono ne hanno timore e sanno che essa è la verità. Ecco: in verità coloro che discutono riguardo all’Ora sono certamente in un errore lontano.»
Corano 42:19
«Dio è benevolo con i Suoi servi; provvede a chi vuole. Ed Egli è il Forte, il Potente.»
Corano 42:20
«Chi desidera il raccolto dell’Aldilà, accresceremo per lui il suo raccolto; e chi desidera il raccolto della vita terrena, gliene daremo una parte, ma nell’Aldilà non avrà alcuna parte.[10]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto usa la metafora del raccolto: chi desidera il raccolto dell’Aldilà lo vede accresciuto; chi vuole quello terreno ne riceve una parte ma non avrà parte nell’Aldilà.
Corano 42:21
«Oppure hanno associati che hanno prescritto per loro, nella religione, ciò che Dio non ha autorizzato? E se non fosse per la parola decisiva, si sarebbe già giudicato fra loro. E in verità gli ingiusti avranno un castigo doloroso.»
Corano 42:22
«Vedrai gli ingiusti impauriti per ciò che hanno guadagnato, ed esso ricadrà su di loro. E coloro che credono e compiono opere giuste saranno nei prati dei Giardini; avranno presso il loro Signore ciò che vorranno. Questa è la grande grazia.»
Corano 42:23
«Questa è la buona novella che Dio dà ai Suoi servi che credono e compiono opere giuste. Di’: «Non vi chiedo per esso alcuna ricompensa, se non l’amore nella parentela/prossimità».[11] E chi compie una buona azione, gli accresceremo in essa il bene. In verità Dio è Perdonatore, Riconoscente.»
Come abbiamo tradotto
Al-mawaddata fī l-qurbā è una costruzione discussa, resa qui “l’amore nella parentela/prossimità”. Non imponiamo nel versetto una specifica identificazione dei parenti.
Corano 42:24
«Oppure dicono: «Ha inventato una menzogna contro Dio»? Se Dio volesse, porrebbe un sigillo sul tuo cuore.[12] E Dio cancella il falso e rende vera la verità con le Sue parole. In verità Egli conosce ciò che è nei petti.»
Come abbiamo tradotto
Il testo formula l’ipotesi: se Dio volesse, “porrebbe un sigillo sul tuo cuore”. Manteniamo il soggetto divino e il condizionale.
Corano 42:25
«Ed Egli è Colui che accoglie il pentimento dei Suoi servi, perdona i mali e conosce ciò che fate.»
Corano 42:26
«E risponde a coloro che credono e compiono opere giuste e li accresce della Sua grazia; mentre i non credenti avranno un castigo severo.»
Corano 42:27
«E se Dio ampliasse la provvidenza ai Suoi servi, essi certamente prevaricherebbero sulla terra; ma fa scendere nella misura che vuole.[13] In verità Egli è dei Suoi servi Ben informato, Colui che vede.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto afferma che una provvidenza troppo ampia porterebbe i servi a prevaricare sulla terra; Dio la fa invece scendere “nella misura che vuole”.
Corano 42:28
«Ed Egli è Colui che fa scendere la pioggia dopo che hanno disperato e diffonde la Sua misericordia. Ed Egli è il Protettore, il Degno di lode.»
Corano 42:29
«E fra i Suoi segni vi è la creazione dei cieli e della terra e degli esseri viventi che ha sparso in entrambi; ed Egli è capace di riunirli quando vuole.[14]»
Come abbiamo tradotto
Gli esseri viventi sono descritti come sparsi “nei due”, cieli e terra. Non restringiamo il riferimento a una sola regione cosmica.
Corano 42:30
«E qualunque sventura vi colpisca, è per ciò che le vostre mani hanno guadagnato; ma Egli perdona molto.[15]»
Come abbiamo tradotto
Il testo collega la sventura a ciò che “le vostre mani hanno guadagnato”, aggiungendo subito che Dio perdona molto. Manteniamo entrambe le proposizioni.
Corano 42:31
«E voi non potrete renderLo impotente sulla terra; e non avrete, all’infuori di Dio, né protettore né soccorritore.»
Corano 42:32
«E fra i Suoi segni vi sono le navi sul mare, come montagne.»
Corano 42:33
«Se vuole, calma il vento, ed esse rimangono immobili sulla sua superficie. In verità in ciò vi sono certamente segni per ogni paziente, riconoscente.»
Corano 42:34
«Oppure le annienta per ciò che hanno guadagnato; e perdona molto.»
Corano 42:35
«E affinché coloro che disputano sui Nostri segni sappiano di non avere alcuna via di fuga.»
Corano 42:36
«E qualunque cosa vi sia stata data non è che godimento della vita terrena; mentre ciò che è presso Dio è migliore e più duraturo per coloro che credono e confidano nel loro Signore,»
Corano 42:37
«e coloro che evitano i grandi peccati e le turpitudini e, quando si adirano, perdonano,»
Corano 42:38
«e coloro che rispondono al loro Signore, compiono la preghiera e la cui questione è consultazione fra loro,[16] e spendono di ciò che abbiamo loro provveduto,»
Come abbiamo tradotto
Wa-amruhum shūrā baynahum significa che “la loro questione è consultazione fra loro”. Da shūrā deriva il titolo convenzionale della sura.
Corano 42:39
«e coloro che, quando li colpisce una prevaricazione, si difendono.»
Corano 42:40
«La ricompensa di un male è un male simile ad esso; ma chi perdona e riconcilia, la sua ricompensa è presso Dio. In verità Egli non ama gli ingiusti.[17]»
Come abbiamo tradotto
La risposta a un male può essere un male equivalente; il versetto subito privilegia però perdono e riconciliazione, la cui ricompensa è presso Dio.
Corano 42:41
«E chi si difende dopo aver subito un’ingiustizia, contro costoro non vi è alcuna via di accusa.»
Corano 42:42
«La via di accusa è soltanto contro coloro che fanno torto agli uomini e prevaricano sulla terra senza diritto. Quelli avranno un castigo doloroso.»
Corano 42:43
«E chi è paziente e perdona: in verità questa è certamente una delle cose che richiedono fermezza.»
Corano 42:44
«E chi Dio svia non avrà alcun protettore dopo di Lui.[18] E vedrai gli ingiusti, quando vedranno il castigo, dire: «Vi è una via per tornare?».»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice esplicitamente “chi Dio svia non avrà alcun protettore dopo di Lui”. Non trasformiamo il causativo in una semplice permissività.
Corano 42:45
«E li vedrai esposti ad esso, umiliati dall’avvilimento, guardando di nascosto. E coloro che credono diranno: «In verità i perdenti sono coloro che hanno perduto sé stessi e le loro famiglie nel Giorno della Resurrezione». Ecco: in verità gli ingiusti saranno in un castigo permanente.»
Corano 42:46
«E non avranno protettori che li soccorrano all’infuori di Dio. E chi Dio svia non avrà alcuna via.[19]»
Come abbiamo tradotto
La stessa idea è ripetuta: “chi Dio svia non avrà alcuna via”. Manteniamo la ripetizione e il soggetto divino.
Corano 42:47
«Rispondete al vostro Signore prima che giunga da parte di Dio un Giorno che non potrà essere respinto. In quel Giorno non avrete alcun rifugio e non potrete negare.»
Corano 42:48
«Se poi si allontanano, non ti abbiamo inviato come custode su di loro: su di te vi è soltanto la trasmissione. E in verità, quando facciamo gustare all’uomo una misericordia da parte Nostra, se ne rallegra; ma se li colpisce un male per ciò che le loro mani hanno anticipato, allora in verità l’uomo è ingrato.»
Corano 42:49
«A Dio appartiene il dominio dei cieli e della terra. Egli crea ciò che vuole: dona femmine a chi vuole e dona maschi a chi vuole,»
Corano 42:50
«oppure li unisce in maschi e femmine, e rende sterile chi vuole.[20] In verità Egli è Sapiente, Potente.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto attribuisce a Dio il dono di figlie, figli, entrambi o la sterilità. Manteniamo la distribuzione come volontà divina espressa.
Corano 42:51
«E non è dato a un essere umano che Dio gli parli se non mediante rivelazione, o da dietro un velo, oppure inviando un messaggero che rivela, con il Suo permesso, ciò che Egli vuole.[21] In verità Egli è Altissimo, Saggio.»
Come abbiamo tradotto
Sono enumerate tre modalità del parlare divino a un essere umano: rivelazione, da dietro un velo, o tramite un messaggero che rivela con permesso divino.
Corano 42:52
«E così ti abbiamo rivelato uno Spirito proveniente dal Nostro comando.[22] Tu non sapevi che cosa fosse il Libro né la fede; ma ne abbiamo fatto una luce con la quale guidiamo chi vogliamo fra i Nostri servi. E in verità tu guidi certamente verso una via retta,»
Come abbiamo tradotto
La rivelazione è chiamata “uno Spirito proveniente dal Nostro comando”; il testo aggiunge che il destinatario non sapeva che cosa fossero “il Libro né la fede”. Manteniamo entrambe le formulazioni.
Corano 42:53
«la via di Dio, al Quale appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra. Ecco: a Dio ritornano tutte le cose.»
Note alla traduzione
- Corano 42:1. Ḥā-Mīm sono lettere isolate; il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 42:2. ʿAyn-Sīn-Qāf sono altre lettere isolate. Non inseriamo nel testo le numerose interpretazioni tradizionali. ↩
- Corano 42:5. I cieli sono descritti come quasi sul punto di spaccarsi “dall’alto sopra di loro”; gli angeli chiedono perdono per coloro che sono sulla terra. Manteniamo entrambe le immagini. ↩
- Corano 42:7. Umm al-qurā, “Madre delle Città”, è mantenuto come titolo; l’identificazione geografica tradizionale con Mecca appartiene al contesto noto ma non viene sostituita nel testo. ↩
- Corano 42:8. Il versetto afferma che Dio avrebbe potuto fare degli uomini un’unica comunità, ma fa entrare chi vuole nella Sua misericordia. Manteniamo la volontà divina esplicita. ↩
- Corano 42:11. Laysa ka-mithlihi shayʾ è reso “Nulla è come Lui”. Evitiamo formulazioni più speculative sull’incomparabilità. ↩
- Corano 42:13. Il versetto collega la religione prescritta a Noè, Abramo, Mosè, Gesù e alla rivelazione presente, con il comando di stabilirla e non dividersi. ↩
- Corano 42:15. La formula “a noi le nostre opere e a voi le vostre” è mantenuta insieme al comando di essere giusto e all’assenza di contesa fra i gruppi. ↩
- Corano 42:17. La “Bilancia” (al-mīzān) è mantenuta come immagine testuale senza restringerla a una sola interpretazione giuridica o escatologica. ↩
- Corano 42:20. Il versetto usa la metafora del raccolto: chi desidera il raccolto dell’Aldilà lo vede accresciuto; chi vuole quello terreno ne riceve una parte ma non avrà parte nell’Aldilà. ↩
- Corano 42:23. Al-mawaddata fī l-qurbā è una costruzione discussa, resa qui “l’amore nella parentela/prossimità”. Non imponiamo nel versetto una specifica identificazione dei parenti. ↩
- Corano 42:24. Il testo formula l’ipotesi: se Dio volesse, “porrebbe un sigillo sul tuo cuore”. Manteniamo il soggetto divino e il condizionale. ↩
- Corano 42:27. Il versetto afferma che una provvidenza troppo ampia porterebbe i servi a prevaricare sulla terra; Dio la fa invece scendere “nella misura che vuole”. ↩
- Corano 42:29. Gli esseri viventi sono descritti come sparsi “nei due”, cieli e terra. Non restringiamo il riferimento a una sola regione cosmica. ↩
- Corano 42:30. Il testo collega la sventura a ciò che “le vostre mani hanno guadagnato”, aggiungendo subito che Dio perdona molto. Manteniamo entrambe le proposizioni. ↩
- Corano 42:38. Wa-amruhum shūrā baynahum significa che “la loro questione è consultazione fra loro”. Da shūrā deriva il titolo convenzionale della sura. ↩
- Corano 42:40. La risposta a un male può essere un male equivalente; il versetto subito privilegia però perdono e riconciliazione, la cui ricompensa è presso Dio. ↩
- Corano 42:44. Il testo dice esplicitamente “chi Dio svia non avrà alcun protettore dopo di Lui”. Non trasformiamo il causativo in una semplice permissività. ↩
- Corano 42:46. La stessa idea è ripetuta: “chi Dio svia non avrà alcuna via”. Manteniamo la ripetizione e il soggetto divino. ↩
- Corano 42:50. Il versetto attribuisce a Dio il dono di figlie, figli, entrambi o la sterilità. Manteniamo la distribuzione come volontà divina espressa. ↩
- Corano 42:51. Sono enumerate tre modalità del parlare divino a un essere umano: rivelazione, da dietro un velo, o tramite un messaggero che rivela con permesso divino. ↩
- Corano 42:52. La rivelazione è chiamata “uno Spirito proveniente dal Nostro comando”; il testo aggiunge che il destinatario non sapeva che cosa fossero “il Libro né la fede”. Manteniamo entrambe le formulazioni. ↩









