Sura 58 al-Mujādilah – La disputante: traduzione italiana

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La Sura 58 al-Mujādilah, “La disputante”, è una sura medinese di 22 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.

Numero58
Nomeal-Mujādilah
Titolo italianoLa disputante
Versetti22
LetturaḤafṣ ʿan ʿĀṣimÈ la trasmissione della lettura coranica adottata come riferimento per il testo e la traduzione.
Testo araboMuṣḥaf al-Madīnah, King Fahd ComplexÈ l’edizione araba di riferimento pubblicata dal King Fahd Complex di Medina.
NumerazioneConteggio kufanoÈ il sistema tradizionale qui adottato per la divisione e la numerazione dei versetti.
Classificazione tradizionaleMedineseIndica che, secondo la classificazione tradizionale qui adottata, la sura appartiene al periodo successivo all’Egira.

Edizione di riferimento: King Fahd Glorious Qur’an Printing Complex, Muṣḥaf al-Madīnah, lettura Ḥafṣ ʿan ʿĀṣim. Per la numerazione e le informazioni sulla sura: Quran.com – Sura al-Mujādilah.

Testo arabo e traduzione italiana

بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَٰنِ ٱلرَّحِيمِ

«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»

Corano 58:1

قَدْ سَمِعَ ٱللَّهُ قَوْلَ ٱلَّتِى تُجَٰدِلُكَ فِى زَوْجِهَا وَتَشْتَكِىٓ إِلَى ٱللَّهِ وَٱللَّهُ يَسْمَعُ تَحَاوُرَكُمَآ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ سَمِيعٌۢ بَصِيرٌ

«Dio ha certamente udito le parole di colei che discute con te riguardo a suo marito e si lamenta con Dio; e Dio ascolta il vostro dialogo. In verità Dio è Udiente, Veggente.[1]»

Come abbiamo tradotto

Il testo apre con la donna che tujādiluka, discute/argomenta con il Profeta riguardo al marito, e si lamenta direttamente a Dio. Il titolo della sura deriva da questo verbo.

Corano 58:2

ٱلَّذِينَ يُظَٰهِرُونَ مِنكُم مِّن نِّسَآئِهِم مَّا هُنَّ أُمَّهَٰتِهِمْ ۖ إِنْ أُمَّهَٰتُهُمْ إِلَّا ٱلَّٰٓـِٔى وَلَدْنَهُمْ ۚ وَإِنَّهُمْ لَيَقُولُونَ مُنكَرًۭا مِّنَ ٱلْقَوْلِ وَزُورًۭا ۚ وَإِنَّ ٱللَّهَ لَعَفُوٌّ غَفُورٌۭ

«Coloro fra voi che praticano lo ẓihār nei confronti delle loro mogli: esse non sono le loro madri. Le loro madri sono soltanto quelle che li hanno partoriti. In verità essi pronunciano una parola riprovevole e falsa. E in verità Dio è Indulgente, Perdonatore.[2]»

Come abbiamo tradotto

Yuẓāhirūna è il verbo tecnico dello ẓihār. La formula tradizionale assimila la moglie alla schiena della madre, ma il sostantivo “schiena” non compare autonomamente in questo versetto: per non trasformare la spiegazione giuridico-linguistica in testo coranico, manteniamo ẓihār nella traduzione e ne spieghiamo qui il significato.

Corano 58:3

وَٱلَّذِينَ يُظَٰهِرُونَ مِن نِّسَآئِهِمْ ثُمَّ يَعُودُونَ لِمَا قَالُوا۟ فَتَحْرِيرُ رَقَبَةٍۢ مِّن قَبْلِ أَن يَتَمَآسَّا ۚ ذَٰلِكُمْ تُوعَظُونَ بِهِۦ ۚ وَٱللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِيرٌۭ

«E coloro che praticano lo ẓihār nei confronti delle loro mogli e poi ritornano su ciò che hanno detto dovranno liberare uno schiavo prima che abbiano rapporti sessuali fra loro. Questo è ciò con cui siete ammoniti; e Dio è ben informato di ciò che fate.[3]»

Come abbiamo tradotto

Il versetto ripete il verbo tecnico dello ẓihār. Raqabah, letteralmente “collo”, indica qui una persona in schiavitù da liberare. Min qabli an yatamāssā dice letteralmente “prima che i due si tocchino”, ma nel diritto dello ẓihār il referente è il rapporto sessuale. Ibn Kathīr riporta da Ibn ʿAbbās e altri che qui al-mass significa al-nikāḥ e cita la tradizione dell’uomo che ebbe rapporto con la moglie prima dell’espiazione. Rendiamo quindi “prima che abbiano rapporti sessuali fra loro”. Cfr. Ibn Kathīr, 58:3.

Corano 58:4

فَمَن لَّمْ يَجِدْ فَصِيَامُ شَهْرَيْنِ مُتَتَابِعَيْنِ مِن قَبْلِ أَن يَتَمَآسَّا ۖ فَمَن لَّمْ يَسْتَطِعْ فَإِطْعَامُ سِتِّينَ مِسْكِينًۭا ۚ ذَٰلِكَ لِتُؤْمِنُوا۟ بِٱللَّهِ وَرَسُولِهِۦ ۚ وَتِلْكَ حُدُودُ ٱللَّهِ ۗ وَلِلْكَٰفِرِينَ عَذَابٌ أَلِيمٌ

«E chi non ne trova dovrà digiunare due mesi consecutivi prima che abbiano rapporti sessuali fra loro; e chi non ne è capace dovrà nutrire sessanta poveri. Ciò affinché crediate in Dio e nel Suo Messaggero. Questi sono i limiti di Dio; e per i miscredenti vi è un castigo doloroso.[4]»

Come abbiamo tradotto

Se non può liberare uno schiavo, il testo prescrive due mesi consecutivi di digiuno; se non può, nutrire sessanta poveri. La formula min qabli an yatamāssā ripete quella di 58:3 e indica anche qui il rapporto sessuale; per questo rendiamo “prima che abbiano rapporti sessuali fra loro”.

Corano 58:5

إِنَّ ٱلَّذِينَ يُحَآدُّونَ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥ كُبِتُوا۟ كَمَا كُبِتَ ٱلَّذِينَ مِن قَبْلِهِمْ ۚ وَقَدْ أَنزَلْنَآ ءَايَٰتٍۭ بَيِّنَٰتٍۢ ۚ وَلِلْكَٰفِرِينَ عَذَابٌۭ مُّهِينٌۭ

«In verità coloro che si oppongono a Dio e al Suo Messaggero saranno umiliati come furono umiliati coloro che li precedettero. E certamente abbiamo fatto scendere segni chiari; e per i miscredenti vi è un castigo umiliante.[5]»

Come abbiamo tradotto

Yuḥāddūna Allāha wa-rasūlahu indica opporsi, schierarsi contro Dio e il Messaggero. Kubitū, dalla radice k-b-t, esprime l’essere abbattuti, frustrati o umiliati/disonorati; qui rendiamo “saranno umiliati”, coerentemente con il valore prolettico del perfetto nel contesto, e conserviamo il parallelo con coloro che li precedettero.

Corano 58:6

يَوْمَ يَبْعَثُهُمُ ٱللَّهُ جَمِيعًۭا فَيُنَبِّئُهُم بِمَا عَمِلُوٓا۟ ۚ أَحْصَىٰهُ ٱللَّهُ وَنَسُوهُ ۚ وَٱللَّهُ عَلَىٰ كُلِّ شَىْءٍۢ شَهِيدٌ

«Il Giorno in cui Dio li risusciterà tutti e li informerà di ciò che hanno fatto. Dio lo ha contato mentre essi lo hanno dimenticato. E Dio è testimone di ogni cosa.»

Corano 58:7

أَلَمْ تَرَ أَنَّ ٱللَّهَ يَعْلَمُ مَا فِى ٱلسَّمَٰوَٰتِ وَمَا فِى ٱلْأَرْضِ ۖ مَا يَكُونُ مِن نَّجْوَىٰ ثَلَٰثَةٍ إِلَّا هُوَ رَابِعُهُمْ وَلَا خَمْسَةٍ إِلَّا هُوَ سَادِسُهُمْ وَلَآ أَدْنَىٰ مِن ذَٰلِكَ وَلَآ أَكْثَرَ إِلَّا هُوَ مَعَهُمْ أَيْنَ مَا كَانُوا۟ ۖ ثُمَّ يُنَبِّئُهُم بِمَا عَمِلُوا۟ يَوْمَ ٱلْقِيَٰمَةِ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ بِكُلِّ شَىْءٍ عَلِيمٌ

«Non hai visto che Dio conosce ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra? Non vi è colloquio segreto fra tre senza che Egli sia il quarto, né fra cinque senza che Egli sia il sesto, né fra meno o più di questi senza che Egli sia con loro ovunque si trovino.[6] Poi, nel Giorno della Resurrezione, li informerà di ciò che hanno fatto. In verità Dio conosce ogni cosa.»

Come abbiamo tradotto

Nel colloquio segreto Dio è detto essere “il quarto” di tre e “il sesto” di cinque e “con loro ovunque si trovino”. Manteniamo le formulazioni senza incorporare una spiegazione teologica della presenza divina.

Corano 58:8

أَلَمْ تَرَ إِلَى ٱلَّذِينَ نُهُوا۟ عَنِ ٱلنَّجْوَىٰ ثُمَّ يَعُودُونَ لِمَا نُهُوا۟ عَنْهُ وَيَتَنَٰجَوْنَ بِٱلْإِثْمِ وَٱلْعُدْوَٰنِ وَمَعْصِيَتِ ٱلرَّسُولِ وَإِذَا جَآءُوكَ حَيَّوْكَ بِمَا لَمْ يُحَيِّكَ بِهِ ٱللَّهُ وَيَقُولُونَ فِىٓ أَنفُسِهِمْ لَوْلَا يُعَذِّبُنَا ٱللَّهُ بِمَا نَقُولُ ۚ حَسْبُهُمْ جَهَنَّمُ يَصْلَوْنَهَا ۖ فَبِئْسَ ٱلْمَصِيرُ

«Non hai visto coloro ai quali era stato proibito il colloquio segreto e poi ritornano a ciò che era stato loro proibito, e si consultano segretamente nel peccato, nell’aggressione e nella disobbedienza al Messaggero? E quando vengono da te ti salutano con ciò con cui Dio non ti ha salutato e dicono fra sé: «Perché Dio non ci castiga per ciò che diciamo?». Basta loro l’Inferno: vi bruceranno. E che cattiva destinazione![7]»

Come abbiamo tradotto

Il saluto rivolto al Profeta è descritto come qualcosa “con cui Dio non ti ha salutato”; il testo non riporta qui le parole precise del saluto.

Corano 58:9

يَٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوٓا۟ إِذَا تَنَٰجَيْتُمْ فَلَا تَتَنَٰجَوْا۟ بِٱلْإِثْمِ وَٱلْعُدْوَٰنِ وَمَعْصِيَتِ ٱلرَّسُولِ وَتَنَٰجَوْا۟ بِٱلْبِرِّ وَٱلتَّقْوَىٰ ۖ وَٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ ٱلَّذِىٓ إِلَيْهِ تُحْشَرُونَ

«O voi che credete, quando vi consultate segretamente non consultatevi nel peccato, nell’aggressione e nella disobbedienza al Messaggero; consultatevi invece nella rettitudine e nel timore. E temete Dio, verso il quale sarete radunati.»

Corano 58:10

إِنَّمَا ٱلنَّجْوَىٰ مِنَ ٱلشَّيْطَٰنِ لِيَحْزُنَ ٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ وَلَيْسَ بِضَآرِّهِمْ شَيْـًٔا إِلَّا بِإِذْنِ ٱللَّهِ ۚ وَعَلَى ٱللَّهِ فَلْيَتَوَكَّلِ ٱلْمُؤْمِنُونَ

«Il colloquio segreto proviene soltanto da Satana, affinché rattristi coloro che credono; ma non può nuocere loro in nulla se non con il permesso di Dio. E in Dio confidino i credenti.[8]»

Come abbiamo tradotto

Il colloquio segreto malevolo è attribuito a Satana e può nuocere soltanto “con il permesso di Dio”. Manteniamo entrambe le causalità.

Corano 58:11

يَٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوٓا۟ إِذَا قِيلَ لَكُمْ تَفَسَّحُوا۟ فِى ٱلْمَجَٰلِسِ فَٱفْسَحُوا۟ يَفْسَحِ ٱللَّهُ لَكُمْ ۖ وَإِذَا قِيلَ ٱنشُزُوا۟ فَٱنشُزُوا۟ يَرْفَعِ ٱللَّهُ ٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ مِنكُمْ وَٱلَّذِينَ أُوتُوا۟ ٱلْعِلْمَ دَرَجَٰتٍۢ ۚ وَٱللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِيرٌۭ

«O voi che credete, quando vi viene detto: «Fate spazio nelle assemblee», fate spazio, e Dio farà spazio per voi. E quando vi viene detto: «Alzatevi», alzatevi. Dio innalzerà di gradi coloro fra voi che credono e coloro ai quali è stata data la conoscenza. E Dio è ben informato di ciò che fate.[9]»

Come abbiamo tradotto

Il versetto prescrive di fare spazio nelle assemblee e di alzarsi quando ordinato; segue l’innalzamento di gradi per credenti e persone di conoscenza.

Corano 58:12

يَٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوٓا۟ إِذَا نَٰجَيْتُمُ ٱلرَّسُولَ فَقَدِّمُوا۟ بَيْنَ يَدَىْ نَجْوَىٰكُمْ صَدَقَةًۭ ۚ ذَٰلِكَ خَيْرٌۭ لَّكُمْ وَأَطْهَرُ ۚ فَإِن لَّمْ تَجِدُوا۟ فَإِنَّ ٱللَّهَ غَفُورٌۭ رَّحِيمٌ

«O voi che credete, quando consultate in privato il Messaggero, fate precedere al vostro colloquio una carità. Ciò è migliore e più puro per voi. Ma se non trovate di che farlo, in verità Dio è Perdonatore, Misericordioso.[10]»

Come abbiamo tradotto

Prima di una consultazione privata con il Messaggero viene prescritta una ṣadaqah, carità. Manteniamo la norma senza trasformarla in semplice consiglio.

Corano 58:13

ءَأَشْفَقْتُمْ أَن تُقَدِّمُوا۟ بَيْنَ يَدَىْ نَجْوَىٰكُمْ صَدَقَٰتٍۢ ۚ فَإِذْ لَمْ تَفْعَلُوا۟ وَتَابَ ٱللَّهُ عَلَيْكُمْ فَأَقِيمُوا۟ ٱلصَّلَوٰةَ وَءَاتُوا۟ ٱلزَّكَوٰةَ وَأَطِيعُوا۟ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥ ۚ وَٱللَّهُ خَبِيرٌۢ بِمَا تَعْمَلُونَ

«Avete forse temuto di far precedere al vostro colloquio delle carità? Poiché non lo avete fatto e Dio vi ha perdonati, assolvete la preghiera, versate l’elemosina e obbedite a Dio e al Suo Messaggero. E Dio è ben informato di ciò che fate.[11]»

Come abbiamo tradotto

Wa-tāba Allāhu ʿalaykum significa che Dio si è rivolto favorevolmente a voi / vi ha perdonati. Rendiamo “Dio vi ha perdonati”, senza introdurre nel versetto un atto di pentimento dei destinatari non espresso verbalmente. Segue l’ordine di compiere la preghiera, versare l’elemosina e obbedire.

Corano 58:14

۞ أَلَمْ تَرَ إِلَى ٱلَّذِينَ تَوَلَّوْا۟ قَوْمًا غَضِبَ ٱللَّهُ عَلَيْهِم مَّا هُم مِّنكُمْ وَلَا مِنْهُمْ وَيَحْلِفُونَ عَلَى ٱلْكَذِبِ وَهُمْ يَعْلَمُونَ

«Non hai visto coloro che prendono come alleati un popolo contro il quale Dio è adirato? Essi non sono dei vostri né dei loro, e giurano consapevolmente sul falso.[12]»

Come abbiamo tradotto

Il testo parla di un popolo contro cui Dio è adirato, preso come alleato da persone che “non sono dei vostri né dei loro”. Non identifichiamo tale popolo nel versetto.

Corano 58:15

أَعَدَّ ٱللَّهُ لَهُمْ عَذَابًۭا شَدِيدًا ۖ إِنَّهُمْ سَآءَ مَا كَانُوا۟ يَعْمَلُونَ

«Dio ha preparato per loro un castigo severo. In verità, quanto è malvagio ciò che facevano!»

Corano 58:16

ٱتَّخَذُوٓا۟ أَيْمَٰنَهُمْ جُنَّةًۭ فَصَدُّوا۟ عَن سَبِيلِ ٱللَّهِ فَلَهُمْ عَذَابٌۭ مُّهِينٌۭ

«Hanno preso i loro giuramenti come scudo e hanno distolto dalla via di Dio; per loro vi sarà dunque un castigo umiliante.»

Corano 58:17

لَّن تُغْنِىَ عَنْهُمْ أَمْوَٰلُهُمْ وَلَآ أَوْلَٰدُهُم مِّنَ ٱللَّهِ شَيْـًٔا ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ أَصْحَٰبُ ٱلنَّارِ ۖ هُمْ فِيهَا خَٰلِدُونَ

«Né i loro beni né i loro figli gioveranno loro in nulla contro Dio. Quelli sono i compagni del Fuoco, nel quale rimarranno in perpetuo.»

Corano 58:18

يَوْمَ يَبْعَثُهُمُ ٱللَّهُ جَمِيعًۭا فَيَحْلِفُونَ لَهُۥ كَمَا يَحْلِفُونَ لَكُمْ ۖ وَيَحْسَبُونَ أَنَّهُمْ عَلَىٰ شَىْءٍ ۚ أَلَآ إِنَّهُمْ هُمُ ٱلْكَٰذِبُونَ

«Il Giorno in cui Dio li risusciterà tutti, giureranno a Lui come giurano a voi e penseranno di avere qualcosa su cui fondarsi. In verità sono proprio loro i bugiardi.[13]»

Come abbiamo tradotto

Nel Giorno della Resurrezione costoro giureranno a Dio come giuravano agli uomini e penseranno di trovarvi un fondamento; il testo li definisce “i bugiardi”.

Corano 58:19

ٱسْتَحْوَذَ عَلَيْهِمُ ٱلشَّيْطَٰنُ فَأَنسَىٰهُمْ ذِكْرَ ٱللَّهِ ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ حِزْبُ ٱلشَّيْطَٰنِ ۚ أَلَآ إِنَّ حِزْبَ ٱلشَّيْطَٰنِ هُمُ ٱلْخَٰسِرُونَ

«Satana ha avuto il sopravvento su di loro e ha fatto loro dimenticare il ricordo di Dio. Quelli sono il partito di Satana. In verità il partito di Satana è quello dei perdenti.[14]»

Come abbiamo tradotto

Satana “ha avuto il sopravvento su di loro” e ha fatto dimenticare il ricordo di Dio; vengono definiti “partito di Satana”. Manteniamo il lessico politico-partitivo del testo.

Corano 58:20

إِنَّ ٱلَّذِينَ يُحَآدُّونَ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥٓ أُو۟لَٰٓئِكَ فِى ٱلْأَذَلِّينَ

«In verità coloro che si oppongono a Dio e al Suo Messaggero saranno fra i più umiliati.»

Corano 58:21

كَتَبَ ٱللَّهُ لَأَغْلِبَنَّ أَنَا۠ وَرُسُلِىٓ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ قَوِىٌّ عَزِيزٌۭ

«Dio ha scritto: «Io e i Miei messaggeri prevarremo certamente». In verità Dio è Forte, Potente.[15]»

Come abbiamo tradotto

Dio dice di aver “scritto” che Lui e i Suoi messaggeri prevarranno. Manteniamo il verbo e l’enfasi della promessa.

Corano 58:22

لَّا تَجِدُ قَوْمًۭا يُؤْمِنُونَ بِٱللَّهِ وَٱلْيَوْمِ ٱلْءَاخِرِ يُوَآدُّونَ مَنْ حَآدَّ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥ وَلَوْ كَانُوٓا۟ ءَابَآءَهُمْ أَوْ أَبْنَآءَهُمْ أَوْ إِخْوَٰنَهُمْ أَوْ عَشِيرَتَهُمْ ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ كَتَبَ فِى قُلُوبِهِمُ ٱلْإِيمَٰنَ وَأَيَّدَهُم بِرُوحٍۢ مِّنْهُ ۖ وَيُدْخِلُهُمْ جَنَّٰتٍۢ تَجْرِى مِن تَحْتِهَا ٱلْأَنْهَٰرُ خَٰلِدِينَ فِيهَا ۚ رَضِىَ ٱللَّهُ عَنْهُمْ وَرَضُوا۟ عَنْهُ ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ حِزْبُ ٱللَّهِ ۚ أَلَآ إِنَّ حِزْبَ ٱللَّهِ هُمُ ٱلْمُفْلِحُونَ

«Non troverai gente che creda in Dio e nell’Ultimo Giorno e nutra affetto per chi si oppone a Dio e al Suo Messaggero, fossero pure i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o il loro clan.[16] Quelli sono coloro nei cui cuori Egli ha scritto la fede e che ha sostenuto con uno Spirito da parte Sua.[17] Li farà entrare in Giardini sotto i quali scorrono i fiumi, dove rimarranno in perpetuo. Dio si è compiaciuto di loro ed essi si sono compiaciuti di Lui. Quelli sono il partito di Dio. In verità il partito di Dio è quello di coloro che hanno successo.[18]»

Come abbiamo tradotto

Yuwāddūna significa amare / nutrire affetto; ʿashīratahum indica la parentela o il clan. Rendiamo quindi “nutra affetto” e “il loro clan”, mantenendo l’elenco dei legami familiari senza ampliarlo.

Dio è detto aver “scritto la fede nei loro cuori” e averli sostenuti con “uno Spirito da parte Sua”. Non identifichiamo lo Spirito nel corpo del versetto.

La chiusa contrappone “partito di Dio” e “partito di Satana” (v. 19). Al-mufliḥūn indica coloro che hanno successo / prosperano; rendiamo “coloro che hanno successo”, senza trasformarlo nel più specifico “vincitori”.

Note alla traduzione

  1. Corano 58:1. Il testo apre con la donna che tujādiluka, discute/argomenta con il Profeta riguardo al marito, e si lamenta direttamente a Dio. Il titolo della sura deriva da questo verbo. ↩
  2. Corano 58:2. Yuẓāhirūna è il verbo tecnico dello ẓihār. La formula tradizionale assimila la moglie alla schiena della madre, ma il sostantivo “schiena” non compare autonomamente in questo versetto: per non trasformare la spiegazione giuridico-linguistica in testo coranico, manteniamo ẓihār nella traduzione e ne spieghiamo qui il significato. ↩
  3. Corano 58:3. Il versetto ripete il verbo tecnico dello ẓihār. Raqabah, letteralmente “collo”, indica qui una persona in schiavitù da liberare. Min qabli an yatamāssā dice letteralmente “prima che i due si tocchino”, ma nel diritto dello ẓihār il referente è il rapporto sessuale. Ibn Kathīr riporta da Ibn ʿAbbās e altri che qui al-mass significa al-nikāḥ e cita la tradizione dell’uomo che ebbe rapporto con la moglie prima dell’espiazione. Rendiamo quindi “prima che abbiano rapporti sessuali fra loro”. Cfr. Ibn Kathīr, 58:3. ↩
  4. Corano 58:4. Se non può liberare uno schiavo, il testo prescrive due mesi consecutivi di digiuno; se non può, nutrire sessanta poveri. La formula min qabli an yatamāssā ripete quella di 58:3 e indica anche qui il rapporto sessuale; per questo rendiamo “prima che abbiano rapporti sessuali fra loro”. ↩
  5. Corano 58:5. Yuḥāddūna Allāha wa-rasūlahu indica opporsi, schierarsi contro Dio e il Messaggero. Kubitū, dalla radice k-b-t, esprime l’essere abbattuti, frustrati o umiliati/disonorati; qui rendiamo “saranno umiliati”, coerentemente con il valore prolettico del perfetto nel contesto, e conserviamo il parallelo con coloro che li precedettero. ↩
  6. Corano 58:7. Nel colloquio segreto Dio è detto essere “il quarto” di tre e “il sesto” di cinque e “con loro ovunque si trovino”. Manteniamo le formulazioni senza incorporare una spiegazione teologica della presenza divina. ↩
  7. Corano 58:8. Il saluto rivolto al Profeta è descritto come qualcosa “con cui Dio non ti ha salutato”; il testo non riporta qui le parole precise del saluto. ↩
  8. Corano 58:10. Il colloquio segreto malevolo è attribuito a Satana e può nuocere soltanto “con il permesso di Dio”. Manteniamo entrambe le causalità. ↩
  9. Corano 58:11. Il versetto prescrive di fare spazio nelle assemblee e di alzarsi quando ordinato; segue l’innalzamento di gradi per credenti e persone di conoscenza. ↩
  10. Corano 58:12. Prima di una consultazione privata con il Messaggero viene prescritta una ṣadaqah, carità. Manteniamo la norma senza trasformarla in semplice consiglio. ↩
  11. Corano 58:13. Wa-tāba Allāhu ʿalaykum significa che Dio si è rivolto favorevolmente a voi / vi ha perdonati. Rendiamo “Dio vi ha perdonati”, senza introdurre nel versetto un atto di pentimento dei destinatari non espresso verbalmente. Segue l’ordine di compiere la preghiera, versare l’elemosina e obbedire. ↩
  12. Corano 58:14. Il testo parla di un popolo contro cui Dio è adirato, preso come alleato da persone che “non sono dei vostri né dei loro”. Non identifichiamo tale popolo nel versetto. ↩
  13. Corano 58:18. Nel Giorno della Resurrezione costoro giureranno a Dio come giuravano agli uomini e penseranno di trovarvi un fondamento; il testo li definisce “i bugiardi”. ↩
  14. Corano 58:19. Satana “ha avuto il sopravvento su di loro” e ha fatto dimenticare il ricordo di Dio; vengono definiti “partito di Satana”. Manteniamo il lessico politico-partitivo del testo. ↩
  15. Corano 58:21. Dio dice di aver “scritto” che Lui e i Suoi messaggeri prevarranno. Manteniamo il verbo e l’enfasi della promessa. ↩
  16. Corano 58:22. Yuwāddūna significa amare / nutrire affetto; ʿashīratahum indica la parentela o il clan. Rendiamo quindi “nutra affetto” e “il loro clan”, mantenendo l’elenco dei legami familiari senza ampliarlo. ↩
  17. Corano 58:22. Dio è detto aver “scritto la fede nei loro cuori” e averli sostenuti con “uno Spirito da parte Sua”. Non identifichiamo lo Spirito nel corpo del versetto. ↩
  18. Corano 58:22. La chiusa contrappone “partito di Dio” e “partito di Satana” (v. 19). Al-mufliḥūn indica coloro che hanno successo / prosperano; rendiamo “coloro che hanno successo”, senza trasformarlo nel più specifico “vincitori”. ↩

Analisi e commento critico

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