La Sura 17 al-Isrāʾ, “Il viaggio notturno”, è una sura meccana di 111 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 17:1
«Gloria a Colui che fece viaggiare di notte il Suo servo dalla Moschea inviolabile alla Moschea più lontana, i cui dintorni abbiamo benedetto, per mostrargli alcuni dei Nostri segni. In verità Egli è Colui che ascolta, Colui che vede.[1]»
Come abbiamo tradotto
Al-masjid al-ḥarām e al-masjid al-aqṣā sono resi “la Moschea inviolabile” e “la Moschea più lontana”. Il versetto non nomina esplicitamente né Mecca né Gerusalemme; le identificazioni geografiche appartengono alla tradizione interpretativa.
Corano 17:2
«E demmo a Mosè il Libro e ne facemmo una guida per i Figli d’Israele: “Non prendete all’infuori di Me alcun garante”.»
Corano 17:3
«O discendenza di coloro che portammo con Noè! In verità egli era un servo riconoscente.[2]»
Come abbiamo tradotto
Dhurrīyyata man ḥamalnā maʿa Nūḥ è una costruzione vocativa/appositiva: “O discendenza di coloro che portammo con Noè”. Evitiamo di trasformarla nel singolare “discendente”.
Corano 17:4
«E decretammo per i Figli d’Israele nel Libro: “Certamente porterete corruzione sulla terra due volte e certamente vi eleverete con grande superbia”.»
Corano 17:5
«Quando giunse la promessa della prima delle due, inviammo contro di voi servi Nostri dotati di forza severa, che penetrarono fra le dimore. Era una promessa compiuta.»
Corano 17:6
«Poi vi restituimmo il sopravvento su di loro, vi sostenemmo con ricchezze e figli e vi rendemmo più numerosi in uomini.»
Corano 17:7
«Se fate il bene, lo fate per voi stessi; e se fate il male, è contro voi stessi. Poi, quando giunse la promessa della seconda, affinché rendessero tristi i vostri volti, entrassero nella Moschea come vi entrarono la prima volta e distruggessero completamente ciò su cui avevano avuto dominio.[3]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice semplicemente al-masjid, “la Moschea”, senza aggiungere qui “Gerusalemme” o “Tempio”. Manteniamo il sostantivo del versetto e lasciamo l’identificazione all’esegesi.
Corano 17:8
«Può darsi che il vostro Signore abbia misericordia di voi; ma se tornerete, torneremo. E abbiamo fatto dell’Inferno una prigione per i miscredenti.»
Corano 17:9
«In verità questo Corano guida verso ciò che è più retto e annuncia ai credenti che compiono opere giuste che per loro vi è una grande ricompensa,»
Corano 17:10
«e che per coloro che non credono nell’altra vita abbiamo preparato un castigo doloroso.»
Corano 17:11
«L’uomo invoca il male come invoca il bene; e l’uomo è sempre frettoloso.»
Corano 17:12
«E abbiamo fatto della notte e del giorno due segni. Abbiamo cancellato il segno della notte e reso visibile il segno del giorno, affinché cerchiate parte della grazia del vostro Signore e conosciate il numero degli anni e il computo. E ogni cosa l’abbiamo esposta in dettaglio.»
Corano 17:13
«E a ogni uomo abbiamo legato al collo il suo destino; e nel Giorno della Resurrezione faremo uscire per lui uno scritto che troverà dispiegato.[4]»
Come abbiamo tradotto
Ṭāʾirahu deriva dalla radice dell’“uccello” e richiama l’antica immagine dell’auspicio; nel contesto indica il destino/operato legato alla persona. Rendiamo “il suo destino” e segnaliamo l’immagine lessicale.
Corano 17:14
«“Leggi il tuo scritto. Oggi basti tu stesso come contabile contro di te”.»
Corano 17:15
«Chi è guidato, è guidato soltanto per se stesso; e chi si smarrisce, si smarrisce soltanto contro se stesso. Nessun portatore porterà il fardello di un altro. E non siamo mai stati tali da castigare finché non avessimo inviato un messaggero.»
Corano 17:16
«E quando vogliamo distruggere una città, ordiniamo ai suoi agiati; allora essi vi trasgrediscono, così la parola si realizza contro di essa e la distruggiamo completamente.[5]»
Come abbiamo tradotto
Amarnā mutrafīhā fa-fasaqū fīhā dice “ordiniamo ai suoi agiati; allora essi vi trasgrediscono”. Non inseriamo nel versetto l’oggetto “[il bene]”, assente nel testo arabo.
Corano 17:17
«Quante generazioni abbiamo distrutto dopo Noè! E basta il tuo Signore, riguardo ai peccati dei Suoi servi, come Informato e Osservatore.»
Corano 17:18
«Chi desidera l’immediato, affrettiamo per lui in esso ciò che vogliamo, per chi vogliamo; poi gli destiniamo l’Inferno, nel quale brucerà biasimato e respinto.»
Corano 17:19
«E chi desidera l’altra vita e si adopera per essa con lo sforzo che le è dovuto, mentre è credente, costoro vedranno il loro sforzo riconosciuto.»
Corano 17:20
«A tutti diamo, a questi e a quelli, dai doni del tuo Signore. E i doni del tuo Signore non sono mai preclusi.»
Corano 17:21
«Guarda come abbiamo favorito alcuni rispetto ad altri; ma l’altra vita è certamente maggiore in gradi e maggiore in preferenza.»
Corano 17:22
«Non porre insieme a Dio un’altra divinità, altrimenti resterai biasimato e abbandonato.»
Corano 17:23
«E il tuo Signore ha decretato che non adoriate se non Lui e che trattiate bene i genitori. Se uno di loro o entrambi raggiungono presso di te la vecchiaia, non dire loro neppure “uff” e non respingerli, ma rivolgi loro una parola nobile.»
Corano 17:24
«E abbassa per loro l’ala dell’umiltà per misericordia e di’: “Signore mio, abbi misericordia di loro come essi mi allevarono quando ero piccolo”.»
Corano 17:25
«Il vostro Signore conosce meglio ciò che è dentro di voi. Se siete giusti, in verità Egli è Perdonatore verso coloro che tornano continuamente a Lui.»
Corano 17:26
«E da’ al parente il suo diritto, e al povero e al viandante; e non sperperare con spreco.»
Corano 17:27
«In verità gli sperperatori sono fratelli dei demoni, e Satana è sempre stato molto ingrato verso il suo Signore.»
Corano 17:28
«E se devi voltarti da loro cercando una misericordia del tuo Signore che speri, rivolgi loro almeno una parola gentile.»
Corano 17:29
«E non tenere la tua mano incatenata al collo e non distenderla completamente, altrimenti resterai biasimato e privo di mezzi.»
Corano 17:30
«In verità il tuo Signore estende il sostentamento a chi vuole e lo restringe. In verità Egli è, riguardo ai Suoi servi, Informato e Osservatore.»
Corano 17:31
«E non uccidete i vostri figli per timore della povertà. Siamo Noi a provvedere a loro e a voi. In verità ucciderli è un grande peccato.»
Corano 17:32
«E non avvicinatevi alla fornicazione: in verità è un’oscenità e una cattiva via.»
Corano 17:33
«E non uccidete la persona che Dio ha reso inviolabile, se non secondo diritto. E chi viene ucciso ingiustamente, abbiamo dato al suo rappresentante un’autorità; ma non ecceda nell’uccisione. In verità egli è sostenuto.[6]»
Come abbiamo tradotto
Li-waliyyihi sulṭānan attribuisce al walī della vittima un’“autorità”. Rendiamo “al suo rappresentante un’autorità” senza ampliare nel versetto le norme giuridiche sviluppate successivamente dal fiqh.
Corano 17:34
«E non avvicinatevi ai beni dell’orfano se non nel modo migliore, finché raggiunga la maturità. E adempiete il patto: in verità del patto sarà chiesto conto.»
Corano 17:35
«E date piena misura quando misurate e pesate con una bilancia giusta. Questo è meglio e migliore come esito.»
Corano 17:36
«E non seguire ciò di cui non hai conoscenza. In verità dell’udito, della vista e del cuore, di tutti questi sarà chiesto conto.»
Corano 17:37
«E non camminare sulla terra con arroganza: in verità non squarcerai la terra e non raggiungerai le montagne in altezza.»
Corano 17:38
«Il male di tutto ciò è detestato presso il tuo Signore.»
Corano 17:39
«Questo è parte della sapienza che il tuo Signore ti ha rivelato. E non porre insieme a Dio un’altra divinità, altrimenti sarai gettato nell’Inferno, biasimato e respinto.»
Corano 17:40
«Il vostro Signore avrebbe dunque riservato a voi i figli maschi e preso per Sé femmine fra gli angeli? In verità dite davvero una parola enorme.[7]»
Come abbiamo tradotto
Il contrasto è esplicito: il testo domanda se Dio avrebbe riservato agli uomini i figli maschi e preso per Sé femmine fra gli angeli. Manteniamo la formulazione senza attenuarla.
Corano 17:41
«E certamente abbiamo variato le esposizioni in questo Corano affinché si ricordino, ma ciò non fa che aumentare la loro avversione.»
Corano 17:42
«Di’: “Se insieme a Lui vi fossero altre divinità, come dicono, allora cercherebbero una via verso il Signore del Trono”.[8]»
Come abbiamo tradotto
Dhī l-ʿarsh è letteralmente “il Possessore/Signore del Trono”. Rendiamo “Signore del Trono”, senza trasformare la frase in una spiegazione teologica del Trono.
Corano 17:43
«Gloria a Lui, ed Egli è immensamente elevato al di sopra di ciò che dicono.»
Corano 17:44
«Lo glorificano i sette cieli, la terra e chi è in essi. Non vi è cosa che non Lo glorifichi con la Sua lode, ma voi non comprendete la loro glorificazione. In verità Egli è Paziente, Perdonatore.»
Corano 17:45
«E quando reciti il Corano, poniamo fra te e coloro che non credono nell’altra vita una cortina nascosta.»
Corano 17:46
«E abbiamo posto sui loro cuori dei rivestimenti affinché non lo comprendano, e nelle loro orecchie un peso. E quando nel Corano menzioni il tuo Signore solo, voltano le spalle in avversione.[9]»
Come abbiamo tradotto
Il soggetto di jaʿalnā è il plurale divino: “abbiamo posto” rivestimenti sui loro cuori e un peso nelle loro orecchie. Non trasformiamo la frase in un passivo impersonale.
Corano 17:47
«Noi sappiamo meglio come ascoltano quando ti ascoltano e quando si tengono colloqui segreti, quando gli ingiusti dicono: “Non seguite altro che un uomo stregato”.»
Corano 17:48
«Guarda quali similitudini propongono su di te: si sono smarriti e non riescono a trovare una via.»
Corano 17:49
«E dicono: “Quando saremo ossa e frammenti, saremo davvero risuscitati come una nuova creazione?”.»
Corano 17:50
«Di’: “Siate pure pietre o ferro,»
Corano 17:51
«o una creazione ancora più grande nei vostri petti”. Diranno: “Chi ci farà tornare?”. Di’: “Colui che vi creò la prima volta”. Allora scuoteranno la testa verso di te e diranno: “Quando sarà?”. Di’: “Può darsi che sia vicino,»
Corano 17:52
«nel Giorno in cui vi chiamerà e voi risponderete lodandoLo e penserete di essere rimasti soltanto poco”.»
Corano 17:53
«E di’ ai Miei servi di dire ciò che è migliore. In verità Satana semina discordia fra loro. In verità Satana è per l’uomo un nemico manifesto.»
Corano 17:54
«Il vostro Signore vi conosce meglio. Se vuole, avrà misericordia di voi; oppure, se vuole, vi castigherà. E non ti abbiamo inviato come garante su di loro.»
Corano 17:55
«E il tuo Signore conosce meglio chi è nei cieli e sulla terra. Certamente abbiamo favorito alcuni profeti rispetto ad altri e a Davide abbiamo dato uno Zabūr.[10]»
Come abbiamo tradotto
Zabūran è mantenuto come Zabūr. L’identificazione tradizionale con il Salterio è pertinente, ma il termine arabo viene conservato nel versetto.
Corano 17:56
«Di’: “Invocate quelli che pretendete all’infuori di Lui: essi non possiedono il potere di rimuovere da voi il male né di trasferirlo”.»
Corano 17:57
«Proprio quelli che essi invocano cercano un mezzo di accesso al loro Signore, gareggiando a chi sia più vicino; sperano nella Sua misericordia e temono il Suo castigo. In verità il castigo del tuo Signore è da temere.[11]»
Come abbiamo tradotto
Il soggetto sono proprio gli esseri invocati: essi stessi cercano un mezzo di accesso al loro Signore, sperano nella Sua misericordia e temono il Suo castigo. Non invertiamo il rapporto grammaticale.
Corano 17:58
«Non vi è città che non distruggeremo prima del Giorno della Resurrezione o che non castigheremo con un castigo severo. Questo è scritto nel Libro.»
Corano 17:59
«E nulla Ci ha impedito di inviare i segni se non il fatto che gli antichi li smentirono. E demmo a Thamūd la cammella come segno visibile, ma le fecero torto. E non inviamo i segni se non per incutere timore.»
Corano 17:60
«E quando ti dicemmo: “In verità il tuo Signore circonda gli uomini”. E non facemmo della visione che ti mostrammo se non una prova per gli uomini, e così dell’albero maledetto nel Corano. Li impauriamo, ma ciò non fa che aumentare enormemente la loro ribellione.[12]»
Come abbiamo tradotto
Al-ruʾyā è “la visione” e al-shajarata l-malʿūnah “l’albero maledetto”. Il versetto non identifica ulteriormente né la visione né l’albero; tali identificazioni restano esegetiche.
Corano 17:61
«E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”, essi si prosternarono, eccetto Iblīs. Disse: “Dovrei prosternarmi davanti a colui che hai creato dall’argilla?”.»
Corano 17:62
«Disse: “Vedi questo che hai onorato più di me? Se mi darai tempo fino al Giorno della Resurrezione, certamente prenderò sotto il mio dominio la sua discendenza, eccetto pochi”.[13]»
Come abbiamo tradotto
La-aḥtanikanna dhurriyyatahu esprime l’idea di prendere, dominare o trascinare la discendenza. Rendiamo “prenderò sotto il mio dominio la sua discendenza”, preservando la forza del verbo senza sovraspecificarlo.
Corano 17:63
«Disse: “Va’. Chiunque di loro ti seguirà, in verità l’Inferno sarà la vostra ricompensa, una ricompensa piena.»
Corano 17:64
«E provoca con la tua voce chi puoi fra loro, muovi contro di loro la tua cavalleria e la tua fanteria, associati a loro nelle ricchezze e nei figli e fa’ loro promesse”. Ma Satana non promette loro altro che inganno.[14]»
Come abbiamo tradotto
Il testo attribuisce a Satana voce, cavalleria e fanteria e gli ordina di “associarsi” a loro nelle ricchezze e nei figli. Manteniamo queste immagini senza convertirle in categorie esegetiche specifiche.
Corano 17:65
«“In verità sui Miei servi non avrai alcuna autorità. E basta il tuo Signore come garante”.»
Corano 17:66
«Il vostro Signore è Colui che fa procedere per voi le navi sul mare affinché cerchiate parte della Sua grazia. In verità Egli è sempre stato Misericordioso verso di voi.»
Corano 17:67
«E quando vi tocca il male sul mare, svaniscono quelli che invocate all’infuori di Lui. Poi, quando vi salva conducendovi sulla terraferma, vi allontanate. E l’uomo è sempre stato ingrato.»
Corano 17:68
«Vi sentite forse al sicuro dal fatto che faccia sprofondare con voi una parte della terraferma o mandi contro di voi una tempesta di pietre? Allora non trovereste per voi alcun garante.»
Corano 17:69
«Oppure vi sentite al sicuro dal fatto che vi rimandi nel mare un’altra volta, mandi contro di voi un vento impetuoso e vi faccia annegare per la vostra incredulità? Allora non trovereste per voi contro di Noi alcuno che possa perseguirCi per questo.[15]»
Come abbiamo tradotto
Tabīʿan indica chi segue, reclama o persegue una responsabilità. Rendiamo “alcuno che possa perseguirCi per questo”, invece di introdurre un generico “difensore”.
Corano 17:70
«E certamente abbiamo onorato i figli di Adamo, li abbiamo trasportati sulla terra e sul mare, li abbiamo provvisti di cose buone e li abbiamo favoriti nettamente su molti di coloro che abbiamo creato.»
Corano 17:71
«Nel Giorno in cui chiameremo ogni gruppo di uomini con il loro imām, chi riceverà il proprio libro nella mano destra, costoro leggeranno il loro libro e non subiranno ingiustizia neppure quanto un filamento.[16]»
Come abbiamo tradotto
Bi-imāmihim è stato interpretato come “con il loro imām/guida” oppure “con il loro registro”. Poiché il termine ammette più letture tradizionali, lo manteniamo traslitterato nel versetto.
Corano 17:72
«E chi è cieco in questa vita sarà cieco anche nell’altra vita e ancora più smarrito dalla via.»
Corano 17:73
«E in verità quasi riuscivano a distoglierti da ciò che ti abbiamo rivelato, affinché inventassi contro di Noi qualcosa di diverso; allora ti avrebbero preso come amico intimo.»
Corano 17:74
«E se non ti avessimo reso saldo, quasi avresti inclinato un poco verso di loro.»
Corano 17:75
«Allora ti avremmo fatto assaggiare il doppio nella vita e il doppio nella morte; poi non avresti trovato per te alcun soccorritore contro di Noi.[17]»
Come abbiamo tradotto
Ḍiʿfa l-ḥayāti wa-ḍiʿfa l-mamāt dice letteralmente “il doppio della vita e il doppio della morte”. Il sostantivo “castigo” è sottinteso dal contesto ma non viene inserito nel corpo del versetto.
Corano 17:76
«E in verità quasi riuscivano a provocarti dalla terra per farti uscire da essa; e allora, dopo di te, non vi sarebbero rimasti che poco.»
Corano 17:77
«Questa è la consuetudine per i Nostri messaggeri che abbiamo inviato prima di te; e non troverai alcun cambiamento nella Nostra consuetudine.»
Corano 17:78
«Stabilisci la preghiera dal declino del sole fino all’oscurità della notte, e la recitazione dell’alba. In verità la recitazione dell’alba è testimoniata.[18]»
Come abbiamo tradotto
Li-dulūki l-shams è una formula temporale discussa, collegata al declino/inclinazione del sole. Rendiamo “dal declino del sole”; le delimitazioni rituali delle preghiere appartengono alla tradizione giuridica.
Corano 17:79
«E durante una parte della notte veglia con esso, come preghiera supplementare per te. Può darsi che il tuo Signore ti risusciti a una posizione lodata.»
Corano 17:80
«E di’: “Signore mio, fammi entrare con un ingresso di verità e fammi uscire con un’uscita di verità, e concedimi da parte Tua un’autorità che soccorra”.[19]»
Come abbiamo tradotto
Mudkhala ṣidqin e mukhraja ṣidqin sono letteralmente un “ingresso di verità” e un’“uscita di verità”. Manteniamo la costruzione senza sostituirla con una specifica lettura biografica.
Corano 17:81
«E di’: “È giunta la verità ed è svanita la falsità. In verità la falsità è destinata a svanire”.»
Corano 17:82
«E facciamo scendere dal Corano ciò che è guarigione e misericordia per i credenti, mentre agli ingiusti non aumenta altro che perdita.»
Corano 17:83
«E quando concediamo una grazia all’uomo, si allontana e si ritrae di lato; e quando lo tocca il male, diventa disperato.»
Corano 17:84
«Di’: “Ognuno agisce secondo la propria disposizione; e il vostro Signore conosce meglio chi è più guidato sulla via”.»
Corano 17:85
«E ti interrogano sullo Spirito. Di’: “Lo Spirito appartiene all’ordine del mio Signore, e della conoscenza non vi è stato dato che poco”.[20]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto usa al-rūḥ, “lo Spirito”. Non lo sostituiamo nel testo con “anima”, “Gabriele” o “rivelazione”, che rappresentano interpretazioni del referente.
Corano 17:86
«E se volessimo, certamente porteremmo via ciò che ti abbiamo rivelato; poi non troveresti per te contro di Noi alcun garante riguardo a esso,»
Corano 17:87
«se non per misericordia del tuo Signore. In verità il Suo favore su di te è sempre stato grande.»
Corano 17:88
«Di’: “Se gli uomini e i jinn si riunissero per produrre qualcosa di simile a questo Corano, non produrrebbero nulla di simile, anche se si aiutassero gli uni con gli altri”.»
Corano 17:89
«E certamente abbiamo variato per gli uomini, in questo Corano, ogni genere di similitudine; ma la maggior parte degli uomini ha rifiutato tutto eccetto l’incredulità.»
Corano 17:90
«E dissero: “Non crederemo in te finché non farai sgorgare per noi dalla terra una sorgente,»
Corano 17:91
«o finché tu non abbia un giardino di palme e viti e faccia sgorgare in mezzo a esso fiumi in abbondanza,»
Corano 17:92
«o finché non farai cadere il cielo su di noi in pezzi, come hai preteso, oppure non porterai Dio e gli angeli davanti a noi,»
Corano 17:93
«o finché non avrai una casa d’oro, oppure non salirai nel cielo. E non crederemo alla tua ascesa finché non farai scendere su di noi un libro che possiamo leggere”. Di’: “Gloria al mio Signore! Sono forse altro che un essere umano, un messaggero?”.»
Corano 17:94
«E nulla impedì agli uomini di credere, quando giunse loro la guida, se non il fatto che dissero: “Dio ha inviato un essere umano come messaggero?”.»
Corano 17:95
«Di’: “Se sulla terra vi fossero angeli che camminassero tranquilli, avremmo certamente fatto scendere su di loro dal cielo un angelo come messaggero”.»
Corano 17:96
«Di’: “Dio basta come testimone fra me e voi”. In verità Egli è, riguardo ai Suoi servi, Informato e Osservatore.»
Corano 17:97
«Chi Dio guida è colui che è guidato; e chi Egli svia, non troverai per loro protettori all’infuori di Lui. E nel Giorno della Resurrezione li raduneremo sui loro volti, ciechi, muti e sordi. La loro dimora sarà l’Inferno; ogni volta che si affievolirà, aumenteremo per loro la fiamma.[21]»
Come abbiamo tradotto
Il testo mantiene Dio come soggetto sia della guida sia dello sviamento: “Chi Dio guida…” e “chi Egli svia…”. La traduzione conserva esplicitamente questa simmetria.
Corano 17:98
«Questa sarà la loro ricompensa perché non credettero nei Nostri segni e dissero: “Quando saremo ossa e frammenti, saremo davvero risuscitati come una nuova creazione?”.»
Corano 17:99
«Non hanno dunque visto che Dio, Colui che ha creato i cieli e la terra, è capace di creare esseri simili a loro? E ha stabilito per loro un termine sul quale non vi è dubbio. Ma gli ingiusti rifiutano tutto eccetto l’incredulità.»
Corano 17:100
«Di’: “Se possedeste voi i tesori della misericordia del mio Signore, allora li tratterreste per timore di spenderli”. E l’uomo è sempre stato avaro.»
Corano 17:101
«E certamente demmo a Mosè nove segni evidenti. Chiedi dunque ai Figli d’Israele quando egli giunse loro e Faraone gli disse: “In verità, o Mosè, penso davvero che tu sia stregato”.[22]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto dice che a Mosè furono dati “nove segni evidenti” e prosegue direttamente con l’invito a interrogare i Figli d’Israele e con le parole di Faraone. Manteniamo l’intero periodo dell’arabo.
Corano 17:102
«Disse: “Sai bene che nessuno ha fatto scendere questi segni se non il Signore dei cieli e della terra, come prove evidenti. E in verità, o Faraone, penso davvero che tu sia destinato alla rovina”.»
Corano 17:103
«Allora volle scacciarli dalla terra, ma facemmo annegare lui e tutti coloro che erano con lui.»
Corano 17:104
«E dopo di lui dicemmo ai Figli d’Israele: “Abitate la terra. Poi, quando verrà la promessa dell’altra vita, vi porteremo come una folla mista”.[23]»
Come abbiamo tradotto
Lafīfan indica una folla/raccolta mista o riunita. Rendiamo “come una folla mista” senza trasformare la frase in una specifica profezia storica contemporanea.
Corano 17:105
«E con la verità lo abbiamo fatto scendere e con la verità è sceso. E non ti abbiamo inviato se non come annunciatore di buona novella e ammonitore.»
Corano 17:106
«E un Corano che abbiamo suddiviso affinché tu lo reciti agli uomini con gradualità, e lo abbiamo fatto scendere progressivamente.[24]»
Come abbiamo tradotto
Qurʾānan faraqnāhu presenta il Corano come suddiviso/separato affinché sia recitato agli uomini ʿalā mukthin, con gradualità. La seconda parte ribadisce che fu fatto scendere progressivamente.
Corano 17:107
«Di’: “Credete in esso oppure non credete”. In verità coloro ai quali fu data la conoscenza prima di esso, quando viene loro recitato, cadono sui menti prosternandosi,»
Corano 17:108
«e dicono: “Gloria al nostro Signore! In verità la promessa del nostro Signore deve certamente compiersi”.»
Corano 17:109
«E cadono sui menti piangendo, e ciò accresce la loro umiltà.»
Corano 17:110
«Di’: “Invocate Dio oppure invocate il Compassionevole: qualunque nome invochiate, a Lui appartengono i nomi più belli”. E non alzare la voce nella tua preghiera e non abbassarla troppo, ma cerca una via fra le due.[25]»
Come abbiamo tradotto
Il comando riguarda il modo di pronunciare la preghiera/recitazione: non troppo forte e non troppo sommesso. Rendiamo il contrasto senza imporre nel versetto una scuola rituale successiva.
Corano 17:111
«E di’: “La lode appartiene a Dio, Colui che non ha preso alcun figlio, non ha alcun associato nella sovranità e non ha alcun protettore per debolezza”. E magnificaLo grandemente.[26]»
Come abbiamo tradotto
Wa-lam yakun lahu waliyyun mina l-dhull nega a Dio un protettore dovuto a debolezza/umiliazione. Rendiamo “non ha alcun protettore per debolezza”, mantenendo il rapporto espresso dalla frase.
Note alla traduzione
- Corano 17:1. Al-masjid al-ḥarām e al-masjid al-aqṣā sono resi “la Moschea inviolabile” e “la Moschea più lontana”. Il versetto non nomina esplicitamente né Mecca né Gerusalemme; le identificazioni geografiche appartengono alla tradizione interpretativa. ↩
- Corano 17:3. Dhurrīyyata man ḥamalnā maʿa Nūḥ è una costruzione vocativa/appositiva: “O discendenza di coloro che portammo con Noè”. Evitiamo di trasformarla nel singolare “discendente”. ↩
- Corano 17:7. Il testo dice semplicemente al-masjid, “la Moschea”, senza aggiungere qui “Gerusalemme” o “Tempio”. Manteniamo il sostantivo del versetto e lasciamo l’identificazione all’esegesi. ↩
- Corano 17:13. Ṭāʾirahu deriva dalla radice dell’“uccello” e richiama l’antica immagine dell’auspicio; nel contesto indica il destino/operato legato alla persona. Rendiamo “il suo destino” e segnaliamo l’immagine lessicale. ↩
- Corano 17:16. Amarnā mutrafīhā fa-fasaqū fīhā dice “ordiniamo ai suoi agiati; allora essi vi trasgrediscono”. Non inseriamo nel versetto l’oggetto “[il bene]”, assente nel testo arabo. ↩
- Corano 17:33. Li-waliyyihi sulṭānan attribuisce al walī della vittima un’“autorità”. Rendiamo “al suo rappresentante un’autorità” senza ampliare nel versetto le norme giuridiche sviluppate successivamente dal fiqh. ↩
- Corano 17:40. Il contrasto è esplicito: il testo domanda se Dio avrebbe riservato agli uomini i figli maschi e preso per Sé femmine fra gli angeli. Manteniamo la formulazione senza attenuarla. ↩
- Corano 17:42. Dhī l-ʿarsh è letteralmente “il Possessore/Signore del Trono”. Rendiamo “Signore del Trono”, senza trasformare la frase in una spiegazione teologica del Trono. ↩
- Corano 17:46. Il soggetto di jaʿalnā è il plurale divino: “abbiamo posto” rivestimenti sui loro cuori e un peso nelle loro orecchie. Non trasformiamo la frase in un passivo impersonale. ↩
- Corano 17:55. Zabūran è mantenuto come Zabūr. L’identificazione tradizionale con il Salterio è pertinente, ma il termine arabo viene conservato nel versetto. ↩
- Corano 17:57. Il soggetto sono proprio gli esseri invocati: essi stessi cercano un mezzo di accesso al loro Signore, sperano nella Sua misericordia e temono il Suo castigo. Non invertiamo il rapporto grammaticale. ↩
- Corano 17:60. Al-ruʾyā è “la visione” e al-shajarata l-malʿūnah “l’albero maledetto”. Il versetto non identifica ulteriormente né la visione né l’albero; tali identificazioni restano esegetiche. ↩
- Corano 17:62. La-aḥtanikanna dhurriyyatahu esprime l’idea di prendere, dominare o trascinare la discendenza. Rendiamo “prenderò sotto il mio dominio la sua discendenza”, preservando la forza del verbo senza sovraspecificarlo. ↩
- Corano 17:64. Il testo attribuisce a Satana voce, cavalleria e fanteria e gli ordina di “associarsi” a loro nelle ricchezze e nei figli. Manteniamo queste immagini senza convertirle in categorie esegetiche specifiche. ↩
- Corano 17:69. Tabīʿan indica chi segue, reclama o persegue una responsabilità. Rendiamo “alcuno che possa perseguirCi per questo”, invece di introdurre un generico “difensore”. ↩
- Corano 17:71. Bi-imāmihim è stato interpretato come “con il loro imām/guida” oppure “con il loro registro”. Poiché il termine ammette più letture tradizionali, lo manteniamo traslitterato nel versetto. ↩
- Corano 17:75. Ḍiʿfa l-ḥayāti wa-ḍiʿfa l-mamāt dice letteralmente “il doppio della vita e il doppio della morte”. Il sostantivo “castigo” è sottinteso dal contesto ma non viene inserito nel corpo del versetto. ↩
- Corano 17:78. Li-dulūki l-shams è una formula temporale discussa, collegata al declino/inclinazione del sole. Rendiamo “dal declino del sole”; le delimitazioni rituali delle preghiere appartengono alla tradizione giuridica. ↩
- Corano 17:80. Mudkhala ṣidqin e mukhraja ṣidqin sono letteralmente un “ingresso di verità” e un’“uscita di verità”. Manteniamo la costruzione senza sostituirla con una specifica lettura biografica. ↩
- Corano 17:85. Il versetto usa al-rūḥ, “lo Spirito”. Non lo sostituiamo nel testo con “anima”, “Gabriele” o “rivelazione”, che rappresentano interpretazioni del referente. ↩
- Corano 17:97. Il testo mantiene Dio come soggetto sia della guida sia dello sviamento: “Chi Dio guida…” e “chi Egli svia…”. La traduzione conserva esplicitamente questa simmetria. ↩
- Corano 17:101. Il versetto dice che a Mosè furono dati “nove segni evidenti” e prosegue direttamente con l’invito a interrogare i Figli d’Israele e con le parole di Faraone. Manteniamo l’intero periodo dell’arabo. ↩
- Corano 17:104. Lafīfan indica una folla/raccolta mista o riunita. Rendiamo “come una folla mista” senza trasformare la frase in una specifica profezia storica contemporanea. ↩
- Corano 17:106. Qurʾānan faraqnāhu presenta il Corano come suddiviso/separato affinché sia recitato agli uomini ʿalā mukthin, con gradualità. La seconda parte ribadisce che fu fatto scendere progressivamente. ↩
- Corano 17:110. Il comando riguarda il modo di pronunciare la preghiera/recitazione: non troppo forte e non troppo sommesso. Rendiamo il contrasto senza imporre nel versetto una scuola rituale successiva. ↩
- Corano 17:111. Wa-lam yakun lahu waliyyun mina l-dhull nega a Dio un protettore dovuto a debolezza/umiliazione. Rendiamo “non ha alcun protettore per debolezza”, mantenendo il rapporto espresso dalla frase. ↩









