La Sura 53 an-Najm, “La stella”, è una sura meccana di 62 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 53:1
«Per la stella quando tramonta,[1]»
Come abbiamo tradotto
Il giuramento è “per la stella quando hawā”, verbo che può indicare cadere, tramontare o discendere. Rendiamo “tramonta”.
Corano 53:2
«il vostro compagno non si è sviato e non è caduto in errore,»
Corano 53:3
«e non parla secondo il desiderio.»
Corano 53:4
«Esso non è che una rivelazione che viene rivelata.[2]»
Come abbiamo tradotto
“Non è che una rivelazione che viene rivelata” mantiene la costruzione enfatica del testo. Il pronome rinvia al discorso/rivelazione dal contesto.
Corano 53:5
«Gliel’ha insegnata uno possente nelle forze,[3]»
Come abbiamo tradotto
Shadīdu l-quwā, “possente nelle forze”, non è nominato esplicitamente nel versetto. L’identificazione tradizionale con Gabriele resta nell’esegesi.
Corano 53:6
«dotato di vigore; e si stabilì,[4]»
Come abbiamo tradotto
Dhū mirratin fa-stawā descrive una figura dotata di forza/vigore che “si stabilì”. Non inseriamo nel testo un nome proprio né una specifica forma angelica.
Corano 53:7
«mentre era all’orizzonte più alto.»
Corano 53:8
«Poi si avvicinò e discese,»
Corano 53:9
«finché fu alla distanza di due archi o ancora più vicino.[5]»
Come abbiamo tradotto
Qāba qawsayni aw adnā è una misura di prossimità: “due archi o ancora più vicino”. Manteniamo l’immagine.
Corano 53:10
«E rivelò al Suo servo ciò che rivelò.[6]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice “rivelò al Suo servo ciò che rivelò” senza esplicitare nel versetto il soggetto immediato del verbo precedente. Manteniamo la formulazione pronominale.
Corano 53:11
«Il cuore non mentì riguardo a ciò che vide.»
Corano 53:12
«Discuterete dunque con lui su ciò che vede?»
Corano 53:13
«E certamente lo vide un’altra volta,»
Corano 53:14
«presso il Loto del limite,[7]»
Come abbiamo tradotto
Sidrat al-muntahā è reso “Loto del limite”. Le descrizioni cosmologiche più dettagliate appartengono alla tradizione esegetica.
Corano 53:15
«presso il quale vi è il Giardino del rifugio,»
Corano 53:16
«quando il Loto era ricoperto da ciò che lo ricopriva.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il testo evita di dire che cosa ricoprisse il Loto: “lo ricopriva ciò che lo ricopriva”. Manteniamo deliberatamente questa indeterminatezza.
Corano 53:17
«Lo sguardo non deviò e non oltrepassò il limite.»
Corano 53:18
«Certamente vide alcuni dei segni più grandi del suo Signore.»
Corano 53:19
«Avete dunque considerato al-Lāt e al-ʿUzzā,»
Corano 53:20
«e Manāt, la terza, l’altra?[9]»
Come abbiamo tradotto
al-Lāt, al-ʿUzzā e Manāt sono mantenuti come nomi propri delle divinità menzionate, senza sostituirli con categorie generiche.
Corano 53:21
«A voi il maschio e a Lui la femmina?»
Corano 53:22
«Questa sarebbe allora una divisione ingiusta.[10]»
Come abbiamo tradotto
Ḍīzā qualifica la divisione come ingiusta/iniqua. Rendiamo “divisione ingiusta”.
Corano 53:23
«Non sono che nomi che avete dato voi e i vostri padri, per i quali Dio non ha fatto scendere alcuna autorità. Essi non seguono altro che la congettura e ciò che le anime desiderano, benché sia già giunta loro la guida dal loro Signore.[11]»
Come abbiamo tradotto
Le divinità sono definite “nomi” attribuiti dagli uomini e dai loro padri senza autorità fatta scendere da Dio; segue l’accusa di seguire congettura e desiderio.
Corano 53:24
«Avrà forse l’uomo tutto ciò che desidera?»
Corano 53:25
«A Dio appartengono l’ultima vita e la prima.»
Corano 53:26
«E quanti angeli vi sono nei cieli la cui intercessione non serve a nulla se non dopo che Dio abbia dato il permesso a chi vuole e di cui si compiace.[12]»
Come abbiamo tradotto
L’intercessione angelica è detta inefficace se non dopo il permesso divino e per chi Dio vuole e approva. Manteniamo entrambe le condizioni.
Corano 53:27
«In verità coloro che non credono nell’altra vita chiamano gli angeli con nomi femminili,»
Corano 53:28
«mentre non hanno di ciò alcuna conoscenza. Non seguono altro che la congettura, e in verità la congettura non giova in nulla contro la verità.»
Corano 53:29
«Allontanati dunque da chi volta le spalle al Nostro ricordo e non desidera altro che la vita terrena.»
Corano 53:30
«Questa è la misura della loro conoscenza. In verità il tuo Signore conosce meglio chi si svia dalla Sua via e conosce meglio chi è guidato.»
Corano 53:31
«E a Dio appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra, affinché ricompensi coloro che hanno fatto il male per ciò che hanno fatto e ricompensi coloro che hanno fatto il bene con la ricompensa migliore,»
Corano 53:32
«quelli che evitano i grandi peccati e le indecenze, eccetto le colpe minori.[13] In verità il tuo Signore è vasto nel perdono. Egli vi conosce meglio quando vi produsse dalla terra e quando eravate feti nei ventri delle vostre madri. Non dichiarate dunque puri voi stessi: Egli conosce meglio chi è timorato.[14]»
Come abbiamo tradotto
Kabāʾira l-ithm wa-l-fawāḥish indica grandi peccati e indecenze. Illā l-lamam introduce un’eccezione discussa, generalmente piccole/occasionali colpe. Rendiamo “colpe minori”.
“Non dichiarate puri voi stessi” rende fa-lā tuzakkū anfusakum: il testo proibisce l’auto-purificazione/autoelogio morale.
Corano 53:33
«Hai visto colui che ha voltato le spalle,»
Corano 53:34
«ha dato poco e poi ha cessato?»
Corano 53:35
«Possiede forse la conoscenza dell’invisibile, così da vedere?»
Corano 53:36
«Oppure non è stato informato di ciò che è nei fogli di Mosè,»
Corano 53:37
«e di Abramo, che adempì pienamente?[15]»
Come abbiamo tradotto
Alladhī waffā descrive Abramo come colui che “adempì pienamente”. Non aggiungiamo nel versetto l’oggetto dell’adempimento.
Corano 53:38
«Che nessun portatore di peso porterà il peso di un altro,»
Corano 53:39
«e che per l’uomo non vi è se non ciò per cui si è adoperato,»
Corano 53:40
«e che il suo sforzo sarà visto,»
Corano 53:41
«poi ne sarà ricompensato con la ricompensa più piena,»
Corano 53:42
«e che al tuo Signore è il termine ultimo,»
Corano 53:43
«e che Egli è Colui che fa ridere e fa piangere,»
Corano 53:44
«e che Egli è Colui che fa morire e dà vita,»
Corano 53:45
«e che Egli ha creato la coppia, il maschio e la femmina,»
Corano 53:46
«da una goccia di sperma quando viene emessa,[16]»
Come abbiamo tradotto
Nuṭfatin idhā tumnā indica una goccia di sperma quando viene emessa/eiaculata. Rendiamo esplicitamente “sperma” ed “emessa”.
Corano 53:47
«e che a Lui incombe la seconda creazione,»
Corano 53:48
«e che Egli è Colui che arricchisce e rende soddisfatti,[17]»
Come abbiamo tradotto
Aghnā wa-aqnā accosta arricchire e rendere soddisfatti/fornire possesso. Rendiamo “arricchisce e rende soddisfatti”.
Corano 53:49
«e che Egli è il Signore di Sirio,[18]»
Come abbiamo tradotto
Al-Shiʿrā è Sirio. Il versetto afferma esplicitamente che Dio ne è il Signore.
Corano 53:50
«e che Egli distrusse gli antichi ʿĀd,»
Corano 53:51
«e i Thamūd, senza lasciare superstiti,»
Corano 53:52
«e prima ancora il popolo di Noè: in verità furono più ingiusti e più ribelli,»
Corano 53:53
«e fece precipitare le città sovvertite,[19]»
Come abbiamo tradotto
Al-muʾtafikata ahwā descrive le città sovvertite come fatte precipitare. Non inseriamo nel corpo del versetto la loro identificazione geografica.
Corano 53:54
«e le ricoprì ciò che le ricoprì.»
Corano 53:55
«Quale dunque dei benefici del tuo Signore metti in dubbio?»
Corano 53:56
«Questo è un ammonitore fra gli ammonitori antichi.[20]»
Come abbiamo tradotto
“Questo è un ammonitore fra gli ammonitori antichi” mantiene nadhīrun mina l-nudhuri l-ūlā senza decidere nel testo se “questo” indichi il Profeta o l’ammonimento.
Corano 53:57
«L’Imminente si è avvicinata.»
Corano 53:58
«Nessuno all’infuori di Dio può rimuoverla.[21]»
Come abbiamo tradotto
Kāshifah può indicare chi/ciò che rimuove o svela l’Imminente. Rendiamo “può rimuoverla”, lasciando la sfumatura in nota.
Corano 53:59
«Vi meravigliate dunque di questo discorso,»
Corano 53:60
«e ridete e non piangete,»
Corano 53:61
«mentre siete distratti e alteri?[22]»
Come abbiamo tradotto
Sāmidūn può indicare distratti, altezzosi o intenti al divertimento. Rendiamo “distratti e alteri” per conservare entrambe le componenti plausibili.
Corano 53:62
«Prosternatevi dunque davanti a Dio e adorateLo.[23]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto finale contiene un comando diretto: “Prosternatevi dunque davanti a Dio e adorateLo”. Il segno rituale di prosternazione del muṣḥaf non fa parte delle parole tradotte.
Note alla traduzione
- Corano 53:1. Il giuramento è “per la stella quando hawā”, verbo che può indicare cadere, tramontare o discendere. Rendiamo “tramonta”. ↩
- Corano 53:4. “Non è che una rivelazione che viene rivelata” mantiene la costruzione enfatica del testo. Il pronome rinvia al discorso/rivelazione dal contesto. ↩
- Corano 53:5. Shadīdu l-quwā, “possente nelle forze”, non è nominato esplicitamente nel versetto. L’identificazione tradizionale con Gabriele resta nell’esegesi. ↩
- Corano 53:6. Dhū mirratin fa-stawā descrive una figura dotata di forza/vigore che “si stabilì”. Non inseriamo nel testo un nome proprio né una specifica forma angelica. ↩
- Corano 53:9. Qāba qawsayni aw adnā è una misura di prossimità: “due archi o ancora più vicino”. Manteniamo l’immagine. ↩
- Corano 53:10. Il testo dice “rivelò al Suo servo ciò che rivelò” senza esplicitare nel versetto il soggetto immediato del verbo precedente. Manteniamo la formulazione pronominale. ↩
- Corano 53:14. Sidrat al-muntahā è reso “Loto del limite”. Le descrizioni cosmologiche più dettagliate appartengono alla tradizione esegetica. ↩
- Corano 53:16. Il testo evita di dire che cosa ricoprisse il Loto: “lo ricopriva ciò che lo ricopriva”. Manteniamo deliberatamente questa indeterminatezza. ↩
- Corano 53:20. al-Lāt, al-ʿUzzā e Manāt sono mantenuti come nomi propri delle divinità menzionate, senza sostituirli con categorie generiche. ↩
- Corano 53:22. Ḍīzā qualifica la divisione come ingiusta/iniqua. Rendiamo “divisione ingiusta”. ↩
- Corano 53:23. Le divinità sono definite “nomi” attribuiti dagli uomini e dai loro padri senza autorità fatta scendere da Dio; segue l’accusa di seguire congettura e desiderio. ↩
- Corano 53:26. L’intercessione angelica è detta inefficace se non dopo il permesso divino e per chi Dio vuole e approva. Manteniamo entrambe le condizioni. ↩
- Corano 53:32. Kabāʾira l-ithm wa-l-fawāḥish indica grandi peccati e indecenze. Illā l-lamam introduce un’eccezione discussa, generalmente piccole/occasionali colpe. Rendiamo “colpe minori”. ↩
- Corano 53:32. “Non dichiarate puri voi stessi” rende fa-lā tuzakkū anfusakum: il testo proibisce l’auto-purificazione/autoelogio morale. ↩
- Corano 53:37. Alladhī waffā descrive Abramo come colui che “adempì pienamente”. Non aggiungiamo nel versetto l’oggetto dell’adempimento. ↩
- Corano 53:46. Nuṭfatin idhā tumnā indica una goccia di sperma quando viene emessa/eiaculata. Rendiamo esplicitamente “sperma” ed “emessa”. ↩
- Corano 53:48. Aghnā wa-aqnā accosta arricchire e rendere soddisfatti/fornire possesso. Rendiamo “arricchisce e rende soddisfatti”. ↩
- Corano 53:49. Al-Shiʿrā è Sirio. Il versetto afferma esplicitamente che Dio ne è il Signore. ↩
- Corano 53:53. Al-muʾtafikata ahwā descrive le città sovvertite come fatte precipitare. Non inseriamo nel corpo del versetto la loro identificazione geografica. ↩
- Corano 53:56. “Questo è un ammonitore fra gli ammonitori antichi” mantiene nadhīrun mina l-nudhuri l-ūlā senza decidere nel testo se “questo” indichi il Profeta o l’ammonimento. ↩
- Corano 53:58. Kāshifah può indicare chi/ciò che rimuove o svela l’Imminente. Rendiamo “può rimuoverla”, lasciando la sfumatura in nota. ↩
- Corano 53:61. Sāmidūn può indicare distratti, altezzosi o intenti al divertimento. Rendiamo “distratti e alteri” per conservare entrambe le componenti plausibili. ↩
- Corano 53:62. Il versetto finale contiene un comando diretto: “Prosternatevi dunque davanti a Dio e adorateLo”. Il segno rituale di prosternazione del muṣḥaf non fa parte delle parole tradotte. ↩









