La Sura 47 Muḥammad è una sura medinese di 38 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 47:1
«Coloro che non credono e distolgono dalla via di Dio: Egli renderà vane le loro opere.[1]»
Come abbiamo tradotto
Aḍalla aʿmālahum significa che Dio rende vane/perdute le loro opere. Manteniamo il soggetto divino.
Corano 47:2
«E coloro che credono, compiono opere giuste e credono in ciò che è stato fatto scendere su Muḥammad — ed esso è la verità proveniente dal loro Signore — Egli cancellerà da loro i loro mali e migliorerà la loro condizione.[2]»
Come abbiamo tradotto
Il testo nomina esplicitamente Muḥammad e dice che Dio cancella i mali dei credenti e “migliora la loro condizione”.
Corano 47:3
«Ciò perché coloro che non credono hanno seguito il falso, mentre coloro che credono hanno seguito la verità proveniente dal loro Signore. Così Dio propone agli uomini i loro esempi.»
Corano 47:4
«Quando dunque incontrate coloro che non credono, colpite i colli; finché, quando ne avrete fatto strage, stringete saldamente i legami. Poi, in seguito, o liberazione gratuita oppure riscatto, finché la guerra deponga i suoi pesi.[3] Così. E se Dio avesse voluto, si sarebbe vendicato di loro; ma è per mettere alla prova alcuni di voi per mezzo di altri.[4] E coloro che vengono uccisi sulla via di Dio, Egli non renderà mai vane le loro opere.[5]»
Come abbiamo tradotto
Fa-ḍarba l-riqāb è letteralmente “colpire i colli”. Athkhantumūhum, dalla radice th-kh-n, può indicare il soggiogare duramente e, nel contesto bellico, il fare strage: il Quranic Arabic Corpus registra la forma come “subdued”, mentre traduzioni autorevoli rendono anche “inflicted slaughter / made wide slaughter”; Lane documenta l’uso della radice per il moltiplicare l’uccisione del nemico. Per coerenza con Corano 8:67 e con il criterio anti-attenuazione adottato nel progetto, rendiamo “quando ne avrete fatto strage”. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 47:4 e Lane, radice th-kh-n.
Il testo afferma che, se Dio avesse voluto, si sarebbe vendicato direttamente di loro; invece la situazione serve a mettere alla prova “alcuni di voi per mezzo di altri”.
Coloro che vengono uccisi “sulla via di Dio” non vedranno rese vane le loro opere. Manteniamo il riferimento esplicito all’uccisione.
Corano 47:5
«Li guiderà e migliorerà la loro condizione,»
Corano 47:6
«e li farà entrare nel Giardino che ha fatto loro conoscere.»
Corano 47:7
«O voi che credete, se soccorrete Dio, Egli soccorrerà voi e renderà saldi i vostri piedi.[6]»
Come abbiamo tradotto
“Se soccorrete Dio, Egli soccorrerà voi” è mantenuto letteralmente; le spiegazioni su che cosa significhi soccorrere Dio appartengono all’esegesi.
Corano 47:8
«Quanto a coloro che non credono: rovina per loro! Ed Egli renderà vane le loro opere.»
Corano 47:9
«Ciò perché hanno detestato ciò che Dio ha fatto scendere; così Egli ha reso vane le loro opere.»
Corano 47:10
«Non hanno forse viaggiato sulla terra e osservato quale fu la fine di coloro che li precedettero? Dio li distrusse; e per coloro che non credono vi sarà qualcosa di simile.[7]»
Come abbiamo tradotto
Dio è il soggetto esplicito della distruzione dei popoli precedenti. Manteniamo la causalità.
Corano 47:11
«Ciò perché Dio è il Protettore di coloro che credono, mentre coloro che non credono non hanno alcun protettore.»
Corano 47:12
«In verità Dio farà entrare coloro che credono e compiono opere giuste in Giardini sotto i quali scorrono i fiumi. Quanto a coloro che non credono, godono e mangiano come mangia il bestiame; e il Fuoco sarà la loro dimora.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il paragone dice che coloro che non credono “mangiano come mangia il bestiame”. Manteniamo la similitudine senza attenuarla.
Corano 47:13
«E quante città, più forti della tua città che ti ha espulso, abbiamo fatto perire; e non ebbero alcun soccorritore.»
Corano 47:14
«È forse colui che si trova su una prova chiara da parte del suo Signore come colui al quale è stato reso bello il male delle proprie azioni e che segue i propri desideri?»
Corano 47:15
«Ecco la descrizione del Giardino promesso ai timorati: in esso vi sono fiumi d’acqua che non si altera, fiumi di latte il cui sapore non cambia, fiumi di vino delizioso per chi beve e fiumi di miele purificato; e in esso avranno ogni sorta di frutti e perdono da parte del loro Signore. Sono forse come chi rimane in perpetuo nel Fuoco e viene fatto bere acqua bollente che lacera le sue viscere?[9]»
Come abbiamo tradotto
La descrizione del Giardino include fiumi di acqua, latte, vino e miele; il contrappasso del Fuoco include acqua bollente che lacera le viscere. Manteniamo entrambe le immagini corporee.
Corano 47:16
«E fra loro vi sono coloro che ti ascoltano finché, quando escono da presso di te, dicono a coloro ai quali è stata data la conoscenza: «Che cosa ha detto poco fa?». Quelli sono coloro sui cui cuori Dio ha posto un sigillo e che hanno seguito i propri desideri.[10]»
Come abbiamo tradotto
Dio “ha posto un sigillo sui loro cuori”. Manteniamo il soggetto divino.
Corano 47:17
«Quanto a coloro che si sono lasciati guidare, Egli accresce la loro guida e concede loro il loro timore reverenziale.[11]»
Come abbiamo tradotto
Per chi segue la guida, il testo dice che Dio accresce la guida e concede loro la taqwā, resa qui “timore reverenziale”.
Corano 47:18
«Aspettano forse altro che l’Ora, che giunga loro all’improvviso? Eppure sono già giunti i suoi segni precursori. Ma come potranno ricordarsi quando essa sarà giunta loro?[12]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto afferma che sono già giunti i “segni precursori” dell’Ora. Non identifichiamo quali siano nel corpo della traduzione.
Corano 47:19
«Sappi dunque che non vi è divinità se non Dio e chiedi perdono per il tuo peccato e per i credenti e le credenti.[13] Dio conosce il vostro muovervi e il vostro luogo di sosta.»
Come abbiamo tradotto
Il comando è di chiedere perdono li-dhanbika, “per il tuo peccato”, oltre che per credenti e credenti donne. Non attenuiamo il possessivo.
Corano 47:20
«E coloro che credono dicono: «Perché non è stata fatta scendere una sura?». Ma quando viene fatta scendere una sura salda e in essa viene menzionato il combattimento, vedi coloro nei cui cuori vi è malattia guardarti con lo sguardo di chi è sopraffatto dalla morte.[14] Più appropriato per loro sarebbe»
Come abbiamo tradotto
Quando viene fatta scendere una sura salda e vi è menzionato al-qitāl, “il combattimento”, coloro che hanno malattia nel cuore guardano come chi è sopraffatto dalla morte.
Corano 47:21
«obbedienza e una parola riconosciuta come buona. Poi, quando la decisione è presa, se fossero sinceri con Dio sarebbe meglio per loro.»
Corano 47:22
«Se dunque volgeste le spalle, potreste forse seminare corruzione sulla terra e recidere i vostri legami di parentela?»
Corano 47:23
«Quelli sono coloro che Dio ha maledetto: li ha resi sordi e ha accecato i loro occhi.[15]»
Come abbiamo tradotto
Dio è detto averli maledetti, resi sordi e accecati. Manteniamo Dio come soggetto delle tre azioni.
Corano 47:24
«Non riflettono dunque sul Corano, oppure sui cuori vi sono i loro lucchetti?»
Corano 47:25
«In verità coloro che sono tornati sui propri passi dopo che la guida era divenuta loro chiara: Satana ha reso loro attraente la cosa e ha prolungato per loro le speranze.[16]»
Come abbiamo tradotto
Al-shayṭānu sawwala lahum wa-amlā lahum è reso attribuendo a Satana seduzione e prolungamento delle speranze, secondo la costruzione immediata della lettura adottata.
Corano 47:26
«Ciò perché dissero a coloro che detestano ciò che Dio ha fatto scendere: «Vi obbediremo in parte della questione». E Dio conosce i loro segreti.»
Corano 47:27
«Come sarà dunque quando gli angeli li faranno morire, colpendo i loro volti e le loro schiene?[17]»
Come abbiamo tradotto
Gli angeli, prendendoli nella morte, sono descritti mentre colpiscono volti e schiene. Manteniamo l’azione esplicita.
Corano 47:28
«Ciò perché hanno seguito ciò che provoca l’ira di Dio e hanno detestato ciò che Gli è gradito; così Egli ha reso vane le loro opere.»
Corano 47:29
«Oppure coloro nei cui cuori vi è malattia pensano che Dio non farà emergere i loro rancori?»
Corano 47:30
«E se volessimo te li mostreremmo, e li riconosceresti dai loro segni; e certamente li riconoscerai dal tono del discorso. E Dio conosce le vostre opere.»
Corano 47:31
«E certamente vi metteremo alla prova finché conosciamo quelli di voi che combattono e quelli che sono pazienti, e metteremo alla prova le vostre notizie.[18]»
Come abbiamo tradotto
Ḥattā naʿlama è letteralmente “finché conosciamo”. Non sostituiamo nel versetto questa forma con la spiegazione teologica “finché rendiamo manifesto”; tale armonizzazione appartiene all’esegesi.
Corano 47:32
«In verità coloro che non credono, distolgono dalla via di Dio e si oppongono al Messaggero dopo che la guida è divenuta loro chiara non nuoceranno a Dio in nulla; ed Egli renderà vane le loro opere.»
Corano 47:33
«O voi che credete, obbedite a Dio e obbedite al Messaggero e non rendete vane le vostre opere.»
Corano 47:34
«In verità coloro che non credono, distolgono dalla via di Dio e poi muoiono mentre sono miscredenti: Dio non li perdonerà mai.[19]»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma che Dio non perdonerà coloro che muoiono mentre sono non credenti dopo aver distolto dalla Sua via. Manteniamo l’assolutezza della formulazione.
Corano 47:35
«Non indebolitevi dunque e non invocate la pace mentre siete superiori; Dio è con voi e non vi priverà del valore delle vostre opere.[20]»
Come abbiamo tradotto
Il comando dice di non indebolirsi e di non “invocare/chiamare alla pace” mentre si è superiori. Manteniamo la condizione testuale senza trasformarla in una massima generale slegata dal contesto bellico della sura.
Corano 47:36
«La vita terrena non è che gioco e distrazione. E se credete e siete timorati, Egli vi darà le vostre ricompense e non vi chiederà i vostri beni.»
Corano 47:37
«Se ve li chiedesse e insistesse con voi, sareste avari ed Egli farebbe emergere i vostri rancori.»
Corano 47:38
«Ecco, voi siete coloro che vengono chiamati a spendere sulla via di Dio, ma fra voi vi è chi è avaro. E chi è avaro lo è soltanto a danno di sé stesso. Dio è Colui che non ha bisogno, mentre voi siete i bisognosi. E se volgete le spalle, Egli vi sostituirà con un altro popolo; poi essi non saranno come voi.[21]»
Come abbiamo tradotto
Se i destinatari volgono le spalle, Dio li sostituirà con un altro popolo che “non sarà come voi”. Manteniamo la minaccia di sostituzione.
Note alla traduzione
- Corano 47:1. Aḍalla aʿmālahum significa che Dio rende vane/perdute le loro opere. Manteniamo il soggetto divino. ↩
- Corano 47:2. Il testo nomina esplicitamente Muḥammad e dice che Dio cancella i mali dei credenti e “migliora la loro condizione”. ↩
- Corano 47:4. Fa-ḍarba l-riqāb è letteralmente “colpire i colli”. Athkhantumūhum, dalla radice th-kh-n, può indicare il soggiogare duramente e, nel contesto bellico, il fare strage. Per coerenza con Corano 8:67 e con il criterio anti-attenuazione adottato nel progetto, rendiamo “quando ne avrete fatto strage”. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 47:4 e Lane, radice th-kh-n. ↩
- Corano 47:4. Il testo afferma che, se Dio avesse voluto, si sarebbe vendicato direttamente di loro; invece la situazione serve a mettere alla prova “alcuni di voi per mezzo di altri”. ↩
- Corano 47:4. Coloro che vengono uccisi “sulla via di Dio” non vedranno rese vane le loro opere. Manteniamo il riferimento esplicito all’uccisione. ↩
- Corano 47:7. “Se soccorrete Dio, Egli soccorrerà voi” è mantenuto letteralmente; le spiegazioni su che cosa significhi soccorrere Dio appartengono all’esegesi. ↩
- Corano 47:10. Dio è il soggetto esplicito della distruzione dei popoli precedenti. Manteniamo la causalità. ↩
- Corano 47:12. Il paragone dice che coloro che non credono “mangiano come mangia il bestiame”. Manteniamo la similitudine senza attenuarla. ↩
- Corano 47:15. La descrizione del Giardino include fiumi di acqua, latte, vino e miele; il contrappasso del Fuoco include acqua bollente che lacera le viscere. Manteniamo entrambe le immagini corporee. ↩
- Corano 47:16. Dio “ha posto un sigillo sui loro cuori”. Manteniamo il soggetto divino. ↩
- Corano 47:17. Per chi segue la guida, il testo dice che Dio accresce la guida e concede loro la taqwā, resa qui “timore reverenziale”. ↩
- Corano 47:18. Il versetto afferma che sono già giunti i “segni precursori” dell’Ora. Non identifichiamo quali siano nel corpo della traduzione. ↩
- Corano 47:19. Il comando è di chiedere perdono li-dhanbika, “per il tuo peccato”, oltre che per credenti e credenti donne. Non attenuiamo il possessivo. ↩
- Corano 47:20. Quando viene fatta scendere una sura salda e vi è menzionato al-qitāl, “il combattimento”, coloro che hanno malattia nel cuore guardano come chi è sopraffatto dalla morte. ↩
- Corano 47:23. Dio è detto averli maledetti, resi sordi e accecati. Manteniamo Dio come soggetto delle tre azioni. ↩
- Corano 47:25. Al-shayṭānu sawwala lahum wa-amlā lahum è reso attribuendo a Satana seduzione e prolungamento delle speranze, secondo la costruzione immediata della lettura adottata. ↩
- Corano 47:27. Gli angeli, prendendoli nella morte, sono descritti mentre colpiscono volti e schiene. Manteniamo l’azione esplicita. ↩
- Corano 47:31. Ḥattā naʿlama è letteralmente “finché conosciamo”. Non sostituiamo nel versetto questa forma con la spiegazione teologica “finché rendiamo manifesto”; tale armonizzazione appartiene all’esegesi. ↩
- Corano 47:34. Il testo afferma che Dio non perdonerà coloro che muoiono mentre sono non credenti dopo aver distolto dalla Sua via. Manteniamo l’assolutezza della formulazione. ↩
- Corano 47:35. Il comando dice di non indebolirsi e di non “invocare/chiamare alla pace” mentre si è superiori. Manteniamo la condizione testuale senza trasformarla in una massima generale slegata dal contesto bellico della sura. ↩
- Corano 47:38. Se i destinatari volgono le spalle, Dio li sostituirà con un altro popolo che “non sarà come voi”. Manteniamo la minaccia di sostituzione. ↩









