La Sura 39 az-Zumar, “I Gruppi”, è una sura meccana di 75 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 39:1
«La rivelazione del Libro proviene da Dio, il Potente, il Saggio.»
Corano 39:2
«In verità abbiamo fatto scendere su di te il Libro con la verità; adora dunque Dio rendendoGli pura la religione.»
Corano 39:3
«Ecco: a Dio appartiene la religione pura. E coloro che prendono protettori all’infuori di Lui dicono: «Li adoriamo soltanto perché ci avvicinino a Dio il più possibile».[1] In verità Dio giudicherà fra loro riguardo a ciò su cui divergono. In verità Dio non guida chi è bugiardo, ostinatamente incredulo.»
Come abbiamo tradotto
I politeisti motivano il culto dei protettori dicendo che servono ad avvicinarli a Dio. Manteniamo questa giustificazione come discorso diretto del testo.
Corano 39:4
«Se Dio avesse voluto prendersi un figlio, avrebbe scelto ciò che voleva fra quello che crea.[2] Gloria a Lui! Egli è Dio, l’Uno, il Dominatore.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto formula un’ipotesi irreale: se Dio avesse voluto “prendersi un figlio”, avrebbe scelto fra ciò che crea. Manteniamo la struttura condizionale.
Corano 39:5
«Ha creato i cieli e la terra con la verità. Avvolge la notte sul giorno e avvolge il giorno sulla notte,[3] e ha assoggettato il sole e la luna: ciascuno corre fino a un termine stabilito. Ecco: Egli è il Potente, il Perdonatore.»
Come abbiamo tradotto
Yukawwiru significa avvolgere/arrotolare. Rendiamo l’immagine della notte avvolta sul giorno e viceversa senza trasformarla in una spiegazione scientifica.
Corano 39:6
«Vi ha creati da un’unica anima, poi da essa ha fatto la sua compagna, e ha fatto scendere per voi otto coppie di bestiame.[4] Vi crea nei ventri delle vostre madri, creazione dopo creazione, in tre tenebre.[5] Questi è Dio, il vostro Signore: a Lui appartiene il dominio. Non vi è divinità se non Lui. Come dunque venite distolti?»
Come abbiamo tradotto
Le “otto coppie” di bestiame rinviano alle coppie maschio/femmina delle specie nominate altrove; qui non le elenchiamo. Le “tre tenebre” restano anch’esse nella forma del testo.
Corano 39:7
«Se non credete, in verità Dio non ha bisogno di voi; e non approva l’incredulità per i Suoi servi. Ma se siete riconoscenti, la approva per voi. E nessun portatore porterà il peso di un altro.[6] Poi al vostro Signore sarà il vostro ritorno, ed Egli vi informerà di ciò che facevate. In verità Egli conosce ciò che è nei petti.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto afferma sia che Dio non approva l’incredulità per i Suoi servi, sia che nessun portatore porterà il peso di un altro. Manteniamo entrambe le proposizioni.
Corano 39:8
«E quando una disgrazia tocca l’uomo, egli invoca il suo Signore tornando a Lui; poi, quando Egli gli concede una grazia da parte Sua, dimentica ciò per cui Lo invocava prima e attribuisce a Dio pari, per sviare dalla Sua via. Di’: «Godi per poco della tua incredulità: in verità sei fra i compagni del Fuoco».[7]»
Come abbiamo tradotto
Il comando “Godi per poco della tua incredulità” è ironico/minaccioso. Non lo attenuiamo in una semplice constatazione.
Corano 39:9
«È forse come colui che, devoto nelle ore della notte, si prosterna e sta in piedi, teme l’Aldilà e spera nella misericordia del suo Signore? Di’: «Sono forse uguali coloro che sanno e coloro che non sanno?». Soltanto coloro che hanno intelletto ricordano.»
Corano 39:10
«Di’: «O Miei servi che credete, temete il vostro Signore. Per coloro che fanno il bene in questa vita vi è bene. E la terra di Dio è vasta. In verità ai pazienti sarà corrisposta la loro ricompensa senza conto».»
Corano 39:11
«Di’: «In verità mi è stato ordinato di adorare Dio rendendoGli pura la religione,»
Corano 39:12
«e mi è stato ordinato di essere il primo dei sottomessi».[8]»
Come abbiamo tradotto
Awwala l-muslimīn è reso “il primo dei sottomessi”, coerentemente con la scelta del progetto di tradurre il termine quando indica l’atto di sottomettersi.
Corano 39:13
«Di’: «In verità temo, se disobbedissi al mio Signore, il castigo di un Giorno immenso».»
Corano 39:14
«Di’: «Dio adoro, rendendoGli pura la mia religione.»
Corano 39:15
«Adorate dunque ciò che volete all’infuori di Lui».[9] Di’: «In verità i perdenti sono coloro che perderanno sé stessi e le loro famiglie nel Giorno della Resurrezione. Ecco, questa è la perdita manifesta».»
Come abbiamo tradotto
“Adorate dunque ciò che volete all’infuori di Lui” è una concessione minacciosa, non un’approvazione. Manteniamo la forma imperativa del testo.
Corano 39:16
«Avranno sopra di loro strati di Fuoco e sotto di loro altri strati. Con questo Dio fa paura ai Suoi servi. «O Miei servi, temeteMi!».»
Corano 39:17
«E coloro che evitano il ṭāghūt per non adorarlo e tornano a Dio, per loro vi è la buona novella.[10] Da’ dunque la buona novella ai Miei servi,»
Come abbiamo tradotto
Al-ṭāghūt è termine ampio per falsa autorità/oggetto di culto ribelle. Lo manteniamo traslitterato per non restringerne il significato.
Corano 39:18
«coloro che ascoltano la parola e seguono la migliore di essa. Quelli sono coloro che Dio ha guidato; e quelli sono coloro che hanno intelletto.»
Corano 39:19
«Colui sul quale si è avverata la parola del castigo — potrai forse salvare chi è nel Fuoco?»
Corano 39:20
«Ma coloro che temono il loro Signore avranno stanze sopra le quali sono costruite altre stanze, sotto cui scorrono i fiumi. Promessa di Dio: Dio non viene meno alla promessa.»
Corano 39:21
«Non vedi che Dio ha fatto scendere acqua dal cielo e l’ha fatta penetrare come sorgenti nella terra? Poi con essa fa uscire coltivazioni di colori diversi; poi esse appassiscono e le vedi ingiallire; poi le riduce in detriti. In verità in ciò vi è certamente un monito per coloro che hanno intelletto.»
Corano 39:22
«È forse come colui al quale Dio ha aperto il petto all’Islam, così che egli è su una luce proveniente dal suo Signore?[11] Guai dunque a coloro i cui cuori sono induriti contro il ricordo di Dio. Quelli sono in errore manifesto.»
Come abbiamo tradotto
Li-l-islām è analizzato dal Quranic Arabic Corpus come “all’Islam”. Poiché il termine è qui trattato come nome proprio, rendiamo “Dio ha aperto il petto all’Islam” invece di “alla sottomissione”, evitando di neutralizzare il riferimento confessionale. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 39:22.
Corano 39:23
«Dio ha fatto scendere il migliore discorso: un Libro coerente, ripetuto,[12] per il quale rabbrividiscono le pelli di coloro che temono il loro Signore; poi le loro pelli e i loro cuori si ammorbidiscono al ricordo di Dio. Questa è la guida di Dio: con essa Egli guida chi vuole. E chi Dio svia non avrà alcuna guida.[13]»
Come abbiamo tradotto
Mutashābihan mathāniya descrive il Libro come coerente/simile nelle sue parti e ripetuto. Il versetto afferma inoltre che chi Dio svia non avrà guida: manteniamo il soggetto divino.
Corano 39:24
«È forse come colui che nel Giorno della Resurrezione si proteggerà con il proprio volto dal peggiore castigo?[14] E sarà detto agli ingiusti: «Gustate ciò che guadagnavate».»
Come abbiamo tradotto
L’immagine di chi si protegge col proprio volto dal castigo è mantenuta letteralmente, senza sostituirla con una parafrasi generica sulla vulnerabilità.
Corano 39:25
«Coloro che li precedettero smentirono, e il castigo giunse loro da dove non se ne rendevano conto.»
Corano 39:26
«Così Dio fece gustare loro l’ignominia nella vita terrena; ma il castigo dell’Aldilà è certamente più grande, se sapessero.»
Corano 39:27
«E certamente abbiamo proposto agli uomini in questo Corano ogni genere di esempio, affinché ricordino:»
Corano 39:28
«un Corano arabo, privo di tortuosità, affinché siano timorati.»
Corano 39:29
«Dio propone l’esempio di un uomo appartenente a soci in lite fra loro e di un uomo appartenente interamente a un solo uomo: sono forse uguali nella loro condizione?[15] La lode appartiene a Dio! Ma la maggior parte di loro non sa.»
Come abbiamo tradotto
La parabola contrappone un uomo appartenente a soci litigiosi a uno appartenente interamente a un solo uomo. Manteniamo la struttura servile della similitudine.
Corano 39:30
«In verità tu morirai, e in verità essi moriranno.»
Corano 39:31
«Poi, nel Giorno della Resurrezione, disputerete davanti al vostro Signore.»
Corano 39:32
«Chi è dunque più ingiusto di chi mente contro Dio e smentisce la verità quando gli giunge? Non vi è forse nell’Inferno una dimora per i non credenti?»
Corano 39:33
«E colui che ha portato la verità e colui che l’ha riconosciuta come vera: quelli sono i timorati.»
Corano 39:34
«Avranno presso il loro Signore tutto ciò che vorranno. Questa è la ricompensa di coloro che fanno il bene,»
Corano 39:35
«affinché Dio cancelli da loro il peggio di ciò che hanno fatto e li ricompensi secondo il meglio di ciò che facevano.»
Corano 39:36
«Dio non basta forse al Suo servo? E ti fanno paura con quelli all’infuori di Lui. Ma chi Dio svia non avrà alcuna guida.[16]»
Come abbiamo tradotto
Come in 39:23, il testo dice che chi Dio svia non avrà guida. Non rendiamo la forma causativa con “lascia sviare”.
Corano 39:37
«E chi Dio guida non avrà nessuno che possa sviarlo. Dio non è forse Potente, Signore della vendetta?»
Corano 39:38
«E se chiedi loro: «Chi ha creato i cieli e la terra?», diranno certamente: «Dio». Di’: «Avete dunque considerato ciò che invocate all’infuori di Dio? Se Dio volesse per me un danno, potrebbero esse rimuovere il Suo danno? Oppure, se volesse per me misericordia, potrebbero esse trattenere la Sua misericordia?». Di’: «Dio mi basta. In Lui confidano coloro che confidano».»
Corano 39:39
«Di’: «O popolo mio, agite secondo la vostra posizione; anch’io agirò. Presto saprete»
Corano 39:40
«a chi verrà un castigo che lo disonorerà e su chi si abbatterà un castigo permanente».»
Corano 39:41
«In verità abbiamo fatto scendere su di te il Libro per gli uomini con la verità. Chi si lascia guidare, lo fa per sé stesso; e chi si svia, si svia soltanto a proprio danno. E tu non sei custode su di loro.»
Corano 39:42
«Dio prende le anime al momento della loro morte e quelle che non sono morte durante il loro sonno; poi trattiene quella per la quale ha decretato la morte e rimanda l’altra fino a un termine stabilito.[17] In verità in ciò vi sono certamente segni per gente che riflette.»
Come abbiamo tradotto
Il verbo yatawaffā viene applicato da Dio alle anime nella morte e, analogicamente, durante il sonno. Manteniamo il parallelismo.
Corano 39:43
«Oppure hanno preso intercessori all’infuori di Dio? Di’: «Anche se non possiedono nulla e non comprendono?».»
Corano 39:44
«Di’: «A Dio appartiene tutta l’intercessione.[18] A Lui appartiene il dominio dei cieli e della terra; poi a Lui sarete ricondotti».»
Come abbiamo tradotto
Il versetto attribuisce a Dio “tutta l’intercessione”. Le condizioni dell’intercessione appartengono ad altri passi e all’esegesi.
Corano 39:45
«E quando viene menzionato Dio soltanto, i cuori di coloro che non credono nell’Aldilà si contraggono con avversione; ma quando vengono menzionati quelli all’infuori di Lui, ecco che si rallegrano.[19]»
Come abbiamo tradotto
Il testo descrive i cuori che si contraggono con avversione quando è menzionato Dio soltanto e si rallegrano quando sono menzionati altri. Manteniamo il contrasto.
Corano 39:46
«Di’: «O Dio, Creatore dei cieli e della terra, Conoscitore dell’invisibile e del visibile, Tu giudicherai fra i Tuoi servi riguardo a ciò su cui divergevano».»
Corano 39:47
«E se coloro che hanno commesso ingiustizia possedessero tutto ciò che è sulla terra e altrettanto insieme con esso, lo offrirebbero come riscatto dal peggiore castigo nel Giorno della Resurrezione. E apparirà loro da parte di Dio ciò che non avevano messo in conto.[20]»
Come abbiamo tradotto
Badā lahum mina llāhi mā lam yakūnū yaḥtasibūn: apparirà loro da parte di Dio ciò che non avevano messo in conto. Non specifichiamo oltre nel versetto.
Corano 39:48
«E appariranno loro i mali di ciò che avevano guadagnato, e ciò di cui si burlavano li avvolgerà.»
Corano 39:49
«Quando una disgrazia tocca l’uomo, egli Ci invoca; poi, quando gli concediamo una grazia da parte Nostra, dice: «Mi è stata data soltanto grazie a una conoscenza». No: essa è una prova, ma la maggior parte di loro non sa.[21]»
Come abbiamo tradotto
L’uomo attribuisce la grazia a una propria “conoscenza”; il testo replica che essa è invece una prova. Manteniamo il contrasto.
Corano 39:50
«Già lo dissero coloro che li precedettero, ma ciò che guadagnavano non servì loro a nulla.»
Corano 39:51
«Così li colpirono i mali di ciò che avevano guadagnato. E coloro di questi che hanno commesso ingiustizia saranno colpiti dai mali di ciò che hanno guadagnato, e non potranno rendere Dio impotente.»
Corano 39:52
«Non sanno forse che Dio amplia la provvidenza a chi vuole e la restringe? In verità in ciò vi sono certamente segni per gente che crede.»
Corano 39:53
«Di’: «O Miei servi che avete ecceduto contro voi stessi, non disperate della misericordia di Dio. In verità Dio perdona tutti i peccati.[22] In verità Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto dice esplicitamente “Dio perdona tutti i peccati”; i versetti immediatamente successivi invitano a tornare e sottomettersi prima dell’arrivo del castigo. Non restringiamo la frase nel corpo del versetto.
Corano 39:54
«E tornate al vostro Signore e sottomettetevi a Lui prima che vi giunga il castigo; poi non sarete soccorsi.»
Corano 39:55
«E seguite il meglio di ciò che è stato fatto scendere a voi dal vostro Signore, prima che il castigo vi giunga all’improvviso mentre non ve ne accorgete,»
Corano 39:56
«prima che un’anima dica: “Ahimè per ciò che ho trascurato nei confronti di Dio! In verità ero certamente fra coloro che deridevano”,»
Corano 39:57
«o dica: “Se Dio mi avesse guidato, sarei certamente stato fra i timorati”,[23]»
Come abbiamo tradotto
L’anima dirà: “Se Dio mi avesse guidato…”. Il versetto seguente/59 risponde richiamando i segni già giunti e rifiutati. Manteniamo entrambe le voci senza armonizzarle.
Corano 39:58
«o dica, quando vedrà il castigo: “Se soltanto avessi un’altra possibilità, sarei fra coloro che fanno il bene”».»
Corano 39:59
««No! I Miei segni ti sono certamente giunti, ma li hai smentiti, ti sei mostrato arrogante e sei stato fra i non credenti».»
Corano 39:60
«E nel Giorno della Resurrezione vedrai coloro che hanno mentito contro Dio con i volti anneriti. Non vi è forse nell’Inferno una dimora per gli arroganti?»
Corano 39:61
«E Dio salverà coloro che Lo hanno temuto mediante il loro successo: il male non li toccherà e non saranno afflitti.»
Corano 39:62
«Dio è il Creatore di ogni cosa, ed Egli è garante di ogni cosa.»
Corano 39:63
«A Lui appartengono le chiavi dei cieli e della terra. E coloro che non credono nei segni di Dio: quelli sono i perdenti.»
Corano 39:64
«Di’: «È forse altro che Dio che mi ordinate di adorare, o ignoranti?».»
Corano 39:65
«E certamente è stato rivelato a te e a coloro che ti precedettero: «Se associassi altri a Dio, la tua opera diventerebbe certamente vana e saresti certamente fra i perdenti.[24]»
Come abbiamo tradotto
L’avvertimento è rivolto anche al destinatario della rivelazione: se associasse altri a Dio, la sua opera diventerebbe vana. Manteniamo l’ipotetica nella sua forma diretta.
Corano 39:66
«No: adora Dio e sii fra i riconoscenti».»
Corano 39:67
«E non hanno valutato Dio secondo la Sua vera grandezza: la terra intera sarà nella Sua presa nel Giorno della Resurrezione e i cieli saranno avvolti nella Sua destra.[25] Gloria a Lui ed Egli è elevato al di sopra di ciò che Gli associano.»
Come abbiamo tradotto
La terra è descritta nella “presa” di Dio e i cieli “nella Sua destra”. Manteniamo il linguaggio antropomorfico senza risolverlo teologicamente.
Corano 39:68
«E sarà soffiato nel Corno, e cadrà fulminato chiunque è nei cieli e chiunque è sulla terra, eccetto chi Dio vorrà; poi vi sarà soffiato un’altra volta, ed ecco: saranno in piedi a guardare.[26]»
Come abbiamo tradotto
Al primo soffio nel Corno cadono tutti, “eccetto chi Dio vorrà”; al secondo si rialzano. Il testo non identifica qui l’eccezione.
Corano 39:69
«E la terra risplenderà della luce del suo Signore, sarà posto il Libro, saranno condotti i profeti e i testimoni, e si giudicherà fra loro secondo verità, senza che subiscano ingiustizia.»
Corano 39:70
«E ogni anima sarà pienamente ricompensata per ciò che ha fatto, ed Egli conosce meglio ciò che fanno.»
Corano 39:71
«E coloro che non credono saranno condotti all’Inferno in gruppi,[27] finché, quando vi giungeranno, le sue porte saranno aperte e i suoi custodi diranno loro: «Non vi sono giunti inviati scelti fra voi, che vi recitavano i versetti del vostro Signore e vi ammonivano dell’incontro con questo vostro Giorno?». Diranno: «Sì, ma la parola del castigo si è avverata contro i non credenti».»
Come abbiamo tradotto
Zumaran, che dà il titolo alla sura, significa “in gruppi/schiere”. È usato qui per coloro che vengono condotti all’Inferno.
Corano 39:72
«Sarà detto: «Entrate dalle porte dell’Inferno, per rimanervi in perpetuo». Che pessima dimora per gli arroganti!»
Corano 39:73
«E coloro che hanno temuto il loro Signore saranno condotti al Giardino in gruppi,[28] finché, quando vi giungeranno e le sue porte saranno aperte, i suoi custodi diranno loro: «Pace su di voi! Siete stati buoni; entratevi dunque per rimanervi in perpetuo».»
Come abbiamo tradotto
Lo stesso zumaran è usato per coloro che vengono condotti al Giardino. Manteniamo il parallelismo.
Corano 39:74
«E diranno: «La lode appartiene a Dio, che ha mantenuto per noi la Sua promessa e ci ha fatto ereditare la terra, così che possiamo dimorare nel Giardino dovunque vogliamo».[29] Che eccellente ricompensa per coloro che operano!»
Come abbiamo tradotto
I salvati dicono che Dio li ha fatti “ereditare la terra”. Il seguito identifica il loro luogo di dimora con il Giardino; non sostituiamo “terra” nel testo.
Corano 39:75
«E vedrai gli angeli circondare il Trono, glorificando il loro Signore con la lode; e si giudicherà fra loro secondo verità, e sarà detto: «La lode appartiene a Dio, Signore dei mondi».»
Note alla traduzione
- Corano 39:3. I politeisti motivano il culto dei protettori dicendo che servono ad avvicinarli a Dio. Manteniamo questa giustificazione come discorso diretto del testo. ↩
- Corano 39:4. Il versetto formula un’ipotesi irreale: se Dio avesse voluto “prendersi un figlio”, avrebbe scelto fra ciò che crea. Manteniamo la struttura condizionale. ↩
- Corano 39:5. Yukawwiru significa avvolgere/arrotolare. Rendiamo l’immagine della notte avvolta sul giorno e viceversa senza trasformarla in una spiegazione scientifica. ↩
- Corano 39:6. Le “otto coppie” di bestiame rinviano alle coppie maschio/femmina delle specie nominate altrove; qui non le elenchiamo. Le “tre tenebre” restano anch’esse nella forma del testo. ↩
- Corano 39:6. Le “tre tenebre” sono lasciate come tali: il versetto non le identifica ulteriormente. ↩
- Corano 39:7. Il versetto afferma sia che Dio non approva l’incredulità per i Suoi servi, sia che nessun portatore porterà il peso di un altro. Manteniamo entrambe le proposizioni. ↩
- Corano 39:8. Il comando “Godi per poco della tua incredulità” è ironico/minaccioso. Non lo attenuiamo in una semplice constatazione. ↩
- Corano 39:12. Awwala l-muslimīn è reso “il primo dei sottomessi”, coerentemente con la scelta del progetto di tradurre il termine quando indica l’atto di sottomettersi. ↩
- Corano 39:15. “Adorate dunque ciò che volete all’infuori di Lui” è una concessione minacciosa, non un’approvazione. Manteniamo la forma imperativa del testo. ↩
- Corano 39:17. Al-ṭāghūt è termine ampio per falsa autorità/oggetto di culto ribelle. Lo manteniamo traslitterato per non restringerne il significato. ↩
- Corano 39:22. Li-l-islām è analizzato dal Quranic Arabic Corpus come “all’Islam”. Poiché il termine è qui trattato come nome proprio, rendiamo “Dio ha aperto il petto all’Islam” invece di “alla sottomissione”, evitando di neutralizzare il riferimento confessionale. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 39:22. ↩
- Corano 39:23. Mutashābihan mathāniya descrive il Libro come coerente/simile nelle sue parti e ripetuto. Il versetto afferma inoltre che chi Dio svia non avrà guida: manteniamo il soggetto divino. ↩
- Corano 39:23. Il versetto conclude: “chi Dio svia non avrà alcuna guida”. Manteniamo il causativo con Dio come soggetto. ↩
- Corano 39:24. L’immagine di chi si protegge col proprio volto dal castigo è mantenuta letteralmente, senza sostituirla con una parafrasi generica sulla vulnerabilità. ↩
- Corano 39:29. La parabola contrappone un uomo appartenente a soci litigiosi a uno appartenente interamente a un solo uomo. Manteniamo la struttura servile della similitudine. ↩
- Corano 39:36. Come in 39:23, il testo dice che chi Dio svia non avrà guida. Non rendiamo la forma causativa con “lascia sviare”. ↩
- Corano 39:42. Il verbo yatawaffā viene applicato da Dio alle anime nella morte e, analogicamente, durante il sonno. Manteniamo il parallelismo. ↩
- Corano 39:44. Il versetto attribuisce a Dio “tutta l’intercessione”. Le condizioni dell’intercessione appartengono ad altri passi e all’esegesi. ↩
- Corano 39:45. Il testo descrive i cuori che si contraggono con avversione quando è menzionato Dio soltanto e si rallegrano quando sono menzionati altri. Manteniamo il contrasto. ↩
- Corano 39:47. Badā lahum mina llāhi mā lam yakūnū yaḥtasibūn: apparirà loro da parte di Dio ciò che non avevano messo in conto. Non specifichiamo oltre nel versetto. ↩
- Corano 39:49. L’uomo attribuisce la grazia a una propria “conoscenza”; il testo replica che essa è invece una prova. Manteniamo il contrasto. ↩
- Corano 39:53. Il versetto dice esplicitamente “Dio perdona tutti i peccati”; i versetti immediatamente successivi invitano a tornare e sottomettersi prima dell’arrivo del castigo. Non restringiamo la frase nel corpo del versetto. ↩
- Corano 39:57. L’anima dirà: “Se Dio mi avesse guidato…”. Il versetto seguente/59 risponde richiamando i segni già giunti e rifiutati. Manteniamo entrambe le voci senza armonizzarle. ↩
- Corano 39:65. L’avvertimento è rivolto anche al destinatario della rivelazione: se associasse altri a Dio, la sua opera diventerebbe vana. Manteniamo l’ipotetica nella sua forma diretta. ↩
- Corano 39:67. La terra è descritta nella “presa” di Dio e i cieli “nella Sua destra”. Manteniamo il linguaggio antropomorfico senza risolverlo teologicamente. ↩
- Corano 39:68. Al primo soffio nel Corno cadono tutti, “eccetto chi Dio vorrà”; al secondo si rialzano. Il testo non identifica qui l’eccezione. ↩
- Corano 39:71. Zumaran, che dà il titolo alla sura, significa “in gruppi/schiere”. È usato qui per coloro che vengono condotti all’Inferno. ↩
- Corano 39:73. Lo stesso zumaran è usato per coloro che vengono condotti al Giardino. Manteniamo il parallelismo. ↩
- Corano 39:74. I salvati dicono che Dio li ha fatti “ereditare la terra”. Il seguito identifica il loro luogo di dimora con il Giardino; non sostituiamo “terra” nel testo. ↩









