La Sura 6 al-Anʿām, “Il bestiame”, è una sura meccana di 165 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di lettura e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 6:1
«La lode appartiene a Dio, che ha creato i cieli e la terra e ha fatto le tenebre e la luce; eppure coloro che non credono pongono altri alla pari del loro Signore.»
Corano 6:2
«Egli è Colui che vi ha creati dall’argilla, poi ha decretato un termine; e un termine stabilito è presso di Lui. Eppure voi dubitate.»
Corano 6:3
«Ed Egli è Dio nei cieli e sulla terra. Conosce il vostro segreto e ciò che rendete pubblico, e conosce ciò che guadagnate.»
Corano 6:4
«Non giunge loro alcun segno fra i segni del loro Signore senza che se ne allontanino.»
Corano 6:5
«Hanno smentito la verità quando è giunta loro; presto giungeranno loro le notizie di ciò di cui si prendevano gioco.»
Corano 6:6
«Non hanno visto quante generazioni abbiamo distrutto prima di loro? Le avevamo stabilite sulla terra come non abbiamo stabilito voi; avevamo mandato su di loro dal cielo piogge abbondanti e fatto scorrere fiumi sotto di loro. Poi le distruggemmo per i loro peccati e, dopo di loro, facemmo sorgere altre generazioni.»
Corano 6:7
«Anche se avessimo fatto scendere su di te un Libro su una pergamena ed essi lo avessero toccato con le loro mani, coloro che non credono avrebbero detto: “Questa non è altro che magia evidente”.»
Corano 6:8
«E dicono: “Perché non è stato fatto scendere su di lui un angelo?”. Se avessimo fatto scendere un angelo, la questione sarebbe stata decisa e poi non sarebbe stata concessa loro alcuna dilazione.»
Corano 6:9
«E se ne avessimo fatto un angelo, lo avremmo fatto uomo e avremmo reso confuso per loro ciò che essi rendono confuso.»
Corano 6:10
«Già prima di te dei messaggeri furono derisi; ma ciò di cui si prendevano gioco avvolse coloro che li deridevano.»
Corano 6:11
«Di’: “Percorrete la terra e osservate quale fu la fine di coloro che smentivano”.»
Corano 6:12
«Di’: “A chi appartiene ciò che è nei cieli e sulla terra?”. Di’: “A Dio”. Egli ha prescritto a Se stesso la misericordia. Vi riunirà certamente nel Giorno della Resurrezione, sul quale non vi è dubbio. Coloro che hanno perduto se stessi non credono.»
Corano 6:13
«A Lui appartiene ciò che dimora nella notte e nel giorno. Egli è Colui che ascolta, Colui che conosce.»
Corano 6:14
«Di’: “Dovrei prendere come protettore qualcuno diverso da Dio, Creatore originario dei cieli e della terra, mentre Egli nutre e non è nutrito?”. Di’: “Mi è stato ordinato di essere il primo a sottomettermi”. E non essere mai fra gli associatori.»
Corano 6:15
«Di’: “Temo, se disobbedissi al mio Signore, il castigo di un Giorno immenso”.»
Corano 6:16
«Colui dal quale quel Giorno sarà allontanato il castigo, Egli gli avrà fatto misericordia. Questo è il successo evidente.»
Corano 6:17
«Se Dio ti tocca con un male, nessuno può rimuoverlo se non Lui; e se ti tocca con un bene, Egli è capace di ogni cosa.»
Corano 6:18
«Egli è il Dominatore sopra i Suoi servi. Egli è il Saggio, il Ben Informato.»
Corano 6:19
«Di’: “Quale cosa è più grande come testimonianza?”. Di’: “Dio è testimone fra me e voi. Questo Corano mi è stato rivelato affinché con esso ammonisca voi e chiunque esso raggiunga. Testimoniate davvero che insieme a Dio vi sono altre divinità?”. Di’: “Io non lo testimonio”. Di’: “Egli è soltanto un Dio unico, e io sono estraneo a ciò che Gli associate”.»
Corano 6:20
«Coloro ai quali abbiamo dato il Libro lo riconoscono come riconoscono i propri figli. Coloro che hanno perduto se stessi non credono.»
Come abbiamo tradotto
L’arabo ha soltanto il pronome -hu, “lo”, senza nominare esplicitamente il referente nel versetto. Per questo non inseriamo nel testo “il Messaggero”, “Muhammad” o “il Corano”: tali identificazioni appartengono all’interpretazione del contesto e dell’esegesi.
Corano 6:21
«Chi è più ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Dio o smentisce i Suoi segni? In verità gli ingiusti non prospereranno.»
Corano 6:22
«E il Giorno in cui li raduneremo tutti, poi diremo a coloro che associavano: “Dove sono i vostri associati che pretendevate?”.»
Corano 6:23
«La loro unica difesa[1] sarà dire: “Per Dio, nostro Signore, non eravamo associatori”.»
Come abbiamo tradotto
Il sostantivo è fitnatuhum, dalla stessa radice di fitna. Qui la costruzione e la risposta che segue danno al termine il valore di “pretesto”, “difesa” o “risposta”, non quello di “sedizione” o “persecuzione”. È un esempio del fatto che fitna non può essere tradotta meccanicamente sempre allo stesso modo.
Corano 6:24
«Guarda come mentono contro se stessi e come ciò che inventavano li ha abbandonati.»
Corano 6:25
«Fra loro vi sono quelli che ti ascoltano; ma abbiamo posto sui loro cuori delle coperture perché non lo comprendano e nelle loro orecchie sordità. Anche se vedessero ogni segno, non vi crederebbero. Tanto che, quando vengono da te a discutere, coloro che non credono dicono: “Queste non sono altro che favole degli antichi”.»
Corano 6:26
«Essi ne distolgono gli altri e se ne tengono lontani. Ma non distruggono che se stessi, senza rendersene conto.»
Corano 6:27
«Se potessi vederli quando saranno fatti stare davanti al Fuoco! Diranno: “Se soltanto fossimo rimandati indietro! Non smentiremmo i segni del nostro Signore e saremmo fra i credenti”.»
Corano 6:28
«No: è apparso loro ciò che prima nascondevano. E anche se fossero rimandati indietro, tornerebbero certamente a ciò che era stato loro proibito. In verità sono bugiardi.»
Corano 6:29
«E dicono: “Non c’è altro che la nostra vita terrena e non saremo resuscitati”.»
Corano 6:30
«Se potessi vederli quando saranno fatti stare davanti al loro Signore! Egli dirà: “Non è forse questa la verità?”. Diranno: “Sì, per il nostro Signore”. Dirà: “Gustate dunque il castigo per aver rifiutato di credere”.»
Corano 6:31
«Hanno certamente perduto coloro che smentiscono l’incontro con Dio. Quando l’Ora giungerà loro all’improvviso, diranno: “Ah, quale rimpianto per ciò che abbiamo trascurato riguardo ad essa!”. Porteranno i loro pesi sulle spalle. Quanto è cattivo ciò che porteranno!»
Corano 6:32
«La vita terrena non è che gioco e passatempo, mentre la dimora dell’altra vita è certamente migliore per coloro che temono Dio. Non ragionate dunque?»
Corano 6:33
«Sappiamo bene che ciò che dicono ti rattrista. In realtà non è te che smentiscono, ma gli ingiusti negano i segni di Dio.»
Corano 6:34
«Già prima di te dei messaggeri furono smentiti; sopportarono con pazienza di essere smentiti e maltrattati finché giunse loro il Nostro soccorso. Nessuno può cambiare le parole di Dio. Ti sono già giunte notizie dei messaggeri.»
Corano 6:35
«Se il loro allontanarsi ti pesa, allora, se puoi, cerca un passaggio nella terra o una scala verso il cielo e porta loro un segno. Se Dio avesse voluto, li avrebbe certamente riuniti tutti sulla guida. Non essere dunque fra gli ignoranti.»
Corano 6:36
«Rispondono soltanto coloro che ascoltano. Quanto ai morti, Dio li risusciterà; poi a Lui saranno ricondotti.»
Corano 6:37
«E dicono: “Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno da parte del suo Signore?”. Di’: “Dio è certamente capace di far scendere un segno, ma la maggior parte di loro non sa”.»
Corano 6:38
«Non vi è creatura che si muova sulla terra né uccello che voli con le sue ali che non siano comunità come voi. Non abbiamo trascurato nulla nel Libro. Poi saranno radunati presso il loro Signore.»
Come abbiamo tradotto
Al-kitāb significa letteralmente “il Libro”. Il versetto non specifica nel sintagma stesso se il referente sia il Corano o un registro divino; manteniamo quindi “Libro” senza incorporare una delle interpretazioni esegetiche.
Corano 6:39
«Coloro che smentiscono i Nostri segni sono sordi e muti nelle tenebre. Dio svia chi vuole[2] e pone chi vuole su una via diritta.»
Corano 6:40
«Di’: “Ditemi: se vi giungesse il castigo di Dio o vi giungesse l’Ora, invochereste qualcuno diverso da Dio, se siete sinceri?”.»
Corano 6:41
«No, invochereste Lui soltanto; ed Egli, se volesse, rimuoverebbe ciò per cui Lo invocate, e dimentichereste ciò che Gli associate.»
Corano 6:42
«Già prima di te abbiamo inviato messaggeri a delle comunità; poi le abbiamo colpite con miseria e sofferenza affinché si umiliassero.»
Corano 6:43
«Perché, quando giunse loro il Nostro rigore, non si umiliarono? I loro cuori invece si indurirono e Satana rese bello ai loro occhi ciò che facevano.»
Corano 6:44
«Quando dimenticarono ciò che era stato loro ricordato, aprimmo loro le porte di ogni cosa; finché, mentre gioivano per ciò che era stato dato loro, li afferrammo all’improvviso, ed eccoli disperati.»
Corano 6:45
«Così fu reciso l’ultimo resto del popolo che aveva commesso ingiustizia. La lode appartiene a Dio, Signore dei mondi.»
Corano 6:46
«Di’: “Ditemi: se Dio vi togliesse l’udito e la vista e sigillasse i vostri cuori, quale divinità diversa da Dio potrebbe restituirveli?”. Guarda come variamo i segni; eppure essi si allontanano.»
Corano 6:47
«Di’: “Ditemi: se il castigo di Dio vi giungesse all’improvviso o apertamente, chi verrebbe distrutto se non il popolo degli ingiusti?”.»
Corano 6:48
«Non inviamo i messaggeri se non come annunciatori di buona novella e ammonitori. Chi crede e si corregge non avrà nulla da temere e non sarà afflitto.»
Corano 6:49
«Quanto a coloro che smentiscono i Nostri segni, il castigo li toccherà per la loro trasgressione.»
Corano 6:50
«Di’: “Non vi dico che presso di me vi siano i tesori di Dio, né conosco l’invisibile, né vi dico di essere un angelo. Non seguo altro che ciò che mi viene rivelato”. Di’: “Sono forse uguali il cieco e colui che vede? Non riflettete?”.»
Corano 6:51
«Ammonisci con esso coloro che temono di essere radunati presso il loro Signore: non avranno, all’infuori di Lui, né protettore né intercessore, affinché temano Dio.»
Corano 6:52
«Non scacciare coloro che invocano il loro Signore mattina e sera, desiderando il Suo volto. Non spetta a te rendere conto di loro in nulla, né a loro rendere conto di te in nulla. Se li scacciassi, saresti fra gli ingiusti.»
Corano 6:53
«Così abbiamo messo alla prova alcuni di loro per mezzo di altri, affinché dicano: “Sono questi coloro che Dio ha favorito fra noi?”. Dio non conosce forse meglio coloro che sono riconoscenti?»
Corano 6:54
«Quando vengono da te coloro che credono nei Nostri segni, di’: “Pace su di voi. Il vostro Signore ha prescritto a Se stesso la misericordia: chi di voi compie un male per ignoranza e poi si pente e si corregge, in verità Egli è Perdonatore, Misericordioso”.»
Corano 6:55
«Così esponiamo in dettaglio i segni, affinché sia resa chiara la via dei colpevoli.»
Corano 6:56
«Di’: “Mi è stato proibito di adorare coloro che invocate all’infuori di Dio”. Di’: “Non seguirò i vostri desideri; altrimenti sarei smarrito e non sarei fra coloro che sono guidati”.»
Corano 6:57
«Di’: “Io mi baso su una prova chiara proveniente dal mio Signore, e voi l’avete smentita. Non è presso di me ciò che chiedete di affrettare. Il giudizio appartiene soltanto a Dio. Egli espone la verità[7] ed è il migliore dei decisori”.»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura Ḥafṣ il testo ha yaquṣṣu al-ḥaqqa, dalla radice q-ṣ-ṣ, con il senso di riferire/esporre la verità o far seguire alla decisione la verità. Altre letture canoniche hanno yaqḍi al-ḥaqqa, “giudica secondo verità”. La traduzione principale segue Ḥafṣ. Confronta le letture canoniche di Corano 6:57.
Corano 6:58
«Di’: “Se fosse presso di me ciò che chiedete di affrettare, la questione fra me e voi sarebbe già stata decisa”. Dio conosce meglio gli ingiusti.»
Corano 6:59
«Presso di Lui sono le chiavi dell’invisibile: nessuno le conosce se non Lui. Egli conosce ciò che è sulla terraferma e nel mare. Non cade una foglia senza che Egli la conosca, né vi è seme nelle tenebre della terra, né cosa umida né secca, che non siano in un Libro chiaro.»
Corano 6:60
«Egli è Colui che vi prende durante la notte e sa ciò che avete commesso durante il giorno; poi vi risveglia in esso affinché si compia un termine stabilito. Poi a Lui sarà il vostro ritorno ed Egli vi informerà di ciò che facevate.»
Corano 6:61
«Egli è il Dominatore sopra i Suoi servi e manda su di voi dei custodi, finché, quando la morte giunge a uno di voi, i Nostri messaggeri lo prendono e non trascurano il loro compito.»
Corano 6:62
«Poi vengono ricondotti a Dio, il loro vero Signore. Non appartiene forse a Lui il giudizio? Egli è il più rapido nel fare i conti.»
Corano 6:63
«Di’: “Chi vi salva dalle tenebre della terraferma e del mare, quando Lo invocate umilmente e in segreto: ‘Se ci salverà da questa situazione, saremo certamente fra i riconoscenti’?”.»
Corano 6:64
«Di’: “Dio vi salva da essa e da ogni angoscia; eppure voi continuate ad associarGli altri”.»
Corano 6:65
«Di’: “Egli è capace di inviare su di voi un castigo dall’alto o da sotto i vostri piedi, oppure di confondervi in fazioni e far gustare ad alcuni di voi la violenza degli altri”. Guarda come variamo i segni affinché comprendano.»
Come abbiamo tradotto
Yudhīqa baʿḍakum baʾsa baʿḍ significa che Dio può “far gustare ad alcuni di voi la violenza/potenza degli altri”. Rendiamo “la violenza degli altri”, mantenendo sia l’azione divina sia la durezza del sostantivo baʾs.
Corano 6:66
«Il tuo popolo lo ha smentito, benché sia la verità. Di’: “Io non sono incaricato di vegliare su di voi”.»
Corano 6:67
«Per ogni annuncio vi è un termine stabilito, e presto saprete.»
Corano 6:68
«Quando vedi coloro che si immergono in discorsi sui Nostri segni, allontanati da loro finché non passino a un altro discorso. E se Satana ti fa dimenticare, dopo essertene ricordato non sedere con il popolo degli ingiusti.»
Corano 6:69
«A coloro che temono Dio non spetta rendere conto di loro in nulla; vi è soltanto il dovere di ricordare, affinché essi temano Dio.»
Corano 6:70
«Lascia coloro che hanno preso la loro religione come gioco e passatempo e che la vita terrena ha ingannato. Ammonisci con esso, affinché nessuna anima sia consegnata alla rovina per ciò che ha guadagnato: non avrà, all’infuori di Dio, né protettore né intercessore; e anche se offrisse ogni possibile riscatto, non sarebbe accettato. Costoro sono quelli consegnati alla rovina per ciò che hanno guadagnato. Avranno una bevanda di acqua bollente e un castigo doloroso per aver rifiutato di credere.»
Corano 6:71
«Di’: “Invocheremo, all’infuori di Dio, ciò che non ci giova e non ci nuoce, e torneremo sui nostri passi dopo che Dio ci ha guidati, come colui che i demoni hanno sedotto sulla terra lasciandolo smarrito, mentre i suoi compagni lo chiamano alla guida: ‘Vieni da noi’?”. Di’: “La guida di Dio è la vera guida, e ci è stato ordinato di sottometterci al Signore dei mondi,»
Corano 6:72
«e di stabilire la preghiera e temerLo. Egli è Colui presso il quale sarete radunati”.»
Corano 6:73
«Egli è Colui che ha creato i cieli e la terra secondo verità. Nel Giorno in cui dice: “Sii”, essa è. La Sua parola è la verità e a Lui appartiene il dominio nel Giorno in cui sarà soffiato nel Corno. Egli conosce l’invisibile e il visibile. Egli è il Saggio, il Ben Informato.»
Corano 6:74
«E quando Abramo disse a suo padre Āzar: “Prendi forse degli idoli come divinità? In verità vedo te e il tuo popolo in evidente smarrimento”.»
Corano 6:75
«Così mostrammo ad Abramo il dominio dei cieli e della terra, affinché fosse fra coloro che hanno certezza.»
Corano 6:76
«Quando la notte lo avvolse, vide un astro e disse: “Questo è il mio Signore”. Ma quando tramontò disse: “Non amo ciò che tramonta”.»
Corano 6:77
«Quando vide la luna sorgere disse: “Questo è il mio Signore”. Ma quando tramontò disse: “Se il mio Signore non mi guida, sarò certamente fra il popolo degli smarriti”.»
Corano 6:78
«Quando vide il sole sorgere disse: “Questo è il mio Signore, questo è più grande”. Ma quando tramontò disse: “O popolo mio, io sono estraneo a ciò che associate.»
Corano 6:79
«In verità ho rivolto il mio volto verso Colui che ha originato i cieli e la terra, rettamente orientato, e non sono fra gli associatori”.»
Corano 6:80
«Il suo popolo disputò con lui. Disse: “Disputate con me riguardo a Dio, mentre Egli mi ha guidato? Io non temo ciò che Gli associate, a meno che il mio Signore voglia qualcosa. Il mio Signore abbraccia ogni cosa con la Sua conoscenza. Non vi ricorderete dunque?»
Corano 6:81
«E come potrei temere ciò che Gli associate, mentre voi non temete di aver associato a Dio ciò per cui Egli non ha fatto scendere su di voi alcuna autorità? Quale dei due gruppi ha maggior diritto alla sicurezza, se sapete?”.»
Corano 6:82
«Coloro che credono e non mescolano la loro fede con ingiustizia: a loro appartiene la sicurezza ed essi sono guidati.»
Corano 6:83
«Questo è il Nostro argomento che demmo ad Abramo contro il suo popolo. Eleviamo di gradi chi vogliamo. In verità il tuo Signore è Saggio, Sapiente.»
Corano 6:84
«Gli donammo Isacco e Giacobbe; guidammo entrambi. E prima guidammo Noè. Fra i suoi discendenti: Davide, Salomone, Giobbe, Giuseppe, Mosè e Aronne. Così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 6:85
«E Zaccaria, Giovanni, Gesù ed Elia: tutti furono fra i giusti.»
Corano 6:86
«E Ismaele, Eliseo, Giona e Lot: tutti li preferimmo ai mondi.»
Corano 6:87
«E alcuni dei loro padri, dei loro discendenti e dei loro fratelli: li scegliemmo e li guidammo a una via diritta.»
Corano 6:88
«Questa è la guida di Dio: con essa Egli guida chi vuole fra i Suoi servi. Se avessero associato altri a Dio, sarebbe diventato vano tutto ciò che facevano.»
Corano 6:89
«Costoro sono quelli ai quali demmo il Libro, il giudizio e la profezia. Se questi rifiutano di credervi, l’abbiamo già affidato a un popolo che non lo rifiuta.»
Corano 6:90
«Costoro sono quelli che Dio ha guidato: segui dunque la loro guida. Di’: “Non vi chiedo alcun compenso per questo. Non è altro che un richiamo per i mondi”.»
Corano 6:91
«Non hanno riconosciuto a Dio il Suo giusto valore quando hanno detto: “Dio non ha fatto scendere nulla su alcun essere umano”. Di’: “Chi ha fatto scendere il Libro che Mosè portò come luce e guida per gli uomini? Voi ne fate fogli separati: ne mostrate una parte e ne nascondete molta. E vi è stato insegnato ciò che non sapevate né voi né i vostri padri”. Di’: “Dio”. Poi lasciali divertire nei loro vani discorsi.»
Corano 6:92
«Questo è un Libro benedetto che abbiamo fatto scendere, a conferma di ciò che lo precedeva, affinché tu ammonisca la Madre delle città e coloro che sono attorno ad essa. Coloro che credono nell’altra vita credono in esso e custodiscono le loro preghiere.»
Corano 6:93
«Chi è più ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Dio, o dice: “Mi è stato rivelato”, mentre nulla gli è stato rivelato, o dice: “Farò scendere qualcosa di simile a ciò che Dio ha fatto scendere”? Se potessi vedere gli ingiusti nelle agonie della morte, mentre gli angeli tendono le loro mani: “Fate uscire le vostre anime! Oggi sarete retribuiti con un castigo umiliante per aver detto contro Dio ciò che non è vero e per esservi comportati con arroganza verso i Suoi segni”.»
Come abbiamo tradotto
Gli angeli dicono akhrijū anfusakum, un imperativo letterale: “fate uscire le vostre anime”. La traduzione conserva l’imperativo e non lo sostituisce con una parafrasi generica del morire.
Corano 6:94
«“Siete venuti a Noi uno a uno, come vi creammo la prima volta, e avete lasciato dietro le vostre spalle ciò che vi avevamo concesso. Non vediamo con voi i vostri intercessori che pretendevate fossero vostri associati. I legami fra voi sono stati recisi e ciò che pretendevate vi ha abbandonati”.»
Corano 6:95
«In verità Dio è Colui che spacca il seme e il nocciolo. Fa uscire il vivo dal morto e fa uscire il morto dal vivo. Questo è Dio: come dunque venite distolti?»
Corano 6:96
«Colui che fa sorgere l’alba ha fatto della notte un riposo e del sole e della luna strumenti di calcolo. Questo è il decreto del Potente, del Sapiente.»
Corano 6:97
«Egli è Colui che ha fatto per voi le stelle affinché, per mezzo di esse, troviate la direzione nelle tenebre della terraferma e del mare. Abbiamo esposto in dettaglio i segni per un popolo che sa.»
Corano 6:98
«Egli è Colui che vi ha fatti sorgere da un’unica anima; poi vi è un luogo stabile e un deposito. Abbiamo esposto in dettaglio i segni per un popolo che comprende.»
Come abbiamo tradotto
Mustaqarr e mustawdaʿ indicano rispettivamente un luogo di permanenza/stabilimento e un luogo di deposito. L’esegesi ha proposto diverse identificazioni concrete dei due luoghi; traduciamo i termini senza scegliere nel testo una di queste interpretazioni.
Corano 6:99
«Egli è Colui che ha fatto scendere dal cielo acqua; con essa abbiamo fatto germogliare la vegetazione di ogni cosa. Da essa facciamo uscire del verde, dal quale facciamo uscire grani sovrapposti; e dalle palme, dalle loro spate, grappoli pendenti; e giardini di viti, olivi e melograni, simili e dissimili. Guardate i loro frutti quando fruttificano e quando maturano. In tutto ciò vi sono certamente segni per un popolo che crede.»
Corano 6:100
«Eppure hanno attribuito a Dio come associati i jinn, benché Egli li abbia creati; e Gli hanno inventato figli e figlie senza conoscenza. Gloria a Lui! Egli è immensamente al di sopra di ciò che descrivono.»
Corano 6:101
«Originatore dei cieli e della terra: come potrebbe avere un figlio se non ha compagna? Egli ha creato ogni cosa ed è Sapiente di ogni cosa.»
Corano 6:102
«Questo è Dio, vostro Signore. Non vi è divinità se non Lui, Creatore di ogni cosa. AdorateLo dunque. Egli è garante di ogni cosa.»
Corano 6:103
«Gli sguardi non Lo raggiungono, mentre Egli raggiunge gli sguardi. Egli è il Sottile, il Ben Informato.»
Corano 6:104
«Vi sono giunte dal vostro Signore prove illuminanti. Chi vede, lo fa a proprio vantaggio; chi resta cieco, lo fa a proprio danno. Io non sono custode su di voi.»
Corano 6:105
«Così variamo i segni, affinché dicano: “Hai studiato”, e affinché lo rendiamo chiaro a un popolo che sa.»
Corano 6:106
«Segui ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore. Non vi è divinità se non Lui. E allontanati dagli associatori.»
Corano 6:107
«Se Dio avesse voluto, non avrebbero associato. Non ti abbiamo posto come custode su di loro e tu non sei incaricato di vegliare su di loro.»
Corano 6:108
«Non insultate coloro che essi invocano all’infuori di Dio, affinché essi non insultino Dio per ostilità e senza conoscenza. Così abbiamo reso bella a ogni comunità la propria condotta. Poi il loro ritorno sarà al loro Signore ed Egli li informerà di ciò che facevano.»
Corano 6:109
«Hanno giurato su Dio con i loro giuramenti più solenni che, se giungesse loro un segno, vi crederebbero certamente. Di’: “I segni sono soltanto presso Dio”. E cosa vi fa percepire che, se giungesse, essi non crederebbero?»
Corano 6:110
«Noi volgeremo i loro cuori e i loro sguardi[2], poiché non vi hanno creduto la prima volta, e li lasceremo vagare alla cieca nella loro ribellione.»
Corano 6:111
«Anche se facessimo scendere su di loro gli angeli, i morti parlassero loro e radunassimo davanti a loro ogni cosa, non crederebbero, a meno che Dio lo volesse[2]. Ma la maggior parte di loro ignora.»
Corano 6:112
«Così abbiamo assegnato a ogni profeta un nemico: demoni fra gli uomini e i jinn, che si suggeriscono reciprocamente discorsi adornati per ingannare. Se il tuo Signore avesse voluto, non lo avrebbero fatto. Lasciali dunque con ciò che inventano,»
Corano 6:113
«affinché i cuori di coloro che non credono nell’altra vita inclinino verso di esso, se ne compiacciano e commettano ciò che stanno commettendo.»
Corano 6:114
«“Dovrei cercare un giudice diverso da Dio, mentre è Lui che ha fatto scendere su di voi il Libro esposto in dettaglio?”. Coloro ai quali abbiamo dato il Libro sanno che esso è stato fatto scendere dal tuo Signore secondo verità. Non essere dunque fra coloro che dubitano.»
Corano 6:115
«La parola del tuo Signore si è compiuta in verità e giustizia. Nessuno può cambiare le Sue parole. Egli è Colui che ascolta, Colui che conosce.»
Corano 6:116
«Se obbedissi alla maggior parte di coloro che sono sulla terra, ti svierebbero dalla via di Dio. Essi non seguono altro che congetture e non fanno che supporre.»
Corano 6:117
«In verità il tuo Signore conosce meglio chi si smarrisce dalla Sua via e conosce meglio coloro che sono guidati.»
Corano 6:118
«Mangiate dunque di ciò su cui è stato menzionato il nome di Dio, se credete nei Suoi segni.»
Corano 6:119
«E perché non dovreste mangiare di ciò su cui è stato menzionato il nome di Dio, quando Egli vi ha esposto in dettaglio ciò che vi ha proibito, eccetto ciò a cui siete costretti? In verità molti sviano gli altri con i propri desideri, senza conoscenza. Il tuo Signore conosce meglio i trasgressori.»
Corano 6:120
«Lasciate ciò che è manifesto del peccato e ciò che è nascosto. In verità coloro che acquisiscono il peccato saranno retribuiti per ciò che commettevano.»
Corano 6:121
«Non mangiate di ciò su cui non è stato menzionato il nome di Dio: in verità è certamente grave disobbedienza[3]. I demoni suggeriscono ai loro alleati di disputare con voi; e se obbediste loro, sareste certamente associatori.»
Come abbiamo tradotto
La-fisqun è rafforzato dalla particella enfatica la- e indica grave disobbedienza o trasgressione. La frase finale dice inoltre, in forma enfatica, che obbedire a costoro renderebbe gli interlocutori “associatori”. Manteniamo entrambe le formulazioni senza attenuarle.
Corano 6:122
«Colui che era morto e al quale abbiamo dato vita, dandogli una luce con cui cammina fra gli uomini, è forse come colui che è nelle tenebre e non può uscirne? Così è stato reso bello ai miscredenti ciò che facevano.»
Corano 6:123
«Così abbiamo posto in ogni città i più grandi fra i suoi criminali affinché vi tramino. Ma non tramano se non contro se stessi, senza rendersene conto.»
Corano 6:124
«Quando giunge loro un segno, dicono: “Non crederemo finché non ci sarà dato qualcosa di simile a ciò che è stato dato ai messaggeri di Dio”. Dio sa meglio dove porre il Suo messaggio. Coloro che hanno commesso crimini saranno colpiti da umiliazione presso Dio e da un castigo severo per le loro trame.»
Corano 6:125
«Colui che Dio vuole guidare, Egli gli apre il petto all’Islam; e colui che vuole sviare[2], Egli gli rende il petto stretto e angusto, come se salisse verso il cielo. Così Dio pone la sozzura su coloro che non credono.»
Come abbiamo tradotto
La sintassi attribuisce esplicitamente a Dio l’azione: “chi Dio vuole guidare” e “chi vuole sviare”. Il Quranic Arabic Corpus analizza al-islām come nome proprio e rende il sintagma “apre il suo petto all’Islam”; adottiamo quindi “all’Islam” invece del più generico “alla sottomissione”. Il seguito attribuisce ancora a Dio l’azione di porre al-rijs su coloro che non credono. Il Corpus lo glossa qui “filth”; al-Ṭabarī discute valori come ciò che è privo di bene, castigo e impurità/sozzura. A parità di fondatezza scegliamo il più concreto “sozzura”, mantenendo Dio come soggetto dell’azione. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 6:125 e al-Ṭabarī, 6:125.
Corano 6:126
«Questa è la via del tuo Signore, diritta. Abbiamo esposto in dettaglio i segni per un popolo che si ricorda.»
Corano 6:127
«Per loro vi è la Dimora della Pace presso il loro Signore, ed Egli è il loro protettore per ciò che facevano.»
Corano 6:128
«E il Giorno in cui li radunerà tutti: “O comunità dei jinn, avete tratto a voi molti fra gli uomini”. I loro alleati fra gli uomini diranno: “Signore nostro, abbiamo tratto vantaggio gli uni dagli altri e siamo giunti al termine che avevi fissato per noi”. Dirà: “Il Fuoco è la vostra dimora: vi rimarrete per sempre, salvo ciò che Dio vorrà”. In verità il tuo Signore è Saggio, Sapiente.»
Corano 6:129
«Così rendiamo alcuni ingiusti alleati di altri per ciò che guadagnavano.»
Corano 6:130
«“O comunità dei jinn e degli uomini, non sono forse giunti a voi messaggeri provenienti da voi, che vi narravano i Miei segni e vi ammonivano dell’incontro con questo vostro Giorno?”. Diranno: “Testimoniamo contro noi stessi”. La vita terrena li aveva ingannati e testimonieranno contro se stessi di essere stati miscredenti.»
Corano 6:131
«Ciò perché il tuo Signore non distrugge le città per un’ingiustizia[8] mentre i loro abitanti sono inconsapevoli.»
Come abbiamo tradotto
Bi-ẓulmin può essere inteso causalmente, “per/a causa di un’ingiustizia”, oppure avverbialmente, “ingiustamente”. Il contesto dei messaggeri e dell’inconsapevolezza ha portato molti esegeti a intendere la prima costruzione: Dio non distrugge una comunità per la sua ingiustizia prima che sia stata avvertita. Manteniamo nel testo la costruzione causale e segnaliamo qui l’alternativa, senza trasformarla in una certezza grammaticale assoluta.
Corano 6:132
«Per ciascuno vi sono gradi secondo ciò che ha fatto. Il tuo Signore non è inconsapevole di ciò che fanno.»
Corano 6:133
«Il tuo Signore è Colui che non ha bisogno di nulla, il Possessore della misericordia. Se volesse, vi farebbe scomparire e dopo di voi farebbe succedere chi vuole, come vi ha fatti sorgere dalla discendenza di un altro popolo.»
Corano 6:134
«In verità ciò che vi è promesso verrà certamente, e voi non potrete sfuggirGli.»
Corano 6:135
«Di’: “O popolo mio, agite secondo la vostra condizione; anch’io agirò. Presto saprete a chi spetterà l’esito finale della Dimora”. In verità gli ingiusti non prospereranno.»
Corano 6:136
«Hanno assegnato a Dio una parte di ciò che Egli ha prodotto dei raccolti e del bestiame e hanno detto, secondo la loro pretesa: “Questo è per Dio e questo è per i nostri associati”. Ciò che è destinato ai loro associati non giunge a Dio, mentre ciò che è destinato a Dio giunge ai loro associati. Quanto è cattivo il loro giudizio!»
Corano 6:137
«Così i loro associati hanno reso bello[4] a molti associatori l’uccidere i propri figli, per condurli alla rovina e confondere per loro la loro religione. Se Dio avesse voluto, non lo avrebbero fatto. Lasciali dunque con ciò che inventano.»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura di riferimento Ḥafṣ il verbo è attivo: “i loro associati hanno reso bello a molti associatori l’uccidere i propri figli”. Una lettura canonica attribuita a Ibn ʿĀmir presenta invece una costruzione passiva e una diversa relazione sintattica fra “uccisione”, “figli” e “associati”. La traduzione principale segue Ḥafṣ. Confronta le letture canoniche di Corano 6:137.
Corano 6:138
«E dicono: “Questo bestiame e questi raccolti sono proibiti: non ne mangerà se non chi vogliamo noi”, secondo la loro pretesa. E vi è bestiame il cui dorso è stato dichiarato proibito e bestiame sul quale non menzionano il nome di Dio, inventando una menzogna contro di Lui. Egli li retribuirà per ciò che inventavano.»
Corano 6:139
«E dicono: “Ciò che è nei ventri di questo bestiame è riservato ai nostri maschi ed è proibito alle nostre donne; ma se nasce morto, vi partecipano tutti”. Egli li retribuirà per le loro attribuzioni. In verità Egli è Saggio, Sapiente.»
Corano 6:140
«Hanno certamente perduto coloro che hanno ucciso i propri figli per stoltezza, senza conoscenza, e hanno proibito ciò che Dio aveva fornito loro, inventando una menzogna contro Dio. Si sono smarriti e non erano guidati.»
Corano 6:141
«Egli è Colui che ha fatto sorgere giardini con pergolati e senza pergolati, palme e coltivazioni dai frutti diversi, olivi e melograni, simili e dissimili. Mangiate dei loro frutti quando producono e date ciò che è loro dovuto nel giorno del raccolto; ma non eccedete. In verità Egli non ama coloro che eccedono.»
Corano 6:142
«E del bestiame vi sono animali da carico e altri più piccoli. Mangiate di ciò che Dio vi ha fornito e non seguite i passi di Satana. In verità egli è per voi un nemico evidente.»
Come abbiamo tradotto
Ḥamūlatan wa-farshan distingue due categorie di bestiame. La prima indica chiaramente animali da carico; farsh è meno univoco ed è stato riferito, fra l’altro, agli animali più piccoli o non impiegati come animali da soma. Rendiamo “altri più piccoli” senza trasformare una ricostruzione più specifica in testo coranico.
Corano 6:143
«Otto capi in coppie: due degli ovini e due dei caprini. Di’: “Ha proibito i due maschi, oppure le due femmine, oppure ciò che contengono i grembi delle due femmine? Informatemi con conoscenza, se siete sinceri”.»
Corano 6:144
«E due dei cammelli e due dei bovini. Di’: “Ha proibito i due maschi, oppure le due femmine, oppure ciò che contengono i grembi delle due femmine? Eravate forse testimoni quando Dio vi ordinò questo?”. Chi è più ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Dio per sviare gli uomini senza conoscenza? In verità Dio non guida il popolo degli ingiusti.»
Corano 6:145
«Di’: “In ciò che mi è stato rivelato non trovo nulla di proibito a chi voglia mangiarlo, se non un animale morto, o sangue versato, o carne di maiale — poiché è sozzura — oppure ciò che è stato immolato in trasgressione invocando su di esso un nome diverso da Dio. Ma chi vi è costretto, senza desiderarlo né oltrepassare il limite, sappia che il tuo Signore è Perdonatore, Misericordioso”.»
Come abbiamo tradotto
La carne di maiale è qualificata con rijs. Il termine può indicare impurità, sozzura o abominio; in questo contesto alimentare rendiamo “sozzura”, più concreto di “impurità” e compatibile con il valore lessicale tradizionale.
Corano 6:146
«A coloro che sono giudei abbiamo proibito ogni animale dotato di unghia; e dei bovini e degli ovini abbiamo proibito loro il grasso, eccetto quello che portano sul dorso, o le viscere, o ciò che è mescolato alle ossa. Così li abbiamo retribuiti per la loro ribellione. In verità Noi siamo veritieri.»
Come abbiamo tradotto
Dhī ẓufur significa letteralmente “dotato di unghia/artiglio/zoccolo”. La definizione zoologica precisa degli animali inclusi è sviluppata dall’esegesi e dal diritto; per questo manteniamo la formulazione più vicina al lessico del versetto.
Corano 6:147
«Se ti smentiscono, di’: “Il vostro Signore possiede una vasta misericordia, ma il Suo castigo non può essere respinto dal popolo dei colpevoli”.»
Corano 6:148
«Coloro che associano diranno: “Se Dio avesse voluto, né noi né i nostri padri avremmo associato alcunché e non avremmo proibito nulla”. Allo stesso modo smentirono coloro che li precedettero, finché gustarono il Nostro castigo. Di’: “Avete forse una conoscenza da mostrarci? Non seguite altro che congetture e non fate che supporre”.»
Corano 6:149
«Di’: “A Dio appartiene l’argomento decisivo. Se avesse voluto, vi avrebbe guidati tutti”.»
Corano 6:150
«Di’: “Portate i vostri testimoni che attestino che Dio ha proibito questo”. Se testimoniano, non testimoniare con loro. Non seguire i desideri di coloro che smentiscono i Nostri segni, di coloro che non credono nell’altra vita e che pongono altri alla pari del loro Signore.»
Corano 6:151
«Di’: “Venite, vi reciterò ciò che il vostro Signore vi ha proibito: non associateGli nulla; trattate bene i genitori; non uccidete i vostri figli a causa della povertà — Noi provvediamo a voi e a loro —; non avvicinatevi alle indecenze, quelle manifeste e quelle nascoste; e non uccidete la persona che Dio ha reso inviolabile, se non secondo diritto[5]. Questo vi ha comandato, affinché ragioniate.»
Come abbiamo tradotto
L’espressione illā bi-l-ḥaqq significa “se non per/secondo diritto”. Il versetto introduce quindi un’eccezione al divieto di uccidere, ma non elenca qui i casi che la giurisprudenza successiva considera legittimi. La traduzione conserva l’eccezione senza inserirvi fattispecie esterne al versetto.
Corano 6:152
«Non avvicinatevi ai beni dell’orfano se non nel modo migliore, finché raggiunga la maturità. Date piena misura e peso con giustizia. Non imponiamo a nessuna anima se non ciò che è nelle sue possibilità. Quando parlate, siate giusti, anche se si tratta di un parente. E rispettate il patto di Dio. Questo vi ha comandato, affinché vi ricordiate.»
Corano 6:153
«E questa è la Mia via, diritta: seguitela e non seguite le altre vie, perché vi separerebbero dalla Sua via. Questo vi ha comandato, affinché temiate Dio”.»
Corano 6:154
«Poi demmo a Mosè il Libro, come compimento per colui che aveva fatto il bene[9], come spiegazione dettagliata di ogni cosa, guida e misericordia, affinché credessero nell’incontro con il loro Signore.»
Come abbiamo tradotto
Tamāman ʿalā alladhī aḥsana è una costruzione discussa. Tamāman significa “compimento/completamento”; alladhī aḥsana può essere inteso come “colui che ha fatto il bene”, mentre l’esegesi ha proposto anche altre relazioni sintattiche e referenti. Per questo rendiamo “come compimento per colui che aveva fatto il bene” senza inserire nel testo il sostantivo “favore”, che non compare nell’arabo.
Corano 6:155
«E questo è un Libro benedetto che abbiamo fatto scendere: seguitelo e temete Dio, affinché possiate ricevere misericordia,»
Corano 6:156
«affinché non diciate: “Il Libro fu fatto scendere soltanto su due gruppi prima di noi e noi eravamo inconsapevoli del loro studio”,»
Corano 6:157
«o diciate: “Se il Libro fosse stato fatto scendere su di noi, saremmo stati più guidati di loro”. Ora vi è giunta dal vostro Signore una prova chiara, una guida e una misericordia. Chi è più ingiusto di colui che smentisce i segni di Dio e se ne allontana? Retribuiremo coloro che si allontanano dai Nostri segni con il peggiore castigo per essersene allontanati.»
Corano 6:158
«Aspettano forse altro che vengano loro gli angeli, o che venga il tuo Signore[6], o che vengano alcuni dei segni del tuo Signore? Nel Giorno in cui verranno alcuni dei segni del tuo Signore, la fede non gioverà a un’anima che prima non aveva creduto o che non aveva acquisito alcun bene nella propria fede. Di’: “Aspettate; anche noi aspettiamo”.»
Come abbiamo tradotto
L’arabo dice direttamente aw yaʾtiya rabbuka, “o che venga il tuo Signore”. Manteniamo la costruzione del testo senza sostituirla con parafrasi come “si manifesti il tuo Signore”; le interpretazioni teologiche del passo restano distinte dalla traduzione.
Corano 6:159
«In verità, quanto a coloro che hanno diviso la loro religione e sono divenuti sette, tu non hai nulla a che fare con loro. La loro questione appartiene soltanto a Dio; poi Egli li informerà di ciò che facevano.»
Corano 6:160
«Chi verrà con una buona azione ne avrà dieci volte l’equivalente; chi verrà con una cattiva azione non sarà retribuito se non con l’equivalente, e non subiranno ingiustizia.»
Corano 6:161
«Di’: “In verità il mio Signore mi ha guidato a una via diritta, una religione retta: la via di Abramo, rettamente orientato. Egli non fu fra gli associatori”.»
Corano 6:162
«Di’: “In verità la mia preghiera, il mio sacrificio, la mia vita e la mia morte appartengono a Dio, Signore dei mondi.»
Corano 6:163
«Egli non ha associati. Questo mi è stato ordinato e io sono il primo dei sottomessi”.»
Corano 6:164
«Di’: “Dovrei cercare un signore diverso da Dio, mentre Egli è il Signore di ogni cosa?”. Ogni anima non acquisisce se non a proprio carico e nessuno che porta un peso porterà il peso di un altro. Poi al vostro Signore sarà il vostro ritorno ed Egli vi informerà riguardo a ciò su cui divergevate.»
Corano 6:165
«Egli è Colui che vi ha fatti successori sulla terra e ha elevato alcuni di voi di gradi sopra altri, per mettervi alla prova in ciò che vi ha dato. In verità il tuo Signore è rapido nel castigo, ed Egli è certamente Perdonatore, Misericordioso.»
Note alla traduzione
- Corano 6:23. Il testo usa fitnatuhum. In questo contesto il termine indica la loro “difesa/risposta/pretesto”: tradurlo qui con “sedizione” o “persecuzione” sarebbe fuori contesto. La resa mostra perché fitna va valutata versetto per versetto. ↩
- Corano 6:39, 6:110–111 e 6:125. In questi passaggi il testo attribuisce grammaticalmente a Dio un ruolo attivo nella guida e nello sviamento: 6:39 dice che Dio “svia chi vuole”; 6:110 dice “volgeremo i loro cuori e i loro sguardi” e “li lasceremo” nella ribellione; 6:125 contrappone chi Dio vuole guidare a chi vuole sviare. Manteniamo l’azione espressa dall’arabo senza attenuarla. ↩ ↩ ↩ ↩
- Corano 6:121. La-fisqun è una formulazione enfatica di grave disobbedienza/trasgressione. Il versetto aggiunge che, se i credenti obbedissero agli interlocutori indicati, sarebbero “associatori”. Entrambi gli elementi sono mantenuti nel testo. ↩
- Corano 6:137. Ḥafṣ legge il verbo in forma attiva, con “i loro associati” come soggetto che rende attraente l’uccisione dei figli. Una lettura canonica di Ibn ʿĀmir presenta una costruzione passiva e una diversa struttura sintattica. Il testo principale segue Ḥafṣ. Letture di 6:137. ↩
- Corano 6:151. Illā bi-l-ḥaqq introduce letteralmente l’eccezione “se non secondo diritto”. Il versetto non specifica qui quali siano i casi ammessi; tali determinazioni appartengono ad altre fonti e alla giurisprudenza. ↩
- Corano 6:158. La formulazione araba è “o che venga il tuo Signore”. La traduzione non sostituisce questa espressione con una parafrasi teologica o metaforica. ↩
- Corano 6:57. Ḥafṣ legge yaquṣṣu al-ḥaqqa, “espone/riferisce la verità”; altre letture canoniche hanno yaqḍi al-ḥaqqa, “giudica secondo verità”. Il testo principale segue la lettura di riferimento. Letture di 6:57. ↩
- Corano 6:131. Bi-ẓulmin permette una lettura causale (“per un’ingiustizia”) e una lettura avverbiale (“ingiustamente”). La traduzione principale adotta la prima, ben attestata nel contesto dell’avvertimento mediante i messaggeri, ma la seconda resta linguisticamente possibile. ↩
- Corano 6:154. Tamāman ʿalā alladhī aḥsana è sintatticamente discusso. Traduciamo “come compimento per colui che aveva fatto il bene” senza aggiungere “favore” nel testo principale; altre interpretazioni appartengono all’apparato esegetico. ↩









