La Sura 51 adh-Dhāriyāt, “I venti che disperdono”, è una sura meccana di 60 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 51:1
«Per coloro che disperdono con forza,[1]»
Come abbiamo tradotto
I primi quattro versetti sono una serie di giuramenti con participi femminili/plurali il cui referente non è espresso nel testo. Rendiamo il primo senza aggiungere “venti” nel corpo del versetto.
Corano 51:2
«poi quelle che portano un carico,»
Corano 51:3
«poi quelle che scorrono con facilità,»
Corano 51:4
«poi coloro che distribuiscono l’ordine:[2]»
Come abbiamo tradotto
Anche “coloro che distribuiscono l’ordine” non nomina esplicitamente gli angeli; questa identificazione appartiene all’esegesi.
Corano 51:5
«in verità ciò che vi viene promesso è certamente vero,»
Corano 51:6
«e in verità la retribuzione avverrà certamente.»
Corano 51:7
«Per il cielo dalle trame intrecciate,[3]»
Come abbiamo tradotto
Dhāti l-ḥubuk descrive il cielo come dotato di trame, percorsi o intrecci. Rendiamo “dalle trame intrecciate”, lasciando aperta l’immagine.
Corano 51:8
«in verità voi siete in un discorso discordante.»
Corano 51:9
«Ne viene distolto chi è distolto.[4]»
Come abbiamo tradotto
Yuʾfaku ʿanhu man ufik è costruzione passiva densa: “ne viene distolto chi è distolto”. Manteniamo la forma senza specificare un agente non espresso.
Corano 51:10
«Siano uccisi i congetturatori menzogneri,[5]»
Come abbiamo tradotto
Al-kharrāṣūn sono coloro che congetturano/fabbricano falsità. Qutila è il perfetto passivo di qatala, “uccidere”, usato qui con valore imprecativo, come in altri passi coranici. Rendiamo quindi “Siano uccisi”. Al-Ṭabarī interpreta idiomaticamente l’imprecazione come luʿina, “siano maledetti”: la nota conserva questa spiegazione tradizionale senza sostituirla al verbo concreto del testo. Cfr. al-Ṭabarī, 51:10.
Corano 51:11
«quelli che sono immersi nell’ignoranza, distratti.»
Corano 51:12
«Chiedono: «Quando sarà il Giorno della retribuzione?».»
Corano 51:13
«Il Giorno in cui saranno tormentati sul Fuoco:»
Corano 51:14
««Gustate il vostro tormento! Questo è ciò che chiedevate di affrettare».[6]»
Come abbiamo tradotto
Il Fuoco è presentato come luogo del loro fitna/tormento e viene ordinato loro: “Gustate il vostro tormento”. Manteniamo l’imperativo.
Corano 51:15
«In verità i timorati saranno fra Giardini e sorgenti,»
Corano 51:16
«prendendo ciò che il loro Signore avrà dato loro. In verità, prima di ciò, erano persone che facevano il bene.»
Corano 51:17
«Dormivano poco durante la notte,»
Corano 51:18
«e nelle ore prima dell’alba chiedevano perdono,»
Corano 51:19
«e nei loro beni vi era un diritto per il mendicante e per il privato.[7]»
Come abbiamo tradotto
Nei beni dei giusti vi è un “diritto” per chi chiede e per il maḥrūm, il privato/diseredato. Manteniamo il valore di diritto.
Corano 51:20
«E sulla terra vi sono segni per coloro che hanno certezza,»
Corano 51:21
«e anche in voi stessi. Non vedete dunque?»
Corano 51:22
«E nel cielo vi sono il vostro sostentamento e ciò che vi viene promesso.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che “nel cielo” vi sono il sostentamento e ciò che viene promesso. Non inseriamo una spiegazione cosmologica o meteorologica nel versetto.
Corano 51:23
«Per il Signore del cielo e della terra, in verità ciò è vero, proprio come è vero che voi parlate.»
Corano 51:24
«Ti è giunto il racconto degli ospiti onorati di Abramo?»
Corano 51:25
«Quando entrarono da lui e dissero: «Pace». Egli disse: «Pace, gente sconosciuta».»
Corano 51:26
«Poi si ritirò discretamente presso la sua famiglia e portò un vitello grasso,»
Corano 51:27
«lo avvicinò a loro e disse: «Non mangiate?».»
Corano 51:28
«Allora provò timore nei loro confronti. Dissero: «Non temere», e gli annunciarono la buona novella di un figlio sapiente.[9]»
Come abbiamo tradotto
Abramo prova timore degli ospiti che non mangiano; essi gli annunciano un “figlio sapiente”. L’identificazione del figlio non è inserita nel versetto.
Corano 51:29
«Allora sua moglie si fece avanti gridando, si colpì il volto e disse: «Una vecchia sterile!».[10]»
Come abbiamo tradotto
La moglie di Abramo “si colpì il volto” e si definì “vecchia sterile”. Manteniamo entrambe le espressioni.
Corano 51:30
«Dissero: «Così ha detto il tuo Signore. In verità Egli è il Saggio, il Sapiente».»
Corano 51:31
«Disse: «Qual è dunque la vostra missione, o inviati?».»
Corano 51:32
«Dissero: «In verità siamo stati inviati a un popolo di criminali,»
Corano 51:33
«per mandare su di loro pietre d’argilla,»
Corano 51:34
«contrassegnate presso il tuo Signore per i trasgressori».[11]»
Come abbiamo tradotto
Gli inviati dichiarano di essere stati mandati per scagliare “pietre d’argilla” contrassegnate presso Dio per i trasgressori. Manteniamo la scena letterale.
Corano 51:35
«Facemmo dunque uscire coloro che vi erano fra i credenti,»
Corano 51:36
«ma non vi trovammo che una sola casa di sottomessi.[12]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che fu trovata “una sola casa di muslimīn”. Rendiamo “sottomessi”, coerentemente con la scelta lessicale del progetto.
Corano 51:37
«E vi lasciammo un segno per coloro che temono il castigo doloroso.»
Corano 51:38
«E in Mosè, quando lo inviammo a Faraone con un’autorità manifesta,»
Corano 51:39
«ma egli voltò le spalle con il suo sostegno e disse: «Un mago o un posseduto!».»
Corano 51:40
«Allora prendemmo lui e i suoi eserciti e li gettammo nel mare, mentre egli era biasimevole.[13]»
Come abbiamo tradotto
Dio prende Faraone e i suoi eserciti e li “getta nel mare”. Manteniamo il soggetto divino e il verbo forte.
Corano 51:41
«E negli ʿĀd, quando mandammo contro di loro il vento sterile,[14]»
Come abbiamo tradotto
Al-rīḥ al-ʿaqīm è letteralmente il “vento sterile”, cioè improduttivo/devastante. Conserviamo l’immagine.
Corano 51:42
«che non lasciava nulla di ciò che raggiungeva senza ridurlo come cosa disgregata.»
Corano 51:43
«E nei Thamūd, quando fu detto loro: «Godete per un certo tempo».»
Corano 51:44
«Ma si mostrarono insolenti contro l’ordine del loro Signore, e il fulmine li afferrò mentre guardavano.[15]»
Come abbiamo tradotto
I Thamūd vengono afferrati dal ṣāʿiqa, reso “fulmine”, mentre guardano. Manteniamo l’azione improvvisa.
Corano 51:45
«Non poterono né rialzarsi né difendersi.»
Corano 51:46
«E prima ancora il popolo di Noè: in verità erano gente ribelle.»
Corano 51:47
«E il cielo lo abbiamo costruito con forza, e in verità Noi siamo capaci di ampiezza.[16]»
Come abbiamo tradotto
Wa-innā la-mūsiʿūn può esprimere capacità/ampiezza e, secondo una possibile resa, l’atto di ampliare. Rendiamo “siamo capaci di ampiezza” e non trasformiamo il versetto in un’affermazione scientifica moderna univoca.
Corano 51:48
«E la terra l’abbiamo distesa: quanto eccellenti siamo nel prepararla!»
Corano 51:49
«E di ogni cosa abbiamo creato una coppia, affinché vi ricordiate.[17]»
Come abbiamo tradotto
“Di ogni cosa abbiamo creato una coppia” è mantenuto come formulazione generale del versetto, senza universalizzazioni biologiche ulteriori.
Corano 51:50
«Fuggite dunque verso Dio. In verità io sono per voi, da parte Sua, un ammonitore chiaro.»
Corano 51:51
«E non ponete con Dio un’altra divinità. In verità io sono per voi, da parte Sua, un ammonitore chiaro.»
Corano 51:52
«Così, a coloro che li precedettero non giunse alcun messaggero senza che dicessero: «Un mago o un posseduto!».»
Corano 51:53
«Se lo sono forse raccomandato gli uni agli altri? Anzi, sono gente ribelle.»
Corano 51:54
«Volgi dunque loro le spalle: non sei da biasimare.»
Corano 51:55
«E ammonisci, poiché l’ammonimento giova ai credenti.»
Corano 51:56
«Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma: “Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero”. Manteniamo lo scopo esclusivo espresso da illā li-yaʿbudūn.
Corano 51:57
«Non voglio da loro alcun sostentamento e non voglio che Mi nutrano.»
Corano 51:58
«In verità Dio è il Sostentatore, il Possessore della forza, il Saldo.»
Corano 51:59
«In verità per coloro che hanno commesso ingiustizia vi è una parte come la parte dei loro compagni; non Mi chiedano dunque di affrettarla.[19]»
Come abbiamo tradotto
Dhanūban qui indica una parte/porzione, paragonata alla parte spettata ai loro compagni precedenti. Non la rendiamo come semplice “sorte” per non perdere il valore quantitativo.
Corano 51:60
«Guai dunque a coloro che non credono per il loro Giorno che viene loro promesso.[20]»
Come abbiamo tradotto
La sura chiude con “guai” ai non credenti per il Giorno promesso. Manteniamo la minaccia esplicita.
Note alla traduzione
- Corano 51:1. I primi quattro versetti sono una serie di giuramenti con participi femminili/plurali il cui referente non è espresso nel testo. Rendiamo il primo senza aggiungere “venti” nel corpo del versetto. ↩
- Corano 51:4. Anche “coloro che distribuiscono l’ordine” non nomina esplicitamente gli angeli; questa identificazione appartiene all’esegesi. ↩
- Corano 51:7. Dhāti l-ḥubuk descrive il cielo come dotato di trame, percorsi o intrecci. Rendiamo “dalle trame intrecciate”, lasciando aperta l’immagine. ↩
- Corano 51:9. Yuʾfaku ʿanhu man ufik è costruzione passiva densa: “ne viene distolto chi è distolto”. Manteniamo la forma senza specificare un agente non espresso. ↩
- Corano 51:10. Al-kharrāṣūn sono coloro che congetturano/fabbricano falsità. Qutila è il perfetto passivo di qatala, “uccidere”, usato qui con valore imprecativo, come in altri passi coranici. Rendiamo quindi “Siano uccisi”. Al-Ṭabarī interpreta idiomaticamente l’imprecazione come luʿina, “siano maledetti”: la nota conserva questa spiegazione tradizionale senza sostituirla al verbo concreto del testo. Cfr. al-Ṭabarī, 51:10. ↩
- Corano 51:14. Il Fuoco è presentato come luogo del loro fitna/tormento e viene ordinato loro: “Gustate il vostro tormento”. Manteniamo l’imperativo. ↩
- Corano 51:19. Nei beni dei giusti vi è un “diritto” per chi chiede e per il maḥrūm, il privato/diseredato. Manteniamo il valore di diritto. ↩
- Corano 51:22. Il testo dice che “nel cielo” vi sono il sostentamento e ciò che viene promesso. Non inseriamo una spiegazione cosmologica o meteorologica nel versetto. ↩
- Corano 51:28. Abramo prova timore degli ospiti che non mangiano; essi gli annunciano un “figlio sapiente”. L’identificazione del figlio non è inserita nel versetto. ↩
- Corano 51:29. La moglie di Abramo “si colpì il volto” e si definì “vecchia sterile”. Manteniamo entrambe le espressioni. ↩
- Corano 51:34. Gli inviati dichiarano di essere stati mandati per scagliare “pietre d’argilla” contrassegnate presso Dio per i trasgressori. Manteniamo la scena letterale. ↩
- Corano 51:36. Il testo dice che fu trovata “una sola casa di muslimīn”. Rendiamo “sottomessi”, coerentemente con la scelta lessicale del progetto. ↩
- Corano 51:40. Dio prende Faraone e i suoi eserciti e li “getta nel mare”. Manteniamo il soggetto divino e il verbo forte. ↩
- Corano 51:41. Al-rīḥ al-ʿaqīm è letteralmente il “vento sterile”, cioè improduttivo/devastante. Conserviamo l’immagine. ↩
- Corano 51:44. I Thamūd vengono afferrati dal ṣāʿiqa, reso “fulmine”, mentre guardano. Manteniamo l’azione improvvisa. ↩
- Corano 51:47. Wa-innā la-mūsiʿūn può esprimere capacità/ampiezza e, secondo una possibile resa, l’atto di ampliare. Rendiamo “siamo capaci di ampiezza” e non trasformiamo il versetto in un’affermazione scientifica moderna univoca. ↩
- Corano 51:49. “Di ogni cosa abbiamo creato una coppia” è mantenuto come formulazione generale del versetto, senza universalizzazioni biologiche ulteriori. ↩
- Corano 51:56. Il testo afferma: “Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero”. Manteniamo lo scopo esclusivo espresso da illā li-yaʿbudūn. ↩
- Corano 51:59. Dhanūban qui indica una parte/porzione, paragonata alla parte spettata ai loro compagni precedenti. Non la rendiamo come semplice “sorte” per non perdere il valore quantitativo. ↩
- Corano 51:60. La sura chiude con “guai” ai non credenti per il Giorno promesso. Manteniamo la minaccia esplicita. ↩









