La Sura 36 Yā-Sīn è una sura meccana di 83 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 36:1
«Yā-Sīn.[1]»
Come abbiamo tradotto
Yā-Sīn è mantenuto come sequenza di lettere isolate. Il testo non ne esplicita il significato.
Corano 36:2
«Per il Corano sapiente,»
Corano 36:3
«in verità tu sei certamente fra gli inviati,»
Corano 36:4
«su una via diritta,»
Corano 36:5
«rivelazione del Potente, del Misericordioso,»
Corano 36:6
«affinché tu ammonisca un popolo i cui padri non furono ammoniti e che perciò sono incuranti.[2]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto parla di un popolo i cui padri “non furono ammoniti”. Non trasformiamo la frase in una dichiarazione storica più ampia sui popoli precedenti.
Corano 36:7
«La parola si è certamente avverata sulla maggior parte di loro, e dunque non credono.[3]»
Come abbiamo tradotto
La “parola” si è avverata sulla maggior parte di loro, con la conseguenza “non credono”. Manteniamo il nesso esplicito senza attenuarlo.
Corano 36:8
«In verità abbiamo posto ai loro colli catene fino ai menti, così che tengono il capo irrigidito.»
Corano 36:9
«E abbiamo posto davanti a loro una barriera e dietro di loro una barriera, e li abbiamo coperti, così che non vedono.[4]»
Come abbiamo tradotto
Dio è soggetto del porre le barriere davanti e dietro e del coprirli, così che non vedono. Manteniamo la costruzione attiva.
Corano 36:10
«È uguale per loro che tu li ammonisca o non li ammonisca: non crederanno.»
Corano 36:11
«Tu ammonisci soltanto chi segue il Monito e teme il Compassionevole nell’invisibile. Annunciagli dunque perdono e una ricompensa generosa.»
Corano 36:12
«In verità siamo Noi a dare vita ai morti; registriamo ciò che hanno anticipato e le loro tracce, e ogni cosa l’abbiamo enumerata in un registro chiaro.[5]»
Come abbiamo tradotto
Imāmin mubīn è un “registro/guida chiara”. Rendiamo “registro chiaro” senza identificarlo nel testo con una specifica realtà esegetica.
Corano 36:13
«E proponi loro come esempio gli abitanti della città, quando vi giunsero gli inviati.[6]»
Come abbiamo tradotto
La città e gli inviati non sono nominati nel versetto. Non inseriamo identificazioni tradizionali nel corpo della traduzione.
Corano 36:14
«Quando inviammo loro due, ma li smentirono; allora li rafforzammo con un terzo, ed essi dissero: «In verità siamo inviati a voi».»
Corano 36:15
«Dissero: «Non siete altro che uomini come noi; il Compassionevole non ha fatto scendere nulla. Non fate altro che mentire».»
Corano 36:16
«Dissero: «Il nostro Signore sa che siamo certamente inviati a voi,»
Corano 36:17
«e su di noi non vi è altro che la comunicazione chiara».»
Corano 36:18
«Dissero: «In verità traiamo cattivo presagio da voi. Se non desistete, vi lapideremo certamente e vi toccherà da parte nostra un castigo doloroso».[7]»
Come abbiamo tradotto
La minaccia è esplicita: “vi lapideremo certamente” e “vi toccherà da parte nostra un castigo doloroso”. Manteniamo entrambi gli elementi.
Corano 36:19
«Dissero: «Il vostro cattivo presagio è con voi stessi. È perché siete stati ammoniti? No: siete un popolo che eccede».»
Corano 36:20
«E dall’estremità della città giunse correndo un uomo. Disse: «O popolo mio, seguite gli inviati.»
Corano 36:21
«Seguite coloro che non vi chiedono alcuna ricompensa e sono guidati.»
Corano 36:22
«E perché non dovrei adorare Colui che mi ha originato e al quale sarete ricondotti?»
Corano 36:23
«Dovrei prendere all’infuori di Lui delle divinità? Se il Compassionevole volesse per me un male, la loro intercessione non mi gioverebbe in nulla e non potrebbero salvarmi.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il parlante afferma che, se il Compassionevole volesse per lui un male, l’intercessione delle altre divinità non gioverebbe. Manteniamo Dio come soggetto del volere il male.
Corano 36:24
«In tal caso sarei certamente in errore manifesto.»
Corano 36:25
«In verità io credo nel vostro Signore; ascoltatemi dunque».»
Corano 36:26
«Gli fu detto: «Entra nel Giardino». Disse: «Magari il mio popolo sapesse»
Corano 36:27
«come il mio Signore mi ha perdonato e mi ha posto fra gli onorati!».»
Corano 36:28
«E dopo di lui non facemmo scendere sul suo popolo alcun esercito dal cielo, né avevamo bisogno di farlo scendere.[9]»
Come abbiamo tradotto
Dopo la morte dell’uomo non viene fatto scendere alcun esercito dal cielo. Rendiamo il secondo membro come “né avevamo bisogno di farlo scendere”, coerentemente con la forma verbale, senza aggiungere un esercito angelico.
Corano 36:29
«Non fu altro che un unico Grido, ed ecco: furono spenti.»
Corano 36:30
«Ahimè per i servi! Non giunge loro alcun messaggero senza che lo deridano.»
Corano 36:31
«Non hanno visto quante generazioni abbiamo fatto perire prima di loro, che non torneranno più a loro?»
Corano 36:32
«E in verità tutti quanti saranno fatti comparire davanti a Noi.»
Corano 36:33
«E un segno per loro è la terra morta: le abbiamo dato vita e ne abbiamo fatto uscire grano, del quale mangiano.»
Corano 36:34
«E vi abbiamo posto giardini di palme e viti e vi abbiamo fatto sgorgare sorgenti,»
Corano 36:35
«affinché mangino dei suoi frutti; e non sono state le loro mani a produrli.[10] Non saranno dunque riconoscenti?»
Come abbiamo tradotto
Il testo può essere letto “e ciò che hanno prodotto le loro mani” oppure, con la negazione, “non sono state le loro mani a produrlo”. Manteniamo la seconda lettura, ben attestata e coerente con il contesto di dono divino.
Corano 36:36
«Gloria a Colui che ha creato tutte le coppie: di ciò che la terra fa crescere, di loro stessi e di ciò che non conoscono.[11]»
Come abbiamo tradotto
Al-azwāj indica coppie/specie in senso ampio. Non restringiamo il versetto alla sola differenziazione sessuale.
Corano 36:37
«E un segno per loro è la notte: ne strappiamo il giorno, ed ecco che sono nelle tenebre.»
Corano 36:38
«E il sole corre verso un suo luogo di arresto.[12] Questo è il decreto del Potente, del Sapiente.»
Come abbiamo tradotto
Mustaqarr è luogo/tempo di stabilità o arresto. Rendiamo “luogo di arresto”, senza importare un modello astronomico moderno.
Corano 36:39
«E alla luna abbiamo assegnato delle fasi, finché ritorna come un vecchio ramo ricurvo di palma.»
Corano 36:40
«Non spetta al sole raggiungere la luna, né la notte precede il giorno; ciascuno nuota in un’orbita.[13]»
Come abbiamo tradotto
Sole e luna non si raggiungono e ciascuno “nuota in un’orbita”. Manteniamo l’immagine testuale senza trasformarla in spiegazione scientifica.
Corano 36:41
«E un segno per loro è che abbiamo portato la loro discendenza nella nave carica,[14]»
Come abbiamo tradotto
Dhurrīyatahum è letteralmente “la loro discendenza”. Alcune interpretazioni intendono gli antenati; conserviamo il testo della lettura adottata.
Corano 36:42
«e abbiamo creato per loro cose simili sulle quali viaggiano.»
Corano 36:43
«E se volessimo, li annegheremmo: non avrebbero chi risponda al loro grido e non sarebbero salvati,[15]»
Come abbiamo tradotto
La frase “se volessimo, li annegheremmo” mantiene Dio come soggetto diretto della possibile distruzione.
Corano 36:44
«se non per una misericordia da parte Nostra e come godimento fino a un tempo.»
Corano 36:45
«E quando viene detto loro: «Temete ciò che è davanti a voi e ciò che è dietro di voi, affinché vi sia usata misericordia»…»
Corano 36:46
«E non giunge loro alcun segno fra i segni del loro Signore senza che se ne allontanino.»
Corano 36:47
«E quando viene detto loro: «Spendete di ciò che Dio vi ha provveduto», coloro che non credono dicono a coloro che credono: «Dovremmo nutrire chi Dio avrebbe nutrito, se avesse voluto? Non siete altro che in errore manifesto».[16]»
Come abbiamo tradotto
L’obiezione dei non credenti è riportata direttamente: “dovremmo nutrire chi Dio avrebbe nutrito se avesse voluto?”. Non la attenuiamo né la correggiamo nel versetto.
Corano 36:48
«E dicono: «Quando sarà questa promessa, se siete veritieri?».»
Corano 36:49
«Non attendono altro che un unico Grido, che li prenderà mentre discutono.»
Corano 36:50
«Allora non potranno fare alcuna disposizione testamentaria né tornare alle loro famiglie.[17]»
Come abbiamo tradotto
Il Grido li coglie mentre discutono, impedendo perfino una disposizione testamentaria e il ritorno alla famiglia.
Corano 36:51
«E sarà soffiato nel Corno, ed ecco che dalle tombe si precipiteranno verso il loro Signore.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il testo passa al soffio nel Corno e alla corsa dalle tombe verso il Signore. Non aggiungiamo il numero dei soffi.
Corano 36:52
«Diranno: «Guai a noi! Chi ci ha risuscitati dal nostro luogo di riposo?». «Questo è ciò che il Compassionevole aveva promesso, e gli inviati avevano detto il vero».»
Corano 36:53
«Non sarà altro che un unico Grido, ed ecco: saranno tutti fatti comparire davanti a Noi.»
Corano 36:54
«Oggi dunque nessuna anima subirà alcun torto e non sarete ricompensati se non per ciò che facevate.»
Corano 36:55
«In verità gli abitanti del Giardino, oggi, saranno occupati in gioia,»
Corano 36:56
«loro e le loro spose, all’ombra, adagiati su divani.»
Corano 36:57
«Avranno lì frutta e avranno ciò che chiederanno.»
Corano 36:58
««Pace»: parola da parte di un Signore Misericordioso.»
Corano 36:59
««Separatevi oggi, o criminali.»
Corano 36:60
«Non vi avevo forse comandato, figli di Adamo, di non adorare Satana? In verità egli è per voi un nemico manifesto.[19]»
Come abbiamo tradotto
Il comando è di non “adorare Satana”, definito nemico manifesto. Manteniamo il verbo cultuale senza sostituirlo con “obbedire”, pur possibile come spiegazione.
Corano 36:61
«E adorate Me: questa è una via diritta.»
Corano 36:62
«E certamente egli ha sviato molti di voi. Non ragionavate dunque?»
Corano 36:63
«Questo è l’Inferno che vi era stato promesso.»
Corano 36:64
«Bruciatevi oggi, per non aver creduto».[20]»
Come abbiamo tradotto
Iṣlawhā è l’imperativo di entrare/bruciare nel Fuoco. Rendiamo “Bruciatevi oggi”, mantenendo il carattere punitivo.
Corano 36:65
«Oggi sigilleremo le loro bocche; le loro mani parleranno a Noi e i loro piedi testimonieranno ciò che guadagnavano.[21]»
Come abbiamo tradotto
Bocche sigillate, mani che parlano e piedi che testimoniano sono presentati letteralmente. Non allegorizziamo la scena.
Corano 36:66
«E se volessimo, cancelleremmo certamente i loro occhi; allora gareggerebbero verso la via, ma come potrebbero vedere?[22]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto attribuisce a Dio la possibilità di cancellare gli occhi. Manteniamo “se volessimo” e il soggetto divino.
Corano 36:67
«E se volessimo, li trasformeremmo sul posto, così che non potrebbero procedere né tornare indietro.[23]»
Come abbiamo tradotto
La-masakhnāhum indica trasformare/deformare. Rendiamo “li trasformeremmo sul posto”, senza specificare una forma non nominata.
Corano 36:68
«E colui al quale concediamo lunga vita, lo rovesciamo nella creazione. Non ragioneranno dunque?[24]»
Come abbiamo tradotto
Nunakkis-hu fī l-khalq descrive il rovesciamento/declino nella creazione con la lunga vita. Rendiamo “lo rovesciamo nella creazione”.
Corano 36:69
«E non gli abbiamo insegnato la poesia, né essa gli si addice. Esso non è altro che un Monito e un Corano chiaro,»
Corano 36:70
«per ammonire chi è vivo e affinché si avveri la parola contro i non credenti.[25]»
Come abbiamo tradotto
Il Monito serve anche affinché “si avveri la parola contro i non credenti”. Manteniamo la formula senza attenuarla.
Corano 36:71
«Non vedono che abbiamo creato per loro, fra ciò che le Nostre mani hanno fatto, bestiame del quale sono proprietari?[26]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice “ciò che le Nostre mani hanno fatto”. Conserviamo l’espressione antropomorfica testuale senza risolverla teologicamente.
Corano 36:72
«E lo abbiamo sottomesso a loro: alcuni servono loro da cavalcatura e di altri mangiano.»
Corano 36:73
«E ne traggono benefici e bevande. Non saranno dunque riconoscenti?»
Corano 36:74
«E hanno preso, all’infuori di Dio, delle divinità, sperando di essere soccorsi.»
Corano 36:75
«Esse non possono soccorrerli; ed essi sono per loro un esercito presentato.[27]»
Come abbiamo tradotto
Il pronome può riferirsi alle false divinità o ai loro adoratori nell’immagine dell’“esercito presentato”. Manteniamo una resa aderente senza forzare il referente.
Corano 36:76
«Non ti rattristi dunque il loro parlare. In verità Noi conosciamo ciò che nascondono e ciò che manifestano.»
Corano 36:77
«Non vede l’uomo che lo abbiamo creato da una goccia? Ed ecco che diventa un avversario manifesto.»
Corano 36:78
«E ci propone un esempio e dimentica la propria creazione. Dice: «Chi darà vita alle ossa quando saranno consumate?».[28]»
Come abbiamo tradotto
La domanda sulle ossa consumate introduce l’argomento della resurrezione. Non aggiungiamo il nome dell’interlocutore tradizionalmente indicato dall’esegesi.
Corano 36:79
«Di’: «Darà loro vita Colui che le ha originate la prima volta; ed Egli conosce ogni creazione,»
Corano 36:80
«Colui che ha fatto per voi dal verde albero un fuoco, ed ecco che da esso accendete».[29]»
Come abbiamo tradotto
Il “verde albero” dal quale viene tratto fuoco è mantenuto come immagine del testo, senza identificarne specie botaniche tradizionalmente proposte.
Corano 36:81
«Colui che ha creato i cieli e la terra non è forse capace di creare esseri simili a loro? Sì, certamente. Ed Egli è il Creatore incessante, il Sapiente.»
Corano 36:82
«Il Suo comando, quando vuole una cosa, consiste soltanto nel dirle: «Sii», ed essa è.[30]»
Come abbiamo tradotto
La formula creativa è diretta: Dio dice alla cosa “Sii”, ed essa è. Manteniamo la sequenza senza espansioni filosofiche.
Corano 36:83
«Gloria dunque a Colui nella cui mano è il dominio di ogni cosa e al quale sarete ricondotti.»
Note alla traduzione
- Corano 36:1. Yā-Sīn è mantenuto come sequenza di lettere isolate. Il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 36:6. Il versetto parla di un popolo i cui padri “non furono ammoniti”. Non trasformiamo la frase in una dichiarazione storica più ampia sui popoli precedenti. ↩
- Corano 36:7. La “parola” si è avverata sulla maggior parte di loro, con la conseguenza “non credono”. Manteniamo il nesso esplicito senza attenuarlo. ↩
- Corano 36:9. Dio è soggetto del porre le barriere davanti e dietro e del coprirli, così che non vedono. Manteniamo la costruzione attiva. ↩
- Corano 36:12. Imāmin mubīn è un “registro/guida chiara”. Rendiamo “registro chiaro” senza identificarlo nel testo con una specifica realtà esegetica. ↩
- Corano 36:13. La città e gli inviati non sono nominati nel versetto. Non inseriamo identificazioni tradizionali nel corpo della traduzione. ↩
- Corano 36:18. La minaccia è esplicita: “vi lapideremo certamente” e “vi toccherà da parte nostra un castigo doloroso”. Manteniamo entrambi gli elementi. ↩
- Corano 36:23. Il parlante afferma che, se il Compassionevole volesse per lui un male, l’intercessione delle altre divinità non gioverebbe. Manteniamo Dio come soggetto del volere il male. ↩
- Corano 36:28. Dopo la morte dell’uomo non viene fatto scendere alcun esercito dal cielo. Rendiamo il secondo membro come “né avevamo bisogno di farlo scendere”, coerentemente con la forma verbale, senza aggiungere un esercito angelico. ↩
- Corano 36:35. Il testo può essere letto “e ciò che hanno prodotto le loro mani” oppure, con la negazione, “non sono state le loro mani a produrlo”. Manteniamo la seconda lettura, ben attestata e coerente con il contesto di dono divino. ↩
- Corano 36:36. Al-azwāj indica coppie/specie in senso ampio. Non restringiamo il versetto alla sola differenziazione sessuale. ↩
- Corano 36:38. Mustaqarr è luogo/tempo di stabilità o arresto. Rendiamo “luogo di arresto”, senza importare un modello astronomico moderno. ↩
- Corano 36:40. Sole e luna non si raggiungono e ciascuno “nuota in un’orbita”. Manteniamo l’immagine testuale senza trasformarla in spiegazione scientifica. ↩
- Corano 36:41. Dhurrīyatahum è letteralmente “la loro discendenza”. Alcune interpretazioni intendono gli antenati; conserviamo il testo della lettura adottata. ↩
- Corano 36:43. La frase “se volessimo, li annegheremmo” mantiene Dio come soggetto diretto della possibile distruzione. ↩
- Corano 36:47. L’obiezione dei non credenti è riportata direttamente: “dovremmo nutrire chi Dio avrebbe nutrito se avesse voluto?”. Non la attenuiamo né la correggiamo nel versetto. ↩
- Corano 36:50. Il Grido li coglie mentre discutono, impedendo perfino una disposizione testamentaria e il ritorno alla famiglia. ↩
- Corano 36:51. Il testo passa al soffio nel Corno e alla corsa dalle tombe verso il Signore. Non aggiungiamo il numero dei soffi. ↩
- Corano 36:60. Il comando è di non “adorare Satana”, definito nemico manifesto. Manteniamo il verbo cultuale senza sostituirlo con “obbedire”, pur possibile come spiegazione. ↩
- Corano 36:64. Iṣlawhā è l’imperativo di entrare/bruciare nel Fuoco. Rendiamo “Bruciatevi oggi”, mantenendo il carattere punitivo. ↩
- Corano 36:65. Bocche sigillate, mani che parlano e piedi che testimoniano sono presentati letteralmente. Non allegorizziamo la scena. ↩
- Corano 36:66. Il versetto attribuisce a Dio la possibilità di cancellare gli occhi. Manteniamo “se volessimo” e il soggetto divino. ↩
- Corano 36:67. La-masakhnāhum indica trasformare/deformare. Rendiamo “li trasformeremmo sul posto”, senza specificare una forma non nominata. ↩
- Corano 36:68. Nunakkis-hu fī l-khalq descrive il rovesciamento/declino nella creazione con la lunga vita. Rendiamo “lo rovesciamo nella creazione”. ↩
- Corano 36:70. Il Monito serve anche affinché “si avveri la parola contro i non credenti”. Manteniamo la formula senza attenuarla. ↩
- Corano 36:71. Il testo dice “ciò che le Nostre mani hanno fatto”. Conserviamo l’espressione antropomorfica testuale senza risolverla teologicamente. ↩
- Corano 36:75. Il pronome può riferirsi alle false divinità o ai loro adoratori nell’immagine dell’“esercito presentato”. Manteniamo una resa aderente senza forzare il referente. ↩
- Corano 36:78. La domanda sulle ossa consumate introduce l’argomento della resurrezione. Non aggiungiamo il nome dell’interlocutore tradizionalmente indicato dall’esegesi. ↩
- Corano 36:80. Il “verde albero” dal quale viene tratto fuoco è mantenuto come immagine del testo, senza identificarne specie botaniche tradizionalmente proposte. ↩
- Corano 36:82. La formula creativa è diretta: Dio dice alla cosa “Sii”, ed essa è. Manteniamo la sequenza senza espansioni filosofiche. ↩









