La Sura 41 Fuṣṣilat, “Spiegati in dettaglio”, è una sura meccana di 54 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 41:1
«Ḥā-Mīm.[1]»
Come abbiamo tradotto
Ḥā-Mīm sono lettere isolate; il testo non ne esplicita il significato.
Corano 41:2
«Una rivelazione da parte del Compassionevole, del Misericordioso,»
Corano 41:3
«un Libro i cui versetti sono stati spiegati in dettaglio, un Corano arabo per gente che conosce,[2]»
Come abbiamo tradotto
Fuṣṣilat āyātuhu significa che i versetti sono stati spiegati/esposti in dettaglio. È da questo verbo che deriva il titolo convenzionale della sura.
Corano 41:4
«annunciatore e ammonitore. Ma la maggior parte di loro si allontana, e così non ascolta.»
Corano 41:5
«E dicono: «I nostri cuori sono in involucri rispetto a ciò a cui ci chiami; nelle nostre orecchie vi è pesantezza e fra noi e te vi è un velo. Agisci dunque: anche noi agiremo».»
Corano 41:6
«Di’: «Io sono soltanto un uomo come voi. Mi viene rivelato che il vostro Dio è un Dio unico. Procedete dunque rettamente verso di Lui e chiedeteGli perdono». Guai agli associatori,»
Corano 41:7
«coloro che non danno la zakāt e che non credono nell’Aldilà.[3]»
Come abbiamo tradotto
Zakāt è mantenuto traslitterato perché il termine può indicare l’elemosina obbligatoria e, nel contesto meccano, è stato interpretato anche più ampiamente come purificazione/dono.
Corano 41:8
«In verità coloro che credono e compiono opere giuste avranno una ricompensa che non verrà mai interrotta.»
Corano 41:9
«Di’: «Davvero non credete in Colui che ha creato la terra in due giorni e Gli attribuite pari? Questi è il Signore dei mondi.[4]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che la terra fu creata “in due giorni”. Manteniamo la formulazione senza armonizzarla nel versetto con altri conteggi.
Corano 41:10
«E pose in essa montagne salde sopra di essa, la benedisse e determinò in essa i suoi alimenti in quattro giorni, in misura uguale per coloro che chiedono.[5]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto parla di montagne, benedizione e determinazione degli alimenti “in quattro giorni”. La relazione aritmetica con i due giorni del versetto precedente è questione esegetica, non viene risolta dentro la traduzione.
Corano 41:11
«Poi si rivolse al cielo, mentre esso era fumo, e disse a esso e alla terra: “Venite, volenti o nolenti”. Dissero: “Veniamo obbedienti”.[6]»
Come abbiamo tradotto
Il cielo è descritto come “fumo” e Dio ordina a cielo e terra di venire “volenti o nolenti”; entrambi rispondono “veniamo obbedienti”. Manteniamo la personificazione testuale.
Corano 41:12
«Così li completò come sette cieli in due giorni e rivelò in ogni cielo il suo ordine. E adornammo il cielo più vicino con lampade e come protezione. Questa è la determinazione del Potente, del Sapiente.[7]»
Come abbiamo tradotto
I sette cieli vengono completati “in due giorni”; il cielo più vicino è adornato con “lampade” e come protezione. Non convertiamo queste immagini in terminologia scientifica moderna.
Corano 41:13
«Se poi si allontanano, di’: «Vi ho ammoniti di una folgore come la folgore degli ʿĀd e dei Thamūd».»
Corano 41:14
«Quando gli inviati giunsero loro davanti e dietro di loro: «Non adorate se non Dio», dissero: «Se il nostro Signore avesse voluto, avrebbe fatto scendere angeli. In verità noi non crediamo in ciò con cui siete stati inviati».»
Corano 41:15
«Quanto agli ʿĀd, furono arroganti sulla terra senza diritto e dissero: «Chi è più forte di noi?». Non vedevano che Dio, che li aveva creati, era più forte di loro? E negavano i Nostri segni.»
Corano 41:16
«Allora inviammo contro di loro un vento furioso in giorni nefasti, affinché facessimo gustare loro il castigo dell’umiliazione nella vita terrena; e il castigo dell’Aldilà è ancora più umiliante, e non saranno soccorsi.[8]»
Come abbiamo tradotto
Dio dice “inviammo contro di loro un vento furioso” per far gustare agli ʿĀd il castigo dell’umiliazione. Manteniamo il soggetto divino e la finalità espressa.
Corano 41:17
«Quanto ai Thamūd, li guidammo, ma preferirono la cecità alla guida; così li colpì la folgore del castigo umiliante per ciò che guadagnavano.[9]»
Come abbiamo tradotto
Per i Thamūd il testo dice “li guidammo, ma preferirono la cecità alla guida”. Manteniamo insieme guida offerta e rifiuto.
Corano 41:18
«E salvammo coloro che credevano ed erano timorati.»
Corano 41:19
«E il Giorno in cui i nemici di Dio saranno radunati verso il Fuoco, verranno trattenuti in ranghi,»
Corano 41:20
«finché, quando vi giungeranno, il loro udito, i loro occhi e le loro pelli testimonieranno contro di loro riguardo a ciò che facevano.[10]»
Come abbiamo tradotto
Udito, occhi e pelli testimoniano contro i dannati riguardo alle loro azioni. Manteniamo la scena letterale.
Corano 41:21
«E diranno alle loro pelli: «Perché avete testimoniato contro di noi?». Diranno: «Ci ha fatto parlare Dio, Colui che ha fatto parlare ogni cosa. Egli vi ha creati la prima volta e a Lui sarete ricondotti».[11]»
Come abbiamo tradotto
Le pelli rispondono: “ci ha fatto parlare Dio, Colui che ha fatto parlare ogni cosa”. Non allegorizziamo la testimonianza nel corpo del versetto.
Corano 41:22
«E non vi nascondevate perché il vostro udito, i vostri occhi e le vostre pelli non testimoniassero contro di voi; ma pensavate che Dio non conoscesse molto di ciò che facevate.»
Corano 41:23
«E questa vostra supposizione che avevate sul vostro Signore vi ha rovinati, e siete così diventati fra i perdenti.»
Corano 41:24
«Se sopporteranno, il Fuoco sarà comunque la loro dimora; e se chiederanno di essere riammessi al favore, non saranno fra coloro cui sarà concesso.[12]»
Come abbiamo tradotto
Il Fuoco resta la dimora anche se i dannati sopportano; se chiedono di essere riammessi al favore, la richiesta non viene accolta. Manteniamo entrambe le alternative.
Corano 41:25
«E assegnammo loro compagni, i quali resero bello ai loro occhi ciò che avevano davanti e ciò che avevano dietro; e si avverò contro di loro la parola insieme alle comunità di jinn e uomini trascorse prima di loro. In verità erano perdenti.[13]»
Come abbiamo tradotto
Dio dice “assegnammo loro compagni”, i quali resero attraente ciò che avevano davanti e dietro. Manteniamo Dio come soggetto dell’assegnazione.
Corano 41:26
«E coloro che non credono dicono: «Non ascoltate questo Corano e fate rumore durante esso, affinché forse prevaliate».»
Corano 41:27
«Faremo certamente gustare a coloro che non credono un castigo severo e li ricompenseremo certamente per il peggio di ciò che facevano.»
Corano 41:28
«Questa è la ricompensa dei nemici di Dio: il Fuoco. In esso avranno la dimora dell’eternità, come ricompensa per aver negato i Nostri segni.»
Corano 41:29
«E coloro che non credono diranno: «Signore nostro, mostraci quei due, fra i jinn e gli uomini, che ci hanno sviati; li metteremo sotto i nostri piedi affinché siano fra i più bassi».[14]»
Come abbiamo tradotto
I non credenti chiedono di vedere “quei due” che li sviarono, “fra i jinn e gli uomini”, per metterli sotto i piedi. Manteniamo le due categorie testuali.
Corano 41:30
«In verità su coloro che dicono: «Il nostro Signore è Dio» e poi procedono rettamente scendono gli angeli: «Non temete e non affliggetevi, e ricevete la buona novella del Giardino che vi era stato promesso.[15]»
Come abbiamo tradotto
Gli angeli “scendono” su coloro che dichiarano Dio loro Signore e procedono rettamente. Non specifichiamo nel versetto il momento di questa discesa.
Corano 41:31
«Noi siamo vostri alleati nella vita terrena e nell’Aldilà; e in esso avrete ciò che le vostre anime desiderano e avrete ciò che chiederete,»
Corano 41:32
«come ospitalità da parte del Perdonatore, del Misericordioso».»
Corano 41:33
«E chi è migliore nel parlare di colui che chiama a Dio, compie opere giuste e dice: «In verità io sono fra i sottomessi»?[16]»
Come abbiamo tradotto
Min al-muslimīn è reso “fra i sottomessi”, traducendo il termine secondo il valore verbale adottato nel progetto.
Corano 41:34
«E non sono uguali la buona azione e la cattiva. Respingi con ciò che è migliore: ed ecco che colui fra te e il quale vi era inimicizia diventerà come un amico intimo.[17]»
Come abbiamo tradotto
Il comando “Respingi con ciò che è migliore” è seguito dalla trasformazione dell’inimicizia in amicizia intima. Manteniamo il nesso diretto.
Corano 41:35
«Ma ciò non viene concesso se non a coloro che sono pazienti, e non viene concesso se non a chi possiede una grande fortuna.»
Corano 41:36
«E se da Satana ti raggiunge una provocazione, cerca rifugio in Dio. In verità Egli è Colui che ascolta, il Sapiente.»
Corano 41:37
«E fra i Suoi segni vi sono la notte, il giorno, il sole e la luna. Non prosternatevi davanti al sole né davanti alla luna; prosternatevi invece davanti a Dio, Colui che li ha creati, se è Lui che adorate.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il testo proibisce la prosternazione al sole e alla luna e ordina di prosternarsi a Dio. Manteniamo il comando cultuale esplicito.
Corano 41:38
«Ma se si mostrano arroganti, coloro che sono presso il tuo Signore Lo glorificano notte e giorno e non si stancano.[19]»
Come abbiamo tradotto
Il segno di prosternazione presente nel muṣḥaf è un’indicazione rituale di recitazione, non parte delle parole del versetto.
Corano 41:39
«E fra i Suoi segni vi è che tu vedi la terra umile; poi, quando facciamo scendere su di essa l’acqua, essa freme e cresce. In verità Colui che le ridà vita è certamente Colui che ridà vita ai morti. In verità Egli è potente su ogni cosa.»
Corano 41:40
«In verità coloro che deviano riguardo ai Nostri segni non sono nascosti a Noi. È forse migliore chi sarà gettato nel Fuoco oppure chi verrà sicuro nel Giorno della Resurrezione? Fate ciò che volete: in verità Egli vede bene ciò che fate.[20]»
Come abbiamo tradotto
“Fate ciò che volete” è una concessione minacciosa, seguita dall’affermazione che Dio vede ciò che fanno. Non la rendiamo come permesso neutro.
Corano 41:41
«In verità coloro che non credono nel Monito quando esso giunge loro… E in verità esso è certamente un Libro possente,»
Corano 41:42
«al quale la falsità non giunge né davanti né dietro: una rivelazione da parte di un Saggio, Degno di lode.[21]»
Come abbiamo tradotto
La falsità “non giunge” al Libro né davanti né dietro. Manteniamo la formula senza trasformarla in una teoria testuale più ampia di quanto dica il versetto.
Corano 41:43
«Non ti viene detto altro che ciò che già fu detto agli inviati prima di te. In verità il tuo Signore è certamente possessore di perdono e possessore di castigo doloroso.»
Corano 41:44
«E se ne avessimo fatto un Corano non arabo, avrebbero detto: «Perché i suoi versetti non sono stati spiegati in dettaglio? Un testo non arabo e un arabo?».[22] Di’: «Per coloro che credono esso è guida e guarigione; mentre coloro che non credono hanno pesantezza nelle orecchie ed esso è cecità per loro. Quelli vengono chiamati da un luogo lontano».»
Come abbiamo tradotto
Il contrasto è fra un Corano non arabo e un destinatario/arabo. Manteniamo l’interrogativa retorica senza aggiungere “messaggero” nel testo.
Corano 41:45
«E certamente demmo a Mosè il Libro, ma vi furono divergenze riguardo ad esso. E se non fosse per una parola già preceduta da parte del tuo Signore, si sarebbe già deciso fra loro. E in verità essi sono riguardo ad esso in un dubbio inquietante.»
Corano 41:46
«Chi compie un’opera giusta lo fa per sé stesso, e chi fa il male lo fa contro sé stesso. E il tuo Signore non è ingiusto verso i servi.»
Corano 41:47
«A Lui viene ricondotta la conoscenza dell’Ora. Nessun frutto esce dai suoi involucri, nessuna femmina porta o partorisce, se non con la Sua conoscenza.[23] E il Giorno in cui li chiamerà: «Dove sono i Miei associati?», diranno: «Ti dichiariamo che fra noi non vi è alcun testimone».»
Come abbiamo tradotto
La conoscenza dell’Ora è ricondotta a Dio; il versetto associa a questa conoscenza anche frutti, gravidanza e parto. Manteniamo la serie.
Corano 41:48
«E sarà scomparso da loro ciò che invocavano prima, e comprenderanno di non avere alcuna via di fuga.»
Corano 41:49
«L’uomo non si stanca di chiedere il bene; ma se il male lo tocca, diventa disperato, senza speranza.»
Corano 41:50
«E se gli facciamo gustare una misericordia da parte Nostra dopo una disgrazia che lo ha toccato, certamente dice: «Questo mi spetta. E non penso che l’Ora sorgerà; e se fossi ricondotto al mio Signore, avrei certamente presso di Lui il meglio».[24] Ma informeremo certamente coloro che non credono di ciò che hanno fatto e faremo certamente gustare loro un castigo pesante.»
Come abbiamo tradotto
L’uomo, dopo una misericordia successiva alla disgrazia, presume che essa gli spetti e che, anche se tornasse al Signore, avrebbe “il meglio”. Manteniamo l’autogiustificazione riportata.
Corano 41:51
«E quando concediamo un favore all’uomo, egli si allontana e si ritrae da un lato; ma quando il male lo tocca, allora si abbandona a lunghe invocazioni.»
Corano 41:52
«Di’: «Avete considerato? Se esso viene da Dio e poi voi non credete in esso, chi è più sviato di colui che si trova in una profonda opposizione?».»
Corano 41:53
«Mostreremo loro i Nostri segni negli orizzonti e in loro stessi, finché diverrà loro chiaro che esso è la verità.[25] Non basta forse che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?»
Come abbiamo tradotto
Il testo parla di segni “negli orizzonti e in loro stessi”. Non traduciamo āfāq con una formulazione scientifica moderna né specifichiamo quali segni siano.
Corano 41:54
«Ecco: in verità essi sono nel dubbio riguardo all’incontro con il loro Signore. Ecco: in verità Egli abbraccia ogni cosa.»
Note alla traduzione
- Corano 41:1. Ḥā-Mīm sono lettere isolate; il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 41:3. Fuṣṣilat āyātuhu significa che i versetti sono stati spiegati/esposti in dettaglio. È da questo verbo che deriva il titolo convenzionale della sura. ↩
- Corano 41:7. Zakāt è mantenuto traslitterato perché il termine può indicare l’elemosina obbligatoria e, nel contesto meccano, è stato interpretato anche più ampiamente come purificazione/dono. ↩
- Corano 41:9. Il testo dice che la terra fu creata “in due giorni”. Manteniamo la formulazione senza armonizzarla nel versetto con altri conteggi. ↩
- Corano 41:10. Il versetto parla di montagne, benedizione e determinazione degli alimenti “in quattro giorni”. La relazione aritmetica con i due giorni del versetto precedente è questione esegetica, non viene risolta dentro la traduzione. ↩
- Corano 41:11. Il cielo è descritto come “fumo” e Dio ordina a cielo e terra di venire “volenti o nolenti”; entrambi rispondono “veniamo obbedienti”. Manteniamo la personificazione testuale. ↩
- Corano 41:12. I sette cieli vengono completati “in due giorni”; il cielo più vicino è adornato con “lampade” e come protezione. Non convertiamo queste immagini in terminologia scientifica moderna. ↩
- Corano 41:16. Dio dice “inviammo contro di loro un vento furioso” per far gustare agli ʿĀd il castigo dell’umiliazione. Manteniamo il soggetto divino e la finalità espressa. ↩
- Corano 41:17. Per i Thamūd il testo dice “li guidammo, ma preferirono la cecità alla guida”. Manteniamo insieme guida offerta e rifiuto. ↩
- Corano 41:20. Udito, occhi e pelli testimoniano contro i dannati riguardo alle loro azioni. Manteniamo la scena letterale. ↩
- Corano 41:21. Le pelli rispondono: “ci ha fatto parlare Dio, Colui che ha fatto parlare ogni cosa”. Non allegorizziamo la testimonianza nel corpo del versetto. ↩
- Corano 41:24. Il Fuoco resta la dimora anche se i dannati sopportano; se chiedono di essere riammessi al favore, la richiesta non viene accolta. Manteniamo entrambe le alternative. ↩
- Corano 41:25. Dio dice “assegnammo loro compagni”, i quali resero attraente ciò che avevano davanti e dietro. Manteniamo Dio come soggetto dell’assegnazione. ↩
- Corano 41:29. I non credenti chiedono di vedere “quei due” che li sviarono, “fra i jinn e gli uomini”, per metterli sotto i piedi. Manteniamo le due categorie testuali. ↩
- Corano 41:30. Gli angeli “scendono” su coloro che dichiarano Dio loro Signore e procedono rettamente. Non specifichiamo nel versetto il momento di questa discesa. ↩
- Corano 41:33. Min al-muslimīn è reso “fra i sottomessi”, traducendo il termine secondo il valore verbale adottato nel progetto. ↩
- Corano 41:34. Il comando “Respingi con ciò che è migliore” è seguito dalla trasformazione dell’inimicizia in amicizia intima. Manteniamo il nesso diretto. ↩
- Corano 41:37. Il testo proibisce la prosternazione al sole e alla luna e ordina di prosternarsi a Dio. Manteniamo il comando cultuale esplicito. ↩
- Corano 41:38. Il segno di prosternazione presente nel muṣḥaf è un’indicazione rituale di recitazione, non parte delle parole del versetto. ↩
- Corano 41:40. “Fate ciò che volete” è una concessione minacciosa, seguita dall’affermazione che Dio vede ciò che fanno. Non la rendiamo come permesso neutro. ↩
- Corano 41:42. La falsità “non giunge” al Libro né davanti né dietro. Manteniamo la formula senza trasformarla in una teoria testuale più ampia di quanto dica il versetto. ↩
- Corano 41:44. Il contrasto è fra un Corano non arabo e un destinatario/arabo. Manteniamo l’interrogativa retorica senza aggiungere “messaggero” nel testo. ↩
- Corano 41:47. La conoscenza dell’Ora è ricondotta a Dio; il versetto associa a questa conoscenza anche frutti, gravidanza e parto. Manteniamo la serie. ↩
- Corano 41:50. L’uomo, dopo una misericordia successiva alla disgrazia, presume che essa gli spetti e che, anche se tornasse al Signore, avrebbe “il meglio”. Manteniamo l’autogiustificazione riportata. ↩
- Corano 41:53. Il testo parla di segni “negli orizzonti e in loro stessi”. Non traduciamo āfāq con una formulazione scientifica moderna né specifichiamo quali segni siano. ↩









