Sura 59 al-Ḥashr – L’esilio: traduzione italiana

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La Sura 59 al-Ḥashr, “L’esilio”, è una sura medinese di 24 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.

Numero59
Nomeal-Ḥashr
Titolo italianoL’esilio
Versetti24
LetturaḤafṣ ʿan ʿĀṣimÈ la trasmissione della lettura coranica adottata come riferimento per il testo e la traduzione.
Testo araboMuṣḥaf al-Madīnah, King Fahd ComplexÈ l’edizione araba di riferimento pubblicata dal King Fahd Complex di Medina.
NumerazioneConteggio kufanoÈ il sistema tradizionale qui adottato per la divisione e la numerazione dei versetti.
Classificazione tradizionaleMedineseIndica che, secondo la classificazione tradizionale qui adottata, la sura appartiene al periodo successivo all’Egira.

Edizione di riferimento: King Fahd Glorious Qur’an Printing Complex, Muṣḥaf al-Madīnah, lettura Ḥafṣ ʿan ʿĀṣim. Per la numerazione e le informazioni sulla sura: Quran.com – Sura al-Ḥashr.

Testo arabo e traduzione italiana

بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَٰنِ ٱلرَّحِيمِ

«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»

Corano 59:1

سَبَّحَ لِلَّهِ مَا فِى ٱلسَّمَٰوَٰتِ وَمَا فِى ٱلْأَرْضِ ۖ وَهُوَ ٱلْعَزِيزُ ٱلْحَكِيمُ

«Ha glorificato Dio ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra; ed Egli è il Potente, il Saggio.»

Corano 59:2

هُوَ ٱلَّذِىٓ أَخْرَجَ ٱلَّذِينَ كَفَرُوا۟ مِنْ أَهْلِ ٱلْكِتَٰبِ مِن دِيَٰرِهِمْ لِأَوَّلِ ٱلْحَشْرِ ۚ مَا ظَنَنتُمْ أَن يَخْرُجُوا۟ ۖ وَظَنُّوٓا۟ أَنَّهُم مَّانِعَتُهُمْ حُصُونُهُم مِّنَ ٱللَّهِ فَأَتَىٰهُمُ ٱللَّهُ مِنْ حَيْثُ لَمْ يَحْتَسِبُوا۟ ۖ وَقَذَفَ فِى قُلُوبِهِمُ ٱلرُّعْبَ ۚ يُخْرِبُونَ بُيُوتَهُم بِأَيْدِيهِمْ وَأَيْدِى ٱلْمُؤْمِنِينَ فَٱعْتَبِرُوا۟ يَٰٓأُو۟لِى ٱلْأَبْصَٰرِ

«Egli è Colui che ha fatto uscire dalle loro dimore, al primo raduno, coloro della gente della Scrittura che non credevano.[1] Non pensavate che sarebbero usciti, ed essi pensavano che le loro fortezze li avrebbero protetti da Dio. Ma Dio venne loro da dove non se l’aspettavano e gettò il terrore nei loro cuori; demolivano le loro case con le proprie mani e con le mani dei credenti.[2] Traetene dunque lezione, o voi che avete occhi.»

Come abbiamo tradotto

Li-awwali l-ḥashr è letteralmente “al primo raduno”. Manteniamo “primo raduno” nel versetto; l’identificazione storica dell’espulsione appartiene al contesto esegetico.

Il versetto attribuisce a Dio sia il “venire” contro di loro da dove non se l’aspettavano sia il gettare il terrore nei loro cuori; aggiunge che demolivano le proprie case con le loro mani e con le mani dei credenti. Manteniamo entrambe le causalità senza attenuarle.

Corano 59:3

وَلَوْلَآ أَن كَتَبَ ٱللَّهُ عَلَيْهِمُ ٱلْجَلَآءَ لَعَذَّبَهُمْ فِى ٱلدُّنْيَا ۖ وَلَهُمْ فِى ٱلْءَاخِرَةِ عَذَابُ ٱلنَّارِ

«E se Dio non avesse decretato per loro l’esilio, li avrebbe certamente castigati in questa vita; e nell’altra vita avranno il castigo del Fuoco.[3]»

Come abbiamo tradotto

Al-jalāʾ indica espulsione/esilio. Il versetto afferma che, senza questo decreto, Dio li avrebbe castigati già nella vita terrena.

Corano 59:4

ذَٰلِكَ بِأَنَّهُمْ شَآقُّوا۟ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥ ۖ وَمَن يُشَآقِّ ٱللَّهَ فَإِنَّ ٱللَّهَ شَدِيدُ ٱلْعِقَابِ

«Ciò perché si sono opposti a Dio e al Suo Messaggero. E chi si oppone a Dio, in verità Dio è severo nel castigo.»

Corano 59:5

مَا قَطَعْتُم مِّن لِّينَةٍ أَوْ تَرَكْتُمُوهَا قَآئِمَةً عَلَىٰٓ أُصُولِهَا فَبِإِذْنِ ٱللَّهِ وَلِيُخْزِىَ ٱلْفَٰسِقِينَ

«Qualunque palma abbiate tagliato o lasciato ritta sulle sue radici, ciò fu con il permesso di Dio e affinché Egli coprisse di vergogna i ribelli.[4]»

Come abbiamo tradotto

Līnah indica qui una palma. Tagliarla o lasciarla ritta è detto avvenire “con il permesso di Dio” e con lo scopo di coprire di vergogna i ribelli.

Corano 59:6

وَمَآ أَفَآءَ ٱللَّهُ عَلَىٰ رَسُولِهِۦ مِنْهُمْ فَمَآ أَوْجَفْتُمْ عَلَيْهِ مِنْ خَيْلٍۢ وَلَا رِكَابٍۢ وَلَٰكِنَّ ٱللَّهَ يُسَلِّطُ رُسُلَهُۥ عَلَىٰ مَن يَشَآءُ ۚ وَٱللَّهُ عَلَىٰ كُلِّ شَىْءٍۢ قَدِيرٌۭ

«E ciò che Dio ha restituito al Suo Messaggero da loro: non avete spronato per esso né cavalli né cammelli; ma Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole. E Dio è potente su ogni cosa.[5]»

Come abbiamo tradotto

Afāʾa è “restituì/concesse come fayʾ”. Il testo sottolinea che per questi beni non furono spronati né cavalli né cammelli e che Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole.

Corano 59:7

مَّآ أَفَآءَ ٱللَّهُ عَلَىٰ رَسُولِهِۦ مِنْ أَهْلِ ٱلْقُرَىٰ فَلِلَّهِ وَلِلرَّسُولِ وَلِذِى ٱلْقُرْبَىٰ وَٱلْيَتَٰمَىٰ وَٱلْمَسَٰكِينِ وَٱبْنِ ٱلسَّبِيلِ كَىْ لَا يَكُونَ دُولَةًۢ بَيْنَ ٱلْأَغْنِيَآءِ مِنكُمْ ۚ وَمَآ ءَاتَىٰكُمُ ٱلرَّسُولُ فَخُذُوهُ وَمَا نَهَىٰكُمْ عَنْهُ فَٱنتَهُوا۟ ۚ وَٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ ۖ إِنَّ ٱللَّهَ شَدِيدُ ٱلْعِقَابِ

«Ciò che Dio ha restituito al Suo Messaggero dagli abitanti delle città appartiene a Dio, al Messaggero, ai parenti, agli orfani, ai poveri e al viandante, affinché non circoli soltanto fra i ricchi di voi.[6] Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; e ciò che vi proibisce, astenetevene. Temete Dio: in verità Dio è severo nel castigo.[7]»

Come abbiamo tradotto

La distribuzione del fayʾ comprende Dio, il Messaggero, i parenti, gli orfani, i poveri e il viandante, con la motivazione che la ricchezza non circoli soltanto fra i ricchi.

“Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; ciò che vi proibisce, astenetevene” mantiene i due imperativi del testo nel contesto della distribuzione del fayʾ.

Corano 59:8

لِلْفُقَرَآءِ ٱلْمُهَٰجِرِينَ ٱلَّذِينَ أُخْرِجُوا۟ مِن دِيَٰرِهِمْ وَأَمْوَٰلِهِمْ يَبْتَغُونَ فَضْلًۭا مِّنَ ٱللَّهِ وَرِضْوَٰنًۭا وَيَنصُرُونَ ٱللَّهَ وَرَسُولَهُۥٓ ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلصَّٰدِقُونَ

«[È anche] per i poveri emigrati che sono stati espulsi dalle loro case e dai loro beni, mentre cercavano grazia da Dio e compiacimento e sostenevano Dio e il Suo Messaggero. Quelli sono i veritieri.[8]»

Come abbiamo tradotto

I poveri emigrati sono descritti come espulsi dalle loro case e dai loro beni mentre cercano grazia e compiacimento da Dio e sostengono Dio e il Messaggero.

Corano 59:9

وَٱلَّذِينَ تَبَوَّءُو ٱلدَّارَ وَٱلْإِيمَٰنَ مِن قَبْلِهِمْ يُحِبُّونَ مَنْ هَاجَرَ إِلَيْهِمْ وَلَا يَجِدُونَ فِى صُدُورِهِمْ حَاجَةًۭ مِّمَّآ أُوتُوا۟ وَيُؤْثِرُونَ عَلَىٰٓ أَنفُسِهِمْ وَلَوْ كَانَ بِهِمْ خَصَاصَةٌۭ ۚ وَمَن يُوقَ شُحَّ نَفْسِهِۦ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْمُفْلِحُونَ

«E coloro che si erano stabiliti nella Dimora e nella fede prima di loro amano chi emigra verso di loro e non trovano nei loro petti alcun bisogno per ciò che è stato dato a questi; e li preferiscono a sé stessi anche se si trovano nel bisogno.[9] E coloro che sono preservati dall’avarizia della propria anima, quelli sono coloro che hanno successo.»

Come abbiamo tradotto

Il versetto descrive chi preferisce gli emigrati a sé stesso anche nel bisogno. Shuḥḥ al-nafs è l’avarizia/cupidigia dell’anima; al-mufliḥūn sono “coloro che hanno successo”.

Corano 59:10

وَٱلَّذِينَ جَآءُو مِنۢ بَعْدِهِمْ يَقُولُونَ رَبَّنَا ٱغْفِرْ لَنَا وَلِإِخْوَٰنِنَا ٱلَّذِينَ سَبَقُونَا بِٱلْإِيمَٰنِ وَلَا تَجْعَلْ فِى قُلُوبِنَا غِلًّۭا لِّلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ رَبَّنَآ إِنَّكَ رَءُوفٌۭ رَّحِيمٌ

«E coloro che sono venuti dopo di loro dicono: «Signore nostro, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduti nella fede e non porre nei nostri cuori rancore verso coloro che credono. Signore nostro, in verità Tu sei Benevolo, Misericordioso».»

Corano 59:11

۞ أَلَمْ تَرَ إِلَى ٱلَّذِينَ نَافَقُوا۟ يَقُولُونَ لِإِخْوَٰنِهِمُ ٱلَّذِينَ كَفَرُوا۟ مِنْ أَهْلِ ٱلْكِتَٰبِ لَئِنْ أُخْرِجْتُمْ لَنَخْرُجَنَّ مَعَكُمْ وَلَا نُطِيعُ فِيكُمْ أَحَدًا أَبَدًۭا وَإِن قُوتِلْتُمْ لَنَنصُرَنَّكُمْ وَٱللَّهُ يَشْهَدُ إِنَّهُمْ لَكَٰذِبُونَ

«Non hai visto gli ipocriti? Dicono ai loro fratelli fra la gente della Scrittura che non credono: «Se sarete espulsi, usciremo certamente con voi e non obbediremo mai a nessuno contro di voi; e se sarete combattuti, vi soccorreremo certamente». Ma Dio testimonia che sono davvero bugiardi.[10]»

Come abbiamo tradotto

Gli ipocriti promettono ai loro “fratelli” fra la gente della Scrittura di uscire con loro se espulsi e di soccorrerli se combattuti; Dio li definisce bugiardi.

Corano 59:12

لَئِنْ أُخْرِجُوا۟ لَا يَخْرُجُونَ مَعَهُمْ وَلَئِن قُوتِلُوا۟ لَا يَنصُرُونَهُمْ وَلَئِن نَّصَرُوهُمْ لَيُوَلُّنَّ ٱلْأَدْبَٰرَ ثُمَّ لَا يُنصَرُونَ

«Se saranno espulsi, non usciranno con loro; e se saranno combattuti, non li soccorreranno. E anche se li soccorressero, volterebbero certamente le spalle; poi non sarebbero soccorsi.»

Corano 59:13

لَأَنتُمْ أَشَدُّ رَهْبَةًۭ فِى صُدُورِهِم مِّنَ ٱللَّهِ ۚ ذَٰلِكَ بِأَنَّهُمْ قَوْمٌۭ لَّا يَفْقَهُونَ

«In verità, nei loro petti il timore di voi è più intenso di quello di Dio. Ciò perché sono gente che non comprende.[11]»

Come abbiamo tradotto

La-antum ashaddu rahbatan fī ṣudūrihim mina Allāh pone un confronto diretto: nei loro petti il timore dei credenti è più intenso di quello di Dio. Manteniamo il confronto.

Corano 59:14

لَا يُقَٰتِلُونَكُمْ جَمِيعًا إِلَّا فِى قُرًۭى مُّحَصَّنَةٍ أَوْ مِن وَرَآءِ جُدُرٍۭ ۚ بَأْسُهُم بَيْنَهُمْ شَدِيدٌۭ ۚ تَحْسَبُهُمْ جَمِيعًۭا وَقُلُوبُهُمْ شَتَّىٰ ۚ ذَٰلِكَ بِأَنَّهُمْ قَوْمٌۭ لَّا يَعْقِلُونَ

«Non vi combatteranno tutti insieme se non in città fortificate o da dietro mura. La loro violenza fra loro è intensa. Li credi uniti, ma i loro cuori sono divisi. Ciò perché sono gente che non ragiona.[12]»

Come abbiamo tradotto

Baʾsuhum baynahum shadīd contiene baʾs, “forza/violenza”. Rendiamo “la loro violenza fra loro è intensa”, evitando di attenuarlo a semplice ostilità.

Corano 59:15

كَمَثَلِ ٱلَّذِينَ مِن قَبْلِهِمْ قَرِيبًۭا ۖ ذَاقُوا۟ وَبَالَ أَمْرِهِمْ وَلَهُمْ عَذَابٌ أَلِيمٌۭ

«Sono come coloro che li precedettero di poco: hanno gustato la conseguenza della loro condotta e per loro vi è un castigo doloroso.[13]»

Come abbiamo tradotto

“Coloro che li precedettero di poco” non sono nominati nel versetto; l’identificazione storica resta fuori dalla traduzione.

Corano 59:16

كَمَثَلِ ٱلشَّيْطَٰنِ إِذْ قَالَ لِلْإِنسَٰنِ ٱكْفُرْ فَلَمَّا كَفَرَ قَالَ إِنِّى بَرِىٓءٌۭ مِّنكَ إِنِّىٓ أَخَافُ ٱللَّهَ رَبَّ ٱلْعَٰلَمِينَ

«Come Satana quando dice all’uomo: «Non credere!». Poi, quando egli non crede, dice: «In verità io mi dissocio da te; in verità temo Dio, Signore dei mondi».[14]»

Come abbiamo tradotto

La similitudine di Satana contiene l’imperativo “Non credere!” e poi la dissociazione: “temo Dio”. Manteniamo il contrasto del discorso diretto.

Corano 59:17

فَكَانَ عَٰقِبَتَهُمَآ أَنَّهُمَا فِى ٱلنَّارِ خَٰلِدَيْنِ فِيهَا ۚ وَذَٰلِكَ جَزَٰٓؤُا۟ ٱلظَّٰلِمِينَ

«La fine di entrambi sarà dunque il Fuoco, dove rimarranno in perpetuo. Questa è la ricompensa degli ingiusti.»

Corano 59:18

يَٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ ٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ وَلْتَنظُرْ نَفْسٌۭ مَّا قَدَّمَتْ لِغَدٍۢ ۖ وَٱتَّقُوا۟ ٱللَّهَ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ خَبِيرٌۢ بِمَا تَعْمَلُونَ

«O voi che credete, temete Dio e ogni anima consideri ciò che ha preparato per domani. E temete Dio: in verità Dio è ben informato di ciò che fate.[15]»

Come abbiamo tradotto

Ogni anima è invitata a considerare ciò che ha “preparato per domani”, metafora escatologica mantenuta senza esplicitarne il referente nel testo.

Corano 59:19

وَلَا تَكُونُوا۟ كَٱلَّذِينَ نَسُوا۟ ٱللَّهَ فَأَنسَىٰهُمْ أَنفُسَهُمْ ۚ أُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْفَٰسِقُونَ

«E non siate come coloro che hanno dimenticato Dio, così Egli ha fatto loro dimenticare sé stessi. Quelli sono i ribelli.[16]»

Come abbiamo tradotto

Coloro che dimenticano Dio vengono descritti come persone a cui Dio “ha fatto dimenticare sé stessi”. Manteniamo Dio come soggetto causativo.

Corano 59:20

لَا يَسْتَوِىٓ أَصْحَٰبُ ٱلنَّارِ وَأَصْحَٰبُ ٱلْجَنَّةِ ۚ أَصْحَٰبُ ٱلْجَنَّةِ هُمُ ٱلْفَآئِزُونَ

«Non sono uguali i compagni del Fuoco e i compagni del Giardino. I compagni del Giardino sono coloro che conseguono il successo.»

Corano 59:21

لَوْ أَنزَلْنَا هَٰذَا ٱلْقُرْءَانَ عَلَىٰ جَبَلٍۢ لَّرَأَيْتَهُۥ خَٰشِعًۭا مُّتَصَدِّعًۭا مِّنْ خَشْيَةِ ٱللَّهِ ۚ وَتِلْكَ ٱلْأَمْثَٰلُ نَضْرِبُهَا لِلنَّاسِ لَعَلَّهُمْ يَتَفَكَّرُونَ

«Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l’avresti vista umiliarsi e spaccarsi per timore di Dio. Questi esempi li proponiamo agli uomini affinché riflettano.[17]»

Come abbiamo tradotto

Se il Corano fosse fatto scendere su una montagna, essa si umilierebbe e si spaccherebbe per timore di Dio. Manteniamo la similitudine fisica.

Corano 59:22

هُوَ ٱللَّهُ ٱلَّذِى لَآ إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ ۖ عَٰلِمُ ٱلْغَيْبِ وَٱلشَّهَٰدَةِ ۖ هُوَ ٱلرَّحْمَٰنُ ٱلرَّحِيمُ

«Egli è Dio: non vi è divinità se non Lui, Colui che conosce l’invisibile e il visibile. Egli è il Compassionevole, il Misericordioso.»

Corano 59:23

هُوَ ٱللَّهُ ٱلَّذِى لَآ إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ ٱلْمَلِكُ ٱلْقُدُّوسُ ٱلسَّلَٰمُ ٱلْمُؤْمِنُ ٱلْمُهَيْمِنُ ٱلْعَزِيزُ ٱلْجَبَّارُ ٱلْمُتَكَبِّرُ ۚ سُبْحَٰنَ ٱللَّهِ عَمَّا يُشْرِكُونَ

«Egli è Dio: non vi è divinità se non Lui, il Re, il Santo, la Pace, il Datore di sicurezza, il Custode, il Potente, il Dominatore, il Supremo. Gloria a Dio, al di sopra di ciò che Gli associano.[18]»

Come abbiamo tradotto

Fra i nomi divini, al-Jabbār è reso “il Dominatore” e al-Mutakabbir “il Supremo”. Questa seconda resa evita il valore moralmente negativo che “superbo” ha normalmente in italiano, pur conservando l’idea di suprema grandezza.

Corano 59:24

هُوَ ٱللَّهُ ٱلْخَٰلِقُ ٱلْبَارِئُ ٱلْمُصَوِّرُ ۖ لَهُ ٱلْأَسْمَآءُ ٱلْحُسْنَىٰ ۚ يُسَبِّحُ لَهُۥ مَا فِى ٱلسَّمَٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ ۖ وَهُوَ ٱلْعَزِيزُ ٱلْحَكِيمُ

«Egli è Dio, il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma. A Lui appartengono i nomi più belli. Lo glorifica ciò che è nei cieli e sulla terra; ed Egli è il Potente, il Saggio.[19]»

Come abbiamo tradotto

Il versetto finale distingue al-Khāliq, al-Bāriʾ e al-Muṣawwir: “il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma”. Manteniamo distinti i tre attributi.

Note alla traduzione

  1. Corano 59:2. Li-awwali l-ḥashr è letteralmente “al primo raduno”. Manteniamo “primo raduno” nel versetto; l’identificazione storica dell’espulsione appartiene al contesto esegetico. ↩
  2. Corano 59:2. Il versetto attribuisce a Dio sia il “venire” contro di loro da dove non se l’aspettavano sia il gettare il terrore nei loro cuori; aggiunge che demolivano le proprie case con le loro mani e con le mani dei credenti. Manteniamo entrambe le causalità senza attenuarle. ↩
  3. Corano 59:3. Al-jalāʾ indica espulsione/esilio. Il versetto afferma che, senza questo decreto, Dio li avrebbe castigati già nella vita terrena. ↩
  4. Corano 59:5. Līnah indica qui una palma. Tagliarla o lasciarla ritta è detto avvenire “con il permesso di Dio” e con lo scopo di coprire di vergogna i ribelli. ↩
  5. Corano 59:6. Afāʾa è “restituì/concesse come fayʾ”. Il testo sottolinea che per questi beni non furono spronati né cavalli né cammelli e che Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole. ↩
  6. Corano 59:7. La distribuzione del fayʾ comprende Dio, il Messaggero, i parenti, gli orfani, i poveri e il viandante, con la motivazione che la ricchezza non circoli soltanto fra i ricchi. ↩
  7. Corano 59:7. “Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; ciò che vi proibisce, astenetevene” mantiene i due imperativi del testo nel contesto della distribuzione del fayʾ. ↩
  8. Corano 59:8. I poveri emigrati sono descritti come espulsi dalle loro case e dai loro beni mentre cercano grazia e compiacimento da Dio e sostengono Dio e il Messaggero. ↩
  9. Corano 59:9. Il versetto descrive chi preferisce gli emigrati a sé stesso anche nel bisogno. Shuḥḥ al-nafs è l’avarizia/cupidigia dell’anima; al-mufliḥūn sono “coloro che hanno successo”. ↩
  10. Corano 59:11. Gli ipocriti promettono ai loro “fratelli” fra la gente della Scrittura di uscire con loro se espulsi e di soccorrerli se combattuti; Dio li definisce bugiardi. ↩
  11. Corano 59:13. La-antum ashaddu rahbatan fī ṣudūrihim mina Allāh pone un confronto diretto: nei loro petti il timore dei credenti è più intenso di quello di Dio. Manteniamo il confronto. ↩
  12. Corano 59:14. Baʾsuhum baynahum shadīd contiene baʾs, “forza/violenza”. Rendiamo “la loro violenza fra loro è intensa”, evitando di attenuarlo a semplice ostilità. ↩
  13. Corano 59:15. “Coloro che li precedettero di poco” non sono nominati nel versetto; l’identificazione storica resta fuori dalla traduzione. ↩
  14. Corano 59:16. La similitudine di Satana contiene l’imperativo “Non credere!” e poi la dissociazione: “temo Dio”. Manteniamo il contrasto del discorso diretto. ↩
  15. Corano 59:18. Ogni anima è invitata a considerare ciò che ha “preparato per domani”, metafora escatologica mantenuta senza esplicitarne il referente nel testo. ↩
  16. Corano 59:19. Coloro che dimenticano Dio vengono descritti come persone a cui Dio “ha fatto dimenticare sé stessi”. Manteniamo Dio come soggetto causativo. ↩
  17. Corano 59:21. Se il Corano fosse fatto scendere su una montagna, essa si umilierebbe e si spaccherebbe per timore di Dio. Manteniamo la similitudine fisica. ↩
  18. Corano 59:23. Fra i nomi divini, al-Jabbār è reso “il Dominatore” e al-Mutakabbir “il Supremo”. Questa seconda resa evita il valore moralmente negativo che “superbo” ha normalmente in italiano, pur conservando l’idea di suprema grandezza. ↩
  19. Corano 59:24. Il versetto finale distingue al-Khāliq, al-Bāriʾ e al-Muṣawwir: “il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma”. Manteniamo distinti i tre attributi. ↩

Analisi e commento critico

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