La Sura 59 al-Ḥashr, “L’esilio”, è una sura medinese di 24 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 59:1
«Ha glorificato Dio ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra; ed Egli è il Potente, il Saggio.»
Corano 59:2
«Egli è Colui che ha fatto uscire dalle loro dimore, al primo raduno, coloro della gente della Scrittura che non credevano.[1] Non pensavate che sarebbero usciti, ed essi pensavano che le loro fortezze li avrebbero protetti da Dio. Ma Dio venne loro da dove non se l’aspettavano e gettò il terrore nei loro cuori; demolivano le loro case con le proprie mani e con le mani dei credenti.[2] Traetene dunque lezione, o voi che avete occhi.»
Come abbiamo tradotto
Li-awwali l-ḥashr è letteralmente “al primo raduno”. Manteniamo “primo raduno” nel versetto; l’identificazione storica dell’espulsione appartiene al contesto esegetico.
Il versetto attribuisce a Dio sia il “venire” contro di loro da dove non se l’aspettavano sia il gettare il terrore nei loro cuori; aggiunge che demolivano le proprie case con le loro mani e con le mani dei credenti. Manteniamo entrambe le causalità senza attenuarle.
Corano 59:3
«E se Dio non avesse decretato per loro l’esilio, li avrebbe certamente castigati in questa vita; e nell’altra vita avranno il castigo del Fuoco.[3]»
Come abbiamo tradotto
Al-jalāʾ indica espulsione/esilio. Il versetto afferma che, senza questo decreto, Dio li avrebbe castigati già nella vita terrena.
Corano 59:4
«Ciò perché si sono opposti a Dio e al Suo Messaggero. E chi si oppone a Dio, in verità Dio è severo nel castigo.»
Corano 59:5
«Qualunque palma abbiate tagliato o lasciato ritta sulle sue radici, ciò fu con il permesso di Dio e affinché Egli coprisse di vergogna i ribelli.[4]»
Come abbiamo tradotto
Līnah indica qui una palma. Tagliarla o lasciarla ritta è detto avvenire “con il permesso di Dio” e con lo scopo di coprire di vergogna i ribelli.
Corano 59:6
«E ciò che Dio ha restituito al Suo Messaggero da loro: non avete spronato per esso né cavalli né cammelli; ma Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole. E Dio è potente su ogni cosa.[5]»
Come abbiamo tradotto
Afāʾa è “restituì/concesse come fayʾ”. Il testo sottolinea che per questi beni non furono spronati né cavalli né cammelli e che Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole.
Corano 59:7
«Ciò che Dio ha restituito al Suo Messaggero dagli abitanti delle città appartiene a Dio, al Messaggero, ai parenti, agli orfani, ai poveri e al viandante, affinché non circoli soltanto fra i ricchi di voi.[6] Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; e ciò che vi proibisce, astenetevene. Temete Dio: in verità Dio è severo nel castigo.[7]»
Come abbiamo tradotto
La distribuzione del fayʾ comprende Dio, il Messaggero, i parenti, gli orfani, i poveri e il viandante, con la motivazione che la ricchezza non circoli soltanto fra i ricchi.
“Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; ciò che vi proibisce, astenetevene” mantiene i due imperativi del testo nel contesto della distribuzione del fayʾ.
Corano 59:8
«[È anche] per i poveri emigrati che sono stati espulsi dalle loro case e dai loro beni, mentre cercavano grazia da Dio e compiacimento e sostenevano Dio e il Suo Messaggero. Quelli sono i veritieri.[8]»
Come abbiamo tradotto
I poveri emigrati sono descritti come espulsi dalle loro case e dai loro beni mentre cercano grazia e compiacimento da Dio e sostengono Dio e il Messaggero.
Corano 59:9
«E coloro che si erano stabiliti nella Dimora e nella fede prima di loro amano chi emigra verso di loro e non trovano nei loro petti alcun bisogno per ciò che è stato dato a questi; e li preferiscono a sé stessi anche se si trovano nel bisogno.[9] E coloro che sono preservati dall’avarizia della propria anima, quelli sono coloro che hanno successo.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto descrive chi preferisce gli emigrati a sé stesso anche nel bisogno. Shuḥḥ al-nafs è l’avarizia/cupidigia dell’anima; al-mufliḥūn sono “coloro che hanno successo”.
Corano 59:10
«E coloro che sono venuti dopo di loro dicono: «Signore nostro, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduti nella fede e non porre nei nostri cuori rancore verso coloro che credono. Signore nostro, in verità Tu sei Benevolo, Misericordioso».»
Corano 59:11
«Non hai visto gli ipocriti? Dicono ai loro fratelli fra la gente della Scrittura che non credono: «Se sarete espulsi, usciremo certamente con voi e non obbediremo mai a nessuno contro di voi; e se sarete combattuti, vi soccorreremo certamente». Ma Dio testimonia che sono davvero bugiardi.[10]»
Come abbiamo tradotto
Gli ipocriti promettono ai loro “fratelli” fra la gente della Scrittura di uscire con loro se espulsi e di soccorrerli se combattuti; Dio li definisce bugiardi.
Corano 59:12
«Se saranno espulsi, non usciranno con loro; e se saranno combattuti, non li soccorreranno. E anche se li soccorressero, volterebbero certamente le spalle; poi non sarebbero soccorsi.»
Corano 59:13
«In verità, nei loro petti il timore di voi è più intenso di quello di Dio. Ciò perché sono gente che non comprende.[11]»
Come abbiamo tradotto
La-antum ashaddu rahbatan fī ṣudūrihim mina Allāh pone un confronto diretto: nei loro petti il timore dei credenti è più intenso di quello di Dio. Manteniamo il confronto.
Corano 59:14
«Non vi combatteranno tutti insieme se non in città fortificate o da dietro mura. La loro violenza fra loro è intensa. Li credi uniti, ma i loro cuori sono divisi. Ciò perché sono gente che non ragiona.[12]»
Come abbiamo tradotto
Baʾsuhum baynahum shadīd contiene baʾs, “forza/violenza”. Rendiamo “la loro violenza fra loro è intensa”, evitando di attenuarlo a semplice ostilità.
Corano 59:15
«Sono come coloro che li precedettero di poco: hanno gustato la conseguenza della loro condotta e per loro vi è un castigo doloroso.[13]»
Come abbiamo tradotto
“Coloro che li precedettero di poco” non sono nominati nel versetto; l’identificazione storica resta fuori dalla traduzione.
Corano 59:16
«Come Satana quando dice all’uomo: «Non credere!». Poi, quando egli non crede, dice: «In verità io mi dissocio da te; in verità temo Dio, Signore dei mondi».[14]»
Come abbiamo tradotto
La similitudine di Satana contiene l’imperativo “Non credere!” e poi la dissociazione: “temo Dio”. Manteniamo il contrasto del discorso diretto.
Corano 59:17
«La fine di entrambi sarà dunque il Fuoco, dove rimarranno in perpetuo. Questa è la ricompensa degli ingiusti.»
Corano 59:18
«O voi che credete, temete Dio e ogni anima consideri ciò che ha preparato per domani. E temete Dio: in verità Dio è ben informato di ciò che fate.[15]»
Come abbiamo tradotto
Ogni anima è invitata a considerare ciò che ha “preparato per domani”, metafora escatologica mantenuta senza esplicitarne il referente nel testo.
Corano 59:19
«E non siate come coloro che hanno dimenticato Dio, così Egli ha fatto loro dimenticare sé stessi. Quelli sono i ribelli.[16]»
Come abbiamo tradotto
Coloro che dimenticano Dio vengono descritti come persone a cui Dio “ha fatto dimenticare sé stessi”. Manteniamo Dio come soggetto causativo.
Corano 59:20
«Non sono uguali i compagni del Fuoco e i compagni del Giardino. I compagni del Giardino sono coloro che conseguono il successo.»
Corano 59:21
«Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l’avresti vista umiliarsi e spaccarsi per timore di Dio. Questi esempi li proponiamo agli uomini affinché riflettano.[17]»
Come abbiamo tradotto
Se il Corano fosse fatto scendere su una montagna, essa si umilierebbe e si spaccherebbe per timore di Dio. Manteniamo la similitudine fisica.
Corano 59:22
«Egli è Dio: non vi è divinità se non Lui, Colui che conosce l’invisibile e il visibile. Egli è il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 59:23
«Egli è Dio: non vi è divinità se non Lui, il Re, il Santo, la Pace, il Datore di sicurezza, il Custode, il Potente, il Dominatore, il Supremo. Gloria a Dio, al di sopra di ciò che Gli associano.[18]»
Come abbiamo tradotto
Fra i nomi divini, al-Jabbār è reso “il Dominatore” e al-Mutakabbir “il Supremo”. Questa seconda resa evita il valore moralmente negativo che “superbo” ha normalmente in italiano, pur conservando l’idea di suprema grandezza.
Corano 59:24
«Egli è Dio, il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma. A Lui appartengono i nomi più belli. Lo glorifica ciò che è nei cieli e sulla terra; ed Egli è il Potente, il Saggio.[19]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto finale distingue al-Khāliq, al-Bāriʾ e al-Muṣawwir: “il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma”. Manteniamo distinti i tre attributi.
Note alla traduzione
- Corano 59:2. Li-awwali l-ḥashr è letteralmente “al primo raduno”. Manteniamo “primo raduno” nel versetto; l’identificazione storica dell’espulsione appartiene al contesto esegetico. ↩
- Corano 59:2. Il versetto attribuisce a Dio sia il “venire” contro di loro da dove non se l’aspettavano sia il gettare il terrore nei loro cuori; aggiunge che demolivano le proprie case con le loro mani e con le mani dei credenti. Manteniamo entrambe le causalità senza attenuarle. ↩
- Corano 59:3. Al-jalāʾ indica espulsione/esilio. Il versetto afferma che, senza questo decreto, Dio li avrebbe castigati già nella vita terrena. ↩
- Corano 59:5. Līnah indica qui una palma. Tagliarla o lasciarla ritta è detto avvenire “con il permesso di Dio” e con lo scopo di coprire di vergogna i ribelli. ↩
- Corano 59:6. Afāʾa è “restituì/concesse come fayʾ”. Il testo sottolinea che per questi beni non furono spronati né cavalli né cammelli e che Dio dà ai Suoi messaggeri autorità su chi vuole. ↩
- Corano 59:7. La distribuzione del fayʾ comprende Dio, il Messaggero, i parenti, gli orfani, i poveri e il viandante, con la motivazione che la ricchezza non circoli soltanto fra i ricchi. ↩
- Corano 59:7. “Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo; ciò che vi proibisce, astenetevene” mantiene i due imperativi del testo nel contesto della distribuzione del fayʾ. ↩
- Corano 59:8. I poveri emigrati sono descritti come espulsi dalle loro case e dai loro beni mentre cercano grazia e compiacimento da Dio e sostengono Dio e il Messaggero. ↩
- Corano 59:9. Il versetto descrive chi preferisce gli emigrati a sé stesso anche nel bisogno. Shuḥḥ al-nafs è l’avarizia/cupidigia dell’anima; al-mufliḥūn sono “coloro che hanno successo”. ↩
- Corano 59:11. Gli ipocriti promettono ai loro “fratelli” fra la gente della Scrittura di uscire con loro se espulsi e di soccorrerli se combattuti; Dio li definisce bugiardi. ↩
- Corano 59:13. La-antum ashaddu rahbatan fī ṣudūrihim mina Allāh pone un confronto diretto: nei loro petti il timore dei credenti è più intenso di quello di Dio. Manteniamo il confronto. ↩
- Corano 59:14. Baʾsuhum baynahum shadīd contiene baʾs, “forza/violenza”. Rendiamo “la loro violenza fra loro è intensa”, evitando di attenuarlo a semplice ostilità. ↩
- Corano 59:15. “Coloro che li precedettero di poco” non sono nominati nel versetto; l’identificazione storica resta fuori dalla traduzione. ↩
- Corano 59:16. La similitudine di Satana contiene l’imperativo “Non credere!” e poi la dissociazione: “temo Dio”. Manteniamo il contrasto del discorso diretto. ↩
- Corano 59:18. Ogni anima è invitata a considerare ciò che ha “preparato per domani”, metafora escatologica mantenuta senza esplicitarne il referente nel testo. ↩
- Corano 59:19. Coloro che dimenticano Dio vengono descritti come persone a cui Dio “ha fatto dimenticare sé stessi”. Manteniamo Dio come soggetto causativo. ↩
- Corano 59:21. Se il Corano fosse fatto scendere su una montagna, essa si umilierebbe e si spaccherebbe per timore di Dio. Manteniamo la similitudine fisica. ↩
- Corano 59:23. Fra i nomi divini, al-Jabbār è reso “il Dominatore” e al-Mutakabbir “il Supremo”. Questa seconda resa evita il valore moralmente negativo che “superbo” ha normalmente in italiano, pur conservando l’idea di suprema grandezza. ↩
- Corano 59:24. Il versetto finale distingue al-Khāliq, al-Bāriʾ e al-Muṣawwir: “il Creatore, Colui che dà origine, Colui che dà forma”. Manteniamo distinti i tre attributi. ↩









