Leccababbucce: gli utili idioti dell’Islam
Direttamente dal dizionario della lingua italiana di ISLAMICAMENTANDO, apriamo questo post con un neologismo che abbiamo l’orgoglio di presentare: il Leccababbucce.

Etimologia: Deriv. da Leccare (v. tr. Far scorrere la lingua sopra qualche cosa, o per inumidirla o per assorbire ciò che vi è sopra o per altro motivo) e Babbuccia (s. f. Calzatura tradizionale dei turchi e di altri popoli orientali, di pelle o di stoffa, con la punta rialzata).
- Detto di persona (m. o f.) che assume incondizionatamente un atteggiamento di benevola apertura, comprensione e tolleranza per tutte le posizioni del popolo musulmano.
- Detto anche di persona (m. o f.) che ha la tendenza a sottomettersi in modo meschino alla politica filo-islamica, per timore o per opportunismo, soffocando la propria personalità e quella di un intero paese.
- Detto di persona (m. o f.) incapace di andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello.
- Atteggiamento di persona (m. o f.) che crea una specie di scudo contro qualsiasi pensiero ragionevole, contro qualsiasi riflessione in grado di andare oltre il raglio del political-islamic-correct e la superficialità del commento.

Con la lingua ben umettata e la schiena piegata ad angolo retto, il Leccababbucce lucida quotidianamente le babbucce dell’Islam. Mentre quest’ultimo avanza con demografia aggressiva, vittimismo strategico e una dottrina che non conosce reciprocità, lui è lì a giustificare, a minimizzare, a condannare chi osa difendere la propria civiltà.
Il Leccababbucce è un capolavoro di incoerenza: si sente moralmente superiore mentre si inginocchia, crede di essere coraggioso mentre trema, si definisce “aperto” mentre chiude gli occhi davanti alla realtà.
Sono gli utili idioti perfetti dell’Islam. Quelli che si sentono eroi mentre consegnano le chiavi della propria civiltà.
Il Leccababbucce… Ne sentirete parlare. Anzi, li vedrete ovunque: in televisione, sui giornali, nei talk show, nelle università e persino in Parlamento.
E quando ne incontrate uno, chiamatelo con il suo nome.
