La Sura 30 ar-Rūm, “I Romani”, è una sura meccana di 60 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 30:1
«Alif-Lām-Mīm.[1]»
Come abbiamo tradotto
Le lettere isolate Alif-Lām-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato.
Corano 30:2
«I Romani sono stati sconfitti,[2]»
Come abbiamo tradotto
Al-Rūm indica i Romani, cioè nel contesto storico l’Impero romano d’Oriente. Nel testo traduciamo il termine direttamente come “i Romani”, lasciando “Bizantini” come denominazione storiografica.
Corano 30:3
«nella terra più vicina; ma essi, dopo la loro sconfitta, vinceranno,»
Corano 30:4
«fra alcuni anni.[3] A Dio appartiene il comando prima e dopo. E in quel giorno i credenti gioiranno,»
Come abbiamo tradotto
Biḍʿ sinīn indica un numero limitato di anni, tradizionalmente inteso nell’intervallo di pochi anni. Rendiamo “fra alcuni anni” senza imporre nel versetto una cifra non espressa.
Corano 30:5
«per la vittoria di Dio. Egli dà vittoria a chi vuole, ed Egli è il Potente, il Misericordioso.[4]»
Come abbiamo tradotto
Bi-naṣr Allāh è la vittoria/soccorso di Dio; il seguito afferma che Egli dà vittoria a chi vuole. Manteniamo Dio come soggetto dell’esito.
Corano 30:6
«Promessa di Dio. Dio non manca alla Sua promessa, ma la maggior parte degli uomini non sa.»
Corano 30:7
«Conoscono un aspetto esteriore della vita terrena, mentre dell’Altra vita sono incuranti.[5]»
Come abbiamo tradotto
Ẓāhiran mina l-ḥayāti l-dunyā è un aspetto esteriore/apparente della vita terrena. Conserviamo il contrasto con la loro incuranza dell’Altra vita.
Corano 30:8
«Non hanno riflettuto in se stessi? Dio non ha creato i cieli, la terra e ciò che è fra essi se non secondo verità e per un termine stabilito. E in verità molti uomini non credono nell’incontro con il loro Signore.»
Corano 30:9
«Non hanno percorso la terra e osservato quale fu la fine di quelli prima di loro? Erano più forti di loro, dissodarono la terra e la popolarono più di quanto essi l’abbiano popolata; e i loro messaggeri giunsero loro con le prove evidenti. Dio non fece loro torto, ma furono essi a fare torto a se stessi.»
Corano 30:10
«Poi l’esito di coloro che commisero il male fu il peggiore, perché smentirono i segni di Dio e li schernivano.[6]»
Come abbiamo tradotto
Al-sūʾā è il peggiore esito/la conseguenza cattiva. Il versetto collega tale esito al fatto di aver smentito e schernito i segni di Dio.
Corano 30:11
«Dio dà inizio alla creazione, poi la ripete; poi a Lui sarete ricondotti.»
Corano 30:12
«E il Giorno in cui sorgerà l’Ora, i criminali saranno disperati.»
Corano 30:13
«E non avranno intercessori fra i loro associati, e rinnegheranno i loro associati.»
Corano 30:14
«E il Giorno in cui sorgerà l’Ora, quel Giorno saranno separati.»
Corano 30:15
«Quanto a coloro che credettero e compirono opere giuste, saranno deliziati in un giardino.»
Corano 30:16
«Quanto a coloro che non credettero e smentirono i Nostri segni e l’incontro dell’Altra vita, costoro saranno condotti al castigo.»
Corano 30:17
«Gloria dunque a Dio quando giungete alla sera e quando giungete al mattino,»
Corano 30:18
«e a Lui appartiene la lode nei cieli e sulla terra, alla sera e quando giungete al mezzogiorno.[7]»
Come abbiamo tradotto
I riferimenti a sera, mattino e mezzogiorno sono mantenuti come indicazioni temporali del testo. Non trasformiamo il versetto in una codificazione giuridica degli orari rituali.
Corano 30:19
«Fa uscire il vivo dal morto e fa uscire il morto dal vivo, e ridà vita alla terra dopo la sua morte. E così sarete fatti uscire.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto accosta l’uscita del vivo dal morto e del morto dal vivo alla terra riportata in vita, quindi alla futura uscita degli uomini. Manteniamo il parallelismo.
Corano 30:20
«E fra i Suoi segni vi è che vi ha creati dalla polvere; poi ecco che siete esseri umani che si diffondono.»
Corano 30:21
«E fra i Suoi segni vi è che ha creato per voi, da voi stessi, spose affinché troviate quiete presso di loro, e ha posto fra voi affetto e misericordia. In verità in ciò vi sono certamente segni per gente che riflette.[9]»
Come abbiamo tradotto
Mawadda e raḥma sono affetto/amore e misericordia. Il testo li presenta come posti da Dio fra gli sposi, senza ulteriori definizioni giuridiche.
Corano 30:22
«E fra i Suoi segni vi sono la creazione dei cieli e della terra e la diversità delle vostre lingue e dei vostri colori. In verità in ciò vi sono certamente segni per coloro che sanno.[10]»
Come abbiamo tradotto
La diversità delle lingue e dei colori è presentata come uno dei segni di Dio. Manteniamo entrambi i termini senza restringerne il significato.
Corano 30:23
«E fra i Suoi segni vi sono il vostro sonno di notte e di giorno e la vostra ricerca del Suo favore. In verità in ciò vi sono certamente segni per gente che ascolta.»
Corano 30:24
«E fra i Suoi segni vi è che vi mostra il lampo, suscitando timore e speranza, e fa scendere dal cielo acqua con la quale ridà vita alla terra dopo la sua morte. In verità in ciò vi sono certamente segni per gente che ragiona.»
Corano 30:25
«E fra i Suoi segni vi è che il cielo e la terra stanno saldi per Suo comando; poi, quando vi chiamerà con una sola chiamata dalla terra, ecco che uscirete.[11]»
Come abbiamo tradotto
Il cielo e la terra “stanno saldi” per comando divino; poi una sola chiamata dalla terra precede l’uscita degli uomini. Non aggiungiamo dettagli escatologici esterni.
Corano 30:26
«E a Lui appartiene chiunque è nei cieli e sulla terra; tutti Gli sono devotamente obbedienti.»
Corano 30:27
«Ed Egli è Colui che dà inizio alla creazione, poi la ripete, e ciò è più facile per Lui.[12] A Lui appartiene l’attributo più alto nei cieli e sulla terra; ed Egli è il Potente, il Saggio.»
Come abbiamo tradotto
Wa-huwa ahwanu ʿalayhi dice che ripetere la creazione è “più facile per Lui”. Manteniamo il comparativo testuale; le spiegazioni teologiche restano separate.
Corano 30:28
«Vi propone un esempio tratto da voi stessi: avete forse, fra i vostri schiavi, soci in ciò che vi abbiamo provveduto, così da essere uguali in esso e da temerli come temete voi stessi? Così esponiamo in dettaglio i segni per gente che ragiona.[13]»
Come abbiamo tradotto
Mā malakat aymānukum è letteralmente “ciò che possiedono le vostre destre”. Nel paragone di 30:28, però, al-Ṭabarī identifica esplicitamente il referente con mamālīkukum e ʿabīdukum, i vostri schiavi: la domanda retorica è se li consideriate soci uguali nei vostri beni. Rendiamo quindi “fra i vostri schiavi”. Cfr. al-Ṭabarī, 30:28.
Corano 30:29
«No: coloro che hanno commesso ingiustizia seguono i propri desideri senza conoscenza. Chi dunque può guidare colui che Dio ha sviato? E non avranno soccorritori.[14]»
Come abbiamo tradotto
Man aḍalla Allāhu significa “colui che Dio ha sviato”. Manteniamo Dio come soggetto esplicito e non attenuiamo in “chi si è lasciato sviare”.
Corano 30:30
«Rivolgi dunque il tuo volto alla religione come ḥanīf,[15] secondo la disposizione originaria di Dio sulla quale Egli ha creato gli uomini. Non vi è cambiamento nella creazione di Dio. Questa è la religione retta, ma la maggior parte degli uomini non sa.»
Come abbiamo tradotto
Ḥanīfan indica l’orientarsi esclusivamente verso il monoteismo; lo conserviamo traslitterato. Fiṭrat Allāh è la disposizione/natura originaria attribuita da Dio alla creazione umana.
Corano 30:31
«Ritornando a Lui, temeteLo, compite la preghiera e non siate fra gli associatori,»
Corano 30:32
«fra coloro che hanno diviso la loro religione e sono diventati fazioni, ogni partito compiaciuto di ciò che possiede.[16]»
Come abbiamo tradotto
Il testo condanna la divisione della religione in fazioni, ciascuna compiaciuta di ciò che possiede. Manteniamo il plurale e la polemica senza identificare gruppi storici specifici.
Corano 30:33
«E quando un male tocca gli uomini, invocano il loro Signore tornando a Lui; poi, quando fa loro gustare da parte Sua una misericordia, ecco che un gruppo di loro associa altri al proprio Signore,»
Corano 30:34
«per rinnegare ciò che abbiamo dato loro. Godete dunque: presto saprete.»
Corano 30:35
«O abbiamo forse fatto scendere su di loro un’autorità che parla di ciò che Gli associavano?»
Corano 30:36
«E quando facciamo gustare agli uomini una misericordia, ne gioiscono; ma se li colpisce un male per ciò che le loro mani hanno anticipato, ecco che disperano.»
Corano 30:37
«Non hanno visto che Dio estende la provvidenza a chi vuole e la restringe? In verità in ciò vi sono certamente segni per un popolo che crede.[17]»
Come abbiamo tradotto
Dio “estende” la provvidenza a chi vuole e la “restringe”. Manteniamo entrambe le azioni divine esplicite.
Corano 30:38
«Da’ dunque al parente il suo diritto, e al povero e al viandante. Questo è migliore per coloro che desiderano il Volto di Dio; e costoro sono quelli che avranno successo.[18]»
Come abbiamo tradotto
Wajh Allāh è letteralmente “il Volto di Dio”. Manteniamo la formula invece di sostituirla nel testo con “compiacimento”, che è interpretazione.
Corano 30:39
«E ciò che date come ribā affinché aumenti nei beni degli uomini non aumenta presso Dio; ma ciò che date come zakāt desiderando il Volto di Dio, costoro sono quelli che moltiplicano.[19]»
Come abbiamo tradotto
Ribā qui è ciò che viene dato affinché aumenti nei beni degli uomini, contrapposto alla zakāt data cercando il Volto di Dio. Non importiamo automaticamente nel versetto l’intera disciplina giuridica successiva del ribā.
Corano 30:40
«Dio è Colui che vi ha creati, poi vi ha provveduto, poi vi farà morire, poi vi darà vita. Vi è forse fra i vostri associati qualcuno che faccia qualcosa di ciò? Gloria a Lui ed Egli è ben al di sopra di ciò che Gli associano.»
Corano 30:41
«La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare per ciò che hanno guadagnato le mani degli uomini, affinché Egli faccia loro gustare parte di ciò che hanno fatto, forse torneranno.[20]»
Come abbiamo tradotto
La “corruzione” (fasād) sulla terra e nel mare è collegata a ciò che hanno guadagnato le mani degli uomini. Non trasformiamo il versetto in una specifica lettura ecologica moderna.
Corano 30:42
«Di’: «Percorrete la terra e osservate quale fu la fine di quelli prima. La maggior parte di loro erano associatori».»
Corano 30:43
«Rivolgi dunque il tuo volto alla religione retta prima che venga da Dio un Giorno che non potrà essere respinto. Quel Giorno saranno divisi.»
Corano 30:44
«Chi non crede, la sua incredulità ricadrà su di lui; e chi compie un’opera giusta, costoro preparano per se stessi,»
Corano 30:45
«affinché Egli ricompensi, per il Suo favore, coloro che credono e compiono opere giuste. In verità Egli non ama i non credenti.[21]»
Come abbiamo tradotto
La frase finale è diretta: “Dio non ama i non credenti”. Manteniamo il soggetto e l’oggetto senza attenuazioni.
Corano 30:46
«E fra i Suoi segni vi è che invia i venti come annunciatori di lieta novella, affinché vi faccia gustare parte della Sua misericordia, le navi corrano per Suo comando e voi cerchiate parte del Suo favore, e affinché siate riconoscenti.»
Corano 30:47
«E certamente inviammo prima di te messaggeri ai loro popoli e giunsero loro con le prove evidenti. Allora Ci vendicammo di coloro che commisero crimini, ed era un dovere per Noi soccorrere i credenti.[22]»
Come abbiamo tradotto
Fantaqamnā significa che Dio prese vendetta/si vendicò di coloro che commisero crimini. Rendiamo “Ci vendicammo”, conservando la forza del verbo.
Corano 30:48
«Dio è Colui che invia i venti, che sollevano nuvole; poi le distende nel cielo come vuole e le rende frammenti, e vedi la pioggia uscire da esse. Quando la fa cadere su chi vuole fra i Suoi servi, ecco che gioiscono,»
Corano 30:49
«anche se prima che fosse fatta scendere su di loro, poco prima, erano certamente disperati.»
Corano 30:50
«Guarda dunque gli effetti della misericordia di Dio: come ridà vita alla terra dopo la sua morte. In verità Egli è certamente Colui che darà vita ai morti, ed Egli è potente su ogni cosa.»
Corano 30:51
«E se inviassimo un vento e vedessero la vegetazione ingiallita, dopo ciò continuerebbero certamente a non credere.»
Corano 30:52
«In verità tu non puoi far udire i morti, né puoi far udire il richiamo ai sordi quando voltano le spalle in fuga.[23]»
Come abbiamo tradotto
Il Profeta è detto incapace di far udire i morti e i sordi che voltano le spalle. Manteniamo l’immagine letterale senza sostituirla con una parafrasi spirituale.
Corano 30:53
«E tu non puoi guidare i ciechi fuori dal loro sviamento. Puoi far udire soltanto coloro che credono nei Nostri segni e dunque sono sottomessi.[24]»
Come abbiamo tradotto
Muslimūn è reso “sottomessi”, coerentemente con la scelta adottata nel progetto.
Corano 30:54
«Dio è Colui che vi ha creati da debolezza, poi dopo la debolezza ha posto forza, poi dopo la forza ha posto debolezza e capelli bianchi. Egli crea ciò che vuole, ed Egli è il Sapiente, il Potente.»
Corano 30:55
«E il Giorno in cui sorgerà l’Ora, i criminali giureranno di non essere rimasti se non un’ora. Così venivano sviati.»
Corano 30:56
«E coloro ai quali furono dati conoscenza e fede diranno: «Siete rimasti, secondo il Libro di Dio, fino al Giorno della Resurrezione. Questo è dunque il Giorno della Resurrezione, ma voi non sapevate».[25]»
Come abbiamo tradotto
I sapienti e credenti affermano che gli uomini sono rimasti, “secondo il Libro di Dio”, fino al Giorno della Resurrezione. Manteniamo la formulazione senza specificare quale “Libro” oltre il testo.
Corano 30:57
«Quel Giorno, a coloro che hanno commesso ingiustizia non gioveranno le loro scuse e non sarà loro chiesto di rendersi graditi.[26]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto afferma che le scuse degli ingiusti non gioveranno e che non sarà chiesto loro di rendersi graditi. Manteniamo entrambe le negazioni.
Corano 30:58
«E certamente abbiamo proposto agli uomini in questo Corano ogni genere di esempio. E se portassi loro un segno, coloro che non credono direbbero certamente: «Voi non siete altro che falsificatori».»
Corano 30:59
«Così Dio sigilla i cuori di coloro che non sanno.[27]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice esplicitamente che Dio “sigilla i cuori” di coloro che non sanno. Manteniamo Dio come soggetto dell’azione.
Corano 30:60
«Sii dunque paziente: in verità la promessa di Dio è verità. E non lasciare che coloro che non hanno certezza ti facciano vacillare.[28]»
Come abbiamo tradotto
Lā yastakhiffannaka deriva dalla radice della leggerezza, ma qui la costruzione è idiomatica: al-Ṭabarī, 30:60 la spiega come il tentativo di scuotere la fermezza e il giudizio del destinatario, mentre al-Qurṭubī, 30:60 la parafrasa come “non lasciare che ti facciano deviare dalla tua religione”. Rendiamo quindi “non lasciare che … ti facciano vacillare”, evitando il calco italiano innaturale “ti rendano leggero”.
Note alla traduzione
- Corano 30:1. Le lettere isolate Alif-Lām-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 30:2. Al-Rūm indica i Romani, cioè nel contesto storico l’Impero romano d’Oriente. Nel testo traduciamo il termine direttamente come “i Romani”, lasciando “Bizantini” come denominazione storiografica. ↩
- Corano 30:4. Biḍʿ sinīn indica un numero limitato di anni, tradizionalmente inteso nell’intervallo di pochi anni. Rendiamo “fra alcuni anni” senza imporre nel versetto una cifra non espressa. ↩
- Corano 30:5. Bi-naṣr Allāh è la vittoria/soccorso di Dio; il seguito afferma che Egli dà vittoria a chi vuole. Manteniamo Dio come soggetto dell’esito. ↩
- Corano 30:7. Ẓāhiran mina l-ḥayāti l-dunyā è un aspetto esteriore/apparente della vita terrena. Conserviamo il contrasto con la loro incuranza dell’Altra vita. ↩
- Corano 30:10. Al-sūʾā è il peggiore esito/la conseguenza cattiva. Il versetto collega tale esito al fatto di aver smentito e schernito i segni di Dio. ↩
- Corano 30:18. I riferimenti a sera, mattino e mezzogiorno sono mantenuti come indicazioni temporali del testo. Non trasformiamo il versetto in una codificazione giuridica degli orari rituali. ↩
- Corano 30:19. Il versetto accosta l’uscita del vivo dal morto e del morto dal vivo alla terra riportata in vita, quindi alla futura uscita degli uomini. Manteniamo il parallelismo. ↩
- Corano 30:21. Mawadda e raḥma sono affetto/amore e misericordia. Il testo li presenta come posti da Dio fra gli sposi, senza ulteriori definizioni giuridiche. ↩
- Corano 30:22. La diversità delle lingue e dei colori è presentata come uno dei segni di Dio. Manteniamo entrambi i termini senza restringerne il significato. ↩
- Corano 30:25. Il cielo e la terra “stanno saldi” per comando divino; poi una sola chiamata dalla terra precede l’uscita degli uomini. Non aggiungiamo dettagli escatologici esterni. ↩
- Corano 30:27. Wa-huwa ahwanu ʿalayhi dice che ripetere la creazione è “più facile per Lui”. Manteniamo il comparativo testuale; le spiegazioni teologiche restano separate. ↩
- Corano 30:28. Mā malakat aymānukum è letteralmente “ciò che possiedono le vostre destre”. Nel paragone di 30:28, però, al-Ṭabarī identifica esplicitamente il referente con mamālīkukum e ʿabīdukum, i vostri schiavi: la domanda retorica è se li consideriate soci uguali nei vostri beni. Rendiamo quindi “fra i vostri schiavi”. Cfr. al-Ṭabarī, 30:28. ↩
- Corano 30:29. Man aḍalla Allāhu significa “colui che Dio ha sviato”. Manteniamo Dio come soggetto esplicito e non attenuiamo in “chi si è lasciato sviare”. ↩
- Corano 30:30. Ḥanīfan indica l’orientarsi esclusivamente verso il monoteismo; lo conserviamo traslitterato. Fiṭrat Allāh è la disposizione/natura originaria attribuita da Dio alla creazione umana. ↩
- Corano 30:32. Il testo condanna la divisione della religione in fazioni, ciascuna compiaciuta di ciò che possiede. Manteniamo il plurale e la polemica senza identificare gruppi storici specifici. ↩
- Corano 30:37. Dio “estende” la provvidenza a chi vuole e la “restringe”. Manteniamo entrambe le azioni divine esplicite. ↩
- Corano 30:38. Wajh Allāh è letteralmente “il Volto di Dio”. Manteniamo la formula invece di sostituirla nel testo con “compiacimento”, che è interpretazione. ↩
- Corano 30:39. Ribā qui è ciò che viene dato affinché aumenti nei beni degli uomini, contrapposto alla zakāt data cercando il Volto di Dio. Non importiamo automaticamente nel versetto l’intera disciplina giuridica successiva del ribā. ↩
- Corano 30:41. La “corruzione” (fasād) sulla terra e nel mare è collegata a ciò che hanno guadagnato le mani degli uomini. Non trasformiamo il versetto in una specifica lettura ecologica moderna. ↩
- Corano 30:45. La frase finale è diretta: “Dio non ama i non credenti”. Manteniamo il soggetto e l’oggetto senza attenuazioni. ↩
- Corano 30:47. Fantaqamnā significa che Dio prese vendetta/si vendicò di coloro che commisero crimini. Rendiamo “Ci vendicammo”, conservando la forza del verbo. ↩
- Corano 30:52. Il Profeta è detto incapace di far udire i morti e i sordi che voltano le spalle. Manteniamo l’immagine letterale senza sostituirla con una parafrasi spirituale. ↩
- Corano 30:53. Muslimūn è reso “sottomessi”, coerentemente con la scelta adottata nel progetto. ↩
- Corano 30:56. I sapienti e credenti affermano che gli uomini sono rimasti, “secondo il Libro di Dio”, fino al Giorno della Resurrezione. Manteniamo la formulazione senza specificare quale “Libro” oltre il testo. ↩
- Corano 30:57. Il versetto afferma che le scuse degli ingiusti non gioveranno e che non sarà chiesto loro di rendersi graditi. Manteniamo entrambe le negazioni. ↩
- Corano 30:59. Il testo dice esplicitamente che Dio “sigilla i cuori” di coloro che non sanno. Manteniamo Dio come soggetto dell’azione. ↩
- Corano 30:60. Lā yastakhiffannaka deriva dalla radice della leggerezza, ma qui la costruzione è idiomatica: al-Ṭabarī, 30:60 la spiega come il tentativo di scuotere la fermezza e il giudizio del destinatario, mentre al-Qurṭubī, 30:60 la parafrasa come “non lasciare che ti facciano deviare dalla tua religione”. Rendiamo quindi “non lasciare che … ti facciano vacillare”, evitando il calco italiano innaturale “ti rendano leggero”. ↩









