La Sura 19 Maryam, “Maria”, è una sura meccana di 98 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 19:1
«Kāf, Hāʾ, Yāʾ, ʿAyn, Ṣād.[1]»
Come abbiamo tradotto
Le lettere isolate Kāf, Hāʾ, Yāʾ, ʿAyn, Ṣād sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato; le numerose spiegazioni appartengono alla tradizione esegetica.
Corano 19:2
«Ricordo della misericordia del tuo Signore verso il Suo servo Zaccaria,»
Corano 19:3
«quando invocò il suo Signore con un’invocazione sommessa.»
Corano 19:4
«Disse: “Signore mio, in verità le mie ossa si sono indebolite e il capo è divampato di canizie; e non sono mai stato, invocandoTi, Signore mio, infelice.»
Corano 19:5
«In verità temo i miei prossimi dopo di me, e mia moglie è sterile. Concedimi dunque da parte Tua un erede,[2]»
Come abbiamo tradotto
Al-mawālī può indicare parenti, prossimi o successori. Rendiamo “i miei prossimi” senza introdurre nel versetto un’interpretazione ereditaria più specifica di quanto dica il termine.
Corano 19:6
«che erediti da me ed erediti dalla famiglia di Giacobbe; e rendilo, Signore mio, gradito”.»
Corano 19:7
«“O Zaccaria, in verità ti annunciamo un ragazzo il cui nome sarà Giovanni; prima di lui non abbiamo dato a nessuno un omonimo”.[3]»
Come abbiamo tradotto
Samiyyan può indicare un omonimo, qualcuno con lo stesso nome, e in altri contesti un equivalente. Qui rendiamo “omonimo”, coerentemente con il riferimento immediato al nome Yaḥyā.
Corano 19:8
«Disse: “Signore mio, come potrò avere un ragazzo, mentre mia moglie è sterile e io ho raggiunto un’estrema vecchiaia?”.»
Corano 19:9
«Disse: “Così sarà. Il tuo Signore ha detto: ‘Ciò è facile per Me; e in precedenza ti ho creato quando non eri nulla’”.»
Corano 19:10
«Disse: “Signore mio, dammi un segno”. Disse: “Il tuo segno sarà che non parlerai alla gente per tre notti, pur essendo sano”.[4]»
Come abbiamo tradotto
Il segno è espresso come “tre notti” (thalātha layālin) pur essendo Zaccaria sawiyyan, sano/integrato. Manteniamo entrambe le indicazioni senza armonizzarle con formulazioni parallele esterne al versetto.
Corano 19:11
«Allora uscì dal santuario verso il suo popolo e fece loro segno di glorificare al mattino e alla sera.»
Corano 19:12
«“O Giovanni, afferra il Libro con forza”. E gli demmo il giudizio quando era ancora un ragazzo,»
Corano 19:13
«e tenerezza da parte Nostra e purezza; ed era timorato,»
Corano 19:14
«e devoto verso i suoi genitori; non era prepotente né disobbediente.»
Corano 19:15
«E pace su di lui il giorno in cui nacque, il giorno in cui morirà e il giorno in cui sarà risuscitato vivo.»
Corano 19:16
«E ricorda nel Libro Maria, quando si ritirò dalla sua famiglia in un luogo orientale.»
Corano 19:17
«E prese una cortina per separarsi da loro; allora le inviammo il Nostro Spirito, che le apparve come un uomo perfettamente formato.[5]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice “il Nostro Spirito” (rūḥanā). L’identificazione con Gabriele appartiene all’esegesi e non viene inserita nel corpo del versetto.
Corano 19:18
«Disse: “In verità mi rifugio nel Compassionevole da te, se sei timorato”.»
Corano 19:19
«Disse: “Io sono soltanto un messaggero del tuo Signore, per donarti un ragazzo puro”.[6]»
Come abbiamo tradotto
Li-ahaba laki nella lettura qui adottata esprime “affinché io ti doni”. Conserviamo la prima persona del messaggero, senza sostituirla con una parafrasi che cambi il soggetto grammaticale.
Corano 19:20
«Disse: “Come potrò avere un ragazzo, mentre nessun uomo ha avuto rapporti sessuali con me e non sono stata impudica[26]?”.»
Come abbiamo tradotto
Wa-lam yamsasnī bashar ripete l’eufemismo sessuale già presente in 3:47. Il seguito “e non sono stata impudica” rende il referente ancora più esplicito; al-Ṭabarī distingue infatti il rapporto lecito nel matrimonio dal rapporto illecito. Traduciamo quindi “nessun uomo ha avuto rapporti sessuali con me”. Cfr. al-Ṭabarī, 19:20.
Corano 19:21
«Disse: “Così sarà. Il tuo Signore ha detto: ‘Ciò è facile per Me; e faremo di lui un segno per gli uomini e una misericordia da parte Nostra’. Ed è una cosa decretata”.»
Corano 19:22
«Così lo concepì e si ritirò con lui in un luogo lontano.»
Corano 19:23
«Poi i dolori del parto la spinsero verso il tronco della palma. Disse: “Magari fossi morta prima di questo e fossi stata una cosa dimenticata, del tutto dimenticata!”.»
Corano 19:24
«Allora la chiamò da sotto di lei: “Non rattristarti. Il tuo Signore ha posto sotto di te un ruscello.[7]»
Come abbiamo tradotto
Fa-nādāhā min taḥtihā dice che “la chiamò da sotto di lei”. Il referente del soggetto e il valore di sariyyan sono stati discussi; nel versetto rendiamo quest’ultimo “ruscello” senza aggiungere l’identificazione del parlante.
Corano 19:25
«E scuoti verso di te il tronco della palma: farà cadere su di te datteri freschi e maturi.»
Corano 19:26
«Mangia dunque, bevi e rasserenati. Se poi vedrai qualcuno degli uomini, di’: ‘In verità ho fatto voto al Compassionevole di astenermi, e oggi non parlerò ad alcun essere umano’”.[8]»
Come abbiamo tradotto
Ṣawman significa qui un’astensione/voto che il versetto stesso esplicita con “oggi non parlerò ad alcun essere umano”. Rendiamo “astenermi” per non imporre il significato rituale successivo di digiuno alimentare.
Corano 19:27
«Poi venne dal suo popolo portandolo. Dissero: “O Maria, hai certamente fatto una cosa inaudita!»
Corano 19:28
«O sorella di Aronne, tuo padre non era un uomo malvagio né tua madre era impudica”.[9]»
Come abbiamo tradotto
Il testo chiama Maria “sorella di Aronne”. Non inseriamo nel versetto una spiegazione genealogica o onorifica; le diverse interpretazioni tradizionali restano separate dalla traduzione.
Corano 19:29
«Allora indicò lui. Dissero: “Come potremmo parlare con chi è nella culla, un bambino?”.»
Corano 19:30
«Disse: “In verità sono servo di Dio. Egli mi ha dato il Libro e mi ha reso profeta.[10]»
Come abbiamo tradotto
Il neonato Gesù parla usando forme compiute: “mi ha dato il Libro” e “mi ha reso profeta”. Manteniamo i tempi verbali del racconto invece di trasformarli in futuri.
Corano 19:31
«E mi ha reso benedetto ovunque io sia e mi ha prescritto la preghiera e la zakāt finché sarò vivo,»
Corano 19:32
«e devoto verso mia madre; e non mi ha reso prepotente né infelice.»
Corano 19:33
«E pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morirò e il giorno in cui sarò risuscitato vivo”.»
Corano 19:34
«Questo è Gesù, figlio di Maria: parola di verità, riguardo alla quale essi dubitano.[11]»
Come abbiamo tradotto
Qawla l-ḥaqq è costruzione densa, traducibile “parola di verità” o “la parola vera”. Rendiamo “parola di verità”, lasciando separata la questione della funzione sintattica.
Corano 19:35
«Non si addice a Dio prendere un figlio. Gloria a Lui! Quando decreta una cosa, le dice soltanto: “Sii!”, ed essa è.[12]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto nega esplicitamente che si addica a Dio “prendere un figlio” e segue con la formula creativa “Sii!”. La traduzione conserva entrambe le affermazioni senza attenuarle.
Corano 19:36
«E in verità Dio è il mio Signore e il vostro Signore: adorateLo. Questa è una via retta.»
Corano 19:37
«Ma le fazioni discordarono fra loro. Guai dunque a coloro che non credono per la scena di un Giorno tremendo!»
Corano 19:38
«Quanto chiaramente udranno e vedranno il Giorno in cui verranno a Noi! Ma oggi gli ingiusti sono in evidente smarrimento.»
Corano 19:39
«E ammoniscili del Giorno del Rimorso, quando la questione sarà decisa, mentre essi sono nella negligenza e non credono.»
Corano 19:40
«In verità siamo Noi a ereditare la terra e quanti sono su di essa, e a Noi saranno ricondotti.»
Corano 19:41
«E ricorda nel Libro Abramo. In verità era un veridico, un profeta.»
Corano 19:42
«Quando disse a suo padre: “Padre mio, perché adori ciò che non ode, non vede e non può esserti di alcuna utilità?»
Corano 19:43
«Padre mio, in verità mi è giunta una conoscenza che non è giunta a te; seguimi dunque e ti guiderò su una via diritta.»
Corano 19:44
«Padre mio, non adorare Satana. In verità Satana è stato disobbediente al Compassionevole.»
Corano 19:45
«Padre mio, in verità temo che ti tocchi un castigo dal Compassionevole e che tu divenga alleato di Satana”.»
Corano 19:46
«Disse: “Rifiuti forse i miei dèi, o Abramo? Se non desisti, ti lapiderò certamente. Allontanati da me per lungo tempo”.[13]»
Come abbiamo tradotto
La-arjumannaka deriva da rajama, “lapidare/scagliare pietre”. Rendiamo “ti lapiderò certamente”, mantenendo la minaccia nella sua forma diretta.
Corano 19:47
«Disse: “Pace su di te. Chiederò perdono per te al mio Signore; in verità Egli è benevolo verso di me.»
Corano 19:48
«E mi allontanerò da voi e da ciò che invocate all’infuori di Dio, e invocherò il mio Signore. Può darsi che, invocando il mio Signore, io non sia infelice”.»
Corano 19:49
«Quando poi si fu allontanato da loro e da ciò che adoravano all’infuori di Dio, gli donammo Isacco e Giacobbe, e facemmo ciascuno di loro profeta.»
Corano 19:50
«E concedemmo loro parte della Nostra misericordia e facemmo per loro un’alta fama di veridicità.[14]»
Come abbiamo tradotto
Lisāna ṣidqin ʿaliyyan è letteralmente una “lingua di veridicità elevata”, un’espressione idiomatica per una fama/menzione onorevole. Rendiamo “un’alta fama di veridicità”.
Corano 19:51
«E ricorda nel Libro Mosè. In verità era prescelto ed era un messaggero, un profeta.[15]»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura Ḥafṣ il termine è mukhlaṣan, “prescelto/purificato”, non “sincero” per iniziativa propria. Rendiamo quindi “prescelto”.
Corano 19:52
«E lo chiamammo dal lato destro del Monte e lo avvicinammo per un colloquio confidenziale.»
Corano 19:53
«E gli donammo, per Nostra misericordia, suo fratello Aronne come profeta.»
Corano 19:54
«E ricorda nel Libro Ismaele. In verità era fedele alla promessa ed era un messaggero, un profeta.»
Corano 19:55
«E ordinava alla sua famiglia la preghiera e la zakāt, ed era gradito presso il suo Signore.»
Corano 19:56
«E ricorda nel Libro Idrīs. In verità era un veridico, un profeta.»
Corano 19:57
«E lo elevammo a un luogo alto.»
Corano 19:58
«Questi sono coloro sui quali Dio ha elargito il Suo favore fra i profeti: della discendenza di Adamo, di coloro che portammo con Noè, della discendenza di Abramo e d’Israele, e di coloro che guidammo e scegliemmo. Quando venivano recitati loro i segni del Compassionevole, cadevano prostrati e piangenti.[16]»
Come abbiamo tradotto
Il segno di prosternazione presente nel muṣḥaf dopo il versetto indica una sajda di recitazione nella tradizione rituale; non è parte delle parole del versetto e non viene aggiunto alla traduzione.
Corano 19:59
«Poi vennero dopo di loro successori che trascurarono la preghiera e seguirono i desideri; incontreranno dunque la perdizione,[17]»
Come abbiamo tradotto
Ghayyan indica errore, perdizione o rovina. Rendiamo “perdizione”; l’identificazione esegetica con un luogo specifico dell’Inferno non viene inserita nel versetto.
Corano 19:60
«eccetto chi si pente, crede e compie opere giuste: costoro entreranno nel Giardino e non subiranno alcun torto.»
Corano 19:61
«Giardini di Eden che il Compassionevole ha promesso ai Suoi servi nell’invisibile. In verità la Sua promessa sarà compiuta.»
Corano 19:62
«Là non udranno alcun discorso vano, ma soltanto: “Pace”; e là avranno il loro sostentamento al mattino e alla sera.»
Corano 19:63
«Questo è il Giardino che faremo ereditare a chi, fra i Nostri servi, è timorato.»
Corano 19:64
«E noi non scendiamo se non per ordine del tuo Signore. A Lui appartiene ciò che è davanti a noi, ciò che è dietro di noi e ciò che è fra le due cose. E il tuo Signore non è dimentico.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il testo passa alla prima persona plurale: “noi non scendiamo se non per ordine del tuo Signore”. Non nomina esplicitamente Gabriele o gli angeli; tali identificazioni appartengono al contesto esegetico.
Corano 19:65
«Signore dei cieli, della terra e di ciò che è fra essi: adoraLo dunque e persevera nella Sua adorazione. Conosci forse qualcuno che Gli sia omonimo?[19]»
Come abbiamo tradotto
Samiyyan ricorre anche qui. Rendiamo “omonimo”, lasciando in nota che il termine può estendersi al senso di pari/equivalente, secondo l’interpretazione.
Corano 19:66
«E l’uomo dice: “Quando sarò morto, sarò davvero fatto uscire vivo?”.»
Corano 19:67
«L’uomo non ricorda forse che Noi lo creammo in precedenza, quando non era nulla?»
Corano 19:68
«Per il tuo Signore, certamente li raduneremo insieme ai diavoli; poi certamente li faremo comparire attorno all’Inferno, in ginocchio.»
Corano 19:69
«Poi certamente strapperemo da ogni gruppo coloro che furono più ostinati contro il Compassionevole.»
Corano 19:70
«Poi siamo Noi a conoscere meglio coloro che più meritano di bruciarvi.»
Corano 19:71
«E non vi è nessuno di voi che non vi giungerà. È, per il tuo Signore, un decreto inevitabile.[20]»
Come abbiamo tradotto
Wa-in minkum illā wāriduhā dice che non vi è nessuno “che non vi giunga”. Il verbo warada può essere inteso come giungere, presentarsi o entrare; rendiamo “vi giungerà” senza scegliere nel testo una delle letture escatologiche più specifiche.
Corano 19:72
«Poi salveremo coloro che furono timorati e lasceremo gli ingiusti là, in ginocchio.»
Corano 19:73
«E quando vengono recitati loro i Nostri segni chiari, coloro che non credono dicono a coloro che credono: “Quale dei due gruppi ha posizione migliore e assemblea più bella?”.»
Corano 19:74
«E quante generazioni abbiamo distrutto prima di loro, migliori per beni e apparenza!»
Corano 19:75
«Di’: “Chi si trova nello smarrimento, il Compassionevole gli prolunghi pure il termine, finché, quando vedranno ciò che è stato loro promesso — il castigo oppure l’Ora — sapranno chi si trova nella posizione peggiore e ha l’esercito più debole”.[21]»
Come abbiamo tradotto
La forma imperativa fal-yamdud lahu l-Raḥmānu maddan ha valore di minacciosa concessione: “il Compassionevole gli prolunghi pure il termine”. Evitiamo di trasformarla in una semplice descrizione neutra.
Corano 19:76
«E Dio accresce nella guida coloro che sono guidati; e le opere buone che rimangono sono migliori presso il tuo Signore quanto a ricompensa e migliori quanto a esito.»
Corano 19:77
«Hai visto colui che non ha creduto nei Nostri segni e ha detto: “Certamente mi saranno dati ricchezze e figli”?»
Corano 19:78
«Ha forse avuto accesso all’invisibile oppure ha preso presso il Compassionevole un patto?»
Corano 19:79
«No! Scriveremo ciò che dice e gli prolungheremo sempre più il castigo.»
Corano 19:80
«Ed erediteremo da lui ciò di cui parla, e verrà a Noi solo.»
Corano 19:81
«E hanno preso divinità all’infuori di Dio affinché fossero per loro fonte di potenza.»
Corano 19:82
«No! Esse rinnegheranno la loro adorazione e saranno contro di loro avversarie.»
Corano 19:83
«Non hai visto che abbiamo inviato i diavoli contro coloro che non credono, affinché li incitino con forza?[22]»
Come abbiamo tradotto
Il testo mantiene Dio come soggetto dell’invio: “abbiamo inviato i diavoli contro coloro che non credono”, i quali li incitano con forza. La traduzione non sposta l’azione su un soggetto impersonale.
Corano 19:84
«Non affrettarti dunque contro di loro: Noi teniamo per loro un conto preciso.»
Corano 19:85
«Il Giorno in cui raduneremo i timorati presso il Compassionevole come una delegazione,»
Corano 19:86
«e sospingeremo i colpevoli verso l’Inferno come un branco assetato,[23]»
Come abbiamo tradotto
Wirdan richiama un gruppo condotto all’abbeveratoio e può implicare sete. Rendiamo “come un branco assetato”, conservando l’immagine senza convertirla in una spiegazione esegetica.
Corano 19:87
«non disporranno dell’intercessione, eccetto chi avrà preso presso il Compassionevole un patto.»
Corano 19:88
«E dicono: “Il Compassionevole ha preso un figlio”.»
Corano 19:89
«Avete certamente proferito una cosa mostruosa.»
Corano 19:90
«Quasi i cieli si squarciano per essa, la terra si spacca e le montagne crollano in rovina,»
Corano 19:91
«perché hanno attribuito un figlio al Compassionevole.»
Corano 19:92
«E non si addice al Compassionevole prendere un figlio.»
Corano 19:93
«Non vi è nessuno nei cieli e sulla terra che non venga al Compassionevole come servo.»
Corano 19:94
«Egli li ha certamente enumerati e contati uno per uno.»
Corano 19:95
«E ciascuno di loro verrà a Lui, nel Giorno della Resurrezione, solo.»
Corano 19:96
«In verità, a coloro che credono e compiono opere giuste il Compassionevole porrà affetto.[24]»
Come abbiamo tradotto
Wuddan significa affetto/amore. Il testo dice che il Compassionevole “porrà per loro affetto”, senza specificare grammaticalmente “il Suo amore”; rendiamo quindi la formulazione più aderente.
Corano 19:97
«Lo abbiamo reso facile sulla tua lingua affinché, per mezzo di esso, tu annunci la buona novella ai timorati e ammonisca un popolo ostinatamente avverso.[25]»
Come abbiamo tradotto
Il pronome oggetto rinvia al messaggio/Corano dal contesto: “Lo abbiamo reso facile sulla tua lingua”. Non aggiungiamo “in arabo” nel versetto, perché tale esplicitazione non compare qui.
Corano 19:98
«E quante generazioni abbiamo distrutto prima di loro! Ne percepisci forse qualcuno o ne senti anche solo un sussurro?»
Note alla traduzione
- Corano 19:1. Le lettere isolate Kāf, Hāʾ, Yāʾ, ʿAyn, Ṣād sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato; le numerose spiegazioni appartengono alla tradizione esegetica. ↩
- Corano 19:5. Al-mawālī può indicare parenti, prossimi o successori. Rendiamo “i miei prossimi” senza introdurre nel versetto un’interpretazione ereditaria più specifica di quanto dica il termine. ↩
- Corano 19:7. Samiyyan può indicare un omonimo, qualcuno con lo stesso nome, e in altri contesti un equivalente. Qui rendiamo “omonimo”, coerentemente con il riferimento immediato al nome Yaḥyā. ↩
- Corano 19:10. Il segno è espresso come “tre notti” (thalātha layālin) pur essendo Zaccaria sawiyyan, sano/integrato. Manteniamo entrambe le indicazioni senza armonizzarle con formulazioni parallele esterne al versetto. ↩
- Corano 19:17. Il testo dice “il Nostro Spirito” (rūḥanā). L’identificazione con Gabriele appartiene all’esegesi e non viene inserita nel corpo del versetto. ↩
- Corano 19:19. Li-ahaba laki nella lettura qui adottata esprime “affinché io ti doni”. Conserviamo la prima persona del messaggero, senza sostituirla con una parafrasi che cambi il soggetto grammaticale. ↩
- Corano 19:24. Fa-nādāhā min taḥtihā dice che “la chiamò da sotto di lei”. Il referente del soggetto e il valore di sariyyan sono stati discussi; nel versetto rendiamo quest’ultimo “ruscello” senza aggiungere l’identificazione del parlante. ↩
- Corano 19:26. Ṣawman significa qui un’astensione/voto che il versetto stesso esplicita con “oggi non parlerò ad alcun essere umano”. Rendiamo “astenermi” per non imporre il significato rituale successivo di digiuno alimentare. ↩
- Corano 19:28. Il testo chiama Maria “sorella di Aronne”. Non inseriamo nel versetto una spiegazione genealogica o onorifica; le diverse interpretazioni tradizionali restano separate dalla traduzione. ↩
- Corano 19:30. Il neonato Gesù parla usando forme compiute: “mi ha dato il Libro” e “mi ha reso profeta”. Manteniamo i tempi verbali del racconto invece di trasformarli in futuri. ↩
- Corano 19:34. Qawla l-ḥaqq è costruzione densa, traducibile “parola di verità” o “la parola vera”. Rendiamo “parola di verità”, lasciando separata la questione della funzione sintattica. ↩
- Corano 19:35. Il versetto nega esplicitamente che si addica a Dio “prendere un figlio” e segue con la formula creativa “Sii!”. La traduzione conserva entrambe le affermazioni senza attenuarle. ↩
- Corano 19:46. La-arjumannaka deriva da rajama, “lapidare/scagliare pietre”. Rendiamo “ti lapiderò certamente”, mantenendo la minaccia nella sua forma diretta. ↩
- Corano 19:50. Lisāna ṣidqin ʿaliyyan è letteralmente una “lingua di veridicità elevata”, un’espressione idiomatica per una fama/menzione onorevole. Rendiamo “un’alta fama di veridicità”. ↩
- Corano 19:51. Nella lettura Ḥafṣ il termine è mukhlaṣan, “prescelto/purificato”, non “sincero” per iniziativa propria. Rendiamo quindi “prescelto”. ↩
- Corano 19:58. Il segno di prosternazione presente nel muṣḥaf dopo il versetto indica una sajda di recitazione nella tradizione rituale; non è parte delle parole del versetto e non viene aggiunto alla traduzione. ↩
- Corano 19:59. Ghayyan indica errore, perdizione o rovina. Rendiamo “perdizione”; l’identificazione esegetica con un luogo specifico dell’Inferno non viene inserita nel versetto. ↩
- Corano 19:64. Il testo passa alla prima persona plurale: “noi non scendiamo se non per ordine del tuo Signore”. Non nomina esplicitamente Gabriele o gli angeli; tali identificazioni appartengono al contesto esegetico. ↩
- Corano 19:65. Samiyyan ricorre anche qui. Rendiamo “omonimo”, lasciando in nota che il termine può estendersi al senso di pari/equivalente, secondo l’interpretazione. ↩
- Corano 19:71. Wa-in minkum illā wāriduhā dice che non vi è nessuno “che non vi giunga”. Il verbo warada può essere inteso come giungere, presentarsi o entrare; rendiamo “vi giungerà” senza scegliere nel testo una delle letture escatologiche più specifiche. ↩
- Corano 19:75. La forma imperativa fal-yamdud lahu l-Raḥmānu maddan ha valore di minacciosa concessione: “il Compassionevole gli prolunghi pure il termine”. Evitiamo di trasformarla in una semplice descrizione neutra. ↩
- Corano 19:83. Il testo mantiene Dio come soggetto dell’invio: “abbiamo inviato i diavoli contro coloro che non credono”, i quali li incitano con forza. La traduzione non sposta l’azione su un soggetto impersonale. ↩
- Corano 19:86. Wirdan richiama un gruppo condotto all’abbeveratoio e può implicare sete. Rendiamo “come un branco assetato”, conservando l’immagine senza convertirla in una spiegazione esegetica. ↩
- Corano 19:96. Wuddan significa affetto/amore. Il testo dice che il Compassionevole “porrà per loro affetto”, senza specificare grammaticalmente “il Suo amore”; rendiamo quindi la formulazione più aderente. ↩
- Corano 19:97. Il pronome oggetto rinvia al messaggio/Corano dal contesto: “Lo abbiamo reso facile sulla tua lingua”. Non aggiungiamo “in arabo” nel versetto, perché tale esplicitazione non compare qui. ↩
- Corano 19:20. Wa-lam yamsasnī bashar ripete l’eufemismo sessuale già presente in 3:47. Il seguito “e non sono stata impudica” rende il referente ancora più esplicito; al-Ṭabarī distingue infatti il rapporto lecito nel matrimonio dal rapporto illecito. Traduciamo quindi “nessun uomo ha avuto rapporti sessuali con me”. Cfr. al-Ṭabarī, 19:20. ↩









