La Sura 21 al-Anbiyāʾ, “I profeti”, è una sura meccana di 112 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 21:1
«Si è avvicinato per gli uomini il loro rendiconto, mentre essi, nella noncuranza, voltano le spalle.»
Corano 21:2
«Non giunge loro alcun nuovo Ricordo da parte del loro Signore senza che lo ascoltino mentre giocano,[1]»
Come abbiamo tradotto
Muḥdath significa “nuovo/rinnovato”. Manteniamo “nuovo Ricordo” senza trasformare l’aggettivo in una tesi teologica sulla natura del Corano.
Corano 21:3
«con i cuori distratti. E coloro che commettono ingiustizia tengono segreta la loro conversazione: “Costui non è forse altro che un essere umano come voi? Andrete dunque verso la magia mentre vedete?”.»
Corano 21:4
«Disse: “Il mio Signore conosce ogni parola nel cielo e sulla terra; Egli è Colui che ascolta, Colui che conosce”.»
Corano 21:5
«Anzi, dissero: “Confusi sogni; anzi, lo ha inventato; anzi, è un poeta. Ci porti dunque un segno come quelli con cui furono inviati i primi”.»
Corano 21:6
«Prima di loro nessuna città che distruggemmo credette. Crederanno dunque costoro?»
Corano 21:7
«E prima di te non inviammo se non uomini ai quali rivelavamo. Chiedete dunque alla gente del Ricordo, se non sapete.[2]»
Come abbiamo tradotto
Ahl al-dhikr è letteralmente “la gente del Ricordo”. L’identificazione con una specifica comunità appartiene all’esegesi.
Corano 21:8
«E non facemmo di loro corpi che non mangiassero cibo, né erano immortali.»
Corano 21:9
«Poi mantenemmo verso di loro la promessa: salvammo loro e chi volevamo, e distruggemmo gli eccessivi.»
Corano 21:10
«Certamente abbiamo fatto scendere a voi un Libro nel quale vi è il vostro Ricordo. Non comprendete dunque?»
Corano 21:11
«E quante città ingiuste abbiamo spezzato, facendo sorgere dopo di esse un altro popolo!»
Corano 21:12
«Quando percepirono il Nostro castigo, ecco che da esse fuggivano rapidamente.»
Corano 21:13
«“Non fuggite; tornate a ciò nel quale vivevate nel lusso e alle vostre dimore, forse sarete interrogati”.»
Corano 21:14
«Dissero: “Guai a noi! In verità siamo stati ingiusti”.»
Corano 21:15
«E questa non cessò di essere la loro invocazione finché li rendemmo come una messe falciata, spenta.»
Corano 21:16
«E non creammo il cielo, la terra e ciò che è fra essi per gioco.»
Corano 21:17
«Se avessimo voluto prenderCi uno svago, lo avremmo preso da presso di Noi, se davvero avessimo voluto farlo.[3]»
Come abbiamo tradotto
Lahwan significa svago/divertimento. Il periodo è ipotetico e viene mantenuto tale.
Corano 21:18
«Anzi, scagliamo la verità contro il falso ed essa gli schiaccia la testa; ed ecco, esso svanisce. E guai a voi per ciò che attribuite![4]»
Come abbiamo tradotto
Fa-yadmaghuhu richiama il colpire alla testa: rendiamo “gli schiaccia la testa”, preservando la forza della metafora.
Corano 21:19
«A Lui appartiene chiunque è nei cieli e sulla terra; e coloro che sono presso di Lui non si ritengono troppo grandi per adorarLo e non si stancano.»
Corano 21:20
«Lo glorificano notte e giorno, senza interrompersi.»
Corano 21:21
«Oppure hanno preso dalla terra divinità che fanno risorgere?»
Corano 21:22
«Se nei due vi fossero divinità oltre a Dio, entrambi sarebbero certamente corrotti. Gloria dunque a Dio, Signore del Trono, al di sopra di ciò che attribuiscono.[5]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto argomenta che più divinità nei cieli e sulla terra ne causerebbero la corruzione; non sviluppiamo nel testo dimostrazioni filosofiche successive.
Corano 21:23
«Egli non viene interrogato su ciò che fa, mentre loro saranno interrogati.»
Corano 21:24
«Oppure hanno preso divinità all’infuori di Lui? Di’: “Portate la vostra prova. Questo è il Ricordo di coloro che sono con me e il Ricordo di coloro che furono prima di me”. Ma la maggior parte di loro non conosce la verità, perciò volta le spalle.»
Corano 21:25
«E prima di te non inviammo alcun messaggero senza rivelargli: “Non vi è divinità se non Me; adorateMi dunque”.»
Corano 21:26
«E dicono: “Il Compassionevole ha preso un figlio”. Gloria a Lui! Sono invece servi onorati,[6]»
Come abbiamo tradotto
Il testo riporta e nega l’affermazione “Il Compassionevole ha preso un figlio”, definendo i referenti “servi onorati” senza nominarli ulteriormente.
Corano 21:27
«che non Lo precedono nel parlare e agiscono secondo il Suo comando.»
Corano 21:28
«Egli conosce ciò che è davanti a loro e ciò che è dietro di loro; e non intercedono se non per chi Egli gradisce, mentre per timore di Lui sono in apprensione.»
Corano 21:29
«E chiunque di loro dicesse: “In verità io sono una divinità all’infuori di Lui”, costui lo ricompenseremo con l’Inferno. Così ricompensiamo gli ingiusti.»
Corano 21:30
«Non hanno forse visto coloro che non credono che i cieli e la terra erano uniti, e Noi li separammo, e facemmo dall’acqua ogni cosa vivente? Non crederanno dunque?[7]»
Come abbiamo tradotto
Ratqan fa-fataqnāhumā descrive cieli e terra come uniti e poi separati. Non imponiamo una lettura cosmologica moderna.
Corano 21:31
«E ponemmo sulla terra montagne salde, affinché non tremasse con loro, e vi ponemmo larghi passaggi come vie, affinché possano essere guidati.[8]»
Come abbiamo tradotto
Le montagne sono poste come rawāsiya, salde, affinché la terra non oscilli con loro. Non trasformiamo il versetto in una spiegazione geologica.
Corano 21:32
«E facemmo del cielo un tetto protetto; eppure essi voltano le spalle ai suoi segni.»
Corano 21:33
«Ed Egli è Colui che ha creato la notte e il giorno, il sole e la luna: ciascuno nuota in un’orbita.[9]»
Come abbiamo tradotto
Yasbaḥūn è letteralmente “nuotano”. Manteniamo l’immagine riferita agli astri nell’orbita.
Corano 21:34
«E prima di te non concedemmo l’immortalità ad alcun essere umano. Se dunque tu morissi, sarebbero forse loro immortali?»
Corano 21:35
«Ogni anima gusterà la morte. E vi mettiamo alla prova con il male e con il bene, come prova; e a Noi sarete ricondotti.[10]»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma che Dio mette alla prova con il male e con il bene; manteniamo entrambi i termini e il soggetto divino.
Corano 21:36
«E quando coloro che non credono ti vedono, non fanno altro che prenderti in derisione: “È costui quello che menziona i vostri dèi?”. E proprio loro negano il Ricordo del Compassionevole.»
Corano 21:37
«L’uomo è stato creato d’impazienza. Vi mostrerò i Miei segni, dunque non chiedeteMi di affrettarli.»
Corano 21:38
«E dicono: “Quando sarà questa promessa, se siete veritieri?”.»
Corano 21:39
«Se coloro che non credono conoscessero il momento in cui non potranno allontanare il Fuoco dai loro volti né dalle loro schiene e non saranno soccorsi!»
Corano 21:40
«Anzi, giungerà loro all’improvviso e li sbalordirà; non potranno respingerlo e non sarà dato loro alcun rinvio.»
Corano 21:41
«E certamente furono derisi messaggeri prima di te; allora ciò di cui si burlavano avvolse coloro che li deridevano.»
Corano 21:42
«Di’: “Chi vi protegge di notte e di giorno dal Compassionevole?”. Anzi, essi voltano le spalle al Ricordo del loro Signore.[11]»
Come abbiamo tradotto
La domanda chiede chi possa proteggere “dal Compassionevole”. Non attenuiamo la preposizione sostituendola con “senza”.
Corano 21:43
«Oppure hanno divinità che li proteggono all’infuori di Noi? Esse non possono soccorrere se stesse, né saranno protette da Noi.»
Corano 21:44
«Anzi, abbiamo fatto godere costoro e i loro padri finché la vita si è prolungata per loro. Non vedono dunque che veniamo alla terra riducendola dai suoi margini? Saranno dunque loro a prevalere?[12]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che Dio viene alla terra “riducendola dai suoi margini”. Le letture territoriali o storiche restano esegetiche.
Corano 21:45
«Di’: “Io vi ammonisco soltanto mediante la rivelazione”. Ma i sordi non odono il richiamo quando vengono ammoniti.»
Corano 21:46
«E se li sfiorasse anche solo un soffio del castigo del tuo Signore, direbbero certamente: “Guai a noi! In verità siamo stati ingiusti”.»
Corano 21:47
«E porremo le bilance della giustizia per il Giorno della Resurrezione, così che nessuna anima subirà alcuna ingiustizia. E se vi fosse anche il peso di un granello di senape, lo porteremo. E Noi bastiamo a fare i conti.[13]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto parla di bilance della giustizia e del peso di un granello di senape; conserviamo l’immagine del peso.
Corano 21:48
«E certamente demmo a Mosè e ad Aronne il Criterio, una luce e un Ricordo per coloro che hanno timore,[14]»
Come abbiamo tradotto
Al-furqān è reso “il Criterio”. Il versetto lo accosta a luce e Ricordo senza specificare ulteriormente il rapporto fra i termini.
Corano 21:49
«coloro che temono il loro Signore nell’invisibile e sono in apprensione per l’Ora.»
Corano 21:50
«E questo è un Ricordo benedetto che abbiamo fatto scendere. Lo rinnegherete dunque?»
Corano 21:51
«E certamente demmo ad Abramo, già prima, la sua rettitudine, e lo conoscevamo bene.[15]»
Come abbiamo tradotto
Rushdahu indica rettitudine/buon giudizio. Rendiamo “la sua rettitudine” senza aggiungere un episodio non espresso.
Corano 21:52
«Quando disse a suo padre e al suo popolo: “Che cosa sono queste statue alle quali restate devoti?”.»
Corano 21:53
«Dissero: “Abbiamo trovato i nostri padri che le adoravano”.»
Corano 21:54
«Disse: “Certamente voi e i vostri padri siete stati in evidente sviamento”.»
Corano 21:55
«Dissero: “Ci hai portato la verità oppure sei fra coloro che scherzano?”.»
Corano 21:56
«Disse: “Anzi, il vostro Signore è il Signore dei cieli e della terra, Colui che li ha originati; e io sono fra coloro che ne testimoniano.»
Corano 21:57
«E per Dio, certamente tramerò contro i vostri idoli dopo che vi sarete voltati andando via”.[16]»
Come abbiamo tradotto
La-akīdanna aṣnāmakum significa “certamente tramerò contro i vostri idoli”. Manteniamo il verbo kāda.
Corano 21:58
«Allora li ridusse in pezzi, eccetto il più grande di essi, affinché potessero rivolgersi a lui.»
Corano 21:59
«Dissero: “Chi ha fatto questo ai nostri dèi? In verità è certamente fra gli ingiusti”.»
Corano 21:60
«Dissero: “Abbiamo sentito un giovane menzionarli; viene chiamato Abramo”.»
Corano 21:61
«Dissero: “Portatelo davanti agli occhi della gente, affinché possano testimoniare”.»
Corano 21:62
«Dissero: “Sei stato tu a fare questo ai nostri dèi, o Abramo?”.»
Corano 21:63
«Disse: “Anzi, lo ha fatto questo, il più grande di loro. Interrogateli dunque, se possono parlare”.[17]»
Come abbiamo tradotto
Abramo attribuisce l’azione all’idolo maggiore e invita a interrogarli se possono parlare. La traduzione conserva la formulazione argomentativa.
Corano 21:64
«Allora tornarono in se stessi e dissero: “In verità siete voi gli ingiusti”.»
Corano 21:65
«Poi furono rovesciati sulle loro teste: “Tu sai bene che costoro non parlano”.»
Corano 21:66
«Disse: “Adorate dunque all’infuori di Dio ciò che non vi giova in nulla e non vi nuoce?»
Corano 21:67
«Uff a voi e a ciò che adorate all’infuori di Dio! Non comprendete dunque?”.»
Corano 21:68
«Dissero: “Bruciatelo e soccorrete i vostri dèi, se volete agire”.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il comando è esplicito: “Bruciatelo e soccorrete i vostri dèi”. La minaccia non viene attenuata.
Corano 21:69
«Dicemmo: “O fuoco, sii frescura e pace per Abramo”.»
Corano 21:70
«E vollero tramare contro di lui, ma rendemmo loro i maggiori perdenti.»
Corano 21:71
«E salvammo lui e Lot verso la terra che avevamo benedetto per i mondi.»
Corano 21:72
«E gli donammo Isacco e, in aggiunta, Giacobbe; e rendemmo tutti giusti.[19]»
Come abbiamo tradotto
Nāfilatan indica un’aggiunta/sovrappiù: Giacobbe viene donato “in aggiunta”.
Corano 21:73
«E facemmo di loro guide che guidavano secondo il Nostro comando, e rivelammo loro di compiere le buone opere, stabilire la preghiera e dare la zakāt; ed erano Nostri adoratori.»
Corano 21:74
«E a Lot demmo giudizio e conoscenza, e lo salvammo dalla città che commetteva le turpitudini. In verità erano un popolo malvagio, trasgressore.[20]»
Come abbiamo tradotto
Al-khabāʾith indica azioni turpi/malvagie. Rendiamo “le turpitudini” senza specificare nel versetto quali atti siano inclusi.
Corano 21:75
«E lo facemmo entrare nella Nostra misericordia. In verità egli era fra i giusti.»
Corano 21:76
«E Noè, quando invocò già prima: gli rispondemmo e salvammo lui e la sua famiglia dalla grande angoscia.»
Corano 21:77
«E lo soccorremmo contro il popolo che smentiva i Nostri segni. In verità erano un popolo malvagio; allora li annegammo tutti.»
Corano 21:78
«E Davide e Salomone, quando giudicavano riguardo al campo coltivato nel quale, di notte, aveva pascolato il gregge del popolo; e Noi eravamo testimoni del loro giudizio.[21]»
Come abbiamo tradotto
Nafashat descrive il gregge che entra e pascola nel campo, tradizionalmente di notte; non amplifichiamo la vicenda giuridica.
Corano 21:79
«Facemmo comprendere la questione a Salomone; e a entrambi demmo giudizio e conoscenza. E assoggettammo con Davide le montagne, che glorificavano, e gli uccelli. E fummo Noi a farlo.»
Corano 21:80
«E gli insegnammo la fabbricazione di una veste d’armatura per voi, affinché vi proteggesse dalla vostra violenza in battaglia. Sarete dunque riconoscenti?[22]»
Come abbiamo tradotto
Labūs è una veste protettiva/armatura; baʾsikum richiama la violenza o forza della battaglia.
Corano 21:81
«E a Salomone assoggettammo il vento impetuoso, che correva al suo comando verso la terra che avevamo benedetto. E Noi conoscevamo ogni cosa.»
Corano 21:82
«E fra i diavoli alcuni si immergevano per lui e compivano lavori oltre a quello; e Noi li sorvegliavamo.[23]»
Come abbiamo tradotto
Il testo nomina esplicitamente “i diavoli” fra coloro che si immergevano per Salomone e svolgevano altri lavori.
Corano 21:83
«E Giobbe, quando invocò il suo Signore: “In verità il male mi ha toccato, e Tu sei il più misericordioso dei misericordiosi”.»
Corano 21:84
«Allora gli rispondemmo, rimuovemmo il male che lo affliggeva e gli demmo la sua famiglia e altrettanti con loro, come misericordia da parte Nostra e ricordo per gli adoratori.»
Corano 21:85
«E Ismaele, Idrīs e Dhū l-Kifl: tutti furono fra i pazienti.»
Corano 21:86
«E li facemmo entrare nella Nostra misericordia. In verità erano fra i giusti.»
Corano 21:87
«E l’Uomo del Pesce, quando se ne andò adirato e pensò che non avremmo decretato su di lui; allora chiamò nelle tenebre: “Non vi è divinità se non Te. Gloria a Te! In verità sono stato fra gli ingiusti”.[24]»
Come abbiamo tradotto
Lan naqdira ʿalayhi ammette letture come “non avremmo decretato/restrretto su di lui”; non lo rendiamo come negazione del potere divino.
Corano 21:88
«Allora gli rispondemmo e lo salvammo dall’angoscia. Così salviamo i credenti.»
Corano 21:89
«E Zaccaria, quando invocò il suo Signore: “Signore mio, non lasciarmi solo, e Tu sei il migliore degli eredi”.»
Corano 21:90
«Allora gli rispondemmo, gli donammo Giovanni e rendemmo adatta per lui sua moglie. In verità essi si affrettavano nelle buone opere, Ci invocavano con speranza e timore ed erano umili davanti a Noi.»
Corano 21:91
«E colei che custodì la propria castità: insufflammo in lei del Nostro Spirito e facemmo di lei e di suo figlio un segno per i mondi.[25]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che la donna custodì la propria castità e che Dio insufflò in lei “del Nostro Spirito”; non aggiungiamo il nome di Gabriele.
Corano 21:92
«“In verità questa vostra comunità è una comunità unica, e Io sono il vostro Signore; adorateMi dunque”.»
Corano 21:93
«Ma divisero fra loro la loro faccenda; tutti a Noi faranno ritorno.»
Corano 21:94
«Chi dunque compie opere giuste ed è credente, il suo sforzo non sarà disconosciuto; e in verità Noi lo registriamo.»
Corano 21:95
«Ed è proibito a una città che abbiamo distrutto che essi non ritornino.[26]»
Come abbiamo tradotto
La costruzione del versetto è sintatticamente difficile e ha ricevuto letture diverse. Manteniamo una resa letterale e segnaliamo l’ambiguità.
Corano 21:96
«Finché, quando saranno aperti Gog e Magog, essi si precipiteranno da ogni altura.[27]»
Come abbiamo tradotto
Gog e Magog “saranno aperti” e si precipiteranno da ogni altura; l’oggetto dell’apertura resta implicito come nell’arabo.
Corano 21:97
«E si avvicinerà la promessa vera; ed ecco gli occhi di coloro che non credono saranno sbarrati: “Guai a noi! Eravamo davvero incuranti di questo; anzi, eravamo ingiusti”.»
Corano 21:98
«“In verità voi e ciò che adorate all’infuori di Dio siete combustibile dell’Inferno; voi vi giungerete.[28]»
Come abbiamo tradotto
Ḥaṣabu jahannam indica combustibile/esca dell’Inferno. Manteniamo “voi e ciò che adorate all’infuori di Dio”.
Corano 21:99
«Se costoro fossero stati divinità, non vi sarebbero giunti; e tutti vi rimarranno per sempre.»
Corano 21:100
«In esso avranno gemiti, e in esso non udranno”.»
Corano 21:101
«In verità coloro per i quali da parte Nostra è già preceduto il bene, costoro ne saranno tenuti lontani.»
Corano 21:102
«Non ne udranno neppure il fruscio, e rimarranno per sempre in ciò che le loro anime desiderano.»
Corano 21:103
«Non li rattristerà il terrore più grande, e gli angeli li accoglieranno: “Questo è il vostro Giorno, quello che vi era stato promesso”.»
Corano 21:104
«Il Giorno in cui avvolgeremo il cielo come si avvolge il rotolo per gli scritti. Come abbiamo iniziato la prima creazione, la ripeteremo: promessa che incombe su di Noi. In verità Noi lo faremo.[29]»
Come abbiamo tradotto
Al-sijill è reso come rotolo/scritto. Non inseriamo identificazioni personali del termine.
Corano 21:105
«E certamente abbiamo scritto nello Zabūr, dopo il Ricordo, che la terra sarà ereditata dai Miei servi giusti.[30]»
Come abbiamo tradotto
Il testo nomina lo Zabūr e dice “dopo il Ricordo”. Manteniamo entrambi senza specificare oltre il referente.
Corano 21:106
«In verità in questo vi è certamente un messaggio sufficiente per un popolo di adoratori.»
Corano 21:107
«E non ti abbiamo inviato se non come misericordia per i mondi.»
Corano 21:108
«Di’: “Mi viene soltanto rivelato che la vostra divinità è una divinità unica. Sarete dunque sottomessi?”.[31]»
Come abbiamo tradotto
Muslimūn è reso coerentemente come “sottomessi”, non come etichetta confessionale retrospettiva.
Corano 21:109
«Se poi voltano le spalle, di’: “Vi ho avvertiti tutti allo stesso modo; e non so se ciò che vi è promesso sia vicino oppure lontano.»
Corano 21:110
«In verità Egli conosce ciò che viene detto apertamente e conosce ciò che nascondete.»
Corano 21:111
«E non so se ciò sia una prova per voi e un godimento fino a un certo tempo”.»
Corano 21:112
«Disse: “Signore mio, giudica secondo verità”. E il nostro Signore è il Compassionevole, Colui il cui aiuto viene invocato contro ciò che attribuite.[32]»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura Ḥafṣ qui adottata il verbo è qāla, “Disse”, non l’imperativo qul, “Di’”.
Note alla traduzione
- Corano 21:2. Muḥdath significa “nuovo/rinnovato”. Manteniamo “nuovo Ricordo” senza trasformare l’aggettivo in una tesi teologica sulla natura del Corano. ↩
- Corano 21:7. Ahl al-dhikr è letteralmente “la gente del Ricordo”. L’identificazione con una specifica comunità appartiene all’esegesi. ↩
- Corano 21:17. Lahwan significa svago/divertimento. Il periodo è ipotetico e viene mantenuto tale. ↩
- Corano 21:18. Fa-yadmaghuhu richiama il colpire alla testa: rendiamo “gli schiaccia la testa”, preservando la forza della metafora. ↩
- Corano 21:22. Il versetto argomenta che più divinità nei cieli e sulla terra ne causerebbero la corruzione; non sviluppiamo nel testo dimostrazioni filosofiche successive. ↩
- Corano 21:26. Il testo riporta e nega l’affermazione “Il Compassionevole ha preso un figlio”, definendo i referenti “servi onorati” senza nominarli ulteriormente. ↩
- Corano 21:30. Ratqan fa-fataqnāhumā descrive cieli e terra come uniti e poi separati. Non imponiamo una lettura cosmologica moderna. ↩
- Corano 21:31. Le montagne sono poste come rawāsiya, salde, affinché la terra non oscilli con loro. Non trasformiamo il versetto in una spiegazione geologica. ↩
- Corano 21:33. Yasbaḥūn è letteralmente “nuotano”. Manteniamo l’immagine riferita agli astri nell’orbita. ↩
- Corano 21:35. Il testo afferma che Dio mette alla prova con il male e con il bene; manteniamo entrambi i termini e il soggetto divino. ↩
- Corano 21:42. La domanda chiede chi possa proteggere “dal Compassionevole”. Non attenuiamo la preposizione sostituendola con “senza”. ↩
- Corano 21:44. Il testo dice che Dio viene alla terra “riducendola dai suoi margini”. Le letture territoriali o storiche restano esegetiche. ↩
- Corano 21:47. Il versetto parla di bilance della giustizia e del peso di un granello di senape; conserviamo l’immagine del peso. ↩
- Corano 21:48. Al-furqān è reso “il Criterio”. Il versetto lo accosta a luce e Ricordo senza specificare ulteriormente il rapporto fra i termini. ↩
- Corano 21:51. Rushdahu indica rettitudine/buon giudizio. Rendiamo “la sua rettitudine” senza aggiungere un episodio non espresso. ↩
- Corano 21:57. La-akīdanna aṣnāmakum significa “certamente tramerò contro i vostri idoli”. Manteniamo il verbo kāda. ↩
- Corano 21:63. Abramo attribuisce l’azione all’idolo maggiore e invita a interrogarli se possono parlare. La traduzione conserva la formulazione argomentativa. ↩
- Corano 21:68. Il comando è esplicito: “Bruciatelo e soccorrete i vostri dèi”. La minaccia non viene attenuata. ↩
- Corano 21:72. Nāfilatan indica un’aggiunta/sovrappiù: Giacobbe viene donato “in aggiunta”. ↩
- Corano 21:74. Al-khabāʾith indica azioni turpi/malvagie. Rendiamo “le turpitudini” senza specificare nel versetto quali atti siano inclusi. ↩
- Corano 21:78. Nafashat descrive il gregge che entra e pascola nel campo, tradizionalmente di notte; non amplifichiamo la vicenda giuridica. ↩
- Corano 21:80. Labūs è una veste protettiva/armatura; baʾsikum richiama la violenza o forza della battaglia. ↩
- Corano 21:82. Il testo nomina esplicitamente “i diavoli” fra coloro che si immergevano per Salomone e svolgevano altri lavori. ↩
- Corano 21:87. Lan naqdira ʿalayhi ammette letture come “non avremmo decretato/restrretto su di lui”; non lo rendiamo come negazione del potere divino. ↩
- Corano 21:91. Il testo dice che la donna custodì la propria castità e che Dio insufflò in lei “del Nostro Spirito”; non aggiungiamo il nome di Gabriele. ↩
- Corano 21:95. La costruzione del versetto è sintatticamente difficile e ha ricevuto letture diverse. Manteniamo una resa letterale e segnaliamo l’ambiguità. ↩
- Corano 21:96. Gog e Magog “saranno aperti” e si precipiteranno da ogni altura; l’oggetto dell’apertura resta implicito come nell’arabo. ↩
- Corano 21:98. Ḥaṣabu jahannam indica combustibile/esca dell’Inferno. Manteniamo “voi e ciò che adorate all’infuori di Dio”. ↩
- Corano 21:104. Al-sijill è reso come rotolo/scritto. Non inseriamo identificazioni personali del termine. ↩
- Corano 21:105. Il testo nomina lo Zabūr e dice “dopo il Ricordo”. Manteniamo entrambi senza specificare oltre il referente. ↩
- Corano 21:108. Muslimūn è reso coerentemente come “sottomessi”, non come etichetta confessionale retrospettiva. ↩
- Corano 21:112. Nella lettura Ḥafṣ qui adottata il verbo è qāla, “Disse”, non l’imperativo qul, “Di’”. ↩









