La Sura 7 al-Aʿrāf, “Le alture”, è una sura meccana di 206 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di lettura e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 7:1
«Alif Lām Mīm Ṣād.»
Corano 7:2
«Un Libro è stato fatto scendere su di te: non vi sia nel tuo petto alcun disagio per esso, affinché tu ammonisca con esso e sia un richiamo per i credenti.»
Corano 7:3
«Seguite ciò che è stato fatto scendere a voi dal vostro Signore e non seguite, all’infuori di Lui, altri protettori. Quanto poco vi ricordate!»
Corano 7:4
«Quante città abbiamo distrutto! Il Nostro castigo giunse loro di notte o mentre riposavano a mezzogiorno.»
Corano 7:5
«Quando giunse loro il Nostro castigo, il loro unico grido fu: “In verità siamo stati ingiusti”.»
Corano 7:6
«Interrogheremo certamente coloro ai quali furono inviati i messaggeri e interrogheremo certamente i messaggeri.»
Corano 7:7
«Poi riferiremo loro con piena conoscenza, poiché non siamo mai stati assenti.»
Corano 7:8
«La pesatura, quel Giorno, sarà secondo verità. Coloro le cui bilance saranno pesanti: costoro saranno i prosperi.»
Corano 7:9
«E coloro le cui bilance saranno leggere: costoro avranno perduto se stessi per aver agito ingiustamente verso i Nostri segni.»
Corano 7:10
«Vi abbiamo certamente stabiliti sulla terra e vi abbiamo posto mezzi di sostentamento. Quanto poco siete riconoscenti!»
Corano 7:11
«Vi abbiamo creati, poi vi abbiamo dato forma, poi dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”. Essi si prosternarono, eccetto Iblīs: egli non fu fra coloro che si prosternarono.»
Corano 7:12
«Disse: “Che cosa ti ha impedito di prosternarti quando te l’ho ordinato?”. Disse: “Io sono migliore di lui: hai creato me dal fuoco e hai creato lui dall’argilla”.»
Corano 7:13
«Disse: “Scendi da qui: non ti è concesso mostrarti arrogante qui. Esci dunque: in verità sei fra gli umiliati”.»
Corano 7:14
«Disse: “Concedimi una dilazione fino al Giorno in cui saranno resuscitati”.»
Corano 7:15
«Disse: “In verità sei fra coloro ai quali è concessa dilazione”.»
Corano 7:16
«Disse: “Poiché mi hai sviato[1], mi apposterò certamente per loro sulla Tua via diritta.»
Come abbiamo tradotto
Aghwaytanī è un verbo causativo di forma IV: nella battuta di Iblīs il soggetto è Dio e l’oggetto è “me”. Rendiamo quindi direttamente “poiché mi hai sviato”, senza trasformarlo in “poiché mi sono sviato” o formule equivalenti. La frase resta, naturalmente, un’affermazione pronunciata da Iblīs nel racconto.
Corano 7:17
«Poi verrò loro da davanti e da dietro, da destra e da sinistra, e non troverai la maggior parte di loro riconoscente”.»
Corano 7:18
«Disse: “Esci da qui, biasimato e scacciato. Chi di loro ti seguirà — riempirò certamente l’Inferno con tutti voi.»
Corano 7:19
«E tu, Adamo, abita con tua moglie nel Giardino e mangiate da dove volete; ma non avvicinatevi a questo albero, altrimenti sarete fra gli ingiusti”.»
Corano 7:20
«Satana sussurrò loro per mostrare a entrambi ciò che delle loro nudità era stato nascosto e disse: “Il vostro Signore vi ha proibito questo albero soltanto perché non diventiate due angeli o non siate fra gli immortali”.»
Corano 7:21
«E giurò loro: “In verità sono per voi un consigliere sincero”.»
Corano 7:22
«Così li fece cadere con l’inganno. Quando ebbero gustato dell’albero, le loro nudità divennero visibili e cominciarono a coprirsi con foglie del Giardino. Il loro Signore li chiamò: “Non vi avevo proibito quell’albero e non vi avevo detto che Satana è per voi un nemico evidente?”.»
Corano 7:23
«Dissero: “Signore nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi. Se non ci perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente fra i perdenti”.»
Corano 7:24
«Disse: “Scendete, nemici gli uni degli altri. Sulla terra avrete dimora e godimento per un tempo”.»
Corano 7:25
«Disse: “In essa vivrete, in essa morirete e da essa sarete fatti uscire”.»
Corano 7:26
«O figli di Adamo, abbiamo fatto scendere su di voi un abito che copra le vostre nudità e un ornamento; ma l’abito del timore di Dio è migliore. Questo è fra i segni di Dio, affinché si ricordino.»
Corano 7:27
«O figli di Adamo, Satana non vi tenti come fece uscire dal Giardino i vostri genitori, togliendo loro gli abiti per mostrare loro le nudità. In verità egli e la sua schiera vi vedono da dove voi non li vedete. In verità abbiamo reso i diavoli alleati di coloro che non credono.»
Corano 7:28
«Quando commettono un’indecenza, dicono: “Abbiamo trovato i nostri padri fare così e Dio ce l’ha ordinato”. Di’: “In verità Dio non ordina l’indecenza. Dite forse su Dio ciò che non sapete?”.»
Corano 7:29
«Di’: “Il mio Signore ha ordinato la giustizia. Rivolgete i vostri volti presso ogni luogo di prosternazione e invocateLo rendendo la religione sinceramente a Lui. Come vi ha originati, così ritornerete”.»
Corano 7:30
«Un gruppo Egli ha guidato e un altro lo ha sviato[5]: su di loro si è imposto lo smarrimento, poiché hanno preso i diavoli come alleati all’infuori di Dio e credono di essere guidati.»
Come abbiamo tradotto
Il secondo farīqan, “un gruppo”, dipende da un verbo sottinteso ricostruito dalla sintassi come “e sviò un gruppo”; il seguito, “su di loro si è imposto lo smarrimento”, ne esplicita la condizione. Rendiamo quindi “un altro lo ha sviato”, mantenendo Dio come soggetto implicito e senza trasformare lo sviamento in una sola iniziativa umana.
Corano 7:31
«O figli di Adamo, indossate il vostro ornamento presso ogni luogo di prosternazione. Mangiate e bevete, ma non eccedete: in verità Egli non ama coloro che eccedono.»
Corano 7:32
«Di’: “Chi ha proibito l’ornamento di Dio che Egli ha prodotto per i Suoi servi e le cose buone del sostentamento?”. Di’: “Esse sono per coloro che credono nella vita terrena, esclusivamente per loro nel Giorno della Resurrezione”. Così esponiamo in dettaglio i segni per un popolo che sa.»
Corano 7:33
«Di’: “Il mio Signore ha proibito soltanto le indecenze, quelle manifeste e quelle nascoste, il peccato, la sopraffazione senza diritto, che associiate a Dio ciò per cui Egli non ha fatto scendere alcuna autorità e che diciate su Dio ciò che non sapete”.»
Corano 7:34
«Per ogni comunità vi è un termine stabilito. Quando giunge il loro termine, non possono ritardarlo né anticiparlo neppure di un’ora.»
Corano 7:35
«O figli di Adamo, se vi giungeranno messaggeri provenienti da voi che vi narrano i Miei segni, chi teme Dio e si corregge non avrà nulla da temere e non sarà afflitto.»
Corano 7:36
«Quanto a coloro che smentiscono i Nostri segni e si mostrano arroganti verso di essi, costoro sono i compagni del Fuoco: vi rimarranno per sempre.»
Corano 7:37
«Chi è più ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Dio o smentisce i Suoi segni? Costoro riceveranno la parte loro assegnata nel Libro, finché, quando i Nostri messaggeri verranno a prenderli nella morte, diranno: “Dove sono quelli che invocavate all’infuori di Dio?”. Risponderanno: “Ci hanno abbandonati”, e testimonieranno contro se stessi di essere stati miscredenti.»
Corano 7:38
«Dirà: “Entrate nel Fuoco insieme alle comunità di jinn e uomini che sono passate prima di voi”. Ogni volta che una comunità vi entrerà, maledirà la propria simile. Quando vi saranno raggiunti tutti, gli ultimi diranno dei primi: “Signore nostro, costoro ci hanno sviati; da’ loro dunque un doppio castigo nel Fuoco”. Dirà: “Per ciascuno vi è il doppio, ma voi non sapete”.»
Corano 7:39
«E i primi diranno agli ultimi: “Non avete alcun vantaggio su di noi. Gustate dunque il castigo per ciò che guadagnavate”.»
Corano 7:40
«In verità, a coloro che smentiscono i Nostri segni e si mostrano arroganti verso di essi non saranno aperte le porte del cielo e non entreranno nel Giardino finché un cammello non passi per la cruna di un ago. Così retribuiamo i criminali.»
Corano 7:41
«Per loro vi sarà dall’Inferno un letto e, sopra di loro, coperture. Così retribuiamo gli ingiusti.»
Corano 7:42
«Quanto a coloro che credono e compiono opere giuste — non imponiamo a nessuna anima se non ciò che è nelle sue possibilità — costoro sono i compagni del Giardino: vi rimarranno per sempre.»
Corano 7:43
«Toglieremo ciò che è nei loro petti di rancore, mentre sotto di loro scorrono i fiumi. Diranno: “La lode appartiene a Dio, che ci ha guidati a questo. Non saremmo stati guidati se Dio non ci avesse guidati. I messaggeri del nostro Signore erano certamente venuti con la verità”. E sarà proclamato loro: “Questo è il Giardino che avete ereditato per ciò che facevate”.»
Corano 7:44
«I compagni del Giardino chiameranno i compagni del Fuoco: “Abbiamo trovato vero ciò che il nostro Signore ci aveva promesso. Avete trovato vero ciò che il vostro Signore vi aveva promesso?”. Diranno: “Sì”. Allora un annunciatore proclamerà fra loro: “La maledizione di Dio sia sugli ingiusti,»
Corano 7:45
«coloro che distoglievano dalla via di Dio e cercavano di renderla tortuosa, mentre non credevano nell’altra vita”.»
Corano 7:46
«Fra i due vi sarà una barriera e sulle Alture vi saranno uomini che riconosceranno ciascuno dai suoi segni. Chiameranno i compagni del Giardino: “Pace su di voi”. Non vi saranno ancora entrati, ma lo desidereranno.»
Corano 7:47
«E quando i loro sguardi saranno rivolti verso i compagni del Fuoco, diranno: “Signore nostro, non porci insieme al popolo degli ingiusti”.»
Corano 7:48
«I compagni delle Alture chiameranno uomini che riconosceranno dai loro segni e diranno: “A nulla vi sono serviti la vostra moltitudine e ciò di cui eravate arroganti.»
Corano 7:49
«Sono questi coloro dei quali giuravate che Dio non li avrebbe raggiunti con la misericordia?”. “Entrate nel Giardino: non avrete nulla da temere e non sarete afflitti”.»
Corano 7:50
«I compagni del Fuoco chiameranno i compagni del Giardino: “Versate su di noi dell’acqua o parte di ciò che Dio vi ha fornito”. Diranno: “In verità Dio ha proibito entrambe le cose ai miscredenti,»
Corano 7:51
«coloro che hanno preso la loro religione come passatempo e gioco e che la vita terrena ha ingannato”. Oggi li dimenticheremo come essi dimenticarono l’incontro con questo loro Giorno e perché negavano i Nostri segni.»
Corano 7:52
«Abbiamo certamente portato loro un Libro che abbiamo esposto in dettaglio con conoscenza, come guida e misericordia per un popolo che crede.»
Corano 7:53
«Aspettano forse altro che il suo compimento? Il Giorno in cui verrà il suo compimento, coloro che prima lo avevano dimenticato diranno: “I messaggeri del nostro Signore erano certamente venuti con la verità. Vi sono per noi intercessori che possano intercedere per noi? Oppure potremo essere rimandati indietro per agire diversamente da ciò che facevamo?”. Avranno perduto se stessi e ciò che inventavano li avrà abbandonati.»
Corano 7:54
«In verità il vostro Signore è Dio, Colui che ha creato i cieli e la terra in sei giorni, poi si elevò sul Trono[2]. Copre il giorno con la notte, che lo insegue rapidamente; e il sole, la luna e le stelle sono assoggettati al Suo comando. Non appartengono forse a Lui la creazione e il comando? Benedetto sia Dio, Signore dei mondi.»
Come abbiamo tradotto
L’arabo ha thumma istawā ʿalā al-ʿarsh. Istawā ʿalā è stato interpretato in modi diversi nella tradizione teologica; qui traduciamo la costruzione con “si elevò sul Trono”, senza incorporare nel testo una successiva spiegazione teologica o metaforica.
Corano 7:55
«Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto. In verità Egli non ama i trasgressori.»
Corano 7:56
«Non diffondete corruzione sulla terra dopo che è stata riformata. InvocateLo con timore e speranza. In verità la misericordia di Dio è vicina a coloro che fanno il bene.»
Corano 7:57
«Egli è Colui che invia i venti come buona notizia davanti alla Sua misericordia; finché, quando trasportano pesanti nuvole, le conduciamo verso una terra morta, vi facciamo scendere l’acqua e con essa facciamo uscire ogni genere di frutti. Così faremo uscire i morti, affinché possiate ricordare.»
Corano 7:58
«La terra buona fa uscire la sua vegetazione con il permesso del suo Signore; quella cattiva non fa uscire che scarsa vegetazione. Così variamo i segni per un popolo riconoscente.»
Corano 7:59
«Abbiamo certamente inviato Noè al suo popolo. Disse: “O popolo mio, adorate Dio: non avete altra divinità all’infuori di Lui. In verità temo per voi il castigo di un Giorno immenso”.»
Corano 7:60
«I notabili del suo popolo dissero: “In verità ti vediamo in evidente smarrimento”.»
Corano 7:61
«Disse: “O popolo mio, non vi è in me alcuno smarrimento; sono invece un messaggero del Signore dei mondi.»
Corano 7:62
«Vi trasmetto i messaggi del mio Signore, vi consiglio sinceramente e so da Dio ciò che voi non sapete.»
Corano 7:63
«Vi meravigliate forse che vi sia giunto un richiamo dal vostro Signore per mezzo di un uomo fra voi, affinché vi ammonisca, temiate Dio e possiate ricevere misericordia?”.»
Corano 7:64
«Lo smentirono; allora salvammo lui e coloro che erano con lui nell’Arca e annegammo coloro che smentivano i Nostri segni. In verità erano un popolo cieco.»
Corano 7:65
«E agli ʿĀd inviammo il loro fratello Hūd. Disse: “O popolo mio, adorate Dio: non avete altra divinità all’infuori di Lui. Non temerete dunque Dio?”.»
Corano 7:66
«I notabili del suo popolo che non credevano dissero: “In verità ti vediamo nella stoltezza e pensiamo che tu sia fra i bugiardi”.»
Corano 7:67
«Disse: “O popolo mio, non vi è in me alcuna stoltezza; sono invece un messaggero del Signore dei mondi.»
Corano 7:68
«Vi trasmetto i messaggi del mio Signore e sono per voi un consigliere fidato.»
Corano 7:69
«Vi meravigliate forse che vi sia giunto un richiamo dal vostro Signore per mezzo di un uomo fra voi, affinché vi ammonisca? Ricordate quando vi fece successori dopo il popolo di Noè e vi accrebbe ampiamente nella costituzione. Ricordate dunque i favori di Dio, affinché possiate prosperare”.»
Corano 7:70
«Dissero: “Sei venuto da noi affinché adoriamo Dio soltanto e abbandoniamo ciò che adoravano i nostri padri? Portaci dunque ciò che ci prometti, se sei fra i sinceri”.»
Corano 7:71
«Disse: “Su di voi sono già caduti dal vostro Signore castigo[12] e ira. Disputate con me riguardo a nomi che avete dato voi e i vostri padri, per i quali Dio non ha fatto scendere alcuna autorità? Aspettate dunque; anch’io sono con voi fra coloro che attendono”.»
Come abbiamo tradotto
Rijs ha un campo semantico che comprende impurità, contaminazione e, in alcuni contesti, castigo. In 6:125 lo abbiamo reso “impurità”; qui compare accanto a ghaḍab, “ira”, e “cade” sul popolo da parte del Signore. Rendiamo quindi “castigo”, segnalando esplicitamente la diversa sfumatura contestuale dello stesso termine.
Corano 7:72
«Salvammo lui e coloro che erano con lui per una misericordia proveniente da Noi e recidemmo l’ultimo resto di coloro che avevano smentito i Nostri segni e non erano credenti.»
Corano 7:73
«E ai Thamūd inviammo il loro fratello Ṣāliḥ. Disse: “O popolo mio, adorate Dio: non avete altra divinità all’infuori di Lui. Vi è giunta una prova evidente dal vostro Signore: questa cammella di Dio è per voi un segno. Lasciatela mangiare sulla terra di Dio e non toccatela con alcun male, altrimenti vi coglierà un castigo doloroso.»
Corano 7:74
«Ricordate quando vi fece successori dopo gli ʿĀd e vi stabilì sulla terra: costruite palazzi nelle sue pianure e scavate case nelle montagne. Ricordate dunque i favori di Dio e non imperversate sulla terra diffondendo corruzione”.»
Corano 7:75
«I notabili del suo popolo che si mostravano arroganti dissero a coloro che erano stati oppressi[10], a quelli fra loro che credevano: “Sapete davvero che Ṣāliḥ è inviato dal suo Signore?”. Dissero: “In verità noi crediamo in ciò con cui è stato inviato”.»
Come abbiamo tradotto
Ustuḍʿifū è forma X passiva della radice ḍ-ʿ-f: può esprimere l’essere considerati deboli, tenuti in debolezza o oppressi. Nel contesto del dominio dei notabili rendiamo “erano stati oppressi”; la stessa scelta è mantenuta in 7:137 e 7:150, dove ricorre la medesima radice.
Corano 7:76
«Coloro che si mostravano arroganti dissero: “In verità noi rifiutiamo di credere in ciò in cui voi credete”.»
Corano 7:77
«Allora recisero i garretti della cammella, si ribellarono al comando del loro Signore e dissero: “O Ṣāliḥ, portaci ciò che ci prometti, se sei fra i messaggeri”.»
Corano 7:78
«Li colse il terremoto e al mattino giacevano prostrati nelle loro dimore.»
Corano 7:79
«Allora si allontanò da loro e disse: “O popolo mio, vi avevo trasmesso il messaggio del mio Signore e vi avevo consigliato sinceramente, ma voi non amate i consiglieri”.»
Corano 7:80
«E Lot, quando disse al suo popolo: “Commettete forse l’indecenza[3] che nessuno dei mondi ha commesso prima di voi?»
Come abbiamo tradotto
I versetti 80–81 formulano direttamente l’accusa contro il popolo di Lot: al-fāḥishah è “l’indecenza” e 7:81 specifica “vi accostate agli uomini con desiderio invece che alle donne”. Manteniamo questa formulazione senza generalizzarla a categorie moderne che il versetto non nomina.
Corano 7:81
«In verità vi accostate agli uomini con desiderio invece che alle donne[3]. Siete anzi un popolo che eccede”.»
Corano 7:82
«La risposta del suo popolo non fu altro che dire: “Cacciateli dalla vostra città: sono persone che vogliono mantenersi pure”.»
Corano 7:83
«Salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie: fu fra coloro che rimasero indietro.»
Corano 7:84
«E facemmo piovere su di loro una pioggia. Guarda dunque quale fu la fine dei criminali.»
Corano 7:85
«E a Madyan inviammo il loro fratello Shuʿayb. Disse: “O popolo mio, adorate Dio: non avete altra divinità all’infuori di Lui. Vi è giunta una prova evidente dal vostro Signore. Date dunque piena misura e giusto peso, non diminuite agli uomini le loro cose e non diffondete corruzione sulla terra dopo che è stata riformata. Questo è meglio per voi, se siete credenti.»
Corano 7:86
«Non appostatevi su ogni strada minacciando e distogliendo dalla via di Dio chi crede in Lui, cercando di renderla tortuosa. Ricordate quando eravate pochi ed Egli vi moltiplicò; e guardate quale fu la fine dei corruttori.»
Corano 7:87
«Se un gruppo di voi ha creduto in ciò con cui sono stato inviato e un altro gruppo non ha creduto, abbiate pazienza finché Dio giudichi fra noi. Egli è il migliore dei giudici”.»
Corano 7:88
«I notabili del suo popolo che si mostravano arroganti dissero: “O Shuʿayb, cacceremo certamente te e coloro che hanno creduto con te dalla nostra città, oppure dovrete ritornare alla nostra religione”. Disse: “Anche se la detestiamo?»
Corano 7:89
«Avremmo inventato una menzogna contro Dio se tornassimo alla vostra religione dopo che Dio ce ne ha salvati. Non ci è possibile tornarvi se non se Dio, nostro Signore, lo vuole. Il nostro Signore abbraccia ogni cosa con la Sua conoscenza. In Dio confidiamo. Signore nostro, giudica fra noi e il nostro popolo secondo verità: Tu sei il migliore dei giudici”.»
Corano 7:90
«I notabili del suo popolo che non credevano dissero: “Se seguite Shuʿayb, sarete certamente fra i perdenti”.»
Corano 7:91
«Li colse il terremoto e al mattino giacevano prostrati nelle loro dimore.»
Corano 7:92
«Coloro che avevano smentito Shuʿayb furono come se non vi avessero mai abitato. Coloro che avevano smentito Shuʿayb furono essi i perdenti.»
Corano 7:93
«Allora si allontanò da loro e disse: “O popolo mio, vi avevo trasmesso i messaggi del mio Signore e vi avevo consigliato sinceramente. Come potrei dunque affliggermi per un popolo di miscredenti?”.»
Corano 7:94
«Non abbiamo inviato in alcuna città un profeta senza colpire i suoi abitanti con miseria e sofferenza, affinché si umiliassero.»
Corano 7:95
«Poi sostituimmo al male il bene, finché aumentarono e dissero: “Anche i nostri padri furono toccati da sofferenza e prosperità”. Allora li afferrammo all’improvviso, senza che se ne rendessero conto.»
Corano 7:96
«Se gli abitanti delle città avessero creduto e temuto Dio, avremmo certamente aperto su di loro benedizioni dal cielo e dalla terra; ma smentirono, e allora li afferrammo per ciò che guadagnavano.»
Corano 7:97
«Gli abitanti delle città si sentono forse al sicuro dal fatto che il Nostro castigo giunga loro di notte mentre dormono?»
Corano 7:98
«Oppure gli abitanti delle città si sentono al sicuro dal fatto che il Nostro castigo giunga loro al mattino mentre giocano?»
Corano 7:99
«Si sentono forse al sicuro dall’inganno di Dio[4]? Nessuno si sente al sicuro dall’inganno di Dio se non il popolo dei perdenti.»
Come abbiamo tradotto
Il sostantivo è makr, dalla stessa radice m-k-r di 3:54 e 8:30. Il termine può indicare trama, macchinazione, stratagemma, astuzia o inganno. Il Tafsīr al-Wasīṭ, commentando precisamente 7:99, afferma al-makru fī l-aṣli al-khidāʿ, “makr, in origine, è inganno”, e spiega poi che, quando viene attribuito a Dio, il referente è l’istidrāj: il condurre gradualmente il peccatore verso la rovina mentre non se ne accorge. Rendiamo quindi makr Allāh con “l’inganno di Dio”, registrando nella nota la specifica interpretazione esegetica del suo funzionamento. Cfr. Tafsīr al-Wasīṭ, 7:99 e Quranic Arabic Corpus, 7:99.
Corano 7:100
«Non è forse divenuto chiaro a coloro che ereditano la terra dopo i suoi abitanti che, se volessimo, li colpiremmo per i loro peccati e sigilleremmo i loro cuori[5], così che non udrebbero?»
Come abbiamo tradotto
Il testo attribuisce esplicitamente a Dio l’azione di sigillare i cuori. Lo stesso filo attraversa 7:101, 7:146, 7:155–156, 7:178–179 e 7:186: guida, sviamento, castigo e sigillo non vengono riscritti come azioni esclusivamente umane.
Corano 7:101
«Queste sono le città di cui ti raccontiamo alcune notizie. I loro messaggeri erano certamente venuti a loro con prove evidenti, ma essi non avrebbero creduto in ciò che avevano smentito prima. Così Dio sigilla i cuori dei miscredenti[5].»
Corano 7:102
«Non trovammo nella maggior parte di loro fedeltà ad alcun patto; trovammo invece che la maggior parte di loro erano certamente trasgressori.»
Corano 7:103
«Poi, dopo di loro, inviammo Mosè con i Nostri segni a Faraone e ai suoi notabili, ma agirono ingiustamente verso di essi. Guarda dunque quale fu la fine dei corruttori.»
Corano 7:104
«Mosè disse: “O Faraone, in verità sono un messaggero del Signore dei mondi,»
Corano 7:105
«tenuto a non dire su Dio altro che la verità. Vi sono venuto con una prova evidente dal vostro Signore: lascia dunque che i Figli d’Israele vengano con me”.»
Corano 7:106
«Disse: “Se sei venuto con un segno, portalo, se sei fra i sinceri”.»
Corano 7:107
«Allora gettò il suo bastone, ed ecco che divenne un serpente evidente.»
Corano 7:108
«E tirò fuori la mano, ed ecco che apparve bianca agli osservatori.»
Corano 7:109
«I notabili del popolo di Faraone dissero: “In verità costui è certamente un mago sapiente.»
Corano 7:110
«Vuole cacciarvi dalla vostra terra. Che cosa ordinate?”.»
Corano 7:111
«Dissero: “Rimanda lui e suo fratello e manda nelle città dei raccoglitori,»
Corano 7:112
«che ti conducano ogni mago sapiente”.»
Corano 7:113
«I maghi vennero da Faraone e dissero: “Avremo certamente una ricompensa se saremo noi i vincitori?”.»
Corano 7:114
«Disse: “Sì, e sarete certamente fra coloro che sono avvicinati”.»
Corano 7:115
«Dissero: “O Mosè, o getti tu oppure saremo noi a gettare”.»
Corano 7:116
«Disse: “Gettate”. Quando ebbero gettato, stregarono gli occhi degli uomini, li terrorizzarono[6] e produssero una grande magia.»
Come abbiamo tradotto
Istarhabūhum significa che i maghi “li terrorizzarono / li riempirono di paura”. Rendiamo “li terrorizzarono”, che corrisponde direttamente al verbo. Il termine descrive qui l’effetto della magia sulla folla e non va anacronisticamente confuso con il concetto politico moderno di terrorismo.
Corano 7:117
«E rivelammo a Mosè: “Getta il tuo bastone”. Ed ecco che inghiottiva ciò che essi falsificavano.»
Corano 7:118
«Così la verità si affermò e divenne vano ciò che facevano.»
Corano 7:119
«Furono sconfitti lì e tornarono umiliati.»
Corano 7:120
«E i maghi caddero prosternati.»
Corano 7:121
«Dissero: “Crediamo nel Signore dei mondi,»
Corano 7:122
«il Signore di Mosè e Aronne”.»
Corano 7:123
«Faraone disse: “Avete creduto in lui prima che io ve ne dessi il permesso? In verità questa è certamente una congiura che avete tramato nella città per farne uscire i suoi abitanti. Presto saprete.»
Corano 7:124
«Vi taglierò certamente mani e piedi da lati opposti, poi vi crocifiggerò tutti”.»
Corano 7:125
«Dissero: “In verità noi ritorneremo al nostro Signore.»
Corano 7:126
«Tu ti vendichi di noi soltanto perché abbiamo creduto nei segni del nostro Signore quando ci sono giunti. Signore nostro, riversa su di noi pazienza e facci morire sottomessi”.»
Corano 7:127
«I notabili del popolo di Faraone dissero: “Lascerai Mosè e il suo popolo diffondere corruzione sulla terra e abbandonare te e le tue divinità?”. Disse: “Uccideremo i loro figli maschi e lasceremo in vita le loro donne; in verità noi li dominiamo”.»
Corano 7:128
«Mosè disse al suo popolo: “Chiedete aiuto a Dio e siate pazienti. In verità la terra appartiene a Dio: Egli la fa ereditare a chi vuole fra i Suoi servi. L’esito finale appartiene a coloro che temono Dio”.»
Corano 7:129
«Dissero: “Siamo stati maltrattati prima che tu venissi da noi e dopo che sei venuto”. Disse: “Può darsi che il vostro Signore distrugga il vostro nemico e vi faccia successori sulla terra, per vedere come agirete”.»
Corano 7:130
«Abbiamo certamente colpito la gente di Faraone con anni di carestia e scarsità di frutti, affinché si ricordassero.»
Corano 7:131
«Quando giungeva loro un bene dicevano: “Questo è nostro”; ma se li colpiva un male, lo consideravano un cattivo presagio dovuto a Mosè e a coloro che erano con lui. In verità il loro destino è presso Dio, ma la maggior parte di loro non sa.»
Corano 7:132
«Dissero: “Qualunque segno tu ci porti per stregarci con esso, noi non crederemo in te”.»
Corano 7:133
«Allora inviammo su di loro l’inondazione, le cavallette, i pidocchi, le rane e il sangue come segni distinti; ma si mostrarono arroganti ed erano un popolo di criminali.»
Corano 7:134
«Quando il castigo ricadeva su di loro, dicevano: “O Mosè, invoca per noi il tuo Signore in virtù di ciò che ha pattuito con te. Se allontani da noi il castigo, crederemo certamente in te e lasceremo certamente partire con te i Figli d’Israele”.»
Corano 7:135
«Ma quando allontanavamo da loro il castigo fino a un termine che avrebbero raggiunto, ecco che rompevano il loro impegno.»
Corano 7:136
«Allora Ci vendicammo di loro e li annegammo nel mare, perché smentivano i Nostri segni ed erano incuranti di essi.»
Corano 7:137
«Facemmo ereditare al popolo che era stato oppresso[10] le regioni orientali e occidentali della terra che avevamo benedetto. La buona parola del tuo Signore si compì sui Figli d’Israele per la loro pazienza, e distruggemmo ciò che Faraone e il suo popolo costruivano e ciò che innalzavano.»
Corano 7:138
«Facemmo attraversare il mare ai Figli d’Israele; giunsero presso un popolo dedito ai propri idoli. Dissero: “O Mosè, facci una divinità come le loro divinità”. Disse: “In verità siete un popolo ignorante.»
Corano 7:139
«In verità ciò a cui costoro si dedicano sarà distrutto ed è vano ciò che fanno”.»
Corano 7:140
«Disse: “Dovrei cercare per voi una divinità diversa da Dio, mentre Egli vi ha preferiti ai mondi?”.»
Corano 7:141
«E quando vi salvammo dalla gente di Faraone, che vi imponeva il peggiore castigo: uccidevano i vostri figli maschi e lasciavano in vita le vostre donne. In ciò vi era una grande prova da parte del vostro Signore.»
Corano 7:142
«Fissammo per Mosè trenta notti e le completammo con altre dieci, così che il termine stabilito dal suo Signore fu di quaranta notti. Mosè disse a suo fratello Aronne: “Prendi il mio posto presso il mio popolo, agisci rettamente e non seguire la via dei corruttori”.»
Corano 7:143
«Quando Mosè giunse al Nostro appuntamento e il suo Signore gli parlò, disse: “Signore mio, mostrami Te stesso affinché io Ti guardi”. Disse: “Non Mi vedrai; ma guarda il monte: se resterà al suo posto, allora Mi vedrai”. Quando il suo Signore si manifestò al monte, lo ridusse in frantumi e Mosè cadde privo di sensi. Quando riprese conoscenza disse: “Gloria a Te! Mi pento davanti a Te e sono il primo dei credenti”.»
Corano 7:144
«Disse: “O Mosè, in verità ti ho scelto sopra gli uomini mediante i Miei messaggi e le Mie parole. Prendi dunque ciò che ti ho dato e sii fra i riconoscenti”.»
Corano 7:145
«Scrivemmo per lui sulle Tavole un ammonimento riguardo a ogni cosa e una spiegazione dettagliata di ogni cosa: “Prendile con fermezza e ordina al tuo popolo di attenersi al meglio di esse. Vi mostrerò la dimora dei trasgressori.»
Corano 7:146
«Distoglierò dai Miei segni[5] coloro che si mostrano arroganti sulla terra senza diritto. Anche se vedessero ogni segno, non vi crederebbero; se vedessero la via della rettitudine, non la prenderebbero come via; e se vedessero la via dello smarrimento, la prenderebbero come via. Questo perché hanno smentito i Nostri segni e ne sono stati incuranti.»
Corano 7:147
«Quanto a coloro che hanno smentito i Nostri segni e l’incontro dell’altra vita, le loro opere sono diventate vane. Sono forse retribuiti per altro che per ciò che facevano?»
Corano 7:148
«Il popolo di Mosè, dopo la sua partenza, si prese dai propri ornamenti un vitello, un corpo che emetteva un muggito. Non vedevano forse che non parlava loro e non li guidava ad alcuna via? Lo presero e furono ingiusti.»
Corano 7:149
«Quando furono presi dal rimorso e videro di essersi smarriti, dissero: “Se il nostro Signore non ha misericordia di noi e non ci perdona, saremo certamente fra i perdenti”.»
Corano 7:150
«Quando Mosè tornò al suo popolo, adirato e addolorato, disse: “Quanto è cattivo ciò con cui mi avete sostituito dopo di me! Avete voluto affrettare il comando del vostro Signore?”. Gettò le Tavole, afferrò suo fratello per la testa e lo trascinò verso di sé. Questi disse: “Figlio di mia madre, in verità il popolo mi ha oppresso[10] e poco mancò che mi uccidesse. Non far gioire di me i nemici e non annoverarmi con il popolo degli ingiusti”.»
Corano 7:151
«Disse: “Signore mio, perdona me e mio fratello e facci entrare nella Tua misericordia. Tu sei il più Misericordioso dei misericordiosi”.»
Corano 7:152
«In verità, coloro che presero il vitello saranno raggiunti da ira da parte del loro Signore e da umiliazione nella vita terrena. Così retribuiamo coloro che inventano menzogne.»
Corano 7:153
«Quanto a coloro che hanno commesso cattive azioni e poi, dopo di esse, si sono pentiti e hanno creduto, in verità il tuo Signore, dopo ciò, è certamente Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 7:154
«Quando l’ira si placò in Mosè, prese le Tavole; nella loro iscrizione vi erano guida e misericordia per coloro che provano timore del loro Signore.»
Corano 7:155
«Mosè scelse settanta uomini del suo popolo per il Nostro appuntamento. Quando il terremoto li colse, disse: “Signore mio, se avessi voluto, li avresti distrutti prima, e anche me. Ci distruggerai per ciò che hanno fatto gli stolti fra noi? Questa non è altro che la Tua prova: con essa svii chi vuoi e guidi chi vuoi[5]. Tu sei il nostro protettore; perdonaci e abbi misericordia di noi. Tu sei il migliore dei perdonatori.»
Come abbiamo tradotto
Fitnatuka significa qui “la Tua prova”: la frase continua con “con essa svii chi vuoi e guidi chi vuoi”. Il soggetto grammaticale di entrambi i verbi è Dio. Manteniamo questa struttura, che è particolarmente importante nel quadro coranico della guida e dello sviamento.
Corano 7:156
«E prescrivi per noi il bene in questa vita e nell’altra; in verità siamo tornati a Te”. Disse: “Il Mio castigo: con esso colpisco chi voglio[5], mentre la Mia misericordia abbraccia ogni cosa. La prescriverò dunque per coloro che Mi temono, danno l’elemosina prescritta e credono nei Nostri segni,»
Corano 7:157
«coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato[7], che trovano scritto presso di loro nella Torah e nel Vangelo; egli ordina loro ciò che è riconosciuto come bene, proibisce loro ciò che è riprovevole, rende lecite per loro le cose buone e proibisce loro quelle cattive, e toglie da loro il loro fardello e i vincoli che erano su di loro. Coloro che credono in lui, lo sostengono, lo aiutano e seguono la luce che è stata fatta scendere con lui: costoro sono i prosperi”.»
Come abbiamo tradotto
Al-nabī al-ummī viene reso “il Profeta illetterato”. Ummī è tradizionalmente inteso come “non istruito / non alfabetizzato”, mentre sono state proposte anche letture legate all’assenza di una precedente Scrittura. La traduzione principale segue il valore tradizionale e lessicalmente ben attestato.
Corano 7:158
«Di’: “O uomini, in verità io sono il Messaggero di Dio per tutti voi, Colui al quale appartiene il dominio dei cieli e della terra. Non vi è divinità se non Lui; dà la vita e fa morire. Credete dunque in Dio e nel Suo Messaggero, il Profeta illetterato[7], che crede in Dio e nelle Sue parole, e seguitelo affinché possiate essere guidati”.»
Corano 7:159
«Fra il popolo di Mosè vi è una comunità che guida secondo verità e con essa rende giustizia.»
Corano 7:160
«Li dividemmo in dodici tribù, come comunità. Rivelammo a Mosè, quando il suo popolo gli chiese acqua: “Colpisci la roccia con il tuo bastone”. Ne sgorgarono dodici sorgenti e ogni gruppo conobbe il proprio abbeveratoio. Li ombreggiammo con la nube e facemmo scendere su di loro la manna e le quaglie: “Mangiate delle cose buone che vi abbiamo fornito”. Non fecero torto a Noi, ma facevano torto a se stessi.»
Corano 7:161
«E quando fu detto loro: “Abitate questa città e mangiate da essa dove volete; dite: ‘Perdono’, ed entrate dalla porta prosternandovi. Perdoneremo i vostri peccati e aumenteremo la ricompensa di coloro che fanno il bene”.»
Corano 7:162
«Ma coloro fra loro che furono ingiusti sostituirono con un’altra parola quella che era stata detta loro. Allora inviammo su di loro un castigo dal cielo per l’ingiustizia che commettevano.»
Corano 7:163
«Chiedi loro della città che si trovava presso il mare, quando trasgredivano riguardo al sabato: i loro pesci venivano a loro visibili nel giorno del loro sabato, mentre nel giorno in cui non osservavano il sabato non venivano. Così li mettevamo alla prova per la loro trasgressione.»
Corano 7:164
«E quando una comunità fra loro disse: “Perché ammonite un popolo che Dio distruggerà o castigherà con un castigo severo?”. Dissero: “Come scusa davanti al vostro Signore e affinché possano temere Dio”.»
Corano 7:165
«Quando dimenticarono ciò che era stato loro ricordato, salvammo coloro che proibivano il male e afferrammo coloro che erano stati ingiusti con un castigo terribile per la loro trasgressione.»
Corano 7:166
«Quando poi si ribellarono insolentemente a ciò che era stato loro proibito, dicemmo loro: “Siate scimmie disprezzate[8]”.»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice direttamente “Siate scimmie disprezzate”. Nel contesto immediato il comando riguarda i trasgressori del sabato descritti nei versetti precedenti; non trasformiamo il referente contestuale in una qualificazione generale di un popolo o di comunità contemporanee.
Corano 7:167
«E quando il tuo Signore dichiarò che avrebbe certamente mandato contro di loro[8], fino al Giorno della Resurrezione, chi avrebbe imposto loro il peggiore castigo. In verità il tuo Signore è rapido nel castigo, ed Egli è certamente Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 7:168
«Li dividemmo sulla terra in comunità. Fra loro vi sono i giusti e fra loro ve ne sono di diversi da questi. Li mettemmo alla prova con cose buone e cattive, affinché potessero ritornare.»
Corano 7:169
«Dopo di loro vennero successori che ereditarono il Libro. Prendono i beni effimeri di questa vita inferiore e dicono: “Saremo perdonati”; e se giungesse loro un altro bene simile, lo prenderebbero. Non fu forse imposto loro il patto del Libro, che non dicessero su Dio altro che la verità? E hanno studiato ciò che vi è contenuto. La dimora dell’altra vita è migliore per coloro che temono Dio. Non ragionate dunque?»
Corano 7:170
«Quanto a coloro che si attengono saldamente al Libro e stabiliscono la preghiera, in verità non lasciamo andare perduta la ricompensa di coloro che si correggono.»
Corano 7:171
«E quando sollevammo il monte sopra di loro come se fosse una tettoia ed essi pensarono che stesse per cadere su di loro: “Afferrate con forza ciò che vi abbiamo dato e ricordate ciò che vi è contenuto, affinché possiate temere Dio”.»
Corano 7:172
«E quando il tuo Signore trasse dai figli di Adamo, dai loro lombi, la loro discendenza e li fece testimoniare contro se stessi: “Non sono forse il vostro Signore?”. Dissero: “Sì, lo testimoniamo”. Questo affinché nel Giorno della Resurrezione non diciate: “In verità eravamo inconsapevoli di questo”,»
Corano 7:173
«o diciate: “Furono soltanto i nostri padri ad associare altri a Dio prima di noi, e noi eravamo una discendenza venuta dopo di loro. Ci distruggerai dunque per ciò che fecero coloro che praticavano la falsità?”.»
Corano 7:174
«Così esponiamo in dettaglio i segni, affinché possano ritornare.»
Corano 7:175
«Recita loro la notizia di colui al quale avevamo dato i Nostri segni, ma se ne spogliò; allora Satana lo seguì ed egli divenne fra gli sviati.»
Corano 7:176
«Se avessimo voluto, lo avremmo elevato per mezzo di essi; ma egli si attaccò alla terra e seguì il proprio desiderio. Il suo esempio è come quello del cane: se lo assali, ansima; e se lo lasci, ansima. Questo è l’esempio del popolo che ha smentito i Nostri segni. Racconta dunque i racconti, affinché possano riflettere.»
Corano 7:177
«Quanto è cattivo, come esempio, il popolo che ha smentito i Nostri segni e faceva torto a se stesso.»
Corano 7:178
«Colui che Dio guida è colui che è guidato; e coloro che Egli svia[5], costoro sono i perdenti.»
Corano 7:179
«Abbiamo certamente creato per l’Inferno[5] molti dei jinn e degli uomini. Hanno cuori con cui non comprendono, occhi con cui non vedono e orecchie con cui non odono. Costoro sono come il bestiame, anzi sono ancora più smarriti. Costoro sono gli incuranti.»
Come abbiamo tradotto
L’arabo ha wa-laqad dharaʾnā li-jahannama kathīran mina l-jinni wa-l-insi: “abbiamo certamente creato per l’Inferno molti dei jinn e degli uomini”. Manteniamo il verbo “creato” e la preposizione “per”, senza attenuare la costruzione in “finiranno all’Inferno” o “si sono destinati all’Inferno”.
Corano 7:180
«A Dio appartengono i nomi più belli: invocateLo con essi e lasciate coloro che deviano riguardo ai Suoi nomi. Saranno retribuiti per ciò che facevano.»
Corano 7:181
«Fra coloro che abbiamo creato vi è una comunità che guida secondo verità e con essa rende giustizia.»
Corano 7:182
«Quanto a coloro che smentiscono i Nostri segni, li condurremo gradualmente[4] da dove non sanno.»
Come abbiamo tradotto
Sanastadrijuhum indica un condurre gradualmente, passo dopo passo, da dove essi non sanno; il versetto successivo aggiunge “concederò loro una dilazione” e “il Mio stratagemma è saldo”. Non aggiungiamo al verbo una destinazione che il testo non esprime direttamente.
Corano 7:183
«E concederò loro una dilazione. In verità la Mia trama è salda[4].»
Corano 7:184
«Non hanno forse riflettuto? Nel loro compagno non vi è follia: egli non è altro che un ammonitore evidente.»
Corano 7:185
«Non hanno forse guardato al dominio dei cieli e della terra e a ogni cosa che Dio ha creato, e al fatto che forse il loro termine si è avvicinato? In quale discorso, dopo questo, crederanno?»
Corano 7:186
«Colui che Dio svia[5] non ha alcuna guida, ed Egli li lascia vagare alla cieca nella loro ribellione.»
Corano 7:187
«Ti interrogano sull’Ora: “Quando avverrà?”. Di’: “La sua conoscenza è soltanto presso il mio Signore. Nessuno, tranne Lui, la manifesterà al suo tempo. Essa grava sui cieli e sulla terra e non vi giungerà se non all’improvviso”. Ti interrogano come se tu ne fossi perfettamente informato. Di’: “La sua conoscenza è soltanto presso Dio, ma la maggior parte degli uomini non sa”.»
Corano 7:188
«Di’: “Non possiedo per me stesso né beneficio né danno, eccetto ciò che Dio vuole. Se conoscessi l’invisibile, avrei ottenuto molto bene e nessun male mi avrebbe toccato. Non sono altro che un ammonitore e un annunciatore di buona novella per un popolo che crede”.»
Corano 7:189
«Egli è Colui che vi ha creati da un’unica anima e da essa ha fatto la sua compagna, affinché trovi quiete presso di lei. Quando ebbe rapporti con lei[11], ella portò un carico leggero e continuò con esso; quando poi divenne pesante, entrambi invocarono Dio, loro Signore: “Se ci darai un figlio integro, saremo certamente fra i riconoscenti”.»
Come abbiamo tradotto
Taghashshāhā significa letteralmente “la coprì”, con lei come oggetto. Nel contesto immediato il seguito è la gravidanza; rendiamo quindi esplicitamente “ebbe rapporti con lei”, senza lasciare in italiano un eufemismo che attenuerebbe il referente sessuale della frase.
Corano 7:190
«Ma quando diede loro un figlio integro, attribuirono a Lui associati riguardo a ciò che aveva dato loro. Dio è ben al di sopra di ciò che Gli associano.»
Corano 7:191
«Gli associano forse ciò che non crea nulla e che è esso stesso creato,»
Corano 7:192
«e che non può soccorrerli né può soccorrere se stesso?»
Corano 7:193
«Se li chiamate alla guida, non vi seguiranno. È uguale per voi che li chiamiate o restiate in silenzio.»
Corano 7:194
«In verità coloro che invocate all’infuori di Dio sono servi come voi. Invocateli dunque e vi rispondano, se siete sinceri.»
Corano 7:195
«Hanno forse piedi con cui camminano? Oppure hanno mani con cui afferrano? Oppure hanno occhi con cui vedono? Oppure hanno orecchie con cui odono? Di’: “Invocate i vostri associati, poi tramate contro di me e non concedetemi alcuna dilazione.»
Corano 7:196
«In verità il mio protettore è Dio, Colui che ha fatto scendere il Libro, ed Egli protegge i giusti.»
Corano 7:197
«Coloro che invocate all’infuori di Lui non possono soccorrervi e non possono soccorrere se stessi”.»
Corano 7:198
«Se li chiami alla guida, non odono. Li vedi guardare verso di te, ma non vedono.»
Corano 7:199
«Attieniti al perdono[9], ordina ciò che è riconosciuto come bene e allontanati dagli ignoranti.»
Come abbiamo tradotto
Khudhi al-ʿafwa ammette sfumature come perdono, indulgenza e ciò che viene concesso facilmente. Rendiamo “attieniti al perdono”, una resa lessicalmente fondata; al-ʿurf viene reso “ciò che è riconosciuto come bene”, evitando di trasformare il versetto in un elenco giuridico non presente nel testo.
Corano 7:200
«Se ti raggiunge una provocazione da parte di Satana, cerca rifugio in Dio. In verità Egli è Colui che ascolta, Colui che conosce.»
Corano 7:201
«In verità coloro che temono Dio, quando li tocca un impulso da parte di Satana, si ricordano ed ecco che vedono chiaramente.»
Corano 7:202
«Quanto ai loro fratelli, li trascinano sempre più nello smarrimento e poi non smettono.»
Corano 7:203
«Quando non porti loro un segno, dicono: “Perché non l’hai escogitato?”. Di’: “Io seguo soltanto ciò che mi viene rivelato dal mio Signore”. Queste sono prove illuminanti da parte del vostro Signore, guida e misericordia per un popolo che crede.»
Corano 7:204
«Quando viene recitato il Corano, ascoltatelo e fate silenzio, affinché possiate ricevere misericordia.»
Corano 7:205
«Ricorda il tuo Signore dentro di te con umiltà e timore, senza alzare la voce, al mattino e alla sera, e non essere fra gli incuranti.»
Corano 7:206
«In verità coloro che sono presso il tuo Signore non si mostrano arroganti davanti alla Sua adorazione; Lo glorificano e si prosternano davanti a Lui.»
Note alla traduzione
- Corano 7:16. Aghwaytanī è causativo: Iblīs dice a Dio “mi hai sviato”. La traduzione conserva il soggetto e l’oggetto espressi dall’arabo. ↩
- Corano 7:54. Istawā ʿalā al-ʿarsh viene reso “si elevò sul Trono”. Le elaborazioni teologiche sul modo o sul senso dell’espressione non vengono inserite nel testo coranico. ↩
- Corano 7:80–81. Il testo parla di al-fāḥishah, “l’indecenza”, e specifica l’accostarsi “agli uomini con desiderio invece che alle donne”. La traduzione conserva la formulazione del versetto senza sostituirla con categorie moderne. ↩ ↩
- Corano 7:99 e 7:182–183. In 7:99 makr Allāh è reso “l’inganno di Dio”: il termine makr può comprendere trama, stratagemma, astuzia e inganno, e il Tafsīr al-Wasīṭ dice esplicitamente che “makr, in origine, è inganno”, spiegando qui il makr divino come istidrāj. In 7:183 compare invece kaydī matīn, “la Mia trama è salda”; manteniamo distinta la radice k-y-d. Per sanastadrijuhum traduciamo “li condurremo gradualmente”, senza aggiungere una destinazione non formulata dal verbo. ↩ ↩ ↩
- Corano 7:30, 7:100–101, 7:146, 7:155–156, 7:178–179 e 7:186. In questo insieme di passi il testo attribuisce a Dio azioni esplicite nella guida, nello sviamento, nel sigillare i cuori, nell’allontanare dai segni, nel colpire con il castigo e nel creare molti jinn e uomini “per l’Inferno”. La traduzione non converte queste forme attive in sole scelte umane. ↩ ↩ ↩ ↩ ↩ ↩ ↩ ↩ ↩
- Corano 7:116. Istarhabūhum significa “li terrorizzarono / li riempirono di paura”. Qui descrive l’effetto prodotto dai maghi sulla folla; non è un riferimento al concetto politico moderno di terrorismo. ↩
- Corano 7:157–158. Al-nabī al-ummī è reso “il Profeta illetterato”. Il termine ummī ha ricevuto anche altre spiegazioni, soprattutto in rapporto a chi non possiede una precedente Scrittura; la resa principale segue il valore tradizionale di “non istruito/non alfabetizzato”. ↩ ↩
- Corano 7:166–167. “Siate scimmie disprezzate” è il comando rivolto nel contesto ai trasgressori del sabato. Il pronome di 7:167 continua il blocco narrativo precedente; la traduzione non amplia il referente oltre quanto dice il testo. ↩ ↩
- Corano 7:199. Al-ʿafw può indicare perdono, indulgenza o ciò che viene concesso facilmente; qui scegliamo “perdono”. Al-ʿurf è “ciò che è riconosciuto come bene”. ↩
- Corano 7:75, 7:137 e 7:150. Le forme della radice ḍ-ʿ-f sono passive o causative e descrivono persone rese o tenute in condizione di debolezza. Nel contesto rendiamo “oppressi / mi ha oppresso”, senza ridurre il verbo al semplice essere percepiti come deboli. ↩ ↩ ↩
- Corano 7:189. Taghashshāhā significa letteralmente “la coprì”; poiché il seguito immediato descrive la gravidanza, traduciamo “ebbe rapporti con lei”, rendendo esplicito il referente dell’eufemismo arabo. ↩
- Corano 7:71. Rijs può indicare impurità/contaminazione e, secondo il contesto, castigo. Qui, accanto a “ira” e con il verbo “cadere su”, rendiamo “castigo”; in 6:125 lo stesso termine era reso “impurità”. ↩









