La Sura 48 al-Fatḥ, “La vittoria”, è una sura medinese di 29 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 48:1
«In verità ti abbiamo concesso una vittoria manifesta.[1]»
Come abbiamo tradotto
Fatḥan mubīnan è una “apertura/vittoria manifesta”. Rendiamo “vittoria manifesta”; l’identificazione storica appartiene al contesto esegetico.
Corano 48:2
«affinché Dio ti perdoni ciò che è trascorso del tuo peccato e ciò che verrà dopo, completi su di te la Sua grazia e ti guidi su una via retta,[2]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice esplicitamente “ciò che è trascorso del tuo peccato e ciò che verrà dopo”. Manteniamo il riferimento al peccato del Profeta senza attenuarlo.
Corano 48:3
«e Dio ti soccorra con un soccorso possente.»
Corano 48:4
«Egli è Colui che ha fatto scendere la tranquillità nei cuori dei credenti affinché accrescessero fede alla loro fede. A Dio appartengono gli eserciti dei cieli e della terra; e Dio è Sapiente, Saggio.[3]»
Come abbiamo tradotto
Dio possiede gli “eserciti dei cieli e della terra”. Manteniamo il lessico militare junūd.
Corano 48:5
«affinché faccia entrare i credenti e le credenti in Giardini sotto i quali scorrono i fiumi, dove rimarranno in perpetuo, e cancelli da loro i loro mali. E ciò, presso Dio, è un successo immenso,»
Corano 48:6
«e affinché castighi gli ipocriti e le ipocrite, gli associatori e le associatrici che nutrono riguardo a Dio un cattivo pensiero. Su di loro ricada il giro della sventura; Dio si è adirato contro di loro, li ha maledetti e ha preparato per loro l’Inferno. E che cattiva destinazione![4]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto dice che Dio si è adirato contro ipocriti e associatori, li ha maledetti e ha preparato per loro l’Inferno. Manteniamo la sequenza senza attenuazioni.
Corano 48:7
«A Dio appartengono gli eserciti dei cieli e della terra; e Dio è Potente, Saggio.»
Corano 48:8
«In verità ti abbiamo inviato come testimone, annunciatore di buona novella e ammonitore,»
Corano 48:9
«affinché crediate in Dio e nel Suo Messaggero, lo sosteniate e lo onoriate, e Lo glorifichiate al mattino e alla sera.[5]»
Come abbiamo tradotto
I pronomi in “sosteniate, onoriate e glorifichiate” sono stati discussi quanto al loro referente. Manteniamo la distinzione grafica “lo… lo… Lo” per rendere l’interpretazione tradizionale che riferisce i primi due al Messaggero e la glorificazione a Dio, segnalando qui la questione.
Corano 48:10
«In verità coloro che ti prestano giuramento di fedeltà non fanno che prestarlo a Dio: la mano di Dio è sopra le loro mani.[6] Chi rompe il patto lo rompe soltanto a danno di sé stesso; e chi adempie ciò a cui si è impegnato con Dio, Egli gli darà una ricompensa immensa.»
Come abbiamo tradotto
“La mano di Dio è sopra le loro mani” è mantenuto letteralmente. Le interpretazioni teologiche della “mano” restano fuori dalla traduzione.
Corano 48:11
«I beduini rimasti indietro ti diranno: «I nostri beni e le nostre famiglie ci hanno occupati; chiedi dunque perdono per noi». Dicono con le loro lingue ciò che non è nei loro cuori. Di’: «Chi può fare qualcosa per voi contro Dio, se Egli vuole per voi un danno oppure vuole per voi un beneficio?». Anzi, Dio è ben informato di ciò che fate.[7]»
Come abbiamo tradotto
Il testo contesta i beduini rimasti indietro: pronunciano con la lingua ciò che non è nei loro cuori. Manteniamo la contrapposizione esplicita.
Corano 48:12
«Anzi, pensavate che il Messaggero e i credenti non sarebbero mai tornati alle loro famiglie; ciò fu reso bello nei vostri cuori, nutriste un cattivo pensiero e foste un popolo destinato alla rovina.»
Corano 48:13
«E chi non crede in Dio e nel Suo Messaggero: in verità abbiamo preparato per i miscredenti una Fiamma.»
Corano 48:14
«A Dio appartiene il regno dei cieli e della terra. Egli perdona chi vuole e castiga chi vuole. E Dio è Perdonatore, Misericordioso.[8]»
Come abbiamo tradotto
Dio “perdona chi vuole e castiga chi vuole”. Manteniamo entrambe le prerogative nella forma diretta.
Corano 48:15
«Coloro che sono rimasti indietro diranno, quando partirete verso bottini da prendere: «Lasciateci seguirvi». Vogliono cambiare la parola di Dio. Di’: «Non ci seguirete: così Dio ha detto in precedenza». Allora diranno: «Anzi, ci invidiate». Ma comprendono ben poco.[9]»
Come abbiamo tradotto
Maghānim indica bottini di guerra. Rendiamo “bottini” senza eufemismi.
Corano 48:16
«Di’ ai beduini rimasti indietro: «Sarete chiamati contro un popolo dotato di grande forza: li combatterete oppure si sottometteranno.[10] Se obbedirete, Dio vi darà una buona ricompensa; ma se volgerete le spalle come avete fatto in precedenza, vi castigherà con un castigo doloroso».»
Come abbiamo tradotto
Tuqātilūnahum aw yuslimūn: “li combatterete oppure si sottometteranno”. Yuslimūn può anche essere letto nel senso confessionale di “diventeranno musulmani”; il Quranic Arabic Corpus glossa qui la forma con “they will submit”. Nel corpo manteniamo quindi il valore verbale “si sottometteranno”, coerente con il progetto. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 48:16.
Corano 48:17
«Non vi è colpa per il cieco, né colpa per lo zoppo, né colpa per il malato. E chi obbedisce a Dio e al Suo Messaggero, Egli lo farà entrare in Giardini sotto i quali scorrono i fiumi; e chi volge le spalle, Egli lo castigherà con un castigo doloroso.[11]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto esenta cieco, zoppo e malato dalla colpa nel contesto della chiamata alla spedizione, poi minaccia di castigo chi volta le spalle.
Corano 48:18
«Dio si è certamente compiaciuto dei credenti quando ti prestavano giuramento di fedeltà sotto l’albero. Egli sapeva ciò che era nei loro cuori, fece scendere su di loro la tranquillità e li ricompensò con una vittoria vicina,[12]»
Come abbiamo tradotto
Il giuramento “sotto l’albero” è menzionato senza nominare il luogo o l’evento storico; tali identificazioni restano nell’esegesi.
Corano 48:19
«e con molti bottini che prenderanno. E Dio è Potente, Saggio.»
Corano 48:20
«Dio vi ha promesso molti bottini che prenderete; e vi ha anticipato questo e ha trattenuto da voi le mani degli uomini, affinché sia un segno per i credenti e vi guidi su una via retta.[13]»
Come abbiamo tradotto
Dio promette “molti bottini” e dice di aver anticipato “questo”. Non inseriamo nel versetto l’identificazione storica del bottino.
Corano 48:21
«E un’altra che non eravate in grado di conseguire, ma Dio l’ha già circondata. E Dio è potente su ogni cosa.[14]»
Come abbiamo tradotto
Il testo parla di “un’altra” realtà/vittoria che i destinatari non erano ancora in grado di conseguire e che Dio aveva già “circondato”. Manteniamo l’indeterminatezza.
Corano 48:22
«E se coloro che non credono vi avessero combattuto, avrebbero certamente voltato le spalle; poi non avrebbero trovato né protettore né soccorritore.»
Corano 48:23
«È la consuetudine di Dio già trascorsa in precedenza; e non troverai alcun cambiamento nella consuetudine di Dio.»
Corano 48:24
«Ed Egli è Colui che ha trattenuto le loro mani da voi e le vostre mani da loro nel cuore della Mecca, dopo avervi dato il sopravvento su di loro. E Dio vede ciò che fate.[15]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto dice che Dio trattenne reciprocamente le mani dei due gruppi “nel cuore della Mecca”, dopo aver dato ai credenti il sopravvento.
Corano 48:25
«Sono loro coloro che non hanno creduto, vi hanno impedito l’accesso alla Moschea Sacra e hanno trattenuto l’offerta sacrificale dal raggiungere il suo luogo. E se non fosse stato per uomini credenti e donne credenti che non conoscevate, che avreste potuto calpestare e per causa dei quali vi sarebbe ricaduta addosso una colpa senza saperlo — affinché Dio faccia entrare nella Sua misericordia chi vuole — se fossero stati separati, avremmo certamente castigato con un castigo doloroso coloro fra loro che non credevano.[16]»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma che, se credenti e credenti donne rimasti mescolati agli avversari fossero stati separati, Dio avrebbe castigato dolorosamente i non credenti fra questi ultimi. Manteniamo la condizione.
Corano 48:26
«Quando coloro che non credono posero nei loro cuori l’ardore, l’ardore dell’ignoranza, Dio fece scendere la Sua tranquillità sul Suo Messaggero e sui credenti e impose loro la parola del timore reverenziale; ed essi ne erano più degni e più adatti. E Dio conosce ogni cosa.[17]»
Come abbiamo tradotto
Ḥamiyyata l-jāhiliyyah è l’ardore/partigianeria dell’ignoranza preislamica. Rendiamo “l’ardore dell’ignoranza”.
Corano 48:27
«Dio ha certamente reso vera per il Suo Messaggero la visione secondo verità: entrerete certamente nella Moschea Sacra, se Dio vuole, in sicurezza, con le teste rasate e i capelli accorciati, senza temere. Egli sapeva ciò che voi non sapevate e, oltre a ciò, ha disposto una vittoria vicina.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto promette l’ingresso nella Moschea Sacra con teste rasate o capelli accorciati e collega la promessa a una “vittoria vicina”.
Corano 48:28
«Egli è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità per farla prevalere su tutta la religione. E Dio basta come testimone.[19]»
Come abbiamo tradotto
Li-yuẓhirahu ʿalā l-dīni kullihi significa “per farla prevalere su tutta la religione”. Non attenuiamo yuẓhirahu ʿalā in semplice “farla conoscere”.
Corano 48:29
«Muḥammad è il Messaggero di Dio. Coloro che sono con lui sono duri contro i miscredenti e misericordiosi fra loro.[20] Li vedi inchinati e prosternati, mentre cercano grazia da Dio e compiacimento. Il loro segno è sui loro volti, per effetto della prosternazione. Questa è la loro descrizione nella Torah; e la loro descrizione nel Vangelo è come una pianta che fa uscire il suo germoglio, poi lo rafforza, diventa robusta e si erge sul suo stelo, meravigliando i seminatori, affinché per mezzo loro Egli faccia infuriare i miscredenti.[21] Dio ha promesso a coloro fra loro che credono e compiono opere giuste perdono e una ricompensa immensa.»
Come abbiamo tradotto
Il testo descrive i compagni di Muḥammad come “duri contro i miscredenti, misericordiosi fra loro”. Manteniamo il contrasto esplicito.
La similitudine evangelica culmina con li-yaghīẓa bihimu l-kuffār, “affinché per mezzo loro Egli faccia infuriare i miscredenti”. Manteniamo il verbo forte.
Note alla traduzione
- Corano 48:1. Fatḥan mubīnan è una “apertura/vittoria manifesta”. Rendiamo “vittoria manifesta”; l’identificazione storica appartiene al contesto esegetico. ↩
- Corano 48:2. Il testo dice esplicitamente “ciò che è trascorso del tuo peccato e ciò che verrà dopo”. Manteniamo il riferimento al peccato del Profeta senza attenuarlo. ↩
- Corano 48:4. Dio possiede gli “eserciti dei cieli e della terra”. Manteniamo il lessico militare junūd. ↩
- Corano 48:6. Il versetto dice che Dio si è adirato contro ipocriti e associatori, li ha maledetti e ha preparato per loro l’Inferno. Manteniamo la sequenza senza attenuazioni. ↩
- Corano 48:9. I pronomi in “sosteniate, onoriate e glorifichiate” sono stati discussi quanto al loro referente. Manteniamo la distinzione grafica “lo… lo… Lo” per rendere l’interpretazione tradizionale che riferisce i primi due al Messaggero e la glorificazione a Dio, segnalando qui la questione. ↩
- Corano 48:10. “La mano di Dio è sopra le loro mani” è mantenuto letteralmente. Le interpretazioni teologiche della “mano” restano fuori dalla traduzione. ↩
- Corano 48:11. Il testo contesta i beduini rimasti indietro: pronunciano con la lingua ciò che non è nei loro cuori. Manteniamo la contrapposizione esplicita. ↩
- Corano 48:14. Dio “perdona chi vuole e castiga chi vuole”. Manteniamo entrambe le prerogative nella forma diretta. ↩
- Corano 48:15. Maghānim indica bottini di guerra. Rendiamo “bottini” senza eufemismi. ↩
- Corano 48:16. Tuqātilūnahum aw yuslimūn: “li combatterete oppure si sottometteranno”. Yuslimūn può anche essere letto nel senso confessionale di “diventeranno musulmani”; il Quranic Arabic Corpus glossa qui la forma con “they will submit”. Nel corpo manteniamo quindi il valore verbale “si sottometteranno”, coerente con il progetto. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 48:16. ↩
- Corano 48:17. Il versetto esenta cieco, zoppo e malato dalla colpa nel contesto della chiamata alla spedizione, poi minaccia di castigo chi volta le spalle. ↩
- Corano 48:18. Il giuramento “sotto l’albero” è menzionato senza nominare il luogo o l’evento storico; tali identificazioni restano nell’esegesi. ↩
- Corano 48:20. Dio promette “molti bottini” e dice di aver anticipato “questo”. Non inseriamo nel versetto l’identificazione storica del bottino. ↩
- Corano 48:21. Il testo parla di “un’altra” realtà/vittoria che i destinatari non erano ancora in grado di conseguire e che Dio aveva già “circondato”. Manteniamo l’indeterminatezza. ↩
- Corano 48:24. Il versetto dice che Dio trattenne reciprocamente le mani dei due gruppi “nel cuore della Mecca”, dopo aver dato ai credenti il sopravvento. ↩
- Corano 48:25. Il testo afferma che, se credenti e credenti donne rimasti mescolati agli avversari fossero stati separati, Dio avrebbe castigato dolorosamente i non credenti fra questi ultimi. Manteniamo la condizione. ↩
- Corano 48:26. Ḥamiyyata l-jāhiliyyah è l’ardore/partigianeria dell’ignoranza preislamica. Rendiamo “l’ardore dell’ignoranza”. ↩
- Corano 48:27. Il versetto promette l’ingresso nella Moschea Sacra con teste rasate o capelli accorciati e collega la promessa a una “vittoria vicina”. ↩
- Corano 48:28. Li-yuẓhirahu ʿalā l-dīni kullihi significa “per farla prevalere su tutta la religione”. Non attenuiamo yuẓhirahu ʿalā in semplice “farla conoscere”. ↩
- Corano 48:29. Il testo descrive i compagni di Muḥammad come “duri contro i miscredenti, misericordiosi fra loro”. Manteniamo il contrasto esplicito. ↩
- Corano 48:29. La similitudine evangelica culmina con li-yaghīẓa bihimu l-kuffār, “affinché per mezzo loro Egli faccia infuriare i miscredenti”. Manteniamo il verbo forte. ↩









