La Sura 9 at-Tawbah, “Il pentimento”, conosciuta anche come Barāʾah, è una sura medinese di 129 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
Corano 9:1
«Dichiarazione di dissociazione da parte di Dio e del Suo Messaggero verso coloro fra gli associatori con i quali avete stipulato un patto.»
Corano 9:2
«Percorrete dunque liberamente la terra per quattro mesi e sappiate che non potrete sfuggire a Dio e che Dio coprirà di vergogna i miscredenti.»
Corano 9:3
«E annuncio da parte di Dio e del Suo Messaggero agli uomini, nel giorno del Pellegrinaggio maggiore: Dio è estraneo agli associatori, e così il Suo Messaggero. Se vi pentite, sarà meglio per voi; ma se voltate le spalle, sappiate che non potrete sfuggire a Dio. Annuncia a coloro che non credono un castigo doloroso.»
Corano 9:4
«Fanno eccezione coloro fra gli associatori con i quali avete stipulato un patto e che poi non hanno mancato in nulla verso di voi né hanno sostenuto nessuno contro di voi: rispettate dunque il loro patto fino alla sua scadenza. In verità Dio ama coloro che Lo temono.»
Corano 9:5
«Quando saranno trascorsi i mesi sacri, uccidete gli associatori ovunque li troviate, catturateli, assediateli e appostatevi contro di loro in ogni luogo d’agguato.[1] Ma se si pentono, stabiliscono la preghiera e versano la zakāt, lasciate libera la loro via. In verità Dio è Perdonatore, Misericordioso.»
Come abbiamo tradotto
Il comando di 9:5 segue l’eccezione di 9:4 per i gruppi che hanno rispettato il patto ed è seguito da 9:6, che prescrive protezione e accompagnamento in luogo sicuro a chi la richieda. La traduzione mantiene comunque senza attenuazioni gli imperativi del versetto: “uccidete”, “catturate”, “assediate”, “appostatevi”. Cfr. Corano 9:4 e Corano 9:6.
Corano 9:6
«E se uno degli associatori ti chiede protezione, concedigliela affinché ascolti la parola di Dio; poi fallo giungere al suo luogo sicuro. Ciò perché sono gente che non sa.»
Corano 9:7
«Come potrebbe esservi per gli associatori un patto presso Dio e presso il Suo Messaggero, eccetto quelli con i quali avete stipulato un patto presso la Moschea Sacra? Finché si comportano rettamente con voi, comportatevi rettamente con loro. In verità Dio ama coloro che Lo temono.»
Corano 9:8
«Come potrebbe esserci, quando, se prevalessero su di voi, non rispetterebbero nei vostri confronti né legame né patto di protezione? Vi compiacciono con le loro bocche, mentre i loro cuori rifiutano, e la maggior parte di loro è trasgressore.»
Corano 9:9
«Hanno venduto i segni di Dio per un prezzo misero e hanno distolto dalla Sua via. Quanto è cattivo ciò che facevano!»
Corano 9:10
«Non rispettano verso un credente né legame né patto di protezione. Costoro sono i trasgressori.»
Corano 9:11
«Ma se si pentono, stabiliscono la preghiera e versano la zakāt, allora sono vostri fratelli nella religione. Esponiamo in dettaglio i segni per un popolo che sa.»
Corano 9:12
«E se infrangono i loro giuramenti dopo il loro patto e attaccano la vostra religione, combattete i capi della miscredenza[2] — per loro non vi sono giuramenti — affinché desistano.»
Corano 9:13
«Non combatterete forse un popolo che ha infranto i propri giuramenti, ha progettato di espellere il Messaggero e vi ha attaccati per primo? Li temete? Dio ha maggior diritto di essere temuto, se siete credenti.»
Corano 9:14
«Combatteteli: Dio li castigherà per mano vostra, li coprirà di vergogna, vi darà vittoria su di loro e guarirà i petti di un popolo di credenti,»
Corano 9:15
«e farà scomparire la collera dai loro cuori. Dio accoglie il pentimento di chi vuole. Dio è Sapiente, Saggio.»
Corano 9:16
«Pensate forse di essere lasciati senza che Dio abbia ancora reso manifesti coloro fra voi che hanno combattuto e che non hanno preso, oltre a Dio, al Suo Messaggero e ai credenti, alcun confidente intimo? Dio è ben informato di ciò che fate.»
Corano 9:17
«Non spetta agli associatori mantenere le moschee di Dio mentre testimoniano contro se stessi la propria miscredenza. Le loro opere sono vane e nel Fuoco rimarranno per sempre.»
Corano 9:18
«Mantiene le moschee di Dio soltanto chi crede in Dio e nell’Ultimo Giorno, stabilisce la preghiera, versa la zakāt e non teme altri che Dio. È possibile che costoro siano fra i guidati.»
Corano 9:19
«Avete forse reso il dare da bere ai pellegrini e il mantenimento della Moschea Sacra pari a chi crede in Dio e nell’Ultimo Giorno e combatte sulla via di Dio? Non sono uguali presso Dio. Dio non guida il popolo degli ingiusti.»
Corano 9:20
«Coloro che hanno creduto, sono emigrati e hanno combattuto sulla via di Dio con i loro beni e le loro vite hanno un grado maggiore presso Dio. Costoro sono coloro che conseguono il successo.»
Corano 9:21
«Il loro Signore annuncia loro misericordia da parte Sua, compiacimento e Giardini nei quali avranno delizia duratura,»
Corano 9:22
«nei quali rimarranno per sempre. In verità presso Dio vi è una ricompensa immensa.»
Corano 9:23
«O voi che credete, non prendete i vostri padri e i vostri fratelli come alleati[3] se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi fra voi li prende come alleati, costoro sono gli ingiusti.»
Corano 9:24
«Di’: “Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, il vostro clan, i beni che avete acquisito, un commercio di cui temete il ristagno e dimore che gradite vi sono più cari di Dio, del Suo Messaggero e del combattimento sulla Sua via[4], allora aspettate finché Dio venga con il Suo ordine. Dio non guida il popolo dei trasgressori”.»
Corano 9:25
«Dio vi ha certamente soccorsi in molti luoghi e nel giorno di Ḥunayn, quando il vostro gran numero vi compiacque ma non vi giovò in nulla; la terra, nonostante la sua vastità, divenne stretta per voi, poi voltaste le spalle in fuga.»
Corano 9:26
«Poi Dio fece scendere la Sua tranquillità sul Suo Messaggero e sui credenti, fece scendere schiere che non vedevate e castigò coloro che non credevano. Questa è la ricompensa dei miscredenti.»
Corano 9:27
«Poi, dopo ciò, Dio accoglie il pentimento di chi vuole. Dio è Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 9:28
«O voi che credete, gli associatori sono impurità[5]; non si avvicinino dunque alla Moschea Sacra dopo quest’anno. Se temete la povertà, Dio vi arricchirà della Sua grazia, se vuole. In verità Dio è Sapiente, Saggio.»
Corano 9:29
«Combattete coloro fra la Gente del Libro che non credono in Dio né nell’Ultimo Giorno, non considerano proibito ciò che Dio e il Suo Messaggero hanno proibito e non professano la religione della verità, finché non paghino la jizya di propria mano mentre sono umiliati.[6]»
Come abbiamo tradotto
Al-jizya è il tributo nominato dal testo. ʿAn yad ammette spiegazioni diverse, fra cui il pagamento “di propria mano” e l’idea di una posizione di potere. Ṣāghirūn esprime essere abbassati, umiliati o sottomessi. Rendiamo “di propria mano mentre sono umiliati” e lasciamo alla nota l’ampiezza interpretativa. Cfr. Lane, radice ṣ-gh-r.
Corano 9:30
«Gli ebrei dicono: “ʿUzayr è figlio di Dio”, e i cristiani dicono: “Il Messia è figlio di Dio”. Questo è ciò che dicono con le loro bocche, imitando le parole di coloro che non credettero prima. Che Dio li annienti![7] Come vengono sviati!»
Come abbiamo tradotto
Qātalahumu Allāh è una formula imprecativa. Può essere resa “che Dio li combatta”, “che Dio li uccida/annienti”. Usiamo “Che Dio li annienti!” per conservare il valore di maledizione della frase.
Corano 9:31
«Hanno preso i loro dottori e i loro monaci come signori al posto di Dio, e anche il Messia figlio di Maria, mentre era stato ordinato loro soltanto di adorare un unico Dio. Non vi è dio se non Lui. Gloria a Lui, al di sopra di ciò che Gli associano.»
Corano 9:32
«Vogliono spegnere la luce di Dio con le loro bocche, ma Dio rifiuta se non di portare a compimento la Sua luce, anche se i miscredenti lo detestano.»
Corano 9:33
«Egli è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità, affinché la faccia prevalere su ogni religione, anche se gli associatori lo detestano.»
Corano 9:34
«O voi che credete, in verità molti dottori e monaci divorano ingiustamente i beni della gente e distolgono dalla via di Dio. E a coloro che accumulano oro e argento e non li spendono sulla via di Dio annuncia un castigo doloroso,»
Corano 9:35
«nel Giorno in cui saranno arroventati nel Fuoco dell’Inferno e con essi saranno marchiate le loro fronti, i loro fianchi e le loro schiene: “Questo è ciò che avete accumulato per voi stessi; gustate dunque ciò che accumulavate”.»
Corano 9:36
«In verità il numero dei mesi presso Dio è dodici, nel Libro di Dio, dal giorno in cui creò i cieli e la terra; quattro di essi sono sacri. Questa è la religione retta. In essi non fate torto a voi stessi. E combattete gli associatori tutti insieme, come essi combattono voi tutti insieme. Sappiate che Dio è con coloro che Lo temono.»
Corano 9:37
«Il rinvio del mese sacro non è altro che un aumento della miscredenza, mediante il quale coloro che non credono vengono sviati: lo dichiarano lecito un anno e lo dichiarano sacro un altro anno, per far corrispondere il numero di ciò che Dio ha reso sacro e rendere così lecito ciò che Dio ha proibito. È stato reso bello ai loro occhi il male delle loro opere. Dio non guida il popolo dei miscredenti.»
Corano 9:38
«O voi che credete, che cosa avete quando vi si dice: “Partite sulla via di Dio”, e vi appesantite verso terra? Siete forse soddisfatti della vita terrena al posto dell’altra vita? Il godimento della vita terrena, rispetto all’altra vita, è ben poca cosa.»
Corano 9:39
«Se non partirete, Egli vi castigherà con un castigo doloroso e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non Gli nuocerete in nulla. Dio è capace di ogni cosa.»
Corano 9:40
«Se non lo soccorrete, Dio lo ha già soccorso quando coloro che non credevano lo scacciarono, secondo di due, quando entrambi erano nella caverna e diceva al suo compagno: “Non rattristarti, Dio è con noi”. Allora Dio fece scendere la Sua tranquillità su di lui, lo sostenne con schiere che non vedevate e rese più bassa la parola di coloro che non credevano, mentre la parola di Dio è la più alta. Dio è Potente, Saggio.»
Corano 9:41
«Partite, leggeri o pesanti, e combattete con i vostri beni e le vostre vite sulla via di Dio.[8] Questo è meglio per voi, se sapeste.»
Come abbiamo tradotto
Il contesto è la mobilitazione militare: infirū ordina di partire e il successivo jāhidū bi-amwālikum wa-anfusikum riguarda l’impegno con beni e vite. Per questo, in questo versetto, rendiamo “combattete” anziché il più generico “sforzatevi”.
Corano 9:42
«Se si fosse trattato di un guadagno vicino e di un viaggio moderato, ti avrebbero seguito; ma il percorso apparve loro troppo lungo. Giureranno per Dio: “Se avessimo potuto, saremmo usciti con voi”. Distruggono se stessi, e Dio sa che sono certamente bugiardi.»
Corano 9:43
«Dio ti perdoni! Perché hai concesso loro il permesso prima che ti fossero manifesti coloro che dicevano il vero e tu conoscessi i bugiardi?»
Corano 9:44
«Coloro che credono in Dio e nell’Ultimo Giorno non ti chiedono permesso di essere esentati dal combattere con i loro beni e le loro vite. Dio conosce coloro che Lo temono.»
Corano 9:45
«Ti chiedono permesso soltanto coloro che non credono in Dio e nell’Ultimo Giorno e i cui cuori dubitano; così, nel loro dubbio, esitano.»
Corano 9:46
«Se avessero voluto partire, avrebbero preparato qualcosa per la partenza; ma Dio detestò che si mettessero in marcia e li trattenne, e fu detto: “Restate con coloro che restano”.»
Corano 9:47
«Se fossero usciti con voi, non avrebbero fatto altro che accrescere il disordine fra voi e si sarebbero affrettati in mezzo a voi cercando di suscitarvi discordia. Fra voi vi sono coloro che li ascoltano. Dio conosce gli ingiusti.»
Corano 9:48
«Avevano già cercato di suscitare discordia in precedenza e avevano sconvolto per te le cose, finché giunse la verità e prevalse l’ordine di Dio, mentre essi lo detestavano.»
Corano 9:49
«Fra loro vi è chi dice: “Concedimi il permesso e non mettermi alla prova”. Ebbene, proprio nella prova sono caduti. In verità l’Inferno circonda i miscredenti.»
Corano 9:50
«Se ti accade un bene, ciò li rattrista; se ti colpisce una disgrazia, dicono: “Avevamo già preso le nostre precauzioni”, e si allontanano gioiosi.»
Corano 9:51
«Di’: “Non ci colpirà se non ciò che Dio ha decretato per noi. Egli è il nostro protettore”. In Dio confidino dunque i credenti.»
Corano 9:52
«Di’: “Che cosa aspettate per noi se non una delle due cose migliori? Noi invece aspettiamo per voi che Dio vi colpisca con un castigo proveniente da Lui oppure per mano nostra. Aspettate dunque; anche noi aspettiamo con voi”.»
Corano 9:53
«Di’: “Spendete volontariamente o controvoglia: non sarà mai accettato da voi, perché siete un popolo trasgressore”.»
Corano 9:54
«Nulla impedisce che le loro spese siano accettate se non il fatto che non hanno creduto in Dio e nel Suo Messaggero, che si presentano alla preghiera soltanto svogliatamente e che spendono soltanto controvoglia.»
Corano 9:55
«Non ti meraviglino dunque i loro beni né i loro figli. Dio vuole soltanto castigarli per mezzo di essi nella vita terrena e che le loro anime periscano mentre sono miscredenti.[9]»
Come abbiamo tradotto
Il soggetto di yurīdu, “vuole”, è Dio. Il testo attribuisce quindi direttamente a Dio l’intenzione di castigarli attraverso beni e figli. Tazhaqa anfusuhum usa la radice z-h-q, che può significare “dipartire” o “perire”: rendiamo “che le loro anime periscano”, mantenendo sia il sostantivo “anime” sia il valore più severo pienamente attestato del verbo. La stessa espressione ricorre in 9:85.
Corano 9:56
«Giurano per Dio di essere dei vostri, ma non sono dei vostri: sono gente che ha paura.»
Corano 9:57
«Se trovassero un rifugio, delle caverne o un luogo in cui infilarsi, vi si precipiterebbero sfrenatamente.»
Corano 9:58
«Fra loro vi è chi ti critica riguardo alle elemosine: se ne ricevono, sono soddisfatti; se invece non ne ricevono, subito si adirano.»
Corano 9:59
«Se solo fossero stati soddisfatti di ciò che Dio e il Suo Messaggero avevano dato loro e avessero detto: “Dio ci basta; Dio ci darà della Sua grazia, e così il Suo Messaggero. A Dio soltanto aspiriamo”…[26]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto apre una costruzione con law, “se”, ma l’apodosi non è espressa. L’analisi grammaticale tradizionale la ricostruisce come “sarebbe stato meglio per loro”, ma queste parole non compaiono nel testo. Manteniamo quindi l’ellissi nella traduzione invece di trasformare la ricostruzione grammaticale in parole del Corano.
Corano 9:60
«Le elemosine sono soltanto per i poveri, i bisognosi, coloro che vi lavorano, coloro i cui cuori devono essere conciliati, per la liberazione degli schiavi, per i debitori, sulla via di Dio e per il viandante: un obbligo stabilito da Dio.[10] Dio è Sapiente, Saggio.»
Corano 9:61
«Fra loro vi sono coloro che offendono il Profeta e dicono: “È tutto orecchi”. Di’: “Un orecchio di bene per voi: crede in Dio, presta fede ai credenti ed è misericordia per coloro fra voi che credono”. Per coloro che offendono il Messaggero di Dio vi è un castigo doloroso.»
Corano 9:62
«Giurano per Dio davanti a voi per compiacervi, mentre Dio e il Suo Messaggero hanno maggior diritto che essi compiacciano, se sono credenti.»
Corano 9:63
«Non sanno che chi si oppone a Dio e al Suo Messaggero avrà il Fuoco dell’Inferno, nel quale rimarrà per sempre? Questa è la grande ignominia.»
Corano 9:64
«Gli ipocriti temono che venga fatta scendere contro di loro una sura che li informi di ciò che è nei loro cuori. Di’: “Schernite pure: Dio farà uscire ciò che temete”.»
Corano 9:65
«Se li interroghi, certamente diranno: “Stavamo soltanto conversando e scherzando”. Di’: “Era di Dio, dei Suoi segni e del Suo Messaggero che vi prendevate gioco?”.»
Corano 9:66
«Non cercate scuse: avete rifiutato di credere dopo la vostra fede. Se perdoniamo un gruppo di voi, castigheremo un altro gruppo, perché erano colpevoli.»
Corano 9:67
«Gli ipocriti e le ipocrite appartengono gli uni agli altri: ordinano ciò che è riprovevole, proibiscono ciò che è riconosciuto come bene e tengono chiuse le loro mani. Hanno dimenticato Dio, ed Egli ha dimenticato loro.[11] In verità gli ipocriti sono i trasgressori.»
Come abbiamo tradotto
La frase nasū Allāha fa-nasiyahum usa la stessa radice n-s-y in entrambe le proposizioni: “dimenticarono Dio, ed Egli dimenticò loro”. Manteniamo il parallelismo invece di sostituire il secondo verbo con una parafrasi teologica.
Corano 9:68
«Dio ha promesso agli ipocriti, uomini e donne, e ai miscredenti il Fuoco dell’Inferno, nel quale rimarranno per sempre. Esso basta loro. Dio li ha maledetti e per loro vi è un castigo duraturo.»
Corano 9:69
«Come coloro che furono prima di voi: erano più forti di voi e più abbondanti in beni e figli. Godettero della loro parte, e voi avete goduto della vostra parte come coloro che furono prima di voi godettero della loro; e vi siete immersi nei discorsi vani come essi vi si immersero. Le opere di costoro sono divenute vane in questa vita e nell’altra. Costoro sono i perdenti.»
Corano 9:70
«Non è forse giunta loro la notizia di coloro che furono prima di loro: il popolo di Noè, ʿĀd, Thamūd, il popolo di Abramo, gli abitanti di Madyan e le città rovesciate? I loro messaggeri portarono loro prove chiare. Dio non fece loro ingiustizia, ma erano essi a fare ingiustizia a se stessi.»
Corano 9:71
«I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri: ordinano ciò che è riconosciuto come bene, proibiscono ciò che è riprovevole, stabiliscono la preghiera, versano la zakāt e obbediscono a Dio e al Suo Messaggero. Dio avrà misericordia di costoro. In verità Dio è Potente, Saggio.»
Corano 9:72
«Dio ha promesso ai credenti e alle credenti Giardini sotto i quali scorrono i fiumi, nei quali rimarranno per sempre, e dimore piacevoli nei Giardini di permanenza. Ma il compiacimento di Dio è più grande. Questo è il grande successo.»
Corano 9:73
«O Profeta, fai jihād contro i miscredenti e gli ipocriti e sii duro con loro.[12] Il loro rifugio è l’Inferno. Quale cattiva destinazione!»
Come abbiamo tradotto
Jāhid al-kuffāra wa-l-munāfiqīn ordina al Profeta di esercitare jihād contro miscredenti e ipocriti, seguito da “sii duro con loro”. Poiché lo stesso imperativo ricorre in 66:9 e l’esegesi classica distingue le modalità del jihād contro miscredenti e ipocriti, non restringiamo il verbo a “combatti” per entrambi: rendiamo “fai jihād contro”. Al-Ṭabarī registra per i miscredenti il combattimento armato e, per gli ipocriti, spiegazioni diverse (mano, lingua, durezza, applicazione delle pene). Cfr. al-Ṭabarī, 9:73.
Corano 9:74
«Giurano per Dio di non aver detto nulla, mentre hanno certamente pronunciato una parola di miscredenza e hanno rifiutato di credere dopo il loro Islam. Hanno progettato ciò che non sono riusciti a ottenere. Non ebbero altro motivo di risentimento se non che Dio e il Suo Messaggero li avevano arricchiti della Sua grazia. Se si pentono, sarà meglio per loro; se invece voltano le spalle, Dio li castigherà con un castigo doloroso in questa vita e nell’altra. Sulla terra non avranno né protettore né soccorritore.»
Corano 9:75
«Fra loro vi è chi ha stretto un patto con Dio: “Se Egli ci darà della Sua grazia, faremo certamente elemosina e saremo certamente fra i giusti”.»
Corano 9:76
«Ma quando Egli diede loro della Sua grazia, furono avari con essa, voltarono le spalle e si allontanarono.»
Corano 9:77
«Così Egli fece seguire nei loro cuori l’ipocrisia fino al Giorno in cui Lo incontreranno, perché vennero meno a ciò che avevano promesso a Dio e perché mentivano.[13]»
Come abbiamo tradotto
Fa-aʿqabahum nifāqan attribuisce l’esito a un soggetto sottinteso ripreso dal contesto: “fece seguire loro l’ipocrisia”. Manteniamo la costruzione con soggetto divino invece di trasformarla in un processo puramente impersonale.
Corano 9:78
«Non sanno che Dio conosce il loro segreto e i loro colloqui riservati e che Dio è il Conoscitore perfetto dell’invisibile?»
Corano 9:79
«Coloro che criticano i credenti che offrono volontariamente elemosine e coloro che non trovano altro da dare se non il frutto del proprio sforzo, e quindi li scherniscono: Dio si fa beffe di loro[14] e per loro vi è un castigo doloroso.»
Come abbiamo tradotto
Sakhira Allāhu minhum significa letteralmente che Dio li schernisce o si fa beffe di loro. La traduzione mantiene il soggetto e il verbo senza attenuarli in una formula impersonale.
Corano 9:80
«Che tu chieda perdono per loro o non chieda perdono per loro, anche se chiedessi perdono per loro settanta volte, Dio non li perdonerà mai. Ciò perché non hanno creduto in Dio e nel Suo Messaggero. Dio non guida il popolo dei trasgressori.»
Corano 9:81
«Coloro che furono lasciati indietro gioirono di essere rimasti, in contrasto con il Messaggero di Dio, e detestarono combattere con i loro beni e le loro vite sulla via di Dio. Dissero: “Non partite con questo caldo”. Di’: “Il Fuoco dell’Inferno è ancora più caldo”, se soltanto comprendessero.»
Corano 9:82
«Ridano dunque poco e piangano molto, come ricompensa per ciò che guadagnavano.»
Corano 9:83
«Se Dio ti ricondurrà presso un gruppo di loro e poi ti chiederanno il permesso di uscire, di’: “Non uscirete mai più con me e non combatterete mai con me contro un nemico. Vi compiaceste di restare la prima volta; restate dunque con coloro che rimangono indietro”.»
Corano 9:84
«Non pregare mai su nessuno di loro che sia morto e non sostare presso la sua tomba.[15] In verità non hanno creduto in Dio e nel Suo Messaggero e sono morti da trasgressori.»
Corano 9:85
«Non ti meraviglino i loro beni né i loro figli. Dio vuole soltanto castigarli per mezzo di essi in questo mondo e che le loro anime periscano mentre sono miscredenti.[9]»
Corano 9:86
«Quando viene fatta scendere una sura che ordina: “Credete in Dio e combattete insieme al Suo Messaggero”, quelli fra loro che dispongono di mezzi ti chiedono permesso e dicono: “Lasciaci stare con coloro che rimangono”.»
Corano 9:87
«Si sono compiaciuti di stare con coloro che rimangono indietro e sui loro cuori è stato posto un sigillo; perciò non comprendono.»
Corano 9:88
«Ma il Messaggero e coloro che hanno creduto con lui hanno combattuto con i loro beni e le loro vite. Per costoro vi sono le cose buone e costoro sono coloro che prosperano.»
Corano 9:89
«Dio ha preparato per loro Giardini sotto i quali scorrono i fiumi, nei quali rimarranno per sempre. Questo è il grande successo.»
Corano 9:90
«Vennero alcuni beduini che presentavano scuse per ottenere il permesso, mentre coloro che avevano mentito a Dio e al Suo Messaggero rimasero seduti. Un castigo doloroso colpirà quelli fra loro che non hanno creduto.»
Corano 9:91
«Non vi è colpa sui deboli, sui malati né su coloro che non trovano nulla da spendere, quando sono sinceri verso Dio e il Suo Messaggero. Non vi è alcuna via di rimprovero contro coloro che fanno il bene. Dio è Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 9:92
«Né vi è colpa su coloro che, quando vennero da te affinché fornissi loro una cavalcatura, dicesti: “Non trovo ciò su cui farvi montare”. Se ne tornarono con gli occhi colmi di lacrime per la tristezza di non trovare nulla da spendere.»
Corano 9:93
«La via del rimprovero è soltanto contro coloro che ti chiedono permesso mentre sono ricchi. Si sono compiaciuti di stare con coloro che rimangono indietro e Dio ha sigillato i loro cuori[16], perciò non sanno.»
Corano 9:94
«Quando tornerete da loro, presenteranno scuse. Di’: “Non scusatevi: non vi crederemo. Dio ci ha già informati delle vostre notizie. Dio vedrà le vostre opere, e così il Suo Messaggero; poi sarete ricondotti al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, ed Egli vi informerà di ciò che facevate”.»
Corano 9:95
«Quando tornerete da loro, giureranno per Dio davanti a voi affinché li lasciate stare. Lasciateli dunque stare: in verità sono impurità, e il loro rifugio è l’Inferno, come ricompensa per ciò che guadagnavano.»
Corano 9:96
«Giurano davanti a voi affinché siate soddisfatti di loro. Ma anche se foste soddisfatti di loro, Dio non è soddisfatto del popolo dei trasgressori.»
Corano 9:97
«I beduini sono più forti nella miscredenza e nell’ipocrisia e più inclini a non conoscere i limiti di ciò che Dio ha fatto scendere sul Suo Messaggero.[17] Dio è Sapiente, Saggio.»
Corano 9:98
«Fra i beduini vi è chi considera ciò che spende una perdita e attende che vi colpiscano rovesci di fortuna. Su di loro ricada il rovescio malvagio. Dio ascolta e conosce.»
Corano 9:99
«Fra i beduini vi è anche chi crede in Dio e nell’Ultimo Giorno e considera ciò che spende un mezzo di avvicinamento a Dio e alle preghiere del Messaggero. Sì, è per loro un mezzo di avvicinamento. Dio li farà entrare nella Sua misericordia. In verità Dio è Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 9:100
«Quanto ai primi precursori fra gli Emigrati e gli Ausiliari e coloro che li hanno seguiti con rettitudine, Dio è soddisfatto di loro ed essi sono soddisfatti di Lui. Ha preparato per loro Giardini sotto i quali scorrono i fiumi, nei quali rimarranno per sempre. Questo è il grande successo.»
Corano 9:101
«Fra i beduini che vi stanno attorno vi sono ipocriti, e anche fra gli abitanti di Medina vi sono persone ostinate nell’ipocrisia. Tu non li conosci; Noi li conosciamo. Li castigheremo due volte, poi saranno ricondotti a un castigo immenso.»
Corano 9:102
«Altri hanno riconosciuto i loro peccati: hanno mescolato un’opera buona con un’altra cattiva. Può darsi che Dio accolga il loro pentimento. In verità Dio è Perdonatore, Misericordioso.»
Corano 9:103
«Preleva dai loro beni un’elemosina con la quale li purifichi e li faccia crescere, e prega per loro. In verità la tua preghiera è tranquillità per loro. Dio ascolta e conosce.»
Corano 9:104
«Non sanno che è Dio che accoglie il pentimento dei Suoi servi e riceve le elemosine, e che Dio è Colui che accoglie il pentimento, il Misericordioso?»
Corano 9:105
«Di’: “Agite: Dio vedrà le vostre opere, e così il Suo Messaggero e i credenti. Poi sarete ricondotti al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, ed Egli vi informerà di ciò che facevate”.»
Corano 9:106
«Altri sono rimandati all’ordine di Dio: o li castigherà oppure accoglierà il loro pentimento. Dio è Sapiente, Saggio.»
Corano 9:107
«E vi sono coloro che hanno preso una moschea per arrecare danno, per miscredenza, per dividere i credenti e come avamposto per chi in precedenza aveva fatto guerra a Dio e al Suo Messaggero.[18] Certamente giureranno: “Non volevamo altro che il bene”. Ma Dio testimonia che sono certamente bugiardi.»
Corano 9:108
«Non starvi mai in preghiera. Una moschea fondata sul timore di Dio fin dal primo giorno ha maggior diritto che tu vi stia. In essa vi sono uomini che amano purificarsi, e Dio ama coloro che si purificano.»
Corano 9:109
«È migliore chi ha fondato il proprio edificio sul timore di Dio e sul Suo compiacimento, oppure chi ha fondato il proprio edificio sul bordo di una scarpata sul punto di crollare, che crolla con lui nel Fuoco dell’Inferno? Dio non guida il popolo degli ingiusti.»
Corano 9:110
«L’edificio che hanno costruito non cesserà di essere motivo di dubbio nei loro cuori, a meno che i loro cuori non si spezzino.[27] Dio è Sapiente, Saggio.»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura Ḥafṣ il testo ha illā an taqaṭṭaʿa qulūbuhum, con forma V attiva-riflessiva: “a meno che i loro cuori non si spezzino / vengano meno”. Altre letture canoniche hanno il passivo “siano fatti a pezzi” oppure ilā an, “finché”. La traduzione principale segue Ḥafṣ e la nota registra le varianti solo perché incidono realmente sulla costruzione.
Corano 9:111
«In verità Dio ha acquistato dai credenti le loro vite e i loro beni in cambio del Paradiso: combattono sulla via di Dio, uccidono e vengono uccisi.[19] È una promessa vera, vincolante per Lui, nella Torah, nel Vangelo e nel Corano. E chi è più fedele di Dio al proprio patto? Rallegratevi dunque dello scambio che avete concluso. Questo è il grande successo.»
Come abbiamo tradotto
Il versetto costruisce esplicitamente uno scambio: Dio “ha acquistato” dai credenti vite e beni in cambio del Paradiso; essi “combattono”, “uccidono” e “vengono uccisi”. La traduzione conserva tutti questi verbi nella loro forma diretta.
Corano 9:112
«Coloro che si pentono, adorano, lodano, viaggiano, si inchinano, si prosternano, ordinano ciò che è riconosciuto come bene, proibiscono ciò che è riprovevole e custodiscono i limiti di Dio. Annuncia dunque la buona notizia ai credenti.»
Corano 9:113
«Non spetta al Profeta né a coloro che credono chiedere perdono per gli associatori, anche se sono parenti stretti, dopo che è divenuto chiaro per loro che essi sono gente dell’Inferno.[20]»
Corano 9:114
«La richiesta di perdono di Abramo per suo padre fu soltanto a causa di una promessa che gli aveva fatto; ma quando gli divenne chiaro che egli era un nemico di Dio, si dissociò da lui. In verità Abramo era compassionevole e paziente.»
Corano 9:115
«Dio non svia un popolo dopo averlo guidato finché non abbia chiarito loro ciò da cui devono guardarsi.[21] In verità Dio conosce ogni cosa.»
Come abbiamo tradotto
Li-yuḍilla qawman contiene il verbo causativo “sviare” con Dio come soggetto. Il versetto nega che Dio compia tale azione dopo aver guidato un popolo prima di aver chiarito ciò da cui guardarsi; non sostituiamo il verbo con “lasciare smarrire”.
Corano 9:116
«In verità a Dio appartiene il dominio dei cieli e della terra. Egli dà la vita e dà la morte. Oltre a Dio non avete né protettore né soccorritore.»
Corano 9:117
«Dio si è certamente rivolto con favore al Profeta, agli Emigrati e agli Ausiliari che lo seguirono nell’ora della difficoltà, dopo che i cuori di una parte di loro furono sul punto di deviare; poi si rivolse con favore a loro. In verità Egli è verso di loro Compassionevole, Misericordioso.»
Corano 9:118
«E anche verso i tre che erano stati lasciati indietro, finché la terra, pur nella sua vastità, divenne stretta per loro e le loro stesse anime divennero strette per loro, e compresero che non vi è rifugio da Dio se non presso di Lui. Poi Egli si rivolse a loro affinché si pentissero. In verità Dio è Colui che accoglie il pentimento, il Misericordioso.»
Corano 9:119
«O voi che credete, temete Dio e state con i veritieri.»
Corano 9:120
«Non spettava agli abitanti di Medina né ai beduini che stanno attorno a loro rimanere indietro rispetto al Messaggero di Dio, né preferire se stessi alla sua persona. Ciò perché non li colpiscono sete, fatica o fame sulla via di Dio, non calpestano un terreno che susciti l’ira dei miscredenti e non infliggono a un nemico alcun colpo senza che venga registrata per loro, per questo, un’opera buona.[22] In verità Dio non lascia andare perduta la ricompensa di coloro che fanno il bene.»
Corano 9:121
«Non sostengono una spesa, piccola o grande, e non attraversano una valle senza che ciò venga registrato per loro, affinché Dio li ricompensi secondo il meglio di ciò che facevano.»
Corano 9:122
«Non spetta ai credenti partire tutti insieme. Perché dunque da ogni loro gruppo non parte una parte, affinché acquisiscano comprensione della religione e ammoniscano il loro popolo quando ritornano da loro, così che possano guardarsi?[25]»
Come abbiamo tradotto
La sintassi di 9:122 è stata interpretata in modi diversi quanto al gruppo che “parte” e a quello che acquisisce comprensione religiosa. La traduzione mantiene la sequenza grammaticale senza aggiungere nel testo la parola “rimanenti”, che non compare nell’arabo.
Corano 9:123
«O voi che credete, combattete quelli dei miscredenti che vi sono vicini e che trovino durezza in voi.[23] Sappiate che Dio è con coloro che Lo temono.»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice qātilū alladhīna yalūnakum mina l-kuffār, “combattete quelli dei miscredenti che vi sono vicini”, seguito da wa-l-yajidū fīkum ghilẓatan, “che trovino durezza in voi”. Entrambe le espressioni sono mantenute direttamente.
Corano 9:124
«Ogni volta che viene fatta scendere una sura, alcuni di loro dicono: “A chi di voi questa ha accresciuto la fede?”. Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano.»
Corano 9:125
«Quanto a coloro nei cui cuori vi è una malattia, essa aggiunge sozzura alla loro sozzura e muoiono mentre sono miscredenti.»
Come abbiamo tradotto
Rijsan ilā rijsihim è reso “sozzura alla loro sozzura”. Il Quranic Arabic Corpus glossa qui rijs come “evil”; al-Ṭabarī lo spiega come un aumento del natn, la sozzura/fetore delle loro azioni, collegandolo all’aumento del dubbio e dell’ipocrisia. Manteniamo quindi la metafora forte senza trasformarla in una sostanza materiale. Cfr. Quranic Arabic Corpus, 9:125 e al-Ṭabarī, 9:125.
Corano 9:126
«Non vedono che vengono messi alla prova ogni anno una o due volte? Eppure poi non si pentono e non si ricordano.»
Corano 9:127
«Ogni volta che viene fatta scendere una sura, si guardano l’un l’altro: “Vi vede qualcuno?”. Poi si allontanano. Dio ha allontanato i loro cuori[24], perché sono un popolo che non comprende.»
Come abbiamo tradotto
Ṣarafa Allāhu qulūbahum attribuisce a Dio l’azione di allontanare/volgere i loro cuori. Manteniamo quindi “Dio ha allontanato i loro cuori”, senza rendere impersonale la frase.
Corano 9:128
«Vi è certamente giunto un Messaggero proveniente da voi stessi: gli pesa ciò che vi affligge, è sollecito verso di voi e, verso i credenti, compassionevole e misericordioso.»
Corano 9:129
«Ma se voltano le spalle, di’: “Dio mi basta. Non vi è dio se non Lui. In Lui confido ed Egli è il Signore del Trono immenso”.»
Note alla traduzione
- Corano 9:5. Gli imperativi militari del versetto sono tradotti direttamente. Il contesto immediato contiene però l’eccezione di 9:4 per chi ha rispettato il patto e la protezione prescritta in 9:6 a chi la richieda. ↩
- Corano 9:12. Aʾimmata l-kufr è “i capi della miscredenza”. Ṭaʿanū fī dīnikum indica l’attaccare, denigrare o colpire la religione; rendiamo “attaccano la vostra religione”. ↩
- Corano 9:23. Awliyāʾ viene reso “alleati”, non genericamente “amici”: il termine può esprimere alleanza, protezione e patronato a seconda del contesto. ↩
- Corano 9:24. Nel contesto della mobilitazione della sura, jihādin fī sabīlihi è reso “combattimento sulla Sua via”. La parola jihād ha un campo semantico più ampio in altri contesti. ↩
- Corano 9:28. Najas significa “impurità/impuro”. La traduzione conserva il sostantivo “impurità” senza decidere nel testo principale se la qualificazione debba essere letta in senso rituale, morale o entrambe. ↩
- Corano 9:29. Jizya è mantenuto come termine tecnico. ʿAn yad è discusso; ṣāghirūn esprime una condizione di abbassamento, umiliazione o sottomissione. Rendiamo “di propria mano mentre sono umiliati”. ↩
- Corano 9:30. Qātalahumu Allāh è una formula imprecativa, resa qui “Che Dio li annienti!”. Sono possibili anche rese letterali come “che Dio li combatta/uccida”. ↩
- Corano 9:41. Infirū ordina di partire e il contesto riguarda una spedizione; per questo jāhidū è qui reso “combattete con i vostri beni e le vostre vite”. ↩
- Corano 9:55 e 9:85. In entrambi i versetti Dio è il soggetto dell’intenzione di castigare mediante beni e figli. Tazhaqa anfusuhum usa la radice z-h-q, attestata con i valori “dipartire/perire”; rendiamo “che le loro anime periscano”, senza attenuare il verbo in una semplice formula eufemistica del morire. ↩ ↩
- Corano 9:60. Il versetto elenca le categorie destinatarie delle elemosine: poveri, bisognosi, addetti alla raccolta, “coloro i cui cuori devono essere conciliati”, liberazione degli schiavi, debitori, via di Dio e viandante. ↩
- Corano 9:67. Nasū Allāha fa-nasiyahum usa due volte la stessa radice “dimenticare”: “hanno dimenticato Dio, ed Egli ha dimenticato loro”. ↩
- Corano 9:73. Jāhid è lo stesso imperativo di 66:9. Rendiamo “fai jihād contro” perché l’esegesi classica non applica in modo uniforme il combattimento armato sia ai miscredenti sia agli ipocriti; al-Ṭabarī documenta esplicitamente questa distinzione. ↩
- Corano 9:77. Fa-aʿqabahum nifāqan è reso “Egli fece seguire nei loro cuori l’ipocrisia”, mantenendo l’azione divina indicata dalla costruzione. ↩
- Corano 9:79. Sakhira Allāhu minhum attribuisce direttamente a Dio lo scherno: “Dio si fa beffe di loro”. ↩
- Corano 9:84. Il divieto riguarda sia la preghiera funebre per uno di loro sia lo stare presso la sua tomba. La traduzione conserva entrambi gli elementi. ↩
- Corano 9:93. Ṭabaʿa Allāhu ʿalā qulūbihim ha Dio come soggetto: “Dio ha sigillato i loro cuori”. ↩
- Corano 9:97. Al-aʿrāb indica i beduini, non gli arabi in generale. Il comparativo è mantenuto: “più forti nella miscredenza e nell’ipocrisia”. ↩
- Corano 9:107. La moschea viene descritta con quattro funzioni: arrecare danno, miscredenza, divisione fra i credenti e avamposto per chi aveva fatto guerra a Dio e al Messaggero. ↩
- Corano 9:111. Il versetto parla di uno scambio di vite e beni per il Paradiso e dice espressamente: “combattono… uccidono e vengono uccisi”. ↩
- Corano 9:113. Il testo vieta di chiedere perdono per gli associatori, anche parenti stretti, una volta divenuto chiaro che sono “gente dell’Inferno”. ↩
- Corano 9:115. Il verbo causativo “sviare” ha Dio come soggetto. Il versetto nega che Egli svii un popolo dopo averlo guidato prima di aver chiarito ciò da cui deve guardarsi. ↩
- Corano 9:120. Yanālūna min ʿaduwwin naylan indica il conseguire qualcosa contro il nemico o infliggergli un colpo. Rendiamo “non infliggono a un nemico alcun colpo”. ↩
- Corano 9:123. Il testo ordina di combattere i miscredenti “che vi sono vicini” e aggiunge “che trovino durezza in voi”. ↩
- Corano 9:127. Ṣarafa Allāhu qulūbahum attribuisce a Dio l’azione di allontanare i loro cuori. La costruzione attiva è mantenuta. ↩
- Corano 9:122. La relazione sintattica fra chi parte, chi acquisisce comprensione religiosa e chi torna ad ammonire il proprio popolo è interpretata in modi diversi. Non inseriamo nel testo la specificazione “quelli rimasti”, assente nell’arabo. ↩
- Corano 9:59. La proposizione introdotta da law, “se”, non esprime nel testo la propria apodosi. La grammatica tradizionale ricostruisce “sarebbe stato meglio per loro”, ma la traduzione conserva l’ellissi invece di aggiungere queste parole al Corano. ↩
- Corano 9:110. Ḥafṣ legge illā an taqaṭṭaʿa qulūbuhum, “a meno che i loro cuori non si spezzino”. Altre letture canoniche hanno una forma passiva, “siano fatti a pezzi”, oppure ilā an, “finché”. La traduzione principale segue la lettura di riferimento. ↩









