La Sura 26 ash-Shuʿarāʾ, “I poeti”, è una sura meccana di 227 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 26:1
«Ṭā-Sīn-Mīm.[1]»
Come abbiamo tradotto
Le lettere isolate Ṭā-Sīn-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato.
Corano 26:2
«Questi sono i versetti del Libro chiaro.»
Corano 26:3
«Forse ti ucciderai perché essi non diventano credenti.[2]»
Come abbiamo tradotto
Bākhiʿun nafsaka è la stessa espressione forte di 18:6: il participio bākhiʿ può indicare chi uccide o distrugge se stesso. Rendiamo quindi “ti ucciderai”, mantenendo la forza iperbolica della frase invece di attenuarla con “consumerai”.
Corano 26:4
«Se volessimo, faremmo scendere su di loro dal cielo un segno davanti al quale i loro colli rimarrebbero piegati.»
Corano 26:5
«E non giunge loro alcun nuovo Ricordo dal Compassionevole senza che se ne distolgano.»
Corano 26:6
«Hanno dunque smentito; ma presto giungeranno loro le notizie di ciò di cui si burlavano.»
Corano 26:7
«Non hanno guardato la terra, quante specie nobili vi abbiamo fatto germogliare?»
Corano 26:8
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non è credente.»
Corano 26:9
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:10
«E quando il tuo Signore chiamò Mosè: «Va’ dal popolo ingiusto,»
Corano 26:11
«il popolo di Faraone. Non avranno timore?».»
Corano 26:12
«Disse: «Signore mio, temo che mi smentiscano,»
Corano 26:13
«che il mio petto si stringa e la mia lingua non si sciolga; manda dunque da Aronne.[3]»
Come abbiamo tradotto
Mosè dice che il suo petto si stringe e che la sua lingua “non si scioglie”. Manteniamo la formulazione senza introdurre diagnosi o spiegazioni esterne.
Corano 26:14
«E hanno contro di me una colpa; temo che mi uccidano».»
Corano 26:15
«Disse: «No. Andate entrambi con i Nostri segni. In verità Noi siamo con voi, in ascolto.[4]»
Come abbiamo tradotto
Il plurale “con voi” segue il comando rivolto a Mosè e Aronne e include il contesto della missione. Non aggiungiamo altri soggetti.
Corano 26:16
«Andate dunque da Faraone e dite: “In verità noi siamo il messaggero del Signore dei mondi,[5]»
Come abbiamo tradotto
L’arabo ha il singolare rasūlu dopo “noi”: “noi siamo il messaggero del Signore dei mondi”. Conserviamo questa particolarità grammaticale.
Corano 26:17
«che tu lasci partire con noi i Figli d’Israele”».»
Corano 26:18
«Disse: «Non ti abbiamo allevato fra noi quando eri bambino, e non sei rimasto fra noi anni della tua vita?»
Corano 26:19
«E hai commesso quell’azione che hai commesso, ed eri fra gli ingrati».[6]»
Come abbiamo tradotto
Al-kāfirīn qui, nella replica di Faraone, può avere valore di ingrati/rinnegatori. Rendiamo “ingrati” in coerenza col favore appena rinfacciato.
Corano 26:20
«Disse: «La commisi allora, mentre ero fra gli sviati.[7]»
Come abbiamo tradotto
Mosè dice di aver agito quando era fra al-ḍāllīn, “gli sviati/erranti”. Non sostituiamo il termine con una parafrasi attenuante.
Corano 26:21
«Poi fuggii da voi quando ebbi paura di voi. Il mio Signore mi ha donato giudizio e mi ha fatto uno dei messaggeri.»
Corano 26:22
«E questo sarebbe un favore che mi rinfacci, mentre hai ridotto in schiavitù i Figli d’Israele?».[8]»
Come abbiamo tradotto
ʿAbbadta banī Isrāʾīl significa che Faraone ha reso schiavi/asservito i Figli d’Israele. Manteniamo “ridotto in schiavitù”.
Corano 26:23
«Faraone disse: «E che cos’è il Signore dei mondi?».»
Corano 26:24
«Disse: «Il Signore dei cieli, della terra e di ciò che è fra essi, se siete convinti».»
Corano 26:25
«Disse a quelli intorno a lui: «Non ascoltate?».»
Corano 26:26
«Disse: «Il vostro Signore e il Signore dei vostri primi padri».»
Corano 26:27
«Disse: «In verità il vostro messaggero che vi è stato inviato è certamente folle».»
Corano 26:28
«Disse: «Il Signore dell’oriente, dell’occidente e di ciò che è fra essi, se ragionate».»
Corano 26:29
«Disse: «Se prenderai una divinità diversa da me, ti metterò certamente fra i prigionieri».»
Corano 26:30
«Disse: «Anche se ti portassi qualcosa di evidente?».»
Corano 26:31
«Disse: «Portalo dunque, se sei fra i veritieri».»
Corano 26:32
«Allora gettò il suo bastone, ed ecco: era un serpente manifesto.»
Corano 26:33
«E tirò fuori la sua mano, ed ecco: appariva bianca agli osservatori.»
Corano 26:34
«Disse ai notabili intorno a lui: «In verità costui è certamente un mago sapiente,»
Corano 26:35
«vuole cacciarvi dalla vostra terra con la sua magia. Che cosa dunque ordinate?».»
Corano 26:36
«Dissero: «Rimanda lui e suo fratello e manda nelle città dei radunatori,»
Corano 26:37
«che ti portino ogni mago assai esperto».»
Corano 26:38
«I maghi furono dunque radunati per l’appuntamento di un giorno stabilito.»
Corano 26:39
«E fu detto alla gente: «Vi radunerete,»
Corano 26:40
«affinché possiamo seguire i maghi, se saranno loro i vincitori?».»
Corano 26:41
«Quando i maghi giunsero, dissero a Faraone: «Avremo davvero una ricompensa, se saremo noi i vincitori?».»
Corano 26:42
«Disse: «Sì, e allora sarete certamente fra i vicini».»
Corano 26:43
«Mosè disse loro: «Gettate ciò che dovete gettare».»
Corano 26:44
«Gettarono dunque le loro corde e i loro bastoni e dissero: «Per la potenza di Faraone, saremo certamente noi i vincitori!».»
Corano 26:45
«Allora Mosè gettò il suo bastone, ed ecco che inghiottiva ciò che essi falsificavano.[9]»
Come abbiamo tradotto
Yaʾfikūn richiama falsificazione/inganno. Il bastone inghiotte ciò che essi “falsificavano”, non semplicemente oggetti neutri.
Corano 26:46
«E i maghi furono gettati in prosternazione.»
Corano 26:47
«Dissero: «Crediamo nel Signore dei mondi,»
Corano 26:48
«il Signore di Mosè e di Aronne».»
Corano 26:49
«Disse: «Avete creduto in lui prima che io ve lo permettessi? In verità egli è certamente il vostro maestro che vi ha insegnato la magia. Presto saprete: vi farò certamente tagliare mani e piedi da lati opposti e vi crocifiggerò tutti».[10]»
Come abbiamo tradotto
La minaccia di Faraone comprende amputazione di mani e piedi da lati opposti e crocifissione di tutti. Manteniamo entrambe le pene esplicitamente.
Corano 26:50
«Dissero: «Nessun male. In verità al nostro Signore faremo ritorno.»
Corano 26:51
«In verità speriamo che il nostro Signore ci perdoni i nostri peccati per essere stati i primi dei credenti».»
Corano 26:52
«E rivelammo a Mosè: «Fa’ viaggiare di notte i Miei servi: in verità sarete inseguiti».»
Corano 26:53
«Allora Faraone mandò nelle città dei radunatori:»
Corano 26:54
««In verità costoro sono un piccolo gruppo,»
Corano 26:55
«e in verità ci stanno facendo infuriare,»
Corano 26:56
«e in verità noi siamo tutti vigili».»
Corano 26:57
«Così li facemmo uscire da giardini e sorgenti,»
Corano 26:58
«e tesori e nobile dimora.»
Corano 26:59
«Così fu. E facemmo ereditare tutto ciò ai Figli d’Israele.[11]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che ciò da cui furono fatti uscire gli egiziani fu fatto ereditare ai Figli d’Israele. Non armonizziamo qui la geografia con narrazioni esterne.
Corano 26:60
«Li inseguirono dunque al sorgere del sole.»
Corano 26:61
«Quando le due schiere si videro, i compagni di Mosè dissero: «Saremo certamente raggiunti!».»
Corano 26:62
«Disse: «No. In verità con me è il mio Signore; Egli mi guiderà».»
Corano 26:63
«Allora rivelammo a Mosè: «Colpisci il mare con il tuo bastone». Esso si divise, e ogni parte fu come un’enorme montagna.»
Corano 26:64
«E facemmo avvicinare là gli altri.»
Corano 26:65
«E salvammo Mosè e tutti quelli che erano con lui.»
Corano 26:66
«Poi annegammo gli altri.»
Corano 26:67
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:68
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:69
«E recita loro la notizia di Abramo,»
Corano 26:70
«quando disse a suo padre e al suo popolo: «Che cosa adorate?».»
Corano 26:71
«Dissero: «Adoriamo idoli e restiamo loro devoti».»
Corano 26:72
«Disse: «Vi ascoltano quando li invocate,»
Corano 26:73
«o vi giovano o vi danneggiano?».»
Corano 26:74
«Dissero: «No, ma abbiamo trovato i nostri padri fare così».»
Corano 26:75
«Disse: «Avete dunque considerato ciò che adoravate,»
Corano 26:76
«voi e i vostri antichi padri?»
Corano 26:77
«In verità essi sono miei nemici, eccetto il Signore dei mondi,[12]»
Come abbiamo tradotto
Abramo definisce le divinità adorate “nemici per me” e poi eccettua il Signore dei mondi. Conserviamo la costruzione senza riscriverla come semplice rifiuto degli idoli.
Corano 26:78
«Colui che mi ha creato e dunque mi guida,»
Corano 26:79
«e Colui che mi nutre e mi dà da bere,»
Corano 26:80
«e quando mi ammalo è Lui che mi guarisce,[13]»
Come abbiamo tradotto
Abramo attribuisce a sé la malattia (“quando mi ammalo”) e a Dio la guarigione. Manteniamo l’asimmetria grammaticale del versetto.
Corano 26:81
«e Colui che mi farà morire e poi mi darà vita,»
Corano 26:82
«e Colui dal quale spero che mi perdoni il mio peccato nel Giorno del Giudizio.»
Corano 26:83
«Signore mio, donami giudizio e uniscimi ai giusti,»
Corano 26:84
«e concedimi una buona fama fra i posteri,[14]»
Come abbiamo tradotto
Lisāna ṣidqin è letteralmente “una lingua di verità”, ma nell’uso arabo indica una buona menzione o reputazione. Al-Ṭabarī, 26:84 lo spiega come dhikran jamīlan wa-thanāʾan ḥasanan, “un bel ricordo e una buona lode”, destinati a rimanere fra le generazioni successive. Rendiamo quindi l’idioma con “una buona fama” e conserviamo qui l’immagine letterale.
Corano 26:85
«e fa’ di me uno degli eredi del Giardino della Delizia,»
Corano 26:86
«e perdona mio padre: in verità egli è fra gli sviati,[15]»
Come abbiamo tradotto
Abramo chiede esplicitamente perdono per suo padre e lo definisce fra gli sviati. Non anticipiamo qui spiegazioni tratte da altri passi.
Corano 26:87
«e non disonorarmi nel Giorno in cui saranno risuscitati,»
Corano 26:88
«il Giorno in cui non gioveranno né ricchezza né figli,»
Corano 26:89
«se non a chi verrà a Dio con un cuore integro».[16]»
Come abbiamo tradotto
Qalbin salīm è un “cuore integro/sano”. Rendiamo “integro” senza introdurre una specifica dottrina esegetica sulla sua purezza.
Corano 26:90
«E il Giardino sarà avvicinato ai timorati,»
Corano 26:91
«e l’Inferno sarà messo in piena vista per gli sviati,»
Corano 26:92
«e sarà detto loro: «Dove sono quelli che adoravate»
Corano 26:93
«all’infuori di Dio? Vi soccorrono o soccorrono se stessi?».»
Corano 26:94
«Saranno allora rovesciati in esso, loro e gli sviati,[17]»
Come abbiamo tradotto
Kubkibū esprime essere rovesciati/capovolti ripetutamente dentro l’Inferno. Rendiamo “rovesciati in esso”.
Corano 26:95
«e tutte le schiere di Iblīs.»
Corano 26:96
«Diranno, mentre vi disputano:»
Corano 26:97
««Per Dio, eravamo certamente in evidente errore,»
Corano 26:98
«quando vi equiparavamo al Signore dei mondi.»
Corano 26:99
«E non ci hanno sviato se non i criminali.»
Corano 26:100
«Ora non abbiamo alcun intercessore,»
Corano 26:101
«né un amico intimo.»
Corano 26:102
«Se solo avessimo un ritorno, saremmo fra i credenti!».»
Corano 26:103
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:104
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:105
«Il popolo di Noè smentì i messaggeri.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che il popolo di Noè “smentì i messaggeri”, al plurale, pur narrando Noè. Conserviamo il plurale coranico.
Corano 26:106
«Quando il loro fratello Noè disse loro: «Non avrete timore?»
Corano 26:107
«In verità io sono per voi un messaggero affidabile.»
Corano 26:108
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:109
«E non vi chiedo per questo alcuna ricompensa; la mia ricompensa spetta soltanto al Signore dei mondi.»
Corano 26:110
«Temete dunque Dio e obbeditemi».»
Corano 26:111
«Dissero: «Dovremmo credere in te, mentre ti seguono i più vili?».[19]»
Come abbiamo tradotto
Al-ardhalūn significa i più bassi/vili secondo la valutazione sociale degli interlocutori. Manteniamo la durezza del loro giudizio.
Corano 26:112
«Disse: «E che conoscenza ho io di ciò che facevano?»
Corano 26:113
«Il loro conto spetta soltanto al mio Signore, se ve ne rendeste conto.»
Corano 26:114
«E io non scaccerò i credenti.»
Corano 26:115
«Io non sono altro che un ammonitore chiaro».»
Corano 26:116
«Dissero: «Se non smetti, o Noè, sarai certamente fra i lapidati».[20]»
Come abbiamo tradotto
Al-marjūmīn deriva da “lapidare/scagliare pietre”. Rendiamo “fra i lapidati”, senza attenuare la minaccia.
Corano 26:117
«Disse: «Signore mio, in verità il mio popolo mi ha smentito.»
Corano 26:118
«Giudica dunque fra me e loro con decisione e salva me e i credenti che sono con me».[21]»
Come abbiamo tradotto
Iftaḥ baynī wa-baynahum fatḥan chiede un giudizio/decisione risolutiva fra Noè e il suo popolo. Rendiamo “giudica … con decisione”.
Corano 26:119
«Così salvammo lui e quelli che erano con lui nell’arca carica.»
Corano 26:120
«Poi, dopo, annegammo i rimanenti.»
Corano 26:121
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:122
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:123
«ʿĀd smentì i messaggeri.»
Corano 26:124
«Quando il loro fratello Hūd disse loro: «Non avrete timore?»
Corano 26:125
«In verità io sono per voi un messaggero affidabile.»
Corano 26:126
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:127
«E non vi chiedo per questo alcuna ricompensa; la mia ricompensa spetta soltanto al Signore dei mondi.»
Corano 26:128
«Costruite forse su ogni altura un segno per divertirvi,[22]»
Come abbiamo tradotto
Āyatan può essere segno, monumento o costruzione notevole; il versetto collega l’edificazione al gioco/futilità. Rendiamo “segno” e segnaliamo il valore monumentale possibile.
Corano 26:129
«e vi costruite opere possenti, nella speranza di vivere per sempre?[23]»
Come abbiamo tradotto
Maṣāniʿ è termine discusso per opere fortificate, edifici o strutture. Rendiamo “opere possenti” evitando una specificazione architettonica non certa.
Corano 26:130
«E quando colpite, colpite da tiranni.[24]»
Come abbiamo tradotto
Jabbārīn indica dominatori/tiranni. La frase dice: “quando colpite, colpite da tiranni”. Manteniamo il parallelismo.
Corano 26:131
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:132
«E temete Colui che vi ha sostenuti con ciò che conoscete,»
Corano 26:133
«vi ha sostenuti con bestiame e figli,»
Corano 26:134
«e giardini e sorgenti.»
Corano 26:135
«In verità temo per voi il castigo di un Giorno immenso».»
Corano 26:136
«Dissero: «Per noi è lo stesso che tu ammonisca o non sia fra quelli che ammoniscono.»
Corano 26:137
«Questo non è altro che il costume degli antichi,[25]»
Come abbiamo tradotto
Khuluq al-awwalīn può essere letto come costume/condotta degli antichi; le letture interpretative alternative non vengono inserite nel versetto.
Corano 26:138
«e noi non saremo castigati».»
Corano 26:139
«Lo smentirono, e dunque li annientammo. In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:140
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:141
«Thamūd smentì i messaggeri.»
Corano 26:142
«Quando il loro fratello Ṣāliḥ disse loro: «Non avrete timore?»
Corano 26:143
«In verità io sono per voi un messaggero affidabile.»
Corano 26:144
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:145
«E non vi chiedo per questo alcuna ricompensa; la mia ricompensa spetta soltanto al Signore dei mondi.»
Corano 26:146
«Sarete forse lasciati al sicuro in ciò che è qui,»
Corano 26:147
«fra giardini e sorgenti,»
Corano 26:148
«e coltivazioni e palme i cui grappoli sono teneri?[26]»
Come abbiamo tradotto
Ṭalʿuhā haḍīm descrive il germoglio/grappolo della palma come tenero, fitto o maturo. Rendiamo “grappoli teneri”.
Corano 26:149
«E scavate con abilità case nelle montagne.[27]»
Come abbiamo tradotto
Fārihīn può indicare abilità, fierezza o esuberanza. Rendiamo “con abilità”, lasciando la sfumatura in nota.
Corano 26:150
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:151
«E non obbedite all’ordine dei trasgressori,»
Corano 26:152
«coloro che corrompono sulla terra e non riformano».»
Corano 26:153
«Dissero: «Tu non sei altro che uno degli stregati.[28]»
Come abbiamo tradotto
Al-musaḥḥarīn può indicare “stregati” o persone sotto effetto di magia. Manteniamo “stregati”.
Corano 26:154
«Non sei altro che un essere umano come noi. Portaci dunque un segno, se sei fra i veritieri».»
Corano 26:155
«Disse: «Questa è una cammella: a lei spetta una quota d’acqua e a voi una quota d’acqua in un giorno stabilito.[29]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto assegna alla cammella una quota d’acqua e al popolo una quota in un giorno noto. Non inseriamo dettagli narrativi esterni.
Corano 26:156
«E non toccatela con alcun male, altrimenti vi coglierà il castigo di un Giorno immenso».»
Corano 26:157
«Ma le recisero i garretti, e al mattino furono pentiti.[30]»
Come abbiamo tradotto
ʿAqarūhā indica il ferimento mortale della cammella, tradizionalmente il taglio dei garretti. Rendiamo esplicitamente “le recisero i garretti”.
Corano 26:158
«Così li colse il castigo. In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:159
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:160
«Il popolo di Lot smentì i messaggeri.»
Corano 26:161
«Quando il loro fratello Lot disse loro: «Non avrete timore?»
Corano 26:162
«In verità io sono per voi un messaggero affidabile.»
Corano 26:163
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:164
«E non vi chiedo per questo alcuna ricompensa; la mia ricompensa spetta soltanto al Signore dei mondi.»
Corano 26:165
«Fra tutte le creature vi accostate ai maschi,[31]»
Come abbiamo tradotto
Al-dhukrān significa “i maschi”. Il versetto domanda se si accostino ai maschi fra le creature; manteniamo il riferimento sessuale esplicito.
Corano 26:166
«e lasciate ciò che il vostro Signore ha creato per voi nelle vostre spose? No: siete un popolo che oltrepassa il limite».[32]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto contrappone i maschi alle “spose” create per loro e conclude definendoli un popolo che oltrepassa il limite. Manteniamo entrambi gli elementi.
Corano 26:167
«Dissero: «Se non smetti, o Lot, sarai certamente fra gli espulsi».»
Corano 26:168
«Disse: «In verità io sono fra coloro che detestano la vostra azione.[33]»
Come abbiamo tradotto
Lot dice di essere fra coloro che detestano ʿamalakum, “la vostra azione/condotta”. La riprovazione è testuale e non viene attenuata.
Corano 26:169
«Signore mio, salva me e la mia famiglia da ciò che fanno».»
Corano 26:170
«Così salvammo lui e tutta la sua famiglia,»
Corano 26:171
«eccetto una vecchia fra quelli che rimasero indietro.[34]»
Come abbiamo tradotto
La “vecchia” lasciata fra i rimanenti non è nominata nel versetto. L’identificazione con la moglie di Lot appartiene al contesto esegetico.
Corano 26:172
«Poi distruggemmo gli altri.»
Corano 26:173
«E facemmo piovere su di loro una pioggia: pessima fu la pioggia di coloro che erano stati ammoniti.[35]»
Come abbiamo tradotto
Il testo parla semplicemente di una “pioggia” e la definisce pessima per gli ammoniti. La natura delle pietre è esplicitata altrove, non qui.
Corano 26:174
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:175
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:176
«I compagni di al-Ayka smentirono i messaggeri.[36]»
Come abbiamo tradotto
Aṣḥāb al-Ayka è il nome tradizionale del gruppo; manteniamo “compagni di al-Ayka” senza imporre una localizzazione.
Corano 26:177
«Quando Shuʿayb disse loro: «Non avrete timore?»
Corano 26:178
«In verità io sono per voi un messaggero affidabile.»
Corano 26:179
«Temete dunque Dio e obbeditemi.»
Corano 26:180
«E non vi chiedo per questo alcuna ricompensa; la mia ricompensa spetta soltanto al Signore dei mondi.»
Corano 26:181
«Date piena misura e non siate fra quelli che causano perdita,»
Corano 26:182
«e pesate con la bilancia diritta.»
Corano 26:183
«E non diminuite agli uomini le loro cose e non imperversate sulla terra portandovi corruzione.»
Corano 26:184
«E temete Colui che ha creato voi e le generazioni antiche».»
Corano 26:185
«Dissero: «Tu non sei altro che uno degli stregati.»
Corano 26:186
«E non sei altro che un essere umano come noi, e in verità ti riteniamo certamente uno dei bugiardi.»
Corano 26:187
«Fa’ dunque cadere su di noi frammenti del cielo, se sei fra i veritieri».»
Corano 26:188
«Disse: «Il mio Signore conosce meglio ciò che fate».»
Corano 26:189
«Lo smentirono, e li colse il castigo del Giorno dell’Ombra. In verità fu il castigo di un Giorno immenso.[37]»
Come abbiamo tradotto
Yawm al-ẓulla è “il Giorno dell’Ombra/Nube”. Conserviamo il titolo senza aggiungere la ricostruzione esegetica dell’evento.
Corano 26:190
«In verità in ciò vi è certamente un segno, ma la maggior parte di loro non fu credente.»
Corano 26:191
«E in verità il tuo Signore è certamente il Potente, il Misericordioso.»
Corano 26:192
«E in verità esso è certamente una rivelazione del Signore dei mondi.»
Corano 26:193
«Con esso è disceso lo Spirito affidabile,[38]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice “lo Spirito affidabile” (al-rūḥ al-amīn). L’identificazione con Gabriele appartiene all’esegesi e resta fuori dal versetto.
Corano 26:194
«sul tuo cuore, affinché tu sia fra gli ammonitori,»
Corano 26:195
«in chiara lingua araba.»
Corano 26:196
«E in verità esso è certamente nelle Scritture degli antichi.»
Corano 26:197
«Non è forse per loro un segno che lo conoscano i sapienti dei Figli d’Israele?»
Corano 26:198
«E anche se lo avessimo fatto scendere su uno dei non arabi,[39]»
Come abbiamo tradotto
Al-aʿjamīn indica non arabi/stranieri nella lingua. Rendiamo “uno dei non arabi” senza trasformarlo in un’etichetta etnica più specifica.
Corano 26:199
«e questi lo avesse recitato loro, non avrebbero creduto in esso.»
Corano 26:200
«Così lo abbiamo fatto entrare nei cuori dei criminali.[40]»
Come abbiamo tradotto
Il pronome di salaknāhu rinvia al messaggio/Corano: “lo abbiamo fatto entrare nei cuori dei criminali”. Non sostituiamo il pronome con “incredulità”, che è interpretazione.
Corano 26:201
«Non crederanno in esso finché non vedranno il castigo doloroso,»
Corano 26:202
«che giungerà loro all’improvviso, mentre non se ne accorgeranno.»
Corano 26:203
«Allora diranno: «Ci sarà concesso un rinvio?».»
Corano 26:204
«È dunque il Nostro castigo che vogliono affrettare?»
Corano 26:205
«Hai considerato: se concedessimo loro godimento per anni,»
Corano 26:206
«poi giungesse loro ciò che era stato loro promesso,»
Corano 26:207
«non gioverebbe loro ciò di cui avevano goduto.»
Corano 26:208
«E non abbiamo distrutto alcuna città senza che avesse ammonitori,»
Corano 26:209
«come richiamo; e Noi non siamo stati ingiusti.»
Corano 26:210
«E non sono i diavoli ad averlo fatto scendere.»
Corano 26:211
«Non si addice loro e non ne sarebbero capaci.»
Corano 26:212
«In verità essi sono certamente tenuti lontani dall’ascolto.[41]»
Come abbiamo tradotto
I diavoli sono descritti come “tenuti lontani dall’ascolto”. Non aggiungiamo qui la cosmologia dei dardi celesti trattata in altri passi.
Corano 26:213
«Non invocare dunque insieme a Dio un’altra divinità, altrimenti sarai fra i castigati.»
Corano 26:214
«E ammonisci i tuoi parenti più prossimi.»
Corano 26:215
«E abbassa la tua ala verso quelli dei credenti che ti seguono.[42]»
Come abbiamo tradotto
“Abbassare l’ala” è un idioma di mitezza/protezione. Manteniamo l’immagine letterale nel testo.
Corano 26:216
«Se poi ti disobbediscono, di’: «In verità io sono estraneo a ciò che fate».»
Corano 26:217
«E confida nel Potente, nel Misericordioso,»
Corano 26:218
«Colui che ti vede quando ti alzi,»
Corano 26:219
«e i tuoi movimenti fra coloro che si prosternano.[43]»
Come abbiamo tradotto
Taqallubaka fī al-sājidīn è letteralmente il tuo muoverti/volgerti fra coloro che si prosternano. Non imponiamo una specifica spiegazione rituale.
Corano 26:220
«In verità Egli è l’Ascoltante, il Sapiente.»
Corano 26:221
«Volete che vi informi su chi scendono i diavoli?»
Corano 26:222
«Scendono su ogni grande mentitore peccatore,»
Corano 26:223
«prestano ascolto, e la maggior parte di loro sono bugiardi.[44]»
Come abbiamo tradotto
La frase può riferirsi ai diavoli che prestano/ascoltano e trasmettono ciò che odono. Manteniamo “prestano ascolto” senza aggiungere una scena non esplicitata.
Corano 26:224
«E i poeti: li seguono gli sviati.[45]»
Come abbiamo tradotto
Il testo apre una sezione sui poeti affermando che li seguono gli sviati. L’eccezione decisiva arriva al v. 227 e va letta insieme a questi versi.
Corano 26:225
«Non vedi che vagano in ogni valle,»
Corano 26:226
«e che dicono ciò che non fanno?»
Corano 26:227
«Eccetto coloro che credono, compiono opere giuste, ricordano molto Dio e si difendono dopo aver subito ingiustizia. E coloro che hanno commesso ingiustizia sapranno presto verso quale ritorno torneranno.[46]»
Come abbiamo tradotto
L’eccezione riguarda poeti credenti che compiono opere giuste, ricordano molto Dio e “si difendono” dopo aver subito ingiustizia. Manteniamo l’eccezione integralmente.
Note alla traduzione
- Corano 26:1. Le lettere isolate Ṭā-Sīn-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 26:3. Bākhiʿun nafsaka è la stessa espressione forte di 18:6: il participio bākhiʿ può indicare chi uccide o distrugge se stesso. Rendiamo quindi “ti ucciderai”, mantenendo la forza iperbolica della frase invece di attenuarla con “consumerai”. ↩
- Corano 26:13. Mosè dice che il suo petto si stringe e che la sua lingua “non si scioglie”. Manteniamo la formulazione senza introdurre diagnosi o spiegazioni esterne. ↩
- Corano 26:15. Il plurale “con voi” segue il comando rivolto a Mosè e Aronne e include il contesto della missione. Non aggiungiamo altri soggetti. ↩
- Corano 26:16. L’arabo ha il singolare rasūlu dopo “noi”: “noi siamo il messaggero del Signore dei mondi”. Conserviamo questa particolarità grammaticale. ↩
- Corano 26:19. Al-kāfirīn qui, nella replica di Faraone, può avere valore di ingrati/rinnegatori. Rendiamo “ingrati” in coerenza col favore appena rinfacciato. ↩
- Corano 26:20. Mosè dice di aver agito quando era fra al-ḍāllīn, “gli sviati/erranti”. Non sostituiamo il termine con una parafrasi attenuante. ↩
- Corano 26:22. ʿAbbadta banī Isrāʾīl significa che Faraone ha reso schiavi/asservito i Figli d’Israele. Manteniamo “ridotto in schiavitù”. ↩
- Corano 26:45. Yaʾfikūn richiama falsificazione/inganno. Il bastone inghiotte ciò che essi “falsificavano”, non semplicemente oggetti neutri. ↩
- Corano 26:49. La minaccia di Faraone comprende amputazione di mani e piedi da lati opposti e crocifissione di tutti. Manteniamo entrambe le pene esplicitamente. ↩
- Corano 26:59. Il testo dice che ciò da cui furono fatti uscire gli egiziani fu fatto ereditare ai Figli d’Israele. Non armonizziamo qui la geografia con narrazioni esterne. ↩
- Corano 26:77. Abramo definisce le divinità adorate “nemici per me” e poi eccettua il Signore dei mondi. Conserviamo la costruzione senza riscriverla come semplice rifiuto degli idoli. ↩
- Corano 26:80. Abramo attribuisce a sé la malattia (“quando mi ammalo”) e a Dio la guarigione. Manteniamo l’asimmetria grammaticale del versetto. ↩
- Corano 26:84. Lisāna ṣidqin è letteralmente “una lingua di verità”, ma nell’uso arabo indica una buona menzione o reputazione. Al-Ṭabarī, 26:84 lo spiega come dhikran jamīlan wa-thanāʾan ḥasanan, “un bel ricordo e una buona lode”, destinati a rimanere fra le generazioni successive. Rendiamo quindi l’idioma con “una buona fama” e conserviamo qui l’immagine letterale. ↩
- Corano 26:86. Abramo chiede esplicitamente perdono per suo padre e lo definisce fra gli sviati. Non anticipiamo qui spiegazioni tratte da altri passi. ↩
- Corano 26:89. Qalbin salīm è un “cuore integro/sano”. Rendiamo “integro” senza introdurre una specifica dottrina esegetica sulla sua purezza. ↩
- Corano 26:94. Kubkibū esprime essere rovesciati/capovolti ripetutamente dentro l’Inferno. Rendiamo “rovesciati in esso”. ↩
- Corano 26:105. Il testo dice che il popolo di Noè “smentì i messaggeri”, al plurale, pur narrando Noè. Conserviamo il plurale coranico. ↩
- Corano 26:111. Al-ardhalūn significa i più bassi/vili secondo la valutazione sociale degli interlocutori. Manteniamo la durezza del loro giudizio. ↩
- Corano 26:116. Al-marjūmīn deriva da “lapidare/scagliare pietre”. Rendiamo “fra i lapidati”, senza attenuare la minaccia. ↩
- Corano 26:118. Iftaḥ baynī wa-baynahum fatḥan chiede un giudizio/decisione risolutiva fra Noè e il suo popolo. Rendiamo “giudica … con decisione”. ↩
- Corano 26:128. Āyatan può essere segno, monumento o costruzione notevole; il versetto collega l’edificazione al gioco/futilità. Rendiamo “segno” e segnaliamo il valore monumentale possibile. ↩
- Corano 26:129. Maṣāniʿ è termine discusso per opere fortificate, edifici o strutture. Rendiamo “opere possenti” evitando una specificazione architettonica non certa. ↩
- Corano 26:130. Jabbārīn indica dominatori/tiranni. La frase dice: “quando colpite, colpite da tiranni”. Manteniamo il parallelismo. ↩
- Corano 26:137. Khuluq al-awwalīn può essere letto come costume/condotta degli antichi; le letture interpretative alternative non vengono inserite nel versetto. ↩
- Corano 26:148. Ṭalʿuhā haḍīm descrive il germoglio/grappolo della palma come tenero, fitto o maturo. Rendiamo “grappoli teneri”. ↩
- Corano 26:149. Fārihīn può indicare abilità, fierezza o esuberanza. Rendiamo “con abilità”, lasciando la sfumatura in nota. ↩
- Corano 26:153. Al-musaḥḥarīn può indicare “stregati” o persone sotto effetto di magia. Manteniamo “stregati”. ↩
- Corano 26:155. Il versetto assegna alla cammella una quota d’acqua e al popolo una quota in un giorno noto. Non inseriamo dettagli narrativi esterni. ↩
- Corano 26:157. ʿAqarūhā indica il ferimento mortale della cammella, tradizionalmente il taglio dei garretti. Rendiamo esplicitamente “le recisero i garretti”. ↩
- Corano 26:165. Al-dhukrān significa “i maschi”. Il versetto domanda se si accostino ai maschi fra le creature; manteniamo il riferimento sessuale esplicito. ↩
- Corano 26:166. Il versetto contrappone i maschi alle “spose” create per loro e conclude definendoli un popolo che oltrepassa il limite. Manteniamo entrambi gli elementi. ↩
- Corano 26:168. Lot dice di essere fra coloro che detestano ʿamalakum, “la vostra azione/condotta”. La riprovazione è testuale e non viene attenuata. ↩
- Corano 26:171. La “vecchia” lasciata fra i rimanenti non è nominata nel versetto. L’identificazione con la moglie di Lot appartiene al contesto esegetico. ↩
- Corano 26:173. Il testo parla semplicemente di una “pioggia” e la definisce pessima per gli ammoniti. La natura delle pietre è esplicitata altrove, non qui. ↩
- Corano 26:176. Aṣḥāb al-Ayka è il nome tradizionale del gruppo; manteniamo “compagni di al-Ayka” senza imporre una localizzazione. ↩
- Corano 26:189. Yawm al-ẓulla è “il Giorno dell’Ombra/Nube”. Conserviamo il titolo senza aggiungere la ricostruzione esegetica dell’evento. ↩
- Corano 26:193. Il testo dice “lo Spirito affidabile” (al-rūḥ al-amīn). L’identificazione con Gabriele appartiene all’esegesi e resta fuori dal versetto. ↩
- Corano 26:198. Al-aʿjamīn indica non arabi/stranieri nella lingua. Rendiamo “uno dei non arabi” senza trasformarlo in un’etichetta etnica più specifica. ↩
- Corano 26:200. Il pronome di salaknāhu rinvia al messaggio/Corano: “lo abbiamo fatto entrare nei cuori dei criminali”. Non sostituiamo il pronome con “incredulità”, che è interpretazione. ↩
- Corano 26:212. I diavoli sono descritti come “tenuti lontani dall’ascolto”. Non aggiungiamo qui la cosmologia dei dardi celesti trattata in altri passi. ↩
- Corano 26:215. “Abbassare l’ala” è un idioma di mitezza/protezione. Manteniamo l’immagine letterale nel testo. ↩
- Corano 26:219. Taqallubaka fī al-sājidīn è letteralmente il tuo muoverti/volgerti fra coloro che si prosternano. Non imponiamo una specifica spiegazione rituale. ↩
- Corano 26:223. La frase può riferirsi ai diavoli che prestano/ascoltano e trasmettono ciò che odono. Manteniamo “prestano ascolto” senza aggiungere una scena non esplicitata. ↩
- Corano 26:224. Il testo apre una sezione sui poeti affermando che li seguono gli sviati. L’eccezione decisiva arriva al v. 227 e va letta insieme a questi versi. ↩
- Corano 26:227. L’eccezione riguarda poeti credenti che compiono opere giuste, ricordano molto Dio e “si difendono” dopo aver subito ingiustizia. Manteniamo l’eccezione integralmente. ↩









