La Sura 37 aṣ-Ṣāffāt, “I Ranghi”, è una sura meccana di 182 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 37:1
«Per coloro che si schierano in ranghi,[1]»
Come abbiamo tradotto
Le prime parole sono un giuramento “per coloro che si schierano in ranghi”. Il testo non nomina esplicitamente il referente; l’identificazione con gli angeli appartiene all’esegesi.
Corano 37:2
«poi per coloro che respingono con forza,[2]»
Come abbiamo tradotto
Al-zājirāt zajran indica coloro che respingono/reprimono con forza. Manteniamo il valore verbale senza inserire nel versetto il referente tradizionalmente proposto.
Corano 37:3
«poi per coloro che recitano il Monito,[3]»
Come abbiamo tradotto
Al-tāliyāt dhikran sono “coloro che recitano il Monito”. Anche qui il soggetto non è nominato espressamente nel testo.
Corano 37:4
«in verità il vostro Dio è certamente Uno,»
Corano 37:5
«Signore dei cieli e della terra e di ciò che è fra essi, e Signore degli orienti.[4]»
Come abbiamo tradotto
Al-mashāriq è plurale: “gli orienti”, cioè i diversi luoghi/punti del sorgere. Manteniamo il plurale.
Corano 37:6
«In verità abbiamo ornato il cielo più vicino con l’ornamento delle stelle,»
Corano 37:7
«e come protezione contro ogni diavolo ribelle.»
Corano 37:8
«Non possono ascoltare il Supremo Consesso e vengono colpiti da ogni lato,[5]»
Come abbiamo tradotto
Al-malaʾ al-aʿlā è il “Supremo Consesso”. Il versetto presenta i diavoli come incapaci di ascoltarlo e colpiti da ogni lato.
Corano 37:9
«scacciati; e avranno un castigo continuo.»
Corano 37:10
«Eccetto chi riesca a strappare qualcosa di sfuggita: allora lo insegue una fiamma penetrante.[6]»
Come abbiamo tradotto
Shihābun thāqib è una fiamma/meteora penetrante. Manteniamo l’immagine senza trasformarla in spiegazione astronomica.
Corano 37:11
«Chiedi loro: sono più difficili da creare loro o ciò che abbiamo creato? In verità li abbiamo creati da argilla viscosa.[7]»
Come abbiamo tradotto
Ṭīnin lāzib indica argilla appiccicosa/viscosa. Rendiamo “argilla viscosa”.
Corano 37:12
«Anzi, tu ti stupisci mentre loro deridono.[8]»
Come abbiamo tradotto
Nella lettura Ḥafṣ il verbo è alla seconda persona: “tu ti stupisci”. Manteniamo il soggetto del testo senza armonizzarlo con altre letture.
Corano 37:13
«E quando vengono ammoniti non si ricordano.»
Corano 37:14
«E quando vedono un segno, lo prendono in scherno,»
Corano 37:15
«e dicono: «Questo non è altro che magia evidente.»
Corano 37:16
«Quando saremo morti e saremo polvere e ossa, saremo davvero risuscitati?»
Corano 37:17
«E anche i nostri primi padri?».»
Corano 37:18
«Di’: «Sì, e sarete umiliati».»
Corano 37:19
«Non sarà altro che un unico Grido, ed ecco: guarderanno.»
Corano 37:20
«E diranno: «Guai a noi! Questo è il Giorno della Ricompensa».»
Corano 37:21
««Questo è il Giorno della Decisione che smentivate».»
Corano 37:22
««Radunate coloro che furono ingiusti, quelli della loro specie e ciò che adoravano,[9]»
Come abbiamo tradotto
Azwājahum può indicare compagni, categorie o simili. Rendiamo “quelli della loro specie”, lasciando separata l’identificazione esegetica.
Corano 37:23
«all’infuori di Dio; poi guidateli verso la via dell’Inferno.[10]»
Come abbiamo tradotto
Il testo ordina di guidarli verso ṣirāṭ al-jaḥīm, “la via dell’Inferno/Fornace”. Manteniamo il comando esplicito.
Corano 37:24
«E fermateli: in verità devono essere interrogati».»
Corano 37:25
««Che cosa vi accade? Perché non vi soccorrete a vicenda?».»
Corano 37:26
«No: oggi sono completamente sottomessi.»
Corano 37:27
«E si rivolgeranno gli uni agli altri interrogandosi.»
Corano 37:28
«Diranno: «In verità venivate a noi da destra».[11]»
Come abbiamo tradotto
“Venivate a noi da destra” è una formula idiomatica discussa. Conserviamo l’immagine letterale senza scioglierla nel versetto in “con autorità” o “con persuasione”.
Corano 37:29
«Diranno: «No: eravate voi a non essere credenti.»
Corano 37:30
«E non avevamo su di voi alcuna autorità; eravate invece un popolo trasgressore.»
Corano 37:31
«Così si è avverata contro di noi la parola del nostro Signore: in verità gusteremo il castigo.»
Corano 37:32
«Vi abbiamo dunque sviati, perché in verità eravamo noi stessi sviati».[12]»
Come abbiamo tradotto
I capi dichiarano: “vi abbiamo sviati, perché eravamo noi stessi sviati”. Manteniamo il verbo causativo e la responsabilità dichiarata.
Corano 37:33
«In verità quel Giorno saranno associati nel castigo.»
Corano 37:34
«In verità così facciamo con i criminali.»
Corano 37:35
«In verità, quando veniva detto loro: «Non vi è divinità se non Dio», si mostravano arroganti,»
Corano 37:36
«e dicevano: «Dovremmo abbandonare le nostre divinità per un poeta posseduto?».[13]»
Come abbiamo tradotto
Shāʿirin majnūn è “un poeta posseduto/folle”. Rendiamo “poeta posseduto”, conservando l’accusa riportata.
Corano 37:37
«No: egli è venuto con la verità e ha confermato gli inviati.»
Corano 37:38
«In verità gusterete certamente il castigo doloroso,»
Corano 37:39
«e non sarete ricompensati se non per ciò che facevate,»
Corano 37:40
«eccetto i servi di Dio prescelti.[14]»
Come abbiamo tradotto
ʿIbād Allāh al-mukhlaṣīn è reso “servi di Dio prescelti”, coerentemente con la lettura passiva qui adottata.
Corano 37:41
«Costoro avranno una provvidenza conosciuta,»
Corano 37:42
«frutti, e saranno onorati,»
Corano 37:43
«nei Giardini della Delizia,»
Corano 37:44
«su divani, gli uni di fronte agli altri.»
Corano 37:45
«Circolerà fra loro una coppa da una sorgente corrente,»
Corano 37:46
«bianca, deliziosa per chi beve,»
Corano 37:47
«nella quale non vi è danno né da essa saranno inebriati.[15]»
Come abbiamo tradotto
La bevanda paradisiaca è descritta come priva di ghawl, danno/alterazione, e incapace di ubriacare. Manteniamo entrambe le negazioni.
Corano 37:48
«E presso di loro vi saranno donne dagli sguardi trattenuti, dagli occhi grandi,[16]»
Come abbiamo tradotto
Qāṣirātu l-ṭarf ʿīn descrive donne dallo sguardo trattenuto e dagli occhi grandi. Non aggiungiamo dettagli fisici ulteriori.
Corano 37:49
«come se fossero uova ben custodite.[17]»
Come abbiamo tradotto
La similitudine “come uova ben custodite” è mantenuta nella sua forma testuale senza svilupparne l’interpretazione cromatica tradizionale.
Corano 37:50
«E si rivolgeranno gli uni agli altri interrogandosi.»
Corano 37:51
«Uno di loro dirà: «In verità avevo un compagno»
Corano 37:52
«che diceva: “Sei davvero fra quelli che credono?»
Corano 37:53
«Quando saremo morti e saremo polvere e ossa, saremo davvero chiamati a rendere conto?”».»
Corano 37:54
«Dirà: «Volete guardare?».»
Corano 37:55
«Guarderà, e lo vedrà nel mezzo dell’Inferno.[18]»
Come abbiamo tradotto
Il beato guarda e vede il suo antico compagno “nel mezzo dell’Inferno”. Manteniamo la scena narrativa senza allegorizzarla.
Corano 37:56
«Dirà: «Per Dio, stavi quasi per mandarmi in rovina!»
Corano 37:57
«E se non fosse stato per il favore del mio Signore, sarei stato certamente fra quelli fatti comparire».[19]»
Come abbiamo tradotto
La salvezza viene attribuita al “favore del mio Signore”. Manteniamo il soggetto divino esplicito.
Corano 37:58
««Dunque non moriremo,»
Corano 37:59
«se non della nostra prima morte, e non saremo castigati?».»
Corano 37:60
«In verità questo è certamente il grande successo.»
Corano 37:61
«Per qualcosa di simile operino dunque coloro che operano.»
Corano 37:62
«È migliore questa accoglienza oppure l’albero di Zaqqūm?[20]»
Come abbiamo tradotto
Lo Zaqqūm è presentato come albero infernale e come prova per gli ingiusti. Manteniamo il nome proprio senza sostituirlo con una specie botanica.
Corano 37:63
«In verità ne abbiamo fatto una prova per gli ingiusti.»
Corano 37:64
«In verità è un albero che spunta dal fondo dell’Inferno.»
Corano 37:65
«I suoi frutti sono come teste di demoni.[21]»
Come abbiamo tradotto
I frutti dello Zaqqūm sono paragonati a “teste di demoni”. Conserviamo la similitudine così com’è.
Corano 37:66
«Ed essi ne mangeranno certamente e se ne riempiranno i ventri.»
Corano 37:67
«Poi avranno sopra di esso certamente una miscela di acqua bollente.[22]»
Come abbiamo tradotto
Dopo lo Zaqqūm viene descritta una miscela di acqua bollente. Manteniamo la sequenza punitiva esplicita.
Corano 37:68
«Poi in verità il loro ritorno sarà certamente all’Inferno.»
Corano 37:69
«In verità hanno trovato i loro padri sviati,»
Corano 37:70
«e sulle loro tracce si precipitano.»
Corano 37:71
«E certamente prima di loro si smarrì la maggior parte degli antichi,»
Corano 37:72
«e certamente inviammo fra loro degli ammonitori.»
Corano 37:73
«Guarda dunque quale fu la fine di coloro che furono ammoniti,»
Corano 37:74
«eccetto i servi di Dio prescelti.»
Corano 37:75
«E certamente Noè Ci invocò: e quanto siamo eccellenti nel rispondere!»
Corano 37:76
«E salvammo lui e la sua famiglia dalla grande angoscia,»
Corano 37:77
«e facemmo della sua discendenza coloro che rimasero.[23]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che Dio fece della discendenza di Noè “coloro che rimasero”. Non ampliamo il versetto in una teoria genealogica universale.
Corano 37:78
«E lasciammo per lui fra le generazioni successive:»
Corano 37:79
««Pace su Noè fra i mondi».»
Corano 37:80
«In verità così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 37:81
«In verità egli era fra i Nostri servi credenti.»
Corano 37:82
«Poi annegammo gli altri.[24]»
Come abbiamo tradotto
Dopo la salvezza di Noè e della sua famiglia, “annegammo gli altri”. Manteniamo Dio come soggetto diretto dell’azione.
Corano 37:83
«E in verità Abramo era certamente della sua schiera,[25]»
Come abbiamo tradotto
Abramo è detto appartenere alla “schiera” di Noè. Manteniamo il rapporto testuale senza precisare una genealogia non espressa.
Corano 37:84
«quando venne al suo Signore con un cuore integro.»
Corano 37:85
«Quando disse a suo padre e al suo popolo: «Che cosa adorate?»
Corano 37:86
«Desiderate, mentendo, divinità all’infuori di Dio?»
Corano 37:87
«Che cosa pensate dunque del Signore dei mondi?».»
Corano 37:88
«Poi gettò uno sguardo alle stelle,[26]»
Come abbiamo tradotto
Abramo “gettò uno sguardo alle stelle”. Non inseriamo nel versetto interpretazioni astrologiche o strategiche.
Corano 37:89
«e disse: «In verità sono malato».[27]»
Come abbiamo tradotto
La frase “in verità sono malato” è mantenuta letteralmente; la natura della malattia o l’eventuale stratagemma appartengono all’esegesi.
Corano 37:90
«Allora gli voltarono le spalle andandosene.»
Corano 37:91
«Poi si avvicinò furtivamente alle loro divinità e disse: «Non mangiate?»
Corano 37:92
«Che cosa avete, perché non parlate?».»
Corano 37:93
«Poi si scagliò su di esse colpendole con la mano destra.[28]»
Come abbiamo tradotto
Abramo si scaglia sugli idoli “colpendoli con la mano destra”. Manteniamo l’azione fisica esplicita.
Corano 37:94
«Allora accorsero verso di lui in fretta.»
Corano 37:95
«Disse: «Adorate ciò che scolpite,»
Corano 37:96
«mentre Dio ha creato voi e ciò che fate?».[29]»
Come abbiamo tradotto
“Dio ha creato voi e ciò che fate” può essere discusso quanto al referente di mā taʿmalūn. Manteniamo la costruzione senza risolverla dogmaticamente.
Corano 37:97
«Dissero: «Costruite per lui una costruzione e gettatelo nel fuoco ardente».[30]»
Come abbiamo tradotto
Il popolo ordina: “costruite per lui una costruzione e gettatelo nel fuoco ardente”. Manteniamo la minaccia nella forma diretta.
Corano 37:98
«Vollero tramare contro di lui, ma li rendemmo i più bassi.»
Corano 37:99
«E disse: «In verità me ne vado verso il mio Signore; Egli mi guiderà.»
Corano 37:100
«Signore mio, donami qualcuno fra i giusti».»
Corano 37:101
«Allora gli demmo la buona novella di un ragazzo clemente.»
Corano 37:102
«Poi, quando raggiunse con lui l’età di adoperarsi, disse: «Figlio mio, in verità vedo in sogno che ti sacrifico. Guarda dunque che cosa ne pensi». Disse: «Padre mio, fa’ ciò che ti viene ordinato. Mi troverai, se Dio vuole, fra i pazienti».[31]»
Come abbiamo tradotto
Il testo del sogno dice direttamente “vedo in sogno che ti sacrifico”; il figlio risponde “fa’ ciò che ti viene ordinato”. Il versetto non nomina qui il figlio.
Corano 37:103
«Quando poi entrambi si furono sottomessi e lo ebbe posto con la fronte a terra,[32]»
Come abbiamo tradotto
Aslamā significa che entrambi “si sottomisero”; poi Abramo pone il figlio con la fronte/fianco a terra. Manteniamo la sequenza senza anticipare l’esito.
Corano 37:104
«lo chiamammo: «O Abramo,»
Corano 37:105
«hai realizzato il sogno». In verità così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 37:106
«In verità questa è certamente la prova evidente.»
Corano 37:107
«E lo riscattammo con un grande sacrificio.[33]»
Come abbiamo tradotto
Il figlio viene riscattato con dhibḥin ʿaẓīm, “un grande sacrificio”. Il testo non specifica qui l’animale.
Corano 37:108
«E lasciammo per lui fra le generazioni successive:»
Corano 37:109
««Pace su Abramo».»
Corano 37:110
«Così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 37:111
«In verità egli era fra i Nostri servi credenti.»
Corano 37:112
«E gli demmo la buona novella di Isacco, profeta fra i giusti.[34]»
Come abbiamo tradotto
Dopo il racconto del sacrificio, il testo annuncia Isacco per nome. Non usiamo questa collocazione da sola per inserire nel versetto 102 il nome del figlio.
Corano 37:113
«E benedicemmo lui e Isacco. E fra la loro discendenza vi è chi fa il bene e chi fa manifestamente torto a se stesso.»
Corano 37:114
«E certamente colmammo di favore Mosè e Aronne,»
Corano 37:115
«e salvammo loro e il loro popolo dalla grande angoscia,»
Corano 37:116
«e li soccorremmo, ed essi furono i vincitori.»
Corano 37:117
«E demmo a entrambi il Libro chiarificatore,»
Corano 37:118
«e li guidammo sulla via diritta,»
Corano 37:119
«e lasciammo per entrambi fra le generazioni successive:»
Corano 37:120
««Pace su Mosè e Aronne».»
Corano 37:121
«In verità così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 37:122
«In verità entrambi erano fra i Nostri servi credenti.»
Corano 37:123
«E in verità Elia era certamente fra gli inviati,»
Corano 37:124
«quando disse al suo popolo: «Non temerete Dio?»
Corano 37:125
«Invocate Baʿl e abbandonate il migliore dei creatori,[35]»
Come abbiamo tradotto
Baʿl è mantenuto come nome della divinità invocata dal popolo di Elia.
Corano 37:126
«Dio, vostro Signore e Signore dei vostri primi padri?».»
Corano 37:127
«Ma lo smentirono; in verità saranno fatti comparire,»
Corano 37:128
«eccetto i servi di Dio prescelti.»
Corano 37:129
«E lasciammo per lui fra le generazioni successive:»
Corano 37:130
««Pace su Ilyāsīn».[36]»
Come abbiamo tradotto
La forma Ilyāsīn della lettura Ḥafṣ è mantenuta nel saluto. Le spiegazioni del rapporto con “Ilyās” restano esegetiche.
Corano 37:131
«In verità così ricompensiamo coloro che fanno il bene.»
Corano 37:132
«In verità egli era fra i Nostri servi credenti.»
Corano 37:133
«E in verità Lot era certamente fra gli inviati,»
Corano 37:134
«quando salvammo lui e tutta la sua famiglia,»
Corano 37:135
«eccetto una vecchia fra quelli rimasti indietro.[37]»
Come abbiamo tradotto
Fra i familiari salvati di Lot viene eccettuata “una vecchia fra quelli rimasti indietro”. Il testo non la nomina in questo versetto.
Corano 37:136
«Poi distruggemmo gli altri.»
Corano 37:137
«E in verità voi passate accanto a loro al mattino,»
Corano 37:138
«e di notte. Non ragionerete dunque?»
Corano 37:139
«E in verità Giona era certamente fra gli inviati,»
Corano 37:140
«quando fuggì verso la nave carica.[38]»
Come abbiamo tradotto
Abaqa indica fuggire/disertare. Rendiamo che Giona “fuggì verso la nave carica”, mantenendo il verbo forte.
Corano 37:141
«E partecipò al sorteggio, e fu fra quelli che persero.[39]»
Come abbiamo tradotto
Giona partecipa al sorteggio e risulta fra i perdenti. Il testo non descrive qui il meccanismo materiale del sorteggio.
Corano 37:142
«Allora il pesce lo inghiottì, mentre era biasimevole.[40]»
Come abbiamo tradotto
Mulīm significa biasimevole, meritevole di biasimo. Manteniamo questa qualificazione invece di attenuarla in un semplice “rammaricato”.
Corano 37:143
«E se non fosse stato fra coloro che glorificano Dio,»
Corano 37:144
«sarebbe certamente rimasto nel suo ventre fino al Giorno in cui saranno risuscitati.»
Corano 37:145
«Poi lo gettammo sulla nuda riva, mentre era malato,[41]»
Come abbiamo tradotto
Dio dice “lo gettammo sulla nuda riva, mentre era malato”. Manteniamo il soggetto divino e la condizione di Giona.
Corano 37:146
«e facemmo crescere sopra di lui una pianta di zucca.»
Corano 37:147
«E lo inviammo a centomila, o anche di più.[42]»
Come abbiamo tradotto
La cifra è formulata “centomila, o anche di più”. Conserviamo aw, “o”, senza trasformarla in una stima certa.
Corano 37:148
«Ed essi credettero; così concedemmo loro godimento fino a un tempo.»
Corano 37:149
«Chiedi dunque loro: «Al tuo Signore le figlie e a loro i figli?».[43]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto riprende polemicamente l’attribuzione di figlie a Dio e figli agli interlocutori. Manteniamo la struttura retorica senza attenuarla.
Corano 37:150
«O forse creammo gli angeli femmine mentre essi erano testimoni?»
Corano 37:151
«Ecco, in verità, per la loro falsità dicono:»
Corano 37:152
««Dio ha generato». E in verità sono certamente bugiardi.»
Corano 37:153
«Avrebbe forse scelto le figlie al posto dei figli?»
Corano 37:154
«Che cosa vi accade? Come giudicate?»
Corano 37:155
«Non vi ricorderete dunque?»
Corano 37:156
«Oppure avete un’autorità evidente?»
Corano 37:157
«Portate dunque il vostro Libro, se siete veritieri.»
Corano 37:158
«E hanno stabilito fra Lui e i jinn una parentela; ma i jinn sanno certamente che saranno fatti comparire.[44]»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma che essi stabiliscono una parentela fra Dio e i jinn. Manteniamo al-jinna come “jinn”, senza sostituirlo con “angeli” o “demoni”.
Corano 37:159
«Gloria a Dio, al di sopra di ciò che Gli attribuiscono,»
Corano 37:160
«eccetto i servi di Dio prescelti.[45]»
Come abbiamo tradotto
“Eccetto i servi di Dio prescelti” chiude l’eccezione nella forma del testo; il preciso collegamento sintattico con i versetti precedenti è discusso.
Corano 37:161
«In verità voi e ciò che adorate»
Corano 37:162
«non potrete sedurre contro di Lui»
Corano 37:163
«se non colui che entrerà a bruciare nell’Inferno.[46]»
Come abbiamo tradotto
La seduzione non raggiunge se non chi è destinato a “entrare a bruciare nell’Inferno”. Manteniamo il participio ṣālī nella sua forza.
Corano 37:164
««Non vi è nessuno di noi che non abbia un posto stabilito.[47]»
Come abbiamo tradotto
Dal contesto la tradizione identifica i parlanti con gli angeli, ma il versetto dice soltanto “non vi è nessuno di noi…”. Non inseriamo il soggetto nel corpo del testo.
Corano 37:165
«E in verità siamo proprio noi quelli schierati in ranghi,»
Corano 37:166
«e in verità siamo proprio noi quelli che glorificano».»
Corano 37:167
«E in verità essi dicevano:»
Corano 37:168
««Se avessimo avuto presso di noi un Monito degli antichi,»
Corano 37:169
«saremmo certamente stati servi di Dio prescelti».»
Corano 37:170
«Ma non credettero in esso; presto sapranno.»
Corano 37:171
«E certamente la Nostra parola è già stata pronunciata per i Nostri servi inviati:»
Corano 37:172
«in verità saranno certamente loro i soccorsi,»
Corano 37:173
«e in verità saranno certamente le Nostre schiere a prevalere.[48]»
Come abbiamo tradotto
La promessa divina dice che gli inviati saranno soccorsi e che “le Nostre schiere” prevarranno. Manteniamo entrambe le affermazioni.
Corano 37:174
«Allontanati dunque da loro fino a un tempo,»
Corano 37:175
«e osserva: presto vedranno.»
Corano 37:176
«È dunque il Nostro castigo che vogliono affrettare?»
Corano 37:177
«Ma quando esso scenderà nel loro territorio, terribile sarà il mattino di coloro che furono ammoniti.[49]»
Come abbiamo tradotto
Il castigo è descritto come qualcosa che “scende nel loro territorio” e rende terribile il mattino degli ammoniti. Conserviamo l’immagine bellica del testo.
Corano 37:178
«E allontanati da loro fino a un tempo,»
Corano 37:179
«e osserva: presto vedranno.»
Corano 37:180
«Gloria al tuo Signore, Signore della potenza, al di sopra di ciò che Gli attribuiscono,»
Corano 37:181
«e pace sugli inviati,»
Corano 37:182
«e la lode appartiene a Dio, Signore dei mondi.»
Note alla traduzione
- Corano 37:1. Le prime parole sono un giuramento “per coloro che si schierano in ranghi”. Il testo non nomina esplicitamente il referente; l’identificazione con gli angeli appartiene all’esegesi. ↩
- Corano 37:2. Al-zājirāt zajran indica coloro che respingono/reprimono con forza. Manteniamo il valore verbale senza inserire nel versetto il referente tradizionalmente proposto. ↩
- Corano 37:3. Al-tāliyāt dhikran sono “coloro che recitano il Monito”. Anche qui il soggetto non è nominato espressamente nel testo. ↩
- Corano 37:5. Al-mashāriq è plurale: “gli orienti”, cioè i diversi luoghi/punti del sorgere. Manteniamo il plurale. ↩
- Corano 37:8. Al-malaʾ al-aʿlā è il “Supremo Consesso”. Il versetto presenta i diavoli come incapaci di ascoltarlo e colpiti da ogni lato. ↩
- Corano 37:10. Shihābun thāqib è una fiamma/meteora penetrante. Manteniamo l’immagine senza trasformarla in spiegazione astronomica. ↩
- Corano 37:11. Ṭīnin lāzib indica argilla appiccicosa/viscosa. Rendiamo “argilla viscosa”. ↩
- Corano 37:12. Nella lettura Ḥafṣ il verbo è alla seconda persona: “tu ti stupisci”. Manteniamo il soggetto del testo senza armonizzarlo con altre letture. ↩
- Corano 37:22. Azwājahum può indicare compagni, categorie o simili. Rendiamo “quelli della loro specie”, lasciando separata l’identificazione esegetica. ↩
- Corano 37:23. Il testo ordina di guidarli verso ṣirāṭ al-jaḥīm, “la via dell’Inferno/Fornace”. Manteniamo il comando esplicito. ↩
- Corano 37:28. “Venivate a noi da destra” è una formula idiomatica discussa. Conserviamo l’immagine letterale senza scioglierla nel versetto in “con autorità” o “con persuasione”. ↩
- Corano 37:32. I capi dichiarano: “vi abbiamo sviati, perché eravamo noi stessi sviati”. Manteniamo il verbo causativo e la responsabilità dichiarata. ↩
- Corano 37:36. Shāʿirin majnūn è “un poeta posseduto/folle”. Rendiamo “poeta posseduto”, conservando l’accusa riportata. ↩
- Corano 37:40. ʿIbād Allāh al-mukhlaṣīn è reso “servi di Dio prescelti”, coerentemente con la lettura passiva qui adottata. ↩
- Corano 37:47. La bevanda paradisiaca è descritta come priva di ghawl, danno/alterazione, e incapace di ubriacare. Manteniamo entrambe le negazioni. ↩
- Corano 37:48. Qāṣirātu l-ṭarf ʿīn descrive donne dallo sguardo trattenuto e dagli occhi grandi. Non aggiungiamo dettagli fisici ulteriori. ↩
- Corano 37:49. La similitudine “come uova ben custodite” è mantenuta nella sua forma testuale senza svilupparne l’interpretazione cromatica tradizionale. ↩
- Corano 37:55. Il beato guarda e vede il suo antico compagno “nel mezzo dell’Inferno”. Manteniamo la scena narrativa senza allegorizzarla. ↩
- Corano 37:57. La salvezza viene attribuita al “favore del mio Signore”. Manteniamo il soggetto divino esplicito. ↩
- Corano 37:62. Lo Zaqqūm è presentato come albero infernale e come prova per gli ingiusti. Manteniamo il nome proprio senza sostituirlo con una specie botanica. ↩
- Corano 37:65. I frutti dello Zaqqūm sono paragonati a “teste di demoni”. Conserviamo la similitudine così com’è. ↩
- Corano 37:67. Dopo lo Zaqqūm viene descritta una miscela di acqua bollente. Manteniamo la sequenza punitiva esplicita. ↩
- Corano 37:77. Il testo dice che Dio fece della discendenza di Noè “coloro che rimasero”. Non ampliamo il versetto in una teoria genealogica universale. ↩
- Corano 37:82. Dopo la salvezza di Noè e della sua famiglia, “annegammo gli altri”. Manteniamo Dio come soggetto diretto dell’azione. ↩
- Corano 37:83. Abramo è detto appartenere alla “schiera” di Noè. Manteniamo il rapporto testuale senza precisare una genealogia non espressa. ↩
- Corano 37:88. Abramo “gettò uno sguardo alle stelle”. Non inseriamo nel versetto interpretazioni astrologiche o strategiche. ↩
- Corano 37:89. La frase “in verità sono malato” è mantenuta letteralmente; la natura della malattia o l’eventuale stratagemma appartengono all’esegesi. ↩
- Corano 37:93. Abramo si scaglia sugli idoli “colpendoli con la mano destra”. Manteniamo l’azione fisica esplicita. ↩
- Corano 37:96. “Dio ha creato voi e ciò che fate” può essere discusso quanto al referente di mā taʿmalūn. Manteniamo la costruzione senza risolverla dogmaticamente. ↩
- Corano 37:97. Il popolo ordina: “costruite per lui una costruzione e gettatelo nel fuoco ardente”. Manteniamo la minaccia nella forma diretta. ↩
- Corano 37:102. Il testo del sogno dice direttamente “vedo in sogno che ti sacrifico”; il figlio risponde “fa’ ciò che ti viene ordinato”. Il versetto non nomina qui il figlio. ↩
- Corano 37:103. Aslamā significa che entrambi “si sottomisero”; poi Abramo pone il figlio con la fronte/fianco a terra. Manteniamo la sequenza senza anticipare l’esito. ↩
- Corano 37:107. Il figlio viene riscattato con dhibḥin ʿaẓīm, “un grande sacrificio”. Il testo non specifica qui l’animale. ↩
- Corano 37:112. Dopo il racconto del sacrificio, il testo annuncia Isacco per nome. Non usiamo questa collocazione da sola per inserire nel versetto 102 il nome del figlio. ↩
- Corano 37:125. Baʿl è mantenuto come nome della divinità invocata dal popolo di Elia. ↩
- Corano 37:130. La forma Ilyāsīn della lettura Ḥafṣ è mantenuta nel saluto. Le spiegazioni del rapporto con “Ilyās” restano esegetiche. ↩
- Corano 37:135. Fra i familiari salvati di Lot viene eccettuata “una vecchia fra quelli rimasti indietro”. Il testo non la nomina in questo versetto. ↩
- Corano 37:140. Abaqa indica fuggire/disertare. Rendiamo che Giona “fuggì verso la nave carica”, mantenendo il verbo forte. ↩
- Corano 37:141. Giona partecipa al sorteggio e risulta fra i perdenti. Il testo non descrive qui il meccanismo materiale del sorteggio. ↩
- Corano 37:142. Mulīm significa biasimevole, meritevole di biasimo. Manteniamo questa qualificazione invece di attenuarla in un semplice “rammaricato”. ↩
- Corano 37:145. Dio dice “lo gettammo sulla nuda riva, mentre era malato”. Manteniamo il soggetto divino e la condizione di Giona. ↩
- Corano 37:147. La cifra è formulata “centomila, o anche di più”. Conserviamo aw, “o”, senza trasformarla in una stima certa. ↩
- Corano 37:149. Il versetto riprende polemicamente l’attribuzione di figlie a Dio e figli agli interlocutori. Manteniamo la struttura retorica senza attenuarla. ↩
- Corano 37:158. Il testo afferma che essi stabiliscono una parentela fra Dio e i jinn. Manteniamo al-jinna come “jinn”, senza sostituirlo con “angeli” o “demoni”. ↩
- Corano 37:160. “Eccetto i servi di Dio prescelti” chiude l’eccezione nella forma del testo; il preciso collegamento sintattico con i versetti precedenti è discusso. ↩
- Corano 37:163. La seduzione non raggiunge se non chi è destinato a “entrare a bruciare nell’Inferno”. Manteniamo il participio ṣālī nella sua forza. ↩
- Corano 37:164. Dal contesto la tradizione identifica i parlanti con gli angeli, ma il versetto dice soltanto “non vi è nessuno di noi…”. Non inseriamo il soggetto nel corpo del testo. ↩
- Corano 37:173. La promessa divina dice che gli inviati saranno soccorsi e che “le Nostre schiere” prevarranno. Manteniamo entrambe le affermazioni. ↩
- Corano 37:177. Il castigo è descritto come qualcosa che “scende nel loro territorio” e rende terribile il mattino degli ammoniti. Conserviamo l’immagine bellica del testo. ↩









