La Sura 20 Ṭā-Hā, è una sura meccana di 135 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 20:1
«Ṭā-Hā.[1]»
Come abbiamo tradotto
Le lettere isolate Ṭā-Hā sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato; le interpretazioni appartengono alla tradizione esegetica.
Corano 20:2
«Non abbiamo fatto scendere su di te il Corano perché tu sia infelice,»
Corano 20:3
«ma soltanto come ammonimento per chi teme,»
Corano 20:4
«una rivelazione da parte di Colui che ha creato la terra e i cieli più alti.»
Corano 20:5
«Il Compassionevole si elevò sul Trono.[2]»
Come abbiamo tradotto
Al-Raḥmānu ʿalā l-ʿarshi istawā è reso “Il Compassionevole si elevò sul Trono”. Il valore di elevazione è lessicalmente attestato; le spiegazioni teologiche successive sul modo o sul significato di istawā restano fuori dal versetto.
Corano 20:6
«A Lui appartiene ciò che è nei cieli, ciò che è sulla terra, ciò che è fra essi e ciò che è sotto il suolo.»
Corano 20:7
«E se pronunci la parola ad alta voce, Egli conosce il segreto e ciò che è ancora più nascosto.»
Corano 20:8
«Dio: non vi è divinità se non Lui. A Lui appartengono i nomi più belli.»
Corano 20:9
«Ti è giunto il racconto di Mosè?»
Corano 20:10
«Quando vide un fuoco e disse alla sua famiglia: “Restate qui. In verità ho scorto un fuoco; forse ve ne porterò un tizzone oppure troverò presso il fuoco una guida”.»
Corano 20:11
«Quando vi giunse, fu chiamato: “O Mosè,»
Corano 20:12
«in verità Io sono il tuo Signore. Togliti dunque i sandali: in verità sei nella valle sacra di Ṭuwā.[3]»
Come abbiamo tradotto
Ṭuwā è mantenuto come nome della valle sacra. Non aggiungiamo identificazioni geografiche ulteriori non espresse dal versetto.
Corano 20:13
«E Io ti ho scelto; ascolta dunque ciò che viene rivelato.»
Corano 20:14
«In verità Io sono Dio; non vi è divinità se non Me. AdoraMi dunque e compi la preghiera per il Mio ricordo.»
Corano 20:15
«In verità l’Ora sta per giungere; quasi la tengo nascosta, affinché ogni anima sia ricompensata per ciò verso cui si adopera.[4]»
Come abbiamo tradotto
Akādu ukhfīhā è una costruzione discussa. Rendiamo “quasi la tengo nascosta”, mantenendo la formulazione del testo senza scioglierla con una parafrasi teologica.
Corano 20:16
«Non lasciare dunque che ti distolga da essa chi non crede in essa e segue il proprio desiderio, altrimenti periresti.»
Corano 20:17
«E che cos’è quella nella tua mano destra, o Mosè?”.»
Corano 20:18
«Disse: “È il mio bastone: mi appoggio su di esso, con esso faccio cadere foglie per il mio gregge e ne ricavo altri usi”.[5]»
Come abbiamo tradotto
Ahushshu bihā ʿalā ghanamī indica l’uso del bastone per far cadere foglie o fronde al gregge. Rendiamo l’azione concreta senza aggiungere dettagli non presenti.
Corano 20:19
«Disse: “Gettalo, o Mosè”.»
Corano 20:20
«Lo gettò, ed ecco: era un serpente che si muoveva rapidamente.»
Corano 20:21
«Disse: “Afferralo e non temere: lo riporteremo alla sua condizione precedente.»
Corano 20:22
«E stringi la tua mano al fianco: ne uscirà bianca, senza alcun male, come un altro segno,[6]»
Come abbiamo tradotto
La mano esce “bianca, senza alcun male” (bayḍāʾa min ghayri sūʾ). Il testo esclude una malattia ma non nomina una patologia specifica.
Corano 20:23
«affinché ti mostriamo alcuni dei Nostri segni più grandi.»
Corano 20:24
«Va’ da Faraone: in verità egli ha trasgredito”.»
Corano 20:25
«Disse: “Signore mio, dilata per me il mio petto,»
Corano 20:26
«e facilitami il mio compito,»
Corano 20:27
«e sciogli un nodo dalla mia lingua,»
Corano 20:28
«affinché comprendano le mie parole,»
Corano 20:29
«e assegnami un aiutante della mia famiglia,»
Corano 20:30
«Aronne, mio fratello.»
Corano 20:31
«rafforza con lui il mio sostegno,»
Corano 20:32
«e associalo al mio compito,»
Corano 20:33
«affinché Ti glorifichiamo molto,»
Corano 20:34
«e Ti ricordiamo molto.»
Corano 20:35
«In verità Tu ci vedi sempre”.»
Corano 20:36
«Disse: “Ti è stata concessa la tua richiesta, o Mosè.»
Corano 20:37
«E già un’altra volta ti abbiamo accordato un favore,»
Corano 20:38
«quando ispirammo a tua madre ciò che fu ispirato:»
Corano 20:39
«‘Ponilo nella cassa e gettala nel fiume; il fiume la getterà sulla riva, dove lo prenderà un nemico Mio e nemico suo’. E ho posto su di te amore da parte Mia, affinché tu fossi allevato sotto il Mio occhio.[7]»
Come abbiamo tradotto
Li-tuṣnaʿa ʿalā ʿaynī dice letteralmente che Mosè fosse allevato/formato “sotto il Mio occhio”. Manteniamo l’immagine senza sostituirla con una spiegazione figurata.
Corano 20:40
«Quando tua sorella andava e diceva: ‘Volete che vi indichi chi possa prendersi cura di lui?’. Così ti restituimmo a tua madre, affinché il suo occhio si rallegrasse e non si rattristasse. E uccidesti una persona; allora ti salvammo dall’angoscia e ti mettemmo alla prova con prove. Poi rimanesti anni fra la gente di Madyan; quindi giungesti secondo un decreto, o Mosè.»
Corano 20:41
«E ti ho formato per Me stesso.[8]»
Come abbiamo tradotto
Wa-ṣṭanaʿtuka li-nafsī esprime che Dio ha formato/preparato Mosè “per Me stesso”. La resa conserva la prima persona divina e la forza della costruzione.
Corano 20:42
«Va’, tu e tuo fratello, con i Miei segni, e non siate negligenti nel ricordarMi.»
Corano 20:43
«Andate entrambi da Faraone: in verità egli ha trasgredito.»
Corano 20:44
«E parlategli con parole miti: forse si ricorderà oppure avrà timore”.»
Corano 20:45
«Dissero: “Signore nostro, temiamo che agisca precipitosamente contro di noi o che trasgredisca”.»
Corano 20:46
«Disse: “Non temete. In verità Io sono con voi due: ascolto e vedo.»
Corano 20:47
«Andate dunque da lui e dite: ‘In verità noi siamo due messaggeri del tuo Signore. Lascia dunque partire con noi i Figli d’Israele e non tormentarli. Siamo venuti da te con un segno da parte del tuo Signore. E pace su chi segue la guida.»
Corano 20:48
«In verità ci è stato rivelato che il castigo sarà su chi smentisce e volta le spalle’”.»
Corano 20:49
«Disse: “Chi è dunque il vostro Signore, o Mosè?”.»
Corano 20:50
«Disse: “Il nostro Signore è Colui che ha dato a ogni cosa la sua forma, poi l’ha guidata”.[9]»
Come abbiamo tradotto
Aʿṭā kulla shayʾin khalqahu thumma hadā può essere inteso come dare a ogni cosa la sua forma/creazione e poi guidarla. Rendiamo “la sua forma” senza introdurre finalità non espresse.
Corano 20:51
«Disse: “E che ne è delle generazioni precedenti?”.»
Corano 20:52
«Disse: “La loro conoscenza è presso il mio Signore, in un Libro. Il mio Signore non erra e non dimentica”.»
Corano 20:53
«Colui che ha fatto per voi della terra un giaciglio e vi ha tracciato in essa vie, e ha fatto scendere dal cielo acqua; e con essa facemmo germogliare coppie di piante diverse.[10]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto passa dalla terza persona “Colui che ha fatto…” alla prima persona plurale “facemmo germogliare”. Manteniamo il cambio di persona presente nell’arabo.
Corano 20:54
«Mangiate e fate pascolare il vostro bestiame. In verità in ciò vi sono segni per coloro che hanno intelletto.»
Corano 20:55
«Da essa vi abbiamo creati, in essa vi faremo ritornare e da essa vi faremo uscire un’altra volta.»
Corano 20:56
«E certamente gli mostrammo tutti i Nostri segni, ma egli smentì e rifiutò.»
Corano 20:57
«Disse: “Sei venuto da noi per cacciarci dalla nostra terra con la tua magia, o Mosè?»
Corano 20:58
«Allora certamente ti porteremo una magia simile. Fissa dunque fra noi e te un appuntamento al quale né noi né tu mancheremo, in un luogo equidistante”.»
Corano 20:59
«Disse: “Il vostro appuntamento è il giorno della festa, e che la gente sia radunata a metà mattina”.»
Corano 20:60
«Faraone si ritirò, raccolse il suo stratagemma e poi venne.»
Corano 20:61
«Mosè disse loro: “Guai a voi! Non inventate contro Dio una menzogna, altrimenti vi annienterà con un castigo. È certamente fallito chi inventa”.»
Corano 20:62
«Allora disputarono fra loro sulla loro faccenda e tennero segreta la loro conversazione.»
Corano 20:63
«Dissero: “Questi due sono certamente due maghi che vogliono cacciarvi dalla vostra terra con la loro magia e far scomparire il vostro modo di vita esemplare.[11]»
Come abbiamo tradotto
Ṭarīqatikumu l-muthlā è letteralmente il vostro modo/via “migliore, esemplare”. Rendiamo “modo di vita esemplare” senza identificarlo con una dottrina specifica.
Corano 20:64
«Riunite dunque il vostro stratagemma, poi venite schierati. Oggi avrà successo chi avrà il sopravvento”.»
Corano 20:65
«Dissero: “O Mosè, o getti tu oppure saremo noi i primi a gettare”.»
Corano 20:66
«Disse: “Gettate voi”. Ed ecco, per effetto della loro magia, le loro corde e i loro bastoni gli parvero muoversi rapidamente.[12]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che corde e bastoni “gli parvero”, per effetto della magia, muoversi rapidamente. Non traduce la scena come trasformazione reale degli oggetti.
Corano 20:67
«Mosè avvertì dentro di sé paura.»
Corano 20:68
«Dicemmo: “Non temere: in verità sarai tu ad avere il sopravvento.»
Corano 20:69
«E getta ciò che hai nella tua mano destra: inghiottirà ciò che hanno fabbricato. Ciò che hanno fabbricato non è che stratagemma di un mago; e il mago non avrà successo, ovunque giunga”.»
Corano 20:70
«Allora i maghi furono gettati in prosternazione. Dissero: “Crediamo nel Signore di Aronne e di Mosè”.»
Corano 20:71
«Disse: “Avete creduto in lui prima che io ve ne dessi il permesso? In verità egli è il vostro capo, colui che vi ha insegnato la magia. Vi farò certamente tagliare mani e piedi da lati opposti e vi crocifiggerò certamente sui tronchi delle palme; allora saprete chi di noi è più severo nel castigo e più duraturo”.[13]»
Come abbiamo tradotto
La minaccia di Faraone è esplicita: taglio di mani e piedi “da lati opposti” e crocifissione “sui tronchi delle palme”. La traduzione conserva entrambe le espressioni.
Corano 20:72
«Dissero: “Non ti preferiremo mai alle prove evidenti che ci sono giunte né a Colui che ci ha creati. Decidi dunque ciò che devi decidere: tu puoi decidere soltanto riguardo a questa vita terrena.»
Corano 20:73
«In verità noi abbiamo creduto nel nostro Signore affinché ci perdoni i nostri peccati e la magia alla quale ci hai costretti. Dio è migliore e più duraturo”.[14]»
Come abbiamo tradotto
I maghi parlano della magia “alla quale ci hai costretti” (akrāhtanā ʿalayhi mina l-siḥr). Manteniamo l’attribuzione della coercizione a Faraone.
Corano 20:74
«In verità chi si presenta al suo Signore come colpevole, per lui vi è l’Inferno: in esso non morirà e non vivrà.»
Corano 20:75
«E chi si presenta a Lui come credente, avendo compiuto opere giuste, costoro avranno i gradi più elevati:»
Corano 20:76
«Giardini di Eden sotto i quali scorrono i fiumi, nei quali rimarranno per sempre. Questa è la ricompensa di chi si purifica.»
Corano 20:77
«E certamente ispirammo a Mosè: “Parti di notte con i Miei servi e apri per loro nel mare una via asciutta; non temerai di essere raggiunto e non avrai paura”.[15]»
Come abbiamo tradotto
Fa-ḍrib lahum ṭarīqan fī l-baḥri yabasan ordina di aprire/colpire per loro nel mare una via asciutta. Rendiamo il risultato espresso dal versetto senza aggiungere il mezzo narrativo da altri passi.
Corano 20:78
«Faraone li inseguì con i suoi eserciti, e li ricoprì del mare ciò che li ricoprì.»
Corano 20:79
«Faraone sviò il suo popolo e non lo guidò.»
Corano 20:80
«“O Figli d’Israele, vi abbiamo salvati dal vostro nemico, vi abbiamo dato appuntamento sul lato destro del Monte e abbiamo fatto scendere su di voi la manna e le quaglie.»
Corano 20:81
«Mangiate delle cose buone con cui vi abbiamo provveduti e non eccedete in esse, altrimenti la Mia ira si abbatterà su di voi. E colui sul quale si abbatte la Mia ira è certamente precipitato.»
Corano 20:82
«E in verità Io sono certamente Perdonatore verso chi si pente, crede, compie opere giuste e poi segue la guida”.»
Corano 20:83
«“E che cosa ti ha fatto affrettare lasciando il tuo popolo, o Mosè?”.»
Corano 20:84
«Disse: “Essi sono qui sulle mie tracce, e mi sono affrettato verso di Te, Signore mio, affinché Tu sia soddisfatto”.»
Corano 20:85
«Disse: “In verità abbiamo messo alla prova il tuo popolo dopo di te, e il Sāmirī li ha sviati”.[16]»
Come abbiamo tradotto
Il testo nomina al-Sāmirī come colui che ha sviato il popolo. Non inseriamo nel versetto identificazioni storiche o etniche ulteriori.
Corano 20:86
«Mosè tornò allora al suo popolo adirato e addolorato. Disse: “O popolo mio, il vostro Signore non vi aveva forse fatto una bella promessa? Vi è sembrato troppo lungo il tempo, oppure avete voluto che su di voi si abbattesse l’ira del vostro Signore, così da mancare alla promessa fatta a me?”.»
Corano 20:87
«Dissero: “Non abbiamo mancato alla promessa fatta a te per nostra volontà; ma siamo stati caricati di pesi degli ornamenti del popolo, e li abbiamo gettati. Così anche il Sāmirī gettò”.»
Corano 20:88
«Poi ne trasse per loro un vitello, un corpo che emetteva un muggito; e dissero: “Questo è il vostro dio e il dio di Mosè, ma egli ha dimenticato”.[17]»
Come abbiamo tradotto
Il vitello è descritto come un “corpo” che aveva un khuwār, un muggito. La frase successiva “ma egli ha dimenticato” ha referente discusso; non aggiungiamo “[Mosè]” nel testo.
Corano 20:89
«Non vedevano dunque che esso non restituiva loro alcuna parola e non possedeva per loro né danno né beneficio?»
Corano 20:90
«E certamente Aronne aveva detto loro prima: “O popolo mio, siete stati messi alla prova con esso. In verità il vostro Signore è il Compassionevole; seguitemi dunque e obbedite al mio ordine”.»
Corano 20:91
«Dissero: “Non cesseremo di restare devoti a esso finché Mosè non tornerà da noi”.»
Corano 20:92
«Disse: “O Aronne, che cosa ti ha impedito, quando li hai visti sviarsi,»
Corano 20:93
«di seguirmi? Hai dunque disobbedito al mio ordine?”.»
Corano 20:94
«Disse: “O figlio di mia madre, non afferrarmi per la barba né per la testa. In verità temevo che tu dicessi: ‘Hai provocato divisione fra i Figli d’Israele e non hai rispettato la mia parola’”.»
Corano 20:95
«Disse: “E qual è stata la tua faccenda, o Sāmirī?”.»
Corano 20:96
«Disse: “Ho visto ciò che essi non hanno visto; allora presi una manciata dalla traccia del messaggero e la gettai. Così la mia anima me lo suggerì”.[18]»
Come abbiamo tradotto
Athari l-rasūl significa “la traccia del messaggero”. Il versetto non identifica esplicitamente chi sia il messaggero; l’identificazione tradizionale viene lasciata all’esegesi.
Corano 20:97
«Disse: “Vattene. In verità nella vita avrai da dire: ‘Nessun contatto’. E in verità per te vi è un appuntamento al quale non potrai mancare. Guarda il tuo dio al quale sei rimasto devoto: certamente lo bruceremo, poi certamente lo disperderemo nel mare in polvere”.[19]»
Come abbiamo tradotto
Lā misāsa è letteralmente “nessun contatto”. Manteniamo la formula senza trasformarla in una diagnosi, pena giuridica o condizione medica specifica.
Corano 20:98
«La vostra divinità è soltanto Dio, non vi è divinità se non Lui. Egli abbraccia ogni cosa con la Sua conoscenza”.»
Corano 20:99
«Così ti raccontiamo alcune notizie di ciò che è avvenuto in passato, e certamente ti abbiamo dato da parte Nostra un Ricordo.»
Corano 20:100
«Chi se ne allontana porterà certamente, nel Giorno della Resurrezione, un peso,»
Corano 20:101
«rimanendovi per sempre. Quanto sarà cattivo per loro, nel Giorno della Resurrezione, quel carico!»
Corano 20:102
«Nel Giorno in cui sarà soffiato nel Corno e raduneremo in quel Giorno i colpevoli azzurri.[20]»
Come abbiamo tradotto
Zurqan significa letteralmente “blu/azzurri”. Le interpretazioni tradizionali sul tratto fisico o sulla condizione dei colpevoli sono diverse; il testo viene mantenuto letterale.
Corano 20:103
«Bisbiglieranno fra loro: “Non siete rimasti che dieci”.»
Corano 20:104
«Noi sappiamo meglio ciò che diranno, quando il più equilibrato fra loro dirà: “Non siete rimasti che un giorno”.»
Corano 20:105
«E ti interrogano sulle montagne. Di’: “Il mio Signore le disperderà completamente,»
Corano 20:106
«lasciandole come una pianura liscia e spoglia,»
Corano 20:107
«nella quale non vedrai né avvallamento né rilievo”.»
Corano 20:108
«Quel Giorno seguiranno il chiamante senza deviare da lui, e le voci si abbasseranno davanti al Compassionevole: non sentirai altro che un sussurro.»
Corano 20:109
«Quel Giorno l’intercessione non gioverà, se non a colui al quale il Compassionevole avrà dato il permesso e del quale avrà gradito la parola.[21]»
Come abbiamo tradotto
Il versetto limita l’intercessione a chi riceve il permesso del Compassionevole e la cui parola è gradita. Manteniamo la struttura senza estendere nel versetto la dottrina successiva dell’intercessione.
Corano 20:110
«Egli conosce ciò che è davanti a loro e ciò che è dietro di loro, mentre essi non Lo abbracciano con la conoscenza.»
Corano 20:111
«E i volti si umilieranno davanti al Vivente, al Sussistente; ed è certamente fallito chi porta ingiustizia.»
Corano 20:112
«Ma chi compie opere giuste ed è credente non temerà né ingiustizia né diminuzione.»
Corano 20:113
«E così lo abbiamo fatto scendere come Corano arabo e vi abbiamo variato le minacce, affinché abbiano timore oppure esso susciti in loro un ricordo.»
Corano 20:114
«Sia dunque esaltato Dio, il Re, il Vero. E non affrettarti con il Corano prima che la sua rivelazione a te sia compiuta, e di’: “Signore mio, accrescimi in conoscenza”.»
Corano 20:115
«E certamente in precedenza facemmo un patto con Adamo, ma egli dimenticò; e non trovammo in lui fermezza.[22]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che Adamo “dimenticò” e che non fu trovata in lui ʿazm, fermezza/risolutezza. Conserviamo entrambe le affermazioni senza attenuarle.
Corano 20:116
«E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”, essi si prosternarono, eccetto Iblīs: egli rifiutò.»
Corano 20:117
«Dicemmo allora: “O Adamo, in verità costui è un nemico per te e per la tua sposa. Non vi faccia dunque uscire entrambi dal Giardino, altrimenti soffrirai.»
Corano 20:118
«In verità per te vi è che in esso non avrai fame e non sarai nudo,»
Corano 20:119
«e che in esso non avrai sete e non sarai esposto al sole”.»
Corano 20:120
«Ma Satana gli sussurrò. Disse: “O Adamo, vuoi che ti indichi l’albero dell’eternità e un regno che non si consuma?”.[23]»
Come abbiamo tradotto
Satana presenta “l’albero dell’eternità” e “un regno che non si consuma”. Manteniamo queste espressioni senza identificare l’albero con specie o simboli non nominati.
Corano 20:121
«Allora ne mangiarono entrambi e apparvero loro le loro nudità; e cominciarono a ricoprirsi con foglie del Giardino. Adamo disobbedì al suo Signore e deviò.[24]»
Come abbiamo tradotto
Wa-ʿaṣā Ādamu rabbahu fa-ghawā afferma direttamente che “Adamo disobbedì al suo Signore e deviò”. La traduzione non attenua i due verbi.
Corano 20:122
«Poi il suo Signore lo scelse, accolse il suo pentimento e lo guidò.»
Corano 20:123
«Disse: “Scendete da esso tutti insieme, nemici gli uni degli altri. E se vi giungerà da parte Mia una guida, chi seguirà la Mia guida non si svierà e non sarà infelice.[25]»
Come abbiamo tradotto
Il plurale “scendete… nemici gli uni degli altri” apre il discorso oltre la sola coppia. Evitiamo di restringere nel testo i destinatari con un’aggiunta interpretativa.
Corano 20:124
«Ma chi si allontana dal Mio Ricordo avrà certamente una vita angusta, e nel Giorno della Resurrezione lo raduneremo cieco”.[26]»
Come abbiamo tradotto
Maʿīshatan ḍankan indica una vita stretta, angusta, difficile. Rendiamo “vita angusta”, mantenendo la forza dell’aggettivo.
Corano 20:125
«Dirà: “Signore mio, perché mi hai radunato cieco, mentre prima vedevo?”.»
Corano 20:126
«Dirà: “Così: ti giunsero i Nostri segni e li dimenticasti; e così oggi sarai dimenticato”.»
Corano 20:127
«E così ricompensiamo chi eccede e non crede nei segni del suo Signore. E certamente il castigo dell’altra vita è più severo e più duraturo.»
Corano 20:128
«Non è dunque divenuto chiaro per loro quante generazioni abbiamo distrutto prima di loro, nelle cui dimore essi camminano? In verità in ciò vi sono segni per coloro che hanno intelletto.[27]»
Come abbiamo tradotto
La domanda richiama le generazioni distrutte, nelle cui dimore gli ascoltatori “camminano”. Non trasformiamo nel versetto questo dato in una specifica identificazione archeologica.
Corano 20:129
«E se non fosse per una parola già preceduta dal tuo Signore e per un termine stabilito, sarebbe stato inevitabile.[28]»
Come abbiamo tradotto
La frase è ellittica: senza una parola già preceduta dal Signore e un termine stabilito, il castigo sarebbe stato inevitabile. Manteniamo l’ellissi senza aggiungere una proposizione temporale assente.
Corano 20:130
«Sii dunque paziente riguardo a ciò che dicono e glorifica con la lode del tuo Signore prima del sorgere del sole e prima del suo tramonto; e durante le ore della notte glorificaLo, e agli estremi del giorno, affinché tu possa essere soddisfatto.»
Corano 20:131
«E non tendere i tuoi occhi verso ciò di cui abbiamo fatto godere alcuni gruppi di loro, splendore della vita terrena, per metterli alla prova con esso. E il sostentamento del tuo Signore è migliore e più duraturo.»
Corano 20:132
«E ordina alla tua famiglia la preghiera e sii perseverante in essa. Non ti chiediamo sostentamento: siamo Noi a sostentarti. E l’esito appartiene al timore reverenziale.»
Corano 20:133
«E dicono: “Perché non ci porta un segno da parte del suo Signore?”. Non è forse giunta loro la prova di ciò che si trova nelle scritture precedenti?[29]»
Come abbiamo tradotto
Bayyinatu mā fī l-ṣuḥufi l-ūlā è “la prova di ciò che si trova nelle scritture precedenti”. Non specifichiamo nel versetto quali scritture o quale prova oltre il testo.
Corano 20:134
«E se li avessimo distrutti con un castigo prima di esso, avrebbero certamente detto: “Signore nostro, perché non ci hai inviato un messaggero, così da seguire i Tuoi segni prima di essere umiliati e disonorati?”.»
Corano 20:135
«Di’: “Ognuno è in attesa; attendete dunque. Presto saprete chi sono i compagni della via diritta e chi è guidato”.»
Note alla traduzione
- Corano 20:1. Le lettere isolate Ṭā-Hā sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato; le interpretazioni appartengono alla tradizione esegetica. ↩
- Corano 20:5. Al-Raḥmānu ʿalā l-ʿarshi istawā è reso “Il Compassionevole si elevò sul Trono”. Il valore di elevazione è lessicalmente attestato; le spiegazioni teologiche successive sul modo o sul significato di istawā restano fuori dal versetto. ↩
- Corano 20:12. Ṭuwā è mantenuto come nome della valle sacra. Non aggiungiamo identificazioni geografiche ulteriori non espresse dal versetto. ↩
- Corano 20:15. Akādu ukhfīhā è una costruzione discussa. Rendiamo “quasi la tengo nascosta”, mantenendo la formulazione del testo senza scioglierla con una parafrasi teologica. ↩
- Corano 20:18. Ahushshu bihā ʿalā ghanamī indica l’uso del bastone per far cadere foglie o fronde al gregge. Rendiamo l’azione concreta senza aggiungere dettagli non presenti. ↩
- Corano 20:22. La mano esce “bianca, senza alcun male” (bayḍāʾa min ghayri sūʾ). Il testo esclude una malattia ma non nomina una patologia specifica. ↩
- Corano 20:39. Li-tuṣnaʿa ʿalā ʿaynī dice letteralmente che Mosè fosse allevato/formato “sotto il Mio occhio”. Manteniamo l’immagine senza sostituirla con una spiegazione figurata. ↩
- Corano 20:41. Wa-ṣṭanaʿtuka li-nafsī esprime che Dio ha formato/preparato Mosè “per Me stesso”. La resa conserva la prima persona divina e la forza della costruzione. ↩
- Corano 20:50. Aʿṭā kulla shayʾin khalqahu thumma hadā può essere inteso come dare a ogni cosa la sua forma/creazione e poi guidarla. Rendiamo “la sua forma” senza introdurre finalità non espresse. ↩
- Corano 20:53. Il versetto passa dalla terza persona “Colui che ha fatto…” alla prima persona plurale “facemmo germogliare”. Manteniamo il cambio di persona presente nell’arabo. ↩
- Corano 20:63. Ṭarīqatikumu l-muthlā è letteralmente il vostro modo/via “migliore, esemplare”. Rendiamo “modo di vita esemplare” senza identificarlo con una dottrina specifica. ↩
- Corano 20:66. Il testo dice che corde e bastoni “gli parvero”, per effetto della magia, muoversi rapidamente. Non traduce la scena come trasformazione reale degli oggetti. ↩
- Corano 20:71. La minaccia di Faraone è esplicita: taglio di mani e piedi “da lati opposti” e crocifissione “sui tronchi delle palme”. La traduzione conserva entrambe le espressioni. ↩
- Corano 20:73. I maghi parlano della magia “alla quale ci hai costretti” (akrāhtanā ʿalayhi mina l-siḥr). Manteniamo l’attribuzione della coercizione a Faraone. ↩
- Corano 20:77. Fa-ḍrib lahum ṭarīqan fī l-baḥri yabasan ordina di aprire/colpire per loro nel mare una via asciutta. Rendiamo il risultato espresso dal versetto senza aggiungere il mezzo narrativo da altri passi. ↩
- Corano 20:85. Il testo nomina al-Sāmirī come colui che ha sviato il popolo. Non inseriamo nel versetto identificazioni storiche o etniche ulteriori. ↩
- Corano 20:88. Il vitello è descritto come un “corpo” che aveva un khuwār, un muggito. La frase successiva “ma egli ha dimenticato” ha referente discusso; non aggiungiamo “[Mosè]” nel testo. ↩
- Corano 20:96. Athari l-rasūl significa “la traccia del messaggero”. Il versetto non identifica esplicitamente chi sia il messaggero; l’identificazione tradizionale viene lasciata all’esegesi. ↩
- Corano 20:97. Lā misāsa è letteralmente “nessun contatto”. Manteniamo la formula senza trasformarla in una diagnosi, pena giuridica o condizione medica specifica. ↩
- Corano 20:102. Zurqan significa letteralmente “blu/azzurri”. Le interpretazioni tradizionali sul tratto fisico o sulla condizione dei colpevoli sono diverse; il testo viene mantenuto letterale. ↩
- Corano 20:109. Il versetto limita l’intercessione a chi riceve il permesso del Compassionevole e la cui parola è gradita. Manteniamo la struttura senza estendere nel versetto la dottrina successiva dell’intercessione. ↩
- Corano 20:115. Il testo dice che Adamo “dimenticò” e che non fu trovata in lui ʿazm, fermezza/risolutezza. Conserviamo entrambe le affermazioni senza attenuarle. ↩
- Corano 20:120. Satana presenta “l’albero dell’eternità” e “un regno che non si consuma”. Manteniamo queste espressioni senza identificare l’albero con specie o simboli non nominati. ↩
- Corano 20:121. Wa-ʿaṣā Ādamu rabbahu fa-ghawā afferma direttamente che “Adamo disobbedì al suo Signore e deviò”. La traduzione non attenua i due verbi. ↩
- Corano 20:123. Il plurale “scendete… nemici gli uni degli altri” apre il discorso oltre la sola coppia. Evitiamo di restringere nel testo i destinatari con un’aggiunta interpretativa. ↩
- Corano 20:124. Maʿīshatan ḍankan indica una vita stretta, angusta, difficile. Rendiamo “vita angusta”, mantenendo la forza dell’aggettivo. ↩
- Corano 20:128. La domanda richiama le generazioni distrutte, nelle cui dimore gli ascoltatori “camminano”. Non trasformiamo nel versetto questo dato in una specifica identificazione archeologica. ↩
- Corano 20:129. La frase è ellittica: senza una parola già preceduta dal Signore e un termine stabilito, il castigo sarebbe stato inevitabile. Manteniamo l’ellissi senza aggiungere una proposizione temporale assente. ↩
- Corano 20:133. Bayyinatu mā fī l-ṣuḥufi l-ūlā è “la prova di ciò che si trova nelle scritture precedenti”. Non specifichiamo nel versetto quali scritture o quale prova oltre il testo. ↩









