Jihad, apostasia, infedeli e pene corporali nelle fonti islamiche

Questa raccolta riunisce alcuni tra i versetti coranici e gli hadith più rilevanti per comprendere il rapporto tra islam, violenza religiosa, jihad, apostasia, discriminazione degli infedeli, subordinazione della donna e pene corporali. Non è una raccolta di frasi isolate né un esercizio di provocazione: è una documentazione testuale. Molti aspetti problematici dell’islam storico, giuridico e politico non nascono da caricature occidentali, da “islamofobia” o da fraintendimenti moderni, ma da fonti canoniche, tradizioni autorevoli e interpretazioni consolidate all’interno della stessa civiltà islamica.

Musulmani e islam non sono sinonimi. I musulmani possono vivere la propria fede in modi molto diversi; l’islam come sistema dottrinale, giuridico e politico si fonda invece su fonti precise. Jihad armato, pena per l’apostasia, inferiorità giuridica degli infedeli, supremazia dell’islam, subordinazione femminile, lapidazione e punizioni corporali sono temi presenti nelle fonti islamiche, discussi dai giuristi, trasmessi nei commentari e applicati in vari contesti storici.

La propaganda jihadista non ha dovuto inventare tutto dal nulla: ha recuperato e selezionato materiali già presenti nel patrimonio testuale e giuridico dell’islam. Per questo lo slogan «non c’entra nulla con l’islam» non regge come risposta alle fonti. I testi esistono, hanno avuto un ruolo nella giurisprudenza islamica classica e continuano a essere citati, interpretati e utilizzati.

Versetti e hadith qui riportati sono materiale di studio e critica storico-religiosa. Un confronto serio sull’islam deve partire anche da ciò che le sue fonti effettivamente contengono.

Nota sulle traduzioni. I versetti coranici citati sono riportati integralmente. La resa italiana privilegia formulazioni letterali e filologicamente difendibili, evitando attenuazioni apologetiche; quando una traduzione musulmana autorevole come quella di Hamza Roberto Piccardo utilizza termini netti come «terrorizzare», «battetele», «uccidete» o «soggiogati», tali termini vengono conservati. Gli hadith sono tradotti in italiano in maniera aderente al testo trasmesso e alle versioni riportate da Sunnah.com, evitando per quanto possibile semplici parafrasi riassuntive.


Apostasia

«Coloro che rompono il patto con Allah dopo che è stato ratificato, che spezzano ciò che Allah ha ordinato di unire e spargono la corruzione sulla terra: costoro sono i perdenti.» (Corano 2:27)

«Ciò avvenne perché si erano opposti ad Allah e al Suo Messaggero. Chi si oppone ad Allah e al Suo Messaggero sappia che Allah è severo nel castigo.» (Corano 8:13)

«In verità, a coloro che rinnegano dopo aver creduto e poi aumentano la loro miscredenza non sarà accettato il pentimento. Essi sono gli sviati. Quanto a coloro che non credono e muoiono nella miscredenza, quand’anche uno di loro offrisse come riscatto tutto l’oro della terra, non sarebbe accettato. Avranno un doloroso castigo e non avranno soccorritori.» (Corano 3:90-91)

«Non cercate scuse: siete diventati miscredenti dopo aver creduto. Se perdoneremo una parte di voi, ne castigheremo un’altra, perché sono stati colpevoli.» (Corano 9:66)

«Giurano per Allah di non aver detto nulla, mentre hanno pronunciato una parola di miscredenza e hanno rinnegato dopo aver accettato l’islam. Hanno progettato ciò che non sono riusciti a realizzare e non avevano altro motivo di risentimento se non che Allah e il Suo Messaggero li avevano arricchiti della Sua grazia. Se si pentono sarà meglio per loro; se invece volgono le spalle, Allah li castigherà con un doloroso castigo in questa vita e nell’altra, e sulla terra non avranno né alleato né soccorritore.» (Corano 9:74)

«In verità, coloro che volgono le spalle dopo che la Guida è stata resa loro evidente sono quelli che Satana ha sedotto e ai quali ha prolungato le speranze. Ciò perché hanno detto a coloro che detestano quello che Allah ha fatto scendere: “Vi obbediremo in una parte della questione”. Allah conosce i loro segreti.» (Corano 47:25-26)

Sahih al-Bukhari 6878: Narrato da ‘Abdullah: il Messaggero di Allah disse: «Non è lecito versare il sangue di un musulmano che testimonia che non vi è divinità degna di culto se non Allah e che io sono il Messaggero di Allah, se non in uno di tre casi: vita per vita; la persona sposata che commette un rapporto sessuale illecito; colui che abbandona la propria religione e si separa dalla comunità.»

Sahih al-Bukhari 6922Sahih al-Bukhari 3017: Narrato da ‘Ikrima: alcuni zanādiqa furono condotti davanti ad ‘Ali ed egli li bruciò. Quando Ibn ‘Abbas ne fu informato disse: «Se fossi stato io, non li avrei bruciati, perché il Profeta disse: “Non punite con il castigo di Allah”. Li avrei invece uccisi, perché il Profeta disse: “Chi cambia la sua religione, uccidetelo”.»

Sahih al-Bukhari 6923: Abu Musa riferì che un uomo, inizialmente ebreo, aveva abbracciato l’islam e poi era tornato al giudaismo. Quando Mu‘adh bin Jabal lo vide legato domandò chi fosse. Appresa la sua storia, disse: «Non mi siederò finché non sarà ucciso. Questo è il giudizio di Allah e del Suo Messaggero», ripetendolo tre volte. Abu Musa ordinò quindi che l’uomo fosse ucciso.

Sunan an-Nasa’i 4059: Ibn ‘Abbas riferì che il Messaggero di Allah disse: «Chiunque cambi la sua religione, uccidetelo.»


Jihad

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato e, tra la gente della Scrittura, coloro che non professano la religione della verità, finché non versino direttamente il tributo e siano soggiogati.» (Corano 9:29)

«Non siate dunque deboli e non invitate alla pace mentre siete superiori. Allah è con voi e non diminuirà la ricompensa delle vostre opere.» (Corano 47:35)

«Combattano dunque sul sentiero di Allah coloro che scambiano la vita terrena con l’altra. A chi combatte sul sentiero di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto una ricompensa immensa.» (Corano 4:74)

«Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Di’: “Combattere in esso è grave; ma ostacolare il sentiero di Allah, non credere in Lui, impedire l’accesso alla Santa Moschea e scacciarne gli abitanti è ancora più grave presso Allah. La persecuzione è peggiore dell’omicidio. Essi non smetteranno di combattervi finché, se potranno, non vi faranno rinnegare la vostra religione. E chi di voi rinnegherà la propria religione e morirà da miscredente vedrà annullate le proprie opere in questa vita e nell’altra. Costoro sono i compagni del Fuoco e vi rimarranno per sempre”.» (Corano 2:217)

«Preparate contro di loro tutte le forze che potrete raccogliere e i cavalli addestrati, per terrorizzare con essi il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete ma che Allah conosce. Tutto ciò che spenderete sul sentiero di Allah vi sarà restituito e non subirete alcuna ingiustizia.» (Corano 8:60)

«Vi è stato prescritto il combattimento, anche se vi è sgradito. Può darsi che abbiate avversione per qualcosa che è un bene per voi e può darsi che amiate qualcosa che è un male per voi. Allah sa e voi non sapete.» (Corano 2:216)

«Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni in cambio del Giardino: combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. È una promessa vera che Egli si è assunto nella Torah, nel Vangelo e nel Corano. E chi più di Allah è fedele al proprio patto? Rallegratevi dunque dello scambio che avete concluso. Questo è l’immenso successo.» (Corano 9:111)

«La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, oppure che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti, oppure che siano banditi dalla terra. Questa sarà per loro un’ignominia in questa vita e nell’altra avranno un castigo immenso.» (Corano 5:33)

«Sono coloro che stanno a spiarvi e, se Allah vi dà vittoria, dicono: “Non eravamo con voi?”. Se invece i miscredenti ottengono una parte della vittoria, dicono loro: “Non avevamo forse la possibilità di sopraffarvi? Non vi abbiamo difeso dai credenti?”. Allah giudicherà tra voi nel Giorno della Resurrezione e Allah non concederà ai miscredenti alcun mezzo di prevalere sui credenti.» (Corano 4:141)

«O voi che credete, quando incontrate i miscredenti schierati in battaglia non volgete loro le spalle. Chi in quel giorno volgerà loro le spalle — salvo che lo faccia per manovrare in combattimento o per raggiungere un altro gruppo — incorrerà nella collera di Allah e il suo rifugio sarà l’Inferno. Quale triste destinazione!» (Corano 8:15-16)

«Se non vi lancerete nella lotta, Egli vi castigherà con un doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo. Voi non potrete nuocerGli in nulla. Allah è onnipotente.» (Corano 9:39)

«Uccideteli ovunque li incontriate e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non combattete contro di loro presso la Santa Moschea finché non vi combattano in essa. Se vi combattono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.» (Corano 2:191) [approfondimento del contesto qui]

«Combatteteli finché non vi sia più persecuzione e la religione sia per Allah. Se desistono, non vi sia ostilità se non contro gli ingiusti.» (Corano 2:193) [approfondimento del contesto qui]

«Combatti dunque sul sentiero di Allah: non sei responsabile che di te stesso. Incita i credenti. Forse Allah fermerà la potenza dei miscredenti. Allah è più potente e più severo nel castigo.» (Corano 4:84)

«Ne troverete altri che desiderano essere al sicuro da voi e dalla loro gente. Ogni volta che vengono ricondotti alla sedizione vi precipitano dentro. Se non si tengono lontani da voi, non vi offrono la pace e non trattengono le loro mani, afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate. Contro costoro vi abbiamo dato un’autorità manifesta.» (Corano 4:91)

«Combatteteli: Allah li castigherà per mano vostra, li coprirà d’ignominia, vi darà vittoria su di loro e guarirà i petti di un popolo di credenti.» (Corano 9:14)

Sahih al-Bukhari 2818: ‘Abdullah bin Abi Aufa riferì che il Messaggero di Allah disse: «Sappiate che il Paradiso è all’ombra delle spade.»

Sahih al-Bukhari 2797: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse che, se non fosse stato per alcuni musulmani che non avrebbero sopportato di rimanere indietro e per l’impossibilità di fornire loro cavalcature, non sarebbe rimasto indietro da alcun distaccamento inviato sul sentiero di Allah. Disse inoltre: «Per Colui nella cui mano è la mia anima, desidererei essere ucciso sul sentiero di Allah, poi riportato in vita, poi ucciso, poi riportato in vita, poi ucciso, poi riportato in vita e poi ucciso ancora.»

Sahih al-Bukhari 36: Abu Huraira riferì che il Profeta disse: «Allah garantisce a chi esce sul Suo sentiero, spinto soltanto dalla fede in Lui e dalla fiducia nei Suoi messaggeri, che lo farà tornare con la ricompensa o il bottino ottenuti, oppure lo farà entrare in Paradiso.» Aggiunse che, se non fosse stato gravoso per la sua comunità, non sarebbe rimasto indietro da alcun distaccamento e avrebbe desiderato essere ucciso sul sentiero di Allah, riportato in vita e ucciso nuovamente, più volte.

Sahih al-Bukhari 2810: Un uomo chiese al Profeta quale combattimento fosse realmente sul sentiero di Allah: quello di chi combatte per il bottino, per la fama o per mostrare il proprio coraggio. Il Profeta rispose: «Chi combatte affinché la parola di Allah sia la più alta, costui combatte sul sentiero di Allah.»

Sahih Muslim 1910: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse: «Chi muore senza aver combattuto e senza aver desiderato di combattere muore su un ramo di ipocrisia.» ‘Abdullah ibn al-Mubarak aggiunse di ritenere che tale affermazione si riferisse al tempo del Messaggero di Allah.

Sahih Muslim 84a: Abu Dharr riferì: «Chiesi: “Messaggero di Allah, quale azione è la migliore?”. Egli rispose: “La fede in Allah e il jihad sul Suo sentiero”.»

Sahih Muslim 1884: Abu Sa‘id al-Khudri riferì che il Messaggero di Allah disse che chi accetta Allah come Signore, l’islam come religione e Muhammad come Messaggero ha diritto al Paradiso. Poi aggiunse che esiste un’altra azione mediante la quale Allah eleva il servo di cento gradi in Paradiso. Alla domanda su quale fosse, rispose: «Il jihad sul sentiero di Allah, il jihad sul sentiero di Allah.»


Terrore

«Getteremo il terrore nei cuori dei miscredenti perché hanno associato ad Allah ciò per cui Egli non ha fatto scendere alcuna autorità. Il Fuoco sarà il loro rifugio. Quale orribile dimora per gli ingiusti!» (Corano 3:151)

«Quando il tuo Signore ispirò agli angeli: “In verità sono con voi; rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli sopra il collo e colpiteli su tutte le dita”.» (Corano 8:12)

Sahih al-Bukhari 2977: Narrato da Abu Huraira: il Messaggero di Allah disse: «Sono stato inviato con parole concise ma ricche di significato e sono stato reso vittorioso mediante il terrore. Mentre dormivo mi furono portate le chiavi dei tesori della terra e furono poste nella mia mano.» Abu Huraira aggiunse che il Messaggero di Allah era ormai morto e che quei tesori venivano quindi estratti.


Infedeli

«O voi che credete! Combattete i miscredenti che vi stanno più vicini e che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con coloro che Lo temono.» (Corano 9:123)

«Quanto a coloro che non credono e smentiscono i Nostri segni, essi sono i compagni del Fuoco e vi rimarranno per sempre.» (Corano 2:39)

«O Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti e sii duro con loro. Il loro rifugio sarà l’Inferno. Quale triste destinazione!» (Corano 9:73)

«Quanto a coloro che non credono e smentiscono i Nostri segni, essi sono i compagni della Fornace.» (Corano 5:86)

«Quando saranno trascorsi i mesi sacri, uccidete gli associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati in ogni luogo. Se poi si pentono, eseguono la preghiera e versano la zakāt, lasciateli andare per la loro strada. In verità Allah è perdonatore, misericordioso.» (Corano 9:5)

«Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro, così da essere tutti uguali. Non prendete dunque alleati tra loro finché non emigrino sul sentiero di Allah. Ma se volgono le spalle, afferrateli e uccideteli ovunque li troviate e non prendete tra loro né alleati né soccorritori.» (Corano 4:89)

«I credenti non prendano i miscredenti come alleati al posto dei credenti. Chi lo fa non ha nulla a che fare con Allah, a meno che non cerchiate di proteggervi da loro per timore. Allah vi mette in guardia da Se stesso e verso Allah è il ritorno.» (Corano 3:28)

«I giudei dicono: “Esdra è figlio di Allah” e i cristiani dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Queste sono parole che escono dalle loro bocche; imitano le parole di coloro che furono miscredenti prima di loro. Li annienti Allah! Quanto sono sviati!» (Corano 9:30)

«O voi che credete! Non prendete gli ebrei e i cristiani come alleati: essi sono alleati gli uni degli altri. Chi di voi li prende come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida il popolo degli ingiusti.» (Corano 5:51)

«Non troverai gente che creda in Allah e nell’Ultimo Giorno nutrire affetto per coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Messaggero, anche se fossero i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o il loro clan. Egli ha scritto la fede nei loro cuori e li ha sostenuti con uno Spirito proveniente da Lui. Li farà entrare in Giardini sotto i quali scorrono i ruscelli, dove rimarranno per sempre. Allah è soddisfatto di loro ed essi sono soddisfatti di Lui. Costoro sono il partito di Allah. In verità, il partito di Allah è quello dei vincitori.» (Corano 58:22)

«In verità Allah non perdona che Gli si associ alcunché, mentre perdona ciò che è inferiore a questo a chi vuole. Chi associa qualcosa ad Allah commette certamente un peccato immenso.» (Corano 4:48)

«O Profeta, incita i credenti al combattimento. Se tra voi vi sono venti perseveranti, ne vinceranno duecento; e se tra voi ve ne sono cento, vinceranno mille di coloro che non credono, perché sono gente che non comprende.» (Corano 8:65)

«Ecco un proclama da parte di Allah e del Suo Messaggero alle genti, nel giorno del Pellegrinaggio maggiore: Allah e il Suo Messaggero sono sciolti dagli associatori. Se vi pentite sarà meglio per voi; se invece volgete le spalle, sappiate che non potrete rendere Allah impotente. Annuncia a coloro che non credono un doloroso castigo.» (Corano 9:3)

«O voi che credete! Non prendete come alleati i vostri padri e i vostri fratelli se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi di voi li prende come alleati è tra gli ingiusti.» (Corano 9:23)

«O voi che credete! In verità gli associatori sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea dopo quest’anno. Se temete la povertà, Allah vi arricchirà della Sua grazia, se vuole. In verità Allah è sapiente, saggio.» (Corano 9:28)

«Torcendo il fianco con superbia per sviare dal sentiero di Allah. Per lui vi sarà ignominia in questa vita e nel Giorno della Resurrezione gli faremo gustare il castigo dell’Incendio.» (Corano 22:9)

«Ecco due avversari che disputano a proposito del loro Signore. Per coloro che non credono saranno tagliate vesti di fuoco e sopra le loro teste verrà versata acqua bollente, con la quale si fonderanno ciò che hanno nelle viscere e la loro pelle. Per loro vi saranno mazze di ferro. Ogni volta che cercheranno di uscirne, oppressi dall’angoscia, vi saranno ricacciati: “Gustate il castigo dell’Incendio”.» (Corano 22:19-22)

«Non obbedire ai miscredenti, ma lotta vigorosamente contro di loro per mezzo di esso.» (Corano 25:52)

«Coloro che credono combattono sul sentiero di Allah, mentre coloro che non credono combattono sul sentiero del ṭāghūt. Combattete dunque gli alleati di Satana. In verità l’astuzia di Satana è debole.» (Corano 4:76)

«In verità getteremo nel Fuoco coloro che non credono nei Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, la sostituiremo con un’altra pelle affinché gustino il castigo. In verità Allah è potente, saggio.» (Corano 4:56)

«Radunate coloro che hanno commesso ingiustizia, i loro compagni e ciò che adoravano all’infuori di Allah; quindi guidateli sulla via della Fornace.» (Corano 37:22-23)

«Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e misericordiosi tra loro. Li vedi inchinarsi e prosternarsi, cercando grazia da Allah e compiacimento. Il loro segno è sui loro volti, effetto della prosternazione. Questa è la loro descrizione nella Torah. Nel Vangelo sono come una pianta che fa uscire il suo germoglio, lo rafforza, diventa robusta e si erge sul proprio stelo, meravigliando i seminatori, affinché per mezzo loro Egli faccia infuriare i miscredenti. Allah ha promesso a quelli di loro che credono e compiono il bene perdono e immensa ricompensa.» (Corano 48:29)

«Quando in combattimento incontrate coloro che non credono, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati; allora serrate bene i legami. In seguito liberateli per grazia oppure dietro riscatto, finché la guerra deponga i suoi pesi. Questo è quanto. Se Allah avesse voluto avrebbe potuto vendicarsi direttamente di loro, ma ha disposto così per mettere alla prova gli uni per mezzo degli altri. Quanto a coloro che vengono uccisi sul sentiero di Allah, Egli non renderà vane le loro opere.» (Corano 47:4)

«Quanto a chi non crede in Allah e nel Suo Messaggero, in verità abbiamo preparato per i miscredenti una Fiamma ardente.» (Corano 48:13)

«“Afferratelo e mettetelo nei ceppi; quindi gettatelo nella Fornace; poi incatenatelo con una catena lunga settanta cubiti. In verità non credeva in Allah, il Supremo, e non incoraggiava a nutrire il povero. Oggi non avrà qui alcun amico sincero, né altro cibo che sanie, che solo i peccatori mangeranno”.» (Corano 69:30-37)

Sahih al-Bukhari 2926: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse: «L’Ora non verrà finché non combatterete contro gli ebrei, tanto che la pietra dietro la quale si nasconderà un ebreo dirà: “O musulmano, c’è un ebreo dietro di me: uccidilo”.»

Sahih al-Bukhari 111: Abu Juhaifa chiese ad ‘Ali se possedessero qualche rivelazione scritta oltre al Corano. ‘Ali rispose che non avevano altro se non il Libro di Allah, la comprensione che Allah concede a un musulmano e ciò che era scritto in un foglio. Alla domanda sul contenuto del foglio rispose: «Le norme sulla diyya, sul riscatto dei prigionieri e che un musulmano non venga ucciso in qisas per un miscredente.»

Sahih al-Bukhari 3012: As-Sa‘b bin Jaththama riferì che al Profeta fu chiesto delle incursioni notturne contro i politeisti durante le quali potevano essere colpiti anche donne e bambini. Egli rispose: «Essi sono di loro.»

Sahih Muslim 1745a, 1745b, 1745c: Sa‘b bin Jaththama riferì che al Messaggero di Allah fu chiesto delle donne e dei bambini dei politeisti che venivano colpiti durante le incursioni notturne. Rispose: «Sono di loro.» Nelle varianti della stessa tradizione la risposta è riportata anche nella forma: «Essi sono dei loro padri.»


Libertà religiosa

«Chi desidera una religione diversa dall’islam, essa non sarà mai accettata da lui e nell’altra vita sarà tra i perdenti.» (Corano 3:85)

«Combatteteli finché non vi sia più persecuzione e la religione sia tutta per Allah. Se desistono, in verità Allah osserva ciò che fanno.» (Corano 8:39)

Sahih Muslim 1767a: ‘Umar bin al-Khattab riferì di aver udito il Messaggero di Allah dire: «Espellerò gli ebrei e i cristiani dalla Penisola Arabica e non vi lascerò se non musulmani.»

Sahih al-Bukhari 392: Anas bin Malik riferì che il Messaggero di Allah disse: «Mi è stato ordinato di combattere la gente finché dica: “Non vi è divinità degna di culto se non Allah”. Quando lo diranno, pregheranno come noi, si rivolgeranno verso la nostra qibla e macelleranno come noi, il loro sangue e i loro beni ci saranno sacri, salvo quanto dovuto per diritto, e il loro conto spetterà ad Allah.»

Sahih al-Bukhari 644: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse: «Per Colui nella cui mano è la mia anima, avevo intenzione di ordinare di raccogliere legna, poi ordinare la preghiera e far pronunciare la chiamata, quindi incaricare un uomo di guidare la gente e infine recarmi dagli uomini che non partecipano alla preghiera e bruciare le loro case sopra di loro.»

Sahih Muslim 21a: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse: «Mi è stato ordinato di combattere la gente finché dica: “Non vi è divinità se non Allah”. Chi dice “non vi è divinità se non Allah” protegge da me i suoi beni e la sua vita, salvo quanto è dovuto per diritto; il suo conto spetta ad Allah.»

Sahih Muslim 1731a: Quando il Messaggero di Allah nominava un comandante di un esercito o di un distaccamento, gli raccomandava di temere Allah e di trattare bene i musulmani che erano con lui. Diceva: «Combattete nel nome di Allah e sul sentiero di Allah. Combattete coloro che non credono in Allah. Combattete, ma non appropriatevi indebitamente del bottino, non tradite, non mutilate e non uccidete bambini.» Quando incontravano il nemico politeista dovevano offrirgli tre possibilità: l’islam; se lo rifiutava, la jizya; se rifiutava anche la jizya, «chiedi aiuto ad Allah e combattili».


Donne

Il nostro articolo sulla condizione della donna nell’islam: La donna nell’islam.

«In verità coloro che non credono nell’altra vita danno agli angeli nomi femminili.» (Corano 53:27)

«O voi che credete, quando contraete un debito a termine determinato mettetelo per iscritto. Uno scriba lo scriva tra voi con giustizia e lo scriba non rifiuti di scrivere come Allah gli ha insegnato. Scriva dunque, e detti colui sul quale grava il debito; tema Allah, suo Signore, e non ne diminuisca nulla. Se il debitore è incapace di giudizio, debole o non può dettare personalmente, detti il suo tutore con giustizia. Chiamate come testimoni due dei vostri uomini; se non vi sono due uomini, allora un uomo e due donne tra i testimoni che ritenete affidabili, così che, se una delle due sbaglia, l’altra le ricordi. I testimoni non rifiutino quando vengono chiamati. Non stancatevi di scrivere il debito, piccolo o grande, con la sua scadenza. Questo è più giusto davanti ad Allah, più saldo per la testimonianza e più adatto a evitare dubbi. Se però si tratta di una transazione immediata che concludete tra voi, non vi è colpa se non la mettete per iscritto. Prendete testimoni quando comprate e vendete. Non si faccia danno né allo scriba né al testimone; se lo fate, è empietà da parte vostra. Temete Allah: Allah vi istruisce e Allah conosce ogni cosa.» (Corano 2:282)

«Se avete dubbi a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro periodo d’attesa è di tre mesi; lo stesso vale per quelle che non hanno ancora avuto il mestruo. Quanto alle donne incinte, il loro termine è il parto. A chi teme Allah, Egli facilita la sua condizione.» (Corano 65:4)

«Le donne divorziate attendano tre cicli e non è loro lecito nascondere ciò che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. I loro mariti hanno maggiore diritto di riprenderle durante questo periodo, se desiderano riconciliarsi. Esse hanno diritti analoghi ai doveri che gravano su di loro secondo ciò che è riconosciuto come equo; ma gli uomini hanno un grado sopra di loro. Allah è potente, saggio.» (Corano 2:228)

«Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah ha concesso agli uni rispetto alle altre e perché spendono dei loro beni. Le donne virtuose sono devote e custodiscono nell’assenza ciò che Allah ha custodito. Quanto a quelle di cui temete l’insubordinazione, ammonitele, lasciatele sole nei loro letti e battetele. Se poi vi obbediscono, non cercate alcun mezzo contro di loro. In verità Allah è altissimo, grande.» (Corano 4:34)

«O Profeta, ti abbiamo reso lecite le spose alle quali hai versato il dono nuziale, le schiave che la tua destra possiede tra quelle che Allah ti ha dato come bottino, le figlie dei tuoi zii paterni e delle tue zie paterne, le figlie dei tuoi zii materni e delle tue zie materne che sono emigrate con te, e ogni donna credente che si offra al Profeta, se il Profeta desidera sposarla: privilegio riservato a te e non agli altri credenti. Sappiamo bene ciò che abbiamo imposto loro riguardo alle loro spose e alle schiave che possiedono, affinché non vi sia per te alcun impedimento. Allah è perdonatore, misericordioso.» (Corano 33:50)

«Le vostre spose sono per voi come un campo; venite dunque al vostro campo come volete. Predisponete il bene per voi stessi, temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Da’ la lieta novella ai credenti.» (Corano 2:223)

Sahih al-Bukhari 5094: Ibn ‘Umar riferì che il Profeta disse: «Se vi è cattivo auspicio in qualcosa, esso è nella casa, nella donna e nel cavallo.»

Sahih al-Bukhari 5194: Abu Huraira riferì che il Profeta disse: «Se una donna passa la notte abbandonando il letto di suo marito, gli angeli la maledicono finché non ritorna.»

Sahih al-Bukhari 3237: Abu Huraira riferì che il Messaggero di Allah disse: «Se un uomo chiama sua moglie al proprio letto e lei rifiuta, ed egli trascorre la notte adirato con lei, gli angeli la maledicono fino al mattino.»

Sahih al-Bukhari 1052: Durante la preghiera dell’eclissi il Profeta disse di aver visto l’Inferno e di aver constatato che la maggior parte dei suoi abitanti erano donne. Alla domanda se ciò dipendesse dalla loro miscredenza in Allah rispose: «Sono ingrate verso i loro mariti e ingrate verso il bene ricevuto. Se tu fossi buono con una di loro per tutta la vita e poi vedesse in te qualcosa che non le piace, direbbe: “Non ho mai visto alcun bene da te”.»

Sahih al-Bukhari 304: Abu Sa‘id al-Khudri riferì che il Profeta disse alle donne: «Fate elemosina, perché mi è stato mostrato che siete la maggioranza degli abitanti del Fuoco.» Alla domanda sul motivo rispose che maledicevano frequentemente ed erano ingrate verso i mariti. Aggiunse: «Non ho visto nessuna più carente nell’intelligenza e nella religione di voi, capace di far perdere la ragione a un uomo prudente.» Spiegò la carenza nell’intelligenza richiamando il fatto che la testimonianza di due donne equivale a quella di un uomo, e quella nella religione con il fatto che durante le mestruazioni la donna non prega e non digiuna.


Lapidazione

Il nostro articolo sulla lapidazione nell’islam: Pena islamica prevista: la lapidazione.

«Quanto a quelle delle vostre donne che commettono un’azione infame, chiamate quattro testimoni tra voi contro di loro. Se testimoniano, confinate quelle donne nelle case finché la morte non le raggiunga o Allah apra loro una via. Quanto ai due tra voi che la commettono, puniteli entrambi; se poi si pentono e si correggono, lasciateli in pace. In verità Allah accoglie il pentimento ed è misericordioso.» (Corano 4:15-16)

Sahih Muslim 1691a: Ibn ‘Abbas riferì che ‘Umar bin al-Khattab disse: «Allah inviò Muhammad con la verità e fece scendere su di lui il Libro. Tra ciò che Allah fece scendere vi era il versetto della lapidazione. Noi lo recitammo, lo comprendemmo e lo memorizzammo. Il Messaggero di Allah applicò la lapidazione e dopo di lui la applicammo anche noi. Temo che, con il passare del tempo, qualcuno dica: “Non troviamo la lapidazione nel Libro di Allah”, e così si smarrisca abbandonando un obbligo che Allah ha fatto scendere. La lapidazione nel Libro di Allah è una pena dovuta per l’uomo e la donna sposati che commettono adulterio, quando vi sia prova, gravidanza o confessione.»

Sahih al-Bukhari 6829: ‘Umar dichiarò di temere che, dopo molto tempo, la gente potesse dire: «Non troviamo il versetto della lapidazione nel Libro di Allah», abbandonando così un obbligo rivelato. Affermò che il Messaggero di Allah aveva applicato la lapidazione e che, dopo di lui, l’avevano applicata anche loro; quindi ribadì che la lapidazione deve essere applicata all’uomo e alla donna sposati quando l’illecito sessuale sia provato da testimonianza, gravidanza o confessione.

Sahih al-Bukhari 6840: Ash-Shaibani riferì: «Chiesi ad ‘Abdullah bin Abi Aufa: “Il Messaggero di Allah applicò la lapidazione?”. Rispose: “Sì”. Chiesi: “Prima o dopo la rivelazione della Sura an-Nur?”. Rispose: “Non lo so”.»

Sahih al-Bukhari 1329: ‘Abdullah bin ‘Umar riferì che gli ebrei portarono davanti al Profeta un uomo e una donna che avevano commesso adulterio. Il Profeta ordinò che entrambi fossero lapidati vicino al luogo delle preghiere funebri accanto alla moschea.

Sahih al-Bukhari 7193, 7194: Un beduino riferì al Profeta che suo figlio, lavorando presso un uomo, aveva commesso adulterio con la moglie di quest’ultimo. Aveva riscattato il figlio con cento pecore e una schiava, ma i sapienti gli avevano detto che al figlio spettavano cento frustate e un anno di esilio, mentre la donna doveva essere lapidata. Il Profeta ordinò che le pecore e la schiava fossero restituite, che al figlio fossero inflitte cento frustate e un anno di esilio e disse: «O Unais, domattina recati dalla moglie di quest’uomo e lapidala.» Unais si recò da lei e la lapidò.

Sahih al-Bukhari 3635: Gli ebrei portarono al Messaggero di Allah un uomo e una donna che avevano commesso adulterio. Alla domanda su quale pena fosse prevista nella Torah, alcuni parlarono di umiliazione pubblica e fustigazione. ‘Abdullah bin Salam li accusò di mentire e disse che nella Torah vi era la lapidazione. Portarono la Torah e uno di loro coprì con la mano il passo sulla lapidazione; quando gli fu ordinato di togliere la mano, il versetto risultò visibile. Il Profeta ordinò quindi che l’uomo e la donna fossero lapidati.

Sahih al-Bukhari 5270: Un uomo della tribù di Aslam venne dal Profeta e confessò quattro volte di aver commesso un rapporto sessuale illecito. Il Profeta gli chiese se fosse pazzo e poi se fosse sposato. L’uomo rispose di essere sposato. Il Profeta ordinò che fosse lapidato nel luogo di preghiera. Quando le pietre cominciarono a colpirlo, l’uomo fuggì; fu raggiunto ad al-Harra e ucciso.

Sahih al-Bukhari 6812: Ash-Sha‘bi riferì di essersi recato da ‘Ali quando quest’ultimo lapidò una donna di venerdì. ‘Ali disse: «L’ho lapidata secondo la Sunna del Messaggero di Allah.»

Sahih Muslim 1690a: ‘Ubada bin as-Samit riferì che il Messaggero di Allah disse: «Prendete da me, prendete da me. Allah ha stabilito una via per loro: per il non sposato con la non sposata, cento frustate e un anno di esilio; per il sposato con la sposata, cento frustate e la lapidazione.»

Muwatta Malik, Book 41, Hadith 4: Malik riferì che un uomo venne dal Messaggero di Allah e confessò quattro volte di aver commesso adulterio. Il Messaggero di Allah ordinò quindi che fosse lapidato.

Muwatta Malik, Book 41, Hadith 5: Una donna venne dal Messaggero di Allah e confessò di aver commesso adulterio mentre era incinta. Egli le disse di andare via fino al parto. Dopo il parto tornò con il bambino; le disse di andare via e allattarlo. Quando tornò dopo lo svezzamento, il Messaggero di Allah diede ordine che fosse lapidata.

Qui una raccolta più ampia di riferimenti relativi alla lapidazione nell’islam.


Varie

«Non siete stati voi a ucciderli, ma Allah li ha uccisi. E quando tiravi non eri tu a tirare, ma era Allah a tirare, per mettere alla prova i credenti con una buona prova proveniente da Lui. In verità Allah tutto ascolta e conosce.» (Corano 8:17)

«Quanto al ladro e alla ladra, tagliate loro la mano come compenso per ciò che hanno commesso e come castigo esemplare da parte di Allah. Allah è potente, saggio.» (Corano 5:38)

Sahih al-Bukhari 3222: Abu Dharr riferì che il Profeta disse: «Gabriele venne da me e mi annunciò che chiunque della mia comunità muoia senza associare nulla ad Allah entrerà in Paradiso.» Abu Dharr chiese: «Anche se commette rapporti sessuali illeciti e ruba?». Il Profeta rispose: «Anche se commette rapporti sessuali illeciti e ruba.»

Sahih al-Bukhari 3323: ‘Abdullah bin ‘Umar riferì: «Il Messaggero di Allah ordinò che i cani fossero uccisi.»

Sunan Abu Dawud 4361: Ibn ‘Abbas riferì che un cieco aveva una schiava, madre dei suoi figli, che insultava il Profeta e parlava male di lui. L’uomo la rimproverava e le proibiva di farlo, ma ella continuava. Una notte la donna insultò nuovamente il Profeta. L’uomo prese allora un pugnale, glielo pose sul ventre, vi si appoggiò e la uccise. La mattina seguente il fatto fu riferito al Messaggero di Allah. L’uomo ammise ciò che aveva fatto e spiegò che la donna gli era stata compagna ed era madre di due suoi figli. Il Profeta disse: «Siate testimoni: nessuna compensazione è dovuta per il suo sangue.»

Safiur Rahman al-Mubarakpuri, The Sealed Nectar, pp. 227-228: «Abbracciate l’islam. Se voi due accettate l’islam, rimarrete al comando del vostro paese; ma se rifiutate il mio appello, ricordate che tutti i vostri possedimenti sono destinati a scomparire. I miei cavalieri prenderanno possesso del vostro paese e la mia profezia prevarrà sul vostro regno.»

Ibn Hisham, La biografia del Profeta, parte 3, p. 113; cfr. anche Al-Rawd al-Unuf, parte 3, p. 263: ‘Ali ricordò ad ‘Amr ibn ‘Abd Wudd un impegno che questi aveva assunto e poi lo invitò ad Allah, al Suo Messaggero e all’islam. ‘Amr rispose di non averne bisogno. ‘Ali lo invitò allora al duello. ‘Amr disse: «Perché, figlio di mio fratello? Per Allah, non voglio ucciderti». ‘Ali rispose: «Ma, per Allah, io voglio uccidere te.»

Ibn Ishaq/Ibn Hisham, recensione Guillaume, episodio dell’invio di ‘Abd al-Rahman b. ‘Awf: Nelle istruzioni attribuite a Maometto prima della spedizione si legge: «Combatti tutti sul sentiero di Allah e uccidi coloro che non credono in Allah. Non frodare nel bottino, non essere sleale, non mutilare e non uccidere bambini. Questo è l’ordine di Allah e la pratica del Suo Profeta tra voi.»

Ibn Ishaq/Ibn Hisham, recensione Guillaume, commento a Corano 8:67: Ibn Ishaq riporta: «Non è dato a un profeta avere prigionieri finché non abbia fatto strage sulla terra», spiegando: «cioè, finché non abbia ucciso i suoi nemici e li abbia scacciati dalla terra». Prosegue interpretando «Voi desiderate i beni di questo mondo» come riferimento al riscatto dei prigionieri e «Allah vuole l’altra vita» come il loro ucciderli affinché la religione sia manifestata.

Un commento

  1. è pensare che mia madre mi diceva che la maggior parte delle persone all’inferno sono donne perché spendevano i loro soldi per comprare gioielli……

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di Islamicamentando per ricevere gli aggiornamenti.

Approfondimenti critici sull’Islam