La Sura 31 Luqmān è una sura meccana di 34 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 31:1
«Alif-Lām-Mīm.[1]»
Come abbiamo tradotto
Le lettere isolate Alif-Lām-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato.
Corano 31:2
«Questi sono i versetti del Libro sapiente,»
Corano 31:3
«guida e misericordia per coloro che fanno il bene,»
Corano 31:4
«coloro che compiono la preghiera, danno la zakāt e sono certi dell’Altra vita.»
Corano 31:5
«Costoro sono su una guida proveniente dal loro Signore, e costoro sono quelli che prosperano.»
Corano 31:6
«E fra gli uomini vi è chi compra discorsi di svago per sviare dalla via di Dio senza conoscenza e per prenderla in scherno. Costoro avranno un castigo umiliante.[2]»
Come abbiamo tradotto
Lahwa l-ḥadīth indica discorsi/racconti di svago o intrattenimento. Rendiamo “discorsi di svago” senza identificarli automaticamente con musica o uno specifico genere, come fa parte dell’esegesi.
Corano 31:7
«E quando gli vengono recitati i Nostri versetti, volta le spalle con arroganza, come se non li avesse uditi, come se nelle sue orecchie vi fosse sordità. Annunciagli dunque un castigo doloroso.»
Corano 31:8
«In verità, coloro che credono e compiono opere giuste avranno i Giardini della delizia,»
Corano 31:9
«nei quali rimarranno per sempre. È una promessa di Dio, vera; ed Egli è il Potente, il Saggio.»
Corano 31:10
«Ha creato i cieli senza pilastri che possiate vedere,[3] e ha gettato sulla terra montagne salde perché essa non vacilli con voi; e vi ha disseminato ogni specie di animale. E abbiamo fatto scendere dal cielo acqua e vi abbiamo fatto germogliare ogni specie nobile.»
Come abbiamo tradotto
Bi-ghayri ʿamadin tarawnahā può essere letto “senza pilastri che vediate” oppure “senza pilastri visibili”. Manteniamo la costruzione più aderente senza chiudere l’ambiguità.
Corano 31:11
«Questa è la creazione di Dio. Mostratemi dunque che cosa hanno creato quelli all’infuori di Lui. No: gli ingiusti sono in errore manifesto.»
Corano 31:12
«E certamente demmo a Luqmān la saggezza: «Sii riconoscente a Dio». Chi è riconoscente, lo è soltanto a proprio vantaggio; e chi è ingrato, in verità Dio è indipendente, degno di lode.[4]»
Come abbiamo tradotto
Luqmān riceve da Dio la ḥikma, “saggezza”, e il comando di essere riconoscente. Il versetto non lo definisce qui profeta.
Corano 31:13
«E quando Luqmān disse a suo figlio, ammonendolo: «Figlio mio, non associare nulla a Dio. In verità l’associazione è una grande ingiustizia».[5]»
Come abbiamo tradotto
Al-shirk è l’associazione di altri a Dio ed è definito direttamente “una grande ingiustizia”. Manteniamo la qualificazione senza attenuarla.
Corano 31:14
«E abbiamo raccomandato all’uomo i suoi genitori: sua madre lo ha portato debolezza su debolezza, e il suo svezzamento avviene in due anni.[6] «Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. A Me è il ritorno.»
Come abbiamo tradotto
Il testo indica lo svezzamento “in due anni”. Manteniamo la durata espressa senza armonizzarla con altri passi coranici relativi a gravidanza e svezzamento.
Corano 31:15
«Ma se entrambi si sforzano di farti associare a Me ciò di cui non hai conoscenza, non obbedire loro; accompagnali tuttavia in questa vita con benevolenza e segui la via di chi ritorna a Me. Poi a Me sarà il vostro ritorno e vi informerò di ciò che facevate.[7]»
Come abbiamo tradotto
Jāhadāka significa che i genitori “si sforzano” contro di te/per indurti all’associazione. Non traduciamo semplicemente “ti obbligano”, che restringerebbe il verbo.
Corano 31:16
«Figlio mio, anche se fosse del peso di un granello di senape, e fosse dentro una roccia o nei cieli o sulla terra, Dio la porterà. In verità Dio è Sottile, Ben informato.[8]»
Come abbiamo tradotto
Il pronome in “anche se fosse del peso di un granello di senape” non esplicita nel versetto se si tratti di un’azione buona, cattiva o di una cosa in generale. Non aggiungiamo “peccato” o “azione”.
Corano 31:17
«Figlio mio, compi la preghiera, ordina ciò che è riconosciuto come bene, proibisci ciò che è riprovevole e sopporta con pazienza ciò che ti colpisce. In verità ciò appartiene alle cose che richiedono fermezza.[9]»
Come abbiamo tradotto
Al-maʿrūf e al-munkar sono ciò che è riconosciuto come bene e ciò che è riprovevole. Manteniamo i concetti senza trasformarli qui in un catalogo giuridico.
Corano 31:18
«E non torcere la guancia agli uomini e non camminare sulla terra con insolenza. In verità Dio non ama alcun presuntuoso vanaglorioso.[10]»
Come abbiamo tradotto
La frase finale è diretta: Dio “non ama alcun presuntuoso vanaglorioso”. Manteniamo Dio come soggetto e il verbo “amare”.
Corano 31:19
«Sii moderato nel tuo cammino e abbassa la tua voce. In verità la più sgradevole delle voci è certamente la voce degli asini».»
Corano 31:20
«Non vedete che Dio ha assoggettato a voi ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra e ha riversato su di voi i Suoi favori, visibili e nascosti? E fra gli uomini vi è chi disputa riguardo a Dio senza conoscenza, senza guida e senza un Libro illuminante.»
Corano 31:21
«E quando si dice loro: «Seguite ciò che Dio ha fatto scendere», dicono: «No, seguiremo ciò su cui abbiamo trovato i nostri padri». Anche se Satana li chiamasse al castigo della Fiamma?»
Corano 31:22
«E chi sottomette il proprio volto a Dio mentre fa il bene si è certamente aggrappato all’ansa più salda. A Dio appartiene l’esito delle cose.[11]»
Come abbiamo tradotto
Yuslim wajhahu ilā Allāh è letteralmente “sottomette il proprio volto a Dio”. Conserviamo l’immagine, coerente con il campo semantico di islām.
Corano 31:23
«E chi non crede, non ti rattristi la sua miscredenza. A Noi è il loro ritorno; allora li informeremo di ciò che hanno fatto. In verità Dio conosce ciò che è nei petti.»
Corano 31:24
«Concediamo loro un breve godimento, poi li costringeremo a un castigo duro.[12]»
Come abbiamo tradotto
Naḍṭarruhum significa “li costringeremo/li spingeremo per necessità” verso un castigo duro. Manteniamo la coercitività del verbo.
Corano 31:25
«E se domandassi loro: «Chi ha creato i cieli e la terra?», direbbero certamente: «Dio». Di’: «La lode appartiene a Dio». Ma la maggior parte di loro non sa.»
Corano 31:26
«A Dio appartiene ciò che è nei cieli e sulla terra. In verità Dio è l’Indipendente, il Degno di lode.»
Corano 31:27
«E se tutti gli alberi sulla terra fossero penne e il mare, alimentato dopo di esso da altri sette mari, fosse inchiostro, le parole di Dio non si esaurirebbero. In verità Dio è il Potente, il Saggio.[13]»
Come abbiamo tradotto
L’immagine dei sette mari aggiuntivi serve a esprimere l’inesauribilità delle parole di Dio. Manteniamo il numero “sette” senza trasformarlo in un generico “molti”.
Corano 31:28
«La vostra creazione e la vostra resurrezione non sono se non come quelle di una sola anima. In verità Dio è l’Ascoltante, il Vedente.[14]»
Come abbiamo tradotto
Il testo dice che la creazione e la resurrezione di tutti sono “come [quelle di] una sola anima”. Non aggiungiamo nel versetto “facile”, parola esplicativa presente in alcune traduzioni ma non nell’arabo.
Corano 31:29
«Non vedi che Dio fa entrare la notte nel giorno e fa entrare il giorno nella notte, e ha assoggettato il sole e la luna, ciascuno dei quali corre fino a un termine stabilito, e che Dio è ben informato di ciò che fate?»
Corano 31:30
«Ciò perché Dio è la Verità e ciò che invocano all’infuori di Lui è la falsità, e perché Dio è l’Altissimo, il Grande.»
Corano 31:31
«Non vedi che le navi corrono sul mare per favore di Dio, affinché Egli vi mostri alcuni dei Suoi segni? In verità in ciò vi sono certamente segni per ogni perseverante riconoscente.»
Corano 31:32
«E quando un’onda li ricopre come tende, invocano Dio rendendoGli sincera la religione; ma quando li salva sulla terraferma, alcuni di loro seguono una via intermedia.[15] E non rinnega i Nostri segni se non ogni traditore ingrato.»
Come abbiamo tradotto
Muqtaṣid può significare moderato, equilibrato o colui che tiene una via media. Rendiamo “segue una via intermedia” senza attribuirgli automaticamente piena fede o incredulità.
Corano 31:33
«O uomini, temete il vostro Signore e temete un Giorno in cui nessun padre potrà giovare in nulla al proprio figlio e nessun figlio potrà giovare in nulla al proprio padre. In verità la promessa di Dio è vera. Non vi inganni dunque la vita terrena e non vi inganni riguardo a Dio l’Ingannatore.[16]»
Come abbiamo tradotto
Al-gharūr è “l’ingannatore/ciò che inganna”. Rendiamo “l’Ingannatore”, lasciando separata l’identificazione esegetica con Satana.
Corano 31:34
«In verità presso Dio è la conoscenza dell’Ora; Egli fa scendere la pioggia e conosce ciò che è negli uteri.[17] Nessuna anima sa che cosa guadagnerà domani e nessuna anima sa in quale terra morirà. In verità Dio è Sapiente, Ben informato.»
Come abbiamo tradotto
Il testo afferma che Dio “conosce ciò che è negli uteri”. Non specifica qui sesso, destino o altre caratteristiche particolari; non le aggiungiamo alla traduzione.
Note alla traduzione
- Corano 31:1. Le lettere isolate Alif-Lām-Mīm sono mantenute come tali. Il testo non ne esplicita il significato. ↩
- Corano 31:6. Lahwa l-ḥadīth indica discorsi/racconti di svago o intrattenimento. Rendiamo “discorsi di svago” senza identificarli automaticamente con musica o uno specifico genere, come fa parte dell’esegesi. ↩
- Corano 31:10. Bi-ghayri ʿamadin tarawnahā può essere letto “senza pilastri che vediate” oppure “senza pilastri visibili”. Manteniamo la costruzione più aderente senza chiudere l’ambiguità. ↩
- Corano 31:12. Luqmān riceve da Dio la ḥikma, “saggezza”, e il comando di essere riconoscente. Il versetto non lo definisce qui profeta. ↩
- Corano 31:13. Al-shirk è l’associazione di altri a Dio ed è definito direttamente “una grande ingiustizia”. Manteniamo la qualificazione senza attenuarla. ↩
- Corano 31:14. Il testo indica lo svezzamento “in due anni”. Manteniamo la durata espressa senza armonizzarla con altri passi coranici relativi a gravidanza e svezzamento. ↩
- Corano 31:15. Jāhadāka significa che i genitori “si sforzano” contro di te/per indurti all’associazione. Non traduciamo semplicemente “ti obbligano”, che restringerebbe il verbo. ↩
- Corano 31:16. Il pronome in “anche se fosse del peso di un granello di senape” non esplicita nel versetto se si tratti di un’azione buona, cattiva o di una cosa in generale. Non aggiungiamo “peccato” o “azione”. ↩
- Corano 31:17. Al-maʿrūf e al-munkar sono ciò che è riconosciuto come bene e ciò che è riprovevole. Manteniamo i concetti senza trasformarli qui in un catalogo giuridico. ↩
- Corano 31:18. La frase finale è diretta: Dio “non ama alcun presuntuoso vanaglorioso”. Manteniamo Dio come soggetto e il verbo “amare”. ↩
- Corano 31:22. Yuslim wajhahu ilā Allāh è letteralmente “sottomette il proprio volto a Dio”. Conserviamo l’immagine, coerente con il campo semantico di islām. ↩
- Corano 31:24. Naḍṭarruhum significa “li costringeremo/li spingeremo per necessità” verso un castigo duro. Manteniamo la coercitività del verbo. ↩
- Corano 31:27. L’immagine dei sette mari aggiuntivi serve a esprimere l’inesauribilità delle parole di Dio. Manteniamo il numero “sette” senza trasformarlo in un generico “molti”. ↩
- Corano 31:28. Il testo dice che la creazione e la resurrezione di tutti sono “come [quelle di] una sola anima”. Non aggiungiamo nel versetto “facile”, parola esplicativa presente in alcune traduzioni ma non nell’arabo. ↩
- Corano 31:32. Muqtaṣid può significare moderato, equilibrato o colui che tiene una via media. Rendiamo “segue una via intermedia” senza attribuirgli automaticamente piena fede o incredulità. ↩
- Corano 31:33. Al-gharūr è “l’ingannatore/ciò che inganna”. Rendiamo “l’Ingannatore”, lasciando separata l’identificazione esegetica con Satana. ↩
- Corano 31:34. Il testo afferma che Dio “conosce ciò che è negli uteri”. Non specifica qui sesso, destino o altre caratteristiche particolari; non le aggiungiamo alla traduzione. ↩









