Sura 23 al-Muʾminūn – I credenti: traduzione italiana

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La Sura 23 al-Muʾminūn, “I credenti”, è una sura meccana di 118 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.

Numero23
Nomeal-Muʾminūn
Titolo italianoI credenti
Versetti118
LetturaḤafṣ ʿan ʿĀṣimÈ la trasmissione della lettura coranica adottata come riferimento per il testo e la traduzione.
Testo araboMuṣḥaf al-Madīnah, King Fahd ComplexÈ l’edizione araba di riferimento pubblicata dal King Fahd Complex di Medina.
NumerazioneConteggio kufanoÈ il sistema tradizionale qui adottato per la divisione e la numerazione dei versetti.
Classificazione tradizionaleMeccanaIndica che, secondo la classificazione tradizionale qui adottata, la sura appartiene al periodo precedente all’Egira.

Edizione di riferimento: King Fahd Glorious Qur’an Printing Complex, Muṣḥaf al-Madīnah, lettura Ḥafṣ ʿan ʿĀṣim. Per la numerazione e le informazioni sulla sura: Quran.com – Sura al-Muʾminūn.

Testo arabo e traduzione italiana

بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَٰنِ ٱلرَّحِيمِ

«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»

Corano 23:1

قَدْ أَفْلَحَ ٱلْمُؤْمِنُونَ

«Hanno certamente avuto successo i credenti,»

Corano 23:2

ٱلَّذِينَ هُمْ فِى صَلَاتِهِمْ خَٰشِعُونَ

«coloro che nella loro preghiera sono umili,»

Corano 23:3

وَٱلَّذِينَ هُمْ عَنِ ٱللَّغْوِ مُعْرِضُونَ

«coloro che si allontanano dal vano parlare,»

Corano 23:4

وَٱلَّذِينَ هُمْ لِلزَّكَوٰةِ فَٰعِلُونَ

«coloro che operano per la zakāt,[1]»

Come abbiamo tradotto

Li-l-zakāti fāʿilūn è letteralmente “coloro che agiscono per la zakāt”. Manteniamo “operano per la zakāt” invece di imporre qui una sola formulazione giuridica successiva.

Corano 23:5

وَٱلَّذِينَ هُمْ لِفُرُوجِهِمْ حَٰفِظُونَ

«e coloro che custodiscono le loro parti intime,»

Corano 23:6

إِلَّا عَلَىٰٓ أَزْوَٰجِهِمْ أَوْ مَا مَلَكَتْ أَيْمَٰنُهُمْ فَإِنَّهُمْ غَيْرُ مَلُومِينَ

«eccetto con le loro spose o con le schiave che possiedono: in tal caso non sono biasimevoli.[2]»

Come abbiamo tradotto

Mā malakat aymānuhum significa letteralmente “ciò che le loro destre possiedono”. Nel contesto sessuale il referente è costituito dalle schiave possedute; rendiamo quindi esplicitamente “le schiave che possiedono”, senza nascondere il rapporto di proprietà espresso dalla formula.

Corano 23:7

فَمَنِ ٱبْتَغَىٰ وَرَآءَ ذَٰلِكَ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْعَادُونَ

«Chi invece cerca oltre ciò, costoro sono i trasgressori.»

Corano 23:8

وَٱلَّذِينَ هُمْ لِأَمَٰنَٰتِهِمْ وَعَهْدِهِمْ رَٰعُونَ

«E coloro che custodiscono ciò che è loro affidato e il loro patto,»

Corano 23:9

وَٱلَّذِينَ هُمْ عَلَىٰ صَلَوَٰتِهِمْ يُحَافِظُونَ

«e coloro che preservano le loro preghiere:»

Corano 23:10

أُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْوَٰرِثُونَ

«costoro sono gli eredi,»

Corano 23:11

ٱلَّذِينَ يَرِثُونَ ٱلْفِرْدَوْسَ هُمْ فِيهَا خَٰلِدُونَ

«coloro che erediteranno il Firdaws; vi rimarranno per sempre.[3]»

Come abbiamo tradotto

Al-Firdaws è il termine coranico qui usato per il giardino/paradiso. Lo conserviamo traslitterato perché ha assunto un valore proprio nella terminologia islamica.

Corano 23:12

وَلَقَدْ خَلَقْنَا ٱلْإِنسَٰنَ مِن سُلَٰلَةٍۢ مِّن طِينٍۢ

«E certamente creammo l’uomo da un estratto di argilla.»

Corano 23:13

ثُمَّ جَعَلْنَٰهُ نُطْفَةًۭ فِى قَرَارٍۢ مَّكِينٍۢ

«Poi lo ponemmo come una goccia in un ricettacolo sicuro.»

Corano 23:14

ثُمَّ خَلَقْنَا ٱلنُّطْفَةَ عَلَقَةًۭ فَخَلَقْنَا ٱلْعَلَقَةَ مُضْغَةًۭ فَخَلَقْنَا ٱلْمُضْغَةَ عِظَٰمًۭا فَكَسَوْنَا ٱلْعِظَٰمَ لَحْمًۭا ثُمَّ أَنشَأْنَٰهُ خَلْقًا ءَاخَرَ ۚ فَتَبَارَكَ ٱللَّهُ أَحْسَنُ ٱلْخَٰلِقِينَ

«Poi creammo la goccia come un’aderenza; quindi creammo l’aderenza come un boccone di carne; quindi creammo dal boccone ossa e rivestimmo le ossa di carne; poi lo facemmo sorgere come un’altra creazione.[4] Benedetto sia dunque Dio, il migliore dei creatori.»

Come abbiamo tradotto

La sequenza usa nuṭfa, ʿalaqa, muḍgha, ossa e carne, quindi “un’altra creazione”. Rendiamo i termini in forma descrittiva senza retroproiettare categorie embriologiche moderne.

Corano 23:15

ثُمَّ إِنَّكُم بَعْدَ ذَٰلِكَ لَمَيِّتُونَ

«Poi, dopo ciò, certamente morirete.»

Corano 23:16

ثُمَّ إِنَّكُمْ يَوْمَ ٱلْقِيَٰمَةِ تُبْعَثُونَ

«Poi, nel Giorno della Resurrezione, sarete certamente risuscitati.»

Corano 23:17

وَلَقَدْ خَلَقْنَا فَوْقَكُمْ سَبْعَ طَرَآئِقَ وَمَا كُنَّا عَنِ ٱلْخَلْقِ غَٰفِلِينَ

«E certamente creammo sopra di voi sette vie,[5] e non siamo mai stati incuranti della creazione.»

Come abbiamo tradotto

Sabʿa ṭarāʾiqa è letteralmente “sette vie/strati”. Molte traduzioni interpretano “sette cieli”; manteniamo “sette vie” e lasciamo l’identificazione al commento.

Corano 23:18

وَأَنزَلْنَا مِنَ ٱلسَّمَآءِ مَآءًۢ بِقَدَرٍۢ فَأَسْكَنَّٰهُ فِى ٱلْأَرْضِ ۖ وَإِنَّا عَلَىٰ ذَهَابٍۭ بِهِۦ لَقَٰدِرُونَ

«E facemmo scendere dal cielo acqua in misura determinata e la facemmo dimorare nella terra; e in verità siamo certamente capaci di farla scomparire.»

Corano 23:19

فَأَنشَأْنَا لَكُم بِهِۦ جَنَّٰتٍۢ مِّن نَّخِيلٍۢ وَأَعْنَٰبٍۢ لَّكُمْ فِيهَا فَوَٰكِهُ كَثِيرَةٌۭ وَمِنْهَا تَأْكُلُونَ

«E mediante essa facemmo sorgere per voi giardini di palme e viti: in essi avete molti frutti e di essi mangiate,»

Corano 23:20

وَشَجَرَةًۭ تَخْرُجُ مِن طُورِ سَيْنَآءَ تَنۢبُتُ بِٱلدُّهْنِ وَصِبْغٍۢ لِّلْءَاكِلِينَ

«e un albero che nasce dal monte Sinai, che cresce producendo olio e condimento per coloro che mangiano.[6]»

Come abbiamo tradotto

Il versetto parla di un albero che nasce dal Monte Sinai e produce olio e ṣibgh, cioè condimento/intingolo per chi mangia. L’identificazione con l’ulivo è naturale nel contesto ma non viene aggiunta al testo.

Corano 23:21

وَإِنَّ لَكُمْ فِى ٱلْأَنْعَٰمِ لَعِبْرَةًۭ ۖ نُّسْقِيكُم مِّمَّا فِى بُطُونِهَا وَلَكُمْ فِيهَا مَنَٰفِعُ كَثِيرَةٌۭ وَمِنْهَا تَأْكُلُونَ

«E in verità nel bestiame vi è certamente una lezione per voi: vi diamo da bere di ciò che è nei loro ventri; in essi avete molti benefici e di essi mangiate,»

Corano 23:22

وَعَلَيْهَا وَعَلَى ٱلْفُلْكِ تُحْمَلُونَ

«e su di essi e sulle navi venite trasportati.»

Corano 23:23

وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا نُوحًا إِلَىٰ قَوْمِهِۦ فَقَالَ يَٰقَوْمِ ٱعْبُدُوا۟ ٱللَّهَ مَا لَكُم مِّنْ إِلَٰهٍ غَيْرُهُۥٓ ۖ أَفَلَا تَتَّقُونَ

«E certamente inviammo Noè al suo popolo, ed egli disse: «O popolo mio, adorate Dio. Non avete altra divinità all’infuori di Lui. Non avrete dunque timore?».»

Corano 23:24

فَقَالَ ٱلْمَلَؤُا۟ ٱلَّذِينَ كَفَرُوا۟ مِن قَوْمِهِۦ مَا هَٰذَآ إِلَّا بَشَرٌۭ مِّثْلُكُمْ يُرِيدُ أَن يَتَفَضَّلَ عَلَيْكُمْ وَلَوْ شَآءَ ٱللَّهُ لَأَنزَلَ مَلَٰٓئِكَةًۭ مَّا سَمِعْنَا بِهَٰذَا فِىٓ ءَابَآئِنَا ٱلْأَوَّلِينَ

«Ma i notabili del suo popolo che non credevano dissero: «Costui non è che un essere umano come voi; vuole elevarsi al di sopra di voi. Se Dio avesse voluto, avrebbe certamente fatto scendere degli angeli. Non abbiamo mai udito nulla di simile fra i nostri primi padri.»

Corano 23:25

إِنْ هُوَ إِلَّا رَجُلٌۢ بِهِۦ جِنَّةٌۭ فَتَرَبَّصُوا۟ بِهِۦ حَتَّىٰ حِينٍۢ

«Egli non è che un uomo affetto da follia; aspettate dunque riguardo a lui fino a un certo tempo».[7]»

Come abbiamo tradotto

Bihi jinna indica che gli oppositori accusano Noè di essere affetto da follia/possessione. Rendiamo “affetto da follia” senza trasformare l’accusa in un fatto.

Corano 23:26

قَالَ رَبِّ ٱنصُرْنِى بِمَا كَذَّبُونِ

«Disse: «Signore mio, soccorrimi per il fatto che mi hanno smentito».»

Corano 23:27

فَأَوْحَيْنَآ إِلَيْهِ أَنِ ٱصْنَعِ ٱلْفُلْكَ بِأَعْيُنِنَا وَوَحْيِنَا فَإِذَا جَآءَ أَمْرُنَا وَفَارَ ٱلتَّنُّورُ ۙ فَٱسْلُكْ فِيهَا مِن كُلٍّۢ زَوْجَيْنِ ٱثْنَيْنِ وَأَهْلَكَ إِلَّا مَن سَبَقَ عَلَيْهِ ٱلْقَوْلُ مِنْهُمْ ۖ وَلَا تُخَٰطِبْنِى فِى ٱلَّذِينَ ظَلَمُوٓا۟ ۖ إِنَّهُم مُّغْرَقُونَ

«Allora gli rivelammo: «Costruisci l’Arca sotto i Nostri occhi e secondo la Nostra rivelazione. Quando verrà il Nostro ordine e ribollirà la fornace,[8] introduci in essa, di ogni specie, una coppia di due, e la tua famiglia, eccetto colui contro il quale è già preceduta la parola. E non rivolgerti a Me riguardo a coloro che hanno commesso ingiustizia: in verità saranno annegati.»

Come abbiamo tradotto

Fāra al-tannūr dice letteralmente che “ribollì la fornace”. Le interpretazioni del segnale del diluvio sono diverse; manteniamo l’immagine testuale.

Corano 23:28

فَإِذَا ٱسْتَوَيْتَ أَنتَ وَمَن مَّعَكَ عَلَى ٱلْفُلْكِ فَقُلِ ٱلْحَمْدُ لِلَّهِ ٱلَّذِى نَجَّىٰنَا مِنَ ٱلْقَوْمِ ٱلظَّٰلِمِينَ

«E quando tu e coloro che sono con te vi sarete stabiliti sull’Arca, di’: “Lode a Dio, che ci ha salvati dal popolo degli ingiusti”.»

Corano 23:29

وَقُل رَّبِّ أَنزِلْنِى مُنزَلًۭا مُّبَارَكًۭا وَأَنتَ خَيْرُ ٱلْمُنزِلِينَ

«E di’: “Signore mio, fammi sbarcare in un luogo benedetto; Tu sei il migliore di coloro che fanno sbarcare”».»

Corano 23:30

إِنَّ فِى ذَٰلِكَ لَءَايَٰتٍۢ وَإِن كُنَّا لَمُبْتَلِينَ

«In verità in ciò vi sono certamente segni; e in verità Noi mettiamo certamente alla prova.»

Corano 23:31

ثُمَّ أَنشَأْنَا مِنۢ بَعْدِهِمْ قَرْنًا ءَاخَرِينَ

«Poi, dopo di loro, facemmo sorgere un’altra generazione.»

Corano 23:32

فَأَرْسَلْنَا فِيهِمْ رَسُولًۭا مِّنْهُمْ أَنِ ٱعْبُدُوا۟ ٱللَّهَ مَا لَكُم مِّنْ إِلَٰهٍ غَيْرُهُۥٓ ۖ أَفَلَا تَتَّقُونَ

«E inviammo fra loro un messaggero proveniente da loro stessi: «Adorate Dio. Non avete altra divinità all’infuori di Lui. Non avrete dunque timore?».»

Corano 23:33

وَقَالَ ٱلْمَلَأُ مِن قَوْمِهِ ٱلَّذِينَ كَفَرُوا۟ وَكَذَّبُوا۟ بِلِقَآءِ ٱلْءَاخِرَةِ وَأَتْرَفْنَٰهُمْ فِى ٱلْحَيَوٰةِ ٱلدُّنْيَا مَا هَٰذَآ إِلَّا بَشَرٌۭ مِّثْلُكُمْ يَأْكُلُ مِمَّا تَأْكُلُونَ مِنْهُ وَيَشْرَبُ مِمَّا تَشْرَبُونَ

«E i notabili del suo popolo che non credevano, negavano l’incontro dell’altra vita e ai quali avevamo dato agi nella vita terrena dissero: «Costui non è che un essere umano come voi: mangia di ciò di cui mangiate e beve di ciò di cui bevete.»

Corano 23:34

وَلَئِنْ أَطَعْتُم بَشَرًۭا مِّثْلَكُمْ إِنَّكُمْ إِذًۭا لَّخَٰسِرُونَ

«E se obbedirete a un essere umano come voi, allora sarete certamente perdenti.»

Corano 23:35

أَيَعِدُكُمْ أَنَّكُمْ إِذَا مِتُّمْ وَكُنتُمْ تُرَابًۭا وَعِظَٰمًا أَنَّكُم مُّخْرَجُونَ

«Vi promette forse che, quando sarete morti e sarete divenuti polvere e ossa, sarete fatti uscire?»

Corano 23:36

۞ هَيْهَاتَ هَيْهَاتَ لِمَا تُوعَدُونَ

«Lontano, lontano è ciò che vi viene promesso!»

Corano 23:37

إِنْ هِىَ إِلَّا حَيَاتُنَا ٱلدُّنْيَا نَمُوتُ وَنَحْيَا وَمَا نَحْنُ بِمَبْعُوثِينَ

«Non vi è altro che la nostra vita terrena: moriamo e viviamo e non saremo risuscitati.[9]»

Come abbiamo tradotto

L’ordine verbale è “moriamo e viviamo” (namūtu wa-naḥyā). Lo conserviamo, invece di invertirlo nella più naturale sequenza italiana “viviamo e moriamo”.

Corano 23:38

إِنْ هُوَ إِلَّا رَجُلٌ ٱفْتَرَىٰ عَلَى ٱللَّهِ كَذِبًۭا وَمَا نَحْنُ لَهُۥ بِمُؤْمِنِينَ

«Egli non è che un uomo che ha inventato una menzogna contro Dio, e noi non crederemo in lui».»

Corano 23:39

قَالَ رَبِّ ٱنصُرْنِى بِمَا كَذَّبُونِ

«Disse: «Signore mio, soccorrimi per il fatto che mi hanno smentito».»

Corano 23:40

قَالَ عَمَّا قَلِيلٍۢ لَّيُصْبِحُنَّ نَٰدِمِينَ

«Disse: «Fra poco diverranno certamente pentiti».»

Corano 23:41

فَأَخَذَتْهُمُ ٱلصَّيْحَةُ بِٱلْحَقِّ فَجَعَلْنَٰهُمْ غُثَآءًۭ ۚ فَبُعْدًۭا لِّلْقَوْمِ ٱلظَّٰلِمِينَ

«Allora il Grido li afferrò secondo verità e li rendemmo come detriti trascinati dalla corrente.[10] Lontano dunque il popolo degli ingiusti!»

Come abbiamo tradotto

Ghuthāʾ indica schiuma, detriti o vegetazione trascinata dalla corrente. Rendiamo “detriti trascinati dalla corrente”, mantenendo l’immagine di annientamento.

Corano 23:42

ثُمَّ أَنشَأْنَا مِنۢ بَعْدِهِمْ قُرُونًا ءَاخَرِينَ

«Poi, dopo di loro, facemmo sorgere altre generazioni.»

Corano 23:43

مَا تَسْبِقُ مِنْ أُمَّةٍ أَجَلَهَا وَمَا يَسْتَـْٔخِرُونَ

«Nessuna comunità anticipa il proprio termine, né lo ritardano.»

Corano 23:44

ثُمَّ أَرْسَلْنَا رُسُلَنَا تَتْرَا ۖ كُلَّ مَا جَآءَ أُمَّةًۭ رَّسُولُهَا كَذَّبُوهُ ۚ فَأَتْبَعْنَا بَعْضَهُم بَعْضًۭا وَجَعَلْنَٰهُمْ أَحَادِيثَ ۚ فَبُعْدًۭا لِّقَوْمٍۢ لَّا يُؤْمِنُونَ

«Poi inviammo i Nostri messaggeri uno dopo l’altro. Ogni volta che a una comunità giungeva il suo messaggero, lo smentivano; allora facemmo seguire gli uni agli altri e ne facemmo racconti. Lontano dunque un popolo che non crede!»

Corano 23:45

ثُمَّ أَرْسَلْنَا مُوسَىٰ وَأَخَاهُ هَٰرُونَ بِـَٔايَٰتِنَا وَسُلْطَٰنٍۢ مُّبِينٍ

«Poi inviammo Mosè e suo fratello Aronne con i Nostri segni e un’autorità evidente,»

Corano 23:46

إِلَىٰ فِرْعَوْنَ وَمَلَإِي۟هِۦ فَٱسْتَكْبَرُوا۟ وَكَانُوا۟ قَوْمًا عَالِينَ

«a Faraone e ai suoi notabili; ma si mostrarono arroganti ed erano gente altezzosa.»

Corano 23:47

فَقَالُوٓا۟ أَنُؤْمِنُ لِبَشَرَيْنِ مِثْلِنَا وَقَوْمُهُمَا لَنَا عَٰبِدُونَ

«Dissero: «Dovremmo credere a due esseri umani come noi, mentre il loro popolo è sottomesso al nostro servizio?».[11]»

Come abbiamo tradotto

Wa-qawmuhumā lanā ʿābidūn presenta il popolo di Mosè e Aronne come sottoposto al servizio dei parlanti. Rendiamo “sottomesso al nostro servizio”, senza cancellare il rapporto di servitù.

Corano 23:48

فَكَذَّبُوهُمَا فَكَانُوا۟ مِنَ ٱلْمُهْلَكِينَ

«Li smentirono, e furono così fra coloro che vennero distrutti.»

Corano 23:49

وَلَقَدْ ءَاتَيْنَا مُوسَى ٱلْكِتَٰبَ لَعَلَّهُمْ يَهْتَدُونَ

«E certamente demmo a Mosè il Libro, affinché fossero guidati.»

Corano 23:50

وَجَعَلْنَا ٱبْنَ مَرْيَمَ وَأُمَّهُۥٓ ءَايَةًۭ وَءَاوَيْنَٰهُمَآ إِلَىٰ رَبْوَةٍۢ ذَاتِ قَرَارٍۢ وَمَعِينٍۢ

«E facemmo del figlio di Maria e di sua madre un segno, e demmo rifugio a entrambi su un’altura stabile e dotata di acqua corrente.[12]»

Come abbiamo tradotto

Rabwatin dhāti qarārin wa-maʿīn descrive un’altura con stabilità e acqua corrente. Il versetto non nomina il luogo geografico; non lo identifichiamo nel testo.

Corano 23:51

يَٰٓأَيُّهَا ٱلرُّسُلُ كُلُوا۟ مِنَ ٱلطَّيِّبَٰتِ وَٱعْمَلُوا۟ صَٰلِحًا ۖ إِنِّى بِمَا تَعْمَلُونَ عَلِيمٌۭ

«O messaggeri, mangiate delle cose buone e operate rettamente. In verità Io conosco ciò che fate.»

Corano 23:52

وَإِنَّ هَٰذِهِۦٓ أُمَّتُكُمْ أُمَّةًۭ وَٰحِدَةًۭ وَأَنَا۠ رَبُّكُمْ فَٱتَّقُونِ

«E in verità questa vostra comunità è una comunità unica, e Io sono il vostro Signore: temeteMi dunque.»

Corano 23:53

فَتَقَطَّعُوٓا۟ أَمْرَهُم بَيْنَهُمْ زُبُرًۭا ۖ كُلُّ حِزْبٍۭ بِمَا لَدَيْهِمْ فَرِحُونَ

«Ma divisero fra loro la loro faccenda in frammenti; ogni fazione si rallegra di ciò che possiede.[13]»

Come abbiamo tradotto

Zuburan può indicare pezzi, frammenti o gruppi. Nel contesto della divisione religiosa rendiamo “in frammenti”, cui segue “ogni fazione”.

Corano 23:54

فَذَرْهُمْ فِى غَمْرَتِهِمْ حَتَّىٰ حِينٍ

«Lasciali dunque nella loro immersione fino a un certo tempo.»

Corano 23:55

أَيَحْسَبُونَ أَنَّمَا نُمِدُّهُم بِهِۦ مِن مَّالٍۢ وَبَنِينَ

«Pensano forse che, mediante ciò con cui li sosteniamo di beni e figli,»

Corano 23:56

نُسَارِعُ لَهُمْ فِى ٱلْخَيْرَٰتِ ۚ بَل لَّا يَشْعُرُونَ

«Ci affrettiamo a concedere loro cose buone? No, essi non se ne rendono conto.»

Corano 23:57

إِنَّ ٱلَّذِينَ هُم مِّنْ خَشْيَةِ رَبِّهِم مُّشْفِقُونَ

«In verità coloro che, per timore reverenziale del loro Signore, sono in apprensione,»

Corano 23:58

وَٱلَّذِينَ هُم بِـَٔايَٰتِ رَبِّهِمْ يُؤْمِنُونَ

«coloro che credono nei segni del loro Signore,»

Corano 23:59

وَٱلَّذِينَ هُم بِرَبِّهِمْ لَا يُشْرِكُونَ

«coloro che non associano nulla al loro Signore,»

Corano 23:60

وَٱلَّذِينَ يُؤْتُونَ مَآ ءَاتَوا۟ وَّقُلُوبُهُمْ وَجِلَةٌ أَنَّهُمْ إِلَىٰ رَبِّهِمْ رَٰجِعُونَ

«e coloro che danno ciò che danno mentre i loro cuori sono timorosi perché torneranno al loro Signore,[14]»

Come abbiamo tradotto

Yuʾtūna mā ātaw wa-qulūbuhum wajila dice che danno ciò che danno mentre i loro cuori sono timorosi per il ritorno al Signore. Manteniamo la tensione del testo senza sostituirla con una generica devozione.

Corano 23:61

أُو۟لَٰٓئِكَ يُسَٰرِعُونَ فِى ٱلْخَيْرَٰتِ وَهُمْ لَهَا سَٰبِقُونَ

«costoro si affrettano nelle opere buone e in esse precedono gli altri.»

Corano 23:62

وَلَا نُكَلِّفُ نَفْسًا إِلَّا وُسْعَهَا ۖ وَلَدَيْنَا كِتَٰبٌۭ يَنطِقُ بِٱلْحَقِّ ۚ وَهُمْ لَا يُظْلَمُونَ

«Non imponiamo a nessuna anima se non secondo la sua capacità; e presso di Noi vi è un Libro che parla secondo verità, ed essi non subiranno ingiustizia.»

Corano 23:63

بَلْ قُلُوبُهُمْ فِى غَمْرَةٍۢ مِّنْ هَٰذَا وَلَهُمْ أَعْمَٰلٌۭ مِّن دُونِ ذَٰلِكَ هُمْ لَهَا عَٰمِلُونَ

«Ma i loro cuori sono immersi nella confusione riguardo a questo, e hanno altre opere oltre a ciò che continueranno a compiere.[15]»

Come abbiamo tradotto

Ghamra è un’immersione/confusione profonda. La seconda frase afferma che hanno opere ulteriori che continueranno a compiere; non specifichiamo “cattive” nel testo, benché il contesto sia negativo.

Corano 23:64

حَتَّىٰٓ إِذَآ أَخَذْنَا مُتْرَفِيهِم بِٱلْعَذَابِ إِذَا هُمْ يَجْـَٔرُونَ

«Finché, quando afferriamo con il castigo i loro agiati, ecco che gridano implorando aiuto.»

Corano 23:65

لَا تَجْـَٔرُوا۟ ٱلْيَوْمَ ۖ إِنَّكُم مِّنَّا لَا تُنصَرُونَ

««Non gridate oggi: in verità da Noi non sarete soccorsi.»

Corano 23:66

قَدْ كَانَتْ ءَايَٰتِى تُتْلَىٰ عَلَيْكُمْ فَكُنتُمْ عَلَىٰٓ أَعْقَٰبِكُمْ تَنكِصُونَ

«I Miei segni vi venivano recitati, ma voi tornavate indietro sui vostri talloni,»

Corano 23:67

مُسْتَكْبِرِينَ بِهِۦ سَٰمِرًۭا تَهْجُرُونَ

«mostrandovi arroganti riguardo a esso, vegliando la notte e pronunciando parole offensive».[16]»

Come abbiamo tradotto

La grammatica lega “arroganti” al pronome bihi, poi aggiunge sāmiran, “conversando di notte”, e tahjurūn, “parlando male/offensivamente”. Manteniamo questi elementi senza ricostruire un contesto notturno più specifico.

Corano 23:68

أَفَلَمْ يَدَّبَّرُوا۟ ٱلْقَوْلَ أَمْ جَآءَهُم مَّا لَمْ يَأْتِ ءَابَآءَهُمُ ٱلْأَوَّلِينَ

«Non hanno dunque riflettuto sulla Parola? Oppure è giunto loro qualcosa che non era giunto ai loro primi padri?»

Corano 23:69

أَمْ لَمْ يَعْرِفُوا۟ رَسُولَهُمْ فَهُمْ لَهُۥ مُنكِرُونَ

«Oppure non hanno riconosciuto il loro Messaggero, e per questo lo rinnegano?»

Corano 23:70

أَمْ يَقُولُونَ بِهِۦ جِنَّةٌۢ ۚ بَلْ جَآءَهُم بِٱلْحَقِّ وَأَكْثَرُهُمْ لِلْحَقِّ كَٰرِهُونَ

«Oppure dicono: «In lui vi è follia»? No: egli ha portato loro la verità, ma la maggior parte di loro detesta la verità.»

Corano 23:71

وَلَوِ ٱتَّبَعَ ٱلْحَقُّ أَهْوَآءَهُمْ لَفَسَدَتِ ٱلسَّمَٰوَٰتُ وَٱلْأَرْضُ وَمَن فِيهِنَّ ۚ بَلْ أَتَيْنَٰهُم بِذِكْرِهِمْ فَهُمْ عَن ذِكْرِهِم مُّعْرِضُونَ

«E se la Verità seguisse i loro desideri, i cieli, la terra e chi vi si trova sarebbero certamente corrotti. No, abbiamo portato loro il loro Monito, ma essi si allontanano dal loro Monito.[17]»

Come abbiamo tradotto

Al-ḥaqq può essere “la Verità” e il versetto personifica la Verità che, se seguisse i desideri degli uomini, porterebbe alla corruzione dei cieli e della terra.

Corano 23:72

أَمْ تَسْـَٔلُهُمْ خَرْجًۭا فَخَرَاجُ رَبِّكَ خَيْرٌۭ ۖ وَهُوَ خَيْرُ ٱلرَّٰزِقِينَ

«Oppure chiedi loro un compenso? Il compenso del tuo Signore è migliore, ed Egli è il migliore dei sostentatori.[18]»

Come abbiamo tradotto

Il versetto gioca su kharjan/kharāju rabbika, compenso o tributo. In italiano rendiamo entrambe le forme con “compenso”, segnalando che l’arabo usa forme diverse della stessa area semantica.

Corano 23:73

وَإِنَّكَ لَتَدْعُوهُمْ إِلَىٰ صِرَٰطٍۢ مُّسْتَقِيمٍۢ

«E in verità tu li inviti certamente a una via diritta.»

Corano 23:74

وَإِنَّ ٱلَّذِينَ لَا يُؤْمِنُونَ بِٱلْءَاخِرَةِ عَنِ ٱلصِّرَٰطِ لَنَٰكِبُونَ

«E in verità coloro che non credono nell’altra vita deviano certamente dalla via.»

Corano 23:75

۞ وَلَوْ رَحِمْنَٰهُمْ وَكَشَفْنَا مَا بِهِم مِّن ضُرٍّۢ لَّلَجُّوا۟ فِى طُغْيَٰنِهِمْ يَعْمَهُونَ

«E se avessimo misericordia di loro e rimuovessimo il male che li affligge, persisterebbero certamente, vagando alla cieca nella loro trasgressione.»

Corano 23:76

وَلَقَدْ أَخَذْنَٰهُم بِٱلْعَذَابِ فَمَا ٱسْتَكَانُوا۟ لِرَبِّهِمْ وَمَا يَتَضَرَّعُونَ

«E certamente li afferrammo con il castigo, ma non si sottomisero al loro Signore e non si umiliarono supplicando,»

Corano 23:77

حَتَّىٰٓ إِذَا فَتَحْنَا عَلَيْهِم بَابًۭا ذَا عَذَابٍۢ شَدِيدٍ إِذَا هُمْ فِيهِ مُبْلِسُونَ

«finché, quando apriremo su di loro una porta di severo castigo, ecco che in esso saranno disperati.»

Corano 23:78

وَهُوَ ٱلَّذِىٓ أَنشَأَ لَكُمُ ٱلسَّمْعَ وَٱلْأَبْصَٰرَ وَٱلْأَفْـِٔدَةَ ۚ قَلِيلًۭا مَّا تَشْكُرُونَ

«Ed Egli è Colui che ha fatto sorgere per voi l’udito, le viste e i cuori. Quanto poco siete riconoscenti!»

Corano 23:79

وَهُوَ ٱلَّذِى ذَرَأَكُمْ فِى ٱلْأَرْضِ وَإِلَيْهِ تُحْشَرُونَ

«Ed Egli è Colui che vi ha disseminati sulla terra, e presso di Lui sarete radunati.»

Corano 23:80

وَهُوَ ٱلَّذِى يُحْىِۦ وَيُمِيتُ وَلَهُ ٱخْتِلَٰفُ ٱلَّيْلِ وَٱلنَّهَارِ ۚ أَفَلَا تَعْقِلُونَ

«Ed Egli è Colui che dà la vita e dà la morte, e a Lui appartiene l’alternarsi della notte e del giorno. Non ragionerete dunque?»

Corano 23:81

بَلْ قَالُوا۟ مِثْلَ مَا قَالَ ٱلْأَوَّلُونَ

«No: essi dicono come dissero gli antichi.»

Corano 23:82

قَالُوٓا۟ أَءِذَا مِتْنَا وَكُنَّا تُرَابًۭا وَعِظَٰمًا أَءِنَّا لَمَبْعُوثُونَ

«Dissero: «Quando saremo morti e saremo divenuti polvere e ossa, saremo davvero risuscitati?»

Corano 23:83

لَقَدْ وُعِدْنَا نَحْنُ وَءَابَآؤُنَا هَٰذَا مِن قَبْلُ إِنْ هَٰذَآ إِلَّآ أَسَٰطِيرُ ٱلْأَوَّلِينَ

«Questo è stato promesso a noi e ai nostri padri già in precedenza. Non sono che leggende degli antichi».»

Corano 23:84

قُل لِّمَنِ ٱلْأَرْضُ وَمَن فِيهَآ إِن كُنتُمْ تَعْلَمُونَ

«Di’: «A chi appartengono la terra e coloro che vi si trovano, se sapete?».»

Corano 23:85

سَيَقُولُونَ لِلَّهِ ۚ قُلْ أَفَلَا تَذَكَّرُونَ

«Diranno: «A Dio». Di’: «Non ricorderete dunque?».»

Corano 23:86

قُلْ مَن رَّبُّ ٱلسَّمَٰوَٰتِ ٱلسَّبْعِ وَرَبُّ ٱلْعَرْشِ ٱلْعَظِيمِ

«Di’: «Chi è il Signore dei sette cieli e il Signore del Trono immenso?».»

Corano 23:87

سَيَقُولُونَ لِلَّهِ ۚ قُلْ أَفَلَا تَتَّقُونَ

«Diranno: «Dio». Di’: «Non avrete dunque timore?».»

Corano 23:88

قُلْ مَنۢ بِيَدِهِۦ مَلَكُوتُ كُلِّ شَىْءٍۢ وَهُوَ يُجِيرُ وَلَا يُجَارُ عَلَيْهِ إِن كُنتُمْ تَعْلَمُونَ

«Di’: «Nella mano di chi è il dominio sovrano di ogni cosa, mentre Egli protegge e nessuno può essere protetto contro di Lui, se sapete?».[19]»

Come abbiamo tradotto

Malakūt indica dominio, sovranità o regno assoluto. Rendiamo “dominio sovrano”. La frase seguente dice che Dio protegge mentre nessuno può essere protetto contro di Lui.

Corano 23:89

سَيَقُولُونَ لِلَّهِ ۚ قُلْ فَأَنَّىٰ تُسْحَرُونَ

«Diranno: «Dio». Di’: «Come dunque siete ingannati?».[20]»

Come abbiamo tradotto

Tuṣḥarūn deriva dalla radice della magia, ma nel contesto funziona idiomaticamente nel senso di essere ingannati o sviati. Al-Ṭabarī, 23:89 spiega la domanda come il lasciarsi distogliere dal riconoscimento del vero dopo aver ammesso il dominio di Dio; al-Baghawī, 23:89 la parafrasa con “venite ingannati e sviati”. Rendiamo quindi “Come dunque siete ingannati?”, conservando qui il valore letterale legato alla magia.

Corano 23:90

بَلْ أَتَيْنَٰهُم بِٱلْحَقِّ وَإِنَّهُمْ لَكَٰذِبُونَ

«No: abbiamo portato loro la verità, e in verità essi sono certamente bugiardi.»

Corano 23:91

مَا ٱتَّخَذَ ٱللَّهُ مِن وَلَدٍۢ وَمَا كَانَ مَعَهُۥ مِنْ إِلَٰهٍ ۚ إِذًۭا لَّذَهَبَ كُلُّ إِلَٰهٍۭ بِمَا خَلَقَ وَلَعَلَا بَعْضُهُمْ عَلَىٰ بَعْضٍۢ ۚ سُبْحَٰنَ ٱللَّهِ عَمَّا يَصِفُونَ

«Dio non Si è preso alcun figlio, né vi è con Lui alcuna divinità; altrimenti ogni divinità se ne sarebbe andata con ciò che aveva creato e alcune si sarebbero elevate sulle altre.[21] Gloria a Dio al di sopra di ciò che descrivono!»

Come abbiamo tradotto

L’argomento è esplicito: se vi fossero più dèi, ciascuno porterebbe con sé ciò che ha creato e alcuni prevarrebbero sugli altri. Non aggiungiamo al versetto sviluppi filosofici posteriori.

Corano 23:92

عَٰلِمِ ٱلْغَيْبِ وَٱلشَّهَٰدَةِ فَتَعَٰلَىٰ عَمَّا يُشْرِكُونَ

«Conoscitore dell’invisibile e del visibile: Egli è dunque elevato al di sopra di ciò che Gli associano.»

Corano 23:93

قُل رَّبِّ إِمَّا تُرِيَنِّى مَا يُوعَدُونَ

«Di’: «Signore mio, se mai mi mostrerai ciò che viene loro promesso,»

Corano 23:94

رَبِّ فَلَا تَجْعَلْنِى فِى ٱلْقَوْمِ ٱلظَّٰلِمِينَ

«Signore mio, non pormi allora fra il popolo degli ingiusti».»

Corano 23:95

وَإِنَّا عَلَىٰٓ أَن نُّرِيَكَ مَا نَعِدُهُمْ لَقَٰدِرُونَ

«E in verità siamo certamente capaci di mostrarti ciò che promettiamo loro.»

Corano 23:96

ٱدْفَعْ بِٱلَّتِى هِىَ أَحْسَنُ ٱلسَّيِّئَةَ ۚ نَحْنُ أَعْلَمُ بِمَا يَصِفُونَ

«Respingi il male con ciò che è migliore. Noi conosciamo meglio ciò che descrivono.»

Corano 23:97

وَقُل رَّبِّ أَعُوذُ بِكَ مِنْ هَمَزَٰتِ ٱلشَّيَٰطِينِ

«E di’: «Signore mio, cerco rifugio in Te contro le istigazioni dei diavoli,»

Corano 23:98

وَأَعُوذُ بِكَ رَبِّ أَن يَحْضُرُونِ

«e cerco rifugio in Te, Signore mio, dal fatto che siano presenti presso di me».»

Corano 23:99

حَتَّىٰٓ إِذَا جَآءَ أَحَدَهُمُ ٱلْمَوْتُ قَالَ رَبِّ ٱرْجِعُونِ

«Finché, quando la morte giunge a uno di loro, dice: «Signore mio, rimandatemi indietro,[22]»

Come abbiamo tradotto

Irjiʿūni è formalmente un imperativo plurale, “rimandatemi indietro”, pur dopo l’invocazione singolare “Signore mio”. Conserviamo il plurale grammaticale e lo segnaliamo, senza imporre una spiegazione.

Corano 23:100

لَعَلِّىٓ أَعْمَلُ صَٰلِحًۭا فِيمَا تَرَكْتُ ۚ كَلَّآ ۚ إِنَّهَا كَلِمَةٌ هُوَ قَآئِلُهَا ۖ وَمِن وَرَآئِهِم بَرْزَخٌ إِلَىٰ يَوْمِ يُبْعَثُونَ

«affinché io possa compiere opere giuste in ciò che ho lasciato». No! È soltanto una parola che egli pronuncia. E dietro di loro vi è una barriera fino al Giorno in cui saranno risuscitati.[23]»

Come abbiamo tradotto

Barzakh significa barriera/separazione. Il testo la colloca dietro i morti fino al giorno della resurrezione; le elaborazioni escatologiche sul barzakh appartengono alla tradizione successiva.

Corano 23:101

فَإِذَا نُفِخَ فِى ٱلصُّورِ فَلَآ أَنسَابَ بَيْنَهُمْ يَوْمَئِذٍۢ وَلَا يَتَسَآءَلُونَ

«Poi, quando sarà soffiato nel Corno, quel Giorno non vi saranno genealogie fra loro e non si interrogheranno a vicenda.»

Corano 23:102

فَمَن ثَقُلَتْ مَوَٰزِينُهُۥ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْمُفْلِحُونَ

«Coloro le cui bilance saranno pesanti, costoro sono quelli che avranno successo.»

Corano 23:103

وَمَنْ خَفَّتْ مَوَٰزِينُهُۥ فَأُو۟لَٰٓئِكَ ٱلَّذِينَ خَسِرُوٓا۟ أَنفُسَهُمْ فِى جَهَنَّمَ خَٰلِدُونَ

«Coloro invece le cui bilance saranno leggere, costoro sono quelli che avranno perduto se stessi; rimarranno per sempre nell’Inferno.»

Corano 23:104

تَلْفَحُ وُجُوهَهُمُ ٱلنَّارُ وَهُمْ فِيهَا كَٰلِحُونَ

«Il Fuoco brucerà i loro volti e in esso avranno le labbra ritratte.[24]»

Come abbiamo tradotto

Kāliḥūn descrive volti con labbra ritratte/scoperte per l’ustione o la sofferenza. Rendiamo “avranno le labbra ritratte”, evitando il fuorviante “sorrideranno”.

Corano 23:105

أَلَمْ تَكُنْ ءَايَٰتِى تُتْلَىٰ عَلَيْكُمْ فَكُنتُم بِهَا تُكَذِّبُونَ

««Non vi venivano recitati i Miei segni, e voi li smentivate?».»

Corano 23:106

قَالُوا۟ رَبَّنَا غَلَبَتْ عَلَيْنَا شِقْوَتُنَا وَكُنَّا قَوْمًۭا ضَآلِّينَ

«Diranno: «Signore nostro, la nostra infelicità ebbe il sopravvento su di noi ed eravamo un popolo sviato.»

Corano 23:107

رَبَّنَآ أَخْرِجْنَا مِنْهَا فَإِنْ عُدْنَا فَإِنَّا ظَٰلِمُونَ

«Signore nostro, facci uscire da esso; se torneremo, allora saremo davvero ingiusti».»

Corano 23:108

قَالَ ٱخْسَـُٔوا۟ فِيهَا وَلَا تُكَلِّمُونِ

«Dirà: «Restatevi disprezzati e non parlateMi».[25]»

Come abbiamo tradotto

Ikhsaʾū è un imperativo sprezzante usato per scacciare o umiliare: “restatevi disprezzati / via”. La traduzione mantiene questa durezza.

Corano 23:109

إِنَّهُۥ كَانَ فَرِيقٌۭ مِّنْ عِبَادِى يَقُولُونَ رَبَّنَآ ءَامَنَّا فَٱغْفِرْ لَنَا وَٱرْحَمْنَا وَأَنتَ خَيْرُ ٱلرَّٰحِمِينَ

«In verità vi era un gruppo dei Miei servi che diceva: “Signore nostro, abbiamo creduto; perdonaci dunque e abbi misericordia di noi. Tu sei il migliore dei misericordiosi”.»

Corano 23:110

فَٱتَّخَذْتُمُوهُمْ سِخْرِيًّا حَتَّىٰٓ أَنسَوْكُمْ ذِكْرِى وَكُنتُم مِّنْهُمْ تَضْحَكُونَ

«Ma voi li prendeste in derisione, finché vi fecero dimenticare il Mio ricordo, e ridevate di loro.»

Corano 23:111

إِنِّى جَزَيْتُهُمُ ٱلْيَوْمَ بِمَا صَبَرُوٓا۟ أَنَّهُمْ هُمُ ٱلْفَآئِزُونَ

«In verità oggi li ho ricompensati per la loro pazienza: sono loro i vincitori».»

Corano 23:112

قَٰلَ كَمْ لَبِثْتُمْ فِى ٱلْأَرْضِ عَدَدَ سِنِينَ

«Dirà: «Quanti anni siete rimasti sulla terra?».[26]»

Come abbiamo tradotto

Nella lettura Ḥafṣ qui adottata il verbo è qāla, “Egli dirà”. Altre letture hanno qul, “Di’”. La traduzione segue Ḥafṣ.

Corano 23:113

قَالُوا۟ لَبِثْنَا يَوْمًا أَوْ بَعْضَ يَوْمٍۢ فَسْـَٔلِ ٱلْعَآدِّينَ

«Diranno: «Siamo rimasti un giorno o parte di un giorno; chiedilo a coloro che contano».»

Corano 23:114

قَٰلَ إِن لَّبِثْتُمْ إِلَّا قَلِيلًۭا ۖ لَّوْ أَنَّكُمْ كُنتُمْ تَعْلَمُونَ

«Dirà: «Non siete rimasti che poco, se solo aveste saputo.»

Corano 23:115

أَفَحَسِبْتُمْ أَنَّمَا خَلَقْنَٰكُمْ عَبَثًۭا وَأَنَّكُمْ إِلَيْنَا لَا تُرْجَعُونَ

«Pensavate forse che vi avessimo creati invano e che a Noi non sareste stati ricondotti?».[27]»

Come abbiamo tradotto

ʿAbathan significa invano, senza scopo o inutilmente. Rendiamo “vi avessimo creati invano”, senza alleggerire il termine in “per gioco”.

Corano 23:116

فَتَعَٰلَى ٱللَّهُ ٱلْمَلِكُ ٱلْحَقُّ ۖ لَآ إِلَٰهَ إِلَّا هُوَ رَبُّ ٱلْعَرْشِ ٱلْكَرِيمِ

«Sia dunque esaltato Dio, il Re, la Verità. Non vi è divinità se non Lui, Signore del Trono nobile.»

Corano 23:117

وَمَن يَدْعُ مَعَ ٱللَّهِ إِلَٰهًا ءَاخَرَ لَا بُرْهَٰنَ لَهُۥ بِهِۦ فَإِنَّمَا حِسَابُهُۥ عِندَ رَبِّهِۦٓ ۚ إِنَّهُۥ لَا يُفْلِحُ ٱلْكَٰفِرُونَ

«E chi invoca insieme a Dio un’altra divinità, senza avere alcuna prova di essa, avrà il proprio conto presso il suo Signore. In verità coloro che non credono non avranno successo.»

Corano 23:118

وَقُل رَّبِّ ٱغْفِرْ وَٱرْحَمْ وَأَنتَ خَيْرُ ٱلرَّٰحِمِينَ

«E di’: «Signore mio, perdona e abbi misericordia. Tu sei il migliore dei misericordiosi».»

Note alla traduzione

  1. Corano 23:4. Li-l-zakāti fāʿilūn è letteralmente “coloro che agiscono per la zakāt”. Manteniamo “operano per la zakāt” invece di imporre qui una sola formulazione giuridica successiva. ↩
  2. Corano 23:6. Mā malakat aymānuhum significa letteralmente “ciò che le loro destre possiedono”. Nel contesto sessuale il referente è costituito dalle schiave possedute; rendiamo quindi esplicitamente “le schiave che possiedono”, senza nascondere il rapporto di proprietà espresso dalla formula. ↩
  3. Corano 23:11. Al-Firdaws è il termine coranico qui usato per il giardino/paradiso. Lo conserviamo traslitterato perché ha assunto un valore proprio nella terminologia islamica. ↩
  4. Corano 23:14. La sequenza usa nuṭfa, ʿalaqa, muḍgha, ossa e carne, quindi “un’altra creazione”. Rendiamo i termini in forma descrittiva senza retroproiettare categorie embriologiche moderne. ↩
  5. Corano 23:17. Sabʿa ṭarāʾiqa è letteralmente “sette vie/strati”. Molte traduzioni interpretano “sette cieli”; manteniamo “sette vie” e lasciamo l’identificazione al commento. ↩
  6. Corano 23:20. Il versetto parla di un albero che nasce dal Monte Sinai e produce olio e ṣibgh, cioè condimento/intingolo per chi mangia. L’identificazione con l’ulivo è naturale nel contesto ma non viene aggiunta al testo. ↩
  7. Corano 23:25. Bihi jinna indica che gli oppositori accusano Noè di essere affetto da follia/possessione. Rendiamo “affetto da follia” senza trasformare l’accusa in un fatto. ↩
  8. Corano 23:27. Fāra al-tannūr dice letteralmente che “ribollì la fornace”. Le interpretazioni del segnale del diluvio sono diverse; manteniamo l’immagine testuale. ↩
  9. Corano 23:37. L’ordine verbale è “moriamo e viviamo” (namūtu wa-naḥyā). Lo conserviamo, invece di invertirlo nella più naturale sequenza italiana “viviamo e moriamo”. ↩
  10. Corano 23:41. Ghuthāʾ indica schiuma, detriti o vegetazione trascinata dalla corrente. Rendiamo “detriti trascinati dalla corrente”, mantenendo l’immagine di annientamento. ↩
  11. Corano 23:47. Wa-qawmuhumā lanā ʿābidūn presenta il popolo di Mosè e Aronne come sottoposto al servizio dei parlanti. Rendiamo “sottomesso al nostro servizio”, senza cancellare il rapporto di servitù. ↩
  12. Corano 23:50. Rabwatin dhāti qarārin wa-maʿīn descrive un’altura con stabilità e acqua corrente. Il versetto non nomina il luogo geografico; non lo identifichiamo nel testo. ↩
  13. Corano 23:53. Zuburan può indicare pezzi, frammenti o gruppi. Nel contesto della divisione religiosa rendiamo “in frammenti”, cui segue “ogni fazione”. ↩
  14. Corano 23:60. Yuʾtūna mā ātaw wa-qulūbuhum wajila dice che danno ciò che danno mentre i loro cuori sono timorosi per il ritorno al Signore. Manteniamo la tensione del testo senza sostituirla con una generica devozione. ↩
  15. Corano 23:63. Ghamra è un’immersione/confusione profonda. La seconda frase afferma che hanno opere ulteriori che continueranno a compiere; non specifichiamo “cattive” nel testo, benché il contesto sia negativo. ↩
  16. Corano 23:67. La grammatica lega “arroganti” al pronome bihi, poi aggiunge sāmiran, “conversando di notte”, e tahjurūn, “parlando male/offensivamente”. Manteniamo questi elementi senza ricostruire un contesto notturno più specifico. ↩
  17. Corano 23:71. Al-ḥaqq può essere “la Verità” e il versetto personifica la Verità che, se seguisse i desideri degli uomini, porterebbe alla corruzione dei cieli e della terra. ↩
  18. Corano 23:72. Il versetto gioca su kharjan/kharāju rabbika, compenso o tributo. In italiano rendiamo entrambe le forme con “compenso”, segnalando che l’arabo usa forme diverse della stessa area semantica. ↩
  19. Corano 23:88. Malakūt indica dominio, sovranità o regno assoluto. Rendiamo “dominio sovrano”. La frase seguente dice che Dio protegge mentre nessuno può essere protetto contro di Lui. ↩
  20. Corano 23:89. Tuṣḥarūn deriva dalla radice della magia, ma nel contesto funziona idiomaticamente nel senso di essere ingannati o sviati. Al-Ṭabarī, 23:89 spiega la domanda come il lasciarsi distogliere dal riconoscimento del vero dopo aver ammesso il dominio di Dio; al-Baghawī, 23:89 la parafrasa con “venite ingannati e sviati”. Rendiamo quindi “Come dunque siete ingannati?”, conservando qui il valore letterale legato alla magia. ↩
  21. Corano 23:91. L’argomento è esplicito: se vi fossero più dèi, ciascuno porterebbe con sé ciò che ha creato e alcuni prevarrebbero sugli altri. Non aggiungiamo al versetto sviluppi filosofici posteriori. ↩
  22. Corano 23:99. Irjiʿūni è formalmente un imperativo plurale, “rimandatemi indietro”, pur dopo l’invocazione singolare “Signore mio”. Conserviamo il plurale grammaticale e lo segnaliamo, senza imporre una spiegazione. ↩
  23. Corano 23:100. Barzakh significa barriera/separazione. Il testo la colloca dietro i morti fino al giorno della resurrezione; le elaborazioni escatologiche sul barzakh appartengono alla tradizione successiva. ↩
  24. Corano 23:104. Kāliḥūn descrive volti con labbra ritratte/scoperte per l’ustione o la sofferenza. Rendiamo “avranno le labbra ritratte”, evitando il fuorviante “sorrideranno”. ↩
  25. Corano 23:108. Ikhsaʾū è un imperativo sprezzante usato per scacciare o umiliare: “restatevi disprezzati / via”. La traduzione mantiene questa durezza. ↩
  26. Corano 23:112. Nella lettura Ḥafṣ qui adottata il verbo è qāla, “Egli dirà”. Altre letture hanno qul, “Di’”. La traduzione segue Ḥafṣ. ↩
  27. Corano 23:115. ʿAbathan significa invano, senza scopo o inutilmente. Rendiamo “vi avessimo creati invano”, senza alleggerire il termine in “per gioco”. ↩

Analisi e commento critico

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