La Sura 76 al-Insān, “L’uomo”, è una sura tradizionalmente medinese di 31 versetti. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 76:1
«Non è forse trascorso sull’uomo un periodo del tempo in cui non era una cosa menzionata?[1]»
Come abbiamo tradotto
Hal atā ʿalā l-insāni ḥīnun mina l-dahr… presenta una domanda retorica. Shayʾan madhkūran è letteralmente «una cosa menzionata»: non aggiungiamo «degna di menzione», che introduce una sfumatura valutativa non espressa.
Corano 76:2
«In verità abbiamo creato l’uomo da una goccia mescolata, per metterlo alla prova, e lo abbiamo reso udente e vedente.[2]»
Come abbiamo tradotto
Nuṭfatin amshājin è «una goccia mescolata / composta da miscugli». Il Quranic Arabic Corpus, 76:2 analizza amshājin come aggettivo plurale riferito a nuṭfah, singolare collettivo. Rendiamo «una goccia mescolata». Nabtalīhi significa «per metterlo alla prova».
Corano 76:3
«In verità gli abbiamo mostrato la via, sia egli riconoscente oppure ingrato.»
Corano 76:4
«In verità abbiamo preparato per i miscredenti catene, ceppi e una Fiamma ardente.»
Corano 76:5
«In verità i giusti berranno da una coppa il cui miscuglio sarà canfora,[3]»
Come abbiamo tradotto
Kāfūran è il termine da cui deriva la resa «canfora»; alcune traduzioni mantengono semplicemente Kafur. Il versetto parla del miscuglio della coppa, ma non contiene la parola «vino», che non inseriamo.
Corano 76:6
«una fonte dalla quale berranno i servi di Dio, facendola sgorgare copiosamente.»
Corano 76:7
«Adempiono il voto e temono un Giorno il cui male sarà diffuso ovunque.»
Corano 76:8
«E nutrono, nonostante l’amore per esso, il povero, l’orfano e il prigioniero:[4]»
Come abbiamo tradotto
ʿAlā ḥubbihi è analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 76:8 come «nonostante l’amore per esso», con il pronome riferito al cibo. Manteniamo quindi «nonostante l’amore per esso». Il versetto nomina direttamente il povero, l’orfano e il prigioniero.
Corano 76:9
«Vi nutriamo soltanto per il volto di Dio; non vogliamo da voi né ricompensa né ringraziamento.[5]»
Come abbiamo tradotto
Li-wajhi Allāh dice letteralmente «per il volto di Dio». Manteniamo la metafora nel testo invece di sostituirla con parafrasi come «per amore di Dio» o «per compiacere Dio».
Corano 76:10
«In verità temiamo, da parte del nostro Signore, un Giorno accigliato, durissimo.»
Corano 76:11
«Così Dio li proteggerà dal male di quel Giorno e farà loro incontrare splendore e gioia,»
Corano 76:12
«e li ricompenserà, per ciò che hanno pazientemente sopportato, con un Giardino e seta.»
Corano 76:13
«Adagiati là sui divani, non vedranno né sole né gelo pungente.»
Corano 76:14
«E vicine su di loro saranno le sue ombre, e i suoi frutti saranno abbassati a portata di mano.»
Corano 76:15
«E circoleranno tra loro recipienti d’argento e coppe che saranno di cristallo,»
Corano 76:16
«cristallo d’argento, che avranno misurato con esatta misura.[6]»
Come abbiamo tradotto
I vv. 15–16 descrivono qawārīrā min fiḍḍah, «cristallo d’argento», formulazione volutamente insolita. Qaddarūhā taqdīran contiene un verbo di forma II con soggetto plurale e il nome d’azione della stessa radice: «l’hanno misurata/determinata con misura». Non trasformiamo questa costruzione in «convenientemente riempite».
Corano 76:17
«E là sarà data loro una coppa il cui miscuglio sarà zenzero,»
Corano 76:18
«una fonte che lì è chiamata Salsabīl.»
Corano 76:19
«E circoleranno tra loro giovani resi eterni; quando li vedrai, li crederai perle sparse.[7]»
Come abbiamo tradotto
Wildānun mukhalladūna significa «giovani/fanciulli resi eterni»: mukhalladūna è un participio passivo di forma II. Rendiamo «giovani resi eterni» senza aggiungere nel versetto il ruolo di «servitori», che appartiene all’interpretazione contestuale.
Corano 76:20
«E quando guarderai là, vedrai beatitudine e un grande dominio.»
Corano 76:21
«Su di loro saranno vesti verdi di seta fine e broccato pesante; saranno adornati con bracciali d’argento e il loro Signore darà loro da bere una bevanda pura.»
Corano 76:22
«In verità questa è per voi una ricompensa, e il vostro sforzo è stato apprezzato.»
Corano 76:23
«In verità siamo Noi ad aver fatto scendere su di te il Corano, facendolo discendere.[8]»
Come abbiamo tradotto
Nazzalnā … tanzīlan usa il verbo di forma II e il relativo nome d’azione con funzione intensiva/enfatica. Rendiamo la ripetizione «abbiamo fatto scendere … facendolo discendere» senza introdurre automaticamente «gradualmente», interpretazione possibile ma non lessicalmente obbligatoria nel solo versetto.
Corano 76:24
«Sii dunque paziente per il giudizio del tuo Signore e non obbedire, tra loro, a un peccatore o a un miscredente.[9]»
Come abbiamo tradotto
Al v. 24 āthiman è «un peccatore», mentre kafūran è qui analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 76:24 come «miscredente». La stessa radice k-f-r può esprimere anche ingratitudine in altri contesti; qui scegliamo «miscredente» in base al contesto sintattico e semantico.
Corano 76:25
«E ricorda il nome del tuo Signore al mattino e alla sera,»
Corano 76:26
«e durante la notte prosternati a Lui e glorificalo a lungo nella notte.»
Corano 76:27
«In verità costoro amano ciò che è immediato e lasciano dietro di sé un Giorno pesante.»
Corano 76:28
«Noi li abbiamo creati e abbiamo rafforzato la loro struttura; e quando vogliamo sostituiamo i loro simili, con completa sostituzione.[10]»
Come abbiamo tradotto
Wa-shadadnā asrahum significa «e abbiamo rafforzato la loro struttura/forma». Il Quranic Arabic Corpus, 76:28 glossa asrahum come «their forms». Rendiamo «la loro struttura» e non specifichiamo «giunture», che restringerebbe il termine.
Corano 76:29
«In verità questo è un Monito. Chi vuole prenda dunque una via verso il suo Signore.»
Corano 76:30
«Ma voi non volete se non che Dio voglia. In verità Dio è Sapiente, Saggio.[11]»
Come abbiamo tradotto
I vv. 29–30 accostano due affermazioni: «chi vuole» può prendere una via verso il Signore, ma «voi non volete se non che Dio voglia». Manteniamo entrambe senza armonizzarle o attenuare la subordinazione della volontà umana espressa dal secondo versetto.
Corano 76:31
«Fa entrare nella Sua misericordia chi vuole; e agli ingiusti ha preparato un castigo doloroso.»
Note alla traduzione
- Corano 76:1. Hal atā ʿalā l-insāni ḥīnun mina l-dahr… presenta una domanda retorica. Shayʾan madhkūran è letteralmente «una cosa menzionata»: non aggiungiamo «degna di menzione», che introduce una sfumatura valutativa non espressa. ↩
- Corano 76:2. Nuṭfatin amshājin è «una goccia mescolata / composta da miscugli». Il Quranic Arabic Corpus, 76:2 analizza amshājin come aggettivo plurale riferito a nuṭfah, singolare collettivo. Rendiamo «una goccia mescolata». Nabtalīhi significa «per metterlo alla prova». ↩
- Corano 76:5. Kāfūran è il termine da cui deriva la resa «canfora»; alcune traduzioni mantengono semplicemente Kafur. Il versetto parla del miscuglio della coppa, ma non contiene la parola «vino», che non inseriamo. ↩
- Corano 76:8. ʿAlā ḥubbihi è analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 76:8 come «nonostante l’amore per esso», con il pronome riferito al cibo. Manteniamo quindi «nonostante l’amore per esso». Il versetto nomina direttamente il povero, l’orfano e il prigioniero. ↩
- Corano 76:9. Li-wajhi Allāh dice letteralmente «per il volto di Dio». Manteniamo la metafora nel testo invece di sostituirla con parafrasi come «per amore di Dio» o «per compiacere Dio». ↩
- Corano 76:16. I vv. 15–16 descrivono qawārīrā min fiḍḍah, «cristallo d’argento», formulazione volutamente insolita. Qaddarūhā taqdīran contiene un verbo di forma II con soggetto plurale e il nome d’azione della stessa radice: «l’hanno misurata/determinata con misura». Non trasformiamo questa costruzione in «convenientemente riempite». ↩
- Corano 76:19. Wildānun mukhalladūna significa «giovani/fanciulli resi eterni»: mukhalladūna è un participio passivo di forma II. Rendiamo «giovani resi eterni» senza aggiungere nel versetto il ruolo di «servitori», che appartiene all’interpretazione contestuale. ↩
- Corano 76:23. Nazzalnā … tanzīlan usa il verbo di forma II e il relativo nome d’azione con funzione intensiva/enfatica. Rendiamo la ripetizione «abbiamo fatto scendere … facendolo discendere» senza introdurre automaticamente «gradualmente», interpretazione possibile ma non lessicalmente obbligatoria nel solo versetto. ↩
- Corano 76:24. Al v. 24 āthiman è «un peccatore», mentre kafūran è qui analizzato dal Quranic Arabic Corpus, 76:24 come «miscredente». La stessa radice k-f-r può esprimere anche ingratitudine in altri contesti; qui scegliamo «miscredente» in base al contesto sintattico e semantico. ↩
- Corano 76:28. Wa-shadadnā asrahum significa «e abbiamo rafforzato la loro struttura/forma». Il Quranic Arabic Corpus, 76:28 glossa asrahum come «their forms». Rendiamo «la loro struttura» e non specifichiamo «giunture», che restringerebbe il termine. ↩
- Corano 76:30. I vv. 29–30 accostano due affermazioni: «chi vuole» può prendere una via verso il Signore, ma «voi non volete se non che Dio voglia». Manteniamo entrambe senza armonizzarle o attenuare la subordinazione della volontà umana espressa dal secondo versetto. ↩









