La Sura 92 al-Layl, “La notte”, è una sura meccana di 21 versetti secondo la classificazione tradizionale islamica. In questa pagina presentiamo il testo arabo e la nostra traduzione italiana, mantenendo separate dal testo le note linguistiche, le varianti di resa e le interpretazioni esegetiche.
Testo arabo e traduzione italiana
«Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.»
Corano 92:1
«Per la notte quando ricopre,»
Corano 92:2
«per il giorno quando si manifesta,»
Corano 92:3
«e per Colui che ha creato il maschio e la femmina:»
Corano 92:4
«in verità i vostri sforzi sono certamente diversi.»
Corano 92:5
«Quanto a chi dà e teme Dio,»
Corano 92:6
«e considera vera la cosa migliore,[1]»
Come abbiamo tradotto
Al-ḥusnā è il femminile superlativo/sostantivato «la migliore / la cosa più bella». Il versetto non specifica nel sostantivo stesso «ricompensa», «Paradiso» o una formula religiosa particolare; manteniamo quindi «la cosa migliore».
Corano 92:7
«lo faciliteremo verso la facilità.[2]»
Come abbiamo tradotto
I vv. 7 e 10 costruiscono un parallelismo: nuyassiruhu li-l-yusrā e nuyassiruhu li-l-ʿusrā, letteralmente «lo faciliteremo verso la facilità» e «verso la difficoltà». Conserviamo volutamente la ripetizione.
Corano 92:8
«Quanto invece a chi è avaro e si ritiene autosufficiente,»
Corano 92:9
«e nega la cosa migliore,»
Corano 92:10
«lo faciliteremo verso la difficoltà.»
Corano 92:11
«E a nulla gli servirà la sua ricchezza quando precipiterà.[3]»
Come abbiamo tradotto
Taraddā può indicare cadere, precipitare o andare in rovina/morire. Rendiamo «quando precipiterà», lasciando aperto il preciso referente escatologico.
Corano 92:12
«In verità a Noi spetta certamente la guida,»
Corano 92:13
«e in verità a Noi appartengono certamente l’Altra vita e la prima.»
Corano 92:14
«Vi ho dunque ammoniti di un Fuoco che divampa,»
Corano 92:15
«in cui non brucerà se non il più misero,»
Corano 92:16
«colui che ha negato e voltato le spalle.»
Corano 92:17
«E ne sarà tenuto lontano il più timorato,»
Corano 92:18
«colui che dà la sua ricchezza per purificarsi,»
Corano 92:19
«senza che presso di lui vi sia un favore di qualcuno da ricompensare,»
Corano 92:20
«ma soltanto cercando il volto del suo Signore, l’Altissimo.[4]»
Come abbiamo tradotto
Ibtighāʾa wajhi rabbihi dice letteralmente «cercando il volto del suo Signore». Manteniamo la metafora «volto» invece di sostituirla con «compiacimento» o «amore», che sono interpretazioni del senso.
Corano 92:21
«E certamente sarà soddisfatto.»
Note alla traduzione
- Corano 92:6. Al-ḥusnā è il femminile superlativo/sostantivato «la migliore / la cosa più bella». Il versetto non specifica nel sostantivo stesso «ricompensa», «Paradiso» o una formula religiosa particolare; manteniamo quindi «la cosa migliore». ↩
- Corano 92:7. I vv. 7 e 10 costruiscono un parallelismo: nuyassiruhu li-l-yusrā e nuyassiruhu li-l-ʿusrā, letteralmente «lo faciliteremo verso la facilità» e «verso la difficoltà». Conserviamo volutamente la ripetizione. ↩
- Corano 92:11. Taraddā può indicare cadere, precipitare o andare in rovina/morire. Rendiamo «quando precipiterà», lasciando aperto il preciso referente escatologico. ↩
- Corano 92:20. Ibtighāʾa wajhi rabbihi dice letteralmente «cercando il volto del suo Signore». Manteniamo la metafora «volto» invece di sostituirla con «compiacimento» o «amore», che sono interpretazioni del senso. ↩









