Commento al Corano: Sura 97 al-Qadr, “Il destino”
La Sura 97 al-Qadr è una delle più brevi del Corano e concentra tutto il proprio messaggio sulla “Notte del Destino”, presentata come il momento in cui il Corano fu fatto scendere e come una notte superiore a mille mesi.
La notte in cui il Corano “fu fatto scendere”
«In verità lo abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino. E che cosa ti farà comprendere che cos’è la Notte del Destino? La Notte del Destino è migliore di mille mesi.» (Corano 97:1-3).
Il testo non specifica qui la grotta di Ḥirāʾ né la prima apparizione angelica raccontata negli hadith. Il collegamento con l’inizio della rivelazione appartiene alla tradizione e viene messo in relazione con 96:1-5.
Angeli e “Spirito” – Corano 97:4
«In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per ogni decreto.» (Corano 97:4).
Il versetto non nomina Gabriele. Ibn Kathīr a 97:4 identifica però lo “Spirito” con Jibrīl/Gabriele, lettura tradizionale molto diffusa.
Le ultime notti di Ramadan
Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 2017 attribuisce a Maometto l’ordine di cercare la Notte del Destino nelle notti dispari degli ultimi dieci giorni di Ramadan. La pratica rituale deriva quindi dall’intreccio fra il brevissimo testo coranico e la tradizione hadithica.
Conclusione
Al-Qadr non racconta l’evento storico della prima rivelazione: proclama il valore eccezionale di una notte in cui il Corano sarebbe stato fatto scendere, popolata da angeli e dallo “Spirito”.
Il significato rituale oggi associato alla Notte del Destino è molto più dettagliato dei cinque versetti della sura: è la tradizione islamica a precisarne collocazione, pratica e identificazione dello Spirito.





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