Commento al Corano: Sura 111 al-Masad, “Le fibre di palma”
La Sura 111 al-Masad è uno dei testi più personali del Corano: nomina Abū Lahab e condanna lui e sua moglie al Fuoco.
Una maledizione nominale
«Periscano le mani di Abū Lahab e perisca lui. Non gli gioveranno la sua ricchezza né ciò che ha guadagnato. Brucerà in un Fuoco fiammeggiante, e sua moglie, portatrice di legna, avrà al collo una corda di fibre di palma.» (Corano 111:1-5).
Il bersaglio è individuato per nome/soprannome e il castigo è formulato come certezza, non come semplice ammonimento condizionale.
Il racconto di al-Ṣafā
Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 4770 racconta che Maometto convocò i Quraysh sul colle di al-Ṣafā per ammonirli; Abū Lahab reagì con un’imprecazione e, secondo la tradizione, venne allora rivelata questa sura.
Ibn Kathīr a 111:1 integra lo stesso episodio e identifica la moglie con Umm Jamīl.
Testo e biografia
La sura conferma direttamente l’ostilità verso Abū Lahab; i dettagli biografici sul litigio, sulla moglie e sulle circostanze della rivelazione provengono invece dalla tradizione.
Conclusione
Al-Masad è difficile da ridurre a un insegnamento astratto: è una condanna personale inserita nel testo sacro e indirizzata a un avversario concreto di Maometto.
Il Corano non si limita a discutere dottrine: in questo caso conserva una maledizione nominale e una previsione di dannazione contro membri precisi della famiglia e dell’ambiente di Maometto.





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