Bloggando il Corano: Sura 77 al-Mursalat, “Le inviate”

Commento al Corano: Sura 77 al-Mursalāt, “Le inviate”

← Torna all’indice

La Sura 77 al-Mursalāt è costruita come una sequenza martellante sul Giorno della Decisione. Il ritornello “Guai, in quel Giorno, a coloro che negano” torna dieci volte e divide il capitolo in quadri di distruzione, creazione, Inferno e ricompensa.

Un’apertura volutamente enigmatica – Corano 77:1-7

«Per le inviate in successione, per quelle che soffiano impetuosamente, per quelle che diffondono ampiamente, per quelle che separano nettamente e trasmettono un richiamo, come scusa o ammonimento: ciò che vi è promesso certamente avverrà.» (Corano 77:1-7).

Il soggetto dei primi versetti non viene nominato. La tradizione esegetica ha proposto venti, angeli o altre realtà. Ibn Kathīr nel tafsir di 77:1 registra più interpretazioni attribuite ai primi commentatori. È quindi meglio non trasformare in traduzione ciò che appartiene già all’esegesi.

“Guai, in quel Giorno, a coloro che negano”

Il ritornello compare ai versetti 15, 19, 24, 28, 34, 37, 40, 45, 47 e 49. La ripetizione non lascia dubbi sulla funzione principale della sura: imprimere nel destinatario l’imminenza del giudizio e la sorte di chi rifiuta il messaggio.

Il testo richiama la distruzione dei popoli precedenti e la presenta come modello del trattamento riservato ai colpevoli.

Da un “liquido spregevole” – Corano 77:20-23

«Non vi creammo da un liquido spregevole, che ponemmo in un ricettacolo sicuro fino a un termine stabilito?» (Corano 77:20-23).

L’origine biologica dell’uomo viene usata come argomento di subordinazione al Creatore. Il passo non propone embriologia tecnica: parte dalla generazione umana per rafforzare la pretesa di potere divino sul destino finale.

Terra, montagne e acqua come segni – Corano 77:25-28

La terra viene descritta come luogo che raccoglie vivi e morti; le montagne come masse elevate e stabili; l’acqua dolce come dono. Il procedimento è quello tipico delle sure meccane: fenomeni naturali vengono reinterpretati come prova della sovranità di Allah.

L’Inferno e l’“ombra” che non protegge – Corano 77:29-39

I negatori vengono inviati verso un’ombra “a tre rami” che non offre frescura né protezione dalla fiamma. Le scintille sono descritte come enormi e il Giorno della Decisione come momento nel quale non saranno ammesse scuse.

«Questo è il Giorno della Decisione: abbiamo riunito voi e gli antichi. Se avete uno stratagemma, usatelo dunque contro di Me.» (Corano 77:38-39).

La retorica è apertamente di sfida: il testo mette i destinatari davanti a un potere che dichiara impossibile contrastare.

Ricompensa per i timorati – Corano 77:41-44

Alla minaccia corrisponde il quadro positivo: ombra, sorgenti, frutti desiderati e l’invito a mangiare e bere come ricompensa per le opere.

Il contrasto è netto: godimento per chi accetta e obbedisce, castigo per chi nega.

“Quando si dice loro: inchinatevi, non si inchinano” – Corano 77:46-50

La conclusione torna sull’atto religioso concreto della prosternazione. Il rifiuto non è trattato come semplice divergenza intellettuale ma come colpa che completa il quadro dei negatori.

«A quale discorso, dopo questo, crederanno?» (Corano 77:50).

Conclusione

Al-Mursalāt è una sura di pressione escatologica più che di argomentazione: distruzione passata, creazione, fenomeni naturali, Inferno e Paradiso convergono tutti sullo stesso ammonimento.

La struttura stessa del capitolo è il messaggio: dieci volte ritorna “Guai, in quel Giorno, a coloro che negano”. Il destinatario non riceve una dimostrazione indipendente del giudizio futuro; riceve la ripetizione insistente della sua inevitabilità.

← Torna all’indice

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di Islamicamentando per ricevere gli aggiornamenti.

Approfondimenti critici sull’Islam