Bloggando il Corano: Sura 83 al-Mutaffifin, “I frodatori”

Commento al Corano: Sura 83 al-Muṭaffifīn, “I frodatori”

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La Sura 83 al-Muṭaffifīn parte da una condanna concreta della frode commerciale e la inserisce subito nel quadro del giudizio, dei registri ultraterreni e della separazione fra peccatori e giusti.

Guai a chi trucca pesi e misure – Corano 83:1-6

«Guai ai frodatori: quando ricevono dagli altri esigono la misura piena, ma quando misurano o pesano per gli altri diminuiscono.» (Corano 83:1-3).

Il rimprovero è chiaro e moralmente concreto: pretendere per sé ciò che si nega agli altri viene trattato come colpa grave. Il testo lega immediatamente questa condotta all’idea della resurrezione e del rendiconto davanti al “Signore dei mondi”.

Sijjīn: il registro dei malvagi – Corano 83:7-17

«No: il registro dei malvagi è certamente in Sijjīn. E che cosa ti farà sapere che cos’è Sijjīn? Un libro scritto.» (Corano 83:7-9).

Il termine Sijjīn non viene definito in modo trasparente dal versetto. Ibn Kathīr a 83:7 lo collega alla radice di “prigione” e riporta tradizioni che lo collocano sotto la settima terra o comunque nel luogo di destino dei malvagi.

È quindi corretto distinguere il dato minimo del Corano — un registro o luogo associato ai malvagi — dalle localizzazioni cosmologiche sviluppate dall’esegesi.

“Favole degli antichi” e il cuore ricoperto – Corano 83:10-17

Il negatore viene caratterizzato come peccatore abituale che definisce i versetti “favole degli antichi”. Il Corano risponde che sono le sue azioni ad avere coperto il cuore e annuncia che sarà escluso dal vedere il Signore e poi gettato nella Fornace.

Ancora una volta il dissenso viene moralizzato: il rifiuto non è presentato soltanto come errore intellettuale ma come prodotto della corruzione morale.

ʿIlliyyūn: il registro dei giusti – Corano 83:18-28

Al registro dei malvagi viene contrapposto quello dei giusti, collocato in ʿIlliyyūn, “un libro scritto” testimoniato dai ravvicinati.

I giusti sono descritti su divani, riconoscibili dalla “luminosità della delizia”, mentre bevono un nettare sigillato con muschio e mescolato con Tasnīm.

La ricompensa è quindi ancora materiale e sensoriale, non soltanto astratta.

Oggi i credenti ridono dei miscredenti – Corano 83:29-36

Il capitolo rovescia la scena sociale: durante la vita i colpevoli ridevano dei credenti e li consideravano sviati; nel Giorno del Giudizio saranno invece i credenti a ridere dei miscredenti dai propri divani.

«Oggi sono i credenti a ridere dei miscredenti, guardando dai divani.» (Corano 83:34-35).

La vendetta escatologica ribalta così il rapporto di derisione vissuto nel presente.

Conclusione

Al-Muṭaffifīn parte da un principio etico immediatamente comprensibile — non frodare pesi e misure — e lo inserisce in una cosmologia di registri, luoghi ultraterreni e ricompense sensoriali.

Sijjīn e ʿIlliyyūn mostrano bene perché testo ed esegesi vadano tenuti distinti: il Corano nomina queste realtà in modo conciso; i commentatori classici ne sviluppano natura e collocazione. La critica è più solida quando non attribuisce al versetto ciò che appartiene al tafsir.

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