Bloggando il Corano: Sura 95 at-Tin, “Il fico”

Commento al Corano: Sura 95 at-Tīn, “Il fico”

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La Sura 95 at-Tīn giura per il fico, l’olivo, il Sinai e una “città sicura”, quindi afferma che l’uomo è stato creato nella forma migliore ma può essere ricondotto “al più basso dei bassi”. Proprio quest’ultima espressione richiede attenzione perché l’esegesi classica ne conserva più di una lettura.

Fico, olivo, Sinai e città sicura – Corano 95:1-3

«Per il fico e l’olivo, per il Monte Sinai e per questa città sicura.» (Corano 95:1-3).

La “città sicura” viene normalmente identificata dall’esegesi con Mecca. Le interpretazioni simboliche di fico e olivo sono invece più varie e non vanno inserite direttamente nella traduzione come se fossero esplicite nel testo.

“Nella forma migliore” – Corano 95:4

«Abbiamo certamente creato l’uomo nella migliore conformazione.» (Corano 95:4).

Il versetto presenta l’essere umano come creatura formata in modo eccellente. Il contrasto col versetto successivo è quindi deliberato: dalla condizione elevata si passa a asfala sāfilīn, “il più basso dei bassi”.

Che cosa significa “il più basso dei bassi”? – Corano 95:5-6

«Poi lo abbiamo ricondotto al più basso dei bassi, eccetto coloro che credono e compiono opere buone: per loro vi sarà una ricompensa senza fine.» (Corano 95:5-6).

Ibn Kathīr a 95:5 preferisce la lettura dell’Inferno per chi disobbedisce e smentisce i messaggeri, attribuita a Mujāhid, al-Ḥasan e altri. Ma registra anche un’altra interpretazione, attribuita fra gli altri a Ibn ʿAbbās e ʿIkrimah: la decrepitezza della vecchiaia. Ibn Jarīr, secondo lo stesso Ibn Kathīr, preferiva quest’ultima.

Perciò non è corretto usare 95:5 come se dicesse semplicemente e senza ambiguità che “tutti i non musulmani sono i più abietti degli abietti”. Il versetto ha una struttura religiosa netta, ma il significato preciso di asfala sāfilīn è stato discusso dentro la stessa esegesi islamica.

Dal giudizio sulla condizione umana al Giorno del Rendiconto – Corano 95:7-8

La sura chiude chiedendo che cosa possa ancora indurre l’uomo a smentire il Giudizio e proclamando Allah “il più giusto dei giudici”.

Il passaggio dalla creazione al giudizio è lo stesso schema argomentativo incontrato in altre sure brevi: chi ha prodotto l’uomo sarebbe anche colui che lo giudicherà.

Conclusione

At-Tīn è breve ma metodologicamente importante perché mostra quanto facilmente una resa polemica possa diventare più categorica del materiale esegetico.

“Il più basso dei bassi” non ha ricevuto una sola spiegazione classica: Ibn Kathīr preferisce l’Inferno, ma registra anche la vecchiaia decrepita e riferisce che Ibn Jarīr preferiva quest’ultima lettura. La critica più solida non cancella questa pluralità: la documenta.

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