Bloggando il Corano: Sura 35 Fatir, “Il Creatore / Gli Angeli”
Commento al Corano: Sura 35 Fatir, “Il Creatore”
Anche la Sura 35 è una Sura Meccana e ripete molti temi familiari. Dice Maududi: “Il significato di questi discorsi è di ammonire e biasimare la gente della Mecca e i loro capi per l’atteggiamento di contrapposizione che avevano adottato nei confronti del messaggio del Santo Profeta riguardante il Tauhid [تَوحيد, l’unicità di Allah]”. Ancora, questa sura inizia col curioso versetto: “Sia lode ad Allah”. In essa Allah riafferma la sua onnipotenza (vv. 1-3) e dice a Maometto che, se lui viene respinto, lo furono anche i precedenti profeti. Gli uomini non dovrebbero essere ingannati dalla vita terrena o da Satana; i miscredenti subiranno terribili punizioni; i credenti e i miscredenti non sono uguali, “perché Allah lascia fuorviare quelli che Lui vuole, e guida quelli che vuole”, così Maometto non deve sprecare il suo tempo affliggendosi per i miscredenti (v. 8).
I versetti 9-17 e i versetti 27-28 specificano che i poteri di Allah sono evidenti nel mondo naturale, in contrasto con la mancanza di potere degli idoli. I versetti 18-22 sottolineano l’acuto contrasto tra credenti e miscredenti. Nessuno può sopportare i pesi di un altro; ognuno dovrà presentarsi ad Allah singolarmente. I versetti 23-26 sono rivolti a Maometto, e gli viene ricordato che lui deve solo avvisare la gente della punizione di Allah; se lo respingono, essi respinsero anche i profeti precedenti. I versetti 29-35 promettono ricchissime ricompense ai giusti, e i versetti 36-37 ritornano ancora una volta ai tormenti dell’inferno, quando i dannati grideranno ad Allah per aiuto e Lui ricorderà loro che mandò un messaggero per avvertirli.
I versetti 38-45 concludono la sura con ulteriori ammonimenti. I musulmani sono “gli eredi della terra”, così chi respinge Allah sta semplicemente ingannando se stesso. Quelli che la gente venera insieme ad Allah non hanno potere, e non hanno neppure un libro, come ha Maometto (v. 40). L’arrogante dovrebbe viaggiare per il mondo e vedere come fu distrutto chi respinse Allah nelle generazioni precedenti. Eppure, anche così, Allah non punisce gli uomini come meriterebbero (v. 45).
