Commento al Corano: Sura 62 al-Jumuʿah, “Il venerdì”
La Sura 62 al-Jumuʿah presenta Maometto come messaggero inviato agli “illetterati”, polemizza contro chi avrebbe ricevuto la Torah senza metterla in pratica e istituisce l’abbandono del commercio durante la preghiera comunitaria del venerdì.
Il Messaggero fra gli “illetterati” – Corano 62:1-4
«È Lui che ha inviato fra gli illetterati un Messaggero proveniente da loro, che recita loro i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la sapienza.» (Corano 62:2).
Il termine ummiyyīn viene spesso reso “illetterati” o “gentili”. Il versetto costruisce comunque una forte opposizione fra condizione precedente e nuova guida portata da Maometto.
La Torah come peso non portato – Corano 62:5
«L’esempio di coloro ai quali fu affidata la Torah e poi non la portarono è come quello dell’asino che porta libri.» (Corano 62:5).
È una polemica dura contro una parte di coloro che ricevono la Scrittura precedente: possederla senza conformarsi alla lettura coranica equivale a trasportare libri senza comprenderli.
La sfida agli ebrei: desiderare la morte – Corano 62:6-8
Il testo invita coloro che si definiscono “alleati di Allah” esclusivi degli altri uomini a desiderare la morte, se davvero sono sinceri. Subito dopo afferma che non la desidereranno a causa di ciò che le loro mani hanno commesso.
La sura attribuisce quindi intenzioni e timori agli interlocutori e usa la mancata volontà di morire come prova della loro colpa.
Il venerdì interrompe il commercio – Corano 62:9-10
«O voi che credete, quando viene chiamata la preghiera nel giorno del venerdì, affrettatevi al ricordo di Allah e lasciate il commercio.» (Corano 62:9).
La norma è concreta e pubblica: l’attività economica deve fermarsi per la preghiera comunitaria. Dopo la preghiera, il versetto successivo permette di disperdersi sulla terra e cercare la grazia di Allah.
Religione e organizzazione del tempo sociale vengono quindi fuse: il culto modifica direttamente il funzionamento del mercato.
Ibn Kathīr a Corano 62:9 registra il consenso tradizionale sul divieto di compravendita dopo la chiamata alla preghiera del venerdì. La disposizione è quindi stata letta come norma giuridica concreta, non come semplice esortazione devozionale.
Maometto lasciato in piedi per una carovana – Corano 62:11
Il capitolo termina rimproverando coloro che, vedendo commercio o divertimento, si precipitano verso di esso lasciando Maometto in piedi.
«Ciò che è presso Allah è migliore del divertimento e del commercio.» (Corano 62:11).
Un episodio contingente della comunità entra così nel testo sacro e diventa ammonimento permanente: l’assemblea attorno al Messaggero deve prevalere sull’interesse economico immediato.
La scena della carovana è attestata indipendentemente dal tafsir in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 2064: Jābir racconta che, all’arrivo di una carovana durante il venerdì, i presenti si dispersero e rimasero con Maometto soltanto dodici uomini; il report collega direttamente l’episodio a Corano 62:11.
Conclusione
La Sura 62 è breve ma chiarissima nella sua struttura: Maometto viene presentato come educatore inviato da Allah, una parte dei possessori della Torah viene ridicolizzata come asino carico di libri e il venerdì impone la sospensione del commercio per il culto.
Al-Jumuʿah mostra ancora una volta che il Corano non si limita a definire credenze: organizza il tempo collettivo, giudica le comunità religiose precedenti e disciplina il rapporto fra economia e autorità profetica.





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