Commento al Corano: Sura 101 al-Qāriʿah, “La percotente”
La Sura 101 al-Qāriʿah è un breve quadro apocalittico: umanità dispersa, montagne dissolte e bilance che determinano l’esito finale.
Uomini come falene e montagne come lana – Corano 101:1-5
«La Percotente! Che cos’è la Percotente? E che cosa ti farà comprendere che cos’è la Percotente? Il Giorno in cui gli uomini saranno come falene disperse e le montagne come lana cardata.» (Corano 101:1-5).
Le immagini non descrivono un processo fisico dettagliato: servono a rappresentare la dissoluzione dell’ordine ordinario davanti al giudizio.
La bilancia delle opere – Corano 101:6-11
«Quanto a colui le cui bilance saranno pesanti, sarà in una vita soddisfacente; quanto a colui le cui bilance saranno leggere, la sua dimora sarà l’Abisso.» (Corano 101:6-9).
Ibn Kathīr a 101:6-11 interpreta la pesantezza della bilancia come prevalenza delle opere buone e Hāwiyah come uno dei nomi del Fuoco.
“Sua madre sarà Hāwiyah”
Letteralmente il versetto 9 usa una formula insolita, fa-ummuhu hāwiyah, “sua madre sarà Hāwiyah”. L’esegesi la intende come dimora o rifugio finale nell’abisso. È un buon esempio di espressione che richiede spiegazione senza cancellarne la forma originaria.
Conclusione
Al-Qāriʿah riduce il giudizio a una scena essenziale: collasso cosmico, pesatura delle opere e separazione finale.
Il criterio non è una generica bontà astratta: il testo inserisce il valore delle opere dentro un sistema di giudizio religioso governato da Allah.





Commento al Corano: Sura 3 Al Imran, “La Famiglia di Imran”, versetti 33-63