Commento al Corano: Sura 100 al-ʿĀdiyāt, “Le scalpitanti”
La Sura 100 al-ʿĀdiyāt si apre con una scena di corsa, scintille, polvere e irruzione improvvisa, poi passa bruscamente all’ingratitudine umana, all’attaccamento alla ricchezza e al giudizio finale.
Animali lanciati all’attacco – Corano 100:1-5
«Per le scalpitanti ansimanti, che fanno sprizzare scintille, che assalgono al mattino, sollevano con ciò polvere e irrompono in mezzo alla schiera.» (Corano 100:1-5).
Il testo non nomina esplicitamente cavalli. Ibn Kathīr a 100:1 registra tradizioni differenti, incluse letture riferite ai cavalli da guerra e altre ai cammelli del pellegrinaggio. La traduzione non deve quindi incorporare una scelta esegetica come se fosse presente nel sostantivo stesso.
Dalla scena d’assalto all’ingratitudine dell’uomo
«In verità l’uomo è ingrato verso il suo Signore, ed egli stesso ne è testimone; ed è intenso nel suo amore per la ricchezza.» (Corano 100:6-8).
Il cambio di scena è netto: la corsa dei primi versetti prepara una condanna morale dell’essere umano, accusato di ingratitudine e attaccamento ai beni.
Tombe aperte e segreti dei petti – Corano 100:9-11
Il finale torna all’escatologia: ciò che è nelle tombe viene rovesciato fuori e ciò che è nascosto nei petti viene reso manifesto. Il giudizio riguarda quindi sia azioni sia intenzioni.
Conclusione
Al-ʿĀdiyāt combina immagini energiche di movimento e scontro con un’accusa morale contro l’uomo e con il consueto richiamo al rendiconto.
Anche qui il tafsir è utile soprattutto per non sovraccaricare la traduzione: il testo parla delle “scalpitanti”; l’identificazione precisa con cavalli da guerra o cammelli appartiene alla storia dell’esegesi.





Bloggando il Corano: Sura 58 al-Mujadilah, “La contestatrice”