Commento al Corano: Sura 78 an-Nabaʾ, “L’Annuncio”
La Sura 78 an-Nabaʾ sviluppa due nuclei: il mondo naturale come segno della potenza divina e il Giorno della Decisione come separazione definitiva fra dannati e salvati.
Terra, montagne, sonno e “sette solidi cieli” – Corano 78:6-16
«Non abbiamo fatto della terra un letto e delle montagne dei pioli? Vi abbiamo creati in coppie, abbiamo fatto del vostro sonno un riposo, della notte una copertura e del giorno il tempo del sostentamento. Sopra di voi abbiamo costruito sette solidi e posto una lampada ardente.» (Corano 78:6-13).
Il testo presenta una cosmologia religiosa: terra, montagne, alternanza giorno-notte, sette cieli e sole diventano elementi di un ordine intenzionalmente predisposto da Allah. Non è necessario trasformare queste immagini in anticipazioni scientifiche per comprenderne la funzione teologica.
Il tema dei presunti miracoli scientifici del Corano è trattato separatamente nell’approfondimento Corano e scoperte scientifiche.
Il Giorno della Decisione – Corano 78:17-20
La tromba, il cielo aperto “in porte” e le montagne ridotte a miraggio compongono un quadro apocalittico. Il capitolo non indica una cronologia astronomica verificabile: usa immagini di dissoluzione dell’ordine presente.
L’Inferno “in agguato” – Corano 78:21-30
«L’Inferno è in agguato, rifugio per i ribelli… non vi gusteranno frescura né bevanda, salvo acqua bollente e un liquido ripugnante.» (Corano 78:21-25).
Il castigo è legato al rifiuto del rendiconto e dei “segni”. La pena cresce fino alla formula del versetto 30: “non vi aumenteremo che in castigo”.
“Kawāʿib atrāban” – Corano 78:31-36
La ricompensa dei timorati comprende giardini, vigne, coppe e kawāʿib atrāban. Il termine kawāʿib è uno dei casi nei quali una traduzione troppo vaga nasconde il dato lessicale.
«Per i timorati vi sarà successo: giardini e vigne, giovani donne coetanee dai seni sviluppati e una coppa colma.» (Corano 78:31-34).
Il Quranic Arabic Corpus a 78:33 mostra come diverse traduzioni inglesi rendano il termine con “full-breasted”, “swelling breasts” o formulazioni equivalenti. Ibn Kathīr a 78:33, citando Ibn ʿAbbās, Mujāhid e altri, lo interpreta come riferimento a giovani donne dai seni sviluppati e non cadenti, vergini e della stessa età.
Qui la sensualità della ricompensa non dipende da un hadith tardivo: il lessico è già nel versetto e la lettura corporea è attestata dall’esegesi classica. Il tema delle ricompense paradisiache legate anche alla sessualità è approfondito in Paradiso e jihad.
Nessuno parlerà senza permesso – Corano 78:37-40
Il capitolo chiude con una corte escatologica nella quale lo Spirito e gli angeli stanno in schiere e nessuno parla senza autorizzazione divina.
«Questo è il Giorno vero. Chi vuole prenda dunque una via verso il suo Signore.» (Corano 78:39).
La formula “chi vuole” presenta una scelta, ma la sura immediatamente la colloca dentro la minaccia di un castigo “vicino”, con il miscredente che desidererà di essere polvere.
Conclusione
An-Nabaʾ lega cosmologia, giudizio e ricompensa materiale. Il mondo naturale viene assunto come segno di Allah; il futuro viene descritto come separazione irrevocabile fra chi accetta e chi rifiuta.
Il versetto 78:33 è anche un buon test metodologico: quando il lessico è imbarazzante per una lettura modernizzata, non va addolcito. La resa deve restare aderente all’arabo e l’esegesi classica va mostrata per ciò che effettivamente dice.





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