Commento al Corano: Sura 81 at-Takwīr, “L’oscuramento”
La Sura 81 at-Takwīr costruisce una delle scene apocalittiche più dense del Corano: sole oscurato, stelle disperse, montagne spostate, mari incendiati e registri aperti. Nella seconda parte difende l’origine della rivelazione e chiude ancora una volta subordinando la volontà umana a quella divina.
Il mondo rovesciato – Corano 81:1-14
«Quando il sole sarà oscurato, quando le stelle saranno disperse, quando le montagne saranno messe in movimento… ogni anima saprà ciò che ha portato.» (Corano 81:1-14).
Il linguaggio è apocalittico e accumulativo. Non descrive una sequenza scientifica della fine cosmica: raffigura la dissoluzione dell’ordine noto come preludio al giudizio.
La bambina sepolta viva – Corano 81:8-9
«E quando alla bambina sepolta viva sarà chiesto per quale colpa fu uccisa.» (Corano 81:8-9).
Il testo condanna senza ambiguità l’uccisione della neonata. Ibn Kathīr a 81:8 interpreta la mawʾūdah come la figlia che la gente della jāhiliyya seppelliva nella terra per avversione verso le femmine e riporta tradizioni sul tema.
Questo è un caso in cui il giudizio morale del versetto è netto e non richiede attenuazioni: la vittima è interrogata retoricamente per esporre l’ingiustizia di chi l’ha uccisa.
“Parola di un nobile messaggero” – Corano 81:15-25
Il Corano giura sui corpi celesti, sulla notte e sull’aurora e poi afferma che il messaggio è “parola di un nobile messaggero”, potente e affidabile presso il Signore del Trono.
Ibn Kathīr a 81:19 identifica qui il messaggero con Gabriele. Il versetto 22 difende invece “il vostro compagno”, cioè Maometto, dall’accusa di follia; il versetto 25 nega che il messaggio sia parola di un demone lapidato.
La sezione è quindi una difesa interna dell’origine della rivelazione: il testo respinge le alternative polemiche e certifica la propria catena celeste.
“Per chi di voi vuole seguire la retta via” – Corano 81:27-29
«Questo non è che un richiamo per i mondi, per chi di voi vuole seguire la retta via. Ma voi non vorrete se Allah, Signore dei mondi, non vuole.» (Corano 81:27-29).
La sequenza afferma prima una volontà umana e subito dopo la subordina a quella divina. È la stessa tensione già incontrata in 74:56 e 76:30.
Il problema è approfondito nell’articolo su libero arbitrio e onnipotenza di Allah: il Corano mantiene insieme responsabilità individuale e controllo divino della volontà senza sciogliere interamente la tensione.
Conclusione
At-Takwīr unisce catastrofe cosmica, giudizio morale e autodifesa della rivelazione. La condanna della neonata sepolta viva è diretta; l’identificazione del “nobile messaggero” con Gabriele appartiene invece all’esegesi e va presentata come tale.
Il finale resta uno dei passaggi più netti sul problema della volontà: il Corano chiama l’uomo a volere la retta via, ma aggiunge immediatamente che non potrà volerla se Allah non la vuole.





Bloggando il Corano: Sura 2 al-Baqara, “La Vacca”, versetti 1-39