Commento al Corano: Sura 99 az-Zalzalah, “Il terremoto”
La Sura 99 az-Zalzalah concentra in otto versetti una scena di giudizio universale: la terra viene sconvolta, espelle i propri “pesi”, testimonia ciò che è accaduto e ogni persona vede persino il minimo bene o male compiuto.
La terra espelle i suoi fardelli – Corano 99:1-5
«Quando la terra sarà scossa dal suo terremoto e la terra farà uscire i suoi pesi, e l’uomo dirà: “Che cosa le accade?”. In quel Giorno racconterà le sue notizie, perché il tuo Signore glielo avrà ispirato.» (Corano 99:1-5).
Ibn Kathīr a 99:2 interpreta i “pesi” come i morti che la terra restituirà. È una lettura esegetica coerente con il quadro della resurrezione, ma il termine coranico resta più generico.
La terra come testimone
L’immagine più particolare è quella della terra che “racconta le sue notizie”. Il creato non è semplice scenario: diventa parte del meccanismo giudiziario e testimonia ciò che gli esseri umani hanno fatto.
Il peso di un atomo – Corano 99:6-8
«Chi avrà fatto il peso di un atomo di bene lo vedrà; e chi avrà fatto il peso di un atomo di male lo vedrà.» (Corano 99:7-8).
Il termine dharratin indica una quantità minuscola; non è una previsione della fisica atomica moderna. Il senso retorico è trasparente: nessuna azione è troppo piccola per sfuggire al rendiconto.
Conclusione
Az-Zalzalah presenta il giudizio come totale: la terra stessa testimonia e ogni azione viene resa visibile. Il messaggio non è scientifico ma morale ed escatologico.
La forza del capitolo sta nella radicalità del rendiconto: nulla viene dimenticato, nemmeno ciò che pesa quanto una particella minima.





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