Commento al Corano: Sura 87 al-Aʿlā, “L’Altissimo”
La Sura 87 al-Aʿlā lega ordine del creato, trasmissione del Corano, ammonimento, Inferno e superiorità dell’Aldilà. Contiene anche una formula significativa sulla memoria della rivelazione: Maometto non dimenticherà “se non ciò che Allah vuole”.
Creazione, misura e guida – Corano 87:1-5
«Glorifica il nome del tuo Signore, l’Altissimo, che ha creato e dato forma, che ha determinato e guidato, che ha fatto germogliare il pascolo e poi lo ha reso stoppia scura.» (Corano 87:1-5).
La natura viene presentata come risultato diretto di creazione, misura e guida divina. Come nelle sure precedenti, il testo interpreta l’ordine naturale teologicamente e lo usa come premessa dell’autorità del messaggio.
“Non dimenticherai, se non ciò che Allah vuole” – Corano 87:6-7
«Ti faremo recitare e non dimenticherai, se non ciò che Allah vuole. Egli conosce ciò che è manifesto e ciò che è nascosto.» (Corano 87:6-7).
La promessa non è formulata come un assoluto privo di eccezioni: il testo conserva esplicitamente la clausola “se non ciò che Allah vuole”. Ibn Kathīr a 87:6-7 legge il passo come promessa che Allah farà ricordare la recitazione a Maometto, mantenendo però l’eccezione dipendente dalla volontà divina.
Questa clausola non va automaticamente identificata con ogni successiva dottrina dell’abrogazione, ma appartiene allo stesso problema più ampio della conservazione, sostituzione e gestione interna della rivelazione, trattato nell’approfondimento sui conflitti fra fonti e abrogazione.
Ammonire chi può trarne beneficio – Corano 87:8-13
Maometto deve ricordare e ammonire; chi teme Allah ne trarrà beneficio, mentre “il più misero” eviterà il richiamo e finirà nel “Fuoco più grande”, dove non morirà e non vivrà.
La predicazione resta quindi costruita sulla separazione fra chi accoglie il monito e chi lo respinge, con conseguenze escatologiche estreme.
Purificazione, preghiera e superiorità dell’Aldilà – Corano 87:14-17
«Ha successo chi si purifica, ricorda il nome del suo Signore e prega. Ma voi preferite la vita terrena, mentre l’Aldilà è migliore e più duraturo.» (Corano 87:14-17).
La morale della sura svaluta il presente rispetto alla ricompensa futura. Il successo non viene definito semplicemente come condotta etica, ma come purificazione religiosa, ricordo di Allah e preghiera.
“I fogli di Abramo e di Mosè” – Corano 87:18-19
La conclusione afferma che questo insegnamento si troverebbe già nei “fogli antichi, i fogli di Abramo e di Mosè”. Il Corano rivendica così continuità con rivelazioni precedenti, ma non cita né identifica un testo storico conservato corrispondente ai “fogli di Abramo”.
La pretesa di continuità appartiene dunque al Corano stesso; la sua verifica storica richiede fonti esterne al testo che la formula.
Conclusione
Al-Aʿlā combina ordine naturale, memoria della rivelazione, ammonimento e giudizio. La frase “non dimenticherai” è qualificata dallo stesso versetto con “se non ciò che Allah vuole”, dettaglio che va conservato nella traduzione.
Il capitolo rivendica inoltre una continuità con Abramo e Mosè senza fornire il documento che permetterebbe di verificare i “fogli di Abramo”: ancora una volta il Corano certifica dall’interno la propria collocazione nella storia della rivelazione.





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