Prima delle Crociate: quattro secoli di conquiste, razzie e aggressioni islamiche
Raccontare le Crociate cominciando dal 1095 è uno dei modi più efficaci per falsarne il significato storico.
Se si apre il libro direttamente al Concilio di Clermont, l’Occidente cristiano appare come l’aggressore iniziale e l’Islam medievale come la vittima improvvisa di una violenza esterna. Ma quella pagina non era l’inizio della storia. Era un capitolo avanzato.
Prima del 1095 non ci fu il vuoto. Non ci fu un Mediterraneo pacificato, multiculturale e idilliaco, interrotto all’improvviso dall’irruzione di cavalieri cristiani spuntati dal nulla. Prima del 1095 ci furono più di quattro secoli di espansione islamica, conquiste militari, assedi, razzie, deportazioni, distruzioni di chiese e monasteri, pressioni sui pellegrini, sottomissione delle popolazioni cristiane e perdita progressiva di enormi territori appartenenti al mondo cristiano.
Prima delle Crociate ci furono Gerusalemme, Siria, Egitto, Nord Africa, Spagna visigota, Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Roma, Bari, Taranto, Montecassino, Farfa, Oria, Anatolia.
Prima delle Crociate ci furono eserciti, flotte, emirati, califfati, incursioni saracene, mercati degli schiavi, prigionieri cristiani, città saccheggiate e popolazioni deportate.
Il punto non è trasformare le Crociate in una favola immacolata. Le Crociate furono eventi complessi, violenti, spesso segnati da interessi politici, rivalità dinastiche, brutalità e contraddizioni interne allo stesso mondo cristiano.
Il punto è un altro: presentarle come una pura aggressione gratuita dell’Occidente contro un Islam innocente significa falsificare il quadro storico.
Il 1095 non nasce dal nulla.
Nasce dopo secoli di espansione islamica e dopo una pressione costante sul mondo cristiano d’Oriente e sul Mediterraneo. Nasce dopo la perdita di territori cristiani antichissimi. Nasce dopo la conquista islamica della Siria, della Palestina, dell’Egitto e del Nord Africa. Nasce dopo l’occupazione di Gerusalemme. Nasce dopo l’avanzata in Spagna. Nasce dopo le incursioni sulle coste italiane. Nasce dopo gli assalti a Roma, ai monasteri, alle città costiere, alle isole e alle rotte cristiane. Nasce dopo la crisi dell’Impero bizantino e la minaccia selgiuchide sull’Anatolia.
Chi racconta solo la risposta crociata e cancella tutto ciò che venne prima non sta facendo storia. Sta scegliendo il punto da cui far partire l’accusa.
Perché questa cronologia conta
La cronologia che segue non serve a dire che ogni azione crociata fu giusta, pura o moralmente superiore. Serve a mostrare una cosa molto più semplice e molto più scomoda: le Crociate furono precedute da secoli di aggressioni islamiche contro territori cristiani.
Nel racconto dominante, la storia comincia spesso nel 1095, con papa Urbano II al Concilio di Clermont. Da lì in poi si parla di cavalieri, eserciti crociati, Gerusalemme, violenze, massacri e conquista.
Ma cominciare dal 1095 è già una scelta ideologica.
Perché se si parte dal 1095, l’Occidente cristiano appare come l’aggressore iniziale. Se invece si guarda ai quattro secoli precedenti, il quadro cambia radicalmente: l’Islam non appare come una civiltà pacifica improvvisamente colpita, ma come una potenza religiosa, militare e imperiale che per secoli aveva conquistato, attaccato e sottomesso enormi porzioni del mondo cristiano.
La domanda, allora, non può essere soltanto: “Perché partirono le Crociate?”
La domanda storicamente più onesta è anche un’altra: che cosa era accaduto prima?
Per comprendere il quadro religioso e giuridico dell’espansione islamica, è utile leggere anche il nostro approfondimento sul Jihad, dove analizziamo il rapporto tra guerra, espansione e fonti islamiche. Allo stesso modo, la condizione dei cristiani sottomessi al dominio islamico va letta alla luce della dhimma, cioè dello statuto subordinato imposto ai non musulmani protetti, ma inferiori, all’interno dell’ordine islamico classico.
VII secolo: la conquista dei territori cristiani d’Oriente
Dopo la morte di Maometto, avvenuta nel 632, l’espansione islamica uscì rapidamente dalla penisola arabica e investì territori che da secoli appartenevano al mondo cristiano, bizantino e persiano. Siria, Palestina, Egitto e Nord Africa non erano “terre islamiche”: erano aree dove il cristianesimo era radicato, con città, vescovati, monasteri, chiese, tradizioni teologiche e comunità antichissime.
Quando Gerusalemme cadde sotto il dominio islamico nel VII secolo, non venne “liberata” da un’occupazione occidentale. Fu sottratta all’Impero cristiano d’Oriente. Lo stesso vale per Alessandria d’Egitto, Cartagine e vaste regioni del Mediterraneo cristiano.
Questo è il primo grande dato rimosso: l’Islam non si espanse in un deserto politico e religioso. Si espanse contro imperi, città e popolazioni già cristiane.
- 632 – Morte di Maometto. Dopo la sua morte, le forze musulmane iniziano una rapida espansione militare fuori dall’Arabia.
- 632-634 – Prime campagne musulmane contro territori bizantini e persiani, con offensive in Siria, Palestina e Iraq.
- 635 – Conquista musulmana di Damasco, una delle grandi città della Siria cristiana.
- 636 – Battaglia dello Yarmuk: l’esercito bizantino viene sconfitto e la Siria bizantina viene progressivamente perduta.
- 638 – Conquista musulmana di Gerusalemme, città santa della cristianità.
- 642 – Conquista musulmana di Alessandria d’Egitto, grande centro cristiano, culturale e teologico del Mediterraneo.
- 647 – Spedizioni musulmane in Nord Africa e in Tripolitania.
- 649 – Inizio delle grandi guerre navali nel Mediterraneo orientale e attacchi contro Cipro.
- 652 – Prima spedizione musulmana contro la Sicilia.
- 667 – Occupazione musulmana di Calcedonia, in Anatolia, davanti a Costantinopoli.
- 669 – Attacco musulmano a Siracusa.
- 670 – Avanzata musulmana nel Maghreb.
- 674-680 – Primo grande assedio musulmano di Costantinopoli. La capitale dell’Impero cristiano d’Oriente resiste, ma la pressione islamica arriva al cuore del mondo bizantino.
- 698 – Cartagine viene conquistata dagli arabi ai danni dei bizantini. Cade uno dei simboli più importanti del cristianesimo nordafricano.
Già alla fine del VII secolo, dunque, l’Islam aveva strappato al mondo cristiano regioni enormi: Siria, Palestina, Egitto, Nord Africa. Non si trattava di episodi marginali, ma di una trasformazione geopolitica gigantesca.
VIII secolo: Spagna, Francia meridionale e Mediterraneo occidentale
L’VIII secolo segna l’avanzata islamica verso il Mediterraneo occidentale. La Spagna visigota viene travolta, la Sicilia viene ripetutamente attaccata, le coste vengono colpite e l’espansione musulmana arriva fino alla Francia meridionale.
Chi oggi parla di “convivenza andalusa” come se la presenza islamica in Spagna fosse nata da uno scambio culturale pacifico dimentica un dettaglio fondamentale: al-Andalus nacque da una conquista militare.
- 700 – Assalto musulmano a Pantelleria.
- 704 – L’emiro Musa ibn Nusayr intensifica la guerra nel Mediterraneo occidentale, colpendo il Tirreno e la Sicilia.
- 710 – Attacco musulmano a Cagliari.
- 711 – Sbarco musulmano nella Spagna meridionale. Inizia la conquista islamica della penisola iberica visigota.
- 715-717 – Secondo grande assedio musulmano di Costantinopoli. L’Impero bizantino riesce ancora a resistere.
- 720 – Nuovi attacchi alle coste della Sicilia.
- 721-732 – Le forze musulmane avanzano nella Francia meridionale. Il loro slancio viene fermato in parte dalle resistenze franche, culminate nella battaglia di Poitiers/Tours del 732.
- 727-731 – Aggressioni musulmane alle coste siciliane.
- 738 – Liutprando interviene contro le forze musulmane nella regione di Arles.
- 740 – Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno.
- 753 – Ulteriore sbarco musulmano in Sicilia.
- 778 – Scontri nell’area pirenaica tra forze franche, longobarde e musulmane.
Il Mediterraneo occidentale non era una “zona di dialogo” astratta. Era uno spazio conteso, attraversato da flotte, incursioni, guerre e saccheggi.
IX secolo: Sicilia, Italia meridionale, Roma e monasteri
Il IX secolo è decisivo per l’Italia. Le incursioni saracene colpiscono Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Sardegna, Corsica, Provenza e perfino Roma. Città, basiliche, monasteri e campagne vengono attaccati. La Sicilia viene progressivamente conquistata. Bari diventa per decenni sede di un emirato musulmano.
Questo è uno dei passaggi più imbarazzanti per la retorica dell’Islam medievale “tollerante”: mentre oggi si parla quasi solo di biblioteche e filosofi, le fonti medievali ricordano anche assalti, deportazioni, saccheggi e devastazioni.
- 806 – I musulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Nello stesso periodo si registrano scontri con forze saracene anche in Corsica.
- 812-813 – Incursioni saracene contro Lampedusa, Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, Sardegna, Corsica e Nizza.
- 819 – Nuovo attacco alla Sicilia.
- 827 – Sbarco musulmano in Sicilia: inizia la lunga conquista islamica dell’isola.
- 829 – Incursioni saracene nell’area tirrenica, fino a Civitavecchia.
- 830 – Incursioni nella campagna romana.
- 831 – Palermo si arrende agli arabi e diventa uno dei principali centri del potere islamico in Sicilia.
- 838 – Attacco saraceno a Marsiglia.
- 839 – Incursioni saracene in Calabria e conquista di Taranto.
- 840 – Scontri navali davanti a Taranto; saccheggi nell’Adriatico e lungo le coste.
- 841 – Forze saracene si spingono nell’area del Quarnaro e colpiscono la potenza navale veneziana.
- 842 – Bari viene conquistata dai musulmani. Nasce l’emirato di Bari, una base islamica nel cuore dell’Italia meridionale.
- 843 – Messina cade sotto il controllo musulmano.
- 846 – Incursione saracena contro Roma. Le basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura vengono saccheggiate. È uno degli episodi simbolicamente più gravi delle aggressioni islamiche contro l’Italia cristiana.
- 849 – Nuove incursioni saracene nel Mediterraneo occidentale, anche in Sardegna.
- 850 – Attacco musulmano contro Arles.
- 852-853 – Assalti saraceni alle coste calabresi e campane.
- 856 – Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano.
- 859 – Gli arabi prendono Enna, rafforzando il controllo islamico sulla Sicilia interna.
- 867 – Saccheggio del monastero di San Michele sul Gargano. Nello stesso periodo si registrano pressioni saracene anche sulle città dalmate e nell’Adriatico.
- 868 – Re Ludovico II libera Matera, Venosa e parte della Calabria.
- 869 – Bande saracene invadono la Camargue.
- 870 – Malta cade sotto controllo musulmano; si registrano incursioni anche contro Ravenna.
- 879 – Taormina viene presa dagli arabi.
- 879 – Incursioni saracene colpiscono Teano, Caserta e la campagna romana.
- 881 – Il papa scomunica il vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni, segno della complessità politica dell’epoca ma anche della pressione musulmana sull’Italia meridionale.
- 885 – I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro.
- 890 – I musulmani di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto, in Provenza, da cui partiranno incursioni per decenni.
- 898 – Saccheggio saraceno della Badia di Farfa, uno dei grandi centri monastici dell’Italia medievale.
Roma, Montecassino, Farfa, San Michele sul Gargano: non parliamo di obiettivi militari qualsiasi, ma di luoghi centrali della cristianità medievale. Eppure questi episodi raramente entrano nel racconto pubblico sulle Crociate.
Per approfondire il tema delle razzie, dei prigionieri e della riduzione in schiavitù, rimandiamo anche al nostro articolo su Islam e schiavitù, perché la guerra islamica medievale non produsse soltanto conquiste territoriali, ma anche cattura e sfruttamento di esseri umani.
X secolo: Calabria, Puglia, Oria e pressione sul Mediterraneo cristiano
Nel X secolo la pressione islamica continua. Calabria, Puglia, Campania, Provenza e arco alpino subiscono incursioni. I saraceni stabiliscono basi, colpiscono abbazie, devastano città e portano via prigionieri.
Oria, nel 925, rientra in questa lunga sequenza di aggressioni. Secondo le fonti riportate dalla tradizione storiografica, la città fu espugnata da una spedizione musulmana nel contesto delle operazioni fatimidi contro l’Italia meridionale. Anche qui ricorre il copione tipico delle incursioni mediterranee: assalto, saccheggio, massacro, deportazione, bottino umano e materiale.
Ma Oria non va isolata come se fosse un’eccezione. Va letta insieme a Taranto, Paestum, Genova, la Calabria, le abbazie colpite, le coste saccheggiate, le basi saracene in Provenza e le razzie che per decenni attraversarono il Mediterraneo cristiano.
- 912 – Incursione saracena contro l’Abbazia di Novalesa.
- 913 – Attacco musulmano alla Calabria.
- 914 – Basi saracene vengono stabilite nell’Italia centrale, in aree come Trevi e Sutri.
- 916 – Incursioni saracene nella Moriana, in Savoia.
- 922 – Incursione e saccheggio di Taranto.
- 924 – Presa di Sant’Agata di Calabria.
- 925 – Incursioni saracene in Calabria e in terra d’Otranto; assedio e massacro di Oria, con uccisioni, prigionieri, deportazioni e bottino.
- 929 – Saccheggio delle coste calabresi.
- 930 – Paestum viene saccheggiata.
- 934-935 – Incursioni musulmane contro Genova e lungo le coste tirreniche.
- 940-950 – Persistenza delle basi saracene nel Mediterraneo occidentale e in Provenza, con razzie verso l’entroterra.
- 972 – San Maiolo, abate di Cluny, viene catturato dai saraceni nelle Alpi, episodio che mostra quanto le incursioni potessero spingersi anche lontano dalle coste.
- 973 – Le forze cristiane distruggono la base saracena di Frassineto, ponendo fine a una lunga stagione di incursioni in Provenza e nell’arco alpino.
Il punto, quindi, non è trasformare Oria in un simbolo unico, ma ricordare che Oria appartiene a una catena. Una catena fatta di città colpite, monasteri devastati, coste saccheggiate, prigionieri deportati e popolazioni cristiane esposte per secoli alla pressione militare islamica.
Quando oggi qualcuno racconta l’Islam medievale come una specie di festival permanente della tolleranza, bisognerebbe ricordargli l’intero quadro: non solo Cordova, non solo Baghdad, non solo le traduzioni, non solo i filosofi. Anche Taranto, Roma, Montecassino, Farfa, Paestum, Genova, Calabria, Puglia, Oria, Frassineto. Anche i morti. Anche i prigionieri. Anche le deportazioni.
XI secolo: Santo Sepolcro, Anatolia e crisi bizantina
L’XI secolo porta il quadro verso la Prima Crociata. Gerusalemme e i Luoghi Santi sono sotto dominio islamico. I pellegrinaggi cristiani diventano più difficili e pericolosi in varie fasi. L’Impero bizantino subisce un colpo durissimo con l’avanzata dei turchi selgiuchidi in Anatolia.
Due episodi sono particolarmente importanti: la distruzione del Santo Sepolcro nel 1009 e la battaglia di Manzikert nel 1071.
- 1009 – Il califfo fatimide al-Hakim ordina la distruzione della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, uno dei luoghi più sacri della cristianità. L’episodio ebbe un enorme impatto simbolico nel mondo cristiano.
- 1015-1016 – Mujahid al-Amiri, signore musulmano di Denia, attacca la Sardegna. Le potenze cristiane marittime reagiscono per contrastare l’espansione islamica nel Tirreno.
- 1034 – Incursioni e scontri nel Mediterraneo centrale e meridionale continuano a segnare il rapporto tra potenze cristiane e musulmane.
- 1064 – Spedizione contro Barbastro, in Spagna, nel contesto della lunga Reconquista iberica contro il potere islamico.
- 1071 – I turchi selgiuchidi sconfiggono l’esercito bizantino nella battaglia di Manzikert. Non furono “gli arabi”, ma turchi musulmani selgiuchidi. La sconfitta apre la strada alla progressiva perdita bizantina dell’Anatolia e aggrava la pressione islamica sull’Impero cristiano d’Oriente.
- 1071 – Bari, ultima grande roccaforte bizantina in Italia meridionale, cade in mano normanna. Il quadro politico del Mediterraneo cambia, ma la pressione islamica su Bisanzio continua a Oriente.
- 1080-1090 – L’avanzata selgiuchide in Anatolia mette in crisi l’Impero bizantino e minaccia sempre più direttamente Costantinopoli.
- 1095 – L’imperatore bizantino Alessio I Comneno chiede aiuto all’Occidente. Papa Urbano II, al Concilio di Clermont, lancia la Prima Crociata.
Questo è il contesto che viene spesso cancellato: la Prima Crociata non nacque come aggressione improvvisa contro un Islam inerme. Nacque dentro una lunga storia di conflitto, dopo secoli di conquiste islamiche e dopo una richiesta di aiuto proveniente dall’Impero cristiano d’Oriente, ormai gravemente minacciato.
Cosa viene rimosso dalla narrazione moderna
La narrazione contemporanea sulle Crociate tende spesso a iniziare dal 1095, con il discorso di Urbano II a Clermont, isolando quell’evento dal lungo contesto storico che lo precede. Il risultato è una lettura sbilanciata: l’Occidente cristiano appare come aggressore originario, mentre l’Islam medievale viene presentato come una realtà prevalentemente pacifica, commerciale, filosofica e tollerante, improvvisamente colpita da una violenza esterna.
Questa impostazione non è neutrale. È una selezione del campo visivo.
Prima del 1095 non vi era un Islam estraneo alla guerra e al dominio politico, dedito soltanto alle biblioteche, alle traduzioni e agli scambi culturali. Vi erano già secoli di conquiste islamiche, campagne militari, assedi, razzie, deportazioni, schiavitù e sottomissione di territori cristiani. Siria, Palestina, Egitto e Nord Africa furono sottratti al mondo bizantino e cristiano. Gerusalemme, Alessandria, Cartagine, la Spagna visigota, la Sicilia, Bari, Taranto, Roma, Montecassino, Farfa, la Calabria, la Puglia e Oria appartengono a questa storia.
Raccontare la risposta crociata separandola dai quattro secoli precedenti significa produrre una ricostruzione mutilata. Non è analisi storica equilibrata, ma interpretazione selettiva: severa verso l’Occidente cristiano, indulgente verso l’espansione islamica.
Il problema è anche terminologico. Quando la conquista è cristiana o europea, il lessico moderno ricorre facilmente a parole come imperialismo, fanatismo, colonialismo, oppressione. Quando la conquista è islamica, invece, il linguaggio tende spesso ad ammorbidirsi: “espansione”, “scambio mediterraneo”, “incontro di civiltà”, “convivenza”, “età dell’oro”. Ma le categorie morali e storiche non dovrebbero cambiare a seconda del soggetto che conquista.
Una conquista resta una conquista. Una razzia resta una razzia. Una deportazione resta una deportazione. Una popolazione sottomessa resta una popolazione sottomessa. Anche quando gli autori non sono europei cristiani, ma eserciti, emirati o califfati musulmani.
La retorica islamocentrica tende a trasformare il dominio in convivenza, la subordinazione in tolleranza, l’inferiorità giuridica in pluralismo, la fiscalità discriminatoria in semplice amministrazione. È un’operazione storiografica discutibile, perché sposta l’attenzione dagli strumenti concreti del potere alle immagini idealizzate della civiltà islamica.
Le popolazioni cristiane finite sotto dominio islamico non entrarono in una società egualitaria in senso moderno. Entrarono spesso in un ordine gerarchico, nel quale il musulmano occupava la posizione dominante e il non musulmano tollerato viveva in condizione subordinata. La dhimma non fu libertà religiosa moderna, ma protezione condizionata. La jizya non fu un dettaglio fiscale neutro, ma il segno giuridico e politico di una inferiorità riconosciuta.
Questo è il punto che viene frequentemente rimosso: l’Islam medievale non fu soltanto filosofia, medicina, architettura, traduzioni e biblioteche. Fu anche conquista, diritto di guerra, subordinazione dei vinti, schiavitù, pressione militare e dominio religioso-politico.
Ridurre il quadro alla sola violenza crociata e trasformare l’espansione islamica in uno sfondo quasi innocente significa costruire una memoria storica asimmetrica. L’Occidente viene sottoposto a giudizio permanente; l’Islam viene spesso protetto da un linguaggio attenuante, quasi assolutorio.
Ma una ricostruzione seria non può permettersi questa doppia misura. Prima delle Crociate, l’Islam aveva già conquistato, sottomesso, saccheggiato e colpito per secoli territori cristiani. Le Crociate non furono l’inizio del conflitto tra Cristianità e Islam. Furono una risposta tardiva, violenta e controversa a un conflitto che l’espansione islamica aveva aperto molto prima.
Per comprendere il rapporto tra guerra, sottomissione degli infedeli e fonti islamiche, rimandiamo anche ai nostri approfondimenti sul versetto della spada e sul Jihad.
La Prima Crociata: una risposta dopo quattro secoli di pressione islamica
A questo punto il quadro dovrebbe essere chiaro: la Prima Crociata non comparve dal nulla, non fu un capriccio improvviso dell’Occidente cristiano e non nacque in un Mediterraneo pacificato. Quando Urbano II parlò a Clermont nel 1095, il mondo cristiano aveva già alle spalle più di quattro secoli di perdite territoriali, conquiste islamiche, aggressioni, assedi, incursioni, saccheggi, deportazioni e sottomissioni.
Gerusalemme non era stata conquistata dai crociati per prima: era già stata conquistata dall’Islam nel VII secolo. La Siria cristiana era già caduta. L’Egitto cristiano era già caduto. Il Nord Africa cristiano, un tempo ricco di diocesi, monasteri, teologi e comunità cristiane, era stato progressivamente travolto. La Spagna visigota era stata invasa. La Sicilia era stata attaccata, conquistata e a lungo dominata. Roma era stata saccheggiata. Bari, Taranto, Montecassino, Farfa, la Calabria, la Puglia e molte coste cristiane avevano conosciuto incursioni, devastazioni e prigionieri trascinati via.
La Prima Crociata va letta dentro questo scenario, non fuori da esso. Fu una risposta tardiva, armata, religiosa e politica a una lunga pressione islamica sul mondo cristiano e alla crisi dell’Impero bizantino, ormai gravemente minacciato dai turchi selgiuchidi dopo la sconfitta di Manzikert del 1071. Quando l’imperatore Alessio I Comneno chiese aiuto all’Occidente, non stava chiedendo sostegno per una guerra teorica o per un’avventura esotica: chiedeva aiuto contro una pressione militare concreta che stava erodendo i territori cristiani d’Oriente.
Questo non rende automaticamente pura ogni azione crociata, né cancella le violenze, gli eccessi e le brutalità commesse durante le spedizioni. Ma impedisce una falsificazione molto diffusa: quella secondo cui la Prima Crociata sarebbe stata l’inizio dell’aggressione cristiana contro un Islam pacifico, innocente e sostanzialmente estraneo alla guerra di conquista.
Storicamente, il conflitto era iniziato molto prima. E a iniziarlo non furono i crociati.
La Prima Crociata fu il momento in cui una parte dell’Occidente latino decise di reagire militarmente a una pressione islamica che durava da secoli. Fu una risposta aspra, violenta, imperfetta, segnata dalla mentalità religiosa e guerriera del suo tempo; ma fu comunque una risposta, non l’atto originario del conflitto.
Per questo raccontare le Crociate partendo dal 1095 è già un errore metodologico. Significa isolare la reazione dal contesto che la rese possibile, comprensibile e politicamente mobilitante. Significa mettere sotto processo l’Occidente cristiano senza esaminare il lungo fascicolo precedente dell’espansione islamica.
Prima della Prima Crociata c’erano già stati Yarmuk, Gerusalemme, Alessandria, Cartagine, la Spagna visigota, la Sicilia, Roma, Bari, Taranto, Montecassino, Farfa, Oria, Manzikert. C’erano secoli di avanzata islamica e secoli di arretramento cristiano. C’erano territori perduti, luoghi santi sottratti, città colpite, popolazioni subordinate e confini cristiani sempre più esposti.
Il 1095, quindi, non fu l’inizio della violenza tra Cristianità e Islam. Fu il momento in cui quella violenza, già aperta da secoli dall’espansione islamica, ricevette una risposta militare organizzata dall’Occidente latino.
Chi vuole giudicare le Crociate può farlo. Ma se vuole farlo seriamente, deve cominciare prima delle Crociate. Deve guardare ciò che accadde prima di Clermont, prima di Urbano II, prima della marcia verso Gerusalemme. Deve guardare i quattro secoli di conquiste, razzie e aggressioni islamiche che precedettero il 1095.
Altrimenti non sta ricostruendo la storia. Sta semplicemente scegliendo da quale pagina iniziare il processo.
La favola dell’Islam pacifico aggredito dall’Occidente
La favola dell’Islam pacifico aggredito dall’Occidente cristiano serve a costruire un processo permanente all’Europa e una assoluzione permanente dell’Islam.
Secondo questa narrazione, l’Islam medievale sarebbe stato soprattutto scienza, filosofia, medicina, matematica, architettura, biblioteche e tolleranza. L’Occidente cristiano, invece, sarebbe stato solo oscurantismo, barbarie, fanatismo e violenza.
È una caricatura.
La storia reale è molto più complessa. Nel mondo islamico ci furono certamente traduzioni, scambi culturali, scienza, filosofia e amministrazione. Ma ci furono anche jihad, conquista, schiavitù, sottomissione dei non musulmani, razzie, distruzione di chiese, deportazioni e guerre.
Nel mondo cristiano ci furono certamente violenze, persecuzioni, brutalità e fanatismi. Ma ci furono anche università, monasteri, diritto, filosofia, arte, teologia, istituzioni, resistenza militare e difesa di territori aggrediti.
La propaganda vive di semplificazioni: Islam luce, Occidente tenebra. Storia seria significa invece guardare tutto, non solo ciò che conviene.
E ciò che conviene spesso viene accuratamente selezionato: Cordova sì, Oria no. Baghdad sì, Montecassino no. Filosofi sì, schiavi no. Astronomi sì, basiliche saccheggiate no. “Convivenza” sì, jizya no. “Età dell’oro” sì, conquista militare no.
Questo articolo nasce per rimettere sul tavolo la parte rimossa.
Conclusione: le Crociate non nacquero dal nulla
Le Crociate furono eventi complessi, violenti, imperfetti, segnati anche da interessi politici, ambizioni dinastiche, brutalità e contraddizioni interne al mondo cristiano. Nessuna ricostruzione seria dovrebbe trasformarle in una favola immacolata.
Ma l’altra favola, oggi molto più diffusa, è ancora più falsa: quella secondo cui l’Occidente cristiano si sarebbe svegliato una mattina decidendo di aggredire un Islam pacifico, tollerante e assorto tra biblioteche, filosofi e astronomi.
Prima della Prima Crociata ci furono quattro secoli di conquiste islamiche, assedi, razzie, guerre, deportazioni, schiavitù e pressioni continue contro territori cristiani.
Prima del 1095 ci furono Gerusalemme, Siria, Egitto, Nord Africa, Spagna, Sicilia, Roma, Bari, Taranto, Montecassino, Farfa, Oria, Anatolia.
Prima del 1095 ci furono cristiani sottomessi, pellegrini minacciati, monasteri attaccati, città saccheggiate, coste devastate, prigionieri deportati e luoghi santi perduti.
La domanda, quindi, non è soltanto: “Perché partirono le Crociate?”
La domanda storicamente più onesta è un’altra:
quanto ancora avrebbe dovuto aspettare il mondo cristiano prima di reagire?
Chi racconta le Crociate cancellando tutto ciò che venne prima non sta facendo storia. Sta facendo assoluzione preventiva dell’Islam e processo permanente all’Occidente.
La memoria storica non può funzionare a senso unico.
Non può ricordare solo le colpe cristiane e dimenticare le conquiste islamiche.
Non può indignarsi per Gerusalemme crociata e tacere sulla Gerusalemme conquistata dall’Islam.
Non può parlare di violenza occidentale e sorvolare su quattro secoli di razzie, assedi, schiavitù e aggressioni islamiche.
Le Crociate non nacquero dal nulla.
Nacquero dopo quattro secoli di conquiste islamiche, pressioni militari, razzie, sottomissioni e perdita di territori cristiani.
Nacquero dopo Gerusalemme conquistata dall’Islam, dopo la Siria, dopo l’Egitto, dopo il Nord Africa, dopo la Spagna, dopo la Sicilia, dopo Roma, dopo Montecassino, dopo Farfa, dopo Bari, dopo Taranto, dopo Oria, dopo Manzikert.
La Prima Crociata non fu l’inizio del conflitto.
Fu la risposta tardiva di un mondo cristiano che, per secoli, aveva visto avanzare il potere islamico sui propri territori, sulle proprie città, sui propri luoghi santi e sulle proprie popolazioni.
Si può discutere quanto quella risposta fu giusta, quanto fu brutale, quanto fu contaminata da interessi politici e umani. Ma una cosa resta difficilmente negabile: chi racconta il 1095 senza raccontare i quattro secoli precedenti non sta spiegando la storia. La sta amputando.

Era ora di far conoscere la storia a molte persone.
Noi non eravamo stinchi di santi, ma da allora ci siamo evoluti. lOEO GLI ISLAMICI no!
Quest notizie devono essere divulgate ovenque in qualsiasi modo
.
Appare chiaro che l’Islam è guerriglia e saccheggio, che i musulmani chiamato “pace” e da noi si dice conquista. Diamo pane al pane e vino al vino