Il Corano prima del Corano: racconti già noti prima dell’Islam

Lo studioso Meir Bar-Ilan ha esaminato il rapporto fra il racconto coranico e alcune tradizioni ebraiche e aramaiche nel saggio Sūrat Yūsuf (XII) and Some of Its Possible Jewish Sources, pubblicato nel 2016.

Fra le testimonianze analizzate figura una poesia aramaica nella quale la moglie di Potifar invita altre donne a un banchetto. Le invitate tengono in mano coltelli ed etrogim, cioè cedri, e si feriscono le mani dopo aver contemplato la bellezza di Giuseppe.

Bar-Ilan attribuisce questa tradizione poetica all’età bizantina, collocandola fra il IV e il VI secolo sulla base delle sue caratteristiche linguistiche. La datazione riguarda la ricostruzione storica del testo, non l’età materiale dei manoscritti conservati.

Il racconto coranico presenta così una combinazione di elementi narrativi attestata anche nella tradizione ebraico-aramaica: moglie di Potifar, invitate, coltelli, apparizione di Giuseppe e ferite alle mani. La ricostruzione di Bar-Ilan colloca questa tradizione in un contesto anteriore all’Islam e mostra come l’episodio di Corano 12:31 possa essere studiato attraverso antecedenti narrativi umani, senza ricorrere a una spiegazione soprannaturale.

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