L’articolo sostiene che il declino del mondo islamico non è dovuto principalmente a cause esterne, ma a problemi interni iniziati già nel XII secolo.
Da quel periodo l’islam ha progressivamente chiuso la porta alla ragione critica, alla filosofia e all’ijtihad, privilegiando l’ortodossia religiosa e l’ortoprassi (osservanza rigida della sharia). Mentre l’Europa sviluppava società pluraliste, università, scienza e valorizzazione dell’individuo, il mondo islamico rimaneva ancorato a un modello medievale tripolare (tribù, umma, impero) dominato dagli ulama e dal tradizionalismo.
Il confronto tra le strutture sociali e teologiche di islam e cristianesimo mostra come questa scelta abbia impedito lo sviluppo di Rinascimento, Illuminismo e modernità. I grandi imperi (Mogul, Safavide, Ottomano) ne sono rimasti intrappolati, accumulando un ritardo scientifico, economico e culturale duraturo.
Conclusione: senza una sincera autocritica e la riapertura alla ragione, il declino non è solo storia passata, ma una condizione ancora in atto.