Cristianesimo 178 milioni di morti, Islam 31 milioni? Il trucco di Body Count
Il grafico Body Count attribuisce 178 milioni di morti al cristianesimo e 31 milioni all’Islam. Analizziamo metodo, fonti e conclusioni dello studio.
Il grafico Body Count attribuisce 178 milioni di morti al cristianesimo e 31 milioni all’Islam. Analizziamo metodo, fonti e conclusioni dello studio.
Commento al Corano: Sura 38 Sad, “Sad” Torna all’indice La Sura 38 Sad, “Sad”, è una sura meccana e prende il nome dalla lettera araba Sad, con cui si apre. Come accade per altre...
Le monete arabo-bizantine mostrano che il primo Islam non produsse subito un linguaggio monetale autonomo. Nei territori conquistati continuò a usare modelli bizantini, figure imperiali, croci modificate, lettere greche e strutture precedenti, prima della riforma omayyade di Abd al-Malik e della monetazione pienamente epigrafica.
Un dossier sulla misoginia nel mondo islamico medievale attraverso fonti poetiche, religiose e morali: Khāqānī, Awḥadī, Saʿdī, Nasīḥat al-mulūk, Bukhari, Nahj al-Balāgha e Corano 4:34.
Karbala viene spesso raccontata come simbolo di martirio e resistenza spirituale. Ma dietro la poesia devozionale resta un fatto storico scomodo: Husayn ibn Ali, nipote di Maometto, fu massacrato dentro una crisi interna dell’Islam politico, tra califfato, successione, bayʿa, obbedienza e potere omayyade.
Dopo il gelato “islamico”, gli arancini “islamici” e Dante “debitore dell’Islam”, adesso tocca a Ziryab.
Secondo la solita narrazione islamocentrica, avrebbe insegnato all’Europa le buone maniere a tavola e perfino la “mise en place”. Peccato che le fonti siano tarde, spesso leggendarie, e che Romani, Bizantini e Persiani pre-islamici avessero già banchetti, cerimoniali, musica e raffinatezze ben prima di lui.
Ziryab fu forse una figura interessante.
Ma trasformarlo nel maestro della tavola europea è propaganda, non storia. La tavola è grande, ma non abbastanza da farci ingoiare qualunque leggenda.
Per anni ci è stato ripetuto che l’Islam si sarebbe diffuso principalmente attraverso la pace, la tolleranza e la semplice predicazione.
Ma cosa raccontano le fonti più vicine agli eventi?
Le testimonianze non-musulmane del VII secolo descrivono gli “Arabi di Maometto” mentre conquistano territori, devastano villaggi, uccidono e fanno prigionieri. Documenti scritti mentre quelle conquiste erano ancora in corso collegano già il nome di Maometto a un movimento militare in piena espansione.
Perché questi documenti vengono raramente citati quando si parla delle origini dell’Islam?
Analizziamo le fonti storiche più antiche e lasciamo che siano i documenti a parlare.
L’Eid al-Adha, la cosiddetta “festa del sacrificio”, viene presentata come il culmine della sottomissione ad Allah. Eppure, una lettura senza filtri delle fonti primarie – Corano, tafsir di Ibn Kathir e Sunnah – rivela gravi contraddizioni testuali, teologiche e storiche, oltre a una pratica rituale che si scontra frontalmente con i valori occidentali di compassione animale, laicità e diritti individuali.
L’articolo smonta il mito dell’Andalusia dorata e della convivencia (convivenza pacifica tra musulmani, cristiani ed ebrei), spesso presentato come un modello di tolleranza multiculturale.
Tesi principale:
Questa immagine idealizzata è un’invenzione romantica ottocentesca, amplificata nel XX e XXI secolo per ragioni ideologiche. Contrasta nettamente con le fonti primarie arabe, latine e ebraiche, che descrivono invece un regime di dominazione islamica basato su conquista violenta, discriminazione istituzionalizzata e periodi ricorrenti di persecuzione.
Analisi approfondita sulle origini calendario islamico: dalle pratiche pre-islamiche con il nasī’ alla proibizione coranica, dall’istituzione umana di ʿUmar fino ai problemi della rukyah e della deriva stagionale. Un articolo che mette in discussione la narrazione tradizionale.