Fjordman: ad Obama, in merito all’Islam e alla scienza

In questo lavoro, Fjordman esamina ciò che Barack Obama ha chiamato “il debito della civiltà all’Islam

Il discorso dell’ex Presidente statunitense Barack Hussein Obama, rilasciato all’Università del Cairo in Egitto, il 4 giugno 2009, ha contenuto così tante mezze-verità, distorsioni o palesi bugie che è praticamente impossibile affrontarle tutte adeguatamente in un singolo lavoro. Qui mi concentrerò particolarmente sulla parte scientifica.

Prendete questa citazione:

Quale studente di storia, so pure il debito della civiltà all’Islam. È stato l’Islam – in luoghi come l’Università di Al-Azhar – che ha condotto la Luce dell’apprendimento attraverso così tanti secoli, spianando la Via per il Rinascimento europeo e l’Illuminismo. Fu l’Innovazione nelle comunità islamiche che sviluppò l’Ordine algebrico; la nostra bussola magnetica e gli strumenti di Navigazione; la nostra maestria di penne e stampe; la nostra comprensione di come si diffondono le malattie e di come possono essere guarite. La cultura islamica ci ha dato maestosi Archi e Guglie svettanti; poesia senza tempo e musica apprezzata; calligrafia elegante e posti di pacifica contemplazione. E attraverso la storia, l’Islam ha dimostrato attraverso parole e fatti le possibilità di tolleranza religiosa e eguaglianza razziale.

C’è anche solo una singola affermazione veritiera in questo paragrafo? Forse gli Islamici hanno avuto della decente calligrafia, e alcuni dei loro scolari hanno dato contributi all’algebra, ma a parte ciò, è praticamente una totale insensatezza. La bussola magnetica è stata inventata dai cinesi, e possibilmente dagli Europei indipendentemente. La stampa di libri, pure, è stata inventata dai cinesi, ed è stata ostinatamente e persistentemente rigettata dagli Islamici per un migliaio di anni o più a causa della resistenza religiosa islamica. Essi hanno amato molto di più l’invenzione cinese della polvere da sparo.

 

Parte A

Nessun collegamento diretto è stato mai provato fra la stampa su carta di Gutenberg e la stampa dell’Asia orientale, sebbene sia concepibile che l’Idea di Base della stampa sia stata importata in Europa. In contrasto, sappiamo con il 100% della Certezza che gli Islamici conobbero la stampa dell’Asia orientale, ma che la rigettarono aggressivamente. Lo scolaro Thomas Allsen nel suo libro culture and Conquest in Mongol Eurasia (cultura e conquista nell’Eurasia mongola) ha descritto come le autorità in Iran sotto il Governo mongolo, nel 1294, abbiano cercato di introdurre le Banconote stampate in Stile cinese ma abbiano fallito a causa della resistenza popolare:

Certamente il mondo islamico ha esibito un’attiva e sostenuta opposizione verso tecnologie mobili emananti dall’Europa nel quinto secolo e seguenti. Questa opposizione, basata su considerazioni sociali, religiose e politiche, è durata ben fino al diciottesimo secolo. Solo quando la stampa di origine europea è stata introdotta nell’Impero ottomano, e solo nel secolo successivo, la stampa si è largamente diffusa nel mondo arabo e in Iran. La lunga riluttanza, il disinteresse verso la tipografia europea, e il fallimento dello Sfruttamento delle tradizioni di stampa indigene egiziane, sono stati certamente sostenuti da qualche tipo di fondamentale antipatia strutturale o ideologica, verso questa particolare tecnologia.

È probabilmente a causa del commercio che i mediorientali conobbero la stampa prima di questo fatto, eppure a causa della resistenza religiosa islamica adottarono questa grande invenzione solo mille anni o più dopo rispetto a quando fu inventata in Cina. Le minoranze quali gli Ebrei o i Cristiani greci o armeni, sono stati i primi ad usare la stampa nei reami ottomani. Il primo libro stampato in lingua persiana è stato probabilmente un Pentateuco giudeo-persiano.

Per quanto concerne la musica, la teoria greca in merito al soggetto si è evoluta a partire da Pitagora, prima del 500 avanti Cristo. La Chiesa era l’istituzione dominante nell’Europa post-romana ed attingeva dalla filosofia greca e dalla teoria musicale. Alcuni elementi dell’Osservanza cristiana potrebbero derivare pure dalla tradizione ebraica: principalmente il canto delle Scritture e la Firma dei Salmi, i Poemi, e Lodi dal libro dei Salmi. I Cristiani hanno integrato la musica nella loro liturgia.

Nella Chiesa occidentale, il canto gregoriano e lo sviluppo della musica polifonica è stato valutato quale Decorazione, un Concetto centrale nell’arte e nell’Architettura medievali. Secondo A History of Western Music (storia della musica occidentale), settima Edizione, di Donald J. Grout, Peter J. Burkholder e Claude V. Palisca: “L’esibizione polifonica ha elevato la Grandezza del canto e perciò della liturgia stessa”. Ciò ha dato avvìo ad una tradizione musicale che ha condotto a Bach, Mozart e Beethoven. Niente di simile è accaduto nel mondo islamico, nonostante il fatto che gli Islamici avessero inizialmente avuto accesso a tanto dello stesso Materiale. Ho descritto ciò nel mio lavoro ( essay ) Why Muslims Like Hitler, but Not Mozart (perché agli Islamici piace Hitler, ma non Mozart).

Lo storico Bernard Lewis scrive in The Middle East: A Brief History of the Last 2,000 Years (Il Medio Oriente, una breve storia dei passati 2000 anni):

Dal momento che l’Adorazione islamica – ad eccezione, limitata, di alcuni Ordini dervisci – non fa alcun uso della musica, i Musicisti nelle Terre islamiche mancano dell’immenso Vantaggio beneficiato dai Musicisti cristiani, attraverso il Patronato della Chiesa e dei suoi alti Dignitari. Il Patronato di Corti e grandi Casate, certamente utili, era intermittente ed episodico, e pericolosamente soggetto ai Capricci dei Potenti. I Musicisti islamici non hanno progettato alcun sistema standard di Notazione, e i loro compositori erano conosciuti solo tramite il mezzo fallibile e variabile della Memoria. non c’è un corpo musicale preservato della musica islamica classica, paragonabile a quello della tradizione musicale europea. Tutti ciò che rimane è una Letteratura piuttosto vasta teorica sulla musica, alcune Descrizioni e Ritratti di Musicisti ed Occasioni musicali, da parte di scrittori e artisti, un numero di antichi strumenti a vari Stadi di Conservazione, e naturalmente la Memoria vivente di Esibizioni di un lontano passato.

Ci sono dei critici del Signor Lewis quale scolaro, i quali conseguentemente credono che non dovrebbe essere citato come autorità. bisognerebbe sempre dimostrare una sana critica verso qualunque scrittore, ma so da altre fonti che le citazioni sopraccitate sono largamente corrette.

Molte forme di musica sono vietate nell’Islam. The Reliance of the Traveller (La Dipendenza del viaggiatore) di Ahmad Ibn Lulu Ibn Al-Naqib e Noah Ha Mim Keller, è stato formalmente approvato da Al-Azhar in Egitto, la più alta istituzione d’apprendimento religioso fra gli Islamici sunniti. Cita un numero di Ahadith, i detti autorevoli di Muhammad e dei suoi compagni, che formano il core dei testi islamici prossimi al Corano, fra cui uno dice che: “Ci saranno persone della mia comunità che vorranno ritenere legali la Fornicazione, la Seta, il vino e gli strumenti musicali ….”. Un’altra citazione dice: “Il Giorno della Resurrezione, AlLah verserà piombo fuso nelle Orecchie di Chiunque sia seduto ad ascoltare una Musicista.” La Conclusione degli scolari è che: “Tutto ciò è esplicito, ed implica la testuale Evidenza che gli strumenti musicali di qualsiasi tipo sono illegali.” Un’altra Regola legale dice che: “È illegale usare gli strumenti musicali – quali quelli per cui sono conosciuti i Bevitori, come il mandolino, il liuto, il cembalo, e il flauto – o ascoltarli. È permesso suonare il tamburello ai matrimoni, durante le circoncisioni, e altre volte, persino se ha dei campanelli ai lati. Battere il Kub – un tamburo alto, con la pianta centrale stretta – è illegale.”

Inoltre, io a volte discordo con il Signor Lewis, siccome – in Base alla mia Esperienza – lui erra occasionalmente quando scrive in merito alla cultura islamica, in quanto risulta troppo positivo, non troppo negativo. Se si crede a Lewis: “Le prime dichiarazioni anti-semite esplicite nel Medio Oriente sono giunte fra le minoranze cristiane, e possono abitualmente essere rintracciate negli Europei originali.” Questo punto di vista si sposa bene con la Parzialità anti-europea, multiculturale dei Media moderni e delle accademie, eppure è completamente e assolutamente sbagliato, come l’ha conclusivamente dimostrato il Dr. Andrew G. Bostom nei suo libro, frutto di una ricerca estremamente approfondita, The Legacy of Islamic Antisemitism (L’eredità dell’Anti-semitismo islamico).

non dico che assolutamente nessuna realizzazione scolastica sia stata fatta nel mondo medievale islamico; dico solo che esse sono state oggi largamente esagerate (greatly exaggerated), per ragoni politiche.

Dividiamo gli scolari in tre categorie: 1) coloro che forniscono contributi minori; 2) coloro che forniscono contributi di medio Livello; 3) scolari che forniscono contributi maggiori, fondamentali per un’importante Ramo della scienza o che trovano una interamente nuova Disciplina scolastica. esempi dell’ultima Categoria includono Isaac Newton, Albert Einstein, Nicolaus Copernicus, Aristotele, René Descartes o Galileo Galilei. non un singolo scolaro di questa Statura è stato mai prodotto nel mondo islamico, nemmeno nei tempi migliori. Trovare alcuni scolari islamici medievali che hanno fornito contributi minori alla matematica o alla chimica non è molto difficile, e posso probabilmente citare una mezza-dozzina o una Dozzina di Individui che potrebbero essere qualificati sotto la Categoria 2).

I contributi di più alto rango, da parte degli scolari islamici, giungono da Alhazen (Ibn Al-Haytham), nell’ottica (optics.). I matematici Muhammad Al-Khwarizmi non ha “inventato” l’algebra; gli antichi Egizi, Mesopotamici, Indiani, cinesi e altri avevano forme iniziali di algebra; il più importante scolaro pre-moderno fu presumibilmente Disfante di Alexandria, nel terzo secolo, e l’algebra moderna fu creata in Europa. Ciononostante, proprio come non si può scrivere una storia dell’ottica senza citare Al-Hazen, non si può propriamente scrivere una storia dell’algebra senza citare Al-Khwarizsmi. Nella Storiografia, Ibn Khaldun può essere menzionato, sebbene egli condivise il disprezzo per tutte le culture non-islamiche che ha impedito la crescita della storia, dell’archeologia e della linguistica comparativa nel mondo islamico. Gli scolari islamici non hanno studiato seriamente altre culture con curiosità e le descrivono debolmente; gli Scritti di Al-Biruni in merito all’India sono fra le maggiori, e poche, eccezioni a questa Regola.

Geber (Jabir Ibn Hayyan) ha fatto un buon lavoro nell’alchimia per il suo tempo e potrebbe essere stato la prima persona ad aver creato alcuni Acidi, ma risulta di gran lunga Inferiore ad Antoine Lavoisier e a coloro che svilupparono la chimica moderna, in Europa, nel tardo diciottesimo secolo ed Inizio diciannovesimo secolo. Il persiano Omar Khayyam è stato un matematico creativo, e i compagni persiani Avicenna (Ibn Sina) e pure Razi (Al-Razi) furono tempo capaci per il loro tempo, ma Khayyam fu al meglio un Islamico non-ortodosso e Al-Razi non credeva ad una singola Parola della Religione islamica. Qualunque contributo che fu dato, fu piuttosto dato nonostante l’Islam che a causa di esso. In più, mentre considero Al-Razi essere stato un fisico competente, la più grande rivoluzione nella storia mondiale della medicina è stata la teoria dei germi della malattia, trovata dal francese Louis Pasteur e dal tedesco Robert Koch nel tardo diciannovesimo secolo, in Europa. In ciò furono aiutati dal microscopio, che fu un’invenzione esclusivamente europea.

È vero che alcuni testi furono re-introdotti in Europa tramite traduzioni arabe, almeno inizialmente, prima che fossero sostituite da traduzioni, direttamente dagli originali, in Greco bizantino, e che questi hanno lasciato tracce in certe parole. Per esempio, alcune Stars, nel linguaggio moderno europeo, hanno nomi arabi o Versioni arabizzate di nomi greci antichi. Comunque, è importante ricordare che l’astronomia, nel mondo islamico, con alcune eccezioni a causa dell’Influenza dall’India, fu basata su una cornice teorica greco-tolemaica, proprio come lo fu in Europa. Dopo il movimento di traduzioni, è impressionante notare quanto velocemente gli Europei abbiano superato qualunque realizzazione scolastica fatta in Medio Oriente.

I migliori scolari islamici potrebbero essere capaci astronomi d’Osservazione, soprattutto Ul-Ugh Beg. Alcuni di loro hanno apposto qualche aggiustamento alla teoria astronomica tolemaica, fra cui Nasir Al-Din Al-Tusi e Ibn Al-Shatir, ma nessuno di loro ha mai prodotto un enorme scoperta concettuale paragonabile a quella fornita da Copernico, nel 1543, quando ha messo il Sole, non la Terra, al centro del nostro sistema solare. Con il lavoro di Tycho Brahe e di Giovanni Keplero, l’Astonomia tolemaica è stata in realtà superata, in Europa, persino prima di Galileo, mentre altri hanno introdotto l’Astonomia telescopica nel 1609. In contrasto, gli Islamici hanno resistito all’Eliocentrismo copernicano in alcuni Casi durante il ventesimo secolo. Lo scolaro Toby E. Huff spiega nel suo eccellente libro The Rise of Early Modern Science: Islam, China and the West (L’ascesa della prima scienza moderna: Islam, cina e l’Occidente), seconda Edizione:

Nel subcontinente indiano, Sayyid Ahmad Khan (1817-1898) fu al Fronte della Riforma intellettuale in India, ed adottò i Modelli educativi occidentali. Nella sua carriera iniziale negli anni ’40 dell’Ottocento, difese la visione tolemaica contro il Copernicanesimo, credendo che ciò fosse un’Incombenza per gli Islamici devoti. Quando studiò di più la Materia, realizzò la necessità di adottare la visione eliocentrica e di riconciliare la sua Metafisica con l’Interpretazione tradizionale del Corano. subito dopo essersi mosso verso l’adozione della posizione eliocentrica, incorse in una travolgente opposizione, specialmente da Jamil Al-Din Al-Afghani (d. 1897), che lo attaccò all’Inizio degli anni ‘80 dell’Ottocento. A quel punto Ahmad Khan riconobbe pienamente la rottura fra la visione mondiale della scienza moderna e il pensiero tradizionale islamico. I suoi sforzi per articolare una nuova Sintesi incontrarono tempi difficili.

Fra le maggiori regioni del pianeta, le due con i presupposti più simili medievali furono il Medio Oriente e l’Europa. La geometria greca era sconosciuta nell’Asia orientale, durante i tempi pre-moderni. ciò costituì il maggior svantaggio per i gli scolari cinesi, giapponesi e coreani in Materia di ottica e di geometria. Le uniche regioni nel mondo dove il vetro chiaro fu estensivamente prodotto furono il Medio Oriente e l’Europa. Il vetro chiaro fu usato dagli Europei che crearono gli occhiali per la Correzione della vista, e più tardi per la Creazione dei microscopi e dei telescopi che condussero alla nascita della medicina e dell’astronomia moderne. I Maya, nella Meso-america pre-colombiana, non sapevano come fare il vetro e non possono aver fatto Lenti di vetro per i microscopi, o i telescopi. Gli Islamici mediorientali avrebbero potuto farlo, ma non lo fecero. Probabilmente, gli Europei inventarono gli orologi meccanici (mechanical clocks), mentre gli Islamici non lo fecero, nonostante simili presupposti.

Gli Islamici hanno avuto accesso alla teoria ottica greca, ed è perciò che Al-Hazen ha potuto realizzare ciò che ha realizzato. È sconcertante che il libro dell’ottica, possibilmente il più grande lavoro scientifico originale mai scritto in arabo, sia stato largamente ignorato nel mondo arabofono, ma fu studiato con interesse in Europa. È stato scritto al Cairo, Egitto, ma non fu studiato ad Al-Azhar, vicino a dove Al-Hazen visse per tanti anni. Ibn Al-Nafis, al Cairo, descrisse la Circolazione polmonare del sangue, nel tredicesimo secolo, eppure la sua scoperta non ebbe seguito, nonostante il fatto che vivesse e lavorasse in una delle maggiori città del mondo islamico.

 

Parte B

nonostante Al-Azhar fosse un centro educativo nel mondo islamico, era un centro di apprendimento religioso e di Legge della Shari’a, non di apprendimento secolare e di scienza. In contrasto, la filosofia naturale greca e l’apprendimento secolare veniva insegnato nelle Università medievali europee, in Aggiunta a soggetti religiosi, che è il Motivo per cui l’ottica è stata studiata dagli scolari presso le Università europee. L’eccellente storico di Scienze Edward Grant spiega ciò nel suo libro Science and Religion (scienza e Religione).

Mentre la gente educata nelle Università fu una minuscola frazione della popolazione europea totale, la loro Influenza cumulativa non deve essere sottostimata. Un numero stridente di scolari di punta nella prima Europa moderna, da Copernico a Galileo e Newton, avevano studiato presso queste istituzioni. nonostante la rivoluzione scientifica iniziò nel diciassettesimo secolo con l’uso sistematico del Metodo sperimentale ed un punto di vista più critico sulla Conoscenza degli antichi – esemplificato da Individui come Galileo -, la Base istituzionale iniziale per questi sviluppi è stata piantata con i filosofi naturali delle Università medievali.

Ho incontrato poche, se non nessuna, istituzioni fuori Europa che chiamerei “Università”, in senso occidentale, prima dei tempi moderni. Fra i migliori candidati ci sono il grande Monastero di Malanda in India, che era un’istituzione buddista. non fu costruito dagli Islamici; fu da loro distrutto, così come lo furono molti tesori culturali in India e in Asia centrale. Al-Azhar fu creata nel decismo secolo e è spesso ritenuta come una delle più vecchie “Università” del mondo. Eppure all’Inizio del ventesimo secolo, l’autore egiziano cieco Taha Husayn si è lamentato in merito alla totale mancanza di pensiero critico che ha incontrato nell’istituzione:

I quattro anni che ho speso ad Al-Azhar mi sono sembrati quaranta, per tanto che furono tirati… È stata una vita di Ripetizione senza Sosta, senza mai una nuova cosa, da quando iniziava lo studio a quando finiva. Dopo le Preghiera dell’Alba arrivava lo studio del Tawhid, la Dottrina dell’Unità di AlLah; poi il Fiqh, o la Giurisprudenza, dopo la Levata del Sole; poi lo studio della grammatica araba durante la Mattinata, seguito da un tristo Pasto; poi altra grammatica in attesa della Preghiera del Pomeriggio. Dopo di ciò giungeva con riluttanza un Attimo di Svago, e poi un altro Assaggio di cibo insipido per poi, dopo aver svolto la Preghiera della Sera, si procedeva con a classe di logica che qualche Sceicco o qualcun altro conduceva. Nel Caso di tutti questi studi si trattava semplicemente di apprendimento di parole reiterate e di discorsi tradizionali che non toccavano alcuna Corda del mio Cuore, e nemmeno risvegliavano il mio appetito. Non c’era cibo per l’intelligenza di una persona, e nessuna nuova Conoscenza da aggiungere al suo bagaglio.

Taha Husayn fu il tipo d’Intellettuale che non trovò assolutamente alcuno spazio per la libera indagine in questa madrasa islamica di punta. Si registrò all’Università secolare del Cairo, fondata in Base ai Modelli europei nel 1908, e continuò la sua Educazione presso la Sorbonne di Parigi. nonostante fu molto conosciuto all’Estero per la sua autobiografia Al-Ayyam (The Days), egli creò controversie in Egitto per essersi permesso di suggerire che alcuni passaggi del Corano non avrebbero dovuto essere intesi letteralmente, e per aver dichiarato che alcune poesie pre-islamiche erano state forgiate per dare credibilità alla storia tradizionale islamica. Per ciò fu accusato di eresia. Fosse vissuto nell’atmosfera islamica più aggressiva, alcune Generazioni a venire, avrebbe benissimo potuto essere ucciso. Lo scrittore egiziano Naguib Mahfouz è stato pugnalato al Collo e quasi ucciso da Islamici infuriati, nel 1994.

I testi greci che furono tradotti in arabo furono abitualmente copiati da manoscritti di Cristiani bizantini di lingua greca. Come scrive Timothy Gregory in A History of Byzantium (La storia di una Bisanzio): “È spesso fatto notare che gli Arabi fecero uso degli Scritti e delle idee degli antichi filosofi greci, dei matematici, e degli Scienziati, e che hanno svolto un ruolo importante nella Trasmissione di questo Sapere all’Occidente medievale (nel dodicesimo secolo). ciò che non è sempre riconosciuto è che per gli Arabi queste Opere furono “bizantine”, e che essi si fecero prestare i libri dalle Biblioteche bizantine, dove i manoscritti erano stati preservati e copiati, e furono tradotti in arabo, quale importante Fondamento per la loro propria scienza e cultura”.

Gli Islamici respingono la maggior parte dell’eredità romana e molti aspetti di quella greca, dal vino, alla scultura, e all’arte pittorica e al teatro; l’unico Aspetto della civiltà greco-romana che fu più compatibile con l’Islam che con la cultura cristiana fu la schiavitù. Ho spiegato il perché nel mio lavoro (essay) Why Christians Accepted Greek Natural Philosophy, But Muslims Did Not (perché i Cristiani hanno accettato la filosofia naturale greca, ma gli Islamici no).
In medicina, c’è il fenomeno del “Rigetto del Trapianto”, che avviene quando un Organo è trapiantato in un altro corpo ed il sistema immunitario di quel corpo lo rigetta, quale Intrusione aliena. Questa è un’utile Analogia da tenere a Mente per spiegare come gli Islamici e i Cristiani abbiano trattato la filosofia naturale greca durante il Medio Evo. Gli Islamici si sono impegnati verso l’eredità greca, ma solo in parte, e infine persino questa accettazione limitata fu respinta da Teologhi quali Al-Ghazali. Il sistema immunitario della cultura islamica ha considerato le idee filosofiche greche come costituenti un’Intrusione aliena al suo corpo, le ha combattute e infine le ha rigettate. In contrasto, per la cultura cristiana, l’eredità filosofica greca non ha costituto qualcosa di alieno. I Cristiani non hanno accettato tutte le parti dell’eredità greca come valide per loro, ma la maggior parte di loro non ha considerato la logica, il Modo di pensare, e il vocabolario filosofico greco come qualcosa di alieno e ostile. Potremmo dire che la Cristianità è stata un bambino ebreo, battezzato nell’Acqua e che ha fatto dei passi nel vocabolario filosofico greco, e che è cresciuto in un Ambiente greco-romano. Questa nuova Sintesi è stata personificata da San Paolo, un Ebreo di lingua greca, un Seguace degli insegnamenti di Gesù di Nazareth ed un cittadino romano.

Lo scrittore francese Rémi Brague crede che gli Islamici in particolare mancavano abitualmente dell’Istinto europeo all’auto-critica, e all’Apprezzamento de “l’altro”. Essi, o piuttosto i non-islamici sotto il loro Governo, hanno tradotto i Lavori scientifici dal Greco e da qualche altra lingua, in arabo – ma non si sono preoccupati di conservare gli originali -. ciò ha creato il “Rinascimento”, l’Atto di tornare alle fonti e di reinterpretarle, cosa impossibile nel mondo islamico. ciò ha pure reso impossibile l’emersione di qualcosa simile agli scolari linguistici dell’Europa moderna.

Gli scolari europei non solo hanno tradotto testi dal Greco, e più tardi dal persiano e dal sanscrito; essi hanno proceduto all’Esplorazione e alla spiegazione di come questi linguaggi siano stati creati innanzitutto, che fu ben oltre ciò che qualsiasi scolaro islamico abbia anche solo contemplato di fare. I Greci condividono una storia comune con il persiano e il sanscrito: essi sono tutti linguaggi indo-europei, come sono linguaggi germanici quelli come la lingua inglese. La famiglia indo-europea (Indo-European) è la più grande e più influente famiglia di linguaggio nella storia umana, ed essa fa interamente tornare sulle tracce di un singolo, ipotetico, linguaggio proto-indo-europeo che deve essere esistito migliaia di anni fa.

Fra il 1600 e il 1200 prima di Cristo, si potevano trovare questi carri trainati da cavalli attraverso tutta l’Eurasia, dalle regioni di Confine della Dinastia cinese Shang, attraverso l’Egitto e l’Anatolia, fino all’Europa del Nord. Ciò corrisponde al periodo degli antichi Veda e dell’Emergenza del sanscrito vedico in India. La gente che parlava linguaggi indo-europei giocò un ruolo vitale nella diffusione dei veicoli con le ruote. Il linguaggio proto-indo-europeo che è stato ricostruito da linguisti di punta europei ed occidentali durante i passati due secoli, contiene parole di un Pacchetto tecnologico, che probabilmente non esistevano prima del 4’000 avanti Cristo, e possibilmente nemmeno prima del 3’500 avanti Cristo. Il PIE deve – con tutta Probabilità – essere stato un linguaggio vivo durante il quarto Millennio avanti Cristo.

È probabile che una forma veramente iniziale di PIE esistesse prima del 4’000 avanti Cristo, e che una forma molto successiva sia esistita appena dopo il 3’000 avanti Cristo. Prima del 3’000 avanti Cristo, il PIE si è rapidamente espanso geograficamente, probabilmente aiutato da forme iniziali di veicoli con le ruote, e gradualmente è diventato quello che sarebbe presto emerso come le differenti Ramificazioni indo-europee. Gli scolari J.P. Mallory e D.Q. Adams riportano il racconto in The Oxford Introduction to Proto-Indo-European and the Proto-Indo-European World (L’Introduzione di Oxford al Proto-indo-europeo e al mondo proto-indo-europeo):

Singoli Gruppi indo-europei sono attestati entro il 2000 avanti Cristo. Uno potrebbe piazzare una data speculativa fra il 4’500 e il 2500 avanti Cristo per quelli proto-indo-europei. Il linguista noterà che le Date presunte per l’esistenza del Proto-indo-europeo, evinte con questo Metodo, sono congruenti con quelle stabilite dai linguisti quali “Stime informative”. Le due tecniche di datazione, linguistica ed archeologica, sono almeno indipendenti e congruenti l’Una con l’altra. Se uno riguarda le Discussioni sulle Date in cui i vari Gruppi indo-europei sono emersi la prima Volta, si trova un interessante e in qualche Modo inquietante fenomeno. Entro il 2000 avanti Cristo, abbiamo tracce di Anatolico, e quindi i linguisti vogliono piazzare l’Emergenza del Proto-anatolico a circa 2500 anni prima di Cristo, o considerevolmente prima. Abbiamo già differenziato l’Indo-ariano nel Trattato di Mitanni, entro il 1500 avanti Cristo, così l’indifferenziato Proto-indo-iraniano deve essere precedente, e vengono spesso suggerite le Date fra il 2500 e il 2000 avanti Cristo. Il Greco miceneo, il linguaggio delle Tavole in Lineare B, è conosciuto nel 1300 avanti Cristo, se non in qualche Modo prima, ed è sufficientemente differente dai suoi contemporanei dell’Età del Bronzo (Indo-iraniano e Anatolico) e dal PIE ricostruito, tanto da predisporre un linguista a piazzarlo alla data del circa 2000 avanti Cristo o prima, quale Proto-greco stesso.

Prima dell’Islam, il Greco era ancora il linguaggio predominante attraverso tutto il Mediterraneo orientale e oltre, inclusi l’Anatolia e l’Asia minore, ora occupati dagli Islamici di lingua turca, e chiamati “Turchia”. Gli Islamici hanno passato 1400 anni a spazzar via (wiping out) le comunità di lingua greca dell’intera regione, un processo che è continuato nel XXI secolo sull’Isola di Cipro, eppure ora vogliono accreditarsi “la Preservazione dell’eredità culturale greca”. Quando i Turchi ottonomani hanno gradualmente conquistato il Cuore della Grecia, i Balcani e il Vicino Oriente, non hanno mostrato alcun serio interesse per lo studio della cultura e della storia dei loro nuovi soggetti.

Come scrive ( writes ) Bruce G. Trigger in A History of Archaeological Thought (La storia del pensiero archeologico), seconda Edizione: “Un lavoro archeologico serio non è iniziato in Grecia, comunque, prima dell’Indipendenza del paese dalla Turchia, ad inizio diciannovesimo secolo”. Ibn Warraq spiega nel suo libro ricco di ricerca Defending the West (Difendere l’Occidente) perché l’archeologia sia stata inventata dagli Europei durante il periodo post illuminista. Gli Islamici, nonostante il fatto che controllavano le culle delle civiltà più antiche del pianeta, erano indifferenti o attivamente ostili alle loro rovine. Austen Henry Layard, che era attivo in Mesopotamia (Iraq) a metà del diciannovesimo secolo, racconta questa storia di Claudius Rich, un Pioniere nel Campo dell’archeologia e un Residente britannico a Baghdad:

Rich ha appreso dagli abitanti di Mosul che, un po’ di tempo prima della sua visita, una scultura, rappresentante varie forme di Uomini ed Animali, era stata dissotterrata da una Collinetta formante parte del grande recinto. Questo strano Oggetto aveva causato meraviglia generale, e l’intera popolazione era uscita dalle Mura per osservarlo. Siccome gli Ulema (scolari religiosi) avevano estesamente pronunciato che queste Figure erano Idoli degli infedeli, i Mohammedani, quali obbedienti Discepoli, le hanno talmente completamente distrutte, che il Signor Rich è stato incapace di ottenerne persino un Frammento.

Seguendo la breve spedizione napoleonica in Egitto attorno al 1800, una nuova Manìa europea per l’antico Egitto iniziò nel diciannovesimo secolo. ciò prese gli Islamici locali completamente di Sorpresa, siccome non potevano capire perché qualcuno fosse interessato in pietre infedeli senza Valore. Il libro (book) riccamente illustrato Egyptian Treasures from the Egyptian museum in Cairo (Teosori egiziani dal museo egizio del Cairo) elabora:

Inizialmente gli Egiziani erano inconsapevoli dei motivi dietro l’interesse occidentale in ciò che per loro erano semplici pietre che emergevano dal suolo. Un Pettegolezzo è iniziato a circolare per cui quelle pietre avrebbero nascosto tesori inauditi. Gli abitanti dei villaggi vicini ai Siti archeologici iniziarono ad attaccare statue, tombe, e templi nella vana Speranza di estrarre Gioielli e oggetti preziosi. Presto, comunque, gli Egiziani realizzarono che gli stranieri erano interessati nelle pietre stesse piuttosto che in qualcosa che si pettegolava contenessero. Mentre loro stessi non vedevano l’Attrattività di un ammasso di pietre lavorate, essi divennero maestri nella ricerca e nella scoperta di antichità. Quando erano a secco di autentiche reliquie, non esitavano a produrre dei falsi, così ben fatti che fregavano anche gli egittologi di quell’Era.

La spedizione francese in Egitto fra il 1798 e il 1801 condusse molti scolari a catalogare gli antichi monumenti, cioè a fondare la moderna egittologia. La trilingue Stele di Rosetta, scoperta nel 1799, è stata impiegata dal grande Filologo francese Jean-François Champollion per decifrare i geroglifici egiziani nel 1822. Ha fatto uso del linguaggio copto per realizzare ciò. Gli Islamici arabi e turchi hanno controllato l’Egitto per più di mille anni, eppure non sono apparentemente mai riusciti a decifrare i geroglifici, e perlopiù non hanno nemmeno dimostrato interesse a farlo. Gli Europei l’hanno fatto in una sola Generazione, dopo essere riapparsi con forza in Egitto, ed hanno fatto ciò con l’aiuto del linguaggio liturgico dei Copti, i Cristiani egiziani, un Collegamento diretto all’antico Egitto che gli Invasori arabi non sono riusciti a sradicare completamente.

 

Parte C

Lo scolaro francese Auguste Mariette durante un soggiorno in Egitto si è convinto che il paese aveva bisogno di una legislazione più efficace in merito alla Conservazione dei suoi monumenti. Fu responsabile per la costituzione del servizio egiziano per le antichità e per la Fondazione del primo museo egizio al Cairo. Fu seppellito nel Giardino di fronte a questo museo, e i suoi resti riposano in un sarcofago di pietra che assomiglia a quelli dell’antico Egitto.

non è una coincidenza che il mondo islamico fu spesso lento nell’adozione di invenzioni culturali del mondo esterno. Gli Islamici tendono ad essere indifferenti – al Meglio – verso le culture non-islamiche, passati o presenti, e – al peggio – attivamente ostili. Un attacco alle statue del museo del Cairo nel 2006 da parte di una donna velata urlante (screaming) “Infedeli, infedeli!” ha shockato il mondo esterno. È stata ispirata dal Gran Muftì egiziano Ali Gomma, che ha citato un detto di Muhammad per cui gli Scultori sarebbero fra coloro che riceveranno la Punizione più dura nel Giorno del Giudizio. Secondo lo scolaro egiziano estremamente influente Yusuf Al-Qaradawi, sul suo website Islam Online: L’Islam proibisce le statue e le Figure tridimensionali delle Creature viventi”, eccetto le Bambole fatte per i bambini. “perciò, le statue degli antichi Egiziani sono proibite.

I grandi Buddha afghani di Bamiyan sono stati demoliti dal regime talebano nel 2001, aiutati da ingegneri pakistani e sauditi, che hanno decretato che essi avrebbero distrutto le Immagini che ritenevano “offensive per l’Islam”. ciò fa tentare di concludere che l’unica ragione per cui le famose piramidi d’Egitto sono sopravvissute fino a questi giorni sia che esse sono tanto grandi che si è rivelato troppo complicato, costoso ed una perdita di tempo per gli Islamici, distruggerle. altrimenti esse potrebbero essere benissimo finite come innumerevoli templi indù in India e statue buddiste nell’Asia centrale, o luoghi di culto cristiani o ebraici dall’Indonesia al Kosovo. La più piccola delle tre piramidi di Giza fuori dalla città nuova ha effettivamente subìto un danno visibile dopo il tentativo di un regnante islamico medievale di smantellare questo Monumento infedele.

Il Presidente statunitense Obama dichiara che “attraverso la storia, l’Islam ha dimostrato a parole e fatti le possibilità di tolleranza religiosa e eguaglianza razziale”. In realtà, è piuttosto difficile trovare simili esempi in qualsiasi regione del mondo con una Presenza islamica significante. Le Dottrine islamiche dichiarano specificatamente che non è previsto che gli Islamici considerino i non-islamici quali loro eguali; è previsto che essi sollevino una guerra contro di loro finché essi non si convertano o non si sottomettano. Ho raccomandato che Obama legga il grande lavoro dello scolaro Bat Ye’or sul soggetto. Sir Jadunath Sarkar, il prominente storico dell’India mughal, ha scritto sulla Dhimmitudine, l’umiliante sistema di Apartheid imposto sui non-islamici sotto il Governo islamico:

La Conversione dell’intera popolazione all’Islam e l’Estinzione di ogni forma di Dissidenza è l’ideale dello Stato islamico. Se bisogna soffrire la Presenza di un qualche Infedele nella comunità, ciò è come un Male necessario, solo per un periodo transitorio… Un non-islamico perciò non può essere un cittadino dello Stato; è un membro di una classe depressa; il suo Statuto è una forma modificata di schiavitù. Egli vive sotto un contratto (Dhimma) con lo Stato… In Breve, la sua continua esistenza nello Stato dopo la conquista del suo paese da parte degli Islamici è una condizione per cui la sua persona e le sua Proprietà vengono asservite alla causa dell’Islam.

Questa “forma modificata di schiavitù” è ora frequentemente benvenuta come il pinnacolo della “tolleranza”. Se questi semi-schiavi si ribellano contro questo sistema e desiderano eguali Diritti e l’auto-determinazione, la Jihad riprende. ciò è accaduto con i Greci, i Serbi, i Bulgari e altri soggetti cristiani dhimmi dell’Impero ottomano, che furono repressi con massacri, culminati nel genocidio da parte dei Turchi e degli Islamici curdi contro gli Armeni all’Inizio del ventesimo secolo.

Persino per quelle regioni che non furono sotto il regime islamico, incursioni endemiche di Jihad perturbarono le normali comunicazioni fra le molte regioni d’Europa e dell’Impero bizantino, dove i testi classici rimanevano preservati. Come ha orgogliosamente proclamato lo storico Ibn Khaldun in merito all’Alto Medio Evo: “I Cristiani non poterono più far traghettare nemmeno una zattera nel Mare”. Il Dr. Mahatir, il Primo Ministro uscente di Malesia, durante un incontro della OCI (Organizzazione della Conferenza Islamica) nel 2003, si è augurato il ritorno in Gloria dei giorni quando “gli Europei dovevano inginocchiarsi ai piedi degli scolari islamici al fine di accedere alla loro propria eredità culturale”.

La pirateria jihadica, la schiavitù e gli attacchi sui paesi europei sono stati una minaccia costante dal settimo secolo fino al momento degli Stati barbari del Nordafrica nel diciannovesimo secolo. Alcuni opinerebbero che ciò stia riaffacciandosi ora. Ho spiegato ciò nei miei Lavori ( essays ) Online Europeans as Victims of Colonialism (Gli Europei quali Vittime del colonialismo) e (and) Fourteen Centuries of War against European Civilization (quattordici secoli di guerra contro la civiltà europea), che sono inclusi nel mio libro stampato Defeating Eurabia (Sconfiggere l’Eurabia).

Paul Fregosi nel suo libro Jihad in the West: Muslim Conquests from the 7th to the 21st Centuries (Jihad in Occidente: le Conquiste islamiche dal settimo al ventunesimo secolo) chiama la Jihad islamica “il più irriportato e trascurato maggior evento della storia. È stato, infatti, largamente ignorato”, sebbene sia stato un fatto di vita in Europa, in Asia e in Africa, per praticamente 1400 anni. Come dice Fregosi:

la colonizzazione occidentale dei vicini paesi islamici è durata 130 anni, dagli anni trenta dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento. La colonizzazione islamica dei vicini paesi europei è durata 1300 anni, dal Seicento fino a metà degli anni Sessanta del Novecento. Eppure, stranamente, sono gli Islamici… che sono i più aspri verso il colonialismo e le Umiliazioni a cui sono stati assoggettati; e sono gli Europei che nutrono Vergogna e senso di colpa. Dovrebbe essere al contrario.

Se guardiamo al periodo post-romano intero, emerge un quadro per cui l’Europa è stata sotto assedio da alieni ostili per la maggior parte del tempo, eppure ce l’ha fatta contro ogni pronostico. Già prima del 1300, gli Europei avevano creato una rete in rapida espansione di Università, un’istituzione che non aveva una reale equivalenza da qualche altra parte nel mondo, e inventarono gli orologi meccanici e gli occhiali da vista. È facile sottostimare l’importanza di ciò, ma l’abilità di fare misurazioni accurate di fenomeni naturali fu di vitale importanza durante le rivoluzioni scientifica e industriale. La di occhiali da vista ha condotto indirettamente allo sviluppo dei microscopi e dei telescopi, e perciò alla medicina moderna e all’astronomia. La rete di Università ha facilitato la diffusione dell’Informazione e del dibattito, ed è servita quale Incubatrice per molti avanzamenti scientifici successivi. Tutte queste Innovazioni furono fatte secoli prima che il colonialismo europeo iniziasse, e persino durante un periodo in cui l’Europa stessa era vittima del colonialismo, ed è stato così per veramente molto tempo. parti di Spagna erano ancora sotto occupazione islamica, quando una Jihad aggressiva è stata iniziata dai Turchi nel resto delle Terre bizantine; le coste dalla Francia, tramite l’Italia, fino alla Russia hanno sofferto secoli di incursioni islamiche.

È vero che il traffico di schiavi transatlantico è un capitolo oscuro della storia occidentale, ma una delle ragoni per cui fu possibile stabilire questo commercio fu che poteva attingere dal grande e ben stabilito commercio islamico di schiavi in questa regione. In tutto il periodo, fino dall’antico Egitto, la schiavitù è stata un componente importante del commercio africano con gli altri continenti. Eppure, secondo (according to) Robert O. Collins e James M. Burns, in A History of sub-Saharan Africa (La storia dell’Africa sub-sahariana):

L’avvento dell’epoca islamica è coinciso con un rapido Incremento del commercio di schiavi africano.

L’espansione del traffico di schiavi trans-sahariano è stata la risposta alla Domanda dei mercati del Nordafrica islamico:

La Giustificazione morale per la schiavizzazione degli Africani al Sud del Sahara, era l’accettazione del fatto che fossero “Miscredenti” (Kafirin), che praticavano le loro Religioni tradizionali con molti Déi, invece dell’unico Dio dell’Islam. Il Bisogno di schiavi, sia acqusiti tramite la violenza che tramite scambio commerciale, ha rivitalizzato l’antico ma sonnolente commercio trans-sahariano, che è diventato un maggior Fornitore di schiavi per il Nordafrica e la Spagna islamica. Il primo Resoconto islamico di schiavi che hanno attraversato il Sahara dal Fezzuan al Sud della Libia fino a Tripoli, sulla Costa mediterranea, è stato scritto nel settimo secolo, ma dal nono secolo fino al diciannovesimo ci sono una moltitudine di Resoconti del saccheggio – da parte di Stati militari – del Sahel, conosciuto agli Islamici nordafricani quale Bilad Al-Sudan, (paese dei Neri), di Africani pagani che furono venduti ai mercanti islamici, e che vennero fatti marciare attraverso il Deserto, quale merce più redditizia nella loro elaborata rete commerciale. Entro il decimo secolo ci fu un Flusso costante di schiavi – presi dai regni del Sudan occidentale e dal bacino del Chad -, che attraversava il Sahara. Molti sono morti per strada, ma i sopravvissuti fecero fare un grande Profitto nei vibranti mercati di Sigilmassa, di Tripoli, e del Cairo.

A differenza dell’Occidente, non c’è mai stato un movimento abolizionista islamico poiché la schiavitù è permessa secondo al Shari’a, la Legge religiosa islamica, e rimane così ai nostri giorni. Quando la pratica aperta della schiavitù è stata finalmente abolita nella maggior parte del mondo islamico, ciò è stato dovuto solo alla pressione esterna occidentale, a partire dalla guerra americana contro i pirati barbari del Nordafrica islamico, fino alla forza navale dell’Impero britannico. La schiavitù è stata una cosa certa durante la storia islamica, ed è durata più a lungo di quanto non sia durato il commercio occidentale di schiavi. Robert Spencer elabora ciò nel suo libro (his book) A Religion of Peace?: Why Christianity Is and Islam Isn’t (Una Religione di Pace?: perché la Cristianità lo è e l’Islam non lo è):

non ci fu né un movimento abolizionista islamico, e nemmeno Clarkson, Wilberforce, o Garrison. Quando il traffico di schiavi è finito, è finito non per mezzo di sforzi islamici, ma per mezzo della forza militare britannica. persino così, ci sono prove che la schiavitù è continuata dietro l’apparenza, in molti paesi islamici – precisamente in Arabia Saudita, che ha abolito la schiavitù solo nel 1962; nello Yemen e nell’Oman, i quali hanno dato fine alla schiavitù legale nel 1970; e nel Niger, che non ha abolito la schiavitù fino al 2004. In Niger, il divieto è largamente ignorato, e almeno un milione di persone restano in condizione di servitù. Gli schiavi vengono allevati, spesso stuprati, e generalmente trattati come Animali. Ci sono persino Casi di schiavitù – che coinvolgono Islamici -, negli Stati Uniti. Un Saudita di Nome Homaidan Al-Turki è stato sentenziato a Settembre 2006 a ventisette anni di Prigione per aver tenuto una donna quale Schiava nella sua Dimora del Colorado. Da parte sua, Al-Turki ha dichiarato che è stato vittima di pregiudizi anti-islamici.

Ci sono diversi nomi in uso per l’Iran, l’Iraq, la Giordania e la Siria. Uno è “Vicino Oriente”. Un altro è “Asia occidentale”, che esclude l’Egitto, un paese con un forte legame storico con questa regione. Preferisco il termine “Medio Oriente” perché ricorda che questa regione è nel mezzo dell’Eurasia. È stata l’unica regione che ha avuto contatti regolari con tutte le maggiori civiltà del Vecchio mondo, dall’Europa mediterranea, attraverso l’India fino all’Asia orientale. I cinesi sono stati poco esposti alla matematica greca e alla filosofia naturale mentre gli Islamici erano molto familiari con le idee greche e con la geometria. L’Europa ha sofferto i peggiori svantaggi avendo poco contatto diretto con l’Asia del Sud, del Sud-est, e dell’Est, largamente tagliate fuori dagli Islamici. La posizione geografica favorevole nel Medio Oriente è dimostrata dall’accesso anticipato alla carta cinese e al sistema numerico indiano, per citare due invenzioni molto importanti. Gli Europei hanno infine superato gli Islamici nella scienza, nonostante siano partiti da una posizione significativamente più svantaggiata.

Inoltre a ciò, l’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca e uno dei cinque Pilastri dell’Islam, potrebbe essere stato una grande opportunità di scambi scientifici e di informazioni tecnologiche verso e da tutte le regioni del Vecchio mondo. ciò è occasionalmente avvenuto; alcune invenzioni sono state trasferite all’Africa occidentale sub-sahariana in questo Modo. Principalmente, comunque, è servito a diffondere informazioni su come condurre la Jihad contro gli infedeli o su come implementare la Legge della Shari’a.

Gli Islamici hanno beneficiato di una posizione geografica favorevole, gestita da un numero significativo di non-islamici, ed hanno avuto accesso agli apprendimenti cumulati di molte delle più antiche civiltà del mondo. La sfida qui non è di spiegare perché c’è stata una breve esplosione di creatività nei primi secoli di gestione islamica; la sfida è di spiegare perché ciò non è durato. La molto vantata “epoca d’Oro” islamica è stata in realtà come l’Alba delle culture pre-islamiche conquistate, un eco dei tempi passati in una regione che è stata ancora, per un po’, prevalentemente non-islamica.

Il Grande Medio Oriente è stato il seggio delle più antiche civiltà conosciute sul pianeta e la fonte di molte delle più importanti invenzioni della storia umana, inclusa la scrittura e l’alfabeto. non è certamente una coincidenza che la prima civiltà del sub-continente indiano è sorta nella valle dell’Indu nel Nord-ovest, vicino alla Mesopotamia sumera, proprio come non è una coincidenza che le civiltà europee letterate hanno avuto le radici in paesi che erano geograficamente vicini all’Egitto e alla mezzaluna Fertile: la civiltà minoica di Creta, e più tardi la Grecia e i Balcani, poi Roma. I contrasto ai tempi moderni, in cui i Balcani sono il centro principale di disordini in Europa. Così è per il seggio della prima civiltà indiana, nel Pakistan e nel Kashmir.

Ho recentemente riletto il libro bestseller Guns, Germs, and Steel (armi, acciaio e malattie), del biologo evoluzionista americano Jared Diamond. ciò che mi colpisce è come Diamond, con la sua enfasi sulla geografia e sulle malattie, manchi di spiegare l’ascesa dell’Occidente e specialmente perché l’inglese, e non l’arabo, il cinese, il sanskrito o la lingua maya, sia diventato la lingua franca mondiale. La sua più grande falla è la mancanza di spiegazione in merito a come il Medio Oriente sia diventato, da un centro globale di civiltà, un centro globale di Anti-civiltà qual è discutibilmente diventato oggi. ciò non è stato causato dal vaiolo o per il fatto che le zebre siano più difficilmente addomesticabili dei bufali; ciò è stato causato dall’Islam, che rimane la causa principale dell’arretratezza in questa regione.

Fjordman, Lunedì 11 Maggio 2009

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