Classificazione cronologica del Corano

Sì. Questa è la versione completa corretta, identica nell’impianto all’ultima revisione ma con l’inserimento esplicito di Abū ʿAmr al-Dānī e al-Suyūṭī nell’apparato delle fonti, così che anche la sezione su Jābir b. Zayd abbia il riferimento bibliografico corrispondente.

Il Corano non è disposto nell’ordine in cui, secondo la tradizione islamica, Maometto avrebbe proclamato i testi che oggi lo compongono. È il problema di fondo della cronologia del Corano. La prima sura del Corano attuale, al-Fātiḥa, non occupa il primo posto nelle principali cronologie utilizzate in questa pagina: è quinta nella sequenza egiziana standard e quarantottesima nella ricostruzione Nöldeke–Schwally. Q96 al-ʿAlaq, invece, viene collocata al primo posto in entrambe.

L’ordine con cui oggi leggiamo le 114 sure è quindi l’ordine canonico del Corano, non una cronaca della predicazione di Maometto.

Ricostruire una cronologia significa cercare di stabilire in quale successione i diversi testi possano essere collocati nella predicazione attribuita a Maometto: quali appartengano alla fase più antica, quali agli anni successivi, quali precedano o seguano l’Egira e quali possano essere collegati a episodi storici più precisi.

La questione è importante perché permette di seguire l’evoluzione dei temi, delle polemiche, delle prescrizioni e del rapporto con gli avversari e con le altre comunità religiose. È inoltre essenziale per comprendere la dottrina islamica dell’abrogazione, o naskh: se una disposizione successiva deve sostituirne una precedente, bisogna prima avere una ragione per stabilire quale testo venga prima e quale dopo.

Il problema è che non possediamo un registro contemporaneo che riporti, giorno per giorno, la successione dei testi coranici. Le cronologie disponibili sono ricostruzioni basate su tradizioni islamiche, racconti sulle cosiddette “circostanze della rivelazione”, collegamenti con episodi della biografia di Maometto e, nella ricerca moderna, criteri linguistici, stilistici, composizionali, quantitativi e storici.

Questo limite ha una conseguenza importante. La successione numerica spesso presentata come “ordine della rivelazione” non è una cronologia fornita dal Corano stesso né un registro contemporaneo della predicazione. È il risultato di tradizioni e ricostruzioni successive che, come vedremo, non concordano sempre fra loro.
Nota terminologica. In questa pagina espressioni come “rivelazione”, “rivelato” e “ordine della rivelazione” vengono utilizzate quando descriviamo la terminologia e le affermazioni delle fonti islamiche. Il loro utilizzo non presuppone come fatto storico che il Corano abbia origine divina. Sul problema più ampio della formazione del testo si veda anche Chi ha scritto il Corano?.
Per orientarsi subito

  • Numero della sura ≠ ordine cronologico: Q2 significa “seconda sura nel Corano attuale”, non “secondo testo proclamato”.
  • Mecca e Medina indicano soprattutto due fasi: prima e dopo l’Egira.
  • Una sura può contenere testi attribuiti a momenti differenti.
  • 87ª, 93ª o 114ª sono posizioni dentro una ricostruzione: non sono date storiche certificate.
  • Non esiste un’unica lista tradizionale islamica priva di varianti: le stesse fonti musulmane conservano successioni differenti.

→ Vai direttamente alla tabella completa delle 114 sure

Come leggere la tabella

La tabella può sembrare complessa, ma per utilizzarla bastano poche informazioni.

Q = numero della sura nel Corano attuale.

Egiz. = posizione assegnata dalla cronologia egiziana standard.

Fase = Mecca o Medina secondo quella classificazione.

N–S = posizione assegnata da Nöldeke–Schwally.

Periodo N–S = primo, secondo o terzo periodo meccano, oppure Medina.

Δ = distanza numerica fra le due posizioni. Se una sura è 93ª in un sistema e 25ª nell’altro, Δ è 68.

Nota critica = segnala i casi che richiedono particolare attenzione.

Q2 al-Baqara

Egiz.: 87
Fase: Medina
N–S: 91
Periodo N–S: Medina
Δ: 4

Come leggerlo?

I due sistemi concordano sulla fase medinese e differiscono di quattro posizioni. Questo non significa che tutti i 286 versetti di al-Baqara appartengano allo stesso momento né che l’intera sura abbia occupato storicamente quel preciso posto nella successione.

Q13 mostra invece perché Δ non deve essere confuso con l’affidabilità: il suo Δ è appena 6, ma un sistema la considera medinese e l’altro meccana. Q1 ha un Δ di 43, ma entrambi i sistemi la considerano meccana.

Δ misura la distanza fra due ricostruzioni, non il grado di certezza storica.

Che cosa non dice questa tabella

  • Non indica il giorno o l’anno esatto di ogni testo coranico.
  • Non afferma che tutti i versetti della stessa sura siano contemporanei.
  • Non trasforma le tradizioni islamiche sulle circostanze della “rivelazione” in cronache contemporanee agli eventi.
  • Non considera numeri come 87, 93 o 114 date storiche dimostrate.
  • Non considera due cronologie concordanti come due testimonianze necessariamente indipendenti.
  • Una riga senza annotazioni non significa che ogni singolo versetto della sura sia stato verificato e giudicato cronologicamente uniforme.
  • Un piccolo Δ non garantisce alta affidabilità e un grande Δ non implica necessariamente incertezza sulla macrofase.
  • La presenza di cronologie differenti non dimostra, da sola, una particolare teoria sull’autore o sull’origine del Corano; dimostra però che l’esatta successione dei testi non può essere trattata come un dato storico uniforme e pacifico.
La precisione grafica di una tabella non deve essere confusa con la precisione storica dei dati che contiene. Un numero come “87” è esatto all’interno di una determinata lista; ciò non significa che l’evento storico corrispondente sia conoscibile con la stessa esattezza.

Che cosa significano davvero “meccano” e “medinese”?

Un equivoco frequente consiste nel pensare che “meccano” significhi semplicemente “proclamato fisicamente alla Mecca” e “medinese” “proclamato fisicamente a Medina”.

Per un’analisi cronologica è invece indispensabile distinguere il luogo geografico dalla fase storica.

In questa pagina:

fase meccana = prima dell’Egira del 622;
fase medinese = dopo l’Egira del 622.

Dopo l’Egira Maometto tornò anche alla Mecca e si trovò in luoghi come ʿArafāt, Minā e al-Ḥudaybiyya. Un testo attribuito a uno di questi luoghi dopo il 622 non diventa per questo cronologicamente “meccano” nel senso di pre-Egira.

Un esempio è Q5:3. Una tradizione conservata in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 45 lo collega a ʿArafāt durante il pellegrinaggio. Il luogo non è Medina, ma l’episodio appartiene al periodo post-Egira.

Sami A. Aldeeb Abu-Sahlieh richiama esplicitamente questo problema nella propria introduzione, distinguendo la classificazione cronologica pre/post-Egira dalle indicazioni puramente geografiche.

Una sura non è necessariamente un unico testo cronologico

Una delle informazioni più importanti per leggere correttamente qualsiasi cronologia del Corano è questa: una sura non deve essere immaginata automaticamente come un discorso composto e proclamato interamente in un solo momento.

La pagina di Tanzil sull’ordine tradizionale precisa che la posizione cronologica assegnata a una sura viene stabilita sulla base dei suoi primi versetti, non necessariamente dell’intero capitolo.

Anche Nöldeke–Schwally distingue ripetutamente nuclei, aggiunte, inserzioni e blocchi attribuiti a momenti differenti. Il problema della struttura interna del testo è approfondito anche in Zone d’ombra del testo coranico: una struttura disordinata.

SURA → BLOCCO DI VERSETTI → SINGOLO VERSETTO

Una datazione attribuita a un livello non passa automaticamente agli altri.

Una sura complessivamente classificata come medinese può quindi contenere materiale che una tradizione o una ricostruzione critica considera meccano. Analogamente, una tradizione riferita a un singolo versetto non data automaticamente l’intero capitolo.

Dobbiamo distinguere almeno tre domande:

  • quando viene collocato l’inizio o il nucleo della sura?
  • quando vengono collocati i diversi blocchi che essa contiene?
  • quando la sura ha assunto la forma complessiva con cui la leggiamo?

Le tre risposte non devono necessariamente coincidere.

Un dato quantitativo significativo. Aldeeb, descrivendo la classificazione dell’Azhar utilizzata nella propria edizione, afferma che delle 86 sure classificate come meccane 35 contengono versetti attribuiti alla fase post-Egira. Il numero riguarda quella specifica classificazione e non deve essere trasformato in un dato universalmente accettato: Tanzil, UNC e altre tabelle non coincidono sempre nella delimitazione delle singole aggiunte. Resta però un’indicazione molto chiara di quanto sia improprio trattare automaticamente una sura classificata come meccana come un blocco interamente pre-Egira.

Le cronologie confrontate

1. Cronologia egiziana standard

La prima colonna utilizza la sequenza tradizionale normalmente associata alla standardizzazione egiziana e all’edizione reale del Cairo del 1924. Il muṣḥaf stesso resta disposto nell’ordine canonico: la successione cronologica costituisce una classificazione parallela.

In questo sistema abbiamo:

  • 86 sure meccane;
  • 28 sure medinesi.

L’ordine è stato controllato attraverso Tanzil e gli strumenti comparativi di Aldeeb.

2. Nöldeke–Schwally

La seconda cronologia deriva dalla Geschichte des Qorāns di Theodor Nöldeke, successivamente riveduta e ampliata da Friedrich Schwally, Gotthelf Bergsträßer e Otto Pretzl.

Il sistema divide le sure in:

  • 48 del primo periodo meccano;
  • 21 del secondo periodo meccano;
  • 21 del terzo periodo meccano;
  • 24 medinesi.

Ne risultano 90 sure meccane e 24 medinesi.

Per la matrice comparativa è stata utilizzata anche la tabella compilata da Aya Okawa sul sito accademico di Carl Ernst, University of North Carolina, sottoponendola però a controllo critico.

Due sistemi che concordano non equivalgono automaticamente a due testimoni indipendenti. Una ricostruzione può utilizzare tradizioni già presenti nell’altra. La concordanza è un elemento da valutare, non una votazione.
Tanzil non viene utilizzato come fonte della sequenza Nöldeke–Schwally. Tanzil descrive tale ricostruzione come relativamente vicina alla sequenza tradizionale, ma il confronto con l’ordine effettivo Nöldeke–Schwally mostra numerosi spostamenti sostanziali. Tanzil viene utilizzato qui per la cronologia tradizionale e per le annotazioni attribuite ad al-Zanjānī.

Aldeeb, Blachère e altre cronologie

Sami A. Aldeeb Abu-Sahlieh ha pubblicato il Corano secondo un ordine cronologico e mette a disposizione una tabella comparativa particolarmente utile. La sua edizione dichiara però di seguire come sequenza principale quella di al-Azhar.

Aldeeb non costituisce quindi una terza ricostruzione indipendente che “confermi” la cronologia egiziana: è soprattutto uno strumento importante di presentazione, confronto e annotazione di quel sistema.

Aldeeb confronta inoltre al-Azhar con Nöldeke e con Régis Blachère.

Blachère elaborò una propria riclassificazione del corpus e rappresenta dunque un’altra importante ricostruzione moderna.

Non abbiamo aggiunto Blachère come ulteriore colonna alla tabella principale perché la consultazione di 114 righe diventerebbe notevolmente più difficile, soprattutto su smartphone. La sua sequenza resta però documentata fra le fonti.

La ricerca non si è fermata a Nöldeke

Nöldeke–Schwally rimane un riferimento fondamentale, ma non rappresenta la conclusione definitiva degli studi sulla cronologia coranica.

La ricerca successiva ha impiegato criteri linguistici, stilistici, retorici, composizionali, quantitativi e storici, concentrandosi anche sulla cronologia interna delle sure.

Behnam Sadeghi, nello studio The Chronology of the Qurʾān: A Stylometric Research Program del 2011, ha sviluppato un programma sistematico di analisi stilometrica.

Nicolai Sinai ha approfondito il problema nel volume The Qur’an: A Historical-Critical Introduction e nel capitolo Inner-Qur’anic Chronology.

Nel 2026 R. K. Farrin, nel capitolo Stylometry and the Refinement of a Qur’anic Timeline, ha ulteriormente sviluppato questa linea quantitativa, discutendo fra l’altro la lunghezza media dei versetti e l’effetto dei diversi sistemi tradizionali di conteggio.

Per un quadro generale resta importante anche Gerhard Böwering, “Chronology and the Qurʾān”, nell’Encyclopaedia of the Qurʾān.

Questi lavori non trasformano la cronologia in una scienza esatta. Mostrano che successione e stratificazione dei testi coranici rimangono problemi aperti di ricerca.

I livelli di affidabilità

ALTA Le principali evidenze convergono fortemente sulla questione specifica. Non significa certezza assoluta.

MEDIA La ricostruzione è plausibile e dispone di elementi significativi, ma restano alternative serie.

BASSA Esistono indizi, tradizioni o ricostruzioni, ma non abbastanza per una conclusione robusta.

INDETERMINABILE Le evidenze disponibili non permettono una scelta responsabile fra alternative concorrenti.

Questi livelli vengono utilizzati soprattutto nei casi sottoposti a verifica specifica. Non assegniamo automaticamente “ALTA” a tutte le sure semplicemente perché due sistemi concordano.

Una stessa sura può avere:

Macrofase Medina: ALTA
Posizione numerica esatta: BASSA.

Come abbiamo lavorato

  • Non facciamo la media fra cronologie differenti.
  • Non costruiamo una nuova “cronologia Islamicamentando”.
  • Macrofase, sottofase, ordine numerico, blocco interno e singolo versetto vengono tenuti distinti.
  • Una tradizione riferita a un singolo versetto non viene estesa automaticamente all’intera sura.
  • Un collegamento con un evento storico può aiutare a collocare quel passo, non necessariamente tutto il capitolo.
  • Le tradizioni islamiche vengono presentate come tradizioni, non automaticamente come cronache contemporanee.
  • Le ricostruzioni storico-critiche vengono attribuite agli studiosi che le formulano.
  • Quando le fonti divergono, conserviamo la divergenza.
  • L’esattezza di un numero all’interno di una lista non equivale a certezza storica.
  • Una lista attribuita a un personaggio antico non viene trattata automaticamente come documento prodotto personalmente da quel personaggio.
Divergenza, incompatibilità e contraddizione non sono sinonimi. Utilizziamo “divergenza” quando due sistemi propongono ricostruzioni differenti. Parliamo di tradizioni “incompatibili” o “contraddittorie” solo quando due affermazioni rispondono alla stessa domanda in modi che non possono essere contemporaneamente veri nello stesso senso. Una differenza fra la cronologia egiziana e Nöldeke, per esempio, non è una “contraddizione interna all’Islam”; due tradizioni islamiche che attribuiscono il medesimo primato cronologico a testi differenti costituiscono invece testimonianze concorrenti che richiedono spiegazione.

Cronologia del Corano: confronto completo delle 114 sure

Legenda rapida: Egiz. = posizione nella cronologia egiziana standard; N–S = posizione in Nöldeke–Schwally; Δ = distanza numerica fra le due posizioni.

Su smartphone: ogni sura viene mostrata come una scheda verticale, evitando una tabella troppo larga da trascinare lateralmente.

Le 114 sure: cronologia egiziana standard e Nöldeke–Schwally
Q Sura Egiz. Fase N–S Periodo N–S Δ Nota critica
1 al-Fātiḥa 5 Mecca 48 I Mecca 43 Forte divergenza nella posizione
2 al-Baqara 87 Medina 91 Medina 4 Macrofase solida; forte complessità interna
3 Āl ʿImrān 89 Medina 97 Medina 8
4 al-Nisāʾ 92 Medina 100 Medina 8
5 al-Māʾida 112 Medina 114 Medina 2 Medina tarda; status di “ultima sura” controverso
6 al-Anʿām 55 Mecca 89 III Mecca 34 Fonti divergono anche su Q6:141
7 al-Aʿrāf 39 Mecca 87 III Mecca 48 Scarto molto ampio
8 al-Anfāl 88 Medina 95 Medina 7
9 al-Tawba 113 Medina 113 Medina 0 Fra i testi finali
10 Yūnus 51 Mecca 84 III Mecca 33 Fonti divergono sulle aggiunte interne
11 Hūd 52 Mecca 75 III Mecca 23
12 Yūsuf 53 Mecca 77 III Mecca 24
13 al-Raʿd 96 Medina 90 III Mecca 6 Macrofase controversa
14 Ibrāhīm 72 Mecca 76 III Mecca 4
15 al-Ḥijr 54 Mecca 57 II Mecca 3
16 al-Naḥl 70 Mecca 73 III Mecca 3
17 al-Isrāʾ 50 Mecca 67 II Mecca 17
18 al-Kahf 69 Mecca 69 II Mecca 0 Stessa posizione numerica
19 Maryam 44 Mecca 58 II Mecca 14
20 Ṭā Hā 45 Mecca 55 II Mecca 10
21 al-Anbiyāʾ 73 Mecca 65 II Mecca 8
22 al-Ḥajj 103 Medina 107 Medina 4 Composizione interna particolarmente complessa
23 al-Muʾminūn 74 Mecca 64 II Mecca 10
24 al-Nūr 102 Medina 105 Medina 3
25 al-Furqān 42 Mecca 66 II Mecca 24
26 al-Shuʿarāʾ 47 Mecca 56 II Mecca 9
27 al-Naml 48 Mecca 68 II Mecca 20
28 al-Qaṣaṣ 49 Mecca 79 III Mecca 30
29 al-ʿAnkabūt 85 Mecca 81 III Mecca 4
30 al-Rūm 84 Mecca 74 III Mecca 10
31 Luqmān 57 Mecca 82 III Mecca 25
32 al-Sajda 75 Mecca 70 III Mecca 5
33 al-Aḥzāb 90 Medina 103 Medina 13
34 Sabaʾ 58 Mecca 85 III Mecca 27 Fonti divergono su Q34:6
35 Fāṭir 43 Mecca 86 III Mecca 43 Scarto molto ampio
36 Yā Sīn 41 Mecca 60 II Mecca 19
37 al-Ṣāffāt 56 Mecca 50 II Mecca 6
38 Ṣād 38 Mecca 59 II Mecca 21
39 al-Zumar 59 Mecca 80 III Mecca 21 Fonti divergono sulle aggiunte interne
40 Ghāfir 60 Mecca 78 III Mecca 18
41 Fuṣṣilat 61 Mecca 71 III Mecca 10
42 al-Shūrā 62 Mecca 83 III Mecca 21 Fonti divergono sulle aggiunte interne
43 al-Zukhruf 63 Mecca 61 II Mecca 2
44 al-Dukhān 64 Mecca 53 II Mecca 11
45 al-Jāthiya 65 Mecca 72 III Mecca 7 Aldeeb: 4; Tanzil/UNC: 14
46 al-Aḥqāf 66 Mecca 88 III Mecca 22 Tanzil: 10,15,35; UNC: 1,15,35
47 Muḥammad 95 Medina 96 Medina 1
48 al-Fatḥ 111 Medina 108 Medina 3 Tradizionalmente collegata ad al-Ḥudaybiyya
49 al-Ḥujurāt 106 Medina 112 Medina 6
50 Qāf 34 Mecca 54 II Mecca 20
51 al-Dhāriyāt 67 Mecca 39 I Mecca 28
52 al-Ṭūr 76 Mecca 40 I Mecca 36
53 al-Najm 23 Mecca 28 I Mecca 5
54 al-Qamar 37 Mecca 49 II Mecca 12
55 al-Raḥmān 97 Medina 43 I Mecca 54 Macrofase controversa
56 al-Wāqiʿa 46 Mecca 41 I Mecca 5
57 al-Ḥadīd 94 Medina 99 Medina 5
58 al-Mujādila 105 Medina 106 Medina 1
59 al-Ḥashr 101 Medina 102 Medina 1
60 al-Mumtaḥana 91 Medina 110 Medina 19
61 al-Ṣaff 109 Medina 98 Medina 11
62 al-Jumuʿa 110 Medina 94 Medina 16
63 al-Munāfiqūn 104 Medina 104 Medina 0 Stessa posizione numerica
64 al-Taghābun 108 Medina 93 Medina 15
65 al-Ṭalāq 99 Medina 101 Medina 2
66 al-Taḥrīm 107 Medina 109 Medina 2
67 al-Mulk 77 Mecca 63 II Mecca 14
68 al-Qalam 2 Mecca 18 I Mecca 16 Stratificazione interna fortemente discussa
69 al-Ḥāqqa 78 Mecca 38 I Mecca 40
70 al-Maʿārij 79 Mecca 42 I Mecca 37
71 Nūḥ 71 Mecca 51 II Mecca 20
72 al-Jinn 40 Mecca 62 II Mecca 22
73 al-Muzzammil 3 Mecca 23 I Mecca 20
74 al-Muddaththir 4 Mecca 2 I Mecca 2 Tradizione concorrente sul primato cronologico
75 al-Qiyāma 31 Mecca 36 I Mecca 5
76 al-Insān 98 Medina 52 II Mecca 46 Macrofase controversa
77 al-Mursalāt 33 Mecca 32 I Mecca 1
78 al-Nabaʾ 80 Mecca 33 I Mecca 47
79 al-Nāziʿāt 81 Mecca 31 I Mecca 50
80 ʿAbasa 24 Mecca 17 I Mecca 7
81 al-Takwīr 7 Mecca 27 I Mecca 20
82 al-Infiṭār 82 Mecca 26 I Mecca 56
83 al-Muṭaffifīn 86 Mecca 37 I Mecca 49
84 al-Inshiqāq 83 Mecca 29 I Mecca 54
85 al-Burūj 27 Mecca 22 I Mecca 5
86 al-Ṭāriq 36 Mecca 15 I Mecca 21
87 al-Aʿlā 8 Mecca 19 I Mecca 11
88 al-Ghāshiya 68 Mecca 34 I Mecca 34
89 al-Fajr 10 Mecca 35 I Mecca 25
90 al-Balad 35 Mecca 11 I Mecca 24
91 al-Shams 26 Mecca 16 I Mecca 10
92 al-Layl 9 Mecca 10 I Mecca 1
93 al-Ḍuḥā 11 Mecca 13 I Mecca 2 Corretto errore materiale della matrice UNC
94 al-Sharḥ 12 Mecca 12 I Mecca 0 Corretto valore egiziano
95 al-Tīn 28 Mecca 20 I Mecca 8
96 al-ʿAlaq 1 Mecca 1 I Mecca 0 Prima in entrambi i sistemi della tabella
97 al-Qadr 25 Mecca 14 I Mecca 11
98 al-Bayyina 100 Medina 92 Medina 8
99 al-Zalzala 93 Medina 25 I Mecca 68 Macrofase controversa; massimo scarto
100 al-ʿĀdiyāt 14 Mecca 30 I Mecca 16
101 al-Qāriʿa 30 Mecca 24 I Mecca 6
102 al-Takāthur 16 Mecca 8 I Mecca 8
103 al-ʿAṣr 13 Mecca 21 I Mecca 8
104 al-Humaza 32 Mecca 6 I Mecca 26
105 al-Fīl 19 Mecca 9 I Mecca 10
106 Quraysh 29 Mecca 4 I Mecca 25
107 al-Māʿūn 17 Mecca 7 I Mecca 10 Tradizione distingue 1-3 e 4-7
108 al-Kawthar 15 Mecca 5 I Mecca 10
109 al-Kāfirūn 18 Mecca 45 I Mecca 27
110 al-Naṣr 114 Medina 111 Medina 3 Candidata tradizionale all’ultima sura
111 al-Masad 6 Mecca 3 I Mecca 3
112 al-Ikhlāṣ 22 Mecca 44 I Mecca 22
113 al-Falaq 20 Mecca 46 I Mecca 26
114 al-Nās 21 Mecca 47 I Mecca 26

Provenienza della matrice: cronologia egiziana standard controllata mediante Tanzil/al-Zanjānī e Aldeeb; Nöldeke–Schwally mediante la matrice UNC e la struttura della Geschichte des Qorāns. Correzioni della matrice, classificazione delle discrepanze e calcolo di Δ: Islamicamentando.

Errore materiale nella matrice UNC. La tabella UNC attribuisce E9 sia a Q92 sia a Q93 e prosegue con E11 per Q94. La sequenza egiziana completa richiede invece Q92 = 9, Q89 = 10, Q93 = 11 e Q94 = 12. Sono questi i valori utilizzati qui.

Quanto divergono realmente i due sistemi?

Sulla distinzione generale Mecca/Medina, cronologia egiziana e Nöldeke–Schwally concordano per 110 sure su 114.

Le quattro divergenze sono Q13, Q55, Q76 e Q99.

La situazione cambia drasticamente quando passiamo all’esatta posizione numerica:

  • 43 sure differiscono di almeno 20 posizioni;
  • 18 sure differiscono di almeno 30;
  • 12 sure differiscono di almeno 40.

Gli scarti maggiori sono:

  • Q99 al-Zalzala: Δ68;
  • Q82 al-Infiṭār: Δ56;
  • Q55 al-Raḥmān: Δ54;
  • Q84 al-Inshiqāq: Δ54;
  • Q79 al-Nāziʿāt: Δ50;
  • Q83 al-Muṭaffifīn: Δ49;
  • Q7 al-Aʿrāf: Δ48;
  • Q78 al-Nabaʾ: Δ47;
  • Q76 al-Insān: Δ46;
  • Q1 al-Fātiḥa: Δ43;
  • Q35 Fāṭir: Δ43;
  • Q69 al-Ḥāqqa: Δ40.
Questi numeri ridimensionano l’impressione di precisione prodotta da un elenco numerato da 1 a 114. Due ricostruzioni possono concordare nel chiamare una sura “meccana” e tuttavia collocarla a decine di posizioni di distanza. L’accordo sulla macrofase non equivale quindi alla conoscenza precisa del posto occupato nella successione.
Dire che una sura è “meccana” è una cosa; collocarla esattamente all’82º posto di una successione cronologica ricostruita è un’affermazione molto più precisa e spesso molto meno sicura.

Non esiste una sola cronologia tradizionale islamica

Dopo aver visto quanto divergano le ricostruzioni, bisogna affrontare un problema ancora più importante: si parla spesso dell’“ordine tradizionale della rivelazione” come se la tradizione islamica avesse trasmesso una sola successione delle sure. Le fonti musulmane mostrano invece una situazione più complessa.

Al-Shahrastānī, nel suo Mafātīḥ al-asrār wa-maṣābīḥ al-abrār, dedica espressamente una sezione alle divergenze dei trasmettitori nell’ordine di discesa delle sure. Ricorda tradizioni differenti attribuite, direttamente o attraverso catene successive, a più autorità.

La formulazione di al-Shahrastānī può essere consultata direttamente qui.

La conseguenza non è marginale. La formula “ordine tradizionale della rivelazione” può suggerire l’esistenza di una successione unica conservata dalla prima comunità islamica. Le fonti esaminate mostrano invece una pluralità di ordinamenti, attribuzioni e trasmissioni. La cronologia egiziana oggi più diffusa costituisce quindi una standardizzazione moderna collocata all’interno di una tradizione cronologica già plurale; non può essere semplicemente identificata con la conservazione incontestata di un unico calendario originario delle proclamazioni.

Jābir b. Zayd: due forme della stessa attribuzione

Un caso particolarmente istruttivo riguarda Jābir b. Zayd.

Abū ʿAmr al-Dānī conserva una successione attribuita a Jābir che comincia:

Q96 al-ʿAlaq → Q68 al-Qalam → Q73 al-Muzzammil → Q74 al-Muddaththir → Q111 al-Masad…

In questa forma della trasmissione al-Fātiḥa non compare dopo al-Muddaththir.

Al-Suyūṭī conserva invece una successione anch’essa attribuita a Jābir nella quale l’inizio comprende:

Q96 al-ʿAlaq → Q68 al-Qalam → Q73 al-Muzzammil → Q74 al-Muddaththir → Q1 al-Fātiḥa → Q111 al-Masad…

Lo stesso al-Suyūṭī, dopo aver riportato quella successione, osserva che la sequenza presenta aspetti insoliti e che sul suo ordinamento vi è motivo di discussione.

Non ne consegue che Jābir abbia personalmente “escluso al-Fātiḥa”. Il dato documentabile è più preciso e più interessante: tradizioni successive attribuite allo stesso antico personaggio sono giunte in forme differenti. Questo riduce ulteriormente la possibilità di trattare ogni lista attribuita a un’autorità antica come la fotografia intatta di un calendario originario.

ʿIkrima e al-Ḥasan al-Baṣrī

Majmaʿ al-Bayān di al-Ṭabrisī conserva una successione attribuita a ʿIkrima e al-Ḥasan b. Abī al-Ḥasan al-Baṣrī. La sequenza comincia anch’essa con Q96, Q68, Q73 e Q74.

Nella stessa opera viene però conservata anche una successione differente attribuita a ʿAlī.

La tradizione attribuita a ʿAlī

Nella successione attribuita a ʿAlī attraverso Saʿīd b. al-Musayyab, conservata in Majmaʿ al-Bayān, al-Fātiḥa occupa il primo posto, seguita da Q96 al-ʿAlaq e Q68 al-Qalam.

La fonte può essere consultata nell’edizione digitale di Majmaʿ al-Bayān.

La divergenza riguarda dunque già le primissime posizioni della sequenza, non soltanto dettagli marginali delle fasi successive.

La lista attribuita a Jaʿfar al-Ṣādiq

Una tradizione cronologica viene attribuita anche a Jaʿfar b. Muḥammad al-Ṣādiq. Al-Zanjānī la riproduce sotto il titolo relativo all’ordine delle sure nel cosiddetto muṣḥaf dell’Imam Abū ʿAbd Allāh.

La forma pubblicata contiene 113 posizioni, comincia Q96, Q68, Q73, Q74, Q111 e non comprende al-Fātiḥa. La sequenza può essere consultata nell’edizione digitale del Tārīkh al-Qurʾān di al-Zanjānī.

L’intestazione non deve essere interpretata troppo letteralmente. Non possediamo un codice materiale di Jaʿfar al-Ṣādiq che consenta di controllare direttamente questa successione. Possediamo una tradizione successivamente attribuita a Jaʿfar. La distinzione è essenziale.

Jaʿfar e il presunto ordine di ʿAlī

Yūsuf Durra al-Ḥaddād collega sostanzialmente la successione attribuita a Jaʿfar a quella di un presunto muṣḥaf di ʿAlī. Questa identificazione non deve però essere trasformata automaticamente in un fatto storico.

La tradizione attribuita a ʿAlī conservata in Majmaʿ al-Bayān comincia infatti con al-Fātiḥa, Q96 e Q68, mentre la successione attribuita a Jaʿfar comincia Q96, Q68, Q73 e Q74.

al-Ḥaddād propone un collegamento fra le due successioni; le fonti direttamente controllate non consentono però di identificarle senza riserve.

I sette ordinamenti confrontati da Darwaza

Muḥammad ʿIzzat Darwaza offre un’altra testimonianza significativa della pluralità. Nell’introduzione al suo al-Tafsīr al-ḥadīth ricorda quattro ordinamenti riportati da al-Suyūṭī e li confronta con altri tre:

  • la sequenza riportata da al-Khāzin;
  • quella conservata in Majmaʿ al-Bayān;
  • quella riportata nelle intestazioni di un muṣḥaf egiziano moderno pubblicato con autorizzazione delle autorità egiziane competenti.

Darwaza parla quindi di sette ordinamenti e riconosce fra essi differenze nell’ordine relativo delle sure.

È perciò scorretto trasformare questa informazione nell’espressione “sette fonti musulmane classiche”. Una delle sette è infatti una sistemazione moderna e diverse liste sono note attraverso compilazioni successive.

Il caso della colonna chiamata “muṣḥaf ʿuthmānī”

Un ulteriore controllo è stato necessario sulla grande tabella di Yūsuf Durra al-Ḥaddād, che comprende una colonna intestata al-muṣḥaf al-ʿuthmānī. Letta isolatamente, l’espressione può far pensare all’esistenza di una vera e propria “cronologia di ʿUthmān”.

La fonte richiamata da al-Ḥaddād è però ʿAbd al-Mutaʿāl al-Ṣaʿīdī, al-Naẓm al-fannī fī al-Qurʾān, opera nella quale vengono distinti l’ordine del muṣḥaf e le indicazioni sulla cronologia della discesa.

Il muṣḥaf ʿuthmānī è precisamente il riferimento all’ordine canonico, che non coincide con l’ordine cronologico.

Per questa ragione non consideriamo la colonna di al-Ḥaddād una “cronologia ʿuthmānica” indipendente. È un esempio concreto della necessità di risalire alla fonte immediata prima di trasformare l’intestazione di una tabella moderna in una testimonianza antica.

Quale testo viene considerato il primo?

L’incertezza non riguarda soltanto la parte finale della cronologia. Compare già quando si domanda quale testo debba essere considerato il primo.

La tradizione di ʿĀʾisha: Q96 al-ʿAlaq

Il celebre racconto attribuito a ʿĀʾisha e conservato in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 3 collega l’episodio iniziale di Ḥirāʾ alle parole oggi contenute all’inizio di Q96:1-5.

Questa tradizione è alla base della diffusissima identificazione di al-ʿAlaq con l’inizio della proclamazione coranica.

La tradizione di Jābir: Q74 al-Muddaththir

Bukhārī conserva però anche una tradizione differente. In Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 4922 e 4924, alla domanda su quale sura fosse stata proclamata per prima viene indicata al-Muddaththir, Q74, non Q96.

Il racconto collega l’episodio alle parole iniziali di Q74.

Gli studiosi musulmani hanno tentato di armonizzare queste tradizioni distinguendo, per esempio, fra primo testo in assoluto, prima proclamazione dopo una pausa, prima sura completa o primo comando pubblico di predicazione.

La letteratura musulmana registra inoltre ulteriori opinioni, compresa la priorità di al-Fātiḥa.

La divergenza è significativa. Le tradizioni conservate non formulano in modo uniforme il primato cronologico: Bukhārī conserva sia il racconto di ʿĀʾisha associato a Q96 sia una tradizione di Jābir che, alla domanda sul primo testo, indica Q74. Per ottenere una successione univoca è quindi necessario scegliere fra tradizioni concorrenti oppure interpretarle come riferite a significati differenti di “primo”.

Come leggere le annotazioni sui singoli versetti

Le annotazioni interne appartengono ad almeno tre categorie diverse.

1. Passi attribuiti alla fase opposta

Una tradizione può classificare complessivamente una sura come meccana e attribuire alcuni versetti a Medina, o viceversa.

2. Indicazioni di luogo o circostanza

Una fonte può collegare un passo a Minā, ʿArafāt, al-Ḥudaybiyya o all’Egira. Questo non equivale automaticamente a una nuova classificazione dell’intera sura.

3. Stratificazioni proposte dalla critica

Nöldeke–Schwally e altri studiosi possono distinguere nuclei e aggiunte sulla base di struttura, stile e contenuto. Queste ricostruzioni non devono essere confuse con le tradizioni islamiche.

Le annotazioni riportate da Tanzil/al-Zanjānī

La lista seguente documenta ciò che Tanzil presenta come informazioni di dettaglio ricavate da al-Zanjānī. Riportarle significa documentare quella tradizione, non certificarne automaticamente la storicità.

  • Q68: 17-33 e 48-50 da Medina.
  • Q73: 10, 11 e 20 da Medina.
  • Q107: 1-3 dalla Mecca; 4-7 da Medina.
  • Q53: 32 da Medina.
  • Q77: 48 da Medina.
  • Q50: 38 da Medina.
  • Q54: 44-46 da Medina.
  • Q7: 163-170 da Medina.
  • Q36: 45 da Medina.
  • Q25: 68-70 da Medina.
  • Q19: 58 e 71 da Medina.
  • Q20: 130-131 da Medina.
  • Q56: 81-82 da Medina.
  • Q26: 197 e 224-227 da Medina.
  • Q28: 52-55 da Medina; 85 collegato a Juhfa durante l’Egira.
  • Q17: 26, 32-33, 57 e 73-80 da Medina.
  • Q10: 40 e 94-96 da Medina.
  • Q11: 12, 17 e 114 da Medina.
  • Q12: 1-3 e 7 da Medina.
  • Q15: 87 da Medina.
  • Q6: 20, 23, 91, 93, 114 e 151-153 da Medina.
  • Q31: 27-29 da Medina.
  • Q40: 56-57 da Medina.
  • Q42: 23-25 e 27 da Medina.
  • Q43: 54 da Medina.
  • Q45: 14 da Medina.
  • Q46: 10, 15 e 35 da Medina.
  • Q18: 28 e 83-101 da Medina.
  • Q16: 126-128 da Medina.
  • Q14: 28-29 da Medina.
  • Q32: 16-20 da Medina.
  • Q30: 17 da Medina.
  • Q29: 1-11 da Medina.
  • Q2: 281 collegato a Minā durante l’ultimo pellegrinaggio.
  • Q8: 30-36 indicati dalla Mecca.
  • Q47: 13 collegato all’Egira.
  • Q22: 52-55 indicati come proclamati “tra Mecca e Medina”.
  • Q48: collegata al ritorno da al-Ḥudaybiyya.
  • Q5: Q5:3 collegato a ʿArafāt durante l’ultimo pellegrinaggio.
  • Q9: gli ultimi due versetti indicati dalla Mecca.
  • Q110: collegata a Minā durante l’ultimo pellegrinaggio, pur essendo classificata come medinese.

Quando le fonti non concordano

Il confronto diretto mostra che perfino le moderne riproduzioni delle classificazioni tradizionali non coincidono sempre nella delimitazione dei passi considerati appartenenti a un’altra fase.

Una cautela necessaria. Una differenza nel numero di versetto non prova, da sola, che due fonti attribuiscano cronologie differenti allo stesso segmento testuale: prima deve essere escluso l’effetto di sistemi diversi di numerazione degli āyāt. Le discrepanze seguenti vengono quindi registrate anzitutto come divergenze fra i repertori consultati; quando la corrispondenza testuale non è stata stabilita con certezza, non vengono trasformate automaticamente in contraddizioni sostanziali.
  • Q6: UNC comprende anche Q6:141 fra le aggiunte medinesi; Tanzil/al-Zanjānī non lo include.
  • Q10: Tanzil indica Q10:40 e 94-96; UNC presenta Q10:46 e 94-96.
  • Q34: UNC segnala Q34:6; Tanzil non lo segnala.
  • Q39: UNC segnala Q39:52-54; Tanzil non li include.
  • Q42: Tanzil presenta 23-25 e 27; UNC presenta 42-45 e 27.
  • Q45: Aldeeb presenta il versetto 4; Tanzil e UNC indicano 14.
  • Q46: Tanzil indica 10, 15 e 35; UNC presenta 1, 15 e 35.
  • Q68: Tanzil e UNC limitano una seconda sezione medinese a 48-50; Aldeeb la estende a 48-52.
  • Q93-Q94: UNC contiene un errore materiale nella numerazione egiziana dell’ordine delle sure.
Questo è un secondo livello di incertezza. Non soltanto esistono cronologie differenti: anche repertori moderni che intendono riprodurre tradizioni o classificazioni precedenti possono trasmettere delimitazioni differenti dei singoli passi. Per questo ogni eccezione deve essere accompagnata dalla fonte che la propone.

Le quattro divergenze Mecca/Medina

Q13 al-Raʿd

Egiziana: 96, Medina.
Nöldeke–Schwally: 90, III Mecca.

Q55 al-Raḥmān

Egiziana: 97, Medina.
Nöldeke–Schwally: 43, I Mecca.

Q76 al-Insān

Egiziana: 98, Medina.
Nöldeke–Schwally: 52, II Mecca.

Q99 al-Zalzala

Egiziana: 93, Medina.
Nöldeke–Schwally: 25, I Mecca.

Q99 presenta anche il massimo scarto numerico della matrice: 68 posizioni.

Qui la divergenza non riguarda un semplice dettaglio. Per queste quattro sure i due sistemi non discutono soltanto se un testo debba essere collocato, per esempio, al 90º o al 96º posto: lo collocano sui lati opposti dello spartiacque dell’Egira. È una divergenza qualitativamente più importante di un semplice spostamento numerico.

Casi di studio: Q2, Q5, Q22 e Q68

Q2 al-Baqara: macrofase solida, cronologia interna molto più complessa

  • Egiziana: 87.
  • Nöldeke–Schwally: 91.
  • Macrofase Medina: ALTA.
  • Avvio/nucleo nella Medina iniziale: MEDIA.
  • Posizione numerica esatta dell’intera sura: BASSA.
  • Data unica per tutti i 286 versetti: BASSA.
  • Stratificazione: fortemente plausibile; delimitazione cronologica precisa dei singoli strati incerta.

La matrice UNC segnala nella colonna Nöldeke–Schwally possibili inserzioni meccane a Q2:163-171 e, con delimitazioni dubitative, intorno a Q2:200-202 e Q2:204-207.

La classificazione “Medina” descrive quindi la collocazione generale della sura nel sistema, non garantisce l’omogeneità cronologica dei suoi 286 versetti.

Dire che al-Baqara occupa l’87º posto nell’ordine egiziano non significa che tutti i suoi 286 versetti appartengano allo stesso momento né che l’intera sura abbia occupato storicamente quel preciso punto della successione.

Si vedano anche Sura 2:75-140 e Sura 2:141-210.

Q5 al-Māʾida: certamente tarda, ma 112ª o ultima?

  • Egiziana: 112.
  • Nöldeke–Schwally: 114.
  • Macrofase Medina: ALTA.
  • Collocazione generale nella Medina tarda: ALTA.
  • Posizione numerica esatta: BASSA.
  • Essere precisamente l’ultima sura: INDETERMINABILE.

Bukhārī 45 collega Q5:3 a ʿArafāt durante il pellegrinaggio finale. Questo costituisce un indicatore importante per quel versetto, non una datazione automatica di tutti i 120 versetti della sura.

La matrice Nöldeke–Schwally classifica Q5 come ultima nella propria successione, ma segnala che parti della sura possono essere anteriori. Anche qui posizione della sura e cronologia dei contenuti non coincidono necessariamente.

Q22 al-Ḥajj: sura medinese con ampi blocchi considerati meccani

  • Egiziana: 103.
  • Nöldeke–Schwally: 107.
  • Macrofase Medina: ALTA.
  • Data unitaria dell’intera sura: BASSA.

Nöldeke–Schwally considera inserzioni meccane:

  • Q22:1-24;
  • Q22:43-55;
  • Q22:59-64;
  • Q22:66-74.

Tanzil/al-Zanjānī conserva invece per Q22:52-55 una tradizione che li colloca “tra Mecca e Medina”.

Q22 mostra perché “sura medinese” non equivale a “ogni suo versetto è medinese”.

Si veda Bloggando il Corano: Sura 22 al-Ḥajj, “Il Pellegrinaggio”.

Q68 al-Qalam: stessa macrofase, storia interna ricostruita in modi opposti

  • Egiziana: 2.
  • Nöldeke–Schwally: 18.
  • Macrofase Mecca: ALTA.
  • Ricostruzione precisa degli strati: BASSA.

Nella colonna egiziana della matrice UNC:

  • Q68:17-33 = aggiunta medinese;
  • Q68:34-47 = materiale meccano;
  • Q68:48-50 = aggiunta medinese;
  • Q68:51-52 = materiale meccano.

Nella ricostruzione Nöldeke–Schwally, invece, gli stessi blocchi sono trattati come aggiunte o sezioni interne alla fase meccana.

Aldeeb estende inoltre la seconda sezione tradizionalmente considerata medinese fino a Q68:48-52.

Q68 mostra un limite che una semplice tabella “Mecca/Medina” tende a nascondere: due sistemi possono concordare nel definire una sura complessivamente meccana e dissentire profondamente sulla cronologia dei blocchi che la compongono.

Quale viene considerata l’ultima sura?

La cronologia egiziana termina:

  • 112 – Q5 al-Māʾida;
  • 113 – Q9 al-Tawba;
  • 114 – Q110 al-Naṣr.

Nöldeke–Schwally dispone invece Q110 al numero 111, Q9 al 113 e Q5 al 114.

La pluralità compare anche nelle fonti islamiche. Tirmidhī 3063 conserva tradizioni che coinvolgono sia al-Māʾida sia al-Naṣr; Tirmidhī 3086 presenta al-Tawba/Baraʾa fra le ultime proclamazioni.

Esistono poi tradizioni sull’ultimo versetto, che rispondono a una domanda diversa: Tirmidhī 3041 conserva per esempio l’attribuzione di questo status a Q4:176.

Le divergenze riguardano dunque entrambe le estremità della cronologia. Le tradizioni non consentono di individuare senza ulteriori qualificazioni né un unico “primo testo” né un’unica “ultima sura”. Una successione moderna presentata come elenco numerato da 1 a 114 possiede quindi una precisione formale che le stesse tradizioni da cui dipende non sempre conservano.
Come per il primo testo, anche “l’ultima sura” richiede una precisazione: secondo quale tradizione, secondo quale sistema e secondo quale definizione?

Perché la cronologia è importante per l’abrogazione

Nella dottrina islamica del naskh, una disposizione successiva può sostituirne o superarne una precedente. Islamicamentando ha esaminato il problema nell’approfondimento sui conflitti fra le fonti e l’istituto dell’abrogazione. Per l’inquadramento giuridico dei diversi versetti si veda anche la Tavola giuridica analitica del Corano.

Se B abroga A perché B è successivo, bisogna avere una ragione per sostenere che B venga realmente dopo A.

I giuristi musulmani non disponevano naturalmente della moderna cronologia Nöldeke–Schwally. Utilizzavano hadith, tradizioni sulle circostanze della “rivelazione”, opinioni attribuite ai Compagni e altri criteri.

L’incertezza cronologica acquista qui una conseguenza dottrinale e giuridica concreta. Se la prevalenza di una norma viene giustificata sostenendo che essa è successiva a un’altra, l’ordine relativo dei testi non è più un semplice dettaglio storico: diventa una premessa dell’argomentazione. Quanto più incerta o controversa è quella successione, tanto maggiore deve essere la cautela nel presentare l’abrogazione come conseguenza cronologicamente evidente.

Questo non significa che ogni caso di naskh dipenda dalla posizione numerica della sura nella tabella. I giuristi possono basarsi su tradizioni specifiche riguardanti due passi. Significa però che una conclusione fondata sulla posteriorità deve dimostrare quella posteriorità, non presupporla semplicemente perché un testo compare più tardi in una delle cronologie convenzionali.

Appendice tecnica: stratificazioni interne nella matrice Nöldeke–Schwally

La tabella principale non può contenere tutte le proposte di stratificazione interna senza diventare illeggibile. La matrice UNC registra però numerosi passi ai quali la colonna Nöldeke–Schwally assegna uno status differente dal nucleo principale della sura.

Apri il repertorio esteso delle stratificazioni

Attenzione: questa lista riproduce e rende leggibili le indicazioni della matrice UNC. Non significa che Islamicamentando consideri dimostrata ciascuna delimitazione.

  • Q2: 163-171; circa 200-202; circa 204-207 – possibili inserzioni meccane nella sura medinese.
  • Q6: 91-94 – aggiunte medinesi proposte all’interno del nucleo meccano.
  • Q7: circa 157-158 – aggiunta medinese proposta.
  • Q14: 35-39 – aggiunta medinese proposta.
  • Q16: circa 41-42 – aggiunta medinese proposta.
  • Q22: 1-24; 43-55; 59-64; 66-74 – grandi inserzioni meccane nella sura complessivamente medinese.
  • Q29: 1-11 e, dubitativamente, 45 e 60 – aggiunte medinesi proposte.
  • Q31: 11-18 e 25-28 – aggiunte medinesi nella ricostruzione riportata dalla matrice.
  • Q51: 24-60 – aggiunte a materiale meccano, con datazione non ulteriormente precisata dalla matrice.
  • Q52: 21 e 29-49 – aggiunte meccane al nucleo meccano.
  • Q53: 23 e 26-32 – aggiunte interne a materiale meccano; la matrice non fornisce una datazione più precisa.
  • Q55: 8-9 e parte di 33 – aggiunte al nucleo meccano nella ricostruzione Nöldeke, nonostante la classificazione egiziana complessiva come medinese.
  • Q56: 75-95 – sezione considerata aggiunta a materiale meccano.
  • Q68: 17-33, 34-47, 48-50 e 51-52 – blocchi distinti ma tutti interni alla fase meccana nella ricostruzione Nöldeke.
  • Q73: 20 – aggiunta medinese a una sura meccana.
  • Q74: 31 – aggiunta medinese proposta.
  • Q75: 16-19 – aggiunta interna a materiale meccano.
  • Q79: 27-46 – aggiunta meccana a materiale meccano.
  • Q84: 25 – aggiunta interna.
  • Q96: 9-19 – aggiunta meccana rispetto al nucleo iniziale.
  • Q103: 3 – aggiunta interna proposta.

La presenza di queste annotazioni rende evidente perché una cronologia delle sure non possa essere trasformata automaticamente in una cronologia di tutti i versetti.

Appendice tecnica: anche la numerazione dei versetti può cambiare

Quando si confrontano studi differenti bisogna ricordare un ulteriore problema: non tutte le tradizioni contano i versetti nello stesso modo.

Le scuole tradizionali di conteggio possono dividere il medesimo testo in unità versali differenti. Questo normalmente non implica l’aggiunta o l’eliminazione delle parole del testo: cambia il punto nel quale una determinata unità viene considerata conclusa.

Aldeeb segnala che la numerazione dell’edizione dell’Azhar da lui utilizzata differisce sia da alcune edizioni nordafricane sia dalla numerazione proposta da Gustav Flügel nell’Ottocento e impiegata a lungo da diversi orientalisti; in alcuni punti lo scarto può accumularsi fino a più numeri di versetto.

La questione resta rilevante anche negli studi quantitativi contemporanei: Farrin, per esempio, discute l’effetto della scelta fra il conteggio convenzionale kufano e il sistema Medina I sulle analisi della lunghezza media dei versetti.

Conseguenza pratica: quando due studi indicano numeri di versetto leggermente differenti, non bisogna concludere immediatamente che uno dei due stia citando un testo differente. Prima occorre controllare quale sistema di numerazione utilizza.

Che cosa possiamo concludere?

Il quadro complessivo permette alcune conclusioni abbastanza nette.

L’ordine canonico del Corano non coincide con una cronologia delle proclamazioni. La successione cronologica deve essere ricostruita attraverso fonti successive e criteri differenti.

La distinzione generale Mecca/Medina è molto più stabile dell’esatta posizione numerica. Egiziana e Nöldeke–Schwally concordano sulla macrofase per 110 sure su 114, ma decine di sure sono spostate di venti, trenta, quaranta o più posizioni.

Neppure la tradizione islamica conserva una successione completamente uniforme. Al-Shahrastānī documenta esplicitamente le divergenze fra i trasmettitori; Darwaza confronta sette ordinamenti non coincidenti; tradizioni attribuite allo stesso personaggio possono giungere in forme differenti.

Le divergenze compaiono già all’inizio e alla fine della sequenza. Le tradizioni conservate non formulano uniformemente il primato cronologico: Bukhārī associa il racconto iniziale di ʿĀʾisha a Q96 ma conserva anche una tradizione di Jābir che, alla domanda sul primo testo, indica Q74. Q5, Q9 e Q110 intervengono invece nelle discussioni relative alle ultime proclamazioni. Anche “ultima sura” e “ultimo versetto” non sono la stessa domanda.

Una sura non è necessariamente un’unica unità cronologica. Q2 e Q22 mostrano che una sura generalmente considerata medinese può essere ricostruita come contenente materiale più antico; Q68 mostra che due sistemi possono concordare sulla macrofase generale e dissentire sulla cronologia di interi blocchi interni.

Le stesse riproduzioni moderne delle tradizioni non coincidono sempre. Q6, Q10, Q34, Q39, Q42, Q45, Q46 e Q68 offrono casi concreti nei quali le delimitazioni o le indicazioni riportate variano, anche se le differenze di numerazione devono essere controllate prima di essere interpretate come divergenze testuali sostanziali.

Nemmeno la numerazione dei versetti è un dato editoriale completamente uniforme nella storia degli studi.

Tutto questo non dimostra automaticamente una specifica teoria sulla genesi del Corano. Dimostra però qualcosa di più circoscritto e documentabile: la cronologia dettagliata del testo coranico non è un dato semplice, originario e unanimemente conservato.

Una cronologia critica non deve limitarsi a fornire un numero. Deve spiegare chi lo propone, da quale tradizione deriva, secondo quale criterio è stato costruito, a quale livello del testo si riferisce e quanto possiamo realmente fidarci della precisione che sembra offrire.

Questa conclusione acquista un peso particolare quando la cronologia viene utilizzata per sostenere conseguenze teologiche o giuridiche. Nel caso dell’abrogazione, per esempio, stabilire che un testo sia posteriore non è un dettaglio accessorio: può diventare la premessa necessaria per sostenere che una disposizione abbia sostituito un’altra.

La risposta corretta non è quindi né “conosciamo perfettamente la successione delle 114 sure” né “non sappiamo nulla”. Possediamo ricostruzioni di valore differente, convergenze importanti, tradizioni concorrenti, divergenze sostanziali e numerosi casi nei quali la precisione delle tabelle supera la precisione delle nostre conoscenze storiche.

La precisione grafica di una tabella non deve essere scambiata per precisione storica.

Questa pagina non propone una presunta “vera cronologia Islamicamentando”. Offre invece gli strumenti per capire che cosa significano le cronologie esistenti, da dove vengono, dove concordano, dove divergono, quali incompatibilità emergono nelle tradizioni e quali limiti possiedono le ricostruzioni disponibili. Altre risorse metodologiche e documentarie sono raccolte nel Centro risorse di Islamicamentando.

Fonti

Nota editoriale. La precedente versione di questa pagina riprendeva principalmente la classificazione cronologica presentata da Sami A. Aldeeb Abu-Sahlieh sulla base dell’ordine egiziano/al-Azhar. La presente revisione ne conserva il contributo e l’attribuzione, ma verifica, corregge e amplia il materiale mediante il confronto con Tanzil/al-Zanjānī, Nöldeke–Schwally, la matrice UNC, tradizioni musulmane concorrenti e la ricerca storico-critica successiva. Quando una fonte successiva attribuisce una successione a un personaggio antico, l’attribuzione viene distinta dalla verifica storica della sua provenienza.

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