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musulmani e la jihad 1

Perché due miliardi di musulmani non ci uccidono tutti?

Perché con due miliardi di musulmani non ci ammazzano tutti?
Questa è una delle domande più frequenti quando si parla di Islam e violenza. La risposta non sta in una presunta “pace intrinseca”, ma nella natura stessa della dottrina islamica classica.
La violenza jihadista non è un obbligo individuale permanente per ogni musulmano. È invece opportunistica, graduale e strettamente legata alle condizioni di forza numerica, politica e militare. Non serve che tutti impugnino le armi: basta una minoranza attiva, determinata e ideologicamente motivata, sostenuta dal silenzio, dalla giustificazione teologica o dall’ignoranza consapevole della maggioranza.
La dottrina islamica tradizionale lo prevede chiaramente attraverso la distinzione tra fard ayn (obbligo individuale) e fard kifaya (obbligo collettivo), attraverso i concetti di taqiyya e da’wah, e attraverso una strategia che cambia a seconda della forza acquisita dalla comunità musulmana.
In questo articolo analizziamo, basandoci sulle fonti classiche (Corano, hadith, tafsir e fiqh), perché la jihad non è uno sforzo spirituale costante, ma un meccanismo flessibile che si attiva quando le circostanze lo rendono conveniente.

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