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Cristiani nestoriani e studiosi arabi durante il periodo abbaside: il contributo cristiano alla scienza islamica 0

La diffusione dell’islam e la fine del progresso arabo-cristiano

L’Islam non ha “inventato” la scienza. L’ha presa dai cristiani.

Ḥunayn ibn Isḥāq, nestoriano, tradusse più di 100 opere di Galeno, creò una scuola di traduttori cristiani e scrisse testi di medicina originali. Avicenna ne usò il lavoro… senza citarlo.

Quando i cristiani non servirono più, arrivarono le persecuzioni e l’emarginazione.

Il declino della scienza nel mondo islamico non fu casuale.

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Il Corano e le scoperte scientifiche

Un argomento frequentemente usato dai musulmani per sostenere che il Corano è un libro miracoloso è quello di sostenere la sua scientificità, ovvero citare alcuni versetti che conterrebbero delle “scoperte scientifiche“. Secondo i musulmani la...

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La scienza straniera nell’Islam

Nel suo Fihrist, un repertorio dei libri accessibili in lingua araba nella sua epoca, il celebre biografo Ibn al-Nadīm (m. 380/990) stabilisce una netta distinzione tra “scienze islamiche e arabe” e “scienze degli Antichi”...

voluzione dal primate all’uomo fino alla prostrazione islamica: la metafora del declino intellettuale e scientifico del mondo musulmano 1

Il declino del mondo islamico

L’articolo sostiene che il declino del mondo islamico non è dovuto principalmente a cause esterne, ma a problemi interni iniziati già nel XII secolo.
Da quel periodo l’islam ha progressivamente chiuso la porta alla ragione critica, alla filosofia e all’ijtihad, privilegiando l’ortodossia religiosa e l’ortoprassi (osservanza rigida della sharia). Mentre l’Europa sviluppava società pluraliste, università, scienza e valorizzazione dell’individuo, il mondo islamico rimaneva ancorato a un modello medievale tripolare (tribù, umma, impero) dominato dagli ulama e dal tradizionalismo.
Il confronto tra le strutture sociali e teologiche di islam e cristianesimo mostra come questa scelta abbia impedito lo sviluppo di Rinascimento, Illuminismo e modernità. I grandi imperi (Mogul, Safavide, Ottomano) ne sono rimasti intrappolati, accumulando un ritardo scientifico, economico e culturale duraturo.
Conclusione: senza una sincera autocritica e la riapertura alla ragione, il declino non è solo storia passata, ma una condizione ancora in atto.