Favoritismi all’interno del “cerchio magico” del profeta dell’islam

Se un nero prende per necessità un mantello dal bottino di guerra di Maometto viene ucciso. Se invece il cugino (nonché genero) di Maometto “usufruisce” di una schiava facente parte del bottino di guerra riservato a Maometto (chiamato Khumus), allora va tutto bene.

Il profeta razzista

In questo articolo avevamo raccontato di quando Maometto uccise lo schiavo nero Midam perché lo aveva giudicato “colpevole” di appropriazione indebita di un mantello facente parte del bottino di guerra. Un mantello.

Ma questo “metro di giudizio” da parte del saggio fondatore della “religione” di pace vale per tutti? Maometto era inflessibile con tutti?

Ovviamente NO.

Maometto era infatti disposto a lasciare che il suo cugino e genero Alì usufruisse di sua libera iniziativa delle schiave sessuali facenti già parte della porzione del bottino riservata al profeta senza che quest’ultimo opponesse la minima resistenza.
Anzi, Alì ottenne la piena approvazione e il massimo incoraggiamento da parte di Maometto, una volta che questi venne informato da terzi sull’accaduto.

Nell’episodio raccontato in questo Hadith infatti, un certo Buraida non nasconde il proprio disappunto non appena si accorge di come alcune persone della stretta cerchia del “profeta” godessero di molti privilegi.

Narrò Buraida: il profeta mandó Ali da Khalid per portare il Khummus del bottino [si tratta della quantità pari ad un quinto del bottino, riservata a Maometto, ndt] e io odiavo Ali (perché si era preso una schiava dal bottino di guerra, nota a fondo pagina). Ali si era poi fatto un bagno (dopo l’atto sessuale con la ragazza facente parte del Khummus). Dissi allora a Khalid “non vedi tutto ciò?”.
Quando raggiungemmo il profeta gli riferì l’accaduto e lui disse “O, Buraida! Tu odi Ali?”. Io dissi “sì”. Lui disse “non odiarlo, perché lui merita più di quello dal Khummus”. (Sahih Al Bukhari, n.4350)

Schiavitù, bottino di guerra, schiave sessuali, discriminazioni???
Certo, ma sempre sulla via di Allah.

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